La rivoluzione francese e la presa della Bastiglia

INDICE GENERALE (Dai primi moti al Consolato)
Dal 1770 al 1788 – Notizie e dati orientativi
Anno 1789
Anno 1790
Anno 1791
Anno 1792
Anno 1793
Anno 1794
Anno 1795
Anno 1796
Anno 1797
Anno 1798
Anno 1799

E’ stato scelto, per motivi di praticità, di non riportare riferimenti bibliografici sulla storia della Rivoluzione francese: la bibliografia è enorme e volumi su questo soggetto sono disponibili presso qualsiasi biblioteca. Comunque, per il lettore che volesse conoscere più a fondo l’argomento citiamo, senza voler far torto a nessuno, una sola opera, completa ed esaustiva: ADOLPH THIERS – Storia della Rivoluzione francese – 10 Volumi della quale esistono diverse edizioni in lingua italiana.

3 Gennaio 1789

MULHOUSE:

Gli abitanti votano a favore di una riunificazione alla Francia.



5 Gennaio 1789

I CONSIGLI:

Legge che prevede un prestito di 80 milioni di franchi per la preparazione di uno sbarco in Inghilterra.



11 Gennaio 1789

IL DIRETTORIO:

In seguito all’assassinio del Generale Duphot, viene ordinato al Generale Berthier, comandante dell’armata d’Italia, di impadronirsi di Roma.



Rivoluzione francese:12 Gennaio 1789

IL DIRETTORIO:

Bonaparte espone un piano per invadere l’Inghilterra.



15 Gennaio 1789

VAUD:

Insurrezione degli abitanti del paese, favorevoli alla Rivoluzione, contro il governo di Berna.



18 Gennaio 1789

I CONSIGLI:

Emanata una legge che autorizza la cattura di tutte le navi, anche di paesi neutrali, che trasportino prodotti inglesi.

LA GUERRA:

Gli austriaci occupano Venezia, secondo quanto previsto dal Trattato di Campoformio.



24 Gennaio 1789

Lettera del re che convoca le parti per le elezioni degli Stati Generali, dettando alcune regole fondamentali:
– modalità per l’elezione dei deputati, tornate elettorali, ballottaggi, ecc.
– preparazione dei “Cahiers de Doléances” a cura dei vari comitati elettorali. Si tratta di documenti che riportano le manchevolezze delle gestioni locali e propongono i relativi rimedi nonchè le riforme sociali e politiche, ritenute improrogabili, da attuarsi a breve. Ne verranno redatti oltre 50.000!
– raddoppio del numero dei deputati da eleggere nell’ambito del Terzo Stato
– completamento delle votazioni tra Marzo ed Aprile 1789.
Non c’era nulla nelle regole elettorali che impedisse formalmente alle donne di esprimere il loro voto. Tali regole furono però applicate in modo talmente restrittivo da impedire di fatto la loro partecipazione.



27 Gennaio 1789

RENNES:

Scontri tra nobili e studenti che reclamano una pronta attuazione delle riforme sociali, economiche e politiche.



Febbraio 1789

LA CARESTIA:

In diverse città si registrano sommosse nelle quali il popolo chiede aumenti salariali e misure per combattere la carestia.



Marzo 1789

REIMS:

Una folla di diseredati saccheggia i granai ecclesiastici, le panetterie ed alcuni convogli che trasportano grano.



Aprile 1789

LA CARESTIA:

Continuano le sommosse, a causa della carestia, in quasi tutti i centri urbani ed in particolare a Marsiglia e ad Aix.



27 Aprile 1789

Incendio degli stabilimenti REVEILLON ed HENRIOT al faubourg Saint-Antoine.
Da qualche giorno correva voce che i titolari di questi stabilimenti (produzione di carte da parati) avessero intenzione di ridurre i salari dei loro operai da 20 soldi al giorno a 15. Si dice che la notizia, risultata poi falsa, fosse stata diffusa da agitatori al soldo di politicanti mai individuati, ma in realtà la sommossa fu una manifestazione di protesta (una delle tante) nata spontaneamente e dovuta alla fame, alla carestia ed alla disoccupazione operaia particolarmente sentita nei popolari quartieri Saint-Antoine e Saint-Marcel.

Le truppe inviate a sedare il tumulto spararono, senza esitazione, sulla folla provocando 25 morti e 22 feriti, mentre altre 46 persone furono arrestate.

Ristabilita provvisoriamente la calma fu possibile constatare che nessuno degli operai dei due stabilimenti devastati aveva partecipato alla rivolta. La folla degli insorti comprendeva invece operai dell’artigianato in crisi (mobilieri), muratori, lavoratori del porto di Parigi, nonchè numerosi giovani affluiti dalla provincia alla disperata ricerca di un lavoro, dopo la disastrosa crisi agricola dell’estate 1788.

Alcuni di essi, introdottisi nelle cantine dello stabilimento Reveillon, hanno scambiato per vino alcune bottiglie di acido e ne hanno bevuto il contenuto, morendo tra atroci tormenti.

All’inizio dell’agitazione una folla di circa 3000 dimostranti si era radunata sullo spiazzo antistante l’ingresso della Bastiglia ed impediva il transito delle carrozze di alcuni nobili, ma quando apparve la carrozza con le insegne del Duca d’Orléans, sulla quale viaggiava la moglie del duca stesso, la folla proruppe in acclamazioni e quando le milizie che presidiavano il faubourg si fecero da parte per lasciar passare il veicolo, una folla di dimostranti si accodò alla carrozza e riuscì a violare il blocco delle milizie dilagando nel faubourg Saint-Antoine. Da questo episodio nacque il sospetto che la responsabilità della sommossa fosse da attribuirsi al Duca d’Orléans, notoriamente in forte contrasto con la Corte.

LOUIS PHILIPPE DUC D’ORLEANS (detto anche PHILIPPE EGALITE).

Nato a Saint-Cloud il 13/4/1747 e ghigliottinato a Parigi il 6/11/1793. Discendente in linea diretta dal fratello del Re Sole, era uno degli uomini più ricchi e più ambiziosi di Francia.

Pur avendo votato per la morte del cugino Luigi XVI, facendo di necessità virtù, la sua recondita e segreta speranza era quella di poter cingere, un giorno, la corona, lasciando alla Rivoluzione il compito di eliminare quelli che lo precedevano, con diritto prioritario di successione al trono. Le sue speranze non erano campate per aria; nella sua veste di Gran Maestro della Massoneria e capo indiscusso del partito orleanista, poteva contare sull’appoggio incondizionato della nobiltà e della grande borghesia.

Come individuo era una summa di vizi: giocatore d’azzardo, amante delle corse di cavalli, cacciatore di donne dell’alta società ma anche incallito frequentatore delle prostitute dei bassifondi; spendeva molto di più di quanto poteva (e poteva molto) trovandosi, a volte, coperto di debiti, malgrado la sua ricchezza.

La sua politica è sempre stata molto ambigua; pur essendo sostenitore della Rivoluzione e delle sue idee più estreme, questo non gli aveva impedito di farsi eleggere agli Stati Generali come rappresentante della Nobiltà. Nel Settembre del 1792 chiede alla Comune di Parigi di rinunciare al suo nome in cambio di un nome più rivoluzionario: PHILIPPE EGALITE.

Viene arrestato durante il Terrore come sospetto in quanto il figlio, complice di Dumouriez, era passato agli Austriaci. Pur essendo membro del Club dei Giacobini, non era mai riuscito a convincere della sua buona fede i capi rivoluzionari; il Tribunale Rivoluzionario (e Robespierre) lo consegnano senza esitazione alla ghigliottina.
La Massoneria contava allora in Francia circa 100 logge facenti capo a due obbedienze: La Grande Loggia ed Il Grande Oriente. Nel 1799 queste due obbedienze si unificheranno.



28 Aprile 1789

Continua la rivolta al faubourg Saint-Antoine; si stima, ma non è certo, che l’agitazione abbia provocato la morte ed il ferimento di almeno 300 persone, prese a fucilate dalle guardie.



29 Aprile 1789

Due manifestanti, arrestati il 27/4/1789, durante le manifestazioni al faubourg Saint-Antoine, vengono impiccati sulla Place de Grève.

PLACE DE GRÈVE all’epoca era un ampio spiazzo, di fronte all’Hôtel de Ville (Municipio), digradante verso la Senna, come una spiaggia. Dal 1310 era il luogo abituale per l’esecuzione delle sentenze capitali. Negli anni della Rivoluzione venne istallata la ghigliottina per l’esecuzione dei criminali comuni ed in seguito anche per i politici.

Oggi: Place de l’Hôtel de Ville.

L’attuale Hôtel de Ville è stato ricostruito dopo l’incendio del 1871.



30 Aprile 1789

MARSIGLIA:

All’epoca quarta città della Francia, con circa 100.000 abitanti, è in piena rivolta. La folla dei rivoltosi si impadronisce di tre fortezze dell’esercito ed ammazza il comandante di una di esse, il cavaliere De Beausset.

VERSAILLES:

In attesa della inaugurazione degli Stati Generali, alcuni deputati del Terzo Stato eletti in Bretagna, fondano, al Caffè Amaury, il Club Breton, primo nucleo di quello che diverrà il Club dei Giacobini.



2 Maggio 1789

Presentazione al re dei deputati agli Stati Generali.

In totale si tratta di 1154 deputati così suddivisi:

– 285 per la Nobiltà

– 291 per il Clero

– 578 per il Terzo Stato (tutti esponenti della borghesia; nessun operaio o contadino)

Queste cifre sono comprensive anche dei deputati del Dipartimento di Parigi che si uniranno agli Stati Generali solo in un secondo tempo (23 Maggio), per particolari problemi elettorali.
La sproporzione è evidente: ci sono 576 deputati per rappresentare il 2% della popolazione (nobiltà e clero), mentre il rimanente 98% della popolazione (Terzo Stato) è rappresentato da 578 deputati.



4 Maggio 1789

VERSAILLES:

Il re ed i deputati neo eletti sfilano per le strade della città e si recano in processione alla cattedrale per una solenne cerimonia.



5 Maggio 1789

VERSAILLES:

Seduta inaugurale degli Stati Generali in un padiglione provvisorio costruito nel cortile dell’Hôtel Menus-Plaisirs.

Il re tiene il discorso di apertura focalizzando la sua attenzione sulle difficoltà finanziarie dello Stato, trascurando invece le riforme politiche e sociali auspicate dal popolo.



