I primi passi dell’homo sapiens

Circa 35-30.000 milioni di anni fa, però, l’homo di Neandertal scomparve e il pianeta restò popolato soltanto dalla sottospecie alla quale apparteniamo anche noi. L’homo sapiens sapiens fu il primo decorare le sue caverne con la pittura. L’invasione dei sapiens è stata lentissima. Dove avanzava il sapiens, il neanderthal inevitabilmente scompariva. La specie umana raggiunse l’Australia e l’America. 35.000 anni fa circa una importantissima mutazione fisiologica, che avviene solo nell’uomo: fa abbassare nella sue gola la laringe, che va a creare una vera e propria camera vocale, dove può modulare a suo piacimento i suoni che emette. Non potrà più bere e respirare contemporaneamente, come fanno gli scimpenzè, ma in compenso ora può articolare e modulare i suoni laringei. Al principio si pronunciò solo la p, è la più semplice consonante dopo la chiusura della bocca. Poi la b, m, poi le palatali c, le dentali t,d,g. Un bambino nei primi mesi ripete pari pari tutto l’intero processo descritto ora. 26.600 anni fa circa il nostro antenato ha scoperto che l’uomo cresce a somiglianza di ciò su cui fissa i proprio pensieri, nasce la curiosità , l’attenzione, la comparazione e quindi la riflessione. Inizia anche a creare un suo cantuccio, dove mette ciò che vede e sente, poi analizza, elabora, riassembla, ricrea, alcune verità le fa solo sue, autonome, una visione del mondo tutta sue. E’ il carattere! 26.580 anni fa circa se prima l’occhio vedeva e l’orecchio sentiva e il cervello era cieco, ora è quest’ultimo che vede. E’ il cervello che ora domina perchè ogni cosa la analizza, fa comparazioni con messaggi residenti che sono il frutto di tante esperienza. 26.525 anni fa circa il nostro antenato ha già capito cosa sono i rapporti sociali, la coabitazione tranquilla, l’armonia del gruppo, e rallenta-inibizione quelli che sarebbero gli impulsi che comprometterebbero la sue esistenza. La sue società è anche questo, inibizione che si formano davanti a un capo clan, che fa divieti, proibizioni, leggi. L’uomo nel pensiero utilizza un’area dove assorbe le frasi e i discorsi degli altri, mentre le sue risposte vengono (solo in parte) da quella dove ricompone quello che ha udito nel passato e nel presente. 26.400 anni fa circa l’uomo scopre l’empatia, capacità d’immedesimarsi in un’altra persona (calarsi nei suoi pensieri e agire quindi in un altro modo, che spesso non è il suo). In questa proiezioni distingue ciò che provoca gioie o dolori agli altri, e si prodiga per le prime e si astiene nel provocare i secondi, si da una norma; sta insomma nascendo l’uomo etico. L’etica è un’insieme di regole, obblighi, diritti, doveri che permette a una società di sopravvivere. E sono necessari quando i suoi membri presentano degli interessi alle volte in conflitto fra di loro, e occorre dunque adattarsi. 26.200 anni fa circa l’uomo ha scoperto, nella capacità dell’attenzione, la chiave della libertà . Una definizione che un etica (o morale) non si basi su questi fattori non è gradita a un credente ma costui dimentica che i dogmi stessi sono essi stessi un’informazione imposta da altri soggetti che hanno creato una sequenza di informazioni, spesso perfino astratte, vaghe, non sezionabili razionalmente, quindi non verificabili se vere o false. Hanno un unico scopo, propiziazione e conciliazione dei poteri, che in questo momento sono incomprensibili al nostro progenitore per dirigersi e controllarsi da soli dentro il suo mondo interiore. 26.100 anni fa circa è l’ora dove si forma le filosofie, le religioni, che va nascendo da un’etica ideale che chiunque ambisce. Scopriamo oggi, che in certe religioni primitive, era essenziale (e lo è ancora) il rito, mentre i miti, i credi, i dogmi sono costruiti a posteriori. Religione significa in occidente, che unisce il fedele alla divinità , mentre questo legame è completamente estraneo in altre grandi dottrine (come ad esempio il buddismo). E non sfugge che alcune religioni rimangono monoteistiche (un solo Dio personale come quello giudaico cristiano da temere e divinizzare), e altre sono rimaste politeistiche, come quella giapponese che ha una miriade di dei. Comune a tutte le religioni sono comunque i bisogni insoddisfatti il mistero angoscioso del doloro e della morte, la precarietà dell’esistenza, che fa trovare in esse una risposta compensatrice. Da esse nasce lo stato interiore (valori) e l’uomo scopre l’espressione più alta della vita spirituale della comunità umana. 