Diario della Rivoluzione Francese: 1770 – 1788

Sulle motivazioni che hanno scatenato la Rivoluzione sono stati versati fiumi di inchiostro, giungendo a conclusioni piu’ o meno convincenti e/o condivisibili.
Non rientra nei limiti di questa cronologia addentrarsi in analisi di questo genere. E’ preferibile mettere in evidenza alcune cifre che, nella loro nuda schematicita’, lasciano intendere assai piu’ di un intero volume di argomentazioni.
Attenzione pero’ a queste cifre! Esse non sono MAI esatte in senso assoluto. Le fonti sono molte e tutte in disaccordo tra di loro; quindi le cifre esposte servono solo a stabilire dei ragionevoli ed accettabili “ordini di grandezza” (Alcuni dati sono tratti da: FREVILLE – Annuaire de la Soc.
de l’Hist. de France – 1787).
Nel 1789 il territorio della Francia (compresa la Corsica) misurava 534.000 km. quadrati ed era uno dei piu’ popolosi paesi d’Europa.

. Anno 1770 = 26.600.000 di abitanti
. Anno 1775 =
27.000.000

. Anno 1785 = 27.650.000
. Anno 1789 =
28.000.000

Nell’anno 1789
(inizio della Rivoluzione) la popolazione risultava cosi’ ripartita:

Categoria Sociale Popolazione
Nobilta’ 370.000
Clero 190.000
Funzionari pubblici, militari 500.000
Operai specializzati, artigiani,
professionisti, commercianti,
borghesi
4.700.000
Contadini piccoli proprietari 11.000.000
Salariati agricoli 7.000.000
Operai e manovalanza generica 4.240.000
Totale popolazione 1789 28.000.000

Mediamente
il 75% della popolazione viveva nelle campagne ed il restante 25% nelle citta’ e
nei borghi.

La gerarchia nobiliare
comprendeva, in ordine discendente, i seguenti titoli: Principe, Duca, Marchese,
Conte, Visconte, Barone e Cavaliere.

Popolazione di alcune delle principali citta’:

Citta’ Abitanti
Parigi ante 1789 450.000
Parigi dopo 1789 (*) 650.000
Lione 150.000
Marsiglia 110.000
Bordeaux 110.000
Rouen 100.000
Nantes 100.000
Lille 100.000
Tolosa 100.000

(*) Circa
120-130.000 vivevano di elemosine, di assistenza e di espedienti.

PROPRIETA’ DELLA TERRA (1789):

Nobilta’ (n. 370.000) deteneva il 47% delle terre
.
Clero (n. 190.000) deteneva il 20% delle terre
.
Piccoli propr.(n. 11.000.000) detenevano il 33% delle terre
Il prodotto lordo per ogni ettaro di terreno era di circa 50 lire tornesi, cosi’ ripartite:

< TR>

. Rendita del proprietario L. 12
. Utile del coltivatore L. 5
. Spese accessorie L. 1
. Imposte fondiarie e decime L. 7
. Salari a stagionali L. 25

Per il grano il raccolto
si aggirava intorno ai 37 milioni di ettolitri.

PATRIMONIO ZOOTECNICO (1789) – Consistenza e consumi annuali:

Quantita’ Tipo Consumo Cittadino Consumo Campagne
2.700.000 Buoi da lavoro 200.000 100.000
390.000 Buoi da ingrasso 190.000 200.000
4.000.000 Vacche 450.000 6.000
3.000.000 Vitelli 1.500.000 1.200.000
20.000.000 Ovini 3.750.000 1.500.000
4.000.000 Maiali 440.000 2.000.000

MONETA
CORRENTE (1789):

LIRA tornese, pari a 5 grammi di argento.
La Lira era
suddivisa in 20 SOLDI ed
Un soldo era suddiviso in 12 DENARI

SCUDO
d’argento pari a 6 lire tornesi
LUIGI d’oro pari a 24 lire
tornesi

MARCO d’argento (lingotto) pari a 244 grammi.
RETRIBUZIONI
(1789)

Valori medi giornalieri per 10-14 ore di lavoro e per 300 giorni
lavorativi annuali:

Luogo Categoria Salario
Grandi citta’ Operaio specializ. 30-35 Soldi
Manovale 15-25 Soldi
Campagna Salariato agricolo 12-18 Soldi

Per i salariati
agricoli i giorni lavorativi erano circa 240-250.

ALCUNI PREZZI (1789):

Prodotto Prezzo
Pane 3 soldi la libbra
Carne bovina 5 soldi la libbra
Carne di maiale 6 soldi la libbra
Burro 8 soldi la libbra
Lardo 10 soldi la libbra
Sale 8 soldi la libbra
Vino 5 soldi la pinta (1,136 litri)

La libbra
poteva variare da 453 a 489 grammi, secondo la localita’.
IMPOSTE E TASSE (1789):

L’applicazione variava sensibilmente in ogni Distretto. In
linea di massima la situazione era questa:

Imposizione Clero Nobilta’ Contadini Cittadini
Imposta fondiaria reale No Si Si Si(?)
Diritti feudali No = Si No
Decima al clero = No Si No
Dazi, gabelle, pedaggi No ? Si Si
Imposte sui consumi ? ? Si Si
Imposta del ventesimo No ? Si Si
Corvée in natura No No Si No
Servitu’ di caccia No No Si No

Mediante la “servitu’ di
caccia” qualsiasi nobile poteva organizzare battute di caccia (cinghiale, volpe,
ecc.) sui terreni dei contadini, anche nella imminenza dei raccolti. Questo
significava che una battuta, con 20-30 cavalieri, battitori e mute di cani,
poteva distruggere in pochi minuti il lavoro di un anno di una famiglia
contadina. A volte era un sistema adottato per costringere i proprietari a
vendere il terreno ai nobili, per un pezzo di pane, e poi andarsene o rimanere a
servizio, come braccianti salariati.
Al contrario i contadini non potevano
cacciare o tendere trappole sui loro proprii terreni; poteva essere considerato
bracconaggio punibile con l’impiccagione.