6 Maggio 1789

Nasce il primo conflitto, in seno ai tre ordini, su di un banale problema procedurale: la verifica e la certificazione dei mandati dei singoli deputati.

Il Terzo Stato propone che la detta verifica avvenga in comune con gli ordini riuniti insieme nella sala dell’Hôtel Menus-Plaisirs. I due ordini della Nobiltà e del Clero rifiutano la proposta; il Terzo Stato occupa la sala, in attesa che gli altri ordini cambino idea e sia possibile iniziare la verifica dei mandati elettorali.



11 Maggio 1789

Altro grosso problema è quello di stabilire le modalità di votazione dei futuri provvedimenti che gli Stati Generali dovranno deliberare. Si tratta di decidere tra:

– votare per Ordine: in questo caso il Terzo Stato diventerebbe impotente di fronte alla naturale e scontata alleanza tra Nobiltà e Clero; si voterebbe sempre a 2 contro 1.

– votare pro-capite con i tre ordini riuniti: in questo caso il Terzo Stato (578 voti) sarebbe in equilibrio di forze contro Nobiltà e Clero (576 voti).

La Nobiltà rifiuta nettamente la seconda soluzione e si costituisce in Camera Separata.

Il Clero è esitante e decide di sospendere provvisoriamente la verifica dei mandati dei propri deputati.



20 Maggio 1789

Con moto proprio il Clero rinuncia ai suoi privilegi fiscali ed accetta il principio di uguaglianza di tutti di fronte alle imposte.



22 Maggio 1789

Seguendo l’esempio della decisione presa dal Clero anche la Nobiltà rinuncia ai suoi privilegi fiscali ed accetta il principio di uguaglianza di tutti davanti alle imposte.



23 Maggio 1789

Per sbloccare la situazione creatasi l’11 Maggio i tre ordini nominano dei commissari incaricati di dirimere la vertenza.

La prima riunione dei commissari fallisce ed ognuno resta fermo sulle sue posizioni.



24 Maggio 1789

Fallimento della seconda riunione di conciliazione dei commissari dei tre ordini.

Intanto agli Stati Generali si congiungono i deputati dei tre ordini eletti nel Dipartimento di Parigi.



30 Maggio 1789

Fallimento della terza riunione di conciliazione, tenuta in presenza di altri commissari, non deputati e nominati dal re, per cercare di uscire dalla situazione di stallo.
E’ passato quasi un mese dall’insediamento degli Stati Generali ed i tre ordini continuano a cavillare su problemi procedurali che il popolo non capisce perchè assillato dai problemi congiunturali di sempre: carestia, disoccupazione e miseria.

L’eco dei tumulti che scoppiano in tutto il paese (oltre 400) pare non giunga nelle dorate sale di Versailles.



1 Giugno 1789

L’anziano deputato D’Ailly viene eletto Decano del Terzo Stato.


Rivoluzione francese:3 Giugno 1789

Il deputato D’Ailly rinuncia alla sua carica di Decano del Terzo Stato e viene sostituito dal deputato Bailly.

JEAN SYLVAIN BAILLY nato a Parigi il 15/9/1736 e ghigliottinato il 12/11/1793.

Figura di spicco della Rivoluzione quanto sfortunato. Bailly era un eminente astronomo, membro dell’Accademia delle Scienze, onorato dalla monarchia che non esitava a chiedere i suoi consigli; contribuì con Luigi XVI a stabilire regole e modalità per garantire una elezione democratica dei deputati degli Stati Generali.

Eletto deputato per il Terzo Stato, diviene decano dell’Ordine, presidente dell’Assemblea Costituente e poi sindaco di Parigi. Di idee moderate, fu sconvolto dalle molteplici atrocità insite nella Rivoluzione e dal massacro del genero Bertier. Detestato dai monarchici per la sua adesione al Terzo Stato, le sue idee moderate gli procurarono la diffidenza ed il sospetto da parte di capi estremisti quali Marat e Desmoulins. Lasciata la carica di sindaco di Parigi, si rifiuta di espatriare (come gli era stato consigliato) e si rifugia prima a Nantes e poi a Melun presso l’amico Laplace.

Arrestato e processato, viene condannato a morte come uno dei capri espiatori del massacro del Campo di Marte del 17/7/1791 nel quale non c’entrava per nulla. Prima di essere decapitato al Campo di Marte, viene abbandonato alle sevizie di una folla inferocita, per oltre due ore.



4 Giugno 1789

Necker, neutrale nella sua veste di Ministro delle Finanze, presenta un progetto di accordo tra i tre ordini che il Clero accetta subito.

Muore a Meudon il delfino Louis Joseph François Xavier, Conte di Viennois, all’età di anni 7. Suo fratello cadetto Louis Charles, Conte di Normandie, di 4 anni, diventa il nuovo delfino.

Il re si ritira a Marly per un breve periodo di lutto.



6 Giugno 1789

La Nobiltà, dopo avere esaminato e vagliato il progetto di Necker, lo rifiuta.



10 Giugno 1789

Su proposta di Sieyès, il Terzo Stato decide di cominciare da solo la verifica dei mandati dei deputati di tutti gli ordini.

EMMANUEL JOSEPH SIEYES, nato a Fréjus il 3/5/1748 e morto a Parigi il 20/6/1836.

Avrebbe voluto dedicarsi alla carriera delle armi ma i parenti si imposero perchè diventasse prete. Cacciato una prima volta da un seminario, per mancanza di vocazione, riuscì, alla fine, a ricevere gli ordini. Se anche mancava di vocazione, in seminario aveva ben appreso il comportamento enigmatico, elusivo e sfuggente tipico dei preti, sempre pronto a lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Venne chiamato la “talpa della rivoluzione”.

Malgrado appartenesse al clero, riuscì a farsi eleggere deputato per il Terzo Stato, dopo aver pubblicato un saggio intitolato “Cosa è il Terzo Stato”, che fece molta impressione. Rieletto in seguito alla Convenzione, vota per la morte di Luigi XVI; questo gli frutterà l’esilio, come “regicida”, nel 1815, nonostante avesse collaborato alla presa del potere da parte di Napoleone.

Arrivista per costituzione, i suoi traffici sotterranei furono innumerevoli e se la cavò sempre per il rotto della cuffia, malgrado Robespierre lo tenesse d’occhio. Quando qualcuno gli chiedeva cosa avesse fatto durante il Terrore, rispondeva candidamente “sono sopravissuto”. Finirà i suoi giorni molto ricco ed affetto da demenza senile.



12 Giugno 1789

Inizia la verifica dei mandati dei deputati da parte del Terzo Stato.



13 Giugno 1789

La compagine dell’Ordine del Clero comincia a cedere. Tre deputati di questo Ordine si uniscono a quelli del Terzo Stato.

La cosa è abbastanza naturale. L’Ordine del Clero contava 291 deputati; di questi circa 50 erano alti prelati, vescovi e cardinali che costituivano lo zoccolo duro dell’Ordine. Gli altri erano preti comuni e parroci, che avevano un contatto più stretto con la gente e quindi erano più sensibili agli umori del popolo. I membri più modesti dell’Ordine avevano fiutato da tempo quale era il possibile carro del vincitore e perciò facevano di necessità virtù.



14 Giugno 1789

Sei altri deputati del clero, tra i quali l’abate Henry Grégoire, si uniscono al Terzo Stato.

HENRY BAPTISTE GREGOIRE, nato a Veho il 4/12/1750 e morto a Parigi il 28/5/1831.

Gesuita, pur essendo refrattario alle idee filosofiche dei suoi tempi, nondimeno mostrerà, in svariate occasioni, un grande spirito di tolleranza. Scrittore, studioso dei problemi sociali, sarà un sostenitore dei diritti delle minoranze nere ed ebraiche e della libertà di culto. Durante gli Stati Generali i suoi interventi favoriranno l’unione dell’Ordine del Clero con quello del Terzo Stato; pur essendo contrario alla “Costituzione Civile del Clero”, sarà il primo a prestare giuramento alla Costituzione stessa e diventerà Vescovo Costituzionale.

Partecipa alle riunioni del Club dei Giacobini ma rifiuterà sempre di rinunciare all’abito talare. Grande promotore di interventi per l’istruzione pubblica e per la conservazione del patrimonio artistico nazionale, in grave pericolo per gli atti vandalici della Rivoluzione.

Ostile al potere di Napoleone (che lo nominerà conte) si batterà accanitamente contro la firma del Concordato con il Vaticano e contro qualsiasi apertura verso la Santa Sede.



17 Giugno 1789

Su proposta di Sieyès, i deputati del Terzo Stato, considerato che rappresentano il 96-98% del paese, si autoproclamano Assemblea Nazionale, e cominciano a legiferare in materia fiscale. Una vera e propria prova di forza.



19 Giugno 1789

Stupito ed imbarazzato dalla prova di forza del 17 Giugno, l’Ordine del Clero mette ai voti la proposta di riunione all’Assemblea Nazionale. La proposta viene approvata con 149 voti a favore e 137 contrari.

20 Giugno 1789

Il re sente il suo potere minacciato dalle decisioni dei giorni precedenti. Con una scusa banale ordina la chiusura della sala dell’Hôtel Menus-Plaisirs, per prendere tempo e per studiare una propria linea di condotta, unitamente all’Ordine della Nobiltà.

Decisione quanto mai improvvida!

I deputati dell’Assemblea Nazionale non si perdono d’animo ed occupano una sala vicina: quella del Jeu de Paume (Pallacorda) e, seduta stante, il deputato Target redige una formula di giuramento che Bailly legge e tutti i presenti (meno uno) giurano e sottoscrivono. Il giuramento vincola i deputati “a non separarsi mai ed a riunirsi, in qualsiasi luogo imposto dalle circostanze, finchè il regno non abbia una costituzione basata su solide fondamenta.”


21 Giugno 1789

Riunione del Consiglio di Stato del Re (Consiglio della corona) per studiare i provvedimenti da adottare contro l’Assemblea Nazionale.

Un piano di riappacificazione proposto da Necker viene rifiutato; si opta per una linea dura.

Il “Consiglio di Stato del Re” comprendeva, oltre al sovrano e la regina, il “Consiglio dei Ministri” composto dai seguenti dicasteri:

– Interni

– Affari Esterni

– Giustizia (Guarda Sigilli)

– Finanze

– Guerra

– Marina


22 Giugno 1789

Riunione dell’Assemblea Nazionale nella chiesa di S. Luigi a Versailles. Partecipano anche 150 deputati del clero e 2 della nobiltà.

