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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; 3000ac-2000ac</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>I primi regni della Mesoamerica</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 05:15:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il popolo che tracciò linee essenziali della tradizioni culturale mesoamericana fu quella degli Olmechi. Gli Olmechi abitavano in origine una regione piovosa e coperta di fitte foreste, che si affaccia sul Golfo del Messico. I primi gruppi di residenti nella zona si insidiarono attorno al 2.250 a.C., quando lungo il fiume Barà­, approfittavano delle risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il popolo che tracciò linee essenziali della tradizioni culturale mesoamericana fu quella degli <strong>Olmechi</strong>. Gli Olmechi abitavano in origine una regione piovosa e coperta di fitte foreste, che si affaccia sul Golfo del Messico. I primi gruppi di residenti nella zona si insidiarono attorno al 2.250 a.C., quando lungo il fiume Barà­, approfittavano delle risorse della palude. La cultura olmecca venne infatti considerata come la madre di tutte quelle dell&#8217;anti Messico, in quanto elaborò e portò a compimento principali scoperte, sia tecniche che artistiche, oltre alle strutture socio-religiose che caratterizzeranno l&#8217;intera storia della Mesoamerica. Alla fine del secondo millennio a.C. sorgono i primi centri cerimoniali olmeca, adornati con piramidi e palazzi costruiti intorno a piazze coperte con mosaici. Gli olmeca erano governati da re che erano serviti da guerrieri e cortigiani. Si ultima il processo da tribù a stato. Le sculture colossali in pietra, l&#8217;edificazione di centri cerimoniali pianificati, l&#8217;uso della piramide come base di tempio, una classe sacerdotale organizzata, il sacrificio umano, il calendario rurale, la scrittura grafica, il culto dell&#8217;uomo-giaguaro, sono tutte caratteristiche peculari di questa cultura.<br />
I primi insediamenti in epoca Preclassica dei <strong>Maya</strong> (2000 a.C.-250 d.C.) si ubicano nelle foreste dello Yucatà¡n, nel Belize e sugli altipiani della costa dell&#8217;Oceano Pacifico, ricevendo l&#8217;influenza degli Olmechi che si erano spinti in quelle terre lontanissime alla ricerca di materiali preziosi come ossidiana e giada. Tra il Preclassico medio e tardo nascono le prime città -stato con architetture monumentali come Becà¡n, Uaxacutàºn, Dzibanchè, Cobà¡ e Edznà¡. Più a sud, nelle fertili valli dell&#8217;Oaxaca, sin dal 2000 a.C.. si erano stabiliti gli Zapotechi, che costruirono vari centri religiosi, il più importante dei quali fu Monte Albà n. Stimoli culturali di diversa provenienza (ma prevalentemente olmeca e azteca) si fusero integrandosi con la tradizione locale.<br />
All&#8217;epoca del declino della <strong>civiltà  zapoteca</strong>, intorno al X secolo, giunsero nella Valle di Oaxaca i <strong>Mixtechi</strong>, un popolo guerriero dalle grandi capacità  artistiche. Dopo gli iniziali conflitti con la popolazione autoctona, i Mixtechi vissero pacificamente accanto agli Zapotechi e insieme cercarono di combattere gli invasori <strong>Aztechi</strong> che però ebbero la meglio, obbligando poi le popolazioni delle Sierre meridionali a pagare pesantissimi tributi. La città  più autorevole dei Mixtechi era Mitla, costruita a valle e celebre per i suoi magnifici edifici decorati da fregi geometrici di pietra composti da più di 100.000 mattoncini. Gli Zapotechi e i Mixtechi definivano se stessi popolo delle nubi e parlavano tante lingue diverse.</p>
<p>Libro, Giunti- Arte precolombiana / Internet- Mondo Latino / Internet- Sapere</p>
