Il crollo della Germania e del Giappone

Nella conferenza di Teheran svoltasi alla fine del novembre 1943 parteciparono Roosevelt, Churchill e Stalin e si discusse riguardo all’apertura di un nuovo fronte che fu deciso in Normandia nonostante Churchill pensasse che fosse più opportuno aprirlo nei Balcani.
Il fronte italiano venne declassato, probabilmente dipese anche da questo gli anni impiegati per la liberazione italiana.
Si discusse pure del futuro assetto dell’Europa: i Paesi vincitori avrebbero diviso la Germania in Stati; la Russia teneva i territori occupati con il patto Ribbentrop-Molotov e la Polonia avrebbe integrato parte del territorio tedesco.
Con gli accordi monetari firmati a Bretton Woods nel luglio 1944 fu definito un sistema di cambi fisso che aveva come suo punto di riferimento non più solo l’oro ma anche il dollaro che diventava in questo modo il fondamentale mezzo di scambio dell’economia capitalista occidentale.
Mentre i Russi nella prima metà del 1944 riconquistavano le città occupate dai tedeschi, gli alleati comandati da Eisenhower, il 6 giugno sbarcavano in Normandia. L’operazione vide impegnati più di mezzo milione di soldati approdati utilizzando una poderosa flotta. Il 15 agosto si aprì un’ulteriore fronte, questa volta nel sud della Francia “operazione Avil” al quale aderirono pure le forze della “Francia liberata” comandate dal generale De Gaulle. Il 24 agosto 1944 dopo più di due anni di occupazione tedesca, Parigi veniva liberata.
Hitler decise di resistere ad oltranza sperando nelle armi di nuova concezione (missili V1 e V2) capaci di colpire direttamente il suolo Inglese. La guerra però era perduta. Si pensò di eliminare Hitler e il 20 luglio si ci era quasi riusciti. L’attentato però fallì e moltissime furono le fucilazioni e gli arresti ordinati da Hitler sempre più desideroso di continuare nel conflitto.
Adesso gli americani erano indecisi su da farsi: da una parte si voleva liberare prima il Belgio e l’Olanda per poi passare all’occupazione della Germania; l’altra parte preferiva occupare subito Berlino per poi eliminare i rimasugli di resistenza nazista.
Non appariva chiaro il comportamento tenuto dai Russi davanti a Varsavia che sapendo del loro arrivo era insorta sotto la guida della resistenza non comunista rimasta in contatto con il governo in esilio a Londra. Le truppe russe restarono ad attendere, nei sobborghi di Varsavia, consentendo ai nazisti la repressione dell’insurrezione. Rimase così il dubbio se ciò fosse accaduto per difficoltà militari o per annientare le forze del movimento antinazista i ispirazione non comunista.
I governi filotedeschi di Romania, Bulgaria e Ungheria, conclusero armistizi con gli alleati. Churchill e Stalin nell’incontro di Mosca dell’ottobre 1944 definirono le sfere di influenza: Romania e Bulgaria sotto influenza russa; la Grecia sotto controllo Inglese; Ungheria e Jugoslavia divise in ugual modo tra Inghilterra e Russia.
A Yalta nel febbraio 1945 si discusse della Polonia; l’accordo raggiunto fu però assai vago e prevedeva la formazione di un governo costituito da antinazisti e successivamente gli elettori polacchi avrebbero dovuto decidere da soli il loro governo. In realtà accordi segreti lasciavano il via libera all’avanzata russa.
Si parlò anche della Germania e della divisione in zone d’occupazione a cui doveva seguire una completa smilitarizzazione. Si stabilì che a governarla dovesse esserci un Consiglio di Sicurezza composta da 16 membri + 5 appartenenti a Usa, Urss, Cina, Francia ed Inghilterra e le decisioni dovevano essere prese con il consenso unanime delle grandi potenze mondiali.
Mentre gli angloamericani fronteggiavano l’ultima disperata controffensiva tedesca nelle Ardenne, l’esercito russo avanzava da est. Le città tedesche furono bombardate per mesi e mentre gli angloamericani si erano stanziati come d’accordo nella linea del fine d’Elba, i russi entravano nell’ormai distrutta Berlino dove Hitler insieme ad altri gerarchi nazisti si era dato la morte all’interno del bunker della cancelleria.
In Italia veniva varcata la linea Gotica e le varie città, sotto l’appello del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia si liberarono; prima Bologna, poi Milano, Genova e Torino. Il CLNAI assunse i poteri civili e militari delle città liberate.
Mussolini in fuga verso la Svizzera venne arrestato dai partigiani e fucilato.
L’8 maggio 1945 la Germania con Donitz firmava la resa incondizionata che poneva fine alla guerra in Europa.
Sul fronte orientale, per evitare la lunga durata e le inevitabili perdite umane, Henry Truman, successo a Roosevelt, si prese la responsabilità ed utilizzò le terribili bombe atomiche facendole sganciare su Hiroshima e Nagasaki intorno il 10 agosto 45. Il 2 settembre il Giappone firmava la resa incondizionata mentre si dava inizio all’era atomica!.

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