E’ una riunione interlocutoria e di attesa delle decisioni del re, previste per la Seduta Reale del 23 Giugno.


23 Giugno 1789

Seduta Reale. Il re tiene un atteggiamento duro, sprezzante e minaccioso. In buona sostanza pretende:

– l’annullamento delle decisioni prese, negli ultimi giorni, dalla neo Assemblea Nazionale;

– la riunione dei tre Ordini in sale separate come avvenuto all’apertura degli Stati Generali;

– il voto per Ordine e non pro-capite.

In caso di inadempimento gli Stati Generali verrebbero sciolti.

Alla fine della seduta il deputato Mirabeau replica: “noi siamo qui per la volontà del popolo e usciremo di qui solo sotto la costrizione delle baionette”.

Luigi XVI ha perso così i suoi poteri di monarca assoluto; di fatto i deputati del Terzo Stato si rifiutano di abbandonare la sala e proclamano l’inviolabilità dei membri dell’Assemblea Nazionale.

HONORE GABRIEL RIQUETTI Conte di MIRABEAU, nato a Bignon il 9/3/1749 e morto a Parigi il 2/4/1791.

Approda alla politica all’età di 40 anni dopo una vita di scandali e di dissolutezze che lo conducono più volte in prigione. La famiglia lo rinnega e lo disconosce per certi suoi vizi ritenuti innominabili, presi, probabilmente, a prestito dal contemporaneo Marchese di Sade.

Alcuni biografi sostengono sia stato sposato, dal 1772 al 1774, con la marchesa Marie de Marignan.

La vita dissoluta lo lascia a corto di denaro e trova una soluzione ai suoi problemi nel farsi eleggere deputato del Terzo Stato, cosa che gli consentirà di tenere un atteggiamento alquanto ambiguo e racimolare quattrini da più parti.

Di figura imponente, molto brutto e con una voce stentorea, tuona sovente, in seno all’Assemblea Nazionale Costituente, esigendo quelle riforme che il popolo da tempo si attende. Questo gli assicura il consenso popolare, come si potrà constatare dopo la sua morte, ma dà anche slancio a certi suoi disegni ambigui che cerca di attuare mediante segreti contatti con la Corte; deputato populista quindi ma allo stesso tempo consigliere segreto di Luigi XVI, che lo remunera sotto banco, pur non tenendo in gran conto i suoi consigli.

Un’ascesa politica folgorante, dalle prigioni agli onori del Pantheon, dopo la sua morte prematura, avvenuta nel 91. Si suppone sia stato avvelenato su mandato della Corte.

In Assemblea, sui banchi opposti della nobiltà, sedeva anche il fratello ANDRE BONIFACE LOUIS RIQUETTI visconte di MIRABEAU-TONNEAU.


25 Giugno 1789

Alla Assemblea Nazionale si uniscono 47 deputati della nobiltà, tra i quali Philippe duca d’Orléans.

In questa data nasce praticamente la Comune di Parigi.

All’inizio erano riunioni spontanee di cittadini, in una locanda di Rue Dauphine, in seguito trasferite all’Hôtel de Ville, nella sala Saint-Jean. Un gruppo di rappresentanti della cittadinanza delibera che il re deve:

– allontanare le truppe reali e straniere che minacciano l’Assemblea Nazionale a Versailles e la città di Parigi; si tratta di reggimenti che il re ha fatto affluire alla spicciolata per fronteggiare possibili moti eversivi;

– accordare piena libertà di azione agli Stati Generali;

– permettere la formazione di una “guardia borghese” (poi guardia nazionale) di matrice popolare.

A questo punto la rivoluzione si sdoppia in due movimenti ben distinti che percorrono cammini paralleli, ma non sempre, l’uno procedendo nell’ordine, secondo il ritmo della legislatura, l’altro nel disordine al ritmo dei movimenti di strada. Questo ultimo avrà il sopravvento sulla lentezza delle istituzioni.

Il popolo di Parigi che entra nella storia e che la fa, è ancora strettamente circoscritto nei limiti di una città medioevale. Il suo stile di vita ne è profondamente segnato.

Assenza di comfort, supremazia della chiesa quale miscela di crapuleria e di superstizioni; la vita quotidiana è totalmente integrata ad una tradizione alla quale sfugge solamente la classe intelletuale. Quest’ultima farà una rivoluzione con un ritmo tranquillo che corrisponde a quello dei fatti e della logica che lo spingono, mentre la rivoluzione del popolo si farà con colpi selvaggi, in maniera brusca e molta indisciplina come sono i fatti di strada. Il popolo fa la rivoluzione scegliendo la strada per teatro delle sue manifestazioni e dei suoi atti sanguinari e affermandosi nei luoghi che sono quelli di credenze beffarde, di un culto screditato, d’una morale superata e di una forza scossa: quella della chiesa.


27 Giugno 1789

Dopo l’atteggiamento minaccioso, tenuto in occasione della Seduta Reale del 23 Giugno, il re ci ripensa, fa marcia indietro e chiede agli Ordini del Clero e della Nobiltà di fondersi con quello del Terzo Stato.

Gli Stati Generali, nella loro totalità, diventano quindi Assemblea Nazionale.


30 Giugno 1789

La prigione de l’Abbaye di Parigi viene invasa dalla folla che libera alcune guardie, incarcerate per aver assistito a riunioni di natura politica presso alcuni “clubs” cittadini.

I clubs, nel periodo precedente e durante la Rivoluzione, erano delle associazioni di cittadini che si riunivano per discutere di problemi politici. Si entrava a far parte di un club mediante presentazione di altri appartenenti e pagando un modesto contributo annuale per coprire le spese. è comunque improprio ritenerli dei “partiti” nel senso moderno del termine.

I clubs, propriamente detti rivoluzionari, erano invece nati per iniziativa di deputati degli Stati Generali, di uguale tendenza politica, per discutere, extra Assemblea, su provvedimenti, decreti e leggi da proporre al vaglio ed alla approvazione dell’Assemblea vera e propria; potevano partecipare a queste riunioni anche comuni cittadini.

Tra i clubs più importanti, in grado di imporre, a volte, ampie svolte al corso della politica generale, si ricordano:

– il club dei Giacobini

– il club dei Cordelieri

– il club dei Foglianti

– ecc.

Si è discusso molto sul se e sul quanto abbia influito la Massoneria nel creare il clima rivoluzionario. Quale è stata l’influenza delle Logge massoniche sui clubs? Quanti politici aderenti ai clubs erano massoni?

A queste domande non è mai stata data una precisa risposta. Resta il fatto che la Massoneria rappresenta un potere e, come tutti i poteri, è molto attenta ai momenti di crisi politica che possono offrire opportunità di occupare nuovi spazi.

Per alcuni autori è innegabile la rinascita della Massoneria, tra le classi borghesi, dopo il 1795, e la sua influenza sul Direttorio.


2 Luglio 1789

Manifestazione a Palais Royal contro la concentrazione di truppe intorno a Parigi. Malgrado le sollecitazioni ricevute, il re continua ad ammassare truppe intorno alla città; si tratta di 30.000 soldati, agli ordini del maresciallo De Broglie.

In realtà il re non avrebbe probabilmente richiamato truppe intorno a Parigi se non fosse stato forzato a farlo dalla presa di posizione della regina, dei fratelli e di molti cortigiani, dopo la misera figura del 27 Giugno.

La concentrazione delle truppe intorno a Parigi è stata comunque recepita come un complotto aristocratico e della Corte per annullare l’autorità ed i poteri dell’Assemblea.

PALAIS ROYAL, costruito nel 1639 per conto del cardinale Richelieu (Palais Cardinal) e poi, dopo la sua morte, passato alla Corona ed infine al Duca d’Orléans, che ne traeva una cospicua rendita.

Nel 1781 vennero aggiunte le tre ali porticate che circondano il giardino. Le gallerie (portici) ospitavano numerosi caffè, sale da gioco, bazar, ristoranti e botteghe di vario genere.

Il peristilio Nord e quello Sud erano il ritrovo di un grande numero di prostitute comprendenti donne a partire dai 14 anni sino all’età del disarmo.

Le tariffe variavano grandemente, da 3 soldi a 3 lire, secondo lo charme e l’età delle professioniste. Alcune “specialiste”, in grado di soddisfare contemporaneamente le esigenze di due clienti chiedevano 25 soldi. Comunque, a scanso di disdicevoli discussioni, a partire dal 1790, un giornale dedicava parte del suo spazio alla pubblicazione della Tarif des filles du Palais-Royal. Pare che la sifilide fosse più comune del raffreddore.

Era divenuto famoso un locale dotato di una orchestra formata esclusivamente di soli ciechi in modo che non potessero distrarsi alla vista delle esibizioni orgiastiche a cui gli avventori si abbandonavano. Napoleone, non ancora generale, nei suoi soggiorni parigini, non disdegnava mescolarsi alla folla eterogenea, elegante e perversa, miserabile, furba ed intrigante che affollava il luogo in qualsiasi ora del giorno e della notte. Oggi è una oasi di tranquillità nel convulso traffico cittadino.

Per speciale concessione ottenuta dal Duca di Orléans, la polizia non poteva entrare nel sito e quindi tutto poteva accadere; durante la Rivoluzione, giardino e gallerie divennero sede di focolai rivoluzionari e luoghi abituali di scontri politici, anche violenti.

Dopo l’arresto e la condanna di Luigi XVI verrà, per qualche tempo, chiamato Palais-Egalitè.


3 Luglio 1789

ASSEMBLEA NAZIONALE: Elezione del Duca di Orléans come presidente dell’Assemblea.

Il duca rifiuta e viene rimpiazzato con l’arcivescovo di Vienne Lefranc De Pompignan.

Il re informa, con lettera, l’Assemblea sulle misure prese per garantire l’ordine a Parigi, minimizzando sul numero e sulla natura delle truppe.


5 Luglio 1789

Intanto la carestia continua. Il malumore popolare cresce anche per il fatto che la qualità del pane è, negli ultimi tempi, assai peggiorata.

Lo Hôtel des Invalides, che comprende anche un deposito di armi, viene messo in stato di allerta.