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		<title>I primi Stati della Mesopotamia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 05:10:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si svilupparono i primi insediamenti urbani nelle regioni della Mesopotamia, antico nome della regione dell&#8217;Asia Anteriore compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, occupate dalla moderna Turchia, dalla Siria e dall&#8217;Iraq. Queste regioni, a partire dal III millennio a. C., furono teatro di imponenti flussi migratori di molteplici popolazioni (semiti, ittiti, filistei, aramei, fenici ecc..). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svilupparono i primi insediamenti urbani nelle regioni della Mesopotamia, antico nome della regione dell&#8217;Asia Anteriore compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, occupate dalla moderna Turchia, dalla Siria e dall&#8217;Iraq. Queste regioni, a partire dal III millennio a. C., furono teatro di imponenti flussi migratori di molteplici popolazioni (semiti, ittiti, filistei, aramei, fenici ecc..). Le prime città  stato della Mesopotamia si svilupparono nel sud della regione, nelle zone alluvionali a ridosso del Golfo Persico. Anche qui le condizioni ambientali stimolarono le risorse e l&#8217;inventiva dell&#8217;uomo. Le piene del Tigri e dell&#8217;Eufrate avevano luogo in primavera, con il rischio che l&#8217;acqua invadesse i raccolti prima del raccolto; viceversa, l&#8217;acqua scarseggiava in autunno, quando sarebbe stata necessaria. Gli antichi popoli mesopotamici affrontarono il problema attraverso canali regolati da chiuse, l&#8217;acqua veniva fatta affluire nei campi nel momento e nelle qualità  opportuni.<br />
Uno degli elementi che favorì il sorgere dei centri urbani fu la presenza di un&#8217;organizzazione agricola che soddisfacesse le esigenze alimentari sia degli addetti al lavoro dei campi sia di coloro che si dedicavano ad altre attività . Ciò provocò una dipendenza della campagna dalla città , che aveva bisogno di assicurarsi grandi quantità  di prodotti agricoli. Questi venivano versati dai contadini quale tassa in natura all&#8217;autorità  cittadina. Non si trattava di uno scambio alla pari, perchè il potere era tutto nelle mani dei sacerdoti del tempio, ai quali spettava ogni decisione importante. La condizione dei contadini andò peggiorando nel corso del tempo: se nella prima fase della rivoluzione urbana essi erano in maggioranza possessori delle terre che coltivavano e liberi di organizzare il lavoro secondo le proprie scelte, in seguito crebbe sempre più una categoria di agricoltori direttamente dipendente dal tempio.<br />
I sumeri furono la più antica popolazione della Mesopotamia, le cui origini sono rintracciabili grazie a reperti risalenti al 3000 a. C. Il codice di leggi di Ur-Nammu, raccolta di testi giuridici, rappresenta la più antica raccolta di massime giuridiche della storia dell&#8217;uomo. I sumeri non si organizzarono in uno stato unitario, bensì in tante città -stato indipendenti l&#8217;una dall&#8217;altra, talvolta in lotta fra loro ed economicamente autosufficienti. La città  sumerica era governata da un re chiamata lugar, il quale apparteneva generalmente alla classe sacerdotale. La città  di Uruk, nata verso il 3500 a.C., sorgeva sulla destra del vecchio corso dell&#8217;Eufrate. Il tempio di Eanna fu il centro di un complesso di attività  organizzative e politiche, che permisero a Uruk di acquisire sia il controllo della pianura intorno alla città  sia il dominio sui villaggi urbani minori di una vasta area della Mesopotamia meridionale. Inoltre, Uruk fondò colonie anche a centinaia di chilometri verso nord, sino in Siria e in Anatolia. Queste avevano la funzione di controllare i commerci a lunga distanza. I sumeri erano politeisti; gli dei erano rappresentazioni e personificazioni delle varie forze della natura. Furono abilissimi artigiani, costruivano ornamenti, decoravano vasi d&#8217;argilla e fabbricavano strumenti in metallo che sapevano fondere a temperatura elevatissime. Il tempio, grande piramidi a gradoni