Cinesi: la scrittura cinese

Il Cinese fa parte del gruppo linguistico Sino-tibetano, assieme alle lingue tibeto-birmane, Mao-Yao, Kam-Thai.

Parlata da almeno un quarto della popolazione mondiale, questa lingua ha numerose varianti dialettali – circa 750, di cui 8 sono le principali – e nella Repubblica Popolare Cinese è rappresentata ufficialmente dal Cinese Mandarino (Putonghua = lingua comune).

Evitando di entrare nel merito delle distinzioni tra i diversi dialetti, qui ci preme soprattutto sottolineare che, malgrado le sostanziali differenziazioni di pronuncia nella lingua parlata, tutti i Cinesi condividono un’unica lingua scritta (semplificata nella madrepatria, non semplificata a Hong Kong, Taiwan e presso la diaspora cinese). Ciò ha permesso fin dall’antichità a persone di diverse aree dialettali di trovare un terreno di intesa comune.

Molto spesso, per ragioni di sintesi o per poco approfondimento, si parla del cinese come di una lingua basata sugli “ideogrammi”. Questa è una definizione alquanto riduttiva che si adatta ad una parte soltanto della scrittura cinese. Volendo tentare una descrizione più precisa bisogna definire i caratteri cinesi come 1) GRAFEMI – per quanto riguarda la loro parte scritta 2) MORFEMI – per il loro significato 3) FONEMI – per la loro pronuncia. Solo prendendo in considerazione tutte queste valenze è possibile valutare appieno la complessità di una scrittura rimasta pressocché immutata nel corso del tempo.

Classi di Caratteri cinesi
Nella scrittura cinese vengono tradizionalmente riconosciute 6 categorie fondamentali all’interno delle quali trovano classificazione tutti i tipi di caratteri:

1) XIANG XING – Rappresentazioni Figurative;
2) ZHI SHI – Simboli Indicativi;
3) HUI YI – Ideogrammi Composti;
4) XING SHENG – Composti Forma/Suono;
5) ZHUAN ZHU – Prestiti;
6) JIA JIE – Falsi Sinonimi.

Queste sei classi rappresentano i princìpi su cui si è basata fin dall’antichità la scrittura cinese, il valore di questa teoria però è spesso messo in discussione dagli studiosi. Questo accade soprattutto perché alcuni caratteri potrebbero tranquillamente essere inseriti in più di una delle categorie identificate.

1) XIANG XING – Rappresentazioni Figurative
La classe più antica, comprende quelli che sono meglio noti come pittogrammi. Si tratta di rappresentazioni grafiche della realtà.

2) ZHI SHI – Simboli Indicativi
Sono rappresentazioni simboliche di oggetti, non riproducono direttamente una forma ma indicano un concetto.

3) HUI YI – Ideogrammi Composti
Sono gli ideogrammi veri e propri. Nascono dall’unione di due o più caratteri semplici che assieme indicano un nuovo concetto.

4) XING SHENG – Composti Forma/Suono.
Constano di due elementi costitutivi: uno è un carattere omofono che viene preso a prestito per indicare la pronuncia, l’altro è un radicale che individua il senso generale della parola.

5) ZHUAN ZHU – Prestiti.
Solitamente si tratta di prestiti fonetici per cui un carattere viene scritto in modo totalmente identico ad un suo omofono. Alcuni linguisti sostengono che l’esistenza di questa classe sia giustificata dall’estensione del senso primitivo di un dato carattere.

6) JIA JIE – Falsi Sinonimi.
Un carattere già esistente viene adottato con un’altra accezione.

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