HÔTEL DES INVALIDES. Grande complesso di edifici, costruito nel 1670, da Luigi XIV, per ospitare anziani soldati ed invalidi di guerra, privi di assistenza e di sostentamento.

All’epoca della Rivoluzione ospitava 4-5000 assistiti, una parte dei quali ancora in grado di prestare sevizio di guardia e di presidio; alcune squadre di veterani presidiavano l’Hôtel de Ville, l’Arsenale, la Bastiglia, ecc. Per questo motivo l’Hôtel des Invalides disponeva di una propria armeria.

Altri invalidi non ospiti, circa 15.000, ricevevano una pensione di tre soldi al giorno.


6 Luglio 1789

ASSEMBLEA NAZIONALE:

Creazione in seno all’Assemblea di un Comitato per la definizione dei principi fondamentali della nuova Costituzione.


7 Luglio 1789

ASSEMBLEA NAZIONALE:

Elezione dei 30 membri che dovranno fare parte del comitato della nuova Costituzione.


8 Luglio 1789

ASSEMBLEA NAZIONALE:

Il deputato Mirabeau si fa portavoce della mozione popolare del 27 Giugno e chiede l’allontanamento delle truppe concentrate intorno a Parigi e la creazione di una “Guardia Borghese”, svincolata dai precedenti poteri e destinata a mantenere l’ordine nella capitale.


9 Luglio 1789

ASSEMBLEA NAZIONALE:

L’Assemblea si proclama ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE. (A.N.C.)

Proclamandosi “Costituente” l’Assemblea mette in discussione il concetto di “Monarchia Assoluta” in nome di una nuova Legittimità Nazionale”, compiendo così il primo atto propriamente rivoluzionario.


11 Luglio 1789

Necker non ha mai goduto delle simpatie della regina e dei fratelli del re. Indotto da questi, Luigi XVI lo licenzia e lo sostituisce alla Direzione delle Finanze con Breteuil.

LUOIS AUGUSTE LE TONNELIER barone di BRETEUIL. Nato ad Azay-le-Feron il 7/3/1730 e morto a Parigi il 2/11/1807.

Dopo un periodo dedicato alla carriera diplomatica, ottiene un incarico a corte nel 1783. Viene incaricato, nel 1785, dell’arresto del cardinale di Rohan implicato nell’affare del collier.

Consigliere del re, ha sempre optato per una linea di repressione dura ed energica contro i tumulti, che il sovrano non avrà mai il coraggio di adottare. Dopo la presa della Bastiglia, varca i confini, con presunti e non ben precisati incarichi, da parte di Luigi XVI, presso le corti d’Europa. Rientra in Francia solo nel 1802.


12 Luglio 1789

I parigini non hanno gradito la notizia del licenziamento di Necker e tanto meno il nome di Breteuil che dovrebbe sostituirlo. è la scintilla che fa esplodere i disordini.

Gli insorti incendiano le barriere del dazio che con le loro gabelle contribuiscono al rincaro del pane. Anche il Convento dei Lazaristes viene messo a fuoco, sospettato di nascondere ingenti quantità di grano.

L’esercito carica la folla davanti al palazzo delle Tuileries, ma gli insorti trovano un aiuto inaspettato da parte delle Guardie Francesi che abbracciano la causa del popolo e respingono gli attacchi del reggimento Royal-Allemand.

Il re, allarmato da questi eventi, si rivolge stupito ad un nobile, La Rochefoucauld-Liancourt:

Ma è dunque una rivolta?

No sire. è una rivoluzione.

Le Gardes-Française erano un corpo speciale di 3600 uomini, creato nel 1563, quale guardia del corpo di Carlo IX.

Questo reggimento, in seguito, si fonderà ed entrerà a far parte della Guardia Nazionale Parigina.


13 Luglio 1789

Giornata densa di eventi.

All’Hôtel de Ville, un gruppo di cittadini elettori, stanchi delle incertezze e dei tentennamenti dell’Assemblea Nazionale Costituente e delle stesse autorità municipali, si costituisce in COMITATO PERMANENTE e decide la costituzione di una Milizia Borghese; presidente del Comitato Permanente viene eletto Flesselles, sindaco di Parigi.

Intanto cortei di cittadini percorrono la città abbandonandosi a saccheggi ed incendi, con la connivenza delle Guardie Francesi che rifiutano di abbandonare la capitale.

Gruppi di manifestanti assaltano i depositi dell’Hôtel des Invalides e si impadroniscono delle armi che vi sono custodite, circa 3000 fucili ed alcuni cannoni.

Il re, dal canto suo, rinforza le truppe dislocate intorno a Parigi.

A Palais Royal, l’avvocato Camille Desmoulins, in piedi sui tavoli dei caffè, incita la folla a prendere le armi, temendo che il licenziamento del ministro Necker, noto per i suoi interventi moderatori, preluda ad un nuovo massacro di cittadini, come quello dello scorso Aprile. Desmoulins invita tutti i rivoltosi a distinguersi fregiandosi di una foglia d’albero.

Le armi prese all’Hôtel des Invalides ed assegnate alla neo-costituita Milizia Borghese, necessitano di munizioni. Viene chiesto a Flesselles, che è anche prevosto dei mercanti, di far aprire i depositi della polvere da sparo; Flesselles acconsente, solo dopo molte esitazioni, e questo gli sarà fatale.

A.N.C.:

I deputati si dichiarano in seduta permanente ed attribuiscono la responsabilità degli eventi al re ed ai suoi ministri.

CAMILLE DESMOULINS, nato a Guise il 2/8/1760 e ghigliottinato a Parigi il 5/4/1794.

Avvocato, senza clienti e con scarsi mezzi di sostentamento, fino alla Rivoluzione, passa le sue giornate nei caffè di Palais Royal dove dà prova di un eccezionale talento oratorio e letterario che lo condurranno, negli anni seguenti, ad essere uno dei giornalisti più letti del paese.

Entrato in politica, diviene membro del Club dei Cordelieri e, in seguito, Segretario Generale del Ministero di Giustizia e deputato alla Convenzione.

Come politico non ha mai avuto molto successo; viene considerato come un “ragazzo un pò snob”, dotato di troppa fantasia e troppo poco buon senso. Riesce a dare il meglio di sè solo quando scrive.

Le vicende politiche lo portano dai Cordelieri ai Montagnardi, ai Girondini, agli Indulgenti per approdare infine alla ghigliottina, con il beneplacito di Robespierre che, prima, si era ben servito di lui.

Anche la moglie Anne Lucille Laridon-Duplessis, estranea alla politica, finirà sulla ghigliottina per soddisfare, si disse, un cupo desiderio di vendetta di Robespierre.


14 Luglio 1789

La presa della Bastiglia. La fortezza, agli ordini del Governatore Bernard Marchese di Launay, disponeva di un effettivo di 30 guardie svizzere e 80 invalidi di guerra.

Al mattino la folla armata (alla quale si mescolano anche alcuni soldati della guarnigione cittadina) si accalca intorno alle mura e chiede venga abbassato il ponte levatoio e aperto l’ingresso ai cortili interni. Il Governatore Launay cerca di negoziare, fa qualche concessione e permette ai rivoltosi di occupare alcuni cortili, ma non basta. Alcuni colpi di arma da fuoco, partiti dalla folla, danno inizio ad una vera e propria battaglia che durerà quattro ore, provocando almeno un centinaio di morti fra gli insorti.

Alle ore 17, il Governatore, onde evitare ulteriori massacri, ordina il cessate il fuoco e propone la resa purchè sia fatta salva la vita dei suoi uomini e la sua. Accettate le condizioni, i rivoltosi invadono il forte e per prima cosa decapitano il malcapitato Launay ed issano la sua testa su di una picca, come trofeo; si dice che ad ucciderlo sia stato un certo Jourdan detto Mozza-Teste, suo ex attendente. Il marchese di Pellepont, che aveva cercato di intervenire per liberare il Launay, viene ucciso a colpi d’ascia da uno degli insorti.

Strano destino quello di Launay, nato e morto nello stesso posto; infatti era nato il 9/4/1740 all’interno della Bastiglia, essendo allora suo padre il governatore in carica.

Gli insorti provano qualche delusione quando, aperte le segrete, trovano solo 7 prigionieri e cioè:

– 4 falsari (di documenti, non di denaro)

– 1 pazzo (nobile rinchiuso con lettre de cachet sollecitata dai parenti)(White?)

– 1 accusato di incesto (Conte di Solages, rinchiuso con lettre de cachet richiesta dal padre)

– 1 complice del mancato regicida Damien, contro Luigi XV. Probabilmente era Tavernier, rinchiuso da oltre trent’anni.

Portati in trionfo all’Hôtel de Ville, i prigionieri “liberati” verranno interrogati da una commissione che deciderà la loro sorte:

– i 4 falsari ed il complice di Damien ritornano in galera

– il pazzo finisce in manicomio

– il giovane incestuoso torna a casa affidato alla custodia del padre.

Durante le incontrollabili manifestazioni della folla, anche il sindaco Flesselles, che il giorno prima aveva esitato a consegnare la polvere da sparo agli insorti, viene decapitato e la sua testa portata in trionfo sulla punta di un picca.

A questo punto è necessaria una postilla, riportata con riserva e senza garanzia di verità. Non tutti gli storici concordano sul numero dei prigionieri liberati. Alcuni parlano di un ottavo prigioniero: un suddito del Regno di Napoli, coinvolto nell’Affare del Collier, e rinchiuso, per ordine di Luigi XVI, prima del processo.

Confuso, incredulo, frastornato da eventi che non riesce a comprendere, durante il corteo trionfale verso l’Hôtel de Ville, l’infelice partenopeo si infila lestamente in quel dedalo di viuzze che si affacciavano sulla Rue Saint-Antoine e fa perdere per sempre le sue tracce.

LA BASTIGLIA, piccola fortezza dotata di 8 torri, fatta costruire da Carlo V, tra il 1365 ed il 1383. Come mezzo di difesa non era mai servita a niente.

In quattro secoli di vita era stata assediata sette volte, da cittadini rivoltosi, e si era arresa in sei occasioni.

Dismessa come fortezza, ai tempi di Richelieu, venne destinata ad essere una prigione: una prigione un pò speciale. Nella Bastiglia venivano rinchiusi certi personaggi, in base a speciale ordine del re (lettre de cachet), che dovevano essere fatti sparire con “discrezione”, evitando processi pubblici che avrebbero potuto recare disdoro al clero, alla nobiltà ed alla corte stessa.

