<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; Primo dopoguerra</title>
	<atom:link href="http://www.storiafilosofia.it/category/storia/primo_dopoguerra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiafilosofia.it</link>
	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Aug 2010 11:26:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>I problemi del dopoguerra</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/i-problemi-del-dopoguerra/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/i-problemi-del-dopoguerra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:37:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo dopoguerra]]></category>
		<category><![CDATA[dopoguerra]]></category>
		<category><![CDATA[mussolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=289</guid>
		<description><![CDATA[Le forze socialiste e cattoliche nonostante la vittoria, continuavano ad avere un atteggiamento critico nei confronti della classe liberale dirigente ed intendevano raggiungere il potere per portare al termine quelle riforme che la guerra non aveva permesso di realizzare. La riforma principale a cui aspiravano, era quella agraria, cioè quella che prevedeva di dare ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le forze socialiste e cattoliche nonostante la vittoria, continuavano ad avere un atteggiamento critico nei confronti della classe liberale dirigente ed intendevano raggiungere il potere per portare al termine quelle riforme che la guerra non aveva permesso di realizzare.<br />
La riforma principale a cui aspiravano, era quella agraria, cioè quella che prevedeva di dare ai contadini, che erano stati i principali combattenti, la proprietà della terra.<br />
La classe liberale non poteva utilizzare la vittoria per aggregare il consenso dei diversi strati sociali da qui la nascita del Partito Popolare Italiano guidato da Don Luigi Sturzo.<br />
Esso nacque principalmente per impedire in Italia un&#8217;avanzata del socialismo di tipo bolscevico. Il programma prevedeva la libertà di insegnamento, il riconoscimento dell&#8217;importanza dei valori religiosi e della famiglia. Chiedevano anche un sistema elettorale di tipo proporzionale e l&#8217;ampliamento del voto alle donne.<br />
Sul piano economico cercavano di far si che le classi sociali invece di lottare tra di loro cooperassero per trovare insieme soluzioni vantaggiose per esempio per la riforma agraria.<br />
I leader più rappresentativi del Partito Sociale Italiano alla fine della guerra vennero messi in minoranza. L&#8217;area massimalista il 18 dicembre 1918 rifiutando accordi con il governo borghese pose all&#8217;ordine del giorno &#8220;Istituzione della Repubblica sociale e dittatura del proletariato&#8221;.<br />
Il giornale &#8220;Ordine nuovo&#8221; credeva che fosse fondamentale trasportare all&#8217;interno della classe operaia italiana il modello dei Soviet ed organizzare consigli di fabbrica capaci in breve tempo di autogovernare le aziende.<br />
La crescita della disoccupazione seguita a ruota dalla aumentata inflazione non penalizzo moltissimo i lavoratori dell&#8217;industria grazie ai loro sindacati. Là dove i sindacati non esistevano come ad esempio nel settore agrario, lì la crisi si fece sentire abbastanza. Anche i ceti a reddito fisso vennero penalizzati e i borghesi che in tempo di guerra avevano ricoperto cariche importanti adesso si sentivano solo opachi lavoratori.<br />
Nacque l&#8217;<strong>Associazione Nazionale Combattenti</strong> con l&#8217;obbiettivo di dare voce alle aspettative dei combattenti pur restando estranea ai partiti.<br />
Mussolini a Milano, fece nascere i <strong>fasci di combattimento</strong>. Il suo programma parlava di Repubblica, di suffragio universale e di ordinamento sociale corporativo. Voleva pure la formazione di un unico &#8220;superpartito&#8221; chiedeva inoltre che la giornata lavorativa fosse di 8 ore. Difendeva chiunque avesse combattuto la guerra, facendosi considerare nemico dei socialisti e neutralisti in genere mostrando verso questi i lati più aggressivi e arrivando anche all&#8217;incendio dell&#8217;&#8221;Avanti!&#8221;. La difesa della guerra e l&#8217;idea della <strong>vittoria mutilata</strong> fecero guadagnare ai fascisti ampi consensi.<br />
Differentemente i Democratici volevano abbandonare ogni idea espansionista per dedicarsi maggiormente a rapporti di amicizia con gli stati neonati.<br />