chiamata ziggurat, era il cuore della città : nel tempio si svolgevano le attività  di commercio, di scambi e le attività  politiche. Il tempio era il supremo proprietario della terra e del bestiame. I sacerdoti amministravano queste ricchezze. Schiavi erano in Sumer, non solo i prigionieri di guerra, ma anche i debitori che perdevano la terra e la libertà  a vantaggio del creditore. L&#8217;astronomio sumera si sviluppò dalla divinazione, cioè dall&#8217;arte di provvedere al futuro grazie all&#8217;interpretazione del movimento degli astri. I sumeri sapevano riconoscere stelle e pianeti: scoprirono che i loro movimenti rispettavano scansioni temporali. E&#8217; ai sumeri, infine, che dobbiamo le prime cosmogonie (cosmo), cioè i primi tentativi dell&#8217;umanità  per piegare l&#8217;origine del mondo, delle cose, dell&#8217;uomo stesso. Nella scrittura cuneiforme inventata dai sumeri, accanto ai segni pittografici compaiono anche dei segni fonetici. Ciò significava, ad esempio, con i simboli delle parole re e ma si potevano indicare, oltre ai suddetti termini, anche parole come mare e rema. Sembra questa la strada che ha portato all&#8217;invenzione dell&#8217;alfabeto. Una curiosa caratteristica dei segni fonetici sumeri sta nel fatto che essi inventarono un sistema per esprimere i suoni simile a quello che oggi noi usiamo per comporre i giochi dei rebus. La scrittura rimase però una pratica molto complessa: sapevano usarla soltanto gli scribi o scrivani di professione, cioè coloro che erano alle dipendenze del tempio o del palazzo e ne curavano l&#8217;amministrazione. La struttura delle città -stato sumere aveva messo in evidenza tutta la sua fragilità  politica e militare di fronte a una popolazione nomade proveniente dall&#8217;Siria o dal deserto arabico: gli accadi. Essi conquistarono il territorio dei sumeri. Il potere venne quindi assunto dal re accadico Sargonn, il Conquistatore, che fondò la nuova capitale Akkad. Alla sua morte, verso il 2300 a.C., i popoli sottomessi si ribellarono, e la situazione fu ripresa in mano solo dal nipote Naram-Sin, che tuttavia non riuscì a ripristinare durevolmente la struttura dello Stato. Alla morte di Naram-Sin una tribù di origine semitica, anch&#8217;essa proveniente dall&#8217;Iran, penetrò in Mesopotamia e impose il proprio dominio a Sumeri ed Accadi. Nonostante che i nuovi venuti, denominati Gutei, avessero portato la prosperità  economica del paese, vennero sempre considerati degli usurpatori e scacciati appena fu possibile. Fu il principe della città  di Uruk, Utkhegal, che guidò la rivolta antigutea nel 2051 a.C., consentendo così la rinascita della potenza sumero-accadico. Il sovrano accadico riceveva in vita onori divini, essendo considerato un figlio degli dei; e quando veniva a morte, la sua scomparsa da questo mondo era considerata come un semplice passaggio nel mondo eterno degli dei, precluso invece ai comuni mortali. I Sumeri inventarono anche la scrittura cuneiforme, così chiamata perchè consta di tanti piccoli segni.<br />
Verso il ventesimo secolo a.C. cominciarono a premere sullo stato di Accad molti dei popoli confinanti, tra i quali gli Elamiti, i Mari, i Cananei e gli Assiri, ma la prevalenza venne assunta dai babilonesi, che riuscì a estendere il proprio dominio sul territorio circostante, finchè, verso il 1700 a.C., divenne capitale di un vastissimo regno che unificava l&#8217;alta e la bassa Mesopotamia (Akkad e Sumer). Testimonianza della civiltà  politica babilonese è il codice di Hammurabi, insieme di leggi incise a caratteri cuneiformi.<br />
Contemporaneamente alla civiltà  babilonese, nacque nella parte settentrionale della Mesopotamia l&#8217;impero assiro. La dinastia amorrea fondata da Samsi-adad diede inizio al periodo di indipendenza ed espansione oltre l&#8217;Eufrate. Lo scontro con la civiltà  babilonese inferse un duro colpo alla civiltà  assira: il re Hammurabi occupò l&#8217;intera Assiria e nel 1679 a. C. l&#8217;occupazione della città  di Mari segnò il declino del primo periodo di splendore della civiltà  assira.<br />