Per tale motivo simboleggiava l’aspetto più protervo, bieco ed incontrollato dell’assolutismo monarchico. Conquistare la Bastiglia significava, per il popolo, abbattere il simbolo della tirannia e dell’ingiustizia.

15 Luglio 1789

LA CORTE:

Il re fa marcia indietro ed annuncia all’Assemblea Nazionale Costituente il ritiro delle truppe dislocate intorno a Parigi.


LA COMUNE:

Il deputato Jean Sylvain Bailly viene eletto nuovo sindaco di Parigi in sostituzione di Flesselles ucciso il giorno prima. Il Marchese La Fayette viene nominato comandante della Guardia Borghese ora ribattezzata Guardia Nazionale.


DIGIONE:

L’eco degli eventi parigini, giunto a Digione, provoca una sommossa e la decisione della municipalità di costituire una Guardia Borghese.

MARIE JOSEPH PAUL YVES ROCH GILBERT MUTIER marchese di LA FAYETTE. Nato a Chavaniac il 6/9/1757 e morto a Parigi il 20/5/1834.

Il giudizio degli storici su La Fayette è sempre stato diviso tra chi lo ritiene un eroe e chi invece lo considera un millantatore; su una cosa, però, quasi tutti concordano: sulla sua smodata ambizione e sulla sua vanità.

In relazione con Beniamino Franklin, si reca un paio di volte in America per partecipare alla guerra di indipendenza americana e si fa promotore, presso Luigi XVI, per l’invio di un contingente francese a supporto degli indipendentisti d’oltre oceano. Il costo della spedizione è tale (due miliardi di lire) da dare il colpo di grazia alle già traballanti finanze francesi.

Ritornato in Francia nel 1785, desideroso di gloria e di potere, si dedica al culto della propria personalità, spendendo una fortuna per mantenere al suo servizio un cospicuo numero di persone incaricate di “applaudirlo” quando passa per strada ed elogiarlo ad ogni minima occasione (erano chiamati i “mouchards” di La Fayette). Meritata o meno, la sua fama presso il popolino sale alle stelle.

Consigliere del re, elargisce una dovizia di discutibili consigli per salvare la monarchia, tanto da far esclamare a Maria Antonietta: “dobbiamo smetterla di farci salvare da La Fayette altrimenti, dopo, chi ci salverà da lui?”

Tornato a galla, dopo la restaurazione, non avrà migliore fortuna con Napoleone, che lo considerava come uno dei principali responsabili della caduta della monarchia.

E’ sepolto in una modesta tomba nel cimitero di Picpus.


16 Luglio 1789

LA CORTE:

Altra marcia indietro del re che richiama Necker alla Direzione delle Finanze.


LA COMUNE:

L’Assemblea degli Elettori di Parigi decreta la demolizione della Bastiglia e conferisce l’incarico all’impresario edile Palloy, uomo di provata fede rivoluzionaria.


LA PROVINCIA:

– Cresce la turbolenza in molte città della Francia, nelle quali regna ormai uno stato di anarchia. A Lione ed a Rennes vengono costituiti Comitati Municipali Permanenti e creati corpi di Guardie Borghesi.

E’ improprio dire che la Bastiglia è stata distrutta o demolita; la Bastiglia è stata smontata con la stessa cura ed attenzione che un orologiaio dedicherebbe ad un delicato meccanismo.

PIERRE FRANCOISE PALLOY (1755-1835), imprenditore edile, che si vantava di essere uno dei Vincitori della Bastiglia per aver preso parte agli eventi del 14 Luglio.

Ricevuto l’appalto per la demolizione, Palloy si rende subito conto della straordinaria fortuna che gli è capitata e si mette tosto al lavoro, con il metodo e la determinazione di una termite.

Attacca, inizialmente, le opere accessorie e ricupera sistematicamente tutto, sino all’ultimo chiodo; nulla va perso: infissi, serramenti, catene, chiavistelli, piombi, chiavi, serrature, ecc. e poi (quì stà il colpo di genio) invece di vendere il tutto come materiale di ricupero, fraziona il bottino e lo rivende, pezzo a pezzo, come “Souvenir della Rivoluzione” incamerando una straordinaria quantità di denaro.

Successivamente aggredisce le opere murarie e smonta la fortezza, pietra su pietra. La maggior parte delle pietre viene ceduta ad altre imprese come materiale da costruzione e per il completamento del ponte della Concorde; la maggior parte ma non tutte! Qualche centinaio di pietre, che rispettavano determinate proporzioni di altezza, larghezza e lunghezza, vengono messe a parte (altro colpo di genio) e poi affidate a scalpellini che le scolpiscono e ne ricavano tanti modelli in scala della famigerata fortezza.

Il primo modello di Bastiglia Palloy lo manda in dono al re (inedita presa per i fondelli!); molti altri (83) vengono donati alle varie autorità dipartimentali ed ai politici, in quel momento più in auge; infine, quelli che restano vengono ceduti, a prezzo di affezione, a collezionisti ed estimatori di souvenirs rivoluzionari, con profitti che si possono solo immaginare. Un’altra parte delle pietre servirà per la costruzione della sua ricca casa di Sceaux.

Ma gli invidiosi sono sempre in agguato; nel 1794 viene accusato di concussione (o reato simile) ed è costretto a ritirarsi a Sceaux con il suo patrimonio dove, per molti anni, continuerà ad elaborare progetti e scrivere memorie che nessuno prenderà mai in considerazione. L’ultima trovata sarà una specie di “bando” con il quale offre la figlia in sposa a quell’uomo di conclamate (secondo lui) virtù degne della pulzella in questione.

Muore semipazzo nel 1835.

La demolizione della Bastiglia è durata sei mesi. A fine lavoro Palloy consegna alla Municipalità un’area perfettamente spianata che verrà utilizzata per raduni, cerimonie e ricorrenze popolari.


17 Luglio 1789

Luigi XVI accetta, torto collo, il perentorio invito della Municipalità e si reca in visita all’Hôtel de Ville, stupito e timoroso dei 10.000 popolani armati che fanno ala al corteo reale. Sancisce così, con la sua presenza e suo malgrado, l’autorità della Comune.

Entra nel palazzo sotto una volta di spade incrociate, brandite dai popolani, e viene ricevuto dal nuovo sindaco Bailly e da La Fayette, che gli appunta sul cappello una nuova coccarda, di sua invenzione, con i tre colori rosso, bianco e blu.


Molti, intanto, sentono che il terreno comincia a scottare, fanno i bagagli e riparano all’estero. Tra i primi ad emigrare si conta lo stesso fratello del re, il Conte di Artois, seguito dal Duca di Bourbon, dal Duca d’Enghien ed ancora le famiglie dei Breteuil, dei De Broglie, dei Polignac e di tanti altri. Dopo qualche peregrinazione per gli stati europei, molti di loro approderanno a Torino, ospiti di Vittorio Amedeo III, re degli Stati Sardi.

Gli emigrati, che con il loro gesto, si dichiarano apertamente contro la Rivoluzione, metteranno la famiglia reale e tutti i monarchici nella condizione di essere considerati nemici interni.


Camille Desmoulins pubblica La France Libre e da alle stampe il primo numero di Revolutions de Paris.

Il fenomeno dell’emigrazione si è sviluppato per ondate successive: circa il 20% è emigrato prima del 1793; il restante 80% è stato spinto oltre i confini dalla paura del Terrore. Il numero totale degli emigrati, stimato in 145.000 persone, è stato percentualmente ripartito in:

25% = preti

20% = contadini

15% = operai, artigiani, commercianti

17% = borghesi

17% = nobili

6% = ufficiali e militari disertori.



Secondo Daniel Roche gli emigrati, a seguito degli eventi rivoluzionari, sarebbero stati 160.000 così ripartiti:

51% = Terzo Stato

25% = Nobili

17% = Preti

7% = Altri



Gli emigrati che rientravano clandestinamente in patria (per difficoltà economiche o di varia natura), dopo il 20/4/1792, erano sottoposti ad un giudizio estremamente sommario e consegnati al boia.

Dopo il 17/9/1793, i parenti degli emigrati vennero automaticamente iscritti nelle liste dei sospetti.

A Torino e, successivamente, a Coblenza alcuni nobili, di rango superiore, cercarono di dare vita a comitati contro-rivoluzionari, confidando nell’appoggio di un gruppo di armati riuniti nel campo di Jales; altri, invece, costituirono, a loro spese, milizie personali contro-rivoluzionarie, senza però mai raggiungere un significativa forza di pressione esterna. Tra questi il Principe di Condè riuscì ad organizzare 20 reggimenti di 400 reclute l’uno.


20 Luglio 1789

LA GRANDE PAURA:

In quasi tutto il paese scoppia contemporaneamente una violenta rivolta contadina. Gruppi di braccianti disoccupati e di mendicanti, armati alla meglio, battono le campagne distruggendo e saccheggiando i raccolti, uccidendo il bestiame e terrorizzando gli agricoltori.

E’ la Grande Paura che si diffonde rapidamente destabilizzando il già tentennante ordine del mondo contadino, costringendo molti a fuggire, caricando i loro beni su carrette o a dorso di mulo. Nel disordine più assoluto anche il brigantaggio di strada si diffonde aggiungendo paura a disperazione. I briganti più efferati sono i cosidetti chaffeurs, per la loro abitudine di bruciare i piedi alle vittime allo scopo di farsi rivelare gli eventuali nascondigli di denaro o di gioielli.

Dal canto suo l’esercito si rifiuta di intervenire.

La contemporaneità dei moti scoppiati in vari punti del paese, assai lontani tra loro, ha fatto sospettare che esistesse una regia occulta del Duca d’Orléans, operata a mezzo di suoi emissari.

Il bilancio sarà tragico. è stato stimato che almeno 400 persone siano rimaste vittime della sommossa: appesi ai lampioni o uccisi nei loro castelli.

Questa tensione si attenuerà dopo l’abolizione dei diritti feudali, decretata il 4 Agosto seguente.


L’esempio dei primi emigranti è contagioso ed inquietante e spinge molti altri nobili a varcare i confini.


21 Luglio 1789

STRASBURGO:

Le autorità municipali facenti capo al vecchio regime monarchico sono spazzate via e sostituite da una nuova municipalità di estrazione popolare.


