<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; 1800-1900</title>
	<atom:link href="http://www.storiafilosofia.it/category/storia/1800-1900/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiafilosofia.it</link>
	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Aug 2010 11:26:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>La belle epoque</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/la-belle-epoque/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/la-belle-epoque/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[belle epoque]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=442</guid>
		<description><![CDATA[Gli ultimi venti anni dell&#8217;Ottocento furono relativamente per l&#8217;Europa anni di pace e di relativo benessere, condizioni che continuarono negli anni successivi, fino al 1914. In molti paesi europei e negli Stati Uniti l&#8217;agricoltura iniziava a fare largo uso di macchine e di fertilizzanti prodotti dall&#8217;industria chimica. Il progresso dei trasporti permise la commercializzazione su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi venti anni dell&#8217;Ottocento furono relativamente per l&#8217;Europa anni di pace e di relativo benessere, condizioni che continuarono negli anni successivi, fino al 1914. In molti paesi europei e negli Stati Uniti l&#8217;agricoltura iniziava a fare largo uso di macchine e di fertilizzanti prodotti dall&#8217;industria chimica. Il progresso dei trasporti permise la commercializzazione su scala internazionale dei prodotti industriali e agricoli. Questo periodo fu chiamato belle èpoque (francese=&#8221;epoca bella&#8221;). La società  borghese del tempo era convinta di vivere un&#8217;epoca di pace e di prosperità , di avere davanti a sè un avvenire migliore.<br />
Nel 1898, nello studio parigino del prestigiatore Georges Meliès, un suo amico di Lione, August Lumière, invita il mago a una rappresentazione insolita, la fotografia in movimento. à^ la prima volta che Meliès assiste ad uno spettacolo cinematografico e ne rimane sbalordito. E&#8217; nato il cinema, un invenzione destinata a rivoluzionare la cultura, l&#8217;industria dello spettacolo ed i sogni dell&#8217;intera società  del XX secolo.<br />
L&#8217;italiano Guglielmo Marconi (1895) comunicò con successo i suoi esperimenti di radiotelegrafia, primo passo verso la realizzazione della radio. Apparvero i primi apparecchi elettrici: fornelli, stufe, ferro per stiro. Gravi e antiche malattie, come ad esempio la malaria, il colera e la pellagra, sembravano sconfitte definitivamente. Anche in campo sociale e politico ci furono notevoli mutamenti: il diritto di voto venne via via esteso e, infine, riconosciuto a tutti i cittadini maschi (suffragio universale maschile).<br />
Il quadro ottimista, spensierato e felice con cui veniva rappresentata la &#8220;belle epoque&#8221; non corrispondeva in utto e per tuttò alla realtà . Sul piano economico-sociale, non tutte le classi di cittadini ebbero uguali benefici. Fu notevole il miglioramento delle condizioni di vita della borghesia. Ma operai e contadini, soprattutto nell&#8217;Europa mediterranea e orientale, continuarono a vivere in condizioni dure e ingrate. Erano rimaste escluse dal diritto di voto le donne. Infine, l&#8217;immagine ridente della belle èpoque nascondeva tensioni e rivalità  sia fra gli stessi paesi europei che fra l&#8217;Europa e gli Stati Uniti. In particolare, Francia e Inghilterra vedevano con molta preoccupazione l&#8217;accrescente importanza della Germania. Nel frattempo, sui mercati internazionali cresceva il peso economico degli Stati Uniti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/la-belle-epoque/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo sviluppo demografico nell&#8217;800</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/lo-sviluppo-demografico-nell800/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/lo-sviluppo-demografico-nell800/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[antico regime]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione industriale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=440</guid>
		<description><![CDATA[Insieme alla rivoluzione industriale e alla crisi definitiva del sistema sociale e politico dell&#8217;Antico regime, l&#8217;altro fenomeno epocale dell&#8217;Ottocento europeo fu la grande trasformazione demografica. Il notevole aumento demografico che interessò l&#8217;intero continente, la cui popolazione nell&#8217;arco di un secolo aumentò più del doppio. Almeno due fenomeni permisero di rendere meno pesante l&#8217;impatto demografico sull&#8217;andamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme alla rivoluzione industriale e alla crisi definitiva del sistema sociale e politico dell&#8217;Antico regime, l&#8217;altro fenomeno epocale dell&#8217;Ottocento europeo fu la grande trasformazione demografica. Il notevole aumento demografico che interessò l&#8217;intero continente, la cui popolazione nell&#8217;arco di un secolo aumentò più del doppio. Almeno due fenomeni permisero di rendere meno pesante l&#8217;impatto demografico sull&#8217;andamento delle risorse: l&#8217;emigrazione, dalle campagne alle città  e dall&#8217;Europa verso i continenti extraeuropei, e l&#8217;inizio della diffusione di pratiche anticoncezionali.<br />
Il fenomeno dell&#8217;emigrazione di massa dal vecchio continente verso le Americhe e l&#8217;Australia ha inizio nella metà  dell&#8217;800 e prosegue nel corso del &#8217;900. L&#8217;evento, di dimensioni continentali, ha principalmente due origini: la crisi dell&#8217;economia agraria, che con ondate successive determina un lungo periodo di cattivi raccolti che colpisce soprattutto i ceti rurali più deboli: piccoli proprietari, contadini salariati e braccianti, e l&#8217;andamento demografico, caratterizzato da una fase di alta natalità -bassa mortalità . Si emigra per cercare un lavoro che nelle campagne non c&#8217;è più, per migliorare condizioni di vita giunte a livelli miserabili, in alcuni casi, come per gli ebrei russi, per sfuggire a persecuzioni e pesanti forme di emarginazione sociale. Dalla Polonia, dalla Russia, dall&#8217;Inghilterra partono milioni di persone, famiglie povere provenienti dalle campagne in cerca di una vita migliore, ma anche avventurieri in cerca di facili fortune. I luoghi di destinazione sono soprattutto gli Stati Uniti, e in misura minore l&#8217;Australia e l&#8217;America Latina. Negli anni a cavallo fra XIX e XX secolo l&#8217;emigrazione interessa soprattutto le regioni mediterranee ed orientali dell&#8217;Europa: la penisola balcanica, l&#8217;Italia e la Russia. Nel periodo compreso fra il 1890 e il 1914 il 40% dell&#8217;emigrazione transoceanica proviene dai paesi mediterranei, il 26% dall&#8217;Europa orientale, e solo il 24% riguarda le isole britanniche, principalmente l&#8217;Irlanda. I protagonisti di questa nuova ondata sono gli irlandesi, gli slavi, ma soprattutto gli italiani (circa 5 milioni sbarcano in America del Nord e provengono in massima parte dalle regioni povere del Meridione). Essi vivono un doppio sradicamento: geografico e culturale, ma anche sociale, poichè non torneranno a lavorare la terra ma saranno impiegati quasi tutti nelle fabbriche e in attività  lavorative nelle grandi città  americane. L&#8217;emigrazione europea nell&#8217;America meridionale è molto diversa. Anche in Brasile e in Argentina, dove affluiscono milioni di emigranti, la maggioranza sono italiani (il loro numero aumenta negli anni successivi fino a raggiungere il 50% dell&#8217;intera popolazione dell&#8217;Argentina). Ma per loro paesi come l&#8217;Argentina diventano una &#8220;frontiera&#8221;, nel senso pionieristico della parola: a differenza di ciò che accade negli Stati Uniti in Sud America gli emigranti italiani tornano al lavoro agricolo, allevano bestiame, dissodano campi ed aree prima non coltivate e molti di essi fanno fortuna.<br />
L&#8217;altro fenomeno che comiciò a manifestarsi in questo secolo fu il controllo delle nascite attraverso pratiche anticoncezionali</p>
<p>Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2 / CD, ACTA-Mille anni di storia (Novecento n.1) </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/lo-sviluppo-demografico-nell800/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La colonizzazione del Congo</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/la-colonizzazione-del-congo/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/la-colonizzazione-del-congo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=438</guid>
