Diario della Rivoluzione Francese: 1791

3 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Intimazione agli ecclesiastici, che ancora non l’hanno fatto, di prestare giuramento alla C.C.C. entro 24 ore.


4 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Rifiuto della maggior parte dei deputati ecclesiastici di prestare giuramento.


12 Gennaio 1791

Occupazione del principato di Liegi da parte delle truppe austriache e ristabilimento dell’autorita’ del principe-vescovo.


13 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Decreto che regolamenta la liberta’ di espressione degli scrittori ed attori teatrali.


16 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Decreto che cambia il nome del “Maresciallato di Francia” (organo di polizia ordinaria) in Gendarmeria Nazionale.


18 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Decreto che stabilisce la liberta’ di commercio con il Senegal.


20 Gennaio 1791

A.N.C.:

– Decreto sulla riorganizzazione della giustizia nei comuni, cantoni e dipartimenti.


30 Gennaio 1791

Qualcosa sul piano Fersen e’ trapelato. Denuncia dei progetti di fuga della famiglia reale al Club dei Giacobini da parte di Dubois-Crance’.


2 Febbraio 1791

Inizio delle elezioni, presso le assemblee elettorali dei dipartimenti, dei vescovi costituzionali, cioe’ di quelli che hanno giurato la C.C.C.


19 Febbraio 1791

LA CORTE:

– Le “Mesdames”, due sorelle di Luigi XV e zie di Luigi XVI, abbandonano Parigi e partono per l’esilio. Non faranno pero’ molta strada.


21 Febbraio 1791

A.N.C.:

– L’iniziativa delle Mesdames induce l’Assemblea a dare inizio alla discussione di una legge sulla emigrazione.


23 Febbraio 1791

Il principe di Conde’, emigrato subito dopo la presa della Bastiglia e stabilitosi a Worms, crea ed organizza una “Armata degli Emigrati” destinata a riportare la Francia all’antico regime.

LOUIS JOSEPH DE BOURBON principe di CONDE’. Nato a Parigi il 9/8/1736 e morto a Parigi il 13/5/1818.

Principe di sangue reale, molto ricco, con una carriera militare di tutto rispetto, si impegna a fondo nella costituzione di una armata di emigrati che dovrebbe affiancare altri eserciti per la riconquista della Francia ed il ripristino degli antichi poteri.

Le armate austriache e prussiane non apprezzano molto e diffidano degli sforzi di CONDE’ e cercano, in vari modi, di tenerlo in disparte o subordinato.

Congedata la sua armata e rientrato a Parigi dopo la restaurazione, fara’ costruire a sue spese l’attuale Camera dei Deputati: Palais Bourbon.


24 Febbraio 1791

Consacrazione a Parigi dei primi vescovi costituzionali da parte di Talleyrand, deputato e vescovo di Autun.

CHARLES MAURICE DE TALLEYRAND-PERIGORD. Nato a Parigi il 2/2/1754 e morto a Parigi il 17/5/1838.

Di lui si e’ scritto tutto il bene e tutto il male possibile: diavolo zoppo, banderuola, salvatore della patria e servitore emerito dello Stato. Vescovo di Autun e miscredente, viene eletto deputato agli Stati Generali nell’ordine del clero, ma e’ proprio lui che si batte con fermezza in Assemblea per la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici e per la Costituzione Civile del Clero. Sostituendosi all’autorita’ del papa consacra nel 1791 i primi vescovi costituzionali.

La sua vita e’ una continua avventura politica e diplomatica nella quale si muove sempre con estrema abilita’ e scaltrezza.

Si dice che, prima di morire, si sia riconciliato con la chiesa che aveva contribuito a fare a pezzi; molti pero’ ritengono fosse troppo intelligente per fare una cosa simile.


27 Febbraio 1791

JALES:

– L’esercito interviene e disperde i 20000 monarchici armati che si erano riuniti in questo campo il 18/8/1790.


28 Febbraio 1791

A.N.C.:

– Le “Mesdames”, zie del re, che avevano tentato di emigrare alla chetichella il 19 Febbraio, sono state bloccate dalla gendarmeria e custodite ad Arnay-le-Duc.

Un intervento di Mirabeau in Assemblea fara’ loro concedere il permesso di
proseguire per Roma.

In Assemblea si discute sui provvedimenti da prendere per arginare il fenomeno della emigrazione.


LA COMUNE:

– Moti nel faubourg Saint-Antoine, causati dai soliti impellenti motivi e distruzione, da parte della folla, del parapetto del Donjon di Vincennes. Il tumulto e’ sedato dall’arrivo di La Fayette e della Guardia Nazionale.


Assembramento alle Tuileries di 400 aristocratici armati solamente di pugnali. La Fayette interviene e li arresta tutti quanti.

Sono i cosidetti “Cavalieri del Pugnale”: gruppo di nobili, ingenui quanto velleitari, che erano intenzionati ad asseragliarsi alle Tuileries per intervenire, in qualsiasi momento, in difesa del re e della regina.


2 Marzo 1971

A.N.C.:

– Soppressione delle corporazioni, dei gruppi professionali, dei dazi e delle sovvenzioni; creazione delle patenti per l’esercizio delle professioni.


3 Marzo 1791

A.N.C.:

– Decreto che manda in fonderia tutta l’argenteria sequestrata alla chiesa.


5 Marzo 1791

A.N.C.:

– Decreto che crea una Alta Corte provvisoria ad Orléans.


7 Marzo 1791

A.N.C.:

– Discussione su di una nuova legge sulla reggenza, tendente ad escluderne le donne.


10 Marzo 1791

Il papa Pio VI condanna pubblicamente la Costituzione Civile del Clero con l’enciclica “Quod Aliquantum”.


12 Marzo 1791

A.N.C.:

– Decreto che ordina la compilazione di liste di ecclesiastici giurati e non giurati (refrattari).


13 Marzo 1791

Scarcerazione dei 400 “Cavalieri del Pugnale” arrestati il 28 Febbraio.


15 Marzo 1791

A.N.C.:

– Rottura delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.


Elezione di Gobel come vescovo costituzionale di Parigi.

JEAN-BAPTISTE JOSEPH GOBEL, nato a Thann (Alto Reno) l’1/9/1727 e ghigliottinato a Parigi il 13/4/1794.

Gesuita, appassionato collezionista d’arte sino quasi a rovinarsi finanziariamente, riesce a rimettersi in sesto mediante incarichi ben remunerati, in alcune diocesi.