Occorre ancora
rammentare:
il Bac, un diritto di signoria che rendeva oneroso il
prelievo delle acque dei fiumi a scopo irriguo;
la Banalita’,
l’obbligo di servirsi dei mulini, dei forni e dei torchi dei signori, con oneri
di accesso elevatissimi.

Per quanto riguarda le decime occorre
ancora qualche precisazione. La massa degli appartenenti al clero era, grosso
modo, cosi’ ripartita:
– 40.000 curati/addetti alle parrocchie
– 10.000
alti prelati, cardinali, vescovi, insegnanti ed altri
-140.000 ospitati in
circa 10.000 conventi/monasteri (solo a Parigi se ne contavano 110).
Tutta
questa massa viveva parassitariamente prelevando denaro, per un totale di 120
milioni di lire annue, con le seguenti imposizioni:
. decime sulla
produzione principale dei poderi di contadini/proprietari (Grosses)
. decime
speciali sui terreni di nuova coltura (Novales)
. decime sull’allevamento del
bestiame (Charnage)
. decime sull’allevamento del pollame (Mixtes)
.
decime sulla retribuzione giornaliera dei salariati agricoli
. decime una
tantum su proventi occasionali, ecc.

CONDIZIONI DI VITA (1789):

Il 50,63% della popolazione vive nel benessere o discretamente bene
– il
21,52% della popolazione si trova sulla soglia della poverta’
– il 27,85%
della popolazione e’ povera e necessita di aiuti o elemosine
(Nota: la
precisione non e’ assoluta; cifre determinate su un campione molto
ridotto.)
– Il 50% della popolazione risulta analfabeta.

In
particolare:
nel 1770 a Parigi risultavano censite 25.000 case di abitazione;
di queste:
– 3200 erano di proprieta’ del clero
– 750-1000 appartenevano a
piccoli proprietari (artigiani, operai specializzati, ecc.)
– 250 erano
proprieta’ di servitori domestici privilegiati non ospitati presso la
nobilta’.

L’ 80% della popolazione parigina
(360.000) vive in case d’affitto costituite da 1-2 stanze prive di acqua, di
servizi igienici elementari e di riscaldamento. Per il riscaldamento si
sopperiva con camini, dove c’erano, oppure con pericolosi bracieri e/o
fornelletti in terracotta sui quali si poteva anche cucinare. Unico combustibile
la legna da ardere, l’uso del carbone era proibito e quindi introvabile. Le feci
dei cavalli, raccolte per strada e debitamente essicate, erano una possibile
alternativa.
Raramente le camere disponevano di finestre con vetri. In genere
si sopperiva con telai sui quali veniva stesa della carta oleata o tela
impregnata di resina.
L’acqua, per la quale e’ stato calcolato un consumo
giornaliero pro-capite di 5-10 litri, veniva procurata presso le fontane
pubbliche o da pozzi (sovente inquinati) scavati nei cortili delle case.

Un dato drammatico: nel 1789 la vita media
era calcolata in 21 anni e 9 mesi, per i bassi strati della popolazione;
nell’ambito della nobilta’ era di circa 32 anni. Queste cifre erano condizionate
dall’elevato tasso di mortalita’ infantile; in determinate condizioni solo 2
bambini su 10 superavano il primo anno di vita. (De
Lavergne).

MATRIMONIO – FAMIGLIA
Le
famiglie regolarmente costituite su base matrimoniale erano relativamente
scarse; tra i poveri e le classi piu’ basse della popolazione dominava il
concubinaggio.
Puo’ sembrare strano ma il matrimonio, che la chiesa imponeva
come sacramento, era di fatto impedito dal clero che pretendeva tariffe esose
per la sua celebrazione; tariffe tali da escludere del tutto i meno abbienti, i
quali venivano poi regolarmente additati come peccatori. Un decreto del 1770,
che imponeva alla chiesa la celebrazione gratuita del matrimonio a favore dei
piu’ poveri, fu grandemente osteggiato e diede scarsi risultati. La situazione
verra’ sbloccata solo nel 1791, in piena rivoluzione.

