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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; 1600-1700</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>La Russia tra 600 e 700</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 09:09:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La dinastia dei Romanov, salita al trono nel 1613, tentò di consolidare il potere degli zar, termine che in Russia indicava l&#8217;imperatore. Fu riorganizzata il sistema fiscale, giudiziario e amministrativom fu rafforzato l&#8217;eserciti e la Chiesa ortodossa venne sempre più sottomessa agli zar. Lo sviluppo dell&#8217;assolutismo toccò il suo culmine tra la fine del &#8217;600 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La dinastia dei Romanov, salita al trono nel 1613, tentò di consolidare il potere degli zar, termine che in Russia indicava l&#8217;imperatore. Fu riorganizzata il sistema fiscale, giudiziario e amministrativom fu rafforzato l&#8217;eserciti e la Chiesa ortodossa venne sempre più sottomessa agli zar. Lo sviluppo dell&#8217;assolutismo toccò il suo culmine tra la fine del &#8217;600 e l&#8217;inizio del &#8217;700 con Pietro I il Grande, che usò l&#8217;ampio potere raggiunto per fare della Russia uno stato in gradi di competere con il resto d&#8217;Europa. La plurisecolare dinastia dei Rjurik, che aveva fondato il primo Stato russo, si estinse nella persona del figlio secondogenito di Ivan il Terribile, Fëdor I (1584-1598). Debole di mente e malaticcio, Fëdor lasciò le redini del governo dapprima allo zio materno Nikita Romanov (1584-1585), poi al cognato Boris Godunov (1585-1598). Grazie all&#8217;appoggio della Chiesa e al prestigio derivatogli da alcuni successi militari, consolidò rapidamente la sua posizione, sicchè alla morte di Fëdor senza eredi (suo fratello Demetrio era stato assassinato in circostanze misteriose nel 1591), si fece incoronare zar (1598-1605). Nel 1603, mentre il paese era in preda all&#8217;anarchia e bande di Cosacchi e guarnigioni polacche e svedesi dilagavano in Moscovia, contro Godunov si levò il falso Demetrio (un avventuriero sostenuto dalla Polonia e dalla Chiesa cattolica che si spacciava per il redivivo fratello di Fëdor), il quale usurpò il trono per quasi un anno (1605-1606). A questo succedette il boiaro Basilio Šujskij (1606- 1610), contro il quale insorse un secondo falso Demetrio, detto l&#8217;Impostore o il Brigante di Tušino (1607-1610). La situazione degenerò rapidamente quando il re di Polonia, Sigismondo III Vasa, per prevenire un rafforzamento della Svezia in Russia (re Carlo IX di Svezia era intervenuto in favore dello Šujskij), occupò Smolensk (1609) e Mosca e impose sul trono di Russia il proprio figlio Ladislao (1610), cui progettava di succedere egli stesso, mentre gli Svedesi occupavano Novgorod. Tutto ciò non fece che accelerare la fine del periodo dei torbidi. Il regno di Michele III fu quasi completamente assorbito dai problemi della ricostruzione nazionale dopo le devastazioni del periodo dei torbidi.<br />
La situazione si sbloccò sotto il figlio di Michele, Alessio (1645- 1676), quando l&#8217;atamano Bogdan Chmelnitzkij, capo della rivolta antipolacca dei Cosacchi ucraini (1648-1654), chiese l&#8217;intervento dello zar (trattato di Perejaslav, 1654). Il conflitto che ne seguì (1654-1667) permise ai Russi di procedere all&#8217;annessione (trattato di Andrusovo, 1667) dei territori ucraini a est del Dnepr e di Kiev, annessione che venne resa definitiva col riavvicinamento russo- polacco seguito all&#8217;invasione ottomana dell&#8217;Ucraina occidentale (1672- 1699).<br />
