La nascita della Repubblica Italiana

Capo dello Stato provvisorio fu nominato E. De Nicola e nel luglio 1946 De Gaspari formò un governo sostenuto da Dc, Psiup, Pci, Pri.
Nel frattempo questo governo di coalizione affrontò le questioni relative alla conclusione del trattato di pace. La conclusione della guerra, con la cobelligeranza e la guerra partigiana, consentirono all’Italia di avere un trattato meno pesante rispetto a quello tedesco.
Inoltre l’Italia sarebbe stata supportata dagli anglo – americani, vista la tendenza a favorire le democrazie occidentali.
Dopo piccole rettifiche a favore della Francia, l’Italia perse i propri possedimenti coloniali: l’Etiopia era già indipendente dal 1941, Rodi e il Dodecanneso furono cedute alla Grecia; mentre per quanto riguarda la Libia, la Somalia e l’Eritrea sarebbero diventate indipendenti più tardi grazie all’intervento delle Nazioni Unite.
Il problema più importante durante i trattati di pace riguardò la Jugoslavia uscita “vittoriosa” del conflitto. Le truppe partigiane di Tito avevano occupato Trieste ma dopo l’arrivo degli anglo-americani avevano lasciato la città. Solo dopo lunghe ore di trattative, alla Jugoslavia furono cedute Zara, Fiume e l’Istria mentre Trieste fu divisa in due zone: la zona A d’influenza anglo-americana, la zona B sotto influenza Jugoslava.
Il trattato fu firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. Nel frattempo in Italia dal Psiup si allontanavano due grandi leader: Saragat e Matteo Matteotti, i quali non tolleravano un legame così stretto con il Pci. Essi formarono successivamente con la “scissione di palazzo Barberini” il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI) divenuto poi Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) offrendo così alla Dc la possibilità di nuove alleanze politiche.
Con il 1947, durante il periodo della “dottrina Truman” vennero allontanati dal governo francese e da quello italiano tutti i partiti comunisti.
Il 22 dicembre 1947 l’Assemblea Costituente approvò la nuova costituzione, entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Il Parlamento è organizzato in Camera e Senato (perla della Costituzione italiana).
All’interno della Costituzione formata da 139 articoli, uno dei più importanti è quello che riguarda i patti Lateranensi a proposito di questo vi furono delle contestazioni perché secondo alcuni, questo articolo privava la libera scelta della fede.
Con le elezioni del 1948, la Dc ottenne la maggioranza assoluta dei voti, e le elezioni per il primo parlamento della Repubblica si svolsero in un clima rigido dovuto alla guerra fredda.
PCI e PSI decisero di unirsi nel Fronte Democratico Popolare per la Libertà.
La Dc venne approvata dal Papa Pio XII e dall’azione cattolica e ottenne il 48.5% dei voti, mentre il Fronte circa il 31%. Ebbe successo anche il partito di Saragat, infatti ottenne il 7.1% dei voti.
In queste elezioni si elesse pure il primo Presidente della Repubblica: Luigi Einaudi.
Subito dopo De Gaspari formò un nuovo governo basato sull’alleanza quadripartita: Dc, Psdi, Pri, Pli. De Gaspari aveva infatti deciso di non rinchiudersi nella propria maggioranza assoluta, e di aprirsi anche alle cosiddette “forze laiche” minori . Nel frattempo nel luglio 1948 falliva l’attentato organizzato da un giovane di destra, di Palmiro Togliatti, leader del Pci. L’attentato fu il pretesto per provocare una serie di scioperi dovute in verità alla scarsa sicurezza e stabilità economica.

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