TRASPORTI –
COMUNICAZIONI
Nel 1789 la Francia disponeva di 40-45000 km. di strade
carrozzabili destinate a degradarsi rapidamente, negli anni della Rivoluzione,
sia per scarsa manutenzione, sia per il notevole movimento di truppe e di
carriaggi militari dovuti ai conflitti che hanno caratterizzato il
periodo.
Era di notevole importanza l’esistente rete di canali e di fiumi
navigabili che permettevano il trasporto economico di merci di scarso valore e
la flottazione del legname.
I trasporti via terra di passeggeri e merci erano
gestiti da 6 grandi aziende e da un consistente numero di piccoli imprenditori.
Il trasporto passeggeri era eseguito con diligenze, carrozze e
carri.
Riservare un posto su di un mezzo di trasporto costava:
16 soldi in
diligenza
10 soldi in cabriolet o carrozza
6 soldi su carro o
furgone.
A questo occorreva naturalmente aggiungere il costo della tratta da
percorrere. Ogni passeggero aveva diritto a 10 libbre di bagaglio
gratuito.
Viaggiando in diligenza, nella buona stagione, si poteva far conto
su di una percorrenza media di 100 km. al giorno. Ci volevano, mediamente 8
giorni da Parigi a Marsiglia, 5 per Lione, 3 per Bruxelles, ecc.
In tutti i
centri di qualche importanza il servizio di trasporto urbano era espletato
mediante vetture a nolo. A Parigi, in particolare, si contavano circa 620-640
vetture a nolo per le quali venivano applicate le seguenti tariffe:
– corsa
diurna: 30 soldi la prima ora e 25 soldi le ore successive
– corsa notturna:
40 soldi la prima ora e 36 soldi le ore successive.
Era una regola ferrea per
tutti i vetturali accettare qualsiasi cliente che dimostrasse di poter pagare;
qualsiasi discriminazione era punita con il carcere.
Quanto ai trasporti
privati, eseguiti con mezzi propri, essi erano riservati ai cittadini piu’
facoltosi, in grado di pagare, oltre a tutto il resto, anche le pesanti tasse
imposte dallo stato su cavalli e carrozze, considerati beni di
lusso.
Tassa annuale sui cavalli: 20 lire il primo cavallo, 40 il
secondo, 80 il terzo, 160 il quarto. (Un tiro a quattro costava quindi 300 lire
l’anno solo di tasse).
Tassa annuale sulle carrozze: 20 lire la
prima carrozza, 40 lire la seconda e 120 lire(!) la terza.
Tassa annuale
sulle carrozze da nolo
: 5 lire per il cavallo e 10 lire per ogni ruota del
veicolo.

Il servizio postale, gestito dagli Appaltatori di Imposte
(Fermiers Généraux), utilizzava gli stessi mezzi di trasporto per le lettere, le
messaggerie ed il collettame. Su determinate tratte le lettere venivano anche
trasportate con vettori a cavallo.

ESERCITO
All’inizio del 1789,
l’esercito regolare francese (professionale) era composto da:

N. FORMAZIONI
102 Reggimenti di fanteria
12 Battaglioni di fanteria leggera
62 Reggimenti di cavalleria
7 Reggimenti di artiglieria

per
un totale stimato di 150.000 uomini. Circa 1/4 dei soldati era di origine
tedesca, svizzera e irlandese: si trattava in buona parte di mercenari.
Tra
gli ufficiali i 2/3 erano nobili; i sottufficiali che non disponevano dei 3/4 di
nobilta’ previsti avevano poche speranze di carriera e di accesso ai gradi
superiori di capitano, maggiore, colonnello, ecc.
All’esercito regolare
spettava, ovviamente, il compito di difendere i confini della patria dalle
minacce provenienti dall’esterno, mentre la:

GUARDIA NAZIONALE
che
verra’ fondata nel 1789, (Guardia Borghese, Guardia Cittadina, Guardia Nazionale
Parigina, Guardia Francese, ecc.) e’ un corpo militarizzato al quale spettera’
il compito di presidiare e mantenere l’ordine nei centri abitati e proteggere i
cittadini da tumulti e da sommosse contro le legalita’ che si verranno a
costituire. Non avra’ mai compiti di polizia criminale che sono delegati alle
competenti Prefetture di Polizia. Sara’ quindi, attraverso molteplici vicende,
un elemento di protezione del territorio cittadino.

MEDIA
Ovviamente
solo giornali, periodici e libelli con una tiratura dalle 2.000 alle 10.000
copie (salvo eccezioni). Il soffio di liberta’ introdotto dalla Rivoluzione ha
prodotto l’uscita, tra il 1789 ed il 1792, di oltre 500 nuove testate
giornalistiche.
Il costo di un giornale era di 2 soldi la copia, 30 lire per
un abbonamento annuale in Parigi e 35 lire per un abbonamento annuale in
Provincia.

ALTRE SITUAZIONI ANOMALE
– Qualsiasi attivita’ investa una
funzione pubblica e’ un privilegio acquistato a caro prezzo o ereditato; questo
vale anche per i mestieri e le professioni piu’ diffuse, raggruppati in
consorterie. Abbracciare una professione significa acquisirne il titolo con lo
studio e con pesanti condizioni finanziarie.
– Le cariche civili, militari ed
ecclesiastiche sono riservate ad alcune classi privilegiate e, nell’ambito di
queste, solo ad alcuni individui.
– Nell’ambito della giustizia la carica di
magistrato e’ sovente acquistata, diventa patrimonio familiare ed e’
trasmissibile agli eredi. In molti distretti l’amministrazione della giustizia
e’ a pagamento il che’, fuori perifrasi, significa che in una causa vince chi ha
piu’ soldi da versare al giudice, normalmente e legalmente corrotto.
– La
liberta’ di stampa e’ condizionata al placet dei censori regi ed agli umori del
clero.
– Il re puo’ ordinare la carcerazione a tempo indeterminato e senza
alcun processo mediante le famigerate lettres de cachet.
– Il re
concede abitualmente patenti di nobilta’ in cambio di grosse somme destinate
alle sue casse personali (Lettres d’anoblissement). Alla vigilia della
Rivoluzione se ne contavano oltre 4.000.
– Una odiosa forma di censura era
quella praticata da un misterioso ente il: Cabinet Noire. Grazie alla
complicita’ di corrieri ed addetti postali, asserviti o ricattati, provvedeva ad
aprire con il vapore, leggere e risigillare la corrispondenza di persone
importanti. Molti, a conoscenza di questa forma di spionaggio, avevano inventato
degli ingegnosi sistemi di criptografia. Questa pratica e’ durata, per qualche
anno, anche durante la Rivoluzione; sotto il Direttorio il Cabinet era
diretto da Nicolas Restif de la Bretonne.



