Il conflitto tra Atene e Sparta e le guerre greco persiane

A partire dalla fine dell’VIII secolo, i governi aristocratici presero il posto dei regimi monarchici, si diffusero il modello della polis (città ). Nella polis greca il governo era cosa dei cittadini, che in vario modo partecipavano all’elaborazione delle leggi e alla gestione del governo. Tutta la storia della polis nell’età arcaica (VIII e VI secolo a.C.) è dominato dallo scontro sociale e politico fra i nobili e il demos. Molti greci allora si diressero verso Occidente (Italia meridionale, Francia, Malta, Spagna e Africa settentrionale, Ponto) e poi, dalla mèta del VII secolo a.C., verso Oriente (Egeo settentrionale e mar Nero). Questa colonizzazione diffuse la civiltà greca anche in un area molto più vasta della madrepatria: la cosiddetta Magna Grecia o grande Grecia.
Ogni città greche ebbe caratteristiche proprie. Questo frazionamento derivava dal fatto che il territorio della Grecia è montuoso, con ristrette pianure e valli separate da rilievi.
Così nacquero le costituzioni di Sparta e Atene, le due piu’ importanti Poleis della Grecia. Sparta, dominata da un’oligarchia potentissima militarmente, sottomise fra l’VIII e il VI secolo a.C. quasi tutto il Peloponneso e formò in seguito con le città sottomesse la Lega Peloponnesiaca. La sua fondazione deve essere stata opera di genti che invasero la regione senza però fondersi con la popolazione locale che fu sottomessa e mantenuta poi in una condizione di quasi schiavitù. A questa particolare origine è prpbabilmnte dovuta alla rigida struttura della società spartana, divisa in tre classi fortemente differenziate: gli Spartani, i soli a godere di diritti politici; non svolgevano alcuna attività economica e dedicavano l’intera esistenza all’esercizio delle armi; i Perieci: uomini liberi, avevano il diritto di possedere terre e svolgere attività artigianali o commerciali, ma erano esclusi dall’assemblea cittadina e dal governo della città ; gli Iloti, servi dello Stato messi a disposizione degli Spartani.
Atene, del tutto diversa, anzichè verso le conquiste territoriali, si indirizzò verso il raggiungimento all’interno d’una solida democrazia. Le sue origini sono scarse e incerte. Sappiamo dai resti archeologici che sorse in età micenea e che fu probabilmente risparmiata dalle invasioni che si abbatterono sulla penisola greca. Verso il 700 a.C. l’aristocrazia abbattè la monarchia. L’arconte Solone diede ad Atene una costituzione basata sulla divisione della popolazione in classi secondo la ricchezza, permettendo così la partecipazione al governo anche dei non nobili. In seguito il governo di Atene passò nelle mani di Clistene, la cui costituzione segnò la nascita della democrazia in Atene, dove ora tutti i cittadini avevano uguali diritti e tutti, anche i piu’ poveri, potevano partecipare al governo della città . In politica estera, Atene si avvicina ad Argo, abbandona Sparta e si dota di nuove mura. Appoggiando Megara, tuttavia, provoca l’avvicinamento di Corinto a Sparta, la quale intreccia un patto anche con Tebe (460 a.C.). La guerra comincia con una vittoria di Sparta e Tebe a Tanagra e con una di Atene a Enofita (457 a.C.), mentre gli Ateniesi annettono al proprio territorio Beozia, Focide e Locride, dominando così l’intera Grecia centrale. Inoltre, la Lega delio-attica, ormai strumento politico di Atene, costringe Egina a consegnare la propria flotta, eliminandone così la concorrenza commerciale. Cimone, richiamato in patria, stipula con Sparta una tregua quinquennale (451 a.C.).
Ormai Atene possiede un vero e proprio impero, ma il Congresso panellenico della pace non può tenersi per l’opposizione di Sparta. Un esercito costringe Atene alla Pace dei Trent’anni (445 a.C.): Sparta riconosce l’impero ateniese ma pretende il dominio assoluto sul Peloponneso.
