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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; rinascimento</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>Tommaso Campanella</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tommaso Campanella (1568-1639), nato a Stilo in Calabria, fu con Giordano Bruno il più grande filosofo del Rinascimento. Compì i suoi studi nell&#8217;Accademia Cosentina, ove ap­prese con entusiasmo il naturalismo di Telesio; apparten­ne come Bruno all&#8217;Ordine domenicano, ma, accusato di cospirare contro il governo spagnolo, fu detenuto per ben 27 anni in carcere, ove scrisse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tommaso Campanella (1568-1639), nato a Stilo in Calabria, fu con Giordano Bruno <em>il più grande filosofo del Rinascimento</em>.<br />
Compì i suoi studi nell&#8217;Accademia Cosentina, ove ap­prese con entusiasmo il naturalismo di Telesio; apparten­ne come Bruno all&#8217;Ordine domenicano, ma, accusato di cospirare contro il governo spagnolo, fu detenuto per ben 27 anni in carcere, ove scrisse la maggior parte delle sue opere.<br />
Uscito dal carcere nel 1626, riparò in Francia, ove ri­cevette aiuti dal Richelieu, e morì a Napoli.<br />
Scrisse il <em>De sensu rerum</em>, la <em>Philosophia realis</em>, la <em>Metaphysica</em>, <em>la Città del Sole</em>, ecc.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<p>Campanella, pur muovendo; da Te­lesio, supera il cauto e modesto naturalismo del maestro, fondando un organico e compiuto sistema metafisico.</p>
<ol>
<li>Anche Campanella ammette che la natura è costi­tuita dalla materia e dalla forza; e che la forza si sdoppia nei due contrari di <em>caldo</em> (forza dilatante) e <em>freddo</em> (forza restringente); e, infine, che queste forze materiali sono dotate di sensibilità, e, quindi, che la materia è animata (<em>animismo</em>).<br />
Ma l&#8217;<em>anima</em> non è, come voleva Telesio, materiale: essa è anzi qualcosa di profondamente diverso dalla materia.<br />
Essa non riceve passivamente le impressioni del mon­do esterno, come voleva il rigoroso sensismo telesiano; ma è, oltre che un senso delle cose (<em>sensus additus</em>), an­che senso di sè (<strong>sensus inditus</strong>), e, quando sente le cose, non sente in fondo che sé stessa, cioè le modificazioni che le cose esteriori apportano al suo essere.<br />
L&#8217;anima é perció <em>spiritualità, attività</em>, <strong>autocoscienza</strong>, <em>realtà prima e immediata</em>, dalla quale non si può assolutamente dubitare (<em>cognoscere est esse</em>).<br />
<strong>Con tale dottrina Campanella non solo sor­passa Telesio, ma, ponendo per la prima volta il principio dell&#8217;autocoscienza a base della filosofia, precorre Cartesio e Kant, venendo a battere alle porte della filosofia moderna.</strong></li>
<li>Il principio dell&#8217;autocoscienza serve a Campanella per spiegare il mistero dell&#8217;universo.<br />
Egli parte dal postulato che la <em>natura di tutte le cose è la stessa</em>, per cui basterà all&#8217;uomo penetrare la propria natura per poter penetrare la natura di tutte le cose.<br />
Ora in noi, oltre alla coscienza della nostra esistenza, v&#8217;è la coscienza di potere (<em>potestas</em>), di sapere (<em>sapientia</em>), di volere (<em>amor</em> o impulso a conservarsi e ad espandersi), quindi anche le altre cose, oltre ad essere coscienza di sè (una coscienza attenuata, per l&#8217;intensità delle impres­sioni esterne che sono costrette a subire), sono dotate di potenza, sapienza e amore.<br />
Questi tre caratteri si trovano limitatamente negli es­seri finiti, ma in grado massimo nella divinità: sono le <em>tre &#8220;primalità&#8221;</em>, che Essa riverbera su tutto l&#8217;universo.</li>
<li>Il Campanella trattò anche la politica nella <em>Città del Sole</em>, ove espose il suo ideale di uno Stato a carat­tere naturalistico.<br />
Tale Stato ha per fine il benessere terreno dei cittadini, per cui saranno sfruttate tutte le scoperte e le invenzioni della scienza, nonchè le arti magiche a cui l&#8217;autore crede; non vi si professa la religione cattolica, la ma <em>religione naturale</em>, cioè quella religione che  è naturalmente nel fondo di ogni coscienza umana; vi è abolita la famiglia e la proprietà privata; vi è garantito il lavoro per tutti i cittadini, ecc.<br />