25.220 anni fa circa osservate il cinico, l’egoista; il mondo è suo, lui non si interroga, prende ciò che vuole, non rispetta chi è etico. Quest’etico riuscirà persino a comprenderlo, a perdonare. 25.148 anni fa circa nel villaggio arcaico troviamo membri che discutono per la prima volta di etica e di norme, è l’inizio del comportamento morale, si mettono freni al dominio dei sensi: fame, sesso, libertà , possesso di beni. Altri, i ribelli, gli antisociali, che devono però per le leggi varie sottostare a quelle norme reagiscono con l’angoscia o la rabbia, e per mitigarla, ricorrono sempre più all’alcool. In questo arcaico dramma scoprono un altro succedaneo della beatitudine o eccitazione interiore: il suono, la danza, il movimento, il ritmo. 25.000 anni fa circa nascono le idee. 24.800 anni fa circa avviene anche un altro evento straordinario: in una buia grotta una femmina e un maschio nel delicato processo di identificazione scoprono assieme qualcosa e formando qualcosa di diverso nel proprio mondo interiore. Dopo la nascita della conoscenza del sè, stanno scoprendo e formando il mondo del noi, sta nascendo il sentimento reciproco del donarsi monogamo. Non è un rapporto sessuale, ma è un intima identità dei due che non la vivono solo, ma la condividono più che nell’intimità fisica in quella anteriore. E’ indubbiamente l’attimo dove nasce l’amore. Nasce quel legame più duraturo con una precisa direzione. 24.180 anni fa circa nella famiglia viene iniziata la suddivisione dei compiti, nasce la cooperazione di giovani e vecchi, prima d’ora quest’ultimi quasi considerato inutili al gruppo. Nella tribù, questa nuova figura, non più impegnata nella caccia, scopriamo che va assumendo un’importanza per il gruppo e il futuro della stessa società umana. E’ lui, quest’anziano, a raccogliere molteplici notizie, i fatti (è lui il libro, giornale, radio, tv del villaggio). 24.087 anni fa circa ora da una posizione centrale del campo, il nostro avo domina e s’interroga sui fenomeni che dominano il mondo. 24.075 anni fa circa l’uomo prende un bastone e ogni notte fa una tacca (tag=giorno, in sanscritto), dopo 28 notti la luna è ancora lì: il bastone è ora diventato la misura del tempo (mes=mese, in sanscritto è misura). 24.000 anni fa circa compaiono le prime manifestazioni artistiche, consistenti in incisioni di complesse interpretazioni, cioè le pitture e le figure di animali molto schematizzati. Simili raffigurazioni artistiche si possono fare solo se si utilizza un linguaggio molto sviluppato, che va a creare una autocritica realistica che porta a miglioramenti. 23.000 anni fa circa l’industria litica procede a passi di gigante, ritocchi bifacciali della selce, punte peduncole, lamelle a punte, dorsi a foglia di salice che diventano veri coltelli, raschiatoi per scuoiare, pulire. 18.000 anni fa circa vivono associato in orde e iniziano a vivere nelle prime costruzioni, mentre i nomadi vivono dentro capanni mobili, grandi e piccoli pali riuniti e coperti da grandi pelli. 17.000 anni fa circa iniziano pratiche per la caccia: magie, credenze in una idea della fecondità ; prime inumazioni con ricchi corredi funebri con ricchi corredi funebri (cibo, recipienti, utensili, ornamenti, armi varie). 15.000 anni fa circa a Lescaux, alle pareti di una caverna, troviamo la prima pittura con colore. 14.000 anni fa circa mutano le condizioni climatiche per un migliaio di anni: ha inizio una desertificazione nelle grandi foreste. 13.000 le grandi prede migrano verso nord, ora ci si ciba di piccoli animali che prima erano scartati: lepri, volatili, pesci, molte varietà vegetali. Questo fenomeno del cambiamento di dieta, avviene contemporaneamente in tutti i continenti. 