La struttura della monarchia assira era aristocratico militare, con molti elementi mediati dalla civiltà  babilonese: l&#8217;economia basata sull&#8217;agricoltura e sul commercio fioriva grazie allo sfruttamento dei paesi conquistati. L&#8217;arte assira riprende i temi dell&#8217;arte mesopotamica dei sumeri, esemplificata nello Ziqqurat di Ur o tempio torre con sovrapposizione fino a sette piani di bastioni inclinati. La superiorità  degli Assiri era soltanto militare: infatti essi non apportano nessun elemento culturale, ma solo l&#8217;uso dei carri da guerra e dei cavalli.<br />
Verso la metà  del II millennio a.C. il dominio di Babilonia fu sottoposto alla pressione dei &#8220;popoli dei monti&#8221;, popolazioni nomadi e siminomadi. Tra questi vi erano gli assiri, che rendendosi indipendenti da Babilonia, poi, verso il 1146 a.C. occuparono la città  stessa. Dopo così sconfitto la popolazione dei Mitanni, gli Assiri guidati dal re Salmanassar I invasero tutta la Mesopotamia trattando i popoli vinti con inaudita crudeltà , inchiodando sulle mure della città  sottomese la pelle e la testa dei condottieri uccisi, deportando intere popolazione da una regione all&#8217;altra. L&#8217;odio e il terrore che gli Assiri avevano ispirato ai popoli sottomessi esplosero con furore quando venne anche per loro il momento della sconfitta. Gli invasori vennero ricacciati per qualche tempo sulle loro montagne. Ma a partire dall&#8217;883 a.C., di nuovo gli Assiri discendono come uccelli rapaci e di nuovo s&#8217;impongono a tutti gli avversari. Sotto il dominio degli assiri caddero progressivamente, tra il 1000 e il 700 a.C. la Palestina, la Siria e la Fenicia; verso il 670 venne conquistato anche l&#8217;Egitto. Inoltre i conquistatori hanno acquistato un&#8217;arma nuova: è la spada di ferro, che hanno loro trasmesso gli Hittiti, e che consente di sbaragliare con irrisoria facilità  gli eserciti ancora armati completamente di bronzo.<br />
Organizzato un potente Stato sotto il governo dei primi sovrani, gli Ittiti cominciarono, come tutti gli altri popoli confinati, a guardare con desiderio le fertili pianure della Mesopotamia. Finalmente, dopo anni di guerriglia, riuscirono a invadere la Siria conquistando la capitale Aleppo, e poi spingersi fino alla stessa Babilonia; li guidava il re Morsili I, un abile generale, che però poco tempo dopo venne assassinato. Questo determinò una crisi nel governo ittita e un arresto nella politica di espansione militare, che riprese solo dopo due secoli, quando, nel 1365 a.C., si lanciarono all&#8217;assalto del regno dei Mitanni. Più che un regno, quello creato dagli Hittiti può essere considerato una grande confederazione di popoli e genti diversa. Gli Hittiti, infatti, costituivano una minoranza straniera nelle regioni conquistate e cercavano di evitare possibili ribellioni, concedendo una certa autonomia ai popoli sottomessi; spesso si accontentavano di ricevere da questi ultimi tributi e aiuti militari, lasciando sul trono il sovrano locale, anche se con un potere limitato. Il re era prescelta in relazione alla sua abilità  guerriera o di comando. Egli non era quindi nè l&#8217;interprete della divinità  nè dio egli stesso. L&#8217;autorità  regia era limitata dall&#8217;assemblea degli uomini liberi, che aveva potere decisionale su molti aspetti della vita sociale e sull&#8217;elezioni del nuovo re. Ma nonostante tutto, venne anche per i saggi Ittiti il tempo della fine. Poco prima dell&#8217;undicesimo secolo a.C., essi vennero a conflitto coi Frigi, i fondatori della famosa città  di Troia di cui parlano i grandi ci parlano i grandi poemi omerici, e la loro potenza crollò sotto i colpi dei nuovi dominatori, i quali ne invasero il territorio e vi fondarono una nuova capitale, chiamata Gordio.<br />