ANNO 1770

LUIGI (Capeto), Delfino di Francia, nipote di Luigi XV,
all’eta’ di 16 anni sposa:
MARIA ANTONIETTA, figlia di Francesco I, di anni
15.

LUIGI (Capeto), delfino di Francia e futuro re Luigi
XVI, nipote di Luigi XV, era figlio di:
Louis (Delfino di Francia) e di Maria
Josefa di Sassonia.

Nato a Versailles il 23/8/1754, era il primo di
quattro fratelli:

Louis-Stanislas Xavier, conte di Provenza
(detto Monsieur), nato a Versailles il 17/11/1755. Nel 1814 diventera’ re Luigi
XVIII.

Charles Philippe, conte di Artois, nato a Versailles il
9/10/1757. Nel 1824 diventera’ re Carlo X.

Philippine Marie
Helene
, (detta Madame Elisabeth di Francia), nata a Versailles il
3/5/1764.

Luigi XVI, anche se dotato di buona
volonta’, non era certo il tipo di regnante che occorreva alla Francia a quei
tempi. Da bambino, la sua educazione viene affidata al Duca di La Vauguyon ed ad
un confessore, l’abate Edgeworth; cresce debole, indeciso, timido ed
assurdamente bigotto. Dopo il matrimonio diviene, ben presto, succube della
regina e del suo entourage che lo soffocano con i loro atteggiamenti contrari a
qualsiasi innovazione ed alle riforme che i tempi imponevano. Deciso comunque a
promuovere le riforme piu’ necessarie (la riforma fiscale), non ha poi il
coraggio e la volonta’ di sostenere ed imporre quei rimedi che alcuni ministri
(anche molto validi) gli indicano come indispensabili. E’ incapace di far fronte
all’alzata di scudi che il suo Parlamento (Corte di Giustizia manovrata dai
nobili e dal clero) e la stessa Corte di Versailles oppongono ad ogni qualsiasi
accenno di equita’ fiscale.
Mal consigliato dai suoi cortigiani e
condizionato dal dispotismo della regina, finira’ col perdere, oltre al potere
di monarca assoluto e quello di monarca costituzionale, anche la testa sul
patibolo.
Malgrado la ritrattistica ufficiale, e’ piccolo, obeso, timido e
con seri problemi ad esercitare i diritti/doveri maritali a causa di una
malformazione (fimosi), poi chirurgicamente risolta, che gli impedisce per 7
anni di consumare il matrimonio. Finira’ cosi’ subornato dal carattere e dalla
autorita’ della moglie.

MARIA ANTONIETTA, regina di Francia, era nata a
Vienna il 22/11/1755, figlia di Francesco I e di Maria Teresa, imperatrice
d’Austria.

Maria Antonietta era l’esatto
contrario del marito. Molto bella, vivace, intraprendente, intrigante e priva di
scrupoli, avida di vivere al meglio la sua vita, anche oltre le larghe
possibilita’ che le erano consentite.
Non ha molta stima del marito che non
esita ad indicare come le pauvre homme.
La regina ama appartarsi al
Trianon, dove si circonda, ben presto, di una allegra massa di parassiti e di
furfanti che la inducono a pazze prodigalita’ ed a comportamenti che, alla fine,
mineranno la stima ed il rispetto con cui il popolo francese l’aveva
accolta.
I pettegolezzi corrono (specie dopo l’affare del “collier”) ed il
discredito si riversa anche sul re, giudicato incapace di governare il suo
menage familiare e di essere una marionetta nelle mani della dispotica
consorte.
Vengono diffusi libelli (L’Autrichienne en Goguette, L’Orgie
Royal, ecc.)
nei quali Maria Antonietta viene, secondo le occasioni,
indicata come Madame Veto per i suoi atteggiamenti negativi contro le
riforme, Madame Deficit per le sue spese pazze o, ancora,
l’Austriaca, in senso spregiativo, la Poulle od anche la
Première Salope a detta del Marchese di Sade.
L’aiuto (per quanto
interessato) che La Fayette e Mirabeau avrebbero potuto dare al re, viene
impedito dalla regina che, costantemente in contatto con Vienna, cerca
segretamente di promuovere un intervento militare dall’esterno, per riprendere
in mano le redini di una situazione ormai disperata.

Dal matrimonio di
Luigi e di Maria Antonietta nasceranno quattro figli:

Marie
Thérèse
, (detta Madame Royale), nata nel 1778.

Xavier,
conte di Viennois, primo delfino di Francia, nato nel 1781 e prematuramente
morto nel 1789.

Louis-Charles, conte di Normandie, secondo
delfino di Francia. Nato il 27/3/1785 e morto prematuramente l’8/6/1795, nella
prigione del Tempio di Parigi. In teoria e’ stato re di Francia dal 1793 (morte
di Luigi XVI) sino al 1795, con il titolo di Luigi XVII.


Sophie, nata nel 1786 e morta prematuramente nel 1787.

Riportato
per cronaca e senza garanzia di verita’: Luigi XVI e Maria Antonietta
avrebbero avuto anche un quinto figlio, affidato a terzi, dopo la nascita, per
oscuri motivi.
Si tratta di un certo Naundorff, di professione orologiaio,
del quale si ignorano le date estreme, sepolto a Delft in Olanda. Sulla sua
tomba sono scolpiti tutti i titoli di competenza del Delfino di Francia.
Dopo
la Restaurazione, i suoi discendenti intentarono varie cause contro il governo
francese per far riconoscere i loro diritti.
(V.950608)



ANNO 1774

Alla morte del nonno, Luigi XVI sale malvolentieri al
trono, al posto del fratello maggiore prematuramente scomparso.
Tra i suoi
primi atti il re conferisce al Ministro Turgot l’incarico di risanare le
disastrate finanze dello Stato.

