La rivoluzione americana

Durante la guerra di Successione spagnola i tentativi di invasione guidati da Walker per mare e da Nicholson per terra si risolsero in un fallimento (1711) e soltanto l’Acadia, dopo essere stata perduta e riconquistata più volte, cadde definitivamente nelle mani degli Inglesi nel 1710 e fu loro ceduta dalla pace di Utrecht (1713). La Nuova Francia, che dopo le esplorazioni compiute fra il 1731 e il 1749 da La Vèrendrye si era estesa fino alle Montagne Rocciose, non disponeva della manodopera necessaria per sfruttare questo immenso territorio, essendosi l’immigrazione arrestata nel periodo delle guerre che impegnarono Luigi XIV in Europa. Nel sessantennio 1680-1740 non giunsero nella colonia più di 5.000 immigrati. Di fronte all’esigua consistenza numerica dei coloni della Nuova Francia le colonie britanniche della Nuova Inghilterra, forti, alla metà del secolo, di 1.500.000 abitanti, rappresentavano una minaccia, tanto più che la frontiera canadese sbarrava loro la strada verso l’interno; così, scoppiata la guerra dei Sette anni, l’Inghilterra decise la conquista del Canada. Per qualche tempo il generale Montcalm potè arrestare gli attacchi inglesi, riuscendo a più riprese vittorioso (presa del forte di Oswego, 1756; battaglia di Fort Carillon, 1758), ma fu sconfitto alle pianure d’Abraham (1759) dall’esercito britannico guidato dal generale Wolfe. Nel 1763 la pace di Parigi la cedeva definitivamente all’Inghilterra.
Nel 1774 la prima legge (statuto) costituzionale (Atto di Quebec) introdusse nel campo penale il diritto inglese, ritenuto più equo, sancendo al tempo stesso la validità delle leggi francesi nel campo civile. Fu proclamata la libertà dei cattolici di professare la loro religione e la Chiesa cattolica mantenne i suoi antichi privilegi. Poco più di due secoli fa, il continente americano era un’enorme territorio poco popolato, che le grandi nazioni europee si erano divise e colonizzato solo in parte. L’intenzione dell’Inghilterra era quella di ricavare ricchezza per la madrepatria: molti cittadini britannici furono allora spinti a trasferivisi e a sviluppare col loro lavoro l’economia di quei territori, dove si sviluppò una fiorente vita economica e civile. Chi erano i coloni che si stabilivano in America? Erano rappresentati da dissidenti religiosi, come puritani, perseguitati politici, contadini rimasti senza lavoro, piccoli mercanti e artigiani, giovani esponenti della nobiltà minore; erano per lo più inglesi, ma anche francesi, scozzesi, irlandesi, tedeschi, olandesi, svedesi. Inoltre erano persone in genere emarginate in patria, spesso animate da forti ideali politico-religioso e dal desiderio di farsi una nuova vita. Da questo polo vario nacque una società più mobile e fluida di quella europea dell’Antico Regime. Di terra, in America, ce n’era in abbondanza e diveniva proprietà di chi riusciva a coltivarla, spesso cacciandone, con spietata durezza, le popolazioni indigene.
Dal punto di vista economica e sociale queste colonie avevano una caratteristica in parte diversa. Le colonie del Sud, la Virgigna, il Maryland, la Carolina del Nord, la Carolina del Sud e la Georgia erano caratterizzate da un’economia agricola. La mano d’opera ultilizzata era formata quasi tutti da schiavi provenienti dall’Africa. Le quattro colonie del Centro (New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware) erano abitate in prevalenza da inglesi con forti minoranze di olandesi, tedeschi, irlandesi e scozzesi. Anche se proviste di una buona agricoltura, tali colonie traevano i loro guadagni soprattutto dal commercio. Trattava anche schiavi, ma normalmente non li impegavano e preferivano rivenderli al Sud. Infine, le quattro colonie del Nord (Massachusetts, Connecticut, New Hampshire e Rhode Island) costituivano la regione chiama New England. Anche queste colonie possedevano una ricca agricoltura.
In ogni colonia risiedeva un governatore nominato dal re d’Inghilterra. Le colonie dovevano acquistare solo merci inglesi e i loro trasporti dovevano essere realizzati su navi inglesi.
La tensione con Londra andò crescendo, sino a sfociare in ribellione quando il governo inglese, con la legge del bollo, cercò di imporre agli americani il pagamento di una tassa su giornali, tti legali, documenti commerciali. Gli americani opposero un netto rifiuto in base al principio, già sostenuto dai rivoluzionari inglesi nel Seicento, che non può essere tassato chi non gode di rappresentanza politica e le colonie non avevano rappresentanza eletti al parlamento inglese. Nel 1774 il parlamento inglese impose alle colonie di acquistare solo il tè importato dalla compagnia inglese delle Indie Occidentali. Come tutta risposta , i coloni organizzarono il boicottaggio delle merci e delle navi inglesi. Nel 1774 si riunì a Filadelfia il primo congresso dei rappresentanti delle colonie, che stabilì la fondazione di un esercito unitario, e ne affidò il commando a Gorge Washisgton, in previsione dello scontro imminente. Di fronte alla disobbedienza dei coloni, il governo inglese fece intervenire l’esercito. Si arrivò così a un primo scontro armato: a Lexigton la milizia del Massachusetts combattè contro i soldati inglesi (1775). Il Congresso approvò il 4 luglio 1776 una Dichiarazione di indipendenza. L’esercito inglse, era superiore e assai meglio armato. Ma i coloni tuttavia potevano contare su un grande entusiasmo popolare e sul fatto che gli inglesi non conoscevano i territori nei quali si combatteva. Nel 1778 la Francia entrò in guerra, a fianco degli Stati Uniti d’America. L’intervento francese si rivelò determinante.
Con il trattato di Versailles, firmato nel 1783 l’Inghilterra riconobbe l’indipendenza degli Stati Uniti e cedette alla Francia alcune isole delle Antille e la colonia africana nel Senegal.
Dopo la firma del trattato di Versailles (1783), con cui veniva riconosciuta l’indipendenza degli Stati Uniti, numerosissimi lealisti, cioè coloni della Nuova Inghilterra rimasti fedeli alla bandiera inglese, emigrarono nel Canada. L’immigrazione dei lealisti avendo quindi considerevolmente alterato il rapporto numerico tra Francesi e Inglesi nel Canada, il governo britannico ritenne ormai superato il tipo di amministrazione, in gran parte di impronta francese, che era stato varato con l’Atto di Quebec. Un nuovo atto costituzionale (Canada Act), approvato dal parlamento britannico nel 1791, divise il territorio del San Lorenzo in due province, separate tra loro dal fiume Ottawa, ciascuna con un proprio governo: la provincia del Basso Canada (Quebec), prevalentemente francese, in cui la vecchia legislazione francese contenuta nell’Atto di Quebec restava ancora in vigore, e quella inglese dell’Alto Canada (Ontario), in cui tutte le leggi rispecchiavano il modello inglese.

CD, Rizzoli Larousse 2001- Enciclopedia multimediale / Libro, La monnier-Storia progetto modulare2 / Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell’uomo 2

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