L&#8217;ascesa al trono di Pietro era avvenuto in modo veramente insolito. Alessio si era sposato due volte. Dalla prima ebbe dieci figli. Dalle seconde nozze nacque Pietro. Quando Alessio morì, fra le due famiglie si scatenò una dura lotta per il trono. Divenne prima zar Fiodor, dopo la morte prematura del quale il regno doveva passare a Ivan, frattelastro di Pietro. Era un ragazzo di quindici anni con evidenti ritardi mentali. Nominare zar il giovane Pietro, allora un bambino di dieci anni, fu una soluzione a cui Sofia si oppose aizzando i reggimenti degli strelizi, la guardia di Mosca. Forte dell&#8217;appoggio di questa milizia, scatenata contro la famiglia di Pietro, Sofia potè dettare le sue condizioni: &#8220;Appena maggiorenne Ivan diventare zar e io mi dimetterò da reggente. Se Ivan dovesse morire Pietro li succederà &#8220;. Sofia mantenne la reggenza sul regno di Russia, ma a sedere sul trono dello zar furono per la prima volta in due: Ivan e Pietro. A un certo punto, Pietro I riuscì a diventare l&#8217;unico padrone della Russia, il suo fratellastro morì.<br />
I suoi rapporti con la mogie e il figlio erano pessimi. Considera il figlio, Alessio, un debole e un incapace. Cerca di farne un uomo d&#8217;azione, ma inutilmente. Di amori, lo zar ne ha in continuazione, ma c&#8217;è una donna che predilige: Caterina, un bionda lituana conosciuta quando era al servizio come domestica di un pastore luterano. Pietro I finirà  addirittura per incoronarla come imperatrice dopo la morte con la moglie, con il nome di Caterina I.<br />
E&#8217; il 1703 e Pietro il Grande riesce finalmente a creare un insediamento nel baltico, si tratta di una fortezza destinata a diventare il primo nucleo della futura città : Pietroburgo. Le pietre bisogna portarle una per una da fuori. Incorono migliaia e migliaia di operai, prelevati come bestiame dai villaggi della regione. Pietro obbliga l&#8217;aristocrazia russa a trasferirsi a san Pietroburgo. Approfita di qualche incendio: per esempio ci fu un enorme incendio che distrusse una parte di Mosca e lui trasferì 5000 famiglie senza tetto a San Pietroburgo. Per incoraggiare il trasferimento promuove nel campo nuovi ceti, così i marinai migliori diventano ammiragli e gli artigiani veri e propri imprenditori.<br />
Pietro aveva una preoccupazione: quella di cercare una soluzioni ai continui intrighi e complotti che si tramavano in quel momento a Mosca nei suoi confronti. La sua è una violenza repprssiva che non conosce regole. Alla sorella, la mente della congiura, li verra risparmita la vita, ma non l&#8217;esilio. Chi ha partecipato alla cospirazione è condannato a morte. Alla fine farà  torturare suo figlio accusato di complottare contro di lui e lo farà  uccidere. Lo sforzo espansivo che fin dal 1696 intraprese sul Mar Nero e verso i Balcani diede i suoi frutti con l&#8217;acquisizione Azov del 1700; quello stesso anno volse le sue mire contro la Svezia di Carlo XII al quale, dopo una lunga guerra dalle vicende alterne, inflisse la sconfitta decisiva di Poltava (1709). La Russia entrò così in possesso delle coste orientali del Mar Baltico e, con successive operazioni, della Livonia e dell&#8217;Estonia (1710). Subito dopo lo zar riprese le ostilità  contro la Turchia (1711), che però si risolsero in un disastro per la Russia e nella perdita dell&#8217;accesso al Mar Nero. A fianco di Danimarca, Polonia, Sassonia, Prussia e Hannover, combattè di nuovo contro la Svezia, alla quale impose la pace di Nystad (1721) e la cessione della Finlandia sudorientale. La guerra del 1723 contro la Persia gli assicurò poi le rive occidentali del Mar Caspio (1723).<br />
L&#8217;azione energica e a volte spietata di Pietro I il Grande impresse alla storia della Russia una brusca svolta, che trasformò un paese povero e arretrato in uno Stato moderno di tipo europeo.<br />
Per far questo Pietro I aprì scuole, incoraggiò gli studi scientifici, favorì il sorgere di industrie tessili e metallurgiche; modificò persino i costumi, proibendo l&#8217;uso degli abiti di foggia tartara e imponendo ai nobili il taglio delle imponenti barbe all&#8217;orientale.<br />