22 Luglio 1789

A Parigi, in Place de Gréve, la folla massacra l’intendente della capitale Bertier De Sauvigny e Joseph Foulon accusati di speculazioni sul grano.


Bertier, nemico dichiarato di Necker che lo aveva costretto a dimettersi, era stato arrestato a Compiègne. Viene fatto a pezzi ed i suoi resti sparsi per le vie di Parigi.


Foulon, ex intendente alle finanze e molto introdotto a Corte, è stato arrestato a Viry-Châtillon e condotto a piedi nudi a Parigi. Durante il viaggio lo obbligano a dissetarsi con una mistura di aceto e pepe ed a detergersi il sudore con fasci di ortiche. Impiccato ad un lampione, la corda si spezza ed allora viene decapitato.

Durante i numerosi linciaggi avvenuti nel corso della Rivoluzione, i lampioni erano il mezzo di gran lunga preferito. Si racconta che l’abate Maury abbia salvato la pelle suscitando l’ilarità dei presenti con la seguente battuta: -…e quando mi avrete appeso ci vedrete forse più chiaro?-


23 Luglio 1789

MANS:

Moti ed uccisioni in seno alle lotte per la sostituzione dei vecchi poteri.


24 Luglio 1789

Creazione di una nuova amministrazione municipale a Parigi formata da 120 rappresentanti eletti nei 60 distretti della capitale.


25 Luglio 1789

I deputati del Terzo Stato si recano in corteo all’Hôtel de Ville, per rendere omaggio alla nuova Autorità Municipale, seguiti ed accompagnati da una folla immensa di cittadini. Il Terzo Stato si è ormai reso conto dell’esistenza di due poteri rivoluzionari: l’Assemblea Nazionale e la Comune di Parigi che, non sempre, riusciranno a convivere ed a collaborare per il buon esito della Rivoluzione.


La Grande Paura continua e si segnalano moti a Colmar ed insurrezioni contadine in Alsazia e nello Hainaut.


26 Luglio 1789

Insurrezione contadina nel Mâconnais.


28 Luglio 1789

Uscita del primo numero del Patriote Française, giornale di Brissot.

JACQUES PIERRE BRISSOT (detto anche BRISSOT DE WARVILLE). Nato a Chartres il 15/1/1754 e ghigliottinato a Parigi il 31/10/1793.

La vanità è il mio primo stimolo, il secondo è la ricchezza, così Brissot definiva se stesso.

Prima di dedicarsi alla politica aveva avuto una vita estremamente varia ed avventurosa: da semplice scrivano ad ore ad inviato diplomatico in America. Imprigionato più volte per debiti e rinchiuso, per qualche tempo, nella Bastiglia per un libello contro la regina, publicato a Londra.

Anche la sua vita politica è stata una tumultuosa avventura finita tragicamente; aveva il dono (o il difetto) di schierarsi sempre su posizioni opposte a quelle di chi deteneva il potere. Cacciato dal Club dei Giacobini, Robespierre farà di tutto per mandarlo a morte. Alcuni biografi, d’altro canto, lo hanno esaltato per le sue virtù definendolo uomo probo, onesto e buon cittadino, vittima dell’odio di Robespierre.


29 Luglio 1789

CLUNY:

La Guardia Borghese reprime la rivolta contadina che infuria nei dintorni della città.


2 Agosto 1789

A.N.C.:

– Il deputato Salomon chiede vengano attuate repressioni severe contro i moti contadini.

– Le funzioni dei corpi di polizia ancora esistenti vengono assorbite dalle Municipalità e smistate alle Sezioni periferiche. In provincia vengono affidate ai vari Distretti.


4 Agosto 1789

LA CORTE:

Il re, unitamente a Necker, procede ad un rimpasto ministeriale facendo assegnamento su alcuni amici di La Fayette.

A.N.C.:

Nel corso di una seduta notturna viene decisa l’abolizione della maggior parte dei privilegi feudali esistenti ed il riscatto a pagamento, da parte dello Stato, di alcuni altri antichi diritti.

E’ stata una svolta storica importante, intesa anche a calmare gli animi nelle campagne, dove la rivolta infuria e molti castelli vengono dati alle fiamme; i rivoltosi cominciano anche a saccheggiare ed a bruciare i beni dei contadini piccoli proprietari e dei borghesi.

L’Assemblea, con uno storico colpo di spugna, abolisce assurdi privilegi parassitari che erano andati cumulandosi nei secoli, a favore dei nobili:

– servitù di corvee, manomorta e servitù personali

– diritto di giustizia feudale

– decime dovute ai nobili per i più assurdi motivi

obbligo di imposta alla pari con tutti gli altri proprietari.

In una notte si sono ottenuti quei risultati che Turgot, Calonne ed altri non erano riusciti ad ottenere con anni di inutili interventi.

LA COMUNE:

Dopo la presa della Bastiglia sono stati emessi 863 brevetti di “Vincitore della Bastiglia” come riconoscimento di civismo e di spirito patriottico; documenti destinati ad agevolare la carriera politica e l’accesso a posti di responsabilità.


7 Agosto 1789

A.N.C.:

Necker fa una esposizione allarmante sulla situazione finanziaria dello Stato.

Pubblicazione del “Progetto Svelato per Addormentare il Popolo”, dove Marat stima insufficienti le riforme votate durante la notte del 4 Agosto.

JEAN-PAUL MARAT. Nato a Boudry (Ch) il 24/5/1743 ed assassinato a Parigi il 13/7/1793.

Era di origine sarda, nato in una famiglia emigrata in Svizzera, in cerca di lavoro. Il padre, Mara, era un prete cattolico passato, in un secondo tempo, al calvinismo. Il nome Mara-t è stato inventato dallo stesso Jean-Paul, per darsi una parvenza di origine francese.

Se non fosse stato prematuramente ammazzato da Charlotte Corday, avrebbe conteso a Robespierre il titolo di uomo più terribile della Rivoluzione.

Dopo aver studiato medicina in Olanda, Inghilterra e Scozia, si stabilisce a Parigi e pubblica un libro in cui tratta alcuni Accademici di Francia da ignoranti; il libro non ha nessun successo e viene aspramente criticato da tutte le parti (anche Voltaire lo critica), al punto da rendere l’autore furibondo ed ai limiti della follia.

Con una laurea in medicina acquistata presso una compiacente Università scozzese, Marat campa al soldo del Conte d’Artois, in qualità di medico della guardia del corpo, dedicando tutto il suo tempo libero ad assurdi ed inutili esperimenti scientifici, illudendosi di poter così umiliare gli accademici e gli uomini di scienza che non lo apprezzano.

Entrato in politica pubblicherà, tutto solo, un suo giornale con il quale incita, ad ogni occasione, il popolo al massacro e chiede 500-10.000-100.000 teste per il trionfo della Rivoluzione.

Si rivela, in tal modo, un fanatico sanguinario, sempre trasandato, incredibilmente sporco per essere un medico, spaventosamente brutto e con il corpo coperto di eruzioni dovute ad un diffuso eczema. Questo lo costringerà, negli ultimi mesi di vita, a restare a bagno, per ore, in una tinozza colma di uno strano infuso di erbe medicinali.

Alcuni storici sostengono fosse affetto da lebbra; altri che avesse contratto una infezione durante la sua fuga, attraverso le fogne, il 18/7/1791, dopo la strage del Campo di Marte. Comunque sia, puzzava in modo tale che quando sedeva in Assemblea i vicini di banco cambiavano, con molta discrezione, di posto.

Un piccolo mistero: pare che Marat si sia sposato, il 10/8/1792, con Simonne Évrard ma il certificato di matrimonio che quest’ultima avrebbe presentato in tribunale, per reclamare l’eredità, sarebbe risultato falso.


9 Agosto 1789

A.N.C.:

In risposta alla richiesta di Necker, intesa a far fronte alla crisi finanziaria, viene votata l’emissione di un prestito di trenta milioni di lire.


10 Agosto 1789

A.N.C.:

Viene approvato un decreto che impone ai militari di prestare giuramento di fedeltà alla Nazione, al Re, ed alla Legge.

PARIGI:

Madame De Méricourt ha istigato la folla contro il giornalista monarchico Suleau e lo ha fatto massacrare. Era colpevole di avere pubblicato una satira su di lei sul giornale Les Actes des Apôtres.

ANNE JOSÈPHE TERWAGNE detta THÉROIGNE DE MÉRICOURT (1762-1817).

Di umili origini ma fisicamente ben dotata, in gioventù, ha messo a frutto le sue grazie in prestigiose alcove di mezza Europa, finchè nel Maggio 1789 approda a Parigi, dove si dice abbia avuto un ruolo importante nella presa della Bastiglia e nella marcia su Versailles. Cantante, di tendenze politiche incerte, critica ferocemente in pubblico tutti i più noti personaggi del momento, dai monarchici ai giacobini, Robespierre compreso. Nel 1793 un gruppo di deputati montagnardi, stanchi dei veleni che va spargendo, l’aggrediscono, mentre passeggia da sola, la spogliano nuda in mezzo alla strada e cominciano a sculacciarla tra l’ilarità generale di una numerosa folla subito accorsa a godersi lo spettacolo.

Quella che doveva essere una modesta, piccante punizione si trasforma però in tragedia. La Méricourt impazzisce di colpo, comincia ad urlare come una ossessa e continuerà ad urlare per tutto il resto della sua vita, sino al 1817, rinchiusa in un manicomio.


11 Agosto 1789

A.N.C.:

Un decreto approva definitivamente le decisioni prese durante la notte del 4 Agosto. è un decreto che sancisce l’abolizione del feudalesimo, proclama l’uguaglianza civile e fiscale ed abolisce assurdi e secolari privilegi.

CAEN:

Si registrano moti e sommosse. Uno dei privilegi aboliti, quello del diritto di caccia, darà luogo ad una reazione imprevista. Nei giorni che seguiranno, enormi masse di contadini, spinti dalla fame, batteranno le campagne uccidendo tutto ciò che capita a tiro. Questo porterà al quasi totale annientamento della fauna selvatica del paese.


12 Agosto 1789

A.N.C.:

Creazione di un Comitato Ecclesiastico con lo scopo di definire il nuovo status degli appartenenti alla chiesa.


13 Agosto 1789

Visita dei deputati dell’Assemblea Nazionale Costituente al re, per notificargli il nuovo titolo che gli è stato attribuito di “Restauratore della Libertà Francese”; la visita è seguita dalla celebrazione di un Tedeum nella cattedrale di Versailles.