Viene eletto vescovo costituzionale con ben 500 voti contro le poche decine raccolti da altri che concorrevano all’incarico. Malgrado la sua matrice religiosa e’ un membro molto attivo del Club dei Giacobini e si batte a favore del matrimonio dei preti cattolici.

Avido di denaro e di potere, commette parecchi abusi nella sua veste di commissario civile in provincia. Richiamato a Parigi, si dimette dalla carica di vescovo costituzionale e finisce sotto processo accusato di cospirazione contro la Repubblica e di “ateismo” e quindi ghigliottinato.


19 Marzo 1791

DOUAI:

– Tumulti e sommosse.


20 Marzo 1791

A.N.C.:

– Decreto che sopprime la Convenzione delle Imposte ed i Monopoli in generale.


27 Marzo 1791

A.N.C.:

– Decreto che affida l’amministrazione del Tesoro Pubblico ad un comitato di tesoreria composto da commissari nominati dal re.


28 Marzo 1791

LA COMUNE:

– Chiusura del club monarchico “Amici della Costituzione” su ordine della Municipalita’ parigina.


29 Marzo 1791

Il deputato Mirabeau si ammala gravemente. Voci non controllate attribuiscono la malattia ad un avvelenamento voluto dalla Corte.


TOLOSA:

– Moti controrivoluzionari.


2 Aprile 1791

Morte di Mirabeau. La notizia provoca grande costernazione tra le classi popolari che lo avevano sempre considerato come un grande sostenitore della Rivoluzione. I suoi tonanti interventi, in Assemblea, a favore dei diritti del popolo, erano noti in tutta la Francia.


3 Aprile 1791

LA COMUNE:


– Proposta del Dipartimento di Parigi all’A.N.C. di trasformare la chiesa di Sainte-Geneviève, ancora in costruzione e non ancora consacrata al culto cattolico, in Pantheon e seppellirvi Mirabeau per primo. La proposta viene accettata e sara’ approvata il 10 seguente.



– Decretati anche tre giorni di lutto pubblico.



4 Aprile 1791

Si svolge il funerale di Mirabeau ed il trasporto dei suoi resti mortali al Pantheon. Si e’ trattato di un rito celebrativo grandioso: una vera apoteosi. Anche la partecipazione popolare e’ stata imponente tanto che la bara ha potuto raggiungere la sua destinazione finale solo nella tarda serata.


5 Aprile 1791

A.N.C.:

– Decreto che stabilisce la spartizione in parti uguali tra gli eredi nei casi di successione non intestata.

Praticamente, da questa data, il matrimonio diventa un “contratto” civile e pubblico.


13 Aprile 1791

Condanna reiterata della Costituzione Civile del Clero da parte del papa.


17 Aprile 1791

LA CORTE:

– Il re celebra la pasqua con il cardinale Montmorency, prete refrattario. L’atto viene recepito come una vera e propria provocazione.

Sino al 1790 Montmorency era stato elemosiniere di corte, una delle tante cariche parassitarie eliminate dalla Rivoluzione.


18 Aprile 1791

LA CORTE:

– Mentre il re e la famiglia si recano a Saint-Cloud, la carrozza viene fermata da militi della Guardia Nazionale e da manifestanti che non hanno gradito la scelta di Montmorency e la ritengono una provocazione.

La Fayette interviene per sbloccare la situazione ma i militi della Guardia Nazionale, che pure erano ai suoi ordini, rifiutano di obbedire ed il re e’ costretto a rientrare alle Tuileries.


21 Aprile 1791

A seguito dell’atto di insubordinazione del 18 Aprile, La Fayette rassegna le sue dimissioni dalle funzioni di comandante della Guardia Nazionale di Parigi.


22 Aprile 1791

Su richiesta dei delegati di 42 dei 60 battaglioni della Guardia Nazionale Parigina, La Fayette ritira le sue dimissioni.


27 Aprile 1791

A.N.C.:

– Decreto sulla organizzazione delle funzioni e delle responsabilita’ ministeriali.


Appare il primo numero del “Logographe” giornale fondato da Duport e da Charles Lameth.


3 Maggio 1791

Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche con il Vaticano ed i reiterati attacchi del papato contro la C.C.C., Pio VI e’ bruciato in effigie, a Palais Royal, da gruppi di dimostranti. Non avendo ottenuto delle scuse “ufficiali” per questo episodio, il nunzio apostolico Dugnani lascia in gran fretta la Francia.


Dalla sua sede di Amburgo, dove era riparato dopo la presa della Bastiglia, il Barone di Breteuil (890711) invia una lettera a Leopoldo II d’Austria, pregandolo di prendere posizione in merito all’episodio del 18 Aprile, dal quale appare evidente come il re sia prigioniero delle forze rivoluzionarie.


7 Maggio 1791

A.N.C.:

– Inizio del dibattito sulla organizzazione politica ed amministrativa delle colonie.


9 Maggio 1791

A.N.C.:

– Discussione del progetto del deputato Le Chapelier che chiede di vietare la presentazione di petizioni da parte di cittadini passivi (non contribuenti) e di organizzazioni collettive in genere.

La legge Chapelier, mentre garantisce la liberta’ di lavoro per qualsiasi cittadino, proibisce comunque qualsiasi tipo di associazione o di coalizione operaia.


10 Maggio 1791

A.N.C.:

– Ultime puntualizzazioni e creazione definitiva dell’Alta Corte incaricata di giudicare sui crimini contro la sicurezza dello stato.


15 Maggio 1791

A.N.C.:

– Fine del dibattito sulle colonie che si risolve con il mantenimento della schiavitu’.


16 Maggio 1791

A.N.C.:

– Decreto, su proposta di Robespierre, che vieta ai deputati dell’Assemblea di ripresentarsi alle elezioni nella prossima legislatura. (Decreto di non rieleggibilita’)


17 Maggio 1791

LA COMUNE:

– Espulsione del Club dei Cordelieri, da parte della municipalita’ parigina, dall’omonimo convento nel quale si era insediato il 27 Aprile 1790. E’ una palese ritorsione contro le prese di posizione estremiste di Marat e di Desmoulins.


18 Maggio 1791

A.N.C.:

– Autorizzata l’emissione di 600 milioni di assegnati.