Il periodo di massimo splendore del regno di Frigia cadde tra l&#8217;ottavo e il settimo secolo a.C. Il regno frigio tuttavia, entrò ben presto in crisi a causa degli Assiri, i quali, guidati da Sargon II, ne sbaragliarono le forze nel 709 a.C.<br />
Essi vennero sostituiti dai Lidi, che a cavallo tra il settimo e il sesto secolo a.C. stabilirono il loro reame. Il secondo impero babilonese ebbe momenti di rinnovata grandezza sotto il regno di Nabucondosor, quando fu conquistata la Palestina fino ai confini dell&#8217;Egitto. Nabucodonsor II, nel 587 a.C., distrusse Gerusalemme, capitale del regno di Giudea, e deportò in massa gli ebrei in Babilonia, obbligandoli a collaborare alla costruzione di un grande edificio di culto, una torre detta ziggurat, che gli ebrei chiamarono poi nella loro Bibbia torre di Babele ritenendo che Dio stesso avesse confuso le lingue di coloro che la costruivano, mentre si trattava solo dei diversi popoli deportati dall&#8217;imperatore e costretti a lavorare come schiavi alla costruzione. Toccò al re Nabonide di vedere la fine dell&#8217;impero: inimicatisi i sacerdoti, avendo cercato di limitare il loro potere i loro privilegi, li spinse ad accordarsi segretamente coi nemici dell&#8217;impero, e in particolare coll&#8217;imperatore di Persia Ciro II. Costui nel 539 a.C. poteva così impadronirsi della grande, della splendida Babilonia.<br />
Il politeismo è senza dubbio il carattere fondamentale di tutte le religioni antiche. Quella della Mesopotamia era caratterizzata da un politeismo di tipo naturalistico: i popoli mesopotamici credevano cioè che ciascuna forza della natura (terra, acqua, vento, ecc.) fosse controllata da un dio. Oltre alle divinità  della natura, c&#8217;erano gli dei protet0tori di ogni singola città , ai quali era dedicato il grande tempio posto al centro della città  stessa.</p>
<p>Libro, Edizione Scolastiche- Il lavoro dell&#8217;uomo / CD tecniche nuove- Eureka 2000 / Libro, European book Milano-Atlantica Junior n.7 / CD, Rizzoli Larousse- Enciclopedie multimediale / Libro, Edizioni il capitello- Le origini del mondo attuale</p>
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		<title>L&#8217;antico Egitto</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 05:09:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;area medio-orientale, dominata dalle civiltà idrauliche dell&#8217;Egitto e della Mesopotamia, la via di comunicazione più logica era rappresentata da quelli stessi fiumi. Le imbarcazioni furono ovviamente il mezzo di comunicazione principale. Notizie che possiamo ricavare dai poemi omerici e dai dipinti ci dicono che le navi da guerra, a differenze di quelle mercantili, erano longilinee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;area medio-orientale, dominata dalle civiltà  idrauliche dell&#8217;Egitto e della Mesopotamia, la via di comunicazione più logica era rappresentata da quelli stessi fiumi. Le imbarcazioni furono ovviamente il mezzo di comunicazione principale. Notizie che possiamo ricavare dai poemi omerici e dai dipinti ci dicono che le navi da guerra, a differenze di quelle mercantili, erano longilinee e leggere, tali cioè da poter esser trascinate a riva dell&#8217;equipaggio. La nave da guerra non serviva solo per le battaglie in mare aperto, ma anche per gli sbarchi di sorpresa sulle piagge vicine alle città  nemiche. Omero ci informa che l&#8217;equipaggio della nave da guerra era di 50 uomini, notizia che consente agli esperti di affermare che la sua lunghezza media era di 35-40 metri. A metà  del II millennio a.C. cominciò a essere usato il cocchio; si trattava di un carro leggero trainato da cavalli, le cui ruote, al contrario dei primi carri coperti, non erano piene ma a raggi. Il cocchio ebbe all&#8217;inizio soprattutto usi militari. Ma carri e cocchi necessitano ovviamente di strade sufficientemente larghe