Orlando e Sonnino a Versailles non riuscirono a prendere Istria e Dalmazia e preferirono lasciare la sede come segno di protesta. I trattati di pace continuarono ugualmente e le colonie tedesche vennero divise tra Francia ed Inghilterra. Quando Orlando e Sonnino furono costretti a tornare era stato tutto già deciso, all&#8217;Italia non restava che restare delusa e soprattutto umiliata. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/i-problemi-del-dopoguerra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rivoluzione russa</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/la-rivoluzione-russa/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/la-rivoluzione-russa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo dopoguerra]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione russa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=287</guid>
		<description><![CDATA[La Russia nonostante gli investimenti stranieri era rimasta piuttosto arretrata nel settore industriale. Con l&#8217;avvento al trono di Nicola II le cose peggiorarono egli infatti ebbe un atteggiamento autocratico e conservatore. Anche la disfatta Russa nel 1905 nella guerra contro il Giappone contribuì a peggiorare la situazione dimostrando l&#8217;incapacità bellica della nazione e creando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Russia nonostante gli investimenti stranieri era rimasta piuttosto arretrata nel settore industriale. Con l&#8217;avvento al trono di Nicola II le cose peggiorarono egli infatti ebbe un atteggiamento autocratico e conservatore. Anche la disfatta Russa nel 1905 nella guerra contro il Giappone contribuì a peggiorare la situazione dimostrando l&#8217;incapacità bellica della nazione e creando una crisi interna: Il 22 Gennaio 1905 in quella che fu chiamata la domenica di sangue furono uccise migliaia di persone che manifestavano pacificamente. Questo atto sancì la definitiva rottura tra popolo e regime zarista infatti in tutto il paese scoppiarono agitazioni scioperi ed ammutinamenti così gravi da indurre lo Zar a concedere con il Manifesto di Ottobre ampie libertà civili e la creazione di un Parlamento &#8220;Duma&#8221;.<br />
Il popolo non si accontentò di ciò e si riunì in consigli &#8220;Soviet&#8221;. Il Governo represse i Soviet; furono elette tre Dume ma l&#8217;unica che durò più a lungo fu quella dei signori.<br />
Sono questi gli anni delle riforme del ministro Stolypin: la sua riforma agraria prevedeva la vendita del terreno ai contadini e per coloro i quali non potessero permetterselo venivano utilizzati come manodopera a buon mercato nell&#8217;industria.<br />
La riforma giunse troppo tardi in quanto ci sarebbero voluti venti anni di pace per avere degli effetti positivi ma ciò non avvenne a causa del conflitto mondiale.<br />
Dopo l&#8217;assassinio di Stolypin si ebbero le elezioni interne per la IV Duma che videro il definitivo distacco delle due parti del partito comunista: i Bolscevichi e i Mescevichi.</p>
<h2>La rivoluzione di febbraio</h2>
<p>Al contrario degli altri governi impegnati nel conflitto mondiale in quello Russo non si ebbe la collaborazione tra le parti sociali a causa del chiuso autoritarismo dello Zar.<br />
La mancanza di generi alimentari causata dal conflitto, fece scoppiare manifestazioni e insubordinazioni delle stesse truppe zariste (rivoluzione Febbraio).<br />
Il potere venne diviso tra Duma e Soviet che avevano obbiettivi diversi: la Duma voleva una monarchia costituzionale, i Soviet la Repubblica; la Duma voleva proseguire la Guerra mentre i Soviet no.<br />
I rapporti tra le due forme di governo non erano sempre in disaccordo e questa situazione di precarietà si modificò radicalmente con l&#8217;avvento al potere di Lenin.<br />
Egli nelle sue tesi di Aprile ribadì che il potere dovesse andare tutto ai Soviet, sosteneva quindi tesi rivoluzionarie che si potevano attuare dopo una pace anche incondizionata con la Germania. Gli stessi bolscevichi erano esitanti ad accettare queste tesi ma dopo il fallimento dell&#8217;offensiva di Brusilov ad opera della Duma la pace era necessaria. Dopo la repressione di altre manifestazione (giornate di Luglio) era apparsa la figura di Kerenskij come l&#8217;unica in grado di mediare tra la volontà dei soviet e quella del governo.<br />