		<description><![CDATA[Il 12, 13 e 14 settembre 1876 il re del Belgio Leopoldo II, fautore di un&#8217;espansione coloniale per il proprio paese, allora in pieno sviluppo economico, riunì a Bruxelles una conferenza geografica internazionale; questa creò un&#8217;Associazione internazionale africana, con lo scopo di favorire l&#8217;esplorazione dell&#8217;Africa e di lottare contro lo schiavismo. Le mire di Leopoldo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12, 13 e 14 settembre 1876 il re del Belgio Leopoldo II, fautore di un&#8217;espansione coloniale per il proprio paese, allora in pieno sviluppo economico, riunì a Bruxelles una conferenza geografica internazionale; questa creò un&#8217;Associazione internazionale africana, con lo scopo di favorire l&#8217;esplorazione dell&#8217;Africa e di lottare contro lo schiavismo. Le mire di Leopoldo si rivolsero subito verso il Congo, per la presumibile ricchezza del territorio e per la sua importanza quale via d&#8217;accesso all&#8217;interno del continente africano. Dietro suo suggerimento l&#8217;Associazione internazionale africana decise di creare nel bacino del Congo un organismo politico, fondando, nel novembre 1878, un Comitato di studi per l&#8217;Alto Congo, per conto del quale l&#8217;esploratore Stanley, già  illustre per i viaggi in quella zona, accettò di intraprendere una nuova spedizione. Il 4 agosto 1879 l&#8217;esploratore approdò alla foce del Congo e in ottobre fondò Vivi, destinata a diventare la prima capitale del futuro Stato. Sorsero però nel frattempo alcune difficoltà : mentre Stanley era intento a superare i monti di Cristallo, lungo il fiume, una spedizione ufficiale francese, partita dal Gabon e diretta da Savorgnan di Brazzà , discese nella vallata e prese possesso dei territori esplorati. Il Portogallo intanto, segretamente incoraggiato dall&#8217;Inghilterra, rivendicò diritti storici su una parte del bacino del grande fiume. A queste difficoltà  se ne aggiunsero altre sul piano politico internazionale. Tuttavia l&#8217;Associazione internazionale del Congo, succeduta al Comitato di studi, riuscì a farsi riconoscere (nel 1884) quale vero e proprio Stato, prima dagli USA, ai quali concesse, in cambio, libertà  di commercio e di navigazione nel bacino del Congo, poi dalla Francia (alla quale accordò un diritto di prelazione nel caso in cui l&#8217;Associazione avesse dovuto vendere un giorno i suoi possedimenti), e dalla Germania, inquieta dell&#8217;appoggio inglese al Portogallo. Poco tempo dopo, l&#8217;Alto generale di Berlino, a conclusione della conferenza di Berlino del 1884-1885, sancì l&#8217;esistenza dello &#8220;Stato indipendente del Congo&#8221;, di cui Leopoldo divenne il sovrano e la cui unione col Belgio ebbe carattere puramente personale.<br />
Nell&#8217;aprile 1885 il parlamento belga autorizzò ufficialmente il re ad assumere le funzioni di capo del nuovo Stato. Una conferenza, riunitasi a Bruxelles nel 1889, oltre a emettere alcuni editti antischiavisti, accettò di rivedere l&#8217;art. 4 dell&#8217;Atto generale di Berlino che interdiceva l&#8217;imposizione di diritti d&#8217;entrata sulle merci nel bacino convenzionale del Congo, e il re ottenne in tal modo indispensabili fondi. Ma le spese erano molto ingenti, sicchè nel 1890 Leopoldo II chiese un anticipo di 25 milioni di franchi al Belgio. In cambio lasciava il Congo in eredità  al suo paese, unitamente al diritto di annetterlo entro dieci anni, in caso di mancato rimborso.<br />
In pochi anni il territorio, di cui Stanley aveva esplorato soltanto l&#8217;arteria fluviale principale, fu percorso da numerosi esploratori belgi e stranieri entrati al servizio dello Stato indipendente. A est delle cascate di Stanley (Stanley Falls), i Belgi entrarono in conflitto con commercianti arabi che esercitavano, fra il Lualaba e il lago Tanganica, il traffico degli schiavi e dell&#8217;avorio; dopo una serie di azioni militari energicamente condotte per diversi anni (1892-1898), essi eliminarono gli Arabi, insediandosi nella zona, dove fondarono Albertville, sul Tanganica, ed Elisabethville nel Katanga, costruirono molte linee ferroviarie e studiarono le possibilità  economiche del paese in vista di una sua futura valorizzazione.<br />
Leopoldo II volle fare dello Stato indipendente una colonia produttiva: egli aveva instaurato un regime destinato a sfruttare al massimo grado le ricchezze del paese. Nel luglio 1885, un decreto dichiarò tutte le terre libere proprietà  dello Stato (demanio privato dello Stato), e la formula venne interpretata in un senso molto ampio: nel 1891, lo Stato si riservò il monopolio della gomma e dell&#8217;avorio, e la libertà  commerciale, proclamata con l&#8217;Atto generale di Berlino, venne soppressa. Il lavoro forzato e il traffico del caucciù e dell&#8217;avorio costituirono la fonte di immensi profitti. Ma lo sfruttamento intensivo provocò parecchi abusi. Il parlamento ben presto rivendicò la cessione dello Stato indipendente al paese. Il re dovette rassegnarvisi e concluse con il Belgio il trattato del 28 novembre 1907, che faceva del Congo, frutto del suo lavoro, una colonia belga. Con la fine dello Stato indipendente e il passaggio della nuova colonia all&#8217;amministrazione belga, furono emessi numerosi decreti per impedire lo sfruttamento abusivo della manodopera indigena, per far rispettare le forme tradizionali della società  africana e per restringere i privilegi delle società  concessionarie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/la-colonizzazione-del-congo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia dal 1861 al 1914</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/litalia-dal-1861-al-1914/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/litalia-dal-1861-al-1914/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[agostino]]></category>
		<category><![CDATA[giolitti]]></category>
		<category><![CDATA[napoleone]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/437/litalia-dal-1861-al-1914.html</guid>
		<description><![CDATA[Nei primi quindici anni successivi all&#8217;unità , dal 1861 al 1876, l&#8217;Italia fu guidata da un raggruppamento politico, la cosiddetta Destra storica, che era espressione dell&#8217;aristocrazia e della borghesia liberale moderata del Centro-Nord del paese. Furono questi uomini (a cominciare da Bettino Ricasoli, capo del governo dopo l&#8217;improvvisa morte di Cavour, 6 giugno 1861) ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi quindici anni successivi all&#8217;unità , dal 1861 al 1876, l&#8217;Italia fu guidata da un raggruppamento politico, la cosiddetta Destra storica, che era espressione dell&#8217;aristocrazia e della borghesia liberale moderata del Centro-Nord del paese. Furono questi uomini (a cominciare da Bettino Ricasoli, capo del governo dopo l&#8217;improvvisa morte di Cavour, 6 giugno 1861) ad affrontare l&#8217;insieme di problemi che la vita del nuovo stato italiano presentava. Il primo di tali problemi era il compimento dell&#8217;unità , cui mancavano ancora il Veneto, dominio austriaco, e Roma, soggetta al potere temporale del papa, che aveva rifiutat di riconoscere il nuovo stato. E se l&#8217;annessione del Veneto fu ottenuta abbastanza facilmente, grazie all&#8217;ellenza con la Prussica nella guerra contro l&#8217;Austria del 1866, assai più spinosa era la questione romana, perchè agire con la forza avrebbe significato mettersi in urto con Napoleone III, tradizionale difensore del papato. Solo dopo la caduta dell&#8217;imperatore francese il governo italiano si decise all&#8217;azione: il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono in Roma, che fu annessa allo stato italiano. Un secondo ordine di problemi riguardava l&#8217;aspetto istituzionale e amministrativo: quali istituzioni avrebbe avuto il nuovo stato unitario? L&#8217;alternativa che si pose alla classe dirigente fu quella fra accentramento e federalismo. Fu seguita la prima via.<br />
Il governo della Destra realizzò in primo luogo l&#8217;unificazione monetaria e finanziaria, trasformando la lira piemontese nella moneta nazionale. Poi sviluppò una robusta politica di investimenti pubblici, soprattutto nel settore ferroviario, ottenendo risultati di rilievo. Questa politica fu resa possibile in parte ricorrendo a prestiti esteri, ma soprattutto grazie a un pesante inasprimento del prelievo fiscale.<br />
La Destra non seguì certo una politica favorevole alle popolazioni meridionali. Sono queste le condizioni sociali in cui si colloca il grave fenomeno del brigantaggio, che insanguinò il Mezzogiorno sino al 1865. le bande dei cosiddetti briganti prendevano di mira i politici locali, assaltando le loro fattorie, devastanzo e uccidendo; incediavano gli archivi comunali per distruggere i documenti fiscali e di leva. La risposta del governo fu la repressione militare.<br />
