La decolonizzazione in Africa, Asia, Centro America e Oceania

Dopo la seconda guerra mondiale Francia e Gran Bretagna non erano più in grado di mantenere il controllo dei loro imperi coloniali, già in decadenza dopo il 1918. Contemporaneamente nelle colonie si diffondevano dottrine politiche che giustificavano la lotta dei popoli sfruttati contro le potenze coloniali.
Le nuove compagini statali che sorgono generalmente entro i confini delle vecchie colonie e su inadatti modelli istituzionali europei, mostrano sin dall’inizio la loro fragilità , in particolare a causa dei complicati problemi di convivenza fra le diverse etnie presenti all’interno di uno stesso territorio statale. In qualche gruppo di intellettuali e di politici si manifesta l’aspirazione all’unità africana, o almeno a organizzazioni e federazioni regionali, ma rivalità tribali e personali, spesso alimentate dai cospicui gruppi di coloni bianchi che non intendono rinunciare alle posizioni acquisite, impediscono ogni reale progresso su questa strada.
Le premesse di questo processo sono da ricercare, innanzitutto, nel secondo conflitto mondiale: nel corso dell’occupazione giapponese prende a formarsi una classe dirigente indigena intenzionata a non accettare il ritorno dei dominatori europei; e quando i nipponici, nell’estate del 1945, proclamano l’indipendenza di tutte le colonie occupate nel corso del conflitto, essa costituisce il nucleo dirigente di quegli agguerriti movimenti nazionalisti che le potenze occidentali devono fronteggiare sin dall’immediato dopoguerra.
E’ il caso, ad esempio, della Birmania, dove gli inglesi indicono nel 1947 elezioni per un’assemblea costituente, la quale rifiuta l’integrazione del paese nel Commonwealth; e, ancora, dell’Indonesia, dove gli olandesi in un primo momento riconoscono la Repubblica Indonesiana proclamata da Ahmed Sukarno, e poi danno il via a una vasta azione repressiva che incontra la dura resistenza della popolazione civile solidale con le forze di Sukarno, sino al riconoscimento dell’indipendenza nel 1949. Anche l’India ottiene l’indipendenza in questa fase (1947), ma vi giunge in modo affatto diverso. Il suo abbandono da parte inglese, infatti, non è una conseguenza della guerra, quanto piuttosto della grande azione svolta, sin dai primi anni ’20, dalla grande figura di Ghandi e dal suo discepolo politico Pandit Nehru. L’India, inoltre, costa ormai alle casse di Londra ben più di quanto la declinante potenza inglese possa permettersi e di quanto non le renda: già nel 1939 gli investimenti di capitali britannici in questo Paese si erano molto ridotti e solo un terzo del commercio estero inglese si svolgeva con esso. Vengono creati due stati separati: Unione Indiana e Pakistan. Il Kashmir, abitato in prelevanza da musulmani, entra a far parte dell’Unione Indiana. Inizia la guerra tra India e Pakistan per il suo possesso.
La proclamazione dell’indipendenza dell’India portò nel 1951 alla cessione di Chandernagor da parte dell’India francese. Nel 1954 gli altri territori furono trasferiti all’Unione Indiana de facto.
L’India Portoghèse, ex provincia d’oltremare del Portogallo è occupata dall’Unione Indiana nel 1961.
Il Vietnam ha ottenuto l’indipendenza solo dopo una lunga guerra (1945-1954). Dopo la guerra il Vietnam è stato diviso in due Stati indipendenti (1954): una repubblica comunista nel nord; e una repubblica alleata dell’Occidente.
1822: La società americana di colonizzazione, fondata nel 1816 in Liberia, comincia a insediarsi nell’area schiavi neri liberati.
1847: Viene fondata la repubblica di Liberia
1914: Marshall è sotto mandato giapponese.
1919: Il territorio del Camerun è diviso in due zone che la Società delle Nazioni affida come mandati alla Francia e alla Gran Bretagna. Palau passa al Giappone.
1923: Il Belgio riceve un mandato sulla Nigeria e viene proclamata unita al Congo belga