Pericle fa valere il proprio carisma per instaurare una sorta di tirannia personale, tesa alla potenza e al fasto di Atene. Le molte concessioni con cui egli s’ingrazia le classi sociali più povere generano un vero sistema assistenziale. Le migliori menti di Grecia (Anassagora, Socrate, Erodoto, Sofocle, Euripide, Tucidide) si ritrovano libere di pensare e di creare. Nonostante qualche ribellione (come quella di Samo, sedata da Pericle), oltre 400 città greche sono costrette ad aderire alla Lega delio-attica e a pagarne i tributi.
Per gli Spartani la situazione è insostenibile, tanto che si giunge al conflitto. La Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) si apre con l’intenzione di Pericle di non affrontare sul campo il superiore esercito spartano, limitandosi a rintanarsi entro le mura di Atene. Mentre la flotta ateniese è attiva lungo il Peloponneso, gli Spartani di Archidamo attaccano l’Attica (429 a.C.). Potidea cade, dopo due anni di assedio, nelle mani degli Ateniesi, ma questi sono poi sconfitti a Spartolo. Intanto, la peste uccide un terzo degli abitanti d’Atene, fra cui Pericle (429 a.C.), sostituito dal popolare Cleone e dall’oligarchico Nicia. Quando Platea viene espugnata dagli Spartani, Archidamo decreta la morte dei suoi difensori. Ma a Sfacteria (425 a.C.) gli Ateniesi ottengono una clamorosa vittoria, che induce Sparta a chiedere la pace. Ora Nicia caldeggia un accordo e lo ottiene: Sparta e Atene siglano una pace per cinquant’anni (421 a.C.) e si alleano contro i possibili attacchi di Argo e delle città del Peloponneso.
Sparta domina la situazione in Grecia, sostenendo i vari governi oligarchici, mentre le città dell’Asia Minore patiscono di nuovo il tallone persiano. Ma Atene ben presto restaura la democrazia ad opera di Trasibulo (403 a.C.), sotto il cui governo si decreta anche la morte di Socrate (399 a.C.). Sparta, che si sente ormai erede della supremazia ateniese, interviene in aiuto alle polis nell’Asia Minore inviando una spedizione al comando di Agesilao (399 a.C.). La Persia cerca appoggi e li trova in Atene, Corinto, Tebe ed Argo, che si alleano a lui contro Sparta iniziando la Guerra Corinzia (395-387 a.C.). La flotta persiana al comando dell’ateniese Conone vince i Lacedemoni a Cnido (394 a.C.), ma questi ultimi battono Ateniesi e Tebani a Coronea. Conone decide di riedificare le mura d’Atene. Ciò porta al riavvicinamento di Sparta con il re persiano Artaserse II, che blocca il Bosforo al fine di impedire approvvigionamenti di grano ad Atene dalla Scizia.
La situazione si sblocca con la Pace del Re (o di Antalcida – 387 a.C.) tra Atene e Sparta mediata da Artaserse II, che prevede il dominio persiano sulle città dell’Asia Minore e il controllo spartano sulle rimanenti città greche. Ma gli Ateniesi costituiscono presto la Seconda Lega delio-attica (377 a.C.), che riunisce 60 città , mentre Tebe rifiuta di restituire la libertà alla Beozia. Tebe prosegue la lotta, invadendo Messenia e Arcadia e provocando l’alleanza fra Sparta e Atene (369 a.C.). La vittoria di Mantinea (362 a.C.) su Ateniesi e Lacedemoni decreterebbe il trionfo tebano se non fosse per la morte sul campo di Epaminonda. Con lui finisce il predominio stesso di Tebe, la quale deve soggiacere a un nuovo, potente Stato che si affaccia sul mondo greco: la Macedonia.
Conflitti e rivalità divisero spesso tra loro le città greche. All’alba del V secolo a.C. le rivalità fra le città greche dovettero essere momentaneamente accantonate per fronteggiare un potente avversario che metteva in pericolo l’indipendenza di tutti i greci: l’impero persiano. Nel corso della prima guerra greco-persiana (490 a.C.) l’attacco di Dario fu respinto dai soli fanti ateniesi. Nella seconda guerra greco-persiana (480-479 a.C.) inizialmente i greci subirono gravi perdite, per poi trionfare nella battaglia navale di Salamina e quella terrestre di Platea. La vittoria sui persiani aprì un periodo di ascesa economica e politica per Atene.