Il ceto politico della Destra omogeneo, ma espressione di una base sociale estremente esigua. Le legge elettorale sarda, adottata anche in Italia, prevedeva un suffraggio molto ristretto in base al censo: solo l&#8217;1.9 per cento degli italiani aveva diritto di voto. Anche in Italia si pose l&#8217;esigenza di un ampliamento del diritto di votp: ed era questo il primo punto del programma elettorale che la Sinistra presentò nel 1875. gli alti erano il decentramento amministrativo, l&#8217;istruzione obbligatoria, una maggiore giustizia fiscale. Su questo programma la Sinistra vinse le elezioni del 1876 e andò alla guida del paese. Nel raggruppamento politico denominato Sinistra confluivano in realtà  uomini di diversa provenienza e orientamento: vi erano liberali riformatori, come il nuovo capo del Governo Agostino Depretis; rappresentati della borghesia settentrionale, terrieri meridionali; vi erano ex garibaldini e mazziniani, come Francesco Crispi; professionisti e intellettuali meridionali, come Francesco De Sanctis. Questi ultimi finirono tuttavia col ridursi in pratica alla riforma elettorale del 1882 che portò gli elettori da seicentomila e oltre due milioni, corrispondenti al 7% della popolazione. Nel gennaio del 1878 era morto Emanuele II e gli era succeduto il figlio Umberto I (1878-1900). Gli ambiziosi programmi del governo cozzarono contro una situazione internazionale sfavorevole e, per quanto durante l&#8217;età  di Depetris (1876-87) si registrasse un inizio di industrializzazione, lo sviluppo economico generale dell&#8217;Italia fu inferiore alle speranze e coincise con la grave crisi agricola degli anni Ottanta. Inoltre, per assicurarsi di volta in volta una maggioranza in parlamento, egli accentuò il cosiddetto trasformismo, contribuendo a rendere ancora più incerta la linea di demarcazione tra destra e sinistra e tra i vari gruppi basati su antagonismi regionali e clientelari. Per adeguare la politica estera italiana a quelle delle potenze europee venne iniziata un&#8217;azione coloniale che nel 1885, dopo la forzata rinuncia della Tunisia, si indirizzò verso la conquista dell&#8217;Eritrea. La mancanza di riguardi della Francia verso gli interessi mediterranei dell&#8217;Italia provocò un deterioramento nei rapporti italo-francesi, favorendo l&#8217;orientamento della diplomazia italiana verso Berlino e Vienna, così da portare nel 1882 alla stipulazione della Triplice Alleanza. Questo indirizzo politico ebbe il suo più intransigente sostenitore in Francesco Crispi. Dopo aver abbandonato la sinistra, egli era entrato nel gioco del trasformismo che nel 1887 gli consentì di succedere a Depretis. Crispi accentuò il protezionismo economico in chiave essenzialmente antifrancese, provocando una guerra doganale e che ebbe effetti disastrosi sulla produzione agricola, soprattutto meridionale. Egli cercò inoltre di instaurare un regiome forte non privo di apertura riformatrici, ma soprattutto teso alla ricerca di una nuova grandezza coloniale che avrebbe definitivamente travolto nel disastro di Adua (marzo 1896). La notizia della disfata di Adua giunse in un&#8217;Italia in preda al timore di una rivoluzione sociale, sollevato dal dilagare degli scioperi agrari e dall&#8217;occupazione violenta delle terre culminata nelle imponenti rivolte siciliani dei fasci. Vi fu un tentativo di reazione autoritaria che vide la militarizzazione dei pubblici dipedenti, la chiusura delle principali università , lo scioglimento delle principali università , lo scioglimento di associazioni operaie e filantropiche, la soppressione di vari giornali, l&#8217;arresto e la condanna di tutti i leaders di sinistra. Al di là  della fallimentare impresa coloniale, il governo di Francesco Crispi indirizzò il sistema politico italiano in direzione di un rafforzamento dello stato e di un marcato autoritarismo. Crspi realizzò importanti riforme (miglioramento dell&#8217;efficienza della burocrazia; ampliamento del diritto di voto nelle elezioni locali; eleggibilità  dei sindaci; riforma della sanità  e della pubblica assistenza).<br />
Fra il 1896 e il 1908 l&#8217;economia italiana conobbe una fase di crescita e di profonde trasformazioni: è in quell&#8217;epoca che si situa il decollo industriale italiano. Grazie alla protezione doganale il settore tessile, l&#8217;industria saccarifera, l&#8217;industria siderurgica e l&#8217;industria idroelettrica conobbero una forte crescita. L&#8217;industria meccanica crebbe, specie nella produzione di materiale ferroviario, turbine e caldaie, utensili di precisione, macchine da cucire, macchine per scrivere e, soprattutto, automobili: nel 1899 nacque la FIAT, Fabbrica italiana automobili Torino. Il decollo industriale di fine Ottocento avviò la trasformazione in società  industriale in grado di competere sui mercati internazionali. Tuttavia questo sviluppo fu caratterizzato sin dall&#8217;inizio da pesanti squilibri: il protezionismo ebbe l&#8217;effetto di approfondire il divario fra la produttività  dell&#8217;agricoltura settentrionale, già  sviluppata e capace di rinnovarsi tecnicamente, e quella meridionale, che al riparo della tariffa doganale potè sopravvivere senza rinnovarsi.<br />
Giolitti, ministro dell&#8217;interno nel 1901-03 e poi presidente del consiglio, con brevi interruzioni, sino al 1914, mirò a unire sviluppo economico e libertà  politica. Modificando un atteggiamento repressivo abituale sin dall&#8217;unità , lo statista piemontese mantenne il governo in posizione di neutralità . L&#8217;altro polo della strategia giolittiana era rappresentato dalle riforme sociali ed economiche, quali tutela del lavoro di donne e fanciulli, miglioramenti dell&#8217;assistenza infortunistica e pensionistica, obbligatorietà  del riposo settimanale e la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita (1912) attraverso l&#8217;istituzione di un apposito ente, l&#8217;Ina (Istituzio Nazionale Assicurazioni).<br />
Il primo atto della storia coloniale italiana fu l&#8217;acquisto della baia di Assab nel mar Rosso, nel 1869. Peraltro si capì ben presto che gli interessi economici erano ben limitati. Nel 1885 seguì la facile occupazione di Massaua andata a buon fine più per la rinuncia a difendersi decisa dai capi abissini impegnati nel contrasto con i sudanesi che minacciavano di occupare la parte settentrionale dell&#8217;Etiopia, che per il puro merito dell&#8217;azione orchestrata da Roma.<br />
La conquista della Libia (1911-12) comportò spese ingentissime, provocò oltre 3000 caduti e costrinse l&#8217;Italia a fronteggiare l&#8217;endemica guerriglia islamica. La Libia non aveva al momento grande rilievo economico, nè come fonte di materie prime, nè come occasione di impiego per i lavoratori italiani. Nel luglio del 1912 la marina italiana occupava, dopo quattro secoli, Rodi e le isole del Dodecaneso appartenenti alla Turchia. Quest&#8217;azione era il risultato indiretto dell&#8217;intervento in Libia per cui Giovanni Giolitti, presidente del Consiglio dei Ministri del Governo Italiano aveva intessuto una abile ragnatela diplomatica. Egli infatti prese accordi con la Francia, concordando anche un&#8217;eventuale espansione francese nel Marocco in cambio del consenso ad una eventuale penetrazione italiana in Tripolitana e Cirenaica, territori ormai solo debolmente controllati dalla Turchia. Nel 1913 si tennero le prime elezioni a suffragio maschile della storia italiana.</p>
<p>Libro, European book Milano-Atlantica Junior n.9 / Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2 / Internet- Dodecaneso / Internet- Storia in network </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/litalia-dal-1861-al-1914/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa Orientale nell&#8217;800</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/leuropa-orientale-nell800/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/leuropa-orientale-nell800/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[napoleone]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=435</guid>
		<description><![CDATA[Uno degli eventi più importanti nella storia della Russia moderna fu l&#8217;abolizione della servitù nel 1861, mediante un decreto dello zar Alessandro II. Egli aveva deciso di promuovere l&#8217;emancipazione dei servi, senza rovinare i piccoli proprietari e senza sconvolgere le basi economiche del paese. Nel 1861 lo zar aveva aderito alle richieste della Società agricola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli eventi più importanti nella storia della Russia moderna fu l&#8217;abolizione della servitù nel 1861, mediante un decreto dello zar Alessandro II. Egli aveva deciso di promuovere l&#8217;emancipazione dei servi, senza rovinare i piccoli proprietari e senza sconvolgere le basi economiche del paese.<br />
Nel 1861 lo zar aveva aderito alle richieste della Società  agricola polacca, organo politico della nobiltà  liberale. Nel 1863 scoppiò una rivolta nazionalista e il governo russo reagì ricorrendo all&#8217;appoggio dei contadini, ai quali premeva molto di più migliorare le proprie misere condizioni che conseguire l&#8217;indipendenza nazionale. Respinta la richiesta di Napoleone III di restituire l&#8217;autonomia alla Polonia, potendo contare sull&#8217;appoggio della Prussica, lo zar schiacciò la rivolta e ricompenso i contadini, dando loro più terre e facendo pagare riscatti inferiori.<br />