e curate, che effettivamente cominciarono ad apparire, a partire dal II millennio a.C., all&#8217;interno dei paesi più estesi. Possiamo individuare due tipi di viaggiatori: i soldati e i messaggeri. Va sottolineato che questa sorta di servizio postale riguardava esclusivamente i messaggi destinati al sovrano; i privati, quando volevano far pervenire un messaggio a qualcuno, lo affidavano a chi era in procinto di intraprendere un viaggio. Ma i veri protagonisti dei viaggi dell&#8217;antichità  erano i mercanti; infatti, la necessità  di vendere o di procurarsi le merci imponevano loro viaggi su distanze più o meno lunghe. Il quadro dei viaggiatori dell&#8217;antichità  non sarebbe completo se non ne consideriamo altre due tipologie: i devoti e i turisti.</p>
<h2>L&#8217;antico Egitto</h2>
<p>L&#8217;esigenza di regolare con opere idrauliche lo scorrere del Nilo portò, fin dal IV millennio a.C., da un lato alla fusione dei diversi popoli in un&#8217;unica civiltà , dall&#8217;altro alla formazione di due regni: il Basso Egitto, costituito dalle ampie pianure del delta, e l&#8217;Alto Egitto, costituito da strette fasce coltivabili lungo il corso del fiume, al di là  delle quali si estendevano vasti altopiani desertici.<br />
Si evidenziarono però delle differenze fra il Nord e il Sud del paese: infatti nella zona del delta del Nilo (Basso Egitto) la grande fertilità  dei terreni consentiva di disporre di eccedenze di prodotti che alimentavano il commercio, anche per mare, con i popoli limitrofi; a sud (Alto Egitto) il terreno meno fertile costringeva invece le popolazioni a compiere delle razzie nelle zone circostanti.<br />
Il primo faraone fu Narmer, che avrebbe poi assunto il nome di Menes, una volta divenuto monarca. Re della parte meridionale dell&#8217;Egitto o Alto Egitto conquistò la parte settentrionale o Basso Egitto. Unificato l&#8217;Egitto fu anche il primo a portare il tradizionale copricapo, fusione della &#8220;Corona Bianca&#8221; del Basso Egitto con la &#8220;Corona Rossa&#8221; dell&#8217;Alto Egitto. Di lui conserviamo una tavoletta di scisco celebrante il suo trionfo militare.<br />
Durante il periodo arcaico, in cui si succedettero due dinastie (comprendenti almeno diciassette faraoni), si affermò la natura assolutistica e teocratica del potere del faraone, considerato figlio del dio sole Ra, e adorato egli stesso come divinità ; venne stabilita anche la struttura dello stato, diviso in distretti (detti &#8220;nomi&#8221;) governati dai nomarchi. Si sviluppò nel frattempo la scrittura (i primi geroglifici si datano a partire da questo periodo) e vennero costruiti anche edifici funerari a Saqqara e ad Abido, primi esempi dell&#8217;arte egizia.<br />
Attorno al 2300 è l&#8217;inizio della produzione del formaggio, nell&#8217;Egitto, come forma di conservazione del latte.<br />
Il primo periodo intermedio dura dal 2178 al 2067 a.C. circa. Il secondo sovrano della III dinastia fu Sesostri, che regnò dal 2737 al 2717 ca. a.C.; durante il suo regno l&#8217;espansione militare si indirizzò a sud verso la Nubia. Sono note anche alcune spedizioni commerciali in Libano, da dove veniva importato il legname da costruzione, che scarseggiava in Egitto, e nel deserto del Sinai, che forniva pietre per l&#8217;edilizia, gemme preziose e metalli (rame e oro).<br />
Al primo periodo intermedio appartengono la VII e l&#8217;VIII Dinastia con capitale a Menfi e la IX e la X Dinastia con capitale principale a Heracleopolis (e dette perciò dinastie eracleopolitane).<br />
Montu Hotepi I (2137-?): Regnò per pochi anni ma sotto il suo regno inizia la riunificazione dei due regni. Il medio regno dura dal 2064 al 1785 a.C. circa. Nel 2000 appaiono in Egitto i primi oggetti in vetro.<br />
Montu Hotepi II (2064-2013) regnò più di cinquant&#8217;anni, durante i quali sconfisse definitivamente il sovrano di Assyut e quello Heracleopolis, ristabilì l&#8217;unità  del paese, estese il potere al Basso Egitto con l&#8217;appoggio della borghesia che era interessata a riaprire il commercio su tutto il territorio.<br />