Affermò con forza il suo assolutismo infrangendo per sempre il potere dei boiari, che trasformò in docili funzionari. Riorganizzò il governo e l&#8217;esercito, costruì una moderna flotta.<br />
Quasi a sottolineare la trasformazione subita dallo Stato, spostò la capitale da Mosca a Pietroburgo, al confine con l&#8217;Occidente, per disporre di una finestra aperta sull&#8217;Europa.<br />
C&#8217;è una domanda geografica che assila Pietro: la Russia confina con l&#8217;America? Per scoprirlo manda un capitano danese, nel 1725, poco prima della morte di Pietro. Nell&#8217;agosto del 1728, arrivò a pocchissima distanza dalle coste dell&#8217;Alaska, ma non li vide a causa di una fitta nebbia. Incalzato dalla fine dell&#8217;estate tornò indietro senza rendersi conto di essere arrivato quasi in America. Bering fu incaricato di guidare una nuova missione che partì nel 1733.<br />
Alla morte di Pietro sarà  Caterina a salire sul trono, ma solo per due anni. Alla sua morte seguirono oltre un decennio con lotte al potere, fino a quando al trono salì Elisabetta (1741), figlia di Pietro il Grande e Caterina. Con lei San Pietroburgo conobbe un balzo in avanti. Per tenere a bada i nobili concesse a loro poteri illimitati. Il 16 giugno 1741 il veliero di Bering avvistò le coste dell&#8217;Alaska. A poca distanza dalle coste russe incontrò una nuova tempesta, una violenta ondata spinse il velierio sulle roccie di un&#8217;isola, affondandola. Ai naufraghi non restò che raggiungere terra. Molti perirono, fra cui lo stesso Bering. I viaggiatori tornati in patria portarono con sè qualcosa che avrebbe destato interesse ad alcuni loro connazionali: pelliccia di lontra che fece muovere verso l&#8217;Alaska flotte di avventurieri. Questi spietati commercianti di pelli occuparono le isole Aleutine. Gli aleutani furono costretti a cacciare giorno e notte. Quando alcuni aleutiani si ribellarono nascondensi su alcune rocce che ritenevano sicure i commercianti massacrarono migliaia di persone innocenti.<br />
Quando Pietro III sale al trono, nel maggio del 1762 impartisce direttive politiche e militari che lasciano esterefati ministri e generali. Viene definito da tutti un uomo pazzo. Nel giro di qualche settimana il complotto è organizzato. Pietro III viene destituito e arrestato, il suo regno dura poco più di un mese. Viene arrestato e dopo un mese viene trovato morto. Sale al trono Caterina II. Sotto il suo governo i territori dell&#8217;impero si allargarono notevolmente, soprattutto a spese della Polonia e della Turchia. Grazie all&#8217;alleanza con la Prussia e con l&#8217;Austria, ottenne dalla Polonia, con le spartizioni del 1772, del 1793 e del 1795, tutte le regioni orientali; alla Turchia strappò prima le steppe russe meridionali fino al fiume Bug e alcune città  di grande importanza commerciale come Azov e Kinburn (1768-74), quindi la Crimea, il Taman e il Kuban (1783). Nè mancarono all&#8217;interno sommosse e rivolte sanguinose, come quella del cosacco Emeljan Pugacëv, repressa nel 1775. C&#8217;è una aspetto molto importante nella vita di Caterina la Grande, cioè la sua amicizia con gli illuministi. Caterina cercò di convincere la nobiltà  a rinunciare ai privilegi, ma il problema era troppo vasto e profondo.</p>
<p>Documentario della RAI- Ulisse, il piacere della scoperta / CD, ACTA- Mille anni di storia (Il settecento) / Libro, Edizioni il capitello- Le origini del mondo attuale </p>