Ma in altri scritti il Campanella abbandona questa utopia, e vagheggia una teocrazia papale a cui tutti i principi temporali dovrebbero sottostare</li>
</ol>
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		<title>Bernardino Telesio</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bernardino Telesio (1500-1588), nato a Cosenza (ove fondò un&#8217;Accademia per lo studio delle scienze naturali), detto da Bacone «il primo degli uomini nuovi», rompe con Aristotele e con la Scolastica in modo radicale e rivoluzionario, elaborando il primo sistema rigorosamente naturalistico. Ciò è palese nel titolo stesso della sua opera maggiore, De rerum natura iuxta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bernardino Telesio (1500-1588), nato a Cosenza (ove fondò un&#8217;Accademia per lo studio delle scienze naturali), detto da Bacone «<em>il primo degli uomini nuovi</em>», rompe con Aristotele e con la Scolastica in modo radicale e rivoluzionario, elaborando il <strong>primo sistema rigorosamente naturalistico</strong>.<br />
Ciò è palese nel titolo stesso della sua opera maggiore, <em>De rerum natura iuxta propria principia</em>, cioè studio del­la natura secondo principi ricavati dalla natura medesi­ma, indipendentemente da ogni autorità o forza sopran­naturale ed occulta.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<p>Telesio, ha un concetto <strong>materialistico</strong> dell&#8217;uomo e della natura.</p>
<ol>
<li>La conoscenza umana si riduce ad un <em>rigoroso sensismo</em>: non più l&#8217;opposizione aristotelica di senso e&#8217; di intelletto, ma unicamente senso ed esperienza sensibile.<br />
L&#8217;intelletto non ci dà che sensazioni generiche, e quin­di si riduce in ultima analisi a sensazioni.</li>
<li>La natura è una realtà <em>rigorosamente materiale</em>: non più il dualismo aristotelico di forma e di materia, ma monismo di <em>forza</em> e di <em>materia</em> inseparabili.<br />
La forza si sdoppia nei due contrari di <em>caldo</em> (forza dilatante) e di <em>freddo</em> (forza restringente), che sono sem­pre in lotta tra loro, e dalla cui lotta appunto nascono tutte le cose; ma entrambe queste forze materiali sono do­tate di <em>sensibilità</em>, perché ognuna di esse, per opporre resistenza alla forza contraria, deve poterne sentire la vicinanza.<br />
Telesio ha anzi un concetto <em>animistico</em> della natura: vi è un&#8217;« anima del mondo », che costituisce l&#8217;unità della natura e la pervade in tutte le sue parti.<br />
L&#8217;anima umana è <em>anch&#8217;essa materiale</em>, per quanto com­posta di materia più tenue e più mobile, perché altri­menti le forze materiali non potrebbero agire su di es­sa, provocandone la dilatazione (piacere) e la contrazio­ne (dolore).</li>
<li>Il naturalismo di Telesio si esplica pure nella morale.<br />
Ogni anima umana, come ogni cosa della natura, ten­de a <em>conservare</em> la propria forza, per cui la morale si fonda su tale impulso morale (cfr. poi Bacone e Hobbes).<br />
Virtù sono quelle qualità che concorrono all&#8217;autoconservazione, prima di tutto le virtù sociali (Telesio ammette l&#8217;esistenza di Dio e l&#8217;esistenza di un&#8217;anima).</ol>
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		<title>Nicolò Copernico</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/nicolo-copernico/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:32:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nicolò Copernico (1473-1543), na­to a Thorn, in Polonia, è il famoso sostenitore del siste­ma eliocentrico, che venne ad eliminare il contrasto aristotelico tra regione celeste e regione terrena. Scrisse il De revolutionibus orbium caelestium, con de­dica al pontefice Paolo III; la prima copia stampata gli fu recata sul letto di morte. Pensiero Per giungere alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicolò Copernico (1473-1543), na­to a Thorn, in Polonia, è il famoso sostenitore del <strong>siste­ma eliocentrico</strong>, che venne ad eliminare il contrasto aristotelico tra regione celeste e regione terrena.<br />
Scrisse il <em>De revolutionibus orbium caelestium</em>, con de­dica al pontefice Paolo III; la prima copia stampata gli fu recata sul letto di morte.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<ol>
