‘ storia’

L’antifascismo in Italia

L’usufruire di organizzazioni paramilitari significò, per il fascismo, sviluppare clandestinamente qualsiasi forma di opposizione al regime. Conseguentemente i vari giornali socialisti chiusero e le personalità di spicco della sinistra furono costretti ad andare via dall’Italia. I pochi socialisti rimasti formarono nel 1926 la convenzione antifascista; mentre i comunisti si organizzarono in società segrete vivendo nelle zone malfamate ed agendo nell’anonimato.
Antonio Gramsci fu incarcerato nel ’27 e nelle sue lettere inviate dal carcere si riscontra il suo ...

Fascismo: la politica estera di Mussolini

In questo campo si notavano diverse contraddizioni che avevano contraddistinto il fascismo (tra continuazione e rottura con il liberalismo). Mussolini, da un lato aveva sempre in mente i piani di revisione dei trattati di pace; dall’altro, non voleva opporsi al volere delle grandi potenze europee di Francia e Inghilterra. Da uomo realista qual’era, si rendeva conto delle disparità tra la sua nazione e le altre due, ma il suo obiettivo restava comunque quello di far raggiungere all’Italia il medesimo loro livello sia economico che militare. Non rinunciava a ge...

Mussolini e la politica fascista

Il Governo successivo sostenuto solo dai cattolici era guidato dal socialista Bonomi il quale però si mostrò subito inadeguato e dopo essersi rifiutato d’intervenire per salvare la Banca d’Italia venne sostituito da Facta.
Con il Congresso di Roma nel 1921 da semplice gruppo, quello fascista, divenne un vero e proprio partito: il PNF (partito nazional fascista) che aveva come capisaldi nel programma la chiesa con i principi cattolici, la Repubblica e la proprietà capitalista.
Lo “Sciopero Legalitario” organizzato da tu...

I problemi del dopoguerra

Le forze socialiste e cattoliche nonostante la vittoria, continuavano ad avere un atteggiamento critico nei confronti della classe liberale dirigente ed intendevano raggiungere il potere per portare al termine quelle riforme che la guerra non aveva permesso di realizzare.
La riforma principale a cui aspiravano, era quella agraria, cioè quella che prevedeva di dare ai contadini, che erano stati i principali combattenti, la proprietà della terra.
La classe liberale non poteva utilizzare la vittoria per aggregare il consenso dei diversi strati sociali da qui la nascita del Partit...

La rivoluzione russa

La Russia nonostante gli investimenti stranieri era rimasta piuttosto arretrata nel settore industriale. Con l’avvento al trono di Nicola II le cose peggiorarono egli infatti ebbe un atteggiamento autocratico e conservatore. Anche la disfatta Russa nel 1905 nella guerra contro il Giappone contribuì a peggiorare la situazione dimostrando l’incapacità bellica della nazione e creando una crisi interna: Il 22 Gennaio 1905 in quella che fu chiamata la domenica di sangue furono uccise migliaia di persone che manifestavano pacificamente. Questo atto sancì la definitiva rottura tra p...

I trattati di pace

Alla conferenza di pace di Parigi non vennero accolti i rappresentanti delle potenze vinte a essi spettava solo l’alternativa dell’accettazione o di una ripresa delle ostilità. Per la prima volta problemi fondamentali dell’equilibrio europeo venivano discussi insieme a potenze non Europee quali Giappone e USA. La “New diplomancy” proposta da Wilson non era ben vista dalle potenze vincitrici.
Tutto sommato dopo che la flotta tedesca preferì auto affondarsi piuttosto che consegnarsi ai nemici, gli Inglesi avevano raggiunto il loro scopo principale.
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Il crollo degli imperi centrali

Alla fine del 1916 si era venuta a creare una situazione di stallo tra le potenze belligeranti. Si pensò che la pace fosse vicina. La fine del conflitto aveva come principale punto di riferimento gli Stati Uniti ed il loro presidente. Proprio alla fine dello stesso anno il governo tedesco propose delle condizioni di pace miranti all’acquisizione di territori a est e ad ovest. Ma queste condizioni erano ben lontane da quelle che avrebbero voluto le potenze dell’intesa.
L’imperatore austriaco offrì alla Germania parte dei suoi territori polacchi se quest’ultima...

La guerra di trincea

Il capitolo più terribile e sanguinoso di questa guerra fu rappresentato proprio dalla guerra di trincea. Migliaia di uomini al freddo, alle intemperie, vittime delle malattie e dei cecchini, che persero la vita per conquistare pochi metri, poi regolarmente persi.
Uno dei più sanguinosi massacri fu la battaglia di Verdun: l’alto comando tedesco sapeva che difficilmente avrebbe potuto conquistare il presidio francese di Verdun, ma contava sul fatto di causare molte perdite al nemico in relazione alle sue. Un freddo calcolo matematico dunque, che si dimostrò errato: infatti le ...

L’entrata dell’Italia in guerra

In base all’articolo 7 del trattato che univa l’Italia alla Germania e all’Austria, la posizione neutrale assunta dall’Italia era perfettamente legittima, infatti il punto prevedeva la discussione preventiva dei territori da dare in compenso alla fine della guerra e ciò non era avvenuto. Ma il problema della posizione italiana rimaneva irrisolto.
All’interno del paese erano infatti schierati i neutralisti e gli interventisti. Ai primi appartenevano:

* i socialisti: essi infatti ritenevano la guerra voluta dalle grandi pot...

La prima guerra mondiale

Le cause della prima guerra mondiale non si possono individuare in modo preciso; tuttavia è possibile delineare i principali motivi di dissidio tra le potenze europee. In primo luogo la questione dei confini franco – tedeschi: la Germania nel 1870 si era annessa l’Alsazia e la Lorena, e la cosa non andava giù alla Francia, che voleva riprendersi le province. La Germania aveva anche il problema della Russia, che si era alleata con la Francia e che avrebbe potuto aprire un nuovo fronte orientale; contemporaneamente l’impero Turco aveva avuto appoggi dalla Germania e ciò a...