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		<title>La rivoluzione inglese</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 09:08:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1603 a Elisabetta I Tudor, che non lasciava eredi diretti, succedette sul trono il suo parente più prossimo, Giacomo I Stuart, che era già re di Scozia. Per la prima volta furono così unificate la corona inglese e quella scozzese. A partire dal regno di Carlo I Stuart (1625-49), la monarchia cercò di accentrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1603 a Elisabetta I Tudor, che non lasciava eredi diretti, succedette sul trono il suo parente più prossimo, Giacomo I Stuart, che era già  re di Scozia. Per la prima volta furono così unificate la corona inglese e quella scozzese. A partire dal regno di Carlo I Stuart (1625-49), la monarchia cercò di accentrare tutto il potere, abolendo i poteri del parlamento. Questo organo, creato dalla nobiltà  durante il Medioevo per imporre un controllo sull&#8217;operato del re, era composto dalla Camera dei Lords (alta aristocrazia, nominato dal re) e dalla Camera dei Comuni (basso clero, piccola nobiltà  e borghesia, eletti dalle categorie rappresentate). Il sovrano doveva sottoporre all&#8217;approvazione delle Camere tutte le leggi che prevedevano degli aumenti di spese. Quando Carlo I fu costretto a ricorrere ad esse per finanziare le sue spedizioni militari e i costi di mantenimento della sua lussuosa corte, si trovò a una forte opposizione, alla quale reagì sciogliendo il parlamento. Ne seguì una vera guerra civile fra sostenitori del re e sostenitori del parlamento. Questi ultimi trovarono in Oliver Cromwell un capo politico e militare. L&#8217;esercito da lui comandato fu in grado di combattere e sconfiggere quello del re. Condannato a morte, il re venne giustiziato nel 1649. L&#8217;Inghilterra di Cromwell divenne una repubblica. La repubblica finì con la morte di Cromwell (1658). L&#8217;ultimo degli Stuart, Giacomo II, cattolico, cercò di ristabilire un potere assoluto. Era tuttavia di carattere debole e indeciso, e quindi il parlamento riuscì a cacciarlo. Al suo posto, lo stesso parlamento chiamò sul trono la figlia Maria Stuart e il marito Guglielmo d&#8217;Orange, un nobile olandese, che dovettero giurare fedeltà  alla Dichiarazione dei diritti. Solo dopo questo impegno furono incoronati (1689). Con questi eventi, noti nella storia d&#8217;Inghilterra come gloriosa rivoluzione, naque un nuovo sistema politico, cioè un nuovo modo di organizzare e govrnare lo Stato.</p>
<p>Libro, La monnier-Storia progetto modulare 2 / Libro, Edizioni Il capitello- Le radici del mondo attuale </p>
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		<title>Il dominio europeo tra 1600 e 1700</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 08:54:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se il Portogallo e la Spagna fondarono un impero coloniale fin dall&#8217;inizio del XVI secolo, altri Stati europei intrapesero una politica coloniale verso la fine dei XVI e nel corso del XVII secolo. L&#8217;Olanda, contrariamente a gran parte dell&#8217;Europa che nel Seicento fu investita da una grave crisi economica, all&#8217;epoca conobbe anzi uno straordinario sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se il Portogallo e la Spagna fondarono un impero coloniale fin dall&#8217;inizio del XVI secolo, altri Stati europei intrapesero una politica coloniale verso la fine dei XVI e nel corso del XVII secolo.<br />
L&#8217;Olanda, contrariamente a gran parte dell&#8217;Europa che nel Seicento fu investita da una grave crisi economica, all&#8217;epoca conobbe anzi uno straordinario sviluppo nel settore manifatturiero e in quello dei commerci, sostituendosi ai Paesi che, fino ad allora, avevano avuto un rolo in tali attività : le Fiandre, le città  tedesche dell&#8217;Hansa, il Portogallo e Venezia. A partire dal 1595, in effetti, gli Olandesi si inserirono nell&#8217;importazione diretta delle spezie dell&#8217;Estremo Oriente, riuscendo a prendere il posto dei portoghesi, che fino ad allora avevano dominato le rotte tra l&#8217;Oceano Indiano e l&#8217;Atlantico, ma anche degli Arabi, che portavano il pepe dall&#8217;India ai porti del Mediterraneo orientale.<br />