<li>Per giungere alla sua riforma, Copernico parte da due principi fondamentali.<br />
Uno è quello aristotelico-scolastico della <strong>semplicità della natura</strong>, in base al quale egli afferma che il siste­ma tolemaico, col far girare tutto l&#8217;universo attorno ad un corpo piccolo come la terra e col far descrivere ai pianeti un complicatissimo sistema di epicicli e di eccentrici, è un sistema tutt&#8217;altro che semplice.<br />
L&#8217;altro principio è quello della <strong>relatività della co­noscenza</strong>, in base al quale egli afferma che nulla vale la testimonianza dei sensi contro il sistema eliocentrico, per­ché il moto del sole è solo apparente, come apparente è il moto della terraferma rispetto al viaggiatore che sta sopra una nave.	</li>
<li>Il sistema copernicano consiste nell&#8217;immaginare nel centro dell&#8217;universo il sole, intorno a cui girano tutti i pianeti, compresa la terra: questa, oltre al moto di ri­voluzione intorno al sole, compie un moto di rotazione intorno al proprio asse.<br />
Tuttavia Copernico ammette ancora la <em>limitatezza del­l&#8217;universo,</em> il cui confine è segnato dal cielo delle stelle fisse, che è immobile; e l&#8217;esistenza delle sfere solide e trasparenti, in cui stanno infissi i pianeti.</p>
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		<title>Leonardo Da Vinci</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leonardo da Vinci (1452-1519), uno dei massimi ingegni che siano mai esi­stiti, fu il primo grande filosofo e scienziato naturalista. Pensiero Leonardo, come filosofo, non scrisse di proposito dei trattati filosofici, ma nei suoi numerosi scritti si trovano sparsi dei pensieri filosofici, che, riuniti insieme, costituiscono un vero e proprio sistema. Egli disprezza il pregiudizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leonardo da Vinci (1452-1519), uno dei massimi ingegni che siano mai esi­stiti, fu <em>il primo grande filosofo e scienziato naturalista</em>.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<ol>
<li> Leonardo, <strong>come filosofo</strong>, non scrisse di proposito dei trattati filosofici, ma nei suoi numerosi scritti si trovano sparsi dei pensieri filosofici, che, riuniti insieme, costituiscono un vero e proprio sistema.</li>
<p>Egli disprezza il pregiudizio umanistico che vedeva nell&#8217;antichità classica la base della speculazione filosofi­ca, e afferma che solo l&#8217;<strong>esperienza</strong> è la radice della vera scienza.<br />
E poichè Leonardo ritiene che la realtà, nel suo aspet­to più intimo, è razionalità, proporzione, ordine mate­matico, l&#8217;esperienza viene in lui integrata col <em>metodo deduttivo o matematico</em>, di fronte al quale ogni discus­sione è impossibile.<br />
In Leonardo non v&#8217;è insomma ne puro empirismo ne puro razionalismo, ma un equilibrato contemperamento dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, che ritroveremo in Galileo, ma non in Bacone e in Cartesio:</p>
<li>Leonardo, <strong>come scienziato</strong>, scoprì le <em>leggi fon­damentali della meccanica</em> (tra cui il principio di iner­zia), dell&#8217;<em>ottica</em>, dell&#8217;<em>acustica</em>, ecc.; inventò le <em>chiuse a conca</em>, che sono una delle più geniali risorse dell&#8217;inge­gneria moderna; <em>macchine d&#8217;ogni genere</em> a scopo indu­striale (orologio a piombo, bilance, organi, ecc.) e guer­resco (ponti trasportabili, mine sotterranee, bombarde, carri d&#8217;assalto, sottomarini, ecc.); fece studi originali sul <em>volo degli uccelli</em> e sulla <em>locomozione aerea dell&#8217;uomo</em>; si occupò intensamente di <em>anatomia</em>, e scrisse in tale ma­teria diecine di libri, illustrando i suoi scritti con centinaia di perfettissimi disegni.</li>
</ol>
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		<title>Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 05:31:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vita e opere Giordano Bruno (1548-1600), nato a Nola, fu il più grande filosofo del Rinascimento, che, mentre assomma e compendia il lavoro dei predecessori (Talesio, Copernico, Cusano, Lullo, ect., oltre vaste tracce di neoplatonismo, stoicismo, eraclitismo), contiene i motivi principali della filosofia moderna (cfr. Spinoza, Shelling, Hegel, ect.). Entrò assai giovane nell&#8217;Ordine domenicano, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Vita e opere</h2>