12.800 anni fa circa la fame è molta, a fine sera si è a digiuni ed ecco raccogliere sparpagliati per terra anche dei piccoli granuli caduti da certe spighe dorate. Scoprono così la fonte piè economica degli alimenti energetici sono carenti di amminoacidi essenziali, ma uniti a grasso o bacche creato importanti capolavoro di alta cucina. 12.400 tracciamo anche qui i confini dell’ulivo, la colza e il mais. Senza acidi grassi e i lipidi non si hanno le membrane cellulari del sistema nervoso, non si formano i muri della difesa. Il cervello è sprovvisto di riserve lipidiche. 12.000 anni fa circa si ha nascita dell’arte. Il colore poteva essere applicato con le dita. Inoltre l’uomo inventa le frecce. 11.500 anni fa circa è un salto qualitativo cerebrale e avviene proprio sulle coste marine: lo iodio diventa per il metabolismo una fonte preziosa dell’aminoacido tirosina. 11.250 fa circa si formano quindi degli insediamenti proto-palafitticoli, e le risorse alimentari che hanno attorno hanno i preziosi sali minerali per la sinapsi del cervello. 9.500 anni fa circa in Iraq troviamo una bacinella per il grano. 9.000 anni fa circa a Shamra, in Siria, ritroviamo alcuni forni per il pane. 8.500 anni fa circa a Gerico le capanne, ora sono case in muratura. 8.300 anni fa circa nell’area mesopotamica appare una novità , la ceramica modellata: prime coppe, stoviglie, contenitori, vasi, impressi o dipinti. I lunghi intervalli tra il popolamento dei vari continenti sono dovuti al fatto che le successive glaciazioni rendevano impraticabili vastissime zone della Terra.
Nel periodo neolitico (da 10000 a 3000 anni fa) si verificò un ulteriore perfezionamento nella lavorazione della pietra e la domesticazione di piante e animali, ovvero la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento. Si passò da un’economia di prelievo a un’economia di produzione. Le informazioni raccolte finora non permettono, però, di rispondere a un altro interrogativo: il nomadismo andò definitivamente in crisi con la domesticazione di piante e animali? L’allevamento, nel Neolitico ma anche in epoche successive, non era praticato come lo è per lo più oggi, cioè in modo sostanziale, all’interno di stalle e con l’utilizzo di foraggi prodotti apposta per gli animali, ma era invece di tipo transumante. Gli animali, infatti, traevano il proprio sostentamento da pascoli naturali che, una volta consumati, dovevano essere sostituiti, con il conseguente spostamento in nuove aree non ancora sfruttate. Appare però evidenti che lo sviluppo contemporaneo di agricoltura e pastorizia, che implicavano modi di vivere contrapposti, come il nomadismo e la sedentarietà , creava necessariamente conflitti. Con le società del neolitico iniziò quella trasformazione dell’ambiente. Gli uomini abbandonarono le caverne e il nomadismo per costruire villaggi stabili. I villaggi neolitici, anche quando raggiungevano notevoli dimensioni, non erano vere e proprie città : essi, infatti, mancavano di strade, di piazze, di opere e di edifici pubblici; non avevano un’organizzazione politica e amministrativa; erano costituiti da un insieme di edifici pubblici; non avevano un’organizzazione politica e amministrativa; erano costituiti da un insieme di famiglie, ciascuno delle quali era autosufficiente, ossia produceva i beni di cui aveva bisogno, sia agricoli sia artigianale. Dapprima a Eridu, poi in altri centri, comparvero i primi edifici pubblici: i templi, che raggiunsero presto grandi dimensioni. Questo fatto comportò considerevoli modificazioni nell’organizzazione del lavoro. Occorrevano dunque sia muratori, falegnami, scalpellini, persone che progettassero e dirigessero i lavori. Nomadismo, seminomadismo e insediamenti sono le tre caratteristiche principali che avranno nello sviluppo culturale, sociale e spirituale, una importanza enorme. Il nomadismo proseguirà nelle regioni del nord (sopra il 45° parallelo) fino al 1500 d.C., il seminomadismo si arresterà nel 2000 a.C. nel sud Europa (Francia, Spagna, Sud Italia, Grecia ) , mentre lo stanziamento fisso nella zona dei grandi fiumi è nel 10.000-8.000 a.C. già un fatto compiuto. (Nilo, Tigri, Eufrate). Nelle zone più calde e piovose dell’Asia Minore e Anteriore e nei luoghi in prossimità di grandi fiumi crebbero spontaneamente le graminacee. A partire dal 10000 a.C. abbiamo la