Arabi: le origini

Le origini
Gli antichi egiziani davano a questi nomadi semiti che si aggiravano attorno all’Egitto il nome di “vagabondi delle sabbie” o Ara-Bar. Dunque sono tutti Ara-Bar quelli che poi si chiameranno poi Ebrei e Arabi.
E’ piuttosto difficile separare l’etnia degli Ebrei e degli Arabi. Erano entrambi due popoli semiti. Secondo la Bibbia, il nome Ebreo discenderebbe da Eber, a sua volta discendente da Sem figlio di Noè (il capostipite dei popoli semiti) e antenato di Abramo, il comune patriarca delle due religioni: dell’ebrea, che sarebbe discesa da Isacco figlio di Abramo e di Sara; e la Musulmana, che (secondo Maometto) sarebbe discesa da Ismaele figlio dello stesso Abramo e di un’altra moglie alla quale il patriarca si era unito su consiglio della stessa Sara, dal momento che nei primi anni essa non era riuscita a dargli un figlio.
Il testo biblico stabilisce così una parentela strettissima fra ebrei e arabi. E secondo alcuni studiosi ebrei e arabi si avvicinano ai misteriosi habiru, o agli aramei, nomadi presenti un po’ in tutto il vicino Oriente fra il 2000 e 2200 a.C.
Una separazione più che “divisione” di questi due popoli, avviene quando una parte della discendenza di Abramo, divenuta troppo numerosa, si reca in Egitto dove vive pacificamente. Cambiata la situazione politica sotto i faraoni Ramesete II e Meneptah, questo popolo vittima di persecuzioni, sotto la guida di Mosè decise di tornare in Palestina, dove consolidò un regno con il vincolo religioso fra le stirpi dei due rami. Infatti anche gli arabi di oggi riconoscono Mosè come profeta; e si danno anche il suo nome: Moslen.
Questo per quanto riguarda gli Ara-Bar (nomadi) che vivevano a nord, mentre quelli sedentari, vero cuore dell’Arabia erano sulle sponde del golfo Persico, nell’Oman e nello Yemen.
Alcune tribù anche in questi anni si spostano nel settentrione, verso la Palestina; troveremo alcune di queste tribù (che divennero poi famose – Aws e Khazraj, ) nell’oasi-piantagione di Yathrib (Medina) e alla Mecca (la tribù dei Quraysh, anche questi diventati sedentari) Secondo alcuni studi archeologici, le prime formazioni politiche arabe risalgono al V secolo a.C. con i regni dei Minei e dei Sabei, nella penisola arabica, nel cui centro si stanziarono tribù nomadi, mentre a sud si formarono insediamenti di tipo agricolo-mercantile.

SABEI e MINEI
I Sabei furono i primi arabi che si accostarono alla civiltà. Essi appaiono nelle tarde iscrizioni cuneiformi, mentre il più antico riferimento nella letteratura greca è nella HISTORIA PLANETARUM di Teofrasto (228 a.C.). La prima patria dei Sabei, si trovava nell’angolo sud-occidentale della penisola. La fertilità del territorio favorita dalla pioggia, la sua vicinanza al mare e la sua posizione strategica sulla via dell’India, furono fattori determinanti del suo sviluppo. Vi si producevano spezie, mirra ed altri “aromata” come l’incenso, che venivano utilizzati per condire cibi o per essere bruciati nel cerimoniale di corte e nel rituale religioso. Il commercio di questi prodotti, non privo di difficoltà, lungo la rotta che attraversava il Mar Rosso, spinse i Sabei ad aprirsi una strada terrestre tra lo Yemen e la Siria, lungo la costa occidentale passando attraverso la Mecca e Petra.
Lungo questo percorso furono fondate parecchie colonie sabee, dalle quali forse provenivano i Sabei che figurano nei documenti assiri ed ebraici ( la Regina di Saba ). I Sabei erano il ramo più illustre dell’intera famiglia dell’Arabia meridionale di cui facevano parte anche i Minei; i regni che essi fondarono non ebbero mai carattere militare, iniziati sotto forma di teocrazia, finirono poi come dinastie laiche. Il periodo sabeo, secondo la scuola arabista che sostiene la cronologia bassa, durò dal 750 a.C. al 115 a.C.

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