<p>Giordano Bruno (1548-1600), nato a Nola, fu <em>il più grande filosofo del Rinascimento</em>, che, mentre assomma e compendia il lavoro dei predecessori (Talesio, Copernico, Cusano, Lullo, ect., oltre vaste tracce di neoplatonismo, stoicismo, eraclitismo), contiene i motivi principali della filosofia moderna (cfr. Spinoza, Shelling, Hegel, ect.).<br />
Entrò assai giovane nell&#8217;Ordine domenicano, ma ne uscì presto per l&#8217;incompatibilità delle sue dottrine.<br />
Andò peregrinando per la Svizzera, la Francia, l&#8217;Inghilterra, la Germania, finchè fu arrestato a Venezia dall&#8217;Inquisizione, e dopo qualche anno di prigione condannato al rogo.<br />
Scrisse <em>De la Causa Principio et uno, l&#8217;infinito Universo e Mondi, Degli eroici furori, De Monade, De immenso, La Cena delle Ceneri</em>, ect.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<p>Bruno supera il modesto e cauto naturalismo di Telesio, elaborando un organico e compiuto sistema metafisico.<br />
1. Il centro della sua dottrina è l&#8217;<strong>infinità della natura</strong>, contrapposta alla finalità propugnata da Aristotele e dalla Scolastica.<br />
A questa idea egli giunse sia attraverso i dati che gli venivano offerti dal progresso della scienza, specialmente dal sistema copernicano, che già aveva spostato e allargato lo sguardo dell&#8217;uomo dalla terra al sole (ma il Bruno proede oltre Copernico, col negare la finitàdel mondo e l&#8217;immobilità delle stelle fisse, sia con speculazioni proprie, miranti a dimostrare che all&#8217;infinita Causa (Dio) deve corrispondere un effetto egualmente infinito (gli &#8220;infiniti mondi&#8221;).<br />
Se l&#8217;universo è infinito, cessa per questo fatto dall&#8217;avere un solo centro, ma come centro può esssere considerato ogni suo punto: nè la terra, nè il sole possono essere considerati il centro del mondo.<br />
La speculazione bruniana è tutta pervasa da questo sentimento dell&#8217;infinito, che, dopo la navigazione di Colombo, che aveva osato infrangere le Colonne d&#8217;Ercole, sembra interpretare fedelmente la nuova mentalità del Rinascimento.</p>
<p>2. La dottrina dell&#8217;infinità della natura porta naturalmente Bruno al più rigoroso <strong>panteismo</strong>.<br />
Egli distingue nella natura una <em>materia</em> (<em>Natura Naturata</em>) e una <em>forma o Anima del Mondo o unità o Monade</em> assoluta e perfetta (<em>Natura Naturans</em>): la prima non può stare senza la seconda e viceversa, e non è che l&#8217;apparenza molteplice, mutevole, relativa, imperfetta della seconda (cfr. neoplatonismo).<br />
Tutto nel mondo è teofania, rivelazione di Dio: la Natura naturata ci conduce continuamente a una Natura naturante, che è la realtà in sommo grado; la molteplicità delle cose ad una Unità immobile ed eterna.<br />
In tale Unità tutte le opposizioni coincidono (cfr. Cusano), ed anche quello che noi riteniamo sia male è &#8220;nell&#8217;occhio dell&#8217;eternitade&#8221; bene.<br />
Bruno elimina in tal modo il dualismo aristotelico-scolastico di natura e di Dio, divinizzando la Natura e dichiarandola un complemento necessario di Dio, senza cui Dio stesso non sarebbe.</p>
<p>3. La morale bruniana, che si trova specialmente nell&#8217;opera <em>Degli eroici furori</em>, concorda con questo naturalismo panteistico.<br />
Essa pone, al posto della quieta estasi medievale, l&#8217;eroico furore, cioè l&#8217;esigenza di un continuo autosuperamento dell&#8217;uomo verso il raggiungimento di fini sempre più elevati, per quanto sempre irraggiungibili.<br />
Anche Bruno, come Telesio, adotta il principio della doppia verità.<br />
Egli considera la fede come necessaria &#8220;per l&#8217;instituzione di rozzi popoli che denno esser governati&#8221;, mentre la verità di ragione spetta solo agli uomini che possono intendere e ai quali spetta di governare sè e gli altri: perciò i filosofi mai si sono opposti alla religione, anzi l&#8217;hanno favorita.<br />
Partendo da questo principio, egli si dichiara pronto, davanti all&#8217;Inquisizione, a ritirare le sue idee e ad ammettere i dogmi della Chiesa cattolica, come già a Ginevra quelli del calvinismo.</p>
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