La Finlandia, annessa alla Russia nel 1815, non detestava molta preoccupazione e nel 1861 Alessandro II concesse una maggiore autonomia ai Finlandesi, sino agli ultimi decenni del secolo, cioè sino a quando la politica di intesa russificazione adottata dai successori di Alessandro II indusse i Finnici a unirsi alla minoranza svedese per costituire un più solido blocco contro la burocrazia zarista.<br />
L&#8217;impero ottomano comprendeva ancora un territorio vastissimo, che dalla costa nordoccidentale dell&#8217;Africa e si estendeva sino ai Carpazui, comprendendo l&#8217;intera penisola balcanica. Il processo di dissoluzione era cominciato nel 1830 con la conquista francese dell&#8217;Algeria e con il conseguimento dell&#8217;indipendenza greca. Era poi seguito il riconoscimento dell&#8217;autonomia dei principati di Moldavia, di Valacchia e di Serbia. Milan I, principe di Serbia, concentrò gli sforzi del governo per guadagnare un accesso al mare e unire tutti gli Slavi meridionali. Nel settembre del 1867 l&#8217;esercito del nuovo sultano turco inflisse ai Serbi una gravissima sconfitta, costringendoli all&#8217;aiuto delle grandi potenze.<br />
In Spagna nel 1868 il generale Prim aveva operato una rivoluzione incruenta, deponendo la regina Isabella, che aveva dato prova di un carattere capriccioso e irresponsabile. Per uscire uscire dalla difficile situazione, nel febbraio del 1873 Amedeo abdicò e venne proclamata la repubblica. Nel 1874 ritornarono al potere i Borboni.</p>
<p>Libro, La monnier- Storia progetto modulare </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/leuropa-orientale-nell800/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Imperialismo e i grandi Imperi coloniali</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/i-grandi-imperi-coloniali/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/i-grandi-imperi-coloniali/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 21:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[cristoforo colombo]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>
		<category><![CDATA[imperialismo]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=433</guid>
		<description><![CDATA[Nella fase storica che stiamo considerando giunse a maturazione un fenomeno secolare, che aveva avuto il suo inizio subito dopo le scoperte geografiche, nel XVI secolo: la conquista coloniale del mondo. Tale fenomeno è chiamato usualmente imperialismo. Rispetto al colonialismo, l&#8217;imperialismo presentò alcuni caratteri nuovi: in primo luogo, si trattò di una conquista militare e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella fase storica che stiamo considerando giunse a maturazione un fenomeno secolare, che aveva avuto il suo inizio subito dopo le scoperte geografiche, nel XVI secolo: la conquista coloniale del mondo. Tale fenomeno è chiamato usualmente imperialismo. Rispetto al colonialismo, l&#8217;imperialismo presentò alcuni caratteri nuovi: in primo luogo, si trattò di una conquista militare e politica che ebbe come protagonisti gli stati, mentre il colonialismo tradizionale era affidato all&#8217;iniziativa di compagnie commerciali o di privati.<br />
Da un lato vi erano le cosiddette colonie di popolamento: territori dei quali gli europei si impossessavano per insediarvisi. C&#8217;erano poi le colonie di sfruttamento: essi servivano a rifornire la madrepatria di materie prime delle quali non disponeva. In questi casi la popolazione indigena non veniva scacciata dalle proprie terre, ma fatta lavorare a beneficio dei colonizzatori. Tali furono le colonie della seconda metà  dell&#8217;Ottocento. Vi furono tuttavia anche altre motivazioni assai sentite dall&#8217;opinione pubblica.<br />
Motivazioni economiche: i territori coloniali rappresentavano certamente marcti di sbocco per le merci, fonte di materie prime a basso costo, luoghi in cui investire capitali in eccesso. Motivazioni politiche: di politica estera innanzitutto, perchè la conquista di sempre più estese colonie significava affermazione di prestigio internazionale. Ma anche motivazioni di politica interna, fu un modo per scaricare all&#8217;esterno le sempre più forti tensioni sociali e per conquistare consenso alle classi dirigenti. Motivazioni culturali: fu legato a una concezione per meta umanitaria e per metà  razzista che sottolineava come compito dell&#8217;uomo bianco, superiore e più evoluto, fosse quello di civilizzare le altre popolazioni. Date importanti:<br />
XV secolo: La Guinea Bissau è scoperta dai portoghesi.<br />
1400: Sao Tome e Principe è colonia portoghese.<br />
1402: I castigliani colonizzano le Canaire.<br />
1415: I portoghesi conquistano Ceuta (Marocco).<br />
1432: Il navigatore portoghese Cabral scopre le Azzorre.<br />
1455: I portoghesi scoprono la Gambia.<br />
1460: Il veneziano Alvise Ca&#8217; de Mosto, al servizio del Portogallo, scopre le isole del Capo Verde.<br />
1462: Sierra Leone è scoperta dai portoghesi.<br />
1471: I portoghesi raggiungono le coste del futuro Ghana che essi indicano con il nome di Costa d&#8217;Oro. I portoghesi raggiungono le costa del Gabon.<br />
1484: L&#8217;Angola è sotto dominio portoghese.<br />
1497: Giovani Caboto, navigatore italiano al servizio dell&#8217;Inghilterra compie un viaggio di esplorazione, nel corso del quale scopre Nuova Scozia e Terranova XVI sec.: I portoghesi assumono il controllo delle principali centri costieri del Tanganika. Il Mozambico è dichiarato colonia portoghese. La Malaysia e lo Sri Lankaentra nella sfera del dominio portoghese. Gli spagnoli intraprendono la conquista della Colombia, abitato dai chibch. Nelle Guyane vengono creati insediamenti francesi, olandesi e inglesi. La Florida è annessa all&#8217;impero spagnolo. La Papua Nuova Guinea è scoperto dai portoghesi. La storia della conquista della Polnesia francese è caratterizzata da una lotta di potere tra Inghilterra e Francia, fino a quando la regina polinesiana Pomarè IV chiese il protettorato della Francia. Dopo un anno tutto l&#8217;arcipelago era collegato alla Repubblica francese.<br />
1502: Cristoforo Colombo individua le coste dell&#8217;Honduras e il Costa Rica.<br />
1503: I portoghesi fondano il loro impero delle Indie, conquistando Ceylon, Goa, Malacca e Celebes (Indonesia).<br />
1505-1515: Edificazione dell&#8217;impero commerciale portoghese: Hormuz, Goa, Ceylon, Malacca.<br />
1507: Baherin è assoggetato al dominio portoghese.<br />
1508: Oman è sotto l&#8217;autorità  portoghese. Sebastiano Caboto, figlio di Giovanni, al servizio dell&#8217;Inghilterra, riprende l&#8217;eslorazione dell&#8217;America, scoprendo il Labrador e lo stretto di Hudson.<br />
1510: Il Panamà  viene colonizzata dalla Spagna. Occupazione di Goa da parte dei portoghesi.<br />
1511: I portoghesi si impadroniscono di Malacca (Malaysia) e dell&#8217;Indonesia.<br />
1516: Lo spagnolo Diaz de Solis penetrano nel rio de la Plata.<br />
1518: Barbados viene scoperta dagli spagnoli.<br />
1519: Il navigatore portoghese Ferninando Magellano, alla ricerca di una rotta per la Cina, scopre lo stretto che porterò il suo nome, attraverso il Pacifico e viene ucciso nelle Fillipine.<br />
1521: Baherin è dominio portoghese. Le Fillipine entrano nell&#8217;orbitra coloniale della Spagna. Scoperta dagli spagnoli, il Nicaragua viene unito alla Capitaneria del Guatemala.<br />
1523: Popolato da indiani mosquito, l&#8217;Honduras viene conquistato da Pedro de Alvarado.<br />
1524: Popolato dai maya-quiche, il Guatemala viene conquistato da Pedro de Alvarado. Il Nicaragua è assoggettato alla Spagna da Hernandez de Cordoba. New Yersey è colonizzata dagli olandesi.<br />
1534: Jacques Cartier prende possesso del Canada nel nome del re di Francia.<br />
1535: Saint Pierre et Miquelon è sotto sovranità  francese. Ne prende possesso Jacques Cartier.<br />
1537: I mercanti portoghesi organizzano a Macao una piccola colonia commerciale.<br />
1538: L&#8217;Alto Perù, corrispondente all&#8217;attuale territorio boliviano è conquistato dagli spagnoli. In Colombia, sulle rovine dell&#8217;antica Bacatà  viene fondata Santa Fè de Bogotà . Il Guatemala diventa capitaneria generale che dipende dal vicereame del Messico.<br />
1563: Gli spagnoli annettono l&#8217;Ecuador al vicereame del Perù.<br />
1565: Le Fillipine passano sotto la sovranità  spagnola.<br />
1569: Il Costa Rica diventa colonia spagnola.<br />
1576: In Uruguau, gli spagnoli fondano Montevideo.<br />
1584: La colonia inglese di Virginia è fondata.<br />
1585: Popolato dagli indiani, i gesuiti colonizzano il Paraguay, facendone una provincia separata.<br />
1598: Maurizio è possedimento olandese.<br />
XVII sec.: L&#8217;Illinois (USA) e Mississippi sono colonie francesi. Bahamas è colonizzata dagli inglesi. L&#8217;Australia è scoperta da navigatori olandesi.<br />
1602: Baherin è sotto dominio persiano.<br />
1606: Scoperte le isole Vanuatu dai portoghesi.<br />
1607: Ha inizio la colonizzazione inglese in USA, mentre i francesi continuano la loro espansione verso il Mississippi.<br />