ANNE ROBERT JACQUES TURGOT, barone di LAULNE
(1727-1781). Uomo di stato ed economista di notevole levatura, nominato da Luigi
XVI come ministro “Controllore Generale delle Finanze”, abolisce le dogane
interne e cerca di ristabilire la liberta’ nel commercio e nell’industria,
sopprimendo le corporazioni che soffocavano questi settori dell’economia. Per
risanare le finanze statali crea l’Imposta Fondiaria
Unica
.



ANNO 1776

Il Ministro Turgot si dimette dal suo
incarico

Turgot e’ stato costretto a dimettersi per la grande
ostilita’ con la quale nobilta’ e clero hanno accolto la sua Imposta
Fondiaria Unica
. D’altro canto era prevedibile: nobilta’ e clero (circa il
2% della popolazione francese) detenevano circa il 66% di tutte le terre del
paese. Il clero, in particolare, era sempre stato esente da qualsiasi tipo di
imposta. Si sa: la chiesa e’ povera!

Il 4
Luglio viene resa ufficiale la rottura fra le tredici Colonie Inglesi in
Nordamerica e la madrepatria con la famosa Dichiarazione d’Indipendenza. Inizia
cosi’ una guerra che si concludera’ 5 anni dopo e che avra’ un pesante impatto
sulle gia’ precarie finanze francesi.



ANNO 1777

Il banchiere Necker assume la direzione delle finanze
statali.

JACQUES NECKER, nato a Ginevra il 30/9/1732 e morto a
Coppet(CH) il 9/4/1804. Banchiere ginevrino, in affari a Parigi associato al
finanziere Thelusson. Luigi XVI lo nomina Direttore Generale delle Finanze con
l’incarico di mettere ordine nella voragine del bilancio statale.



ANNO 1778

Il 6 Febbraio viene ratificato un trattato di alleanza
ufficiale fra le tredici colonie (ora Stati Uniti d’America) e la Francia. I
volontari statunitensi del generale Washington se la passavano male, accerchiati
a Valley Forge, mentre nel resto del paese imperversavano le truppe inglesi,
superiori per mezzi e per l’appoggio della loro flotta; i francesi erano
interessati a sbloccare la situazione in favore degli insorti anche per
rivalersi sugli inglesi per la perdita delle colonie americane ( che la Gran
Bretagna aveva sottratto alla Francia durante la Guerra dei Sette Anni). Viene
inviata una prima squadra navale francese al comando di
d’Estaing.



ANNO 1780

Le forze terrestri francesi (fra cui i reggimenti di
fanteria Gâtineau e Touraine e la legione coloniale Lauzun,
formata da mercenari stranieri), comandate dal generale Rochambeau, sbarcano nel
Massachusetts.



ANNO 1781

Il banchiere Necker si dimette dal suo
incarico.

Dimissioni richieste a viva voce!
Necker, da buon
banchiere, svizzero e pragmatico, ha avuto l’ardire, tra le altre cose, di
criticare, con il suo documento Compte Rendu, le spese folli e gli
incredibili sprechi della Corte, che ammontavano ad oltre 200 milioni di
lire.
Alcune cifre largamente indicative:
– Il Debito Pubblico ammontava a
circa lire 2.340.000.000
– Gli interessi annui dovuti sul Debito Pubblico
erano di circa Lire 425.000.000
– Spesa pubblica corrente annuale circa lire
360.000.000
– Spese della corte lire 200.000.000.
A fronte di una uscita
annuale fissa di circa lire 985.000.000 le entrate correnti per imposte, tasse,
ecc. ammontavano a circa lire 600.000.000. La cifra relativa alle entrate e’
molto incerta in quanto la maggior parte dei nobili versava acconti sulle
imposte dovute con ritardo di anni.

Le truppe di Rocahambeau e la squadra navale comandata dall’ammiraglio De Grasse
bloccano l’avanzata degli inglesi sbarcati in Georgia e preparano la vittoria
definitiva del generale Washington. I britannici, comandati da Lord Cornwallis,
si chiudono nella fortezza di Yorktown assediati da americani e
francesi.

Il 19 Ottobre Lord Cornwallis capitola a Yorktown davanti a
Washington e Rochambeau. La Gran Bretagna e’ ormai sconfitta, ma firmera’ un
trattato di pace solo il 3 Settembre 1783. (Occorre rendersi conto del tempo che
occorreva per superare le grandi distanze oceaniche. Nel 1814 verra’ combattuta
una battaglia a Nuova Orléans fra britannici ed americani, dopo la ratifica
della pace, solo perche’ nessuno sapeva ancora che questa era stata firmata in
Inghilterra).

A conti fatti, le spese militari francesi, nel quadriennio
di guerra 1778-82, hanno costituito il 20% delle spese totali del demanio
pubblico.



ANNO 1783

Calonne prende il posto di Necker alla direzione delle
finanze statali.
In un suo primo rapporto al re cosi’ si esprime:
La
Francia e’ un reame composto di “Paesi Stati” e di “Paesi d’Amministrazione
mista”, le cui provincie vivono straniere le une alle altre; dove innumerevoli
barriere separano e dividono all’interno i sudditi del medesimo sovrano; dove
certe regioni sono immuni da quelle imposte, di cui altre sopportano tutto il
peso; dove la classe piu’ abbiente meno paga, e i privilegi rompono ogni
equilibrio e rendono impossibile ogni norma costante ed ogni voto comune; quindi
e’ necessariamente un regno imperfettissimo, pieno d’abusi e tale che e’
impossibile di ben governarlo.