1945: Indonesia, Laos, Mongolia e Vietnam diventano indipendenti. La Mauritania e le Comore diventano territorio d’oltremare francese. Palau è sotto tutela dell’ONU con amministrazione degli USA.
1946: Dahomey, Congo, Costa d’Avorio e Madagascar diventano territori d’oltremare francese.
1947: Marshall è affidata dall’ONU alla tutela americana. Indipendenza della Trasgirdania.
1948: L’ex Africa del sud-ovest tedesca viene occupato dal Sudafrica. Fondazione della Corea del nord e del sud. La Birmania proclamano l’indipendenza.
1949: Indipendenza del Bhutan. La Costa d’Avorio è autonoma.
1950: Il Ciad diventa autonomo. La Somalia viene amministrata dalla Gran Bretagna.
1951: Il Mozambico diventa provincia d’oltremare portoghese. Le Samoa orientali sono aministrate dagli Stati Uniti.
1952: La Nuova Zelanda diventa uno stato indipendente
1953: Il Laos è indipendente
1954: Il Capo Verde è provincia metropolitana portoghese.
1955: L’Angola diventa provincia portoghese
1956: Gabon, Madagascar, Niger e Togo sono autonomi dalla Francia. In Marocco viene proclamata l’indipendenza.
1958: Madagascar, Mali e Niger assumono lo status di repubblica autonoma, nell’ambito della Comunità francese. La Mauritania e la Guinea sono indipendenti.
1959: La Somalia è sotto tutela italiana. Singapore è indipendente.
1960: Cipro, Mauritania, Nigeria, Somalia, Angola, Burkina Faso, l’ ex Camerun francese, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Madagascar, Kuwait diventano indipendenti.
1961: Il Camerun inglese viene suddiviso tra l’ex Camerun francese (sud) e la Nigeria (nord). Sierra Leone, Tanganika e Zanzibar e Kuwait diventano indipendenti.
1962: Il Nyssaland abbandona la federazione, costituita dalla Gran Bretagna. La Giamaica, Barbados, Trinidad e Tobago e le Samoa occidentali diventono indipendenti.
1963: L’Angola e Kenya sono indipendenti
1964: Il Nyassaland diventa indipendente con il nome di Malawi. La Rhodesia del Nnord ottiene l’indipendena con il nome di Zambia.
1965: Le Maldive sono indipendenti. Indipendenza dello Zambia, dello Zimbabwe e della Gambia. Giamaica proclama la propria indipendenza.
1966: L’attuale Gibuti, ha assunto il nome di Territorie Francais de Afars et des Issas con lo status di territorio d’oltremare francese. Barbados, la Guynea britannica sono indipendenti.
1968: Maurizio, Tanganika, Micronesia e Nauru sono indipendenti
1969: La Nuova Guinea olandese viene unita all’Indonesia
1970. Qatar, Figi e Tonga sono indipendenti. Viene occupato il Sahara spagnolo dal Marocco.
1971: Il Bhutan, il Qatar, Baherin e gli Emirati Arabi Uniti diventano indipendenti
1973. La Guinea Bissau è indipendente. Le Bahamas, colonia inglese, diventa indipendente.
1975: L’Angola, il Capo Verde, il Mozambico, la Guinea Bissau, Sao Tome e Principe, il Suriname, la parte orientale della Guynea è indipendente. Timor orientale si proclama indipendente, però è annessa all’Indonesia.
1976: Il Gibuti e le Seicelle sono indipendenti. Si forma nell’ex Sahara spagnolo un movimento nazionalista che proclama la repubblica araba democratica sahariana.
1977: Gibuti è indipendente
1978: Antiche colonie inglesi, Salomone e Tuvalu sono indipendenti
1979: Ex- colonie britanniche Saint Lucia, Saint Vicent e Granadine e Kiribati sono indipendenti
1980: Vanuatu ottiene l’indipendenza.
1981: Antigua e Barbadua diventano indipendenti
1983: Ex- colonia britannica, Saint Kits e Nevis è indipendente
1990: La Namibia è indipendente
1994: Palau è indipendente
1997: La Gran Bretagna restituisce Hong Kong alla Cina
1999: Gli Stati Uniti restituiscono il canale di Panamà a Panamà . Il Portogallo restituisce Macao alla Cina. Altre date relativi all’argomento vengono raccontati in modo più specifico in altri capitoli.

CD, ACTA- Mille anni di storia (Novecento n.3)

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