‘ Giolitti, Crispi e Depretis’

Giolitti: l’età giolittiana

Il primo quindicennio del XIX secolo vide prevalere la figura di Giovanni Giolitti, quasi ininterrottamente al governo dal 1903 al 1914. L’originalità del suo pensiero si capì subito quando, non ancora ministro degli interni, in un discorso al parlamento disse che era sbagliato lodare la frugalità dei contadini, in quanto chi non consuma non produce. Mantenendo bassi i salari, continuava Giolitti, si commetteva un’ingiustizia, un errore economico ed un errore politico: un’ingiustizia perché lo stato non dava a tutti i cittadini le stesse opportunità; un errore economi...

L’affare Dreyfus

Alcuni elementi avevano dato vita a teorie di razze superiori e inferiori, primo fra tutti la posizione egemonica che l’Europa aveva assunto nella storia degli ultimi secoli.
I primi autori che si espressero con queste opinioni furono Arthur de Gobineau (“Sull’ineguaglianza delle razze”) e H.S. Chamberlain (“Fondamenti del XIX secolo”).
Chamberlain stesso poi identificava la razza germanica come migliore dei suoi tempi, destinata ad espandersi nel corso del Novecento.
C’era però anche chi andava contro queste tesi, come Friedrich ...

La crisi di fine secolo

Durante il governo di Di Rudinì destò scalpore l’articolo di Sonnino “Torniamo allo statuto”, che diceva di dar meno importanza al parlamento, e che il governo era responsabile solo nei riguardi del sovrano, non del parlamento.
Un altro problema era la necessità dei cattolici a partecipare alla vita politica italiana.
Tra il 1897-1898 scoppiarono a Milano rivolte per il prezzo del pane: Di Rudinì mando il generale Bava Beccaris, che le represse nel sangue, e che fu addirittura insignito di medaglia. Fu scandalo e Di Rudinì si dimise.
Salì così al p...

Crispi: riforma interna e colonialismo

Per Crispi, un modello da imitare era Bismark: egli ai valori risorgimentali aggiunge il conservatorismo e il nazionalismo. I punti cardine della sua riforma furono la nascita del nuovo Codice Penale e l’abolizione della pena di morte.
Tra le varie leggi che fece, sono da ricordare: La nuova legge comunale e provinciale, che comprendeva l’elettività del sindaco.

Il nuovo codice penale che prevedeva l’abolizione della pena di morte e maggiori garanzie per i lavoratori (libertà di associazione, pensiero, sciopero).

L’inasprimento dei rapporti con ...

Politica interna ed estera della sinistra

Con l’unificazione dell’Italia la destra aveva assolto i suoi compiti, adesso si sentiva bisogno di un rinnovamento, così nelle elezioni del 1874 la sinistra ebbe più voti. Il suo programma aveva come capisaldi la diminuzione delle imposte, la perequazione fondiaria e il decentramento. Caratteristica della sinistra sarà l’impegno democratico.
In Italia c’erano due sinistre: quella “Meridionale”, formata da piccola e media borghesia artigianale e commerciale, proprietari terrieri, ceti professionali che si vedevano svantaggiati dall’unità; ...

La seconda rivoluzione industriale

Differenze sostanziali della II rivoluzione industriale con la prima:

1. Carattere generale (interessa tutta l’Europa e non solo una nazione).
2. Danneggiamento nei confronti dell’agricoltura (produzioni abbondanti per via dei nuovi territori disponibili e conseguente calo dei prezzi).
3. Innovazioni tecnologiche (petrolio, elettricità, acciaio, telefono, motore a scoppio, telegrafo senza fili, dinamite, ricerca chimica, linee ferroviarie transcontinentali).
4. Capitalismo finanziario (nascita di nuovi grandi istituti di ...