CHARLES ALEXANDRE de CALONNE, nato a Douai il 20/1/1734
e morto a Parigi il 29/10/1802.
Amministratore avveduto ed oculato, prima di
sostituire Necker alla Direzione Generale delle Finanze, aveva occupato posti di
notevole prestigio come Procuratore al Parlamento locale di Douai, Intendente
Generale a Metz, nelle Fiandre, ecc.
A parte i suoi meriti personali, la
scelta della Corte e’ stata, probabilmente e favorevolmente, influenzata da una
sua pubblicazione critica contro il Rendiconto, compilato dal suo predecessore
Necker, che egli definisce inesatto.



ANNO 1785

L’Affare del Collier, ovvero la
storia di una vispa contessina e di un cardinale intrigante ed un po’ citrullo.
In breve: il cardinale di Rohan
cerca una entratura a corte, presso la regina, per mettere in atto qualche
grande furfanteria. La contessa La Motte, introdotta a corte ed intima di Maria
Antonietta, gli consiglia di far precedere e di favorire la sua entrata a corte,
con un omaggio alla regina: dare garanzia sul pagamento di un collier che, a
conti fatti, verra’ a costare 1.600.000 lire tornesi.
Lo stesso re, qualche
tempo prima, si era irrigidito di fronte alla richiesta di un cadeau
cosi’ costoso.
Anche se la cifra e’ enorme il cardinale non batte ciglio;
evidentemente spera di ricavare molto di piu’ dai suoi intrallazzi a Versailles.
Ordina quindi il monile ai gioiellieri Bassange et Boehmer e lo consegna ad un
presunto emissario della regina, che poi si scoprira’ essere l’amante della
contessa La Motte, il quale porta il gioiello a Londra, lo smonta e lo rivende
mettendo in tasca un sacco di quattrini.
I due malcapitati Bassange et
Boehmer, dopo qualche tempo, chiedono al cardinale di essere pagati; questi
rifiuta ed allora i due si rivolgono alla corte, sapendo bene che la
destinataria del gioiello era Maria Antonietta. A questo punto scoppia lo
scandalo che dilaga, non solo in Francia, ma in tutta l’Europa.
Il cardinale
fa la figura del gonzo e la regina quella di una donna avida, attenta solo ai
propri piaceri ed alle proprie ambizioni.
Il re, travolto dallo scandalo,
emette lettere di cachet e fa rinchiudere il cardinale e la contessa nella
Bastiglia, affinche’ siano sottoposti al giudizio del Parlamento di
Parigi.(Corte speciale di giustizia)

JEANNE DE LUZ, DE SAINT-REMY, DE VALOIS contessa di LA
MOTTE. Nata a Fontette(Aube) il 22/7/1756 e morta a Londra il
23/8/1791.
Tanto bella quanto sveglia, intrigante ed avventuriera; dama di
corte a Versailles, aveva ben presto saputo conquistare l’amicizia e la
confidenza di Maria Antonietta. La storia, quella non ufficiale, dice
che sia stata lei ad indurre la regina a disegnare il bozzetto del collier che
servi’ di traccia per il lavoro dei gioiellieri; questo spiegherebbe la cifra da
capogiro raggiunta dal monile. A quei tempi 1.600.000 lire tornesi
corrispondevano al salario di un intero anno di circa 3400-3500 operai.
Dopo
il processo, vivra’ a Londra il resto dei suoi giorni, morendo, relativamente
giovane, a 35 anni.

LOUIS RENE EDOUARD principe di ROHAN-GUEMENEE,
cardinale di ROHAN. (1734-1803)



31 Maggio 1786

Presso il Parlamento di Parigi (Corte speciale di
giustizia) si e’ concluso il processo per l’affare del collier. Il
verdetto sancisce:

– l’estraneita’ della regina al fatto;
– assolve a
pieno titolo il cardinale di Rohan ritenendolo vittima innocente di un
raggiro; sembra quasi un santo;
– condanna al carcere a vita la contessa La
Motte.
Tutto il danno finanziario va a carico dei gioiellieri che si sono
dimostrati tanto stupidi da fare credito ad un prelato.

Una versione
“non ufficiale” dell’evento racconta che il processo sarebbe giunto a ben altra
conclusione se si fosse ascoltato un testimone ritenuto “scomodo”. Si sarebbe
trattato di un individuo, coinvolto nel raggiro che, avendone ricavato molto
poco, non avrebbe esitato a rivelare alcuni scottanti particolari, pur di
salvarsi. Un individuo del genere non doveva testimoniare; infatti Luigi XVI,
con una “lettre de cachet”, lo fa rinchiudere, prima del processo, in una
segreta della Bastiglia, con la raccomandazione, sottintesa, di buttare via la
chiave. Ma il 14 Luglio 1789 uno scheletro fara’ capolino dall’armadio in cui
era stato nascosto.



Giugno 1786

La contessa La Motte e’ rinchiusa, da qualche giorno,
nel carcere della Salpêtriere, per scontarvi la sua condanna a vita.
Succede
pero’ un fatto “strano”: un carceriere dimentica di chiudere la porta della
cella; la contessa esce, agghindata di tutto punto e, fatto altrettanto
“strano”, trova davanti al carcere una carrozza che si avvia di gran carriera
verso il passo di Calais.
Dopo qualche giorno la contessa si ricongiunge con
il suo amante a Londra, dove….vissero felici e contenti.

Si dice sia stata la stessa regina a favorire l’evasione
della contessa La Motte. Era diventata un personaggio troppo scomodo e
pericoloso, in possesso di documenti, assai compromettenti per la corte, che
sarebbero stati resi pubblici in caso di sua morte violenta.