In tal modo pure il commercio veneziano delle spezie, che non poteva più rifornirsi nelle città  del Vicino Oriente, fu completamente annietato dalla concorrenza dell&#8217;Olanda, e inoltre li sostituirono anche nei traffici interni del Mediterraneo. In quest&#8217;area le navi olandesi cominciarono a penetrare in gran numero a partire dagli anni 1590-1593, quando rifornirono di grano polacco l&#8217;Europa meridionale colpita da una grave carestia. La nascita di un dominio coloniale fu resa possibile dalla costituzione, nel 1602 ad opera dei mercati olandesi, dalla Compagnia delle Indie orientali, che ottenne dal governo amplissimi privilegi.<br />
Oltre ad avere il monopolio dei traffici con l&#8217;Oriente, la Compagnia ebbe quasi i poteri di uno Stato: possedeva un proprio esercito e una marina militare, poteva dichiare guerra e stipulare alleanze e trattati, amministrava direttamente i territori conquistati. Nel 1617 venne creata anche una Compagnia delle Indie Occidentali, impegnata nei traffici con le Americhe, in particolare nella vendita di schiavi africani nelle piantaggioni di zucchero del Brasile e nell&#8217;importazione in Europa di questo dolcificante, che proprio allora cominciò a diventare di uso comune.<br />
Nel 1602, in Indonesia, i portoghesi sono sostituiti dagli olandesi. Nel 1624 fondano sull&#8217;isola di Manhattan la colonia di Nuova Amsterdam e inoltre occupano Taiwan. Nel 1641 si impadroniscono di Malacca, in Malaysia, nel 1658 delllo Sri Lanka. Ma nel 1795 in Malaysia e nello Sri Lanka si assiste alla dominazione inglese. Nel 1664 occupano la Costa d&#8217;Oro.<br />
Come l&#8217;Olanda, anche l&#8217;Inghilterra non fu coinvolta dalla crisi europea del Seicento: fu anzi interessata da una grande crescita economica, cge riguardò i commerci, la produzione manifatturiera e l&#8217;agricoltura. Nel corso del XVII secolo, gli inglesi raggiunsero la costa atlantica dell&#8217;America settentrionale, dove fondarono nuove colonie o strapparono possessi agli olandesi (è il caso della città  di Nuova Amsterdam, poi ribatezzata New York, nel 1667, in cambio del Suriname). Inoltre nel 1795 in Malaysia e nello Sri Lanka si assiste alla dominazione inglese.<br />
Essi concentrarono però i loro interessi verso l&#8217;India, dove dovettero affrontare la concorrenza dei francesi. I due stati europei, approfittando della debolezza della monarchia indiana, causate dalle aspre lotte tra musulmani e indù, dalla metà  del Settecento cominciarono ampi territori della penisola. La guerra che ne conseguì si concluse con la vittoria dell&#8217;Inghilterra, che nel 1763 occupò anche le regioni conquistate fino ad allora dalla Francia, primo passo verso la totale colonizzazione, condotta a termine nella prima metà  dell&#8217;Ottocento.<br />
Nel 1608 Samuel de Champlain fondò Quebec e nel 1627 fu creata dal Richelieu la Compagnia della Nuova Francia o dei Cento associati, alla quale furono ceduti la proprietà  del paese e il monopolio del commercio canadese per quindici anni a partire dal 1629, a condizione che il territorio fosse colonizzato con 300 Francesi cattolici all&#8217;anno.<br />
Le precarie condizioni della colonia e il dissesto della Compagnia dei Cento associati indussero Luigi XIV, su consiglio di Colbert, a reintegrare la Nuova Francia nei domini reali riorganizzandone l&#8217;amministrazione con la nomina di un governatore, di un vescovo e di un intendente, assistiti da un consiglio sovrano, e a porre fine alla guerriglia degli Irochesi, stroncata dal reggimento di Carignan-Salières. Per favorire l&#8217;insediamento francese, Colbert promosse l&#8217;immigrazione di un contingente annuo di agricoltori e di artigiani, come pure di reclutati per un periodo di tre anni, che ottenevano terre allo scadere di questo periodo. Anche una parte dei soldati che avevano combattuto contro gli Irochesi accettarono di stabilirsi nella colonia.<br />