1620: Giunge nel Massachusetts puritani inglesi (1ma colonia americana).<br />
1627: Barbodos è occupato dagli inglesi.<br />
1630: Connecticut (USA) è colonizzata dagli inglesi.<br />
1634: Coloni cattolici inglesi fondano la colonia americana di Maryland.<br />
1635: Guadalupa è colonizzata dalla Francia.<br />
1638: La nave Sant&#8217;Alessio diretta verso le Indie prese possesso di quest&#8217;isola deserta in nome del re Luigi XIII.<br />
1642: L&#8217;olandese Tasman scopre l&#8217;arcipelago neozelandese, abitata da maori.<br />
1646: Oman è sotto l&#8217;influenza inglese.<br />
1647: E&#8217; fondata la colonia inglese del Rhode Islands (USA).<br />
1650: Tobago è dominato dai francesi.<br />
1655: La Giamaica viene conquistato dagli inglesi.<br />
1659: I francesi occupano il Senegal.<br />
1661: La Spagna è costretta a riconoscere colonia francese la parte occidentale dell&#8217;isola di Hispaniola (Haiti).<br />
1663: Parte dell&#8217;attuale territorio canadese è proclamata colonia inglese. Colbert organizza la colonizzazione sistematica della Guyana.<br />
1664: Gli inglesi occupano la Gambia.<br />
1667: La parte occidentale di Haiti diventa francese.<br />
1668: Le Marianne settentrionali vengono annesse alla Spagna.<br />
1674: Pennyslvania (USA) passa sotto la corona inglese. Martinica e Guadalupa diventano colonia francese. XVIII sec.: L&#8217;Indiana (USA) è colonizzata dai francesi. Vanuatu è occupato dagli inglesi.<br />
1702: La parte orientale di Haiti diviene francese.<br />
1715: Maurizio diventa possedimento francese.<br />
1718: Le Bahamas passano sotto il dominio inglese.<br />
1720: Coloni spagnoli procedono ad una sistematica occupazione del Texas.<br />
1721: La Groelandia è colonizzata dai danesi.<br />
1722: Le Samoa sono scoperte dai portoghesi.<br />
1732: Georgia (USA) è colonia inglese.<br />
1752: I portoghesi prendono possesso del Mozambico.<br />
1749: Ohio (USA) è colonizzata dai francesi.<br />
1758: In Africa, gli inglesi si impadroniscono del Senegal francese.<br />
1762: Gli Stati Uniti strappa alla Spagna Cuba e Manila nelle Fillipine. Grenada diventa colonia inglese. I francesi cedono Kansas (USA) e Lousiana (USA) agli spagnoli.<br />
1763: Ohio (USA), Illinois (USA) e Mississippi (USA) passano all&#8217;Inghilterra. Il Minnesota (USA) entra a far parte del dominio degli inglesi.<br />
1767: I gesuiti vengono espulsi dal Paraguay e le riserve sono abolite. Maurizio passa sotto alla diretta dipendenza della Francia. La Polinesia è colonizzato dalla Francia.<br />
1774: Il Kentucky è colonizzata dagli inglesi. James Cook scopre la Nuova Caledonia.<br />
1768: Il Tennesee è aperto alla colonizzazione francese.<br />
1776: Viene costituita il viceregno della Plata (Argentina e Bolivia).<br />
1778: Il Portogallo cede la Guinea Equatoriale alla Spagna. Il Siam impone la sovranità  nel Laos. Il Cile diventa capitaneria generale (possedimento spagnolo).<br />
1781: Il Mississippi è occupato dagli spagnoli.<br />
1783: Baherin è sotto dominio inglese.<br />
1788: Lo sbarco dei primi convinti inglesi a Port Jackson costituisce il primo nucleo della colonia del Nuovo Galles del sud.<br />
1792: Il Nepal entra nella zona d&#8217;influenza inglese, entrando a far parte dell&#8217;India. Gli spagnoli annettono l&#8217;Ecuador e il Panamà  al vinceregno di Nuova Grenada.<br />
1797: Le isole Trinidad e Tobago sono conquistate dall&#8217;Inghilterra.<br />
1798: L&#8217;Indonesia subisce la dominazione olandese.<br />
XVIII: La Gran Bretagna domina sul Gibuti che passa poco poco sotto il suo protettorato. Il Senegal è colonia francese.<br />
XIX sec.: Wallis et Futuna diventano francesi.<br />
1800: I francesi riottenono Kansas e la Lousiana.<br />
1802: Le isole di Trinidad e Tobago diventano britanniche.<br />
1803: La Guyana olandese viene occupato definitivamente dagli inglesi, fatta eccezione per il territorio del Suriname, rimasto all&#8217;Olanda.<br />
1803: Il Nebraska è possedimento statunitense.<br />
1808: La Sierra Leone diventa colonia della corona britannica.<br />
1810: Maurizio diventa possedimento inglese.<br />
1816: L&#8217;Uruguay è invaso dai portoghesi e annesso al Brasile.<br />
1819: Singapore è sotto dominio inglese.<br />
1828: Gli olandesi occupano la parte occidentale della Papua Nuova Guinea.<br />
1834: Sant&#8217;Elena è colonia britannica.<br />
1837: Il sovrano di uno dei principati della regione costiera del Camerun cede un vasto territorio a coloni inglesi. La Guinea è colonizzata dai francesi.<br />
1839: Gli inglesi stabiliscono un protettorato su sud dello Yemen. In Arabia occupazione britannica di Aden e dell&#8217;Hadramut.<br />
1841: Il sultano di Mayotte cede l&#8217;isola alla Francia.<br />
1844: Il Camerun è protettorato tedesco.<br />
1845: Il Togo è suddivisi tra Francia e Gran Bretagna.<br />
1846: Le tribù dello Swaziland si pongono sotto protettorato inglese.<br />
1847: Fine della conquista francese in Algeria.<br />
1850: La Tunisia e i regni del territorio del Mali (Sudan francese) diventano un protettorato francese.<br />
1851: Gli inglesi occupano Lagos (Nigeria).<br />
1853: La Nuova Caledonia è unita ufficialmente alla Francia. La Gran Bretagna costituisce gli Emirati Arabi Uniti.<br />
1858: L&#8217;India è associato alla corona britannica.<br />
1861: In Libano, la Francia ottiene la creazione del Monte Libano, dotato di una certa autonomia. Baherin è sotto protettorato britannico.<br />
1862: In Gibuti inizia il dominio francese.<br />
1863: La Cambogia accetta un protettorato francese.<br />
1865: Il Buthan diventa vassallo dell&#8217;India britannica. Il nord di Togo britannico viene integrato nella Costa d&#8217;Avorio.<br />
1967: L&#8217;amministrazione inglese si estende in tutta la Malaysia. Singapore è sotto il dominio britannico.<br />
1868: I vario centri del Qatar vengono riuniti in un unico stato, legato alla Gran Bretagna. Il Basutoland diventa protettorato britannico.<br />
1869: Il Laos è protettorato francese.<br />
1870: Vanuatu è occupato dai francesi.<br />
1874: In Ghana creazione della colonia britannica della Costa d&#8217;Oro.<br />
1878: Cipro passa sotto l&#8217;amministrazione inglese.<br />
1879: La Francia completa la conquista del Senegal. La Guinea Bissau diventa portoghese. L&#8217;Argentina conquista la Patagonia.<br />
1880: Il territorio della repubblica del Congo è posta sotto protettorato francese.<br />
1881: In Mali inizia l&#8217;occupazione francese.<br />
1882: Il Sudan è occupata dalla Gran Bretagna.<br />
1883: Il Madagascar deve accettare il protettorato francese. L&#8217;Argentina cede le isola Flokland alla Gran Bretagna.<br />
1884: Il Camerun diventa colonia tedesca e stabilisce un protettorato nel nord-est della Papua Nuova Guinea e nel Togo. La Germania occupa i territori africani del Sud-ovest. La Gran Bretagna occupa il sud-est della Papua Nuova Guinea. Parte della Somalia è occupato dagli inglesi e dai francesi.<br />
1885: La Gran Bretagna occupa vaste regioni in Africa, che prendono il nome di Rhodesia e tra le quali configura anche l&#8217;attuale Zimabwe e Botswana. La Gran Bretagna crea vari protettorati in Nigeria. Marshall appartiene alla Germania.<br />
1886: Il Gabon diventa colonia francese. Le Comorre sono protettorato francese. La Cina cede la Birmania alla Gran Bretagna. Occupazione inglese del Kenya.<br />
1887: Il Vietnam viene integrato nell&#8217;Indocina francese, fondata dalla Francia. La compagnia britannica dell&#8217;Africa orientale inizia a colonizzare le coste del Kenya. Le Maldive diventano protettorato francese. Il Mozambico diventa colonia portoghese. Il sultano di Zanzibar deve cedere alla Gran Bretagna l&#8217;amministrazione della fascia costiera del Kenya. La Gran Bretagna colonizza il Malawi.<br />
1888: Brunei è protettorato britannico. Gli inglesi prendono possesso di Nauru.<br />
1889: La Guinea diventa colonia francese. La parte restante della Somalia è occupata dagli italiani.<br />
1890: In Tanzania, viene stabilito il protettorato britannico sulla costa e quello tedesco nell&#8217;interno. La Francia occupa il Burkina Faso. La Gran Bretagna ottiene dal re degli ozi il monopolio dell&#8217;economia della Zambia. Zanzibar è sotto protettorato inglese.<br />
1890: Formazione della colonia italiana in Eritrea.<br />
1891: Il Congo diventa possedimento francese. Viene creata la colonia italiana dell&#8217;Eritrea. Malawi assume lo status di Protettorato britannico.<br />
1892: La Germania si assicura la dominazione della Namibia. La Gran Bretagna stabilisce un protettorato agli Emirati Arabi Uniti.<br />
1893: La Costa d&#8217;Avorio e Kerguelen (arcipelago dell&#8217;Oceano Indiano) diventano possedimenti francesi. Il Laos è protettorato inglese. Gli arcipelaghi di Salomone sono occupati dagli inglesi.<br />
1894: E&#8217; proclamato protettorato inglese sul regno di Burgunda (in Uganda).<br />
1895: L&#8217;amministrazione inglese è estesa all&#8217;interno del Kenya. Il Madagascar è sottomesso dalla Francia. La Guinea viene instaurata nel Sudan francese.<br />