22 Maggio 1791

A.N.C.:

– Votata la legge Le Chapelier che regolamenta il diritto di petizione.(910509)

Il diritto di petizione all’Assemblea e’ diventato un grosso problema che rischia di ritardare i lavori parlamentari. L’Assemblea deve sovente interrompere la propria attivita’ istituzionale per esaminare le rivendicazioni piu’ strane che i cittadini propongono ai deputati. Un cittadino ha inviato una petizione per essere autorizzato dall’Assemblea a sposare sua …suocera.


24 Maggio 1791

A.N.C.:

– Decisione di inviare tre mediatori per cercare di porre fine al conflitto tra i rivoluzionari installati ad Avignone ed i controrivoluzionari cattolico/monarchici di Carpentras.


29 Maggio 1791

LA CORTE:

– Il generale Bouille'(900831) aveva segretamente promesso l’appoggio delle sue truppe per proteggere una eventuale fuga del re. Una lettera di Fersen lo avverte che la fuga del re, ritenuta imminente, e’ rimandata di qualche giorno.


30 Maggio 1791

A.N.C.:

– Decreto che ordina il trasferimento dei resti mortali di Voltaire al Pantheon.


1 Giugno 1791

A.N.C.:

– Viene ripresa la discussione sul tipo di pena capitale da adottare. Il deputato Peletier-De-Saint-Fargeau ripropone e fa votare la scelta della decapitazione.


5 Giugno 1791

A.N.C.:

– Decreto che toglie al re il “Diritto di Grazia”.


9 Giugno 1791

A.N.C.:

– Elezione di Adrien Duport come presidente del Tribunale Criminale di Parigi.


10 Giugno 1791

A.N.C.:

– Elezione di Robespierre quale Pubblico Accusatore al Tribunale Criminale di Parigi.


12 Giugno 1791

Il lavoro dell’Assemblea Nazionale Costituente volge al termine; si prevede di promulgare la nuova Costituzione per il prossimo Settembre. Pertanto viene dato inizio alle elezioni primarie per designare gli elettori che avranno il compito di scegliere i deputati della futura Assemblea Legislativa.


13 Giugno 1791

A.N.C.:

– Decreto che esige dagli ufficiali una dichiarazione di obbedienza e di fedelta’ alla nuova Costituzione.


14 Giugno 1791

A.N.C.:

– Voto della legge Le Chapelier che abolisce le corporazioni e vieta gli scioperi e le coalizioni operaie.


15 Giugno 1791

Dopo quasi due anni di permanenza a Torino il Conte d’Artois si trasferisce a Coblenza; il Principe di Conde’ e le truppe dell’Armata degli Emigrati restano a Worms.


19 Giugno 1791

A.N.C.:

– Decreto che autorizza l’emissione di 600 milioni di assegnati.


20 Giugno 1791

La fuga del re.

Si stava preparando da tempo ed erano stati studiati diversi piani di fuga poi sempre accantonati per l’indecisione del re. Alla fine Maria Antonietta si impone ed obbliga il marito a seguire il piano di Fersen, preparato nei minimi dettagli, basato sull’appoggio del generale Bouille’ e sul principio che il sovrano non doveva abbandonare il territorio francese, al fine di preservare sia il prestigio della monarchia che quello che restava dell’autorita’ reale.

La famiglia reale avrebbe quindi dovuto asseragliarsi nella piazza forte di Montmedy (prossima al confine con il Lussemburgo), sotto la protezione delle truppe di Bouille’, che aveva disposto lungo il percorso 6 reggimenti di cavalleria.

Tutte le uscite delle Tuileries erano presidiate da militi della Guardia Nazionale agli ordini di La Fayette; non si sa da quali porte la famiglia reale sia uscita. Si sospetta che La Fayette, al corrente del piano, abbia favorito la fuga nella segreta speranza di essere poi, in assenza del sovrano, nominato “Capo dello Stato o Reggente”.

20 Giugno

I primi ad uscire sono stati la “governante”, Madame de Tourzel, ed i bambini che salgono su di una vettura a nolo condotta dal conte Fersen e che si arresta poco lontano, in un luogo tranquillo (rue de l’Echelle), in attesa degli altri. Successivamente escono Madame Elisabeth, il re e la regina che, a piedi e separatamente, raggiungeranno la vettura di Fersen.

21 Giugno

La famiglia si ricongiunge verso mezzanotte e mezzo, in ritardo sulla tabella di marcia perche’, strada facendo, la regina si e’ persa.

Superata la barriera di Saint-Martin, stranamente priva di sorveglianza, i fuggitivi raggiungono la rotonda della Villette, lasciano la carrozza e salgono su una pesante berlina con un tiro a sei, appositamente costruita, che li attende fuori le mura e si avviano verso la loro destinazione, sostando in media ogni ora e mezza per il cambio dei cavalli, preventivamente predisposto nelle seguenti localita’:

Ore 02.30 a Bondy

Ore 04.00 a Claye-Souilly

Ore 06.00 a Meaux

Ore 07.30 a Saint-Jean-Les-Deux-Jumeaux

Ore 09.00 a Bussières

Ore 10.00 a Viels-Maisons

Ore 11.00 a Montmirail

Ore 12.00 a Fromentières

Ore 13.00 a Étoges

Ore 14.45 a Chaintrix-Bierges

Ore 16.30 a Châlons-Sur-Marne

Ore 18.00 a Somme-Vesle

Ore 19.15 a Orbeval

Ore 21.30 a Saint-Menehould

A questo punto la fuga del re e’ praticamente terminata.


Nella stessa notte anche “Monsieur”, conte di Provenza e la consorte si danno alla fuga in direzione di Mons. Riusciranno poi ad espatriare senza inconvenienti.


21 Giugno 1791

Verso le ore 7.00 si diffonde rapidamente la notizia della scomparsa della famiglia reale. L’emozione, la rabbia ed il risentimento sono grandi. La Fayette, Bailly ed altri si mettono d’accordo e fanno credere che il re sia stato “rapito”; e’ un tentativo un po’ ingenuo di salvare tutto il lavoro che era stato fatto per la nuova Costituzione di stampo monarchico.

Solo Brissot (890728) non si inquieta, anzi si rallegra e pubblica che la sparizione della famiglia reale avrebbe comportato un risparmio annuale di almeno 25 milioni di lire di “lista civile”.

Intanto la grande berlina reale continua il suo viaggio tra la curiosita’ della gente, che non riconosce la famiglia reale e giunge, intorno alle 21.30 alla stazione di posta di Sainte-Menehould. Qui il re viene riconosciuto da un certo Drouet, un addetto alle poste, che si lancia a cavallo nella notte e riesce a far bloccare la carrozza qualche chilometro piu’ avanti, a Varenne.

