Cinesi: l’opera cinese

Il nome dell’opera di Pechino in cinese e’ Jing ju. Jing significa Beijing cioe’ Pechino, Ju significa dramma. Ma l’opera di Pechino non puo’ essere solo intesa come opera originaria di Beijing. E dunque che cos’e’ in realta’? Gli abitanti di Pechino che amano la loro opera parlano di andare a “sentire” un’opera piuttosto che di andarla a “vedere”. Al contrario, coloro che non hanno ancora acquisito un po’ di familiarita’ con essa possono trovarsi leggermente in difficolta’ all’inizio. Ma una buona infarinatura generale puo’ facilitare le cose. Naturalmente non si potra’ essere ancora in grado di seguire le parole e le tonalita’ alte in cui l’opera e’ cantata potrebbero risultare, all’inizio, troppo poco familiari per essere pienamente apprezzate. Conoscere l’opera di Pechino e’ un primo passo nell’avventura di capire questo quarto della popolazione mondiale.
L’opera di Pechino classica e’ interessante perche’ combina insieme numerose forme di espressione artistica che nel teatro occidentale sono separate. Essa e’ canto, danza, spettacolo acrobatico e rappresentazione storica (dialoghi) riuniti e mescolati in un contesto mutevole ed coinvolgente.

L’opera si svolge come qualcosa fuori dal comune, che va oltre la quotidianita’ e tuttavia rimane intensamente umana. Prevalgono i valori morali piuttosto che quelli materiali: pieta’ filiale, amore per il paese, fedelta’ dei compagni d’armi trovano posto accanto alle storie d’amore comuni a tutti in tutti i tempi. Naturalmente, gli usi e costumi e il modo di pensare sono quelli del periodo in cui le storie raccontate sono state scritte anche se concetti molto moderni si possono trovare nelle pieghe di vecchi racconti che i registi di oggi abilmente hanno portato alla ribalta.

RECITAZIONE SIMBOLICA DELL’OPERA DI PECHINO
La differenza principale tra l’opera di Pechino e l’opera occidentale e’ principalmente nella loro rispettiva applicazione di simbolismo e realismo nella recitazione.
Nell’opera occidentale, sulla scena, possono essere collocati oggetti e ambientazioni come un carro, un’imbarcazione, porte o finestre. Un attore recita riproducendo esattamente quello che fa nella vita reale. Nell’opera di Pechino, invece, l’interpretazione non e’ soggetta a limitazioni di tempo e di spazio. Siccome alcune attivita’ della vita quotidiana non possono verosimilmente essere rappresentate sulla scena, l’opera di Pechino le evoca in maniera simbolica.

Sulla scena non ci sono carri, imbarcazioni o porte e finestre ma sono movimenti particolari del corpo dell’attore a simboleggiare l’apertura o la chiusura di una porta, il salire su un’imbarcazione.

Quattro soldati e quattro generali disposti sui due lati della scena rappresentano un esercito di migliaia di soldati mentre otto attori che agitano bandiere verdi verso l’alto e verso il basso simboleggiano un mare in tempesta.

L’effetto scenografico della recitazione simbolica con i suoi artifizi e la sua esagerazione drammatica e’, in un certo senso, ancora piu’ potente di quella prodotta da ambientazione, sfondi e oggetti.

Nell’opera di Pechino l’attore deve recitare senza ambientazione e percio’ gli si richiede un’arte interpretativa di elevatissimo livello. Un interprete dell’opera di Pechino deve usare le mani, gli occhi, la bocca, il corpo e il movimento (ritmo) perche’ la sua espressione simbolica trasmetta e faccia capire al pubblico cosa sta avvenendo sulla scena e faccia si’ che la sua immaginazione riesca a percepire la vera atmosfera del pezzo.
La recitazione simbolica nell’opera di Pechino e’ tridimensionale e altamente qualificata e questa e’ una delle sue caratteristiche peculiari.

LA MUSICA DELL’OPERA DI PECHINO
L’opera di Pechino, un genere teatrale orientale, offre forme di espressione artistica uniche dal punto di vista musicale e della recitazione. Forme che sono molto diverse da quelle dell’opera occidentale. La musica vocale e strumentale dell’opera di Pechino puo’ essere sostanzialmente di due tipi due sistemi o melodie: lo xipi e lo erhuang, che aiutano gli attori ad esprimere differenti emozioni e a rappresentare vari caratteri con il canto e la recitazione.
Sonorita’, vivacita’, vigore ed entusiasmo caratterizzano lo xipi, che dunque e’ piu’ adatto con il suo ritmo prorompente per esprimere passione, ardore, eccitazione e fervore. Lo erhuang e’ caratterizzato invece da fermezza, profondita’, solennita’ e ampiezza ed e’ percio’ piu’ indicato per esprimere audacia, commozione, depressione o malinconia. Lo xipi puo’ qualche volta esprimere anche depressione e malinconia come lo erhuang puo’ a sua volta esprimere eccitazione e ardore. Qualsiasi rappresentazione dell’opera di Pechino e’ sempre accompagnata ininterrottamente dalla musica. Oltre alle due melodie musicali e vocali dello xipi e dello erhuang, c’e’ una notevole varieta’ melodica e ritmica determinata da canto, narrazione, declamazione e danza che sottolineano e accentuano lo stato d’animo e accompagnano lo svolgimento della trama unificando il ritmo di scena.
Le melodie tradizionali dell’Opera di Pechino, sia che si tratti dello xipi che dello erhuang, sono tutte basate sulla battuta e prevedono diversi modi di percuotere il tamburo come il mansanyan, il kuaisanyan, il yuanban, il daoban, il sanban e lo yaoban. E sono anche caratterizzate da diversi ban e diversi yan. Ma che cosa sono il ban e lo yan? Fondamentalmente sono metri musicali cinesi. Quando un attore di opera canta, il percussionista — che e’ il direttore d’orchestra nell’opera di Pechino, tiene nella mano sinistra una coppia “nacchere” di legno duro e nella mano destra una bacchetta di tamburo. Quando il percussionista batte le due “nacchere”, ogni battuta e’ un ban. Quando percuote il danpi (tamburo piccolo) con la bacchetta, ogni percussione e’ uno yan. Per esempio, il mansanyan e’ composto da una battuta di “nacchere” e tre percussioni uniformi sul tamburo piccolo, dando origine ad un ritmo lento di quattro battute e una pausa.
Le battute di ban e yan differiscono in base alla variazione ritmica. Inoltre, nello xipi, l’attacco della canzone e’ segnato da una battuta di yan, e la sua conclusione da una battuta di ban. Nello erhuang la parte cantata comincia e finisce con una battuta di ban. Ci sono anche alcune nuove melodie che non rispettano queste regole. La musica dell’opera di Pechino si adegua ai tempi dell’attore; la durata e il ritmo possono essere cambiate al momento e il fatto che sia molto flessibile e adattabile permette l’improvvisazione. Al contrario dell’opera occidentale, in cui il musicista deve comporre uno spartito per ogni opera, qui le variazioni di melodia possono adattarsi a tutte le rappresentazioni.
Si dice che la musica nell’opera di Pechino permette all’artista la piu’ grande liberta’ di espressione e gli lasci spiegare il suo talento nella sua pienezza.

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