Il popolamento si sviluppò lungo il corso del San Lorenzo e, successivamente, dei suoi affluenti: le vie d&#8217;acqua costituirono infatti per lungo tempo le uniche arterie di comunicazione e solo assai tardi furono costruite strade. Frattanto proseguiva l&#8217;esplorazione sistematica. Nel 1684 il commercio delle pellicce portò a un nuovo conflitto con gli Irochesi e nel 1690.<br />
L&#8217;inglese Phipps, dopo essersi impadronito dell&#8217;Acadia, risalì con la sua flotta il San Lorenzo e tentò di impadronirsi di Quebec, ma venne respinto dal governatore Frontenac. I coloni inglesi spinsero gli Irochesi a combattere contro i francesi in cambio di promesse di libertà  e di invio do forti quantitativi di armi.<br />
A loro volta i francesi si allearono con i tradizionali nemici degli Irochesi, gli Algonkini e gli Huroni, e fecero loro altrattante promesse di libertà  e di indipendenza in cambio di un loro impegno contro gli inglesi. Pur avendo condotto lunghe guerre fra di loro, non erano mai giunte al punto di massacrarsi vicendevolmente. L&#8217;arrivo dell&#8217;uomo bianco spinse invece questi due popoli ad una lunga guerra distruttiva, guerra che durò per 110 anni, dal 1650 al 1760, e che finì per cancellare praticamente dalla faccia della terra queste tribù valorose. Gli Algonkini furono tra i primi ad escogitare un tipo di guerra che si potrebbe definire di guerriglia: mentre infatti tutti gli indiani, compresi gli Irochesi, non combattevano di notte per il timore che le anime dei caduti non riuscissero a trovare la via del cielo nell&#8217;oscurità , gli Algonkini, che non avevano questa credenza religiosa, attaccavano soprattutto approfittando delle tenebre sulle loro veloci e silenziose canoe.<br />
I bianchi riuscirono a prendere il sopravvento sugli indiani grazie ad un&#8217;arma micidiale che avevano scoperto, l&#8217;acquavite. Gli indiani infatti non erano abituati a queste bevande alcoliche e la loro particolare costituzione fisica faceva sì che i liquori avessero su di loro un effetto deleterio. Verso il 1750, quando ormai la resistenza francese nella zona dei Grandi Laghi si fece più sporadica e gli inglesi si apprestarono a conquistare definitivamente il Canada, la lotta fra gli Algonkini e gli inglesi si fece più dura. Alla lunga gli inglesi rimasero padroni della zona e i pellirosse furono costretti a firmare un trattato di pacee. Naturalmente i patti non vennero rispettati dai bianchi.</p>
<p>Libro, Edizioni Il capitello &#8211; Le origini del mondo attuale / CD, Rizzoli Larousse 2001- Enciclopedia multimediale / Libro, European book Milano- Atlantica Junior </p>
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		<title>Danimarca e Svezia tra 600 e 700</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 08:52:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La posizione della Svezia nella Scandinavia e nel Baltico uscì notevolmente rafforzata dalla pace di Vestfalia che le consentì di aggiungere ai domini già precedentemente acquisiti dalla corona svedese, nuovi territori a occidente (Pomeriana, Brema, Verden, Wismar), raggiungendo una popolazione solo per metà svedese. Nel 1645, con la pace di Bronsebro, la Danimarca aveva dovuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La posizione della Svezia nella Scandinavia e nel Baltico uscì notevolmente rafforzata dalla pace di Vestfalia che le consentì di aggiungere ai domini già  precedentemente acquisiti dalla corona svedese, nuovi territori a occidente (Pomeriana, Brema, Verden, Wismar), raggiungendo una popolazione solo per metà  svedese. Nel 1645, con la pace di Bronsebro, la Danimarca aveva dovuto cedere alla Svezia le isole baltiche di Gotland e Saarema, nonchè lo Jutland, Hariedalen e Hallan.<br />