Stranamente i militari di Bouille’, dislocati lungo il percorso, con il compito di proteggere la fuga, non intervengono e la famiglia reale viene fermata dalla Municipalita’ in attesa di disposizioni da Parigi. Si suppone che il mancato intervento sia dovuto alla popolazione di Varenne che si e’ affrettata ad elevare una barricata sul ponte che attraversa l’Aire, impedendo il passo ad un nucleo di cavalleria del Royal-Allemand dislocato nel vicino villaggio di Ratantout.

JEAN-BAPTISTE DROUET, che ha contribuito alla cattura del re, ricevera’ un premio straordinario di 30.000 lire. Eletto piu’ tardi come deputato alla Convenzione, fara’ una carriera politica di tutto rispetto, malgrado qualche traversia. Il 30/3/1793 viene inviato, in qualita’ di commissario della Convenzione Nazionale, per procedere all’arresto del generale Dumouriez e da questi consegnato agli austriaci, dei quali rimarra’ prigioniero sino al Dicembre del 1795. Rientrato nei ranghi parlamentari viene nuovamente arrestato il 10/5/1796 e rinchiuso nella prigione dell’Abbaye, sospettato di aver partecipato al complotto di Babeuf. Il 25/8/1796 riesce ad evadere ed a raccogliere le prove della sua innocenza, tornando a sedere in Parlamento.(951226)


Le illazioni del caso:

– Si dice che il re viaggiasse vestito da valletto.

– Si dice che la regina viaggiasse con un passaporto falso a nome di Baronessa De Korff.

– Si dice che il re fosse gia’ stato riconosciuto a Chaintrix-Bierges dal mastro di posta J.B. De Lagny.

– Si dice che il re fosse stato riconosciuto, a Saint-Menehould, anche da un attore di cabaret, un certo Guillaume.

– Si dice che Drouet abbia riconosciuto il re rammentando l’effigie che appariva sugli assegnati o sulle monete d’oro.

– Si dice che le berline fossero due: la seconda occupata dal seguito e dai bagagli.


Naturalmente si tratta solo di supposizioni e/o fantasie indotte.


22 Giugno 1791

Alle ore 22.00 giunge la notizia dell’arresto del re a Varennes e l’Assemblea Nazionale Costituente si affretta ad inviare tre commissari:

– Barnave

– De La Tour Maubourg

– Petion

con l’incarico di riportare a Parigi i fuggiaschi.


23 Giugno 1791

Incontro dei commissari dell’ANC e della famiglia reale a Epernay dove era stata cautelativamente trasferita per evitare eventuali colpi di mano da parte delle truppe di Bouille’.

Incomincia il lento viaggio di ritorno, non privo di inconvenienti.

– A Dormans il Conte Dampierre, Cavaliere di San Luigi, protesta per l’arresto del re e viene ucciso a fucilate dalla folla inferocita. Viene decapitato e la sua testa esibita ai viaggiatori attraverso il finestrino della berlina.

– A Bondy una grande folla circonda la berlina e apostrofa la regina come puttana ed i suoi figli come bastardi.


Il Duca di Orléans viene ammesso come membro al Club dei Giacobini.

Malgrado tutto, il viaggio di ritorno a Parigi si e’ tinto decisamente di rosa.
Il deputato Petion, nella sua accurata relazione sugli eventi, lascia intendere come le lunghe ore di viaggio abbiano favorito la nascita di un “travolgente” amore tra Madame Elisabeth ed il Petion stesso, che sedeva nella medesima carrozza. Non si sa se la cosa abbia poi avuto un seguito.

Il peggio pero’ e’ toccato al commissario Antoine Barnave che si invaghisce pazzamente della regina tanto da giungere ad un vero e proprio voltafaccia politico. Tornato a Parigi comincia una corrispondenza segreta con la sovrana con l’intento di redimerla e convertirla agli ideali di liberta’ e di uguaglianza, senza perdere di vista, naturalmente, le esigenze d’ alcova. E come se non bastasse comincia a diventare, ben presto, un difensore della monarchia e consigliere segreto del re, cosa che lo condurra’ irrimediabilmente al patibolo. (931129)


25 Giugno 1791

Il re rientra a Parigi. La notizia del suo arrivo si diffonde rapidamente ed una folla immensa si accalca lungo il percorso che conduce alle Tuileries.

Per evitare eventuali manifestazioni nei faubourgs, il corteo viene dirottato ed entra in Parigi dai Champs-Élysées.

C’e’ gente ovunque: sulla strada, sui balconi, sui tetti e sugli alberi ma e’ una folla diversa dal solito, strana e inquietante; ognuno porta un cappello ben calcato in testa e nessuno apre bocca. La carrozza reale passa in mezzo ad un tetro, cupo e spaventoso silenzio, mentre la Guardia Nazionale, dal canto suo, presenta le armi con il fucile rovesciato, in segno di profondo disprezzo.


Il Generale Bouillé, temendo il peggio, ha pensato bene di riparare in Lussemburgo.


L’Assemblea Nazionale Costituente ha decretato la sospensione del re da ogni sua funzione e prerogativa, sino a nuovo ordine.


26 Giugno 1791

A.N.C.:

– Incarico a tre commissari:

. D’Andre’

. Duport

. Tronchet

di interrogare il re sulle circostanze della sua fuga e sulle sue modalita’ al fine anche di individuare i complici.


27 Giugno 1791

MONTPELLIER:

– Petizione dei giacobini che chiedono l’istituzione della repubblica. E’ la prima volta che l’alternativa repubblicana viene messa pubblicamente sul tappeto e contrapposta ad una monarchia ormai priva di senso e scarsa di consensi.


28 Giugno 1791

Il Duca Philippe d’Orléans rinuncia pubblicamente a suoi eventuali diritti alla reggenza.

Rinuncia di natura politica in quanto detti diritti erano piuttosto vaghi.


6 Luglio 1791

Dichiarazione dell’imperatore Leopoldo II d’Austria che chiede agli altri sovrani di unirsi a lui per esigere il rispetto della liberta’ e dell’onore del re di Francia.


9 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che impone agli emigrati di ritornare entro due mesi in Francia.


11 Luglio 1791

Traslazione e sistemazione delle ceneri di Voltaire al Pantheon.