22 Febbraio 1787

Calonne, d’accordo con il re, convoca una Assemblea
di Notabili
, composta da alti prelati e da esponenti di spicco della
nobilta’.

Calonne predica bene e razzola male. Dopo aver criticato
l’operato di Necker, non trova niente di meglio che riproporre, in linea di
massima, gli stessi rimedi, a suo tempo indicati dal predecessore: una piu’ equa
ripartizione delle imposte e liberalizzazione delle attivita’ commerciali ed
industriali.
Il re rifiuta di prendere posizione contro nobilta’ e clero e,
d’altro canto, rifiuta anche fermamente di convocare gli Stati Generali, come da
piu’ parti suggerito. Calonne cerca di girare l’ostacolo proponendo di convocare
una Assemblea di Notabili per discutere le sue proposte. L’esito della
riunione e’ scontato: netto rifiuto di pagare le imposte da parte di nobilta’ e
clero. In fondo un tentativo piuttosto ingenuo e pericoloso: come cercare di
sottrarre la preda ad un branco di lupi.



9 Aprile 1787

Calonne, silurato dall’Assemblea dei Notabili e vittima
di una violenta campagna denigratoria, si dimette e sceglie volontariamente di
esiliarsi a Londra.



13 Aprile 1787

L’incarico di risanare le finanze statali viene affidato
a Lomenie De Briènne, arcivescovo di Tolosa.

ETIENNE CHARLES DE LOMENIE DE BRIENNE, nato a Parigi il
9/10/1727 e morto a SENS il 16/2/1794.
Arcivescovo di Tolosa dal 1763 e
membro dell’Accademia Francese. E’ stato uno dei piu’ violenti oppositori di
Calonne durante le riunioni dell’Assemblea dei Notabili ed, a sua volta, uscita’
sconfitto dall’Assemblea dei Parlamenti alla quale proporra’ le sue pseudo
riforme. Sconfitto ma ….ricco.
Volta gabbana per costituzione, cerchera’ di
salvarsi dai pericoli della Rivoluzione prestando, tra i primi, il giuramento
alla Costituzione Civile del Clero, diventando cosi’ vescovo
costituzionale. Muore di un colpo apoplettico il 16/2/1794 mentre viene
arrestato dai rivoluzionari.



19 Agosto 1787

Lomenie De Briènne propone ad una Assemblea di
Parlamenti un prestito di 440 milioni di Lire promettendo un rinvio di 5 anni
della temuta convocazione degli Stati Generali.
Durante la seduta il re, che
sostiene la proposta di De Briènne, cerca di forzare la volonta’ dei Parlamenti
imponendo la registrazione del decreto relativo al prestito. Il Duca di Orléans
lo accusa di illegalita’ ed il re, plagiando forse il suo antenato, ribatte
seccamente “e’ legale perche’ io lo voglio“. Atteggiamento inconsueto
in un sovrano abituato a non prendere mai una decisione precisa e
definitiva.
Il prestito comunque non passa e il Duca di Orleans viene punito
con l’esilio a Villèr-Cotteret. Scontera’ il periodo di punizione dal 19/11/1787
al 16/4/1788.

I PARLAMENTI. All’epoca della rivoluzione esistevano in
Francia 13 Parlamenti e 4 Consigli Sovrani, con sede nelle piu’ importanti
citta’ del paese.
Il termine Parlamento non deve trarre in inganno
sulle loro funzioni. Istituiti nel 1278 come supreme corti di appello e di
giustizia per determinati reati (crimini contro lo Stato, lesa maesta’, ecc.)
avevano anche il compito di registrare ufficialmente leggi, decreti ed ordinanze
emesse dalla Corte. Questi enti, in mano alla nobilta’ ed al clero, nel corso
dei secoli erano degenerati in vere e proprie cricche di giudici intriganti e
prezzolati, tanto da essere piu’ volte sciolti ed i loro appartenenti esiliati,
salvo poi a ricostituirli quando faceva comodo ai detentori del potere averli
come alleati.
Al tempo di Luigi XVI il Parlamento di Parigi, composto da 164
membri (dotati di cospicue rendite) era particolarmente ostile al re ed in netto
contrasto con la Corte in generale, rifiutando sovente la registrazione dei
provvedimenti della Corona; nessuna meraviglia quindi che la proposta De
Briènne, caldeggiata dal re, sia stata respinta.



7 Giugno 1788

GRENOBLE: la rivolta delle tegole.
Avendo il
Parlamento di Grenoble rifiutato la registrazione di alcuni editti reali emessi
nel precedente mese di maggio, Luigi XVI tenta di imporre la sua autorita’, come
fatto a suo tempo da Luigi XIV, ordinando la soppressione del Parlamento e
l’esilio dei suoi membri. I cittadini di Grenoble non sono d’accordo con questi
provvedimenti e lo manifestano salendo sui tetti e bombardando con le tegole le
truppe reali incaricate di far eseguire gli ordini della Corte.
Questo
episodio e’ ritenuto il principio di quella rivoluzione che ormai covava da
tempo nel paese.



13 Luglio 1788

Un violento uragano devasta le regioni di Normandia,
Champagne e Fiandre distruggendo i raccolti appena prima della mietitura. Il
maltempo imperversa anche in tutte le altre regioni causando, in definitiva, una
perdita stimata del 25% del raccolto del 1788.
Il re, che stava rientrando da
Rambouillet, se la vede brutta ed e’ costretto a rifugiarsi con il suo seguito
sotto dei capannoni a Coignères e a Trappes.
E’ una grave crisi che provoca
immediati rialzi dei prezzi ai danni delle popolazioni con basso reddito. Si
profila l’ombra della carestia.