La destra conservatrice decise di forzare i tempi e di tentare di instaurare una dittatura che assicurasse la continuazione della guerra approfittando dell&#8217;occupazione tedesca di Riga il generale Kornilov chiese le immediate dimissioni del governo e in caso di rifiuto minacciò di marciare con le truppe nella capitale. Di fronte a questo pericolo i bolscevichi appoggiarono Kerenskij e arrestato Kornilov proclamarono la repubblica.</p>
<h2>La rivoluzione d&#8217;ottobre</h2>
<p>Il futuro assetto del paese doveva essere affidato all&#8217;Assemblea Costituente eletta a suffragio universale. Contemporaneamente i bolscevichi ottenevano la maggioranza nei Soviet di Mosca e di Pietrogrado dove era stato eletto presidente Trockij leader dei mensceviche e convertitosi dopo le tesi di Aprile alle posizioni di Lenin.<br />
Lenin riteneva che i bolscevichi dovessero approfittare della loro crescente popolarità rovesciando il governo debole di Kerenskij e impadronirsi del potere prima della convocazione dell&#8217;Assemblea Costituente.<br />
La tesi di Lenin prevalse e Trockij iniziò i preparativi militari per la rivoluzione che si sarebbe dovuta svolgere nei giorni in cui a Pietrogrado i sarebbe riunito il Congresso Panrusso dei Soviet così da ottenere da quell&#8217;assemblea un&#8217;immediata legittimazione dell&#8217;azione rivoluzionaria. I militanti bolscevichi e le Guardie Rosse occuparono la sede del governo e altri edifici pubblici della capitale. Così mentre Kerenskij fuggiva, Il Congresso Panrusso dei Soviet approvava la formazione del governo rivoluzionario che vedeva a capo Lenin.<br />
Subito Lenin fece approvare due provvedimenti. Il primo riguardava la pace; bisognava garantire l&#8217;uscita immediata dal conflitto mondiale (pace Brest-Litovsk). Il secondo era il decreto sulla terra nel quale si aboliva la grande proprietà fondiaria della Corona, della nobiltà e della Chiesa e si dividevano le terre espropriate tra i contadini.<br />
Inoltre venivano nazionalizzate le grandi industrie e le banche. Con la Dichiarazione dei diritti dei popoli Russi, si dava uguaglianza a tutti i popoli Russi e la possibilità di rendersi indipendenti.<br />
L&#8217;Assemblea Costituente eletta a suffragio universale non era troppo vicina alle tesi di Lenin e il 19 gennaio 118 venne sciolta ufficialmente senza particolari reazioni da parte del popolo contento per essere uscito dalla guerra e per le spartizioni della terra. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/la-rivoluzione-russa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I trattati di pace</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/i-trattati-di-pace/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/i-trattati-di-pace/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:33:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo dopoguerra]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>
		<category><![CDATA[romani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=285</guid>
		<description><![CDATA[Alla conferenza di pace di Parigi non vennero accolti i rappresentanti delle potenze vinte a essi spettava solo l&#8217;alternativa dell&#8217;accettazione o di una ripresa delle ostilità. Per la prima volta problemi fondamentali dell&#8217;equilibrio europeo venivano discussi insieme a potenze non Europee quali Giappone e USA. La &#8220;New diplomancy&#8221; proposta da Wilson non era ben vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla conferenza di pace di Parigi non vennero accolti i rappresentanti delle potenze vinte a essi spettava solo l&#8217;alternativa dell&#8217;accettazione o di una ripresa delle ostilità. Per la prima volta problemi fondamentali dell&#8217;equilibrio europeo venivano discussi insieme a potenze non Europee quali Giappone e USA. La &#8220;New diplomancy&#8221; proposta da Wilson non era ben vista dalle potenze vincitrici.<br />
Tutto sommato dopo che la flotta tedesca preferì auto affondarsi piuttosto che consegnarsi ai nemici, gli Inglesi avevano raggiunto il loro scopo principale.<br />
Adesso essi cercavano di non fare punire con pesantissime sanzioni la Germania perché questa fino al 1914 era stata la loro migliore partner commerciale.<br />
Wilson si oppose alle rivendicazioni italiane preferendo appoggiare i nuovi governi tra cui quello iugoslavo. Dopo questa opposizione Orlando preferì abbandonare per alcuni giorni la conferenza.<br />