1897: Unione del regno di Benin al protettorato britannico di Lagos. Il Burundi è protettorato tedesco.<br />
1898: Gli Stati Uniti impegnano un conflitto con la Spagna e dalla facile vittoria ottennero il controllo delle Fillipine. La Spagna cede Guam agli Stati Uniti. Le due isole di Salomone, Boungainville e Buka sono annesse alla Germania.<br />
1899: Il Sudan diventa condominio anglo-egiziano. La Zambia viene occupato dalla Gran Bretagna. Il Benin è proclamata colonia francese. Togo è occupato da Francia e Inghilterra. Lo sceiccato di Kwait accetta il protettorato inglese. Palau è ceduta dalla Germania all&#8217;Inghilterra. Salomone è suddiviso tra la Gran Bretagna e la Germania. La Spagna vende le isole Marianne alla Germania.<br />
1900: L&#8217;Inghilterra ottiene il controllo esclusivo sulla Gambia stabilendo una colonia sulla zona costiera e un protettorato nell&#8217;interno. Nel Lesotho viene creato il regno di Basutoland. La Francia si impadronisce del Ciad. Le Samoa vengono suddivise fra americani (orientale) e tedeschi (occidentali). Tonga è protettorato inglese. La Spagna cede le Fillipine agli USA.<br />
1902: La Mauritania diventa colonia francese. Lo Swaziland e l&#8217;Uganda sono sotto protettorato britannico.<br />
1904: L&#8217;Alta Volta è dichiarato colonia francese. Timor è ripartita fra portoghesi e olandesi.<br />
1905: La Francia costituisce l&#8217;Obugai-Chari (attuale Centroafrica) in colonia. Dopo la soluzione delle controversie anglo-francesi e la vittoria riportata sul capotribù Samory Toirè, i francesi estendono la loro giurisdizione sul territorio guineano.<br />
1906: Il sud-est della Nuova Guinea è ceduta all&#8217;Australia.<br />
1907: Il Burundi è posto sotto protettorato tedesco.<br />
1909: Conquista francese sulla Mauritania.<br />
1910: Il Buthan è semi-protettorato dell&#8217;India. Il Congo e il Gabon diventano colonie francesi.<br />
1911: Vengono costituite la Rhodesia del nord (attuale Zambia) e la Rhodesa del sud (attuale Zimbabwe).<br />
1912: Il Marocco, la Mauritania e le Comorre sono occupate dalla Francia. Creazione del sahara spagnolo.<br />
1914: Il Sudafrica conquista la Namibia. I protettorati inglesi della Nigeria vengono unificati e crea i protettorati sulla Nigeria, sull&#8217;Egitto e in Kawait. Annessione all&#8217;Inghilterra di Cipro. Occupazione giapponese sugli arcipelaghi tedeschi nel Pacifico. Occupazione australiana delle isole di Salomone, Buogainville e Buka.<br />
1915: Il Burundi è occupato dal Belgio.<br />
1916: Il Camerun è occupato da truppe francesi e inglesi.<br />
1919: Le isole Marianne passano sotto mandato giapponese.<br />
1920: Il Kenya diventa colonia inglese. Il Mali diventa Sudan francese. Le Samoa ccidentali passano sotto tutela neozelandese.<br />
1921: Le zone tedesche della Nuova Guinea e di Salomone sono affidate dalla Società  delle Nazioni all&#8217;Australia.<br />
1922: Il Niger è dichiarato colonia francese. Il Ruanda è occupato dal Belgio.<br />
1925: Cipro viene annessa alla Gran Bretagna.<br />
1941: La Gran Bretagna riconquista la Somalia.<br />
1944: Palau è conquistata dagli Stati Uniti.<br />
1945: La Libia è amministrata in parte dalla Gran Bretagna e in parte alla Francia. Le isole Marianne sono sotto tutela delle Nazioni Unite che ne affidano l&#8217;amministrazione agli Stati Uniti. Il Camerun è suddiviso nuovamente in due zone d&#8217;influenza, sotto tutela inglese e francese. La tutela della Nuova Guinea ex tedesca all&#8217;Australia è confermata dall&#8217;ONU.<br />
1976: Anguilla costituisce una dipendenza britannica.</p>
<p>Libro, La Monnier-Storia progetto modulare / Libro, Edizioni Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2 </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/i-grandi-imperi-coloniali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;unificazione Tedesca</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/lunificazione-tedesca/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/lunificazione-tedesca/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=431</guid>
		<description><![CDATA[Il processo di unificazione tedesco fu lungo, intessuto di guerre e di patteggiamenti dipomatici. Le basi economiche sulle quali andava costituendosi il nuovo Stato unitario tedesco erano solide per cui, ancora prima di nascere, la nuova Germania si presentava come una grande potenza. L&#8217;unificazione politica fu portata avanti dal re Guglielmo I di Prussia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo di unificazione tedesco fu lungo, intessuto di guerre e di patteggiamenti dipomatici. Le basi economiche sulle quali andava costituendosi il nuovo Stato unitario tedesco erano solide per cui, ancora prima di nascere, la nuova Germania si presentava come una grande potenza. L&#8217;unificazione politica fu portata avanti dal re Guglielmo I di Prussia e dal suo primo ministro Otto von Bismark. Guglielmo era salito al trono di Prussia nel 1861. Pur essendo il nuvo re un convinto conservatore, l&#8217;ascesa al trono di Guglielmo I (1861-88) fu salutata da liberali e da nazionalisti con entusiasmo, poichè egli non aveva mai nascosto di credere nella missione spettante alla Prussia di unificare la Germania. Poichè il principale ostacolo da abbattere, per imporre all&#8217;intera Germania l&#8217;egemonia prussiana, era l&#8217;Austria, Bismark iniziò a preparare la Prussia allo scontro decisivo, sfrutando la controversia per la vecchia questione dei ducati dello Scheleswig e dell&#8217;Holstein, assegnati alla corona danese nel secolo precedente. Nel febbraio del 1864 venne conclusa un&#8217;alleanza tra Prussia e Austria e un esercito austro-prussiano attacò la Danimarca. La vittoria fu rapida e in ottobre venne firmato il trattato di Vienna con cui il nuovo re di Daimarca rinunciava a tutti i diritti sui ducati di Schleswig (che passa alla Prussia) e Holstein (che passava all&#8217;Austria). Nel giugno del 1866 la Prussia propose lo scioglimento del Bundestang, l&#8217;abolizione del Bund tedesco e l&#8217;elezione di una nuova assemblea, col compito di preparare una nuova Cstituzione degli Stati tedeschi, da cui sarebbe stata esclusa l&#8217;Austria. In agosto venne firmato il trattato di Praga con cui la Prussia otteneva i ducati di Schkeswig e Holtsein, l&#8217;estromissione dell&#8217;impero asburgico dalla Germania e, di conseguenza di una confederazione di tutte le terre tedesche a nord del Meno e di un&#8217;altra confederazione fra gli Stati tedeschi meridionali. Nel luglio del 1867 venne approvata la costituzione della Confederazione della Gemania del Nord: Hannover, Nassau, Francoforte, Assia, che erano stati sconfitti, vennero assorbiti dalla Prussia, mentre gli stati settentrionali entrarono a far parte della nuova Confederazione. L&#8217;esercito tedesco, entrò rapidamente in azione mettendo subito in difficoltà  la pesante macchina da guerra francese. L&#8217;attacco decisivo si concluse con la sconfitta di Sedan il 30 agosto. Tre giorni dopo l&#8217;esercito francese era costretto alla resa, mentre a Parigi si proclamava la repubblica. Solo il 28 gennaio 1871 venne firmato l&#8217;armistizio e nel febbraio successivo Bismark dettò le severe condizioni del trattato di Francoforte, costringendo la Francia a cedere l&#8217;Alsazia e la Lorena. Il 18 gennaio 1871 nella sala degli specchi di Versailles, il re di Prussia veniva incoronato imperatore di Germania.</p>
<p>Libro, European book Milano-Atlantica Junior n.9 </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/lunificazione-tedesca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La seconda rivoluzione industriale</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/la-seconda-rivoluzione-industriale/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/la-seconda-rivoluzione-industriale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione industriale]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=429</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi tre decenni dell&#8217;Ottocento si verificano delle innovazioni econimiche, che gli storici chiamano seconda rivoluzione industriale. Il processo di affermazione della società industriale conobbe, a partire dagli anni settanta dell&#8217;Ottocento, non solo un&#8217;accelerazione poderosa, ma anche una trasformazione qualitativa. L&#8217;ultimo trentennio dell&#8217;Ottocento fu una fase di grande innovazione tecnologica. La meccanica vide un incessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tre decenni dell&#8217;Ottocento si verificano delle innovazioni econimiche, che gli storici chiamano seconda rivoluzione industriale. Il processo di affermazione della società  industriale conobbe, a partire dagli anni settanta dell&#8217;Ottocento, non solo un&#8217;accelerazione poderosa, ma anche una trasformazione qualitativa. L&#8217;ultimo trentennio dell&#8217;Ottocento fu una fase di grande innovazione tecnologica. La meccanica vide un incessante perfezionamento dei macchinari. Dal canto suo, il settore siderurgico conobbe la rivoluzione dell&#8217;acciaio, una lega di ferro e carbonio, era conosciuta e apprezzata da tempo per la sua robustezza.<br />