Sesostri III (1877-1843): fu un grande generale. Colonizzò la Nubia, che divenne provincia egiziana. Vinse i Libici e per la prima volta nella storia egiziana si spinse in Siria. Sekhembra (1785-1785) diventa re sposando la regina-faraone Sebeknefru. Non riesce ad acquisisce tutti i poteri per regnare. Questa situazione è fonte d&#8217;indebolimento del regno e causa, tra l&#8217;altro, il distacco della Nubia.<br />
Il secondo periodo intermedio dura dal 1785 al 1560 a.C. Contrariamente al precedente periodo intermedio, non ci furono carestie o guerre cruente. I pacifici re che si succedettero goderono ancora in parte dell&#8217;effetto Sesostri. Il popolo stava mediamente bene, ma senza una guida forte si lasciava semplicemente vivere.<br />
Sobekhotep IV governò 8 anni e durante il suo regno si verificò l&#8217;occupazione di una città  da parte degli Hyksos che, più tardi diventerà  la loro capitale Avaris. Lentamente ma inesorabilmente all&#8217;indebolimento del potere centrale, corrispondeva l&#8217;infiltrazione incontrollata di genti straniere che occupavano intere città  che si rendevano indipendenti.<br />
Al 1785 risale il Papiro Smith, in cui sono esposte le tecniche chirurgiche degli antichi egizi. Al 1550 risale una copia di un originale più antico, fonte per la conoscenza della medicina egiziana.<br />
L&#8217;Egitto è conquistato dagli Hyksos, popolo di nomadi cananei e ammoniti. Il dominio dei sovrani Hyksos, dei quali si conosce poco, va dal 1635 al 1545, comprende la XV, XVI dinastia. Si stabilirono ad Avaris, sul Delta, e vennero scacciati solo con l&#8217;avvento della XVIII Dinastia tebana. Costruirono monumenti e templi rilanciarono gli scambi commerciali con gli altri popoli, mantennero la stessa struttura amministrativa, i medesimi canoni artistici e diedero impulso alla diffusione della letteratura, adottarono usi egiziani e si proclamarono faraoni, trascrivendo i loro nomi in geroglifici e assumendo a volte nomi egiziani. Gli Hyksos contribuirono sicuramente a importare in Egitto motivi asiatici che influenzarono l&#8217;arte egiziana.<br />
Al tempo del re Hyksos Yaqub-Har, da un ramo secondario della XIII dinastia, naque a Tebe la XVII dinastia con sovrani che regnarono da Elefantina ad Abidos.<br />
Il nuovo regno dura dal 1543 al 1078 a.C. Amhose (1543-1515) fratello e successore di Kamose, nel decimo anno del suo regno conquistò Avaris e inseguì gli Hyksos fino in Palestina distruggendo definitivamente la loro base operativa nella città  di Sharuhen. Riconquistò la Nubia fino ad Abu Simbel e ristabilì la monarchia su tutto l&#8217;Egitto ormai unificato.<br />
Thutmose III (1490-1436): fu il più grande faraone d&#8217;Egitto dopo Ramsete II. Eclissato in giovane età  dalla suocera e matrigna Hatscepsut, rimasto solo sul trono condusse una serie di campagne militari vittoriose sulla costa comprendente gli odierni Israele, Libano, Siria e Giordania (il Retenu). Celebri le sue vittorie contro i Mitanni. I popoli che non furono sottomessi, dovettero comunque versare tributi.<br />
Amenofi IV &#8211; Ekhnaton (1367-1350): fu un rivoluzionario in campo religioso. Istituì una sorta di monoteismo mistico, in cui unico dio era Aton, personificazione del disco solare.<br />
Ramseten II (1290-1224) il più attivo costruttore di tutti i tempi. Governò per 67 anni portando pace e splendore. Il terzo periodo intermedio dura dal 1078 al 525 a.C. circa. Il potere va in mano a re libici e più tardi ai re etiopi. In questo periodo si dividono &#8220;le Due Terre&#8221;, si hanno quindi sovrani che regnano sul Basso Egitto contemporaneamente ad altri che regnano sull&#8217;alto Egitto.<br />