Dopo la vittoria sui persiani, la vita politica greca fu caratterizzato dalla “resa dei conti” fra Atene e Sparta. Un primo conflitto fra Atene e Sparta, portò nel 446 a.C. alla firma di una tregua trentennale, che fissava le rispettive zone di influenza delle due potenze. Ma lo scontro decisivo fu la guerra del Peloponneso che si aprì nel 431 per concludersi nel 404 a.C. con la sconfitta ateniese. Atene che, fiaccata militarmente e moralmente dal fallimento fu costretta ad arrendersi nel 404 a.C. Atene dovette accettare un presidio militare spartano e rinunciare ai possedimenti fuori dall’Attica.
La principale fonte di ricchezza era costituito dall’agricoltura, dalla produzione di olio e di vino e dalla pastorizia. Quando si parla di commerci, si intende quasi esclusivamente quelli via mare. Un’altra importante fonte di ricchezza del lavoro degli schiavi. Per possederne uno era sufficiente acquistarlo al mercato.
Cittadini si era per nascita. Tra i cittadini esistevano profonde differenze sociali: tra i pochi ricchi aristocratici e i molti contadini. Accanto ai cittadini e agli schiavi, incontriamo un altro gruppo sociale importante: i meteci. Si tratta degli immigrati che possono vivere e lavorare nella città , ma non essendo cittadini, non esercitavano i diritti politici.
La religione ufficiale era quella olimpica, il culto olimpica, il culto delle divinità che abitavano la vetta del monte sacro, l’Olimpo. Signoreggiati da Zeus, dio del cielo e dei fenomeni atmosferici, gli dei olimpici presiedevano e proteggevano diversi settori della vita umana. L’antropomorfismo caratterizzava la religione greca: agli dei erano attribuiti sentimenti, comportamenti e abitudini umane. La religione costituiva un importante fattore di coesione.
La famiglia era la struttura potente della società greca. Nella famiglia contadina tutti lavoravano; nelle famiglie nobili o benestanti, in cui maschi si dedicavano alla vita politica, erano le donne e gli schiavi a svolgere le attività domestiche. La vita della donna si svolgeva completamente all’interno del nucleo famigliare: la donna non usciva quasi mai e abitava le stanze più riparate e protette, nella zona all’interno della casa. Escluse dai diritti politici, esse erano del tutto soggette all’autorità del padre e del marito.
Ad Atene, l’educazione del cittadino prendeva le mosse dai poemi omerici. L’educazione di un ateniese era cosa molto diversa dalla formazione militare di un cittadino spartano.
La storiografia è una disciplina scientifica che studia la storia dell’uomo. Sono state elaborate forme culturali adatte a rispondere a domande fondamentali, come: “Da dove veniamo? Qual è il nostro pianeta?”. La storiografia si pone un problema che per il mito non esisteva: quello del metodo dell’indagine. Come si può essere certi della verità di ciò che si racconta?
Al centro della cucina greca vi erano i prodotti tipici di quella che i gastronomi del XX secolo hanno chiamato dieta mediterranea: olio d’oliva, cereali, frutta e i loro derivati. Erano molto apprezzate le verdure, come cipolla, aglio, crescione, rapa, porro, in genere consumate in forma di minestre. La frutta aveva un posto di non minor rilievo: fichi, uva, pere, mele, nespole, mandorle e meloni erano presenti frequentemente sulle tavole dei greci. Ma frutta e cereali costituivano pure la materia prima delle bevande alcoliche, tra le quali la più importante era ovviamente il vino, prodotto in molte varietà . Per i greci i banchetti costituivano il momento centrale di alcuni importanti riti sociali: dai riti religiosi a quelli legati a circostanze politiche. Ma il banchetto svolgeva un ruolo centrale anche nella vita di tutti i giorni: non era pensabile che un uomo degno di questo nome mangiasse da solo.

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