Ma il grande salto di qualità  della seconda rivoluzione industriale venne dalla chimica, dall&#8217;elettricità  e dal petrolio. La chimica permise la fabbricazione di nuovi materiali, come l&#8217;alluminio, e diffuse la soda, i coloranti artificiali e i concimi. Il petrolio, combustibile di alto rendimento e facile trasportabilità , consentì l&#8217;enorme sviluppo dei motori a combustione interna: iniziava così l&#8217;era dell&#8217;automobile, che sostituì la ferrovia quale bene strategico della civiltà  industriale. Si diffuse l&#8217;impiego dell&#8217;acido solforico per la preparazione di concimi ed esplosivi.<br />
Nel settore agricolo, grazie allo sviluppo dei trasporti, i mercati mondiali furono inondati dai cereali prodotti da Stati Uniti, Canada, Argentina, Australia. Poichè il loro prezzo era inferiore a quello europeo, si verificò una tendenza al ribasso dei prezzi agricoli in Europa. I produttori europei reagirono a queste difficoltà  in due modi: da un lato chiedendo e ottenendo dai governi l&#8217;adozione di politiche protezionistiche (dazi sulle importazioni); dall&#8217;altro con investimenti per innalzare la produttività  delle aziende agricole (meccanizzazioni, impego di nuovi concimi chimici). Naturalmente, solo le agricolture meglio attrezzate poterono compiere tale conversioni.<br />
in campo industriale la crisi fu originata da sovrapproduzione. Per quanto riguarda l&#8217;offerta, ciò derivò dalla comparsa sul mercato di nuove potenze industriali, come Stati Uniti, la Germania e il Giappone, e dell&#8217;industrializzazione delle periferie europee: Austria, Russia, Italia. La massa della produzione tendeva a crescere in modo eccessivo rispetto alla domanda, che rimaneva modesta a causa del basso reddito di gran parte della popolazione. Nei settori che necessitavano dell&#8217;investimento di capitali molto ingenti le imprese meno dotate di capitali non sopravissero. Alcune fallirono, altre su fusero e altre furono assorbite da aziende maggiori. Tutto ciò contrastava con la teoria della libera concorrenza e favoriva la nascita di monopoli.<br />
Si verifica una situazione di monopolio quando c&#8217;è solo un venditore a fronte molti compratori. Prima della rivoluzione industriale la maggior parte della popolazione era addetta all&#8217;agricoltura e a vivere nelle campagne. Con la nascita e lo sviluppo delle fabbriche molti si spostarono andando a vivere nelle città . Inizialmente le condizioni igieniche lasciavano molto a desiderare. Il sistema delle fognature fu costruito, nelle grandi città  europee, solo nel corso dell&#8217;Ottocento.<br />
Si affermarono i primi trasporti pubblici, per collegare i quartieri delle grandi città : dapprima i tram trinati dai cavalli, poi quelli elettrici e, sul finire del secolo, le ferrovie metropolitane.<br />
Il trasferimento di grandi masse nelle nuove città  dell&#8217;età  industriali, produsse una profonda trasformazione anche sul piano dei rapporti sociali. Se osserviamo i loro abitanti dal punto di vista dell&#8217;occupazione, dl reddito e della loro collocazione nella scala sociale, vediamo che le città  presentavano un quadro molto più articolato del passato. Un tempo, infatti nelle città  vivevano prevalentemente nobili e uomini di Chiesa, ricchi borghesi, domestici e poveri, più una minoranza di artigiani e operai. L&#8217;industria degli svaghi e dei divertimenti diventava sempre più ricca e piena di novità  con il circo, l&#8217;operetta, il cinema: la più recente forma di intrattenimento inventata nel 1895 dai fratelli Lumière in Francia. Nei paesi più progrediti nacquero i moderni sistemi di istruzione pubblica.<br />
Con l&#8217;avvento della società  industriale di massa mutarono in modo profondo anche le istituzioni e la concessione stessa della vita politica. Le masse, infatti, entrarono sulla scena della storia non più in forma episodica, come era stato nella Rivoluzione francese e nei moti ottocenteschi, ma in modo stabile e duraturo. Strumento di questa trasformazione fu il suffraggio universale maschile.<br />
Come organizzare la vita politica della nuova società  industriale di massa? Strumento organizzativo e politico di questa trasformazione fu il partito di massa.<br />
I primi a creare partiti secondo questo modello furono i socialisti. L&#8217;industrializzazione accrescendo la file della classe operaia e, soprattutto, concentrando grandi quantità  di lavoratori in fabbriche, favorirono la nascita di organizzazioni di massa del movimento operaio: i sindacati, che organizzavano rivendicazioni e scioperi anche di milioni di lavoratori, e i partiti, in cui il movimento socialista vide uno strumento capace di dare ai lavoratori l&#8217;unità  e la forza per incidere sulla vita politica nazionale, ottenendo miglioramenti e riforme.<br />
Sulla strada si mossero anche i cattolici. Leone XIII, papa dal 1878 al 1903, aveva compreso che la chiesa non poteva rimanere estranea ai problemi sociali posti dall&#8217;industrializzazione.</p>
<p>Libro, La Monnier-Storia progetto modulare / Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2 </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/la-seconda-rivoluzione-industriale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hawaii, Cina e Giappone nell&#8217;ottocento</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/hawaii-cina-e-giappone-nellottocento/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/hawaii-cina-e-giappone-nellottocento/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=427</guid>
		<description><![CDATA[Scoperte nel 1778 dal capitano Cook, che le chiamò isole Sandwich in onore del lord dell&#8217;ammiragliato, le isole Hawaii avevano avuto fino ad allora un regime feudale. Il periodo che seguì la loro scoperta fu caratterizzato dall&#8217;unificazione politica, sotto il regno di Kamehameha I (1782-1819), e dall&#8217;affievolimento delle credenze animistiche. Nel 1820 si installò nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoperte nel 1778 dal capitano Cook, che le chiamò isole Sandwich in onore del lord dell&#8217;ammiragliato, le isole Hawaii avevano avuto fino ad allora un regime feudale. Il periodo che seguì la loro scoperta fu caratterizzato dall&#8217;unificazione politica, sotto il regno di Kamehameha I (1782-1819), e dall&#8217;affievolimento delle credenze animistiche. Nel 1820 si installò nelle isole la prima compagnia di missionari (presbiteriani americani).<br />
In seguito i governi francese e inglese cercarono di inserirsi nella vita politica ed economica delle isole, stabilendovi agenti commerciali, ma il loro antagonismo provocò numerosi incidenti. Gli Stati Uniti, che esercitavano una crescente influenza grazie alle loro missioni e ai loro commercianti, preferirono rispettare l&#8217;indipendenza hawaiana, che riconobbero con un trattato (1842); ottennero per le loro navi libero accesso nei porti hawaiani (1849) e incoraggiarono l&#8217;evoluzione democratica della monarchia. La costituzione del 1852 accordò il diritto di voto a tutti gli abitanti.<br />
Gli Americani diressero la politica regia: il saggio e pacifico Kamehameha III (1832-1854) sollecitò anche l&#8217;annessione, che gli Stati Uniti, diffidenti dinanzi a ogni espansione coloniale, rifiutarono. I successivi sovrani Kamehameha IV (1854-1863) e Kamehameha V (1863-1872) manifestarono maggior simpatia per la Gran Bretagna e quindi per la Francia; una nuova costituzione, aristocratica e censitaria, fu anche promulgata nel 1864. Nel 1872 tuttavia un trattato di reciprocità  pose le isole sotto il dominio economico americano, poi la rada di Pearl Harbor fu concessa agli Stati Uniti (1887).<br />
Le Hawaii, dopo il breve regno di Lunalilo (1873- 1874), conobbero un regime di reazione politica e di corruzione, sotto il re Kalakaua (1874-1891); la regina Liliuokalani, salita sul trono nel 1891, fu infine deposta da un comitato (1893), che, per soddisfare le proteste dei piantatori di canna da zucchero, dei produttori di lana e di caffè, minacciati nei loro interessi, organizzò un governo provvisorio, proclamò la repubblica (1894), di cui fu eletto presidente Sanford B. Dole (un americano nato alle Hawaii), e domandò poi l&#8217;annessione, che il Congresso degli Stati Uniti votò nel 1898. Le isole formarono dal 1900 un territorio federale degli Stati Uniti, e ciò permise l&#8217;entrata in franchigia dei prodotti hawaiani.<br />
Nell&#8217;agosto 1959 le Hawaii sono diventate il 50Âº Stato degli Stati Uniti.</p>
<p>CD, Rizzoli Larousse- Enciclopedia multimediale</p>
<p><strong>Cina e Giappone a metà  ottocento</strong><br />