scoperta del processo di germinazione del grano (da parte delle donne) e i primi esperimenti di coltura del Medio-Oriente. La prima bevanda alcolica risale circa al 10000 a.C. e deriva probabilmente dalla fermentazione di miele e di datteri. Grazie alla creazione della società agricole sedentarie, viene intrapreso l’addomesticamento degli animali. Nel 9000 a.C. inizia l’allevamento della pecora; nell’8000 a.C. quello delle api. Altre date importanti sono quelle relative alla capra (7500 a.C.), al maiale (7000 a.C.) e ai bovini (6000 a.C.). Nel 6000 a.C. hanno inizio in Egitto la coltura della vite e la produzione del vino. Intorno all’8000 a.C. l’agricoltura si afferma su larga scala. L’uomo del neolitico dispone di svariati prodotti, quali frumento, legume, cipolle, rape, cavoli. Nel 3500 a.C. in America Centrale vi è un consumo di zucchine, pomodori, avocado, fagioli e, in Perù la patata. Noci di cocco e banane fanno la loro comparsa nell’alimentazione asiatica. A partire dal 3500 a.C. la coltura dell’olivo si diffonde nel Mediterraneo orientale. La scrittura pittografia nasce dalla pittura, ossia dalla capacità che si sviluppa presso gli uomini primitivi di ritrarre gli oggetti. Ma si differenzia da essa perchè un’immagine dipinta intende rappresentare un’idea, mentre il segno pittografico è uno strumento tecnico per comunicare un messaggio. I cambiamenti climatici avvenuti dopo l’ultima glaciazione avevano modificato l’ambiente. Durante la preistoria la terra fu poco abitata e, di conseguenza, l’uomo primitivo ebbe a disposizioni enormi spazi che gli avrebbero consentito di trascorrere un’esistenza solitaria. Egli invece preferì stabilire dei rapporti. La caccia degli animali, per esempio, imponeva uno sforzo collettivo. Nel corso del Neolitico venne praticata un tipo di agricoltura che si definisce secca, perchè basata sull’acqua fornita dalle pioggia: un anno di scarsa piovosità era sufficiente pregiudicare l’intero raccolto. Risultati assai migliori diede invece l’agricoltura irrigua, basata sullo sfruttamento delle acque di grandi fiumi. Fu in queste zone che si svilupparono, tra il IV e il II millennio a.C, alcune grandi civiltà . Nel V millennio a.C., nella Mesopotamia meridionale iniziò il lento processo di trasformazione del villaggio che doveva portare alla nascita delle prime città . Le differenze fra la città e il villaggio erano le nuove funzioni esercitate dal centro urbano: • funzioni economiche: la città coordinava i lavori di controllo e smistamento delle acque; • funzioni religiose e politiche: gravitanti intorno al tempio, in cui operavano i sacerdoti e il palazzo, il luogo del potere politico, la sede del sovrano: qui veniva accumulata la ricchezza prodotte dalle campagne. La civiltà urbana tra il 3400 e il 3000 a.C., si estese dalla Mesopotamia meridionali, ad alcune zone dell’Anatolia, della Siria, dell’Iran, dell’Egitto e, poco più tardi, alla valle dell’Indo. In Cina i fenomeni che caratterizzavano la nascita delle città , come la costruzione di palazzi e di tombe più ricche delle altre sono documentati dagli scavi archeologici soltanto a partire dall’inizio del II millennio a.C. Con la comparsa delle città si sviluppò più rapidamente la tecnologia della lavorazione dei metalli. Questi materiali erano conosciuti dai vari gruppi di uomini già da molto tempo, 8000-7000 a.C, ma le tecniche di evoluzione si erano evolute molto lentamente. Non era facile cambiare l abitudini se non di fronte a dei procedimenti che presentassero una netta superiorità ; ma questo, all’inizio, non era affatto chiaro. A ciascuna di esse corrisponde una tappa della storia umana denominato con il nome del metallo che si lavorava in quel periodo: -età de rame va dal 5000 al 3300 a.C. circa; -età del bronzo dal 3300 al 1200 a.C.; -età del ferro dal 1200 al 700 a.C.

Libro, Lennier- Storia progetto modulare/ Libro, Edizione Scolastica Bruno Mondatori- Il lavoro dell’uomo / CD, Rizzoli Larousse- Enciclopedie multimediale / Documentario della RAI- Ulisse il piacere della scoperta / Libro, Edizioni il capitello- Le radici del mondo attuale / Internet- Cronologia

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