Per evitare futuri e dannosi conflitti si creò la Società delle Nazioni con sede a Ginevra che avrebbe dovuto rappresentare tutti gli stati sovrani del mondo. I paesi membri si impegnavano a non ricorrere più alla guerra per risolvere le controversie ma al giudizio della Società delle nazioni. Quest&#8217;organizzazione non aveva però i mezzi per far si che le decisioni prese venissero rispettate. Essa era in realtà molto fragile.</p>
<p>Dalla conferenza di Parigi uscirono cinque distinti trattati:</p>
<p>    *      Con il <strong>TRATTATO Dl VERSAILLES</strong> la Germania doveva cedere l&#8217;Alsazia e la Lorena alla Francia.<br />
      Al rinato Stato polacco dovette cedere parte della Slesia, della Posnania e della Pomerania assicurandogli in questo modo un accesso nel mar Baltico. La città di Danzica che si affacciava sul Baltico venne considerata città libera.<br />
      La Germania orientale venne in questo modo separata da quella occidentale e l&#8217;impero coloniale tedesco diviso tra Inghilterra e Francia.<br />
      Quando si dovette decidere a chi dare la colpa del conflitto si pensò, anche a causa delle pressioni francesi, ad accusare la Germania. In base all&#8217;articolo 231 essa era tenuta a risarcire tutti i danni procurati alla popolazione e le pensioni di guerra in una cifra che fu stabilita intorno ai 132 marchi &#8211; oro. Come garanzia del pagamento la Francia poteva occupare per 15 anni il bacino carbonifero del Saar. L&#8217;esercito tedesco venne ridotto a 100000 unità.<br />
    *      Con il <strong>TRATTATO DI SAINT-GERMAIN e del TRIANON</strong> venivano smembrati Austria ed Ungheria a favore della Polonia, della Jugoslavia, della Romania e della Cecoslovacchia. All&#8217;Italia veniva ceduto il Trentino.<br />
      Il territorio austriaco rimanente era pari a circa 1/8 di quello precedente mentre quello Ungherese uguale a circa ½.<br />
    *      Con il <strong>TRATTATO DI NEUILLY</strong> anche la Bulgaria dopo avere ceduto la Macedonia alla Jugoslavia e la Tracia alla Grecia, ne uscì ridimensionata avendo perso pure lo sbocco sul mar Egeo.<br />
    *      Con il <strong>TRATTATO DI SEVRES</strong> i Turchi dovevano cedere alla Grecia anche la Tracia Ottomana, dovevano smilitarizzare gli stretti perdendo il controllo anche su parte dell&#8217;Asia dopo l&#8217;indipendenza della Transgiordania, dell&#8217;Arabia e dello Yemen.<br />
      I restanti territori asiatici vennero portati gradualmente da Francia e Inghilterra ad una condizione di indipendenza e autogoverno tramite i &#8220;mandati fiduciari&#8221;.</p>
<p>Il nuovo assetto europeo era fondato su basi troppo deboli, si erano venute a creare numerose minoranze che creavano tensioni interne. La Germania, additata come colpevole, voleva avere la sua rivincita e l&#8217;Italia aveva avuto un accrescimento territoriale inferiore a quello sperato; si parlava infatti di vittoria mutilata.<br />
Dopo la fine della guerra si erano venuti a creare particolarismi che in futuro avrebbero potuto creare problemi. Le nuove nazioni sorte, dette cuscinetto, non avevano la capacità di vita economica autonoma né propensione ad allearsi tra di loro. Il trattamento riservato allo Stato tedesco non solo rovinò il migliore dei mercati centro-europei ma aveva creato un pauroso sentimento di rivincita. Francia ed Inghilterra pur essendo nazioni vincitrici erano sommerse dai debiti contratti con gli Stati Uniti mentre in Italia oltre alla crisi economica si parlava di vittoria mutilata.<br />
Il ritorno ad un&#8217;economia di pace fu difficilissimo e il processo di riconversione, molto lungo, fece crescere la disoccupazione. La soluzione a questi problemi era quella proposta nei trattati di pace: bisognava fare circolare rapidamente materie prime a buon mercato e tornare, grazie anche agli aiuti proposti agli imprenditori, a proporre alla popolazione merci abbondanti a prezzi vantaggiosi.<br />
Con questo tipo di trattati, si era perduta l&#8217;opportunità di dare all&#8217;Europa e al mondo intero un periodo di pace duraturo. Dal punto di vista sociale tutti gli Stati erano più o meno in crisi perché i miglioramenti sopraggiunti dopo la vittoria non potevano colmare gli sforzi economici ed umani subiti. L&#8217;idea generale era che si fosse combattuto per nulla.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/i-trattati-di-pace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

