La Riforma Protestante

La rivolta del frate agostino Martin Lutero costituisce il nucleo originario del protestantesimo, che andò svillupandosi in modo sempre più complesso e ramificato. Di origine contadina, Martin Lutero era nato a Eisleben, in Sassonia, nel 1483 e aveva studiato presso i Fratelli della vita comune a Magdeburgo e a Eisenach; frequentò poi l’università di Erfut dove nel 1505, a 22 anni, conseguì il titolo accademico di magister artium, dedicandosi poi allo studio di diritto. Quello stesso anno interruppe però gli studi umanistici per entrare nel convento agostiniano di Erfut a farsi monaco. Nel 1507 fu consacrato sacerdote.
Giudicato idoneo a proseguire gli studi teologici, nel 1512 divenne dottore in teologia e poco dopo fu chiamato a succedere Johann von Stauptiz nella cattedrale di teologia biblica all’università di Wittenberg. Nel frattempo aveva compiuto un viaggio a Roma, ritornandone scandalizzato dagli esempi di cinismo che aveva avuto modo di osservare tra il clero italiano Il fasto della corte pontificia. I suoi studi universitari, unitamente a una profonda crisi spirituale, lo portarono ad allontanarsi dall’ortodossia dottrinaria e a fare di Wittenberg un centro di rinnovamento degli studi teologici e a elaborare le sue 96 Tesi pubblicate nel 1517. Alla base della Riforma vi era la crisi della chiesa medievale: il distacco tra la “testa” della cristianità (il papa e la corte pontificia) e il corpo dei fedeli si era approfondito nel corso del XV secolo. Il tema centrale della Tesi era lo scandaloso commercio delle indulgenze, divenuto una delle più grosse operazioni finanziarie e lo strumento attraverso il quale i principi e la curia romana riuscivano a raccogliere ingenti somme di denaro. Ma Lutero non si fermò qui: il monaco agostiniano elaborò una vera e propria dottrina alternativa a quella cattolica. La svalutazione delle opere condusse Lutero a ridurre drasticamente l’importanza e il ruolo della chiesa e dei suoi ministri, i sacerdoti: se l’uomo trova la salvezza nell’interiorità della sua anima, non vi è bisogno di sacerdoti che facciano da intermediari fra l’animo e il divino. I sacerdoti, per Lutero, non sono dunque figure speciali, caratterizzate da una particolare investitura divina, ma individui ai quali la comunità dei fedeli ha delegato particolari compiti: guidare alla lettura della parola divina e organizzare la vita religiosa. Essi devono lavorare, sposarsi, avere dei figli, assolvere come ogni altro uomo ai propri doveri. Anche i sacramenti, che nella vita cattolica rappresentano un anello di congiunzione tra il divino e l’umano, sono da Lutero ridotti di importanza e di numero: solo il battesimo e l’eucaristia sono ammessi, in quanto simboli spirituali della grazia.Il 5 giugno 1520, fu messa la bolla pontificia Exsure Domine con la quale Leone X condannava le Tesi e scomunicava Lutero. Egli era però, protetto dal potente principe di Sassonia Federico III e potè sfuggire alla persecuzione dell’imperatore Carlo V che nel 1521 lo dichiarò fuori legge. Nei 25 anni successivi Lutero partecipò, ora come animatore, ora come testimone, alla rivoluzione politico-religiosa da lui suscita in Germabia e morì a Eisleben nel 1546. La nuova religione era andata consolidandosi. Anche all’interno del protestantesimo si erano andate frattanto manifestando differenziazioni e operando fatture, che avevano portato alla costituzione di varie Chiese. Erasmo da Rotterdam pensava che una nuova religiosità , basata sulla fede e sulla carità , dovesse nascere da una lettura diretta delle Scritture, che ogni fedele doveva essere messo in condizione di compiere: tra il 1466 e il 1478 uscirono infatti le prime edizioni in tedesco, olandese, francese e italiano della Bibbia. Mentre il luteranesimo lottava per affermarsi nella Germania settentrionale, Danimarca, Svezia e Norvegia, grande diffusione ebbe il calvinismo, la confessione protestante fondata in Svizzera da Giovanni Calvino (1509-1564). Calvin era nato a Noyon, in Piccardia, nl 1509. Venne indirizzato dal padre verso la carriera ecclestiatica, ottenendo benefici che gli consentirono di studiare all’università di Parigi e in altri grandi centri. Nel 1533, a Bruges iniziò una serie di peregrinazioni he lo portarono a Strasburgo, Basilea, Ferara, Ginevra. Qui, nel 1541, egli potè intraprendere la sua opera riformatrice. L’opposizione fu ridotta al silenzio. Calvino, stabilì una assoluta coicidenza tra la comunità religiosa e lo Stato. Caratteristica fondamentale del calvinismo è l’accentuazione del rigore morale e dell’impegno civile e professionale.
Enrico VIII, invece, credeva che fosse possibile attuare il distacco da Roma senza apportare alcuna modifica innovativa nella dottrina e negli ordinamenti della Chiesa inglese. Appoggiandosi al parlamento, Enrico VIII Tudor (1491-1547) con il pretesto del rifiuto del papa ad annulare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona, il re rafforzò la propria autorità di capo suprema della Chiesa anglicana, che rimaneva cattolica nel dogma, ma scismaticamente divisa da Roma come comunità di fedeli.
Sorse dunque un movimento, favorevole all’attuazionwe di una riforma cattolica. Furono questi in sostanza, i risultati del concilio di Trento, che si tenne, con varie interruzioni, tra il 1545 e il 1546. il concilio respinse le affermazioni luterane; riaffermò il valore della tradizione. Nello stesso tempo, fissò importanti principi di moralizzazione della vita del clero (divieto di cumulare le cariche, miglioramento dell’istruzione dei sacerdoti. Se da un lato la chiesa uscì dal concilio di Trento come un organismo saldo e compatto, dall’altro sviluppò un irrigidimento dogmatico. Istituzioni come il Santo Uffizio dell’Inquisizione generale romana (1542), un organismo che accentrava a Roma l’opreraione di controllo e di repressione delle eresie.

Libro, European book Milano-AtlanticaJunior n.8 / Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell’uomo

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