Molto succintamente. La crisi economica, che si
prospettava da tempo, si aggiunge alla crisi finanziaria e comincia a far
sentire i suoi effetti.
La causa principale e’ dovuta alla scarsita’ del
grano a seguito di pessimi raccolti e, non meno importante, alla liberta’
concessa ai grandi proprietari terrieri di esportare il prodotto senza un occhio
di riguardo alla conservazione di ragionevoli scorte. Con l’esportazione in
Europa si spuntano prezzi migliori che non sul mercato interno, abbastanza
calmierato.
Una serie di scarsi raccolti che si verificheranno negli anni a
venire, dovuti in parte a condizioni climatiche ed in parte a devastazioni ed
abbandono delle campagne, contribuiranno a ridurre ulteriormente le scorte e ad
alimentare il fenomeno dello stoccaggio speculativo di cio’ che resta, da parte
dei proprietari terrieri.
Ai sensibili aumenti del prezzo del grano
seguiranno anche i licenziamenti, da parte dei proprietari, di migliaia di
salariati agricoli, sempre a causa degli insufficienti raccolti che costringono
a ridurre la manodopera al minimo indispensabile.



21 Luglio 1788

Dopo gli eventi di Grenoble i maggiorenti delle
Provincie del Delfinato si riuniscono a Vizille per concordare un piano di
azione in opposizione al potere centrale. La Rivoluzione e’ di fatto
iniziata.



5 Agosto 1788

Considerati vani i tentativi precedentemente fatti per
risanare le finanze statali, il re e’ costretto, suo malgrado, a convocare gli
STATI GENERALI per la data del 1° Maggio 1789.
Lo scopo e’ quello di chiedere
il consenso ampio e incondizionato, da parte di tutti i componenti la societa’
francese, a mettere in atto i provvedimenti necessari per evitare la bancarotta
(riforma fiscale).

Gli STATI GENERALI erano una assemblea rappresentativa
del popolo francese divisa in tre Ordini:
– Nobilta’
– Clero
– Terzo
Stato (il popolo)
Gli Stati Generali venivano convocati eccezionalmente per
decidere su provvedimenti atti a risolvere i problemi piu’ gravi del
paese.
L’ultima convocazione risaliva al lontano 1614.
I partecipanti
all’assemblea dovevano essere designati con pubbliche elezioni da svolgersi in
ogni Dipartimento e nell’ambito di ciascun ordine. Mentre tutti i nobili e gli
ecclesiastici erano considerati elettori di diritto, per il Terzo Stato avevano
diritto al voto solo i cittadini maschi con almeno 25 anni di eta’ e
regolarmente iscritti nei ruoli delle imposte.



8 Agosto 1788

Lomenie De Briènne lascia il suo incarico portando a
casa come bottino:
– 800.000 lire
– l’arcivescovado di Sens (uno dei piu’
redditizi di Francia)
– il cappello da cardinale

Un utile riferimento: posto che a Parigi, nello stesso
periodo, un operaio non specializzato guadagnava mediamente circa 450 lire
l’anno, la prebenda di De Briènne di 800.000 lire corrisponde al salario annuale
di circa 1700 operai.
Tutto merito della Divina Provvidenza che ha voluto
premiare i 16 mesi di “sacrifici” di questo eccelso ministro di
Dio.



27 Agosto 1788

In attesa dell’assemblea degli Stati generali Necker
viene richiamato alla Direzione delle Finanze.



Inverno 1788-1789

L’inverno si presenta eccezionalmente rigido. La Senna
gela e rende impossibili i gia’ precari rifornimenti destinati alla capitale.
Manca la legna da ardere che normalmente giungeva a Parigi da Clamecy e da
Morvan, per flottazione sulle acque del fiume. Anche il pescato di acqua dolce,
che costituiva una risorsa alimentare non indifferente, viene a
mancare.
Tutte le regioni settentrionali sono strette nella morsa del freddo;
al passo di Calais l’acqua della Manica e’ coperta di ghiaccio sino ad 8
chilometri dalla costa, rendendo impossibile la navigazione.
Secondo gli
scienziati, in questi anni, perduravano ancora quei fenomeni meteo, indicati
come “Piccola Glaciazione” che, iniziati verso la fine del 1500 verranno ad
attenuarsi nei primi decenni del 1800. Qualche volta e’ capitato che a
Versailles, vino ed acqua gelassero nei bicchieri alla tavola del re.
A
Parigi ed in altre grandi citta’ si comincia a sentire gli effetti della
carestia dovuta al cattivo raccolto del 1788. Migliaia di diseredati e di
mendicanti si avviano verso i centri urbani dando origine ad una potenziale ed
esplosiva massa di manovra. Migliaia di donne, prostitute professionali od
occasionali, vanno ad ingrossare quelle che saranno definite le armate del
piacere
. Solo a Parigi ne verranno contate piu’ di 20.000.
E’ stato
calcolato che l’approvvigionamento dei principali generi alimentari per Parigi,
in tempi normali, ammontava annualmente a:

620.000 Sacchi di farina
70.000 Buoi
180.000 Vacche
120.000 Vitelli
360.000 Montoni
35.000 Maiali
700.000 Ettolitri di vino

La base
dell’alimentazione, sia nelle campagne che in citta’, era il pane il cui consumo
era assai superiore a quello di oggi: da 400 a 500 grammi al giorno pro-capite.
A Parigi se ne consumavano 100.000 tonnellate l’anno.
In casi estremi ed in
mancanza d’altro, alcuni poveri giungevano a consumare sino a 1500 grammi al
giorno di pane di bassa qualita’.

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