La dinastia mancese (erede dei nomadi della Manciuria che avevano conquistato la Cina alla metà  ddel Seicento) aveva seguito una politica di isolamento del paese rispetto al mondo occidentale. La Cina era un paese governato dall&#8217;autorità  assoluta di un imperatore che si proclamava figlio del cielo e da una casta di funzionari, i mandarini, chiusa e gelosa dei propri privilegi. Assai difficili erano le condizioni della sterminata massa dei contadini, gravata da un sistema fiscale iniquo; inoltre frequenti carestie decimavano le campagne e contribuivano e immiserire ulteriormente le classi inferiori.<br />
Era interesse della potenze occidentali, in particolare della Gran Bretagna, forzare il secolare isolamento cinese. Furono gli inglesi stessi a prendere l&#8217;iniziativa, con le cossidette guerre dell&#8217;oppio: la Cina sconfitta, fu costretta a cedere Hong Kong alla Gran Bretagna, ad aprire cinque porti al commercio occidentale (1842). Si inaugurava così quella politica dei trattati ineguali che avrebbe in seguito caratterizzato i rapporti fra Occidente e Cina: il celeste impero sarebbe rimasto formalmente indipendente, ma con una sovranità  limitata, dal punto di vista economico e anche politico, dalla presenza straniera.<br />
Intorno alla metà  dell&#8217;Ottocento anche il Giappone fu costretto a uscire dal suo secolare isolamento e a confrontarsi con le potenze occidentali: questo contatto ebbe in Giappone conseguenze del tutto diverse rispetto alla Cina. Il Giappone era caratterizzato, ancora in pieno Ottocento, da una struttura sociale e politoca di tipo feudale. Il potere era formalmente detenuto dall&#8217;imperatore: nella realtà , esso era esercitato dallo shogun, il governo militare, e dal daymp, grandi feudatari che traevano le loro ricchezze dallo sfruttamento dei contadini.<br />
Nel 1853 gli Stati Uniti, mirando ad ampliare la loro presenza economica e politica nel Pacifico, costrinsero con la forza militare lo shogun a firmare trattati ineguali, che aprivano il Giappone al commercio occidentale. La classe dirigemte giapponese comprese allora che il destino del Giappone sarebbe stato segnato se non si fosse provveduto a sviluppare il paese. Nel 1868 lo shogun Tokugawa fu rovesciato e tutto il potere fu restituito all&#8217;imperatore Mutshuito. Iniziava così l&#8217;epoca della restaurazione Meiji, che in giapponese significa governo illuminato. La società  giapponese conobbe importanti riforme: fu abolita la legislazione feudale, riconosciute le proprietà  private e la libera compravendita della terra, istituito il servizio militare obbligatorio. Decisiva fu poi l&#8217;azione riformatrice in campo economico: il Giappone fu rapidamente industrializzato.</p>
<p>Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/hawaii-cina-e-giappone-nellottocento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Stati Uniti nell&#8217;800</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/gli-stati-uniti-nell800/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/gli-stati-uniti-nell800/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[1800-1900]]></category>
		<category><![CDATA[congresso di vienna]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=425</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;inizio gli Stati Uniti furono costituiti da soli tredici Stati. In seguito furono acquistati anche altri territori, come la Lousiana dalla Francia (1803) e la Florida (1814). Invece per le altre regioni la conquista non fu pacifica: nel 1845 l&#8217;annessione del Texas provocò una guerra contro il Messico che, sconfitto nel 1848, dovette cedere anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;inizio gli Stati Uniti furono costituiti da soli tredici Stati. In seguito furono acquistati anche altri territori, come la Lousiana dalla Francia (1803) e la Florida (1814). Invece per le altre regioni la conquista non fu pacifica: nel 1845 l&#8217;annessione del Texas provocò una guerra contro il Messico che, sconfitto nel 1848, dovette cedere anche la California, il Nevada, l&#8217;Arizona, il Colorado, l&#8217;Utah e il New Mexico. Così, in pocchi decenni, gli Stati Uniti si estesero fino a raggiungere le coste del Pacifico.<br />
La conquista del West si alimenta con una crescita demografica assolutamente impensabile nel vecchio continente, con un notevole flusso migratorio, soprattutto tedesco e irlandese, con il miglioramento dei servizi ferroviari che, a partire dal 1840, innervano fittamente il Nordovest del paese. L&#8217;ultima grande ondata di colonizzazione verso i territori del Nordovest rimasti ancora vergini è conseguente alla scoperta dell&#8217;oro nelle Colline Nere del Dakota, avvenuta nel 1868. Nonostante la fiera resistenza degli indiani (Sioux, Cheyenne, Modoc), suolo, sottosuolo e manto forestale vengono sfruttati così avidamente che la natura della regione ne rimane sconvolta in modo sostanziale. I pellirossa, furono alla fine costretti ad arrendersi e vennero confinanti nelle cossiddette riserve indiane. In questi territori, spesso lontani dai luoghi d&#8217;origine, si costrinsero gli indiani a diventari sedentari e a coltovare le terre. Il loro numero si ridusse in modo impressionante: da circa 900.000, all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, ne rimanevano poco più più di 300.000 alla fine dello stesso secolo.<br />
Ma il dato di maggiorr rilievo è l&#8217;espansione economica degli Stati Uniti, che li elevò al rango di grande potenza economica.<br />
Una lacerazione profonda attraversava però la società  americana, quella fra il Nord e il Sud del paese. Gli stati del Sud erano caratterizzati da un&#8217;economia di piantagione (cotone, zucchero), organizzata in grandi proprietà  con manodopera schiavile. La tratta dei neri, abolita nella Gran Bretagna nel 1807, viene condannata anche dal congresso di Vienna ma lo stesso governo inglese abolisce realmente la schiavitù solo nel 1833. Negli Stati Uniti non si importano più negri ma nel 1860 ci sono oltre ai 4 milioni di schiavi, comprati e venduti come animali da lavoro. Le famiglie si formano e si disfano senza alcun riguardo per i sentimenti di coloro che le compongono e i proprietari in genere favoriscono, quando non addirittura obbligano, l&#8217;accoppiamento tra schiavi per aumentare il loro capitale. E&#8217; interesse del padrone che vivano in buona salute e per questo ricevono sommarie cure mediche, cibo abbondante, anche se monotono, e abbigliamento modesto ma pulito. Naturalmente non viene impartita loro nessuna istruzione perchè uno schiavo che sappia leggere è più pericoloso di uno schiavo ribelle. Ribellione, fuga o tentativo di fuga vengono puniti con sanzioni corporali molto severe, tali però da non compromettere la capacità  lavorativa dello schiavo e il suo valore commerciale. La sua vita dipende comunque dalla volontà  del padrone. L&#8217;orario di lavoro nelle piantagioni è fissato per legge, almeno in quelle più grandi: nella Carolina del Sud, a esempio, la giornata lavorativa è di 15 ore, ma di solito non si va oltre le 11. Essi dipendevano dagli stati del Nord, dove prosperavano l&#8217;industria e le attività  commerciali, per la commercializzazione dei prodotti di piantagione, in gran parte esportati in Europa, per i macchinari e per i beni di consumo.<br />
Divergenti erano anche gli interessi economici fra le due aree del paese: il Sud, sosteneva il libero scambio, mentre gli industriali del Nord erano protezionisti.<br />
Il disaccordo fra Nord e Sud si fece sempre più aspro, sino ad arrivare al punto di rottura nel 1860, quando venne eletto Presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln, deciso sostenitore dell&#8217;abolizione della schiavitù in tutti gli Stati. La Carolina del Sud (1861) promosse la seccesione degli Sati Uniti di 13 Stati del Sud, che costituirono la Confederazione degli Stati d&#8217;America. Scoppiò allora la guerra di secessione: dal 1861 al 1865. Nonostante il valore dei confederati, l&#8217;Unione vinse la guerra. Pochi giorni dopo un fanatico sudista uccideva lo stesso Presidente, un uomo politico di eccezionale coscienza morale, che avrebbe senza dubbio contribuito la pacificazione del Paese unificato e la ricostruzione del Sud. La schiavitù venne abolita in tutti gli Stati Uniti, ma i neri erano esclusi dal diritto di voto e furono adibiti ai lavori più umili.<br />
Quando le coste dell&#8217;Alaska furono troppo saccheggiate per rendere ancora ricchezza gli zar persero ogni interesse per quella terra lontana. Così il 30 marzo 1867 essa fu venduta agli Stati Uniti d&#8217;America per l&#8217;equivalente di appena meno di 5 milioni di euro. Me ben presto nelle sue montagne si scoprì l&#8217;oro.</p>
<p>CD, ACTA-Mille anni di storia (ottocento) / Libro, La Monnier-I grandi avvenimenti della storia mondiale 2 / Documentario della RAI- Ulisse, il piacere della scoperta / Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo 2 </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/gli-stati-uniti-nell800/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