18 Agosto 1789

Prime conseguenze all’estero degli eventi di Francia: una insurrezione nel Liégeois che caccia il Reggente (principe-vescovo).


20 Agosto 1789

A.N.C.:

– L’Assemblea approva la fondazione della “Società Corrispondente dei Coloni Francesi” per difendere gli interessi dei coloni delle Antille contro alcuni movimenti partigiani che lottano per l’abolizione della schiavitù.


21 Agosto 1789

A.N.C.:

– Inizio della discussione sulla dichiarazione dei diritti dell’uomo redatta dai deputati Mirabeau e Sieyes. Si tratta di un passo necessario e propedeutico alla redazione ed alla approvazione della nuova Costituzione.

Non è una dichiarazione molto incisiva; pur riconoscendo i più elementari e naturali diritti dell’uomo non prende in considerazione il problema della schiavitù. Il fatto può sembrare strano ma occorre rammentare che, con l’aiuto dato agli indipendentisti americani, la Francia aveva, in pratica, conseguito il monopolio del commercio degli schiavi con il Nord America. Questo comportava entrate di tutto rispetto anche per le sofferenti casse dello stato. La tratta degli schiavi verrà abolita da Napoleone nel Marzo del 1815.


23 Agosto 1789

A.N.C.:

Viene proclamata la libertà di opinione religiosa; è un passo per giungere alla separazione tra Stato e chiesa.


24 Agosto 1789

A.N.C.:

Viene proclamata la libertà di stampa ed abolita la censura, sino ad allora, operata dai “Censori Regi”.


Pubblicazione del primo numero del giornale “La Chronique de Paris”.


26 Agosto 1789

A.N.C.:

Viene approvata la stesura definitiva della “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.”
Malgrado tutti i suoi limiti e l’ombra che su di essa proietterà la ghigliottina, questa dichiarazione rappresenta una delle più grandi svolte nella storia dell’umanità.


27 Agosto 1789

A.N.C.:

Necker torna alla carica e richiede l’emissione di un prestito di 80 milioni di lire, essendo fallito quello proposto il 9 Agosto.


28 Agosto 1789

A.N.C.:

Sono trascorsi quasi 5 mesi dall’insediamento degli Stati Generali (divenuti poi Assemblea Nazionale Costituente). Durante questo periodo il re si è avvalso pesantemente del suo diritto di veto per respingere un ingente numero di decreti approvati dall’Assemblea. Tra i decreti più importanti, respinti dal re (regina?) c’è anche quello del 4 Agosto sulla abolizione dei diritti feudali.

Per smuovere questa situazione di stallo l’Assemblea inizia la discussione sulla legittimità del diritto di veto del re.


29 Agosto 1789

A.N.C.:

Emissione di un decreto che ristabilisce la libertà di commercio del grano. Provvedimento infelice che provocherà l’accaparramento e la speculazione su di un bene di prima necessità già scarso.


Appare il primo numero del “Journal des Débats et des Décrets.


30 Agosto 1789

Camille Desmoulins promuove, a Palais Royal, un tentativo di sollevazione popolare inteso ad ottenere:

– la ratifica, da parte del re, dei decreti del 4 Agosto (abolizione dei diritti feudali)

– abolizione del diritto di veto reale

– obbligare la Corte e l’Assemblea a stabilirsi a Parigi.

Il tentativo di Desmoulins registra uno scarso seguito.


31 Agosto 1789

A.N.C.:

Il Comitato Costituzionale, designato il 7 Luglio, propone all’Assemblea alcune idee circa la costituzione di una seconda camera (Camera Alta) e sulla regolamentazione del diritto di veto reale.

La proposta riguardante la Camera Alta viene respinta.


A Palais Royal Desmoulins non demorde e cerca di ottenere il sostegno della Municipalità su quanto richiesto il 30 Agosto ed anche contro le proposte discusse in Assemblea sulla regolamentazione del diritto di veto che, secondo la piazza, dovrebbe essere abolito. Anche questa volta l’iniziativa non raccoglie consensi.


7 Settembre 1789

PARIGI:

Le mogli degli artisti parigini hanno portato, negli uffici dell’Assemblea, una cassetta contenente i loro gioielli. Un gesto spontaneno a favore della Repubblica che verrà ben presto imitato da altri cittadini.


9 Settembre 1789

TROYES:

Durante una manifestazione i dimostranti assassinano il sindaco.


11 Settembre 1789

A.N.C.:

L’Assemblea cerca di aggirare il problema del veto reale votandone la sospensione per due legislature.


12 Settembre 1789

ORLEANS:

Manifestazioni e tumulti.


15 Settembre 1789

Camille Desmoulins pubblica il suo “Discours de la Lanterne aux Parisiens”.


16 Settembre 1789

Pubblicazione de “L’Ami du Peuple” di Marat e del primo numero del “Journal General de la Cour et de la Ville”.


18 Settembre 1789

LA CORTE:

Il re formula osservazioni e pesanti riserve sui decreti del 4 Agosto. Chiede all’Assemblea un riesame dei decreti.


19 Settembre 1789

LA COMUNE:

Elezione di una nuova Assemblea Municipale allargata a 300 rappresentanti dei distretti parigini.


20 Settembre 1789

Robespierre dà alle stampe un suo discorso (non pronunciato) intitolato “Contre le Veto Royal”.

MAXIMILIEN MARIE ISIDORE DE ROBESPIERRE. Nato ad Arras il 6/5/1758 e ghigliottinato a Parigi il 28/7/1794 (10 Termidoro II).

Orfano dei genitori viene allevato da una nonna e da due zie. Studia al Collegio di Arras ed in seguito al Collegio Louis-Le-Grand di Parigi; diventato avvocato, esercita per qualche tempo ad Arras. Fin qui nulla che lasci presagire la figura terribile e misteriosa della Rivoluzione e le sue ambizioni politiche che lo porteranno a sfiorare la dittatura.

Entrato in politica come deputato del Terzo Stato per il Collegio Elettorale di Arras, svolgerà, in seno all’Assemblea ed al Club dei Giacobini, una attività eccezionale, con centinaia di discorsi e di interventi, senza mai perdere l’occasione di mettersi in evidenza; rigorosamente aderente alle idee di Rousseau, che ha studiato a fondo, porterà avanti queste idee sino a predicare ed attuare “un governo fondato sul Terrore e temperato dalla Virtù”.

Il suo capo, cosparso di cipria, sarà odiato e temuto ma, nello stesso tempo, rispettato come quello di un uomo universalmente riconosciuto “virtuoso ed incorruttibile”.

Robespierre sa benissimo che la massa è sempre gregaria ed ha bisogno di un mito, di un punto di riferimento ed avendo ben compreso sino a che punto il popolo ignorante era avvelenato e pregno delle bugie del clero, cerca di neutralizzare tali bugie, con scarso successo, proponendo l’alternativa di un culto riferito all’Essere Supremo ed alla Dea Ragione, che non riuscirà però a definire in maniera convincente; la ghigliottina lo priverà del tempo necessario.


22 Settembre 1789

A.N.C.:

Si vota il primo articolo della Costituzione.


23 Settembre 1789

A.N.C.:

Servono soldi ed il deputato Treilhard riferisce all’Assemblea sullo stato e sulla entità dei beni della chiesa.


29 Settembre 1789

A.N.C.:

Il deputato Thouret relaziona sulla divisione territoriale ed amministrativa del regno in vista di una auspicata riorganizzazione.


30 Settembre 1789

A.N.C.:

Rapporto del deputato Beaumetz sulla necessaria riorganizzazione della legislazione criminale.


1 Ottobre 1789

LA CORTE:

Una provocazione che costerà cara. Durante un banchetto, offerto dagli ufficiali delle Guardie del Corpo a quelli del reggimento delle Fiandre, nuovamente dislocato presso Versailles per ordine del re, la coccarda tricolore viene calpestata e sostituita, in presenza e con il compiacimento della regina, con l’emblema di quest’ultima: la coccarda nera. Viene anche esibita ed esaltata la coccarda bianca, emblema del re.


2 Ottobre 1789

A.N.C.:

Vengono ripresentati al re i decreti del 4 Agosto e la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, per ottenerne la ratifica.


3 Ottobre 1789

Pubblicazione del primo numero degli “Annales Patriotiques”.


4 Ottobre 1789

La notizia del banchetto di Versailles è ormai sulla bocca di tutti ed è fonte di una sorda collera che scatena molte agitazioni a Parigi, nei quartieri popolari ed a Palais Royal.

Tutto questo si aggiunge ad una situazione già molto tesa: code interminabili davanti alle panetterie, il prezzo del pane rincarato, scarsità di rifornimenti, richieste di aumenti salariali, notizie di complotti da parte della nobiltà, saccheggio delle parrocchie di Saint-Nicolas-Des-Champs e di Saint-Jacques-La Boucherie (in quest’ultima il clero esercitava una specie di monopolio sulla macellazione e la vendita delle carni).

5 Ottobre 1789

La marcia su Versailles. Di buon mattino, si forma davanti all’Hôtel de Ville, un assembramento di donne, da qualche giorno intenzionate a recarsi a Versailles, per chiedere pane e migliori condizioni di vita.

La prima iniziativa è dovuta alle Dames de la Halle, una “corporazione” di negozianti e di merciaie che operavano alle halles e sul mercato di place Maubert. Tradizionalmente queste “dame” si recavano ogni anno a fare gli auguri alla Corte e venivano contraccambiate con un banchetto. A queste si aggiungono ben presto numerose popolane esacerbate dalla situazione contingente.

Alcuni agitatori (vincitori della Bastiglia come Maillard ed altri) prendono in mano la situazione e guidano le donne esasperate sulla strada di Versailles, sotto lo sguardo indifferente delle Guardie Francesi e delle Guardie Nazionali, che non intervengono.

La passeggiata non è breve. Attraverso Sèvres, Saint-Cloud e Viroflay il corteo giunge alla reggia verso le 16.30, sotto una pioggia insistente; parte delle donne invadono l’Assemblea chiedendo più pane e meno discorsi inutili, altre vengono ricevute dal re, appena tornato dalla caccia nel bois di Meudon, il quale cerca di cavarsela ordinando di sequestrare e distribuire tutto il pane disponibile in citta’. In realta’ di pane se ne trova assai poco e si cerca di accontentare tutti distribuendo del riso.