Uno dei popoli che contrastarono più a lungo ed efficacemente il dominio egiziano sull&#8217;Oriente mediterraneo fu quello degli Ittiti. Interpretando e leggendo una raccolta statale di diecimila tavolette, si potè ricostruire la storia del popolo ittita e del suo impero. Il grande scontro fra le armate faraoniche e gli Ittiti avvenne nel 1296 a.C. presso Kadesh, sulle rive del fiume Oronte, in Siria. Alla testa dell&#8217;esercito imperiale egiziano era Ramses II, mentre le truppe ittite erano comandate dal re Mutavalli. Gli egiziani vennero presi in un colossale tranello, avanzando verso la città  dove erano attestati gli Ittiti, mentre questi si tenevano nascosti e giravano le colonne nemiche. Quando Muvatalli lanciò l&#8217;assalto contro il grosso dell&#8217;esercito faraonico, ebbe facile gioco, tanto che lo stesso Ramses riuscì a stento a salvarsi, grazie a un distaccamento del suo esercito che era riuscito a sfuggire alla manovra accerchiante. Trent&#8217;anni dopo, tra l&#8217;Egitto e il regno ittita veniva firmata la pace, e nel 1256 a.C. i due imperi strinsero addirittura un patto di alleanza che venne suggellato da un matrimonio politico-dinastico.<br />
La società  egizia era divisa in caste ereditarie. Accanto al faraone le caste più importanti erano quelli dei sacerdoti, degli scribi e dei militari. La massa della popolazione era costituita da contadini, che vivevano in modo modestissime. In qualche caso avevano delle terre personali. Erano gravati dalle fortissime pressioni fiscali e amministrative. Per la maggior parte erano operai e braccianti.<br />
Il denaro non era diffuso nell&#8217;antico Egitto. Le paghe erano date in natura, con vestiti e generi di prima necessità .<br />
I contadini erano lavoratori dipendenti che si occupavano delle terre del faraone o dei sacerdoti. Nei campi si coltivavano soprattutto cereali, lino e vite, impiegata per la produzione del vino. Per millenni gli straripamenti annuali del fiume Nilo hanno lasciato sui campi ricchi depositi di lino, rendendo fertile la terra e consentendo lo sviluppo di insediamenti agricoli. Il fango del fiume era prezioso anche per la costruzioni di vasi e mattoni. Durante il periodo delle inondazioni i contadini venivano occupati nella costruzione di grandi opere, in primo luogo le piramidi, cioè la tomba dei loro faraoni.<br />
Le varie tribù avevano le proprie divinità  legati al ciclo della natura. Erano adorati per esempio gli astri e il sole, ma anche animali come l&#8217;ibis, il coccodrillo e lo scarabeo. Questi riti religiosi continuarono anche dopo l&#8217;unificazione. I tentativi di introdurre un rito monoteistico non ebbero mai successo. Il sentimento religioso era spontaneo e immediata. I corpi furono sepolti con una dotazione di oggetti ritenuti necessari per la vita dopo la morte.<br />
L&#8217;architettura è la massima espressione dell&#8217;arte egizia ed è legata alle tematiche religiose. Le imponenti piramidi sono opere collettive e sono lo sforzo di un intero popolo per rendere omaggio al sovrano e agli dei.<br />
Gli egizi avevano approfondirono la matematica, l&#8217;astronomia e la medicina.<br />
La civiltà  egizia, come molte delle grandi civiltà  dell&#8217;antichità , si basava in modo prevalente sui vegetali e, in particolare, sui cereali. Per molto tempo gli egizi produssero solo un pane non lievitato; in un&#8217;epoca precisa, ma forse già  nel corso del III millennio a.C., essi scoprirono (probabilmente per la prima volta nella storia dell&#8217;uomo) la tecnica per far lievitare la pasta. Geroglifico non è che la forma di pittografia elaborata degli egizi, gelosamente custodita dai sacerdoti e dagli scribi, fin dal III millennio a.C.<br />
CD, Editoria elettronica- L&#8217;antico Egitto / Documentario, National Geographic- Egitto, conquista dell&#8217;eternità  / Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo / Libro, European book Milano- Atlantica Junior n.7</p>
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