Cristina riuscì a far riconoscere il cugino Carlo Gustavo come suo successore e nel 1650 come suo erede. La guerra del 1675-79 iniziò con una serie di rovesci per la Svezia. Morto Carlo X nel 1660, il governo era stato assunto dalla regina madre, Edvige Eleonora, affiancata da altri cinque dignitori a nome del figlio Carlo XI (1660-97) che a quell&#8217;epoca aveva solo quattro anni. Carlo XI fu dichiarato maggiorene nel 1672. La pace conclusa nel 1679, non comportò gravi perdite territoriali per la Svezia, nè acquisti per la Danimarca. Svezia e Danimarca conclusero un trattato di pace contenente clausole segrete che prevedevano un futura ampia collaborazione tra i due paesi nordici.<br />
Ognuna delle due parti si impegnò a non stipulare accordi e alleanze nè ad intraprendere guerre senza informare e consultare l&#8217;altra, e nel caso di una guerra comune i territori conquistati avrebbero dovuti essere divisi. La guerra determinòun notevole mutamento nella personalità  del re Carlo XI. Iniziò a prendere le proprie decisioni senza informare il consiglio, il quale venne svuotato di ogni potere. Oltre che a dare una maggiore stabilità  alle finanzie dello Stato, la restituzione delle terre alla corona dalla grande feudalità  determinò profondi mutamenti nella struttura della società , ridimensionando i possedimenti della grossa nobiltà . Si calcola che alla fine del secolo XVII i contadini contribuenti possedessero il 30% delle terre coltivate, mentre un altro 30% appartenevano alla nobiltà  e il resto della corona. Carlo XI morì all&#8217;inizio del 1697 e gli succedette il figlio quattordicenne Carlo XII. Egli riaffermò la politica assolutistica paterna. Poichè Carlo XII aveva rifiutato di sposare una principessa danese e non intendeva sacrificare la propria alleanza con gli Holstein-Gottorp, il nuovo re di Danimarca intavolò febbrili negoziati con la Sassonia-Polonia e con la Russia, per sferrare un attacco congiunto contro la Svezia. Il primo ad attaccare fu Augusto di Sassonia nel febbraio del 1700. Egli avanzò in Livonia, mentre la Danimarca preferì fare concessioni a inglesi e olandesi e stipulare la pace di Traventhal (agosto 1700). L&#8217;esercito svedese fu inviato nella Livonia.<br />
Mentre le truppe sassoni si ritirarono al di là  della Dvina, i russi, che nel frattempo avevano dichiarato guerra, avanzavano nell&#8217;Ingria. Gli svedesi riuscirono tuttavia a riportare una inspertata vittoria contro un esercito tre volte superiori. Le opere militari ripresero nella primavera del 1701 e l&#8217;esercito svedese si volse contro l&#8217;elettore di Sassonia, occupando la Curlandia, mentre l&#8217;esercito sassone si rifugiava prima in Polonia e poi nei territori dell&#8217;impero.<br />
Il re organizzò la difesa di Stralsunda e Wismar, che tuttavia caddero l&#8217;una dopo l&#8217;altra. Carlo troppo giovane per pensare alla morte, non volle mai ammettere l&#8217;esistenza del problema della successione e continuò a sostenere che una volta conclusa la guerra si sarebbe sposato, assicurando al trono un erede diretto. Egli morì invece prima della fine della guerra. Nel maggio del 1719 Ulrica Eleonora di Holstein (sorella di Carlo XII) venne incoronata, dichiarandosi disposta ad osservare la nuova costituzione antiassolutista. Ella non tardò tuttavia a manifestare un crattere imperioso e tenace che lasciava una politica ispirata ll&#8217;assolutismo. Il potente Horn la costrinse ad abdicare in favore del marito, che non potendo avanzare alcune rivendicazione a titolo ereditario, era costretto a mostrarsi più arrendevole. Egli assunse la corina col nome di Federico I. Dopo un secolo e mezzo di lotte accanite, con la fine della grande guerra del Nord i paesi scandinavi entrarono in un periodo di pace.</p>
<p>Libro, European book Milano- Atlantica Junior n.8 </p>
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