E’stata una cerimonia grandiosa. L’urna contenente le ceneri del filosofo era disposta su di un carro trainato da 4 cavalli bianchi; e’ giunta al Pantheon dopo aver attraversato tutta la citta’, sostando per qualche minuto sulla spianata della Bastiglia.




12 Luglio 1791

Chaumette legge, al Club dei Cordelieri, il suo “Appello alla Nazione“, un manifesto politico ed insurrezionale.

PIERRE GASPARD CHAUMETTE (detto Anassagora). Nato a Nevers il 24/5/1763 e ghigliottinato a Parigi il 13/4/1794.

A 13 anni viene espulso da scuola per immoralita’ e si ingaggia come mozzo. Tra il 1782 ed il 1786 studia anatomia a Nevers e diventa assistente di un medico inglese operante in Francia. Nel 1790 approda a Parigi ed intuisce in pieno le possibilita’ che la Rivoluzione puo’ offrirgli. Membro del Club dei Cordelieri, sara’ il propugnatore di tutti i piu’ discutibili atti rivoluzionari. Il suo e’ un estremismo viscerale ed incontrollabile.

Promuove, con altri, l’insurrezione del 20/6/1792; partecipa alla definizione della Legge sui Sospetti; partecipa alla costituzione del Tribunale Rivoluzionario ed alla promozione delle imposte sui ricchi. Forte dell’appoggio delle masse piu’ ignoranti, che vedono in lui una specie di messia, diventa un escutore zelante e spietato delle “regole” del Terrore.

Pederasta sino al midollo, promuove una campagna contro le prostitute, talmente violenta da scandalizzare anche i membri della Convenzione, che pur non erano poi molto schizzinosi.

Persino Robespierre lo giudica “una faina, dal muso appuntito, sempre pronto a sguazzare nel sangue” e questo gli aprira’ la strada verso la ghigliottina.


13 Luglio 1791

A.N.C.:

– Inizio del dibattito sulla fuga del re.


14 Luglio 1791

La festa della “Federazione” viene celebrata, per la seconda volta, al Campo di Marte di Parigi.


15 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che proclama il re inviolabile, cosa che lo esclude, per il momento, da ogni tipo di giudizio.


– Altro decreto che deferisce Bouille’, in contumacia, davanti all’Alta Corte di Giustizia, per complicita’ nella fuga del re. In pratica una condanna a morte.

Strano comportamento che persegue il complice ma non il principale colpevole.


16 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che mantiene la sospensione del re, decisa il 25 Giugno, sino a quando non gli verra’ presentata e da lui ratificata la Costituzione.


Crisi in seno al Club dei Giacobini; una parte dei membri si separa e da vita al Club dei Foglianti.

La crisi e’ stata provocata dalla richiesta di decadimento della monarchia. I Foglianti, sotto l’influenza dei partigiani di La Fayette, sono contrari a questo provvedimento che porterebbe, come naturale conseguenza, alla repubblica.

Il Club si installa nei locali del Convento dei Foglianti, in Rue Saint-Honore’, ma non avra’ vita facile. Dilaniato da discordie e da tensioni interne cessera’ la sua attivita’ dopo appena un anno di vita (10/8/1792).


17 Luglio 1791

La strage del Campo di Marte: un’altra giornata cruciale della Rivoluzione.

L’idea di una repubblica, giudicata assurda ancora qualche mese prima, ha ormai conquistato il favore di una larga parte della popolazione, disgustata dal comportamento e dalla fuga del re.

Il Club dei Giacobini si fa portavoce di questa nuova istanza e deposita, con una grande cerimonia, sull’altare della patria in Campo di Marte, una petizione nella quale si chiede l’abdicazione di Luigi XVI. La grande affluenza di popolo, oltre ogni previsione, induce la Municipalita’ ad issare la bandiera rossa della legge marziale allo Hôtel de Ville e ad ordinare a La Fayette di disperdere l’assembramento.

La Guardia Nazionale interviene, spara sui dimostranti ed a fine giornata si conteranno almeno 50 morti.

Parecchi ordini di cattura vengono emessi contro personalita’ di spicco che hanno organizzato e partecipato alla manifestazione.


18 Luglio 1791

A.N.C.:

– A seguito dei sanguinosi eventi del giorno prima, viene emesso un decreto che reprime le provocazioni all’omicidio, l’eccitazione dei cittadini alla disobbedienza, la pubblicazione e la diffusione di scritti sediziosi, monito particolarmente rivolto agli agitatori di Campo di Marte, ai loro capi ed alle loro pubblicazioni.

Danton scappa in Inghilterra; Marat si nasconde in provincia.


19 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che istituisce ed organizza una polizia municipale e correzionale.


25 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che persegue, come transfughi, gli ufficiali disertori ed emigrati.


Inizio delle negoziazioni, tra potenze europee, in vista di un congresso internazionale contro la Rivoluzione.


28 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che riorganizza la Guardia Nazionale, territorialmente frazionata e dai compiti incerti ed, a volte, disattesi.


30 Luglio 1791

A.N.C.:

– Decreto che abolisce certe decorazioni e segni esteriori di distinzione di nascita.


1 Agosto 1791

Robespierre pubblica il suo scritto “Adresse aux Françaises”.


4 Agosto 1791

A.N.C.:

– Decreto che mette a punto l’arruolamento di nuove milizie per le Guardie Nazionali; queste nuove reclute danno vita al cosidetto gruppo dei “volontari del 1791”.


8 Agosto 1791

A.N.C.:

– Inizio della discussione sulla Costituzione. Malgrado i fatti del 17 Luglio si continua a discutere su di un disegno di Costituzione di stampo monarchico.


9 Agosto 1791

A.N.C.:

– Decreto che proclama la Francia ed il suo territorio metropolitano come “indivisibile”.


15 Agosto 1791

A.N.C.:

– Decreto che vieta di portare abiti ecclesiastici fuori dagli edifici religiosi. Misura divenuta necessaria per impedire che la presunta sacralita’ di tali abiti possa coprire loschi traffici.


17 Agosto 1791

A.N.C.:

– Decreto che impone agli emigrati di tornare in Francia entro un mese.


22 Agosto 1791

LE COLONIE:

– Inizio della insurrezione degli schiavi neri a San Domingo. E’ una protesta contro i decreti dell’Assemblea che confermano il mantenimento della schiavitu’.
Robespierre si era sempre opposto a questi decreti che, secondo lui, coprivano di vergogna i loro stessi estensori.


23 Agosto 1791

A.N.C.:

– Votazione di una legge organica che regolamenta la liberta’ di stampa.


26 Agosto 1791

A.N.C.:

– Notifica della aggiudicazione del primo miliardo di beni nazionali, derivanti da proprieta’ feudali e dai beni ecclesiastici.


27 Agosto 1791

Incontro a Pillnitz (Sassonia) tra l’imperatore d’Austria ed il re di Prussia, in presenza dell’Elettore di Sassonia e del Conte d’Artois; pubblicazione di una dichiarazione comune di Leopoldo II e Federico-Guglielmo II nella quale affermano la loro volonta’ di mettere il re di Francia in condizioni di porre le basi di un governo monarchico; dichiarazione vaga, nei suoi tratti essenziali, ma percepita in Francia come una minaccia diretta ai partigiani della Rivoluzione.


28 Agosto 1791

A.N.C.:

– Decreto sul ristabilimento della disciplina nell’esercito, sovente in preda alla ribellione ed alla disubbidienza.


Publicazione del primo numero de “L’Ami des Citoyens” a cura di Tallien.


29 Agosto 1791

Inizia l’elezione dei deputati alla futura Assemblea Legislativa.

A parte le altre limitazioni, sono stati esclusi dal diritto di voto i domestici, i valletti, i lacche’ e tutti i servitori in genere della nobilta’ e del clero. Essi sono considerati “sospetti” per definizione.


2 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto che sopprime l’Ordine degli avvocati.


3 Settembre 1791

A.N.C.:

– Termina il dibattito sulla Costituzione.


9 Settembre 1791

Ritorno di Danton a Parigi. Ritenuto uno dei responsabili dell’assembramento al Campo di Marte del 17/7/1791, si era rifugiato in Inghilterra.


13 Settembre 1791

LA CORTE:

– Il re sancisce la Costituzione. E’ la prima Costituzione di Francia, di stampo monarchico ed avra’ una vita breve.

La Costituzione del 1791 essenzialmente recita:

La Francia e’ una monarchia ereditaria diretta da un “re dei francesi”, per grazia di Dio e della legge costituzionale dello Stato.

Il re dispone del potere esecutivo e nomina o dimette i ministri che egli puo’ e deve scegliere al di fuori dell’Assemblea Nazionale Legislativa.

Il re ha anche la facolta’ di ritardare, sino a 4 anni, con il suo veto sospensivo, la promulgazione delle leggi votate dall’Assemblea Nazionale Legislativa.

La sovranita’ della Nazione si esprime mediante il diritto di rappresentanza nell’unica Assemblea Legislativa.

Il re e’ il capo supremo dell’Amministrazione e degli Eserciti e nomina gli Ambasciatori.

L’Assemblea Legislativa propone e decreta le leggi, controlla la Spesa Pubblica, decreta la guerra e ratifica i trattati con le altre Nazioni.

La Costituzione Civile del Clero e’ parte integrante della Costituzione di Francia.


14 Settembre 1791

A.N.C.:

– Giuramento alla Costituzione prestato dal re davanti all’Assemblea.

In questa occasione e’ stata concessa una amnistia generale a tutti coloro che erano in qualche modo implicati nella fuga del re.


Integrazione nella Francia di Avignone e del Comtat Venaissin, dopo un plebiscito favorevole: su 150.000 votanti 102.000 hanno votato per l’annessione.
Erano due colonie del papato in territorio francese.


16 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto sulla polizia di sicurezza, la giustizia criminale e le giurie.


17 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto di soppressione della Corte dei Conti.


18 Settembre 1791

Festa al Campo di Marte per celebrare la Costituzione.


19 Settembre 1791

Rappresentazione di “Riccardo Cuor di Leone” di Sedaine e Gretry al Teatro Italiano e manifestazione del pubblico a favore del re.


20 Settembre 1791

La folla acclama il re mentre si reca ad una rappresentazione all’Opera.


23 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto che attribuisce il comando della Guardia Nazionale a ciascuno dei comandanti delle sei regioni, a turno.


25 Settembre 1791

A.N.C.:

– Promulgazione del Codice Penale e decreto di applicazione della pena di morte mediante decapitazione.


Grande festa a Parigi per la nuova Costituzione. Solenne Te Deum a Notre Dame, luminarie, sfilate e balli. Il re offre un dono di 50.000 lire ai poveri.


27 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto che dichiara libero qualsiasi uomo vivente sul territorio francese, qualunque sia il suo colore; questo lascia pero’ sussistere la schiavitu’ nelle colonie, non considerate territorio metropolitano.


– La cittadinanza francese viene accordata anche agli ebrei.


29 Settembre 1791

A.N.C.:

– Decreto che limita l’arruolamento e la partecipazione alla Guardia Nazionale ai soli cittadini fiscalmente attivi ed ai loro figli.


30 Settembre 1791

A.N.C.:

– L’Assemblea Nazionale Costituente ha terminato i suoi compiti. Ultima seduta ed amnistia generale per tutti i colpevoli di disordini, condannati dopo il 1788.


1 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Prima seduta dell’Assemblea Nazionale Legislativa (in breve A.N.L.) ed elezione del suo presidente: il deputato Pastoret.

L’Assemblea conta 745 deputati cosi’ ripartiti:

– 260 appartenenti alla Destra (foglianti, ecc.)

– 130 appartenenti alla Sinistra (giacobini, girondini, cordelieri)

– 355 appartenti al centro (la plane, il marais).


LA CORTE:

– Nomina da parte del re di un nuovo ministro della marina, Bertrand de Molleville, che succede a Thevenard.


4 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Tutti i deputati prestano giuramento di fedelta’ alla Costituzione.


5 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Decreto, su proposta del deputato Couthon, che abolisce i termini “sire” e “maesta’”; attribuisce al re un seggio identico a quello del presidente dell’Assemblea ed autorizza i deputati a sedersi in sua presenza.

GEORGE AUGUSTE COUTHON, nato ad Orcet il 22/12/1755 e ghigliottinato a Parigi il 28/7/1794.

Era definito come “la seconda anima di Robespierre”. Avvocato, pur essendo completamente paralitico agli arti inferiori, si butta in politica e ricopre incarichi importanti in provincia, specie a Lione e nel Puy-de-Dome.

Ad ogni occasione Couthon si dichiarava fiero di condurre una lotta a morte ai santi, ai preti, alle campane ed alle reliquie.

A Parigi, oltre ad essere deputato all’Assemblea Legislativa, fa parte del Comitato di Salute Pubblica. Avversario acerrimo del movimento girondino e sempre fedele alla politica di Robespierre del quale seguira’ la sorte il 28/7/1794.


6 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Su proposta del deputato Hérault de Séchelles, annullamento del decreto precedente.

MARIE JEAN HERAULT DE SECHELLES, nato a Parigi il 20/10/1759 e ghigliottinato a Parigi il 5 Aprile 1794.

Ricco, bello, intelligente e vanitoso come un pavone, come tutta la gioventu’ aristocratica dei suoi tempi.

A soli 18 anni esercita l’avvocatura a Parigi e nel 1785 ottiene dalla Corte (o dalla regina?) la carica di Avvocato Generale. Malgrado questi privilegi non esita, nei salotti parigini, a vantarsi come uno dei “vincitori della Bastiglia“. Il fascino che esercita sulle donne gli apre le porte a numerosi e lucrosi incarichi e la sua vita politica e’ come una banderuola che ruota dai Foglianti ai Girondini ai Montagnardi e verso quanti altri possano favorire il suo successo personale.

Robespierre, l’incorruttibile, non lo sopporta molto e cerca di allontanarlo da Parigi e dalle parigine con alcune missioni in provincia, dove e’ quasi inevitabile non fare sbagli; poi, al suo ritorno, lo consegna al boia insieme a tanti altri.


8 Ottobre 1791

Dimissioni necessarie di La Fayette, da comandante della Guardia Nazionale di Parigi, in quanto ha deciso di presentarsi come candidato alla carica di sindaco della capitale, al posto di Bailly.


9 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Rapporto dei commissari Gallois e Gensomme inviati, il luglio precedente, in Vandea e nelle Deux-Sévres, per indagare sui disordini religiosi e controrivoluzionari che si erano verificati in queste localita’.


16 Ottobre 1791

AVIGNONE:

– Alcuni controrivoluzionari cattolici/monarchici hanno assassinato il Segretario Generale del Comune Lescuyer, sui gradini dell’altare della cattedrale.

Come ritorsione, un gruppo di rivoluzionari, agli ordini di Jourdan, detto Mozza-Teste, si impadroniscono della prigione della Glaciére e massacrano decine di detenuti politici contrari alla Rivoluzione.

MATHIEU JOUVE, detto JOURDAN MOZZA-TESTE, nato a Saint-Just nel 1749 e ghigliottinato a Parigi il 27/5/1794.

Macellaio, maniscalco, soldato ed artista di cabaret a Parigi agli inizi della Rivoluzione. Prende parte alla presa della Bastiglia e gli viene attribuita la morte del governatore Launay.

Tipo deciso e senza scrupoli, viene inviato dalla Rivoluzione in tutti quei luoghi ove occorre dare una “lezione”, secondo l’etica del Terrore.

Gli vengono cosi’ attribuiti numerosi massacri in tutta la Francia, dal Comtat-Venaissin, ad Avignone, sino alle Bocche del Rodano; nessuno riuscira’ mai a quantificare il numero dei morti che gli vengono addebitati. Si parla comunque di molte centinaia.

Alla fine fa uno sbaglio: quale comandante della Gendarmeria di Vaucluse fa arrestare un rappresentante della Convenzione, in missione. Era l’occasione che molti aspettavano per togliere di mezzo un personaggio ormai troppo pericoloso. Condotto a Parigi, viene processato e ghigliottinato in pochi minuti.


20 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Inizio della discussione sul problema degli emigrati.


– Proposta bellicista del deputato Brissot e dei suoi amici che propongono di prendere l’iniziativa della guerra contro gli Stati d’Europa ostili alla Rivoluzione.

La Guerra. La Dichiarazione di Pillnitz del 27/8/1791 ha lasciato qualche segno ed ha fornito lo spunto per dare un nuovo indirizzo alla Rivoluzione.

La situazione e’ sempre caotica: fame, carestia e disoccupazione continuano ad affliggere il paese ed a renderlo sempre meno governabile, sopra tutto in provincia.

Alcune correnti politiche cominciano a vedere, in una possibile guerra, un momento di aggregazione dello spirito nazionalistico contro un comune nemico esterno: la guerra come distrazione e rimedio ai mali interni. Lo stato di belligeranza consentirebbe e giustificherebbe quei provvedimenti eccezionali, necessari e rigorosi, per contenere i movimenti controrivoluzionari che stanno emergendo in tutto il paese. Inoltre risolverebbe in parte il problema della disoccupazione.

La giustificazione morale della guerra e’ quella di portare la liberta’ ed i principi rivoluzionari dell’eguaglianza a quei popoli europei ancora governati dall’assolutismo.
Ovviamente non tutti sono daccordo.
Robespierre ed alcuni altri preferirebbero anzitutto riportare lo stato alla governabilita’ applicando quei principi che vengono lentamente a definirsi e che saranno in seguito recepiti sotto l’etichetta di Terrore; prima eliminare i nemici interni e poi rivolgersi contro quelli esterni.

Oltretutto Robespierre sa benissimo che gli alti gradi militari sono ancora nelle mani dell’aristocrazia e non si fida: “No, io non mi fido dei generali e, tolta qualche lodevole eccezione, dico che quasi tutti rimpiangono l’antico regime; io mi fido solo del popolo.”

Di ben altro avviso e’ il girondino Claviére: “La mobilitazione militare serve per tenere lontano il maggior numero di uomini validi dai conflitti interni e dalle lotte sociali.”


22 Ottobre 1791

Proposta della “Societe Fraternelle des Halles” di dichiarare la “Patria in Pericolo”. La cosa equivale alla proclamazione di uno stato di allerta generale contro i nemici interni ed esterni della Rivoluzione ed autorizza l’adozione di provvedimenti eccezionali di ordine pubblico quali la “legge marziale” ed altre gravi restrizioni.


Prima rappresentazione al Teatro Molière di Parigi del lavoro del Marchese De Sade “Le Comte Oxtiern ou Le Malheurs Du Libertinage”.


25 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Discorso del deputato Vergniaud che propone di prendere l’offensiva militare contro i paesi della Dichiarazione di Pillnitz.


31 Ottobre 1791

A.N.L.:

– Primo decreto contro gli aristocratici emigrati. Imposizione ai nobili di rientrare in patria pena la confisca dei loro beni immobiliari.


– Decreto che intima a “Monsieur” fratello del re, di ritornare in Francia per non perdere i suoi eventuali diritti alla reggenza.


LA CORTE:

– Dimissioni del Ministro degli Affari Esterni Montmorin sostituito da Lessart.


1 Novembre 1791

A.N.L.:

– Autorizzazione all’emissione di 100 milioni di assegnati portando il totale emesso a 1 miliardo e 900 milioni.


6 Novembre 1791

A.N.L.:

– Discussione sul Rapporto del Direttorio del Dipartimento della Mayenne che riferisce sulla preparazione di una insurrezione controrivoluzionaria sotto la direzione di preti refrattari.


9 Novembre 1791

A.N.L.:

– Altro decreto che impone agli emigrati di ritornare in Francia prima del 1/1/1792 sotto pena della confisca dei loro beni e la condanna a morte in contumacia.


11 Novembre 1791

LA CORTE:

– Approvazione del re ai decreti sugli emigrati del 31 Ottobre e 9 Novembre; contemporaneamente il re sollecita i suoi fratelli a ritornare in Francia.


12 Novembre 1791

LA CORTE:

– Nuovo invito del re agli emigrati a ritornare in Francia per non incorrere nelle gravi pene previste dal decreto del 9 Novembre.


Lettera circolare dell’imperatore Leopoldo II d’Austria agli altri sovrani nella quale ribadisce la Dichiarazione di Pillnitz del 27 Agosto.


14 Novembre 1791

LA COMUNE:

– Elezione di Petion come sindaco di Parigi con 6.728 voti contro i 3.126 di La Fayette; su 80.000 iscritti circa 70.000 elettori si sono astenuti dal voto.

JEROME PETION, nato a Chartres il 2/1/1756 e morto a Saint-Magne il 18/6/1794.

Avvocato a Chartres prima di entrare in politica, uomo di aspetto molto gradevole e grande oratore, in grado di far piangere i suoi ascoltatori.

Deputato all’Assemblea Nazionale Costituente nelle file dell’estrema sinistra, diventa ben presto amico e confidente di Robespierre. Mentre quest’ultimo acquistera’, poco alla volta, la fama di Incorruttibile, Petion otterra’ quella di Inflessibile.

Incaricato, con altri, di riportare a Parigi il re, catturato a Varenne, durante il viaggio si innamora di Madame Elisabeth, sorella di Luigi XVI, mettendo in serio pericolo la sua …carriera politica; al cuore non si comanda.

La nomina a sindaco di Parigi lo condiziona e lo porta su posizioni politiche piu’ moderate, prossime a quelle dei Girondini; il suo voto contrario alla morte del re e le sue prese di posizione contro gli atteggiamenti estremistici di Marat lo mettono in sospetto e gli alienano la fiducia di Robespierre. Nel Giugno del 1794 si rifugia dalle parti di Bordeaux per sfuggire alla ghigliottina. Individuato, preferisce suicidarsi per non farsi prendere.


25 Novembre 1791

A.N.L.:

– Creazione di un “Comitato di Sorveglianza Rivoluzionaria” proposto dai membri dell’Assemblea.


LA CORTE:

– Lettera della regina a Fersen nella quale spiega le scelte della Corte ora orientate alla politica “del peggio e della guerra esterna”.


29 Novembre 1791

A.N.L.:

– Decreto che intima ai preti refrattari di prestare il giuramento civico sotto pena di essere considerati come “sospetti” di attivita’ controrivoluzionarie.


2 Dicembre 1791

LA CORTE:

– Dimissioni di Duportail, Ministro della Guerra. E’ rimpiazzato dal Conte di Narbonne.


3 Dicembre 1791

LA CORTE:

– I fratelli del re gli fanno sapere che rifiutano di obbedire alle sue esortazioni del 31/10 “a causa della prigionia fisica e morale in cui sua maesta’ e’ trattenuta”.


Lettera segreta del re a Federico Guglielmo II di Prussia nella quale richiede un intervento militare, concertato con gli altri sovrani, per “arrestare i faziosi, dare modo di ristabilire un ordine di cose piu’ desiderabile, ed impedire che il male che ci travaglia possa raggiungere gli altri stati d’Europa”.

Anche la regina ha scritto una lettera al fratello Leopoldo II d’Austria, richiedendo un intervento militare.


5 Dicembre 1791

COBLENZA:

– Approvazione da parte dei fratelli del re di un piano di insurrezione in Bretagna preparato da La Rouerie, ex guardia del corpo di Luigi XVI. Il piano non verra’ attuato ma servira’ in seguito come modello per gli insorti della Vandea.


10 Dicembre 1791

Federico Guglielmo II, re di Prussia, ratifica la risoluzione della Dieta di Francoforte che accorda la protezione prussiana ai Principi Possessionari d’Alsazia, spogliati dai decreti rivoluzionari.


14 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Il re annuncia all’Assemblea di avere intimato agli Elettori di Treviri e di Magonza di disperdere gli assembramenti di emigrati, sulle loro terre, prima del 15 Gennaio 1792.
E’ solo una mossa politica per allontanare dalla Corte determinati sospetti dell’Assemblea.


Discorso del Ministro della Guerra Narbonne in favore della apertura di un conflitto.


17 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Decretata l’emissione di 300 milioni di assegnati.


19 Dicembre 1791

LA CORTE:

– Approvazione, da parte del re, del decreto del 29 Novembre contro i preti refrattari.


21 Dicembre 1791

Nota dell’imperatore Federico Guglielmo II di Prussia al governo francese nella quale avvisa che difendera’ l’Elettore di Treves contro una aggressione militare della Francia e ribadisce gli elementi della dichiarazione di Pillnitz del 27 Agosto.


27 Dicembre 1791

A.N.L.:

– La guerra si profila imminente. Nomina dei generali Rochambeau e Luckner come marescialli di Francia alla testa delle armate del Nord e del Reno.


28 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Decreto per la organizzazione di battaglioni di volontari.


Grandi acclamazioni alla regina, al Teatro dell’Opera, dove si rappresenta “Ifigenia in Aulide” di Gluck, nel momento in cui il coro declama: “Cantiamo! Celebriamo la nostra regina!”.


29 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Voto di un prestito di 20 milioni di lire per la guerra.


30 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Discorso del deputato Isnard in favore di una “guerra indispensabile per consumare la rivoluzione”.


31 Dicembre 1791

A.N.L.:

– Decreto che sopprime il tradizionale omaggio al re in occasione del nuovo anno.

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