Verso le ore 20 Maillard ritorna a Parigi seguito da una buona parte delle donne.

Alle ore 22.00 arriva La Fayette, con un distaccamento della Guardia Nazionale, fischiato ed insultato da più parti. Il distaccamento era seguito, a debita distanza, da un corteo di uomini decisi a prendere parte alla manifestazione. La Fayette riesce comunque a tranquillizzare la Corte e l’Assemblea, assicurando di essere in grado di mantenere l’ordine.

Il resto della notte verra’ trascorso dai manifestanti tra canti, discorsi e grandi speranze.

Marat, dal canto suo, pubblica sullo “Ami du Peuple”, un violento appello alla insurrezione generale.

La leggenda (o la storia?) racconta che in questa occasione la regina, seccatissima per lo schiamazzo delle manifestanti, abbia esclamato: “….e se non hanno pane che mangino delle paste!!”


6 Ottobre 1789

Al mattino, verso le ore 6.00, i manifestanti, la maggioranza dei quali è ormai composta da uomini, che nella notte si sono aggregati, penetrano nel cortile della reggia ed ingaggiano una zuffa con le guardie del corpo; un paio di guardie sono uccise, decapitate e le loro teste issate sulle picche. Segue un tentativo di entrare negli appartamenti della regina.

Un tardivo, blando intervento di La Fayette calma momentaneamente le acque ma la folla continua ad urlare che LE BOULANGER, LA BOULANGERE ET LE PETIT MITRON devono trasferirsi a Parigi. (N.: Il fornaio, la fornaia ed il garzone/delfino).

Verso le ore 13.00 un lungo corteo prende la via per Parigi; nella carrozza reale trovano posto il re, la regina, il Conte di Provenza, Madame Elisabeth, il delfino, la piccola Madame Royale e la governante dei bambini Madame De Tourzel.

Il corteo giunge a Parigi verso le ore 20.00, accolto dal sindaco Bailly e finalmente, verso le ore 22,00, la famiglia reale si installa nel palazzo delle Tuileries, praticamente prigioniera di quel nuovo incontrollato potere nato il 14 Luglio ai piedi della Bastiglia.

A.N.C.:

Anche l’Assemblea proclama la sua intenzione di stabilirsi a Parigi.

PALAZZO DELLE TUILERIES. Era stato costruito nella seconda meta’ del 1500 per volere di Caterina de Medici. Incendiato nel 1871 dai Comunardi, venne definitivamente demolito lasciando posto alle attuali aree che si estendono dal Louvre alla Place de la Concorde.

Il re era alloggiato al piano terreno ed, in parte, nello scantinato, mentre la regina e gli altri familiari erano al piano superiore; il tutto collegato da un funzionale sistema di scale interne. Altri locali del palazzo vennero destinati ai membri della corte ed al personale facente parte del seguito del re.


8 Ottobre 1789

A.N.C.:

Approvato un decreto di riforma della legislazione criminale.

Marat passa qualche guaio con la Municipalita’ parigina per la violenza dei suoi articoli su “L’Ami du People”.


10 Ottobre 1789

A.N.C.:

– Il deputato Guillotin, nell’ambito delle riforme in atto della legislazione criminale, chiede all’Assemblea di stabilire, in nome dell’eguaglianza, una pena di morte unica ed indolore, da applicare, quando la legge lo prevede, a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro condizione sociale o di censo.

– La Fayette viene nominato comandante delle truppe regolari dislocate in un raggio di 15 leghe intorno a Parigi.

– Un decreto dell’Assemblea attribuisce a Luigi XVI il titolo di “Re dei Francesi” ed abolisce il vecchio titolo di “Re di Francia e di Navarra”.

JOSEPH IGNACE GUILLOTIN, nato a Saintes il 28/5/1738 e morto a Parigi il 26/3/1814.

Medico, membro di commissioni scientifiche, molto attivo sia nella professione che in politica, si distingue per alcune sue felici iniziative: la disponibilita’ dei locali del Jeu de Paume il 20 Giugno, la sistemazione dei locali del Maneggio alle Tuileries, l’organizzazione e la regolamentazione della professione medica, l’adozione di metodi di vaccinazione preventiva, ecc. Escluso l’invenzione della ghigliottina che i suoi contemporanei hanno voluto attribuirgli amareggiandolo sino alla morte.

Il dott. Guillotin non ha inventato la ghigliottina; ci ha pensato qualcun’altro. Egli ha solo proposto all’Assemblea di adottare un metodo di esecuzione capitale unico, istantaneo ed indolore, in sostituzione dei metodi allora comunemente utilizzati:

– la decapitazione con la scure, riservata ai nobili

– il rogo, riservato ai nemici della chiesa

– lo squartamento, riservato ai rei di lesa maesta’

– la forca, per i borghesi ed i plebei

– la ruota, usata in particolari situazioni.

Sospettato da Robespierre, sfugge per un soffio alla ghigliottina. Dopo i fatti del Termidoro ed un arresto, subito l’8/10/1795 per accuse inconsistenti, abbandona amareggiato la vita politica per dedicarsi alle sue ricerche scientifiche.


12 Ottobre 1789

LA CORTE:

– Incalzato dagli eventi, il re è costretto a sottoscrivere i decreti del 4 Agosto ed altri che aveva, ostinatamente, respinti. Si sfoga inviando una lettera di protesta segreta al re di Spagna, tramite un compiacente intermediario, l’abate di Fontbrune.

Anche il Conte d’Artois, fratello di Luigi XVI, emigrato, scrive all’imperatore Giuseppe II d’Austria, per sollecitare un intervento armato in Francia.


13 Ottobre 1789

ALENÇON:

– Moti e disordini in citta’.


19 Ottobre 1789

A.N.C.:

– L’Assemblea si è trasferita a Parigi; in attesa di una migliore sistemazione, tiene la sua prima seduta nella cappella dell’arcivescovado, dotata di una pessima acustica che costringe i deputati ad urlare per farsi intendere.


21 Ottobre 1789

A.N.C.:

– L’Assemblea vota una “Legge Marziale” destinata alla repressione dei moti popolari.


22 Ottobre 1789

A.N.C.:

– Inizio della discussione di un progetto di legge che riserva il diritto di voto ai soli “cittadini attivi” cioe’ quelli fiscalmente imponibili.


24 Ottobre 1789

Insurrezione generale nei Paesi Bassi occupati dagli Austriaci. Giuseppe II d’Austria viene dichiarato decaduto dagli insorti.


28 Ottobre 1789

A.N.C.:

– Decreto che sospende il reclutamento monastico, essendosi verificata, negli ultimi mesi, una sostanziale mancanza di vocazioni. Su tutto il territorio nazionale 188 seminari chiudono i battenti.


29 Ottobre 1789

A.N.C.:

– L’Assemblea fissa alcuni obblighi per i cittadini che intendono farsi eleggere a cariche politiche:

– essere proprietari di immobili

– versare un contributo di un “marco d’Argento” (lingotto di 224 grammi)

– versare una imposta pari al controvalore di 51 giorni di normale salario operaio.

Circa 50.000 cittadini aderiranno a questa richiesta in vista di future elezioni.


31 Ottobre 1789

CORSICA:

– Si risveglia, nell’isola, il vecchio sentimento separatista; ad Ajaccio scoppiano disordini.

Disordini fomentati dal noto clan che fa capo a Paoli e ai Bonaparte; ad esso si contrappone il movimento unionista di Pozzo di Borgo.


Novembre 1789

Il trasferimento dell’A.N.C. a Parigi ha imposto anche il trasferimento del Club Breton,(890430) che si sistema presso il convento domenicano di Rue Saint-Honoré, detto “dei Giacobini”. Il Club dei Giacobini, formato inizialmente da 200 deputati, verra’ aperto a tutti i cittadini e verranno costituite “affiliate” presso le principali citta’ della provincia.

Il Club giochera’ un ruolo fondamentale nello sviluppo della Rivoluzione.


2 Novembre 1789

A.N.C.:

– Servono soldi; un decreto dell’Assemblea pone i beni ecclesiastici a diposizione della Nazione.

Appare il primo numero di “Actes des Apôtres”. Giornale di tendenza monarchica redatto a cura di alcuni esponenti politici tra i quali anche Mirabeau.

L’idea di nazionalizzare i beni della chiesa è dovuta a Talleyrand. Egli aveva stimato, con sufficiente precisione, un valore dei beni pari a circa due miliardi di lire, tale da coprire quasi totalmente l’ammontare del debito pubblico.

Dalla nazionalizzazione sono stati esclusi i beni delle chiese protestanti.


3 Novembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che ribadisce la sospensione dell’attivita’ di tutti i Parlamenti. è praticamente l’atto di decesso di queste vecchie istituzioni.


Inizio della discussione sulla nuova divisione e sull’assetto amministrativo della Francia.


4 Novembre 1789

Trionfo al Théâtre-Française della tragedia “Carlo IX” di Marie Joseph Chénier, fratello del poeta Andrea Chénier e membro del Club dei Giacobini.


7 Novembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che:

. esclude i deputati da tutti i posti ministeriali, per evidenti motivi di possibili collusioni

. sopprime la distinzione tra Ordini in seno all’Assemblea: Nobilta’, Clero e Terzo Stato

. mette i beni ecclesiastici sotto il controllo dello Stato.


9 Novembre 1789

A.N.C.:

– Prima seduta dell’Assemblea nella nuova sede del Maneggio (presso le Tuileries), fatto approntare dal dott. Guillotin. Comprende anche una tribuna riservata al pubblico, dalla quale gli urli e gli insulti del popolo condizioneranno, sovente, le decisioni dei deputati.

Tra il pubblico, le più scalmanate erano le Tricoteuses, donne di origine popolana che seguivano le sedute confezionando maglie ed indumenti di lana, sferruzzando in continuazione.

Assistevano sovente anche alle sfilate delle carrette che portavano i condannati al patibolo e, a volte, intingevano i loro fazzoletti nel sangue dei decapitati, ai piedi della ghigliottina; souvenirs patriottici che rivendevano ai collezionisti.

La più celebre di loro, capo carismatico del gruppo, era Aspasie Carlemigelli, la quale, prezzolata da qualche politico intrigante, organizzava, a volte, nell’aula assembleare, veri e propri tumulti contro qualche deputato o contro l’approvazione di determinati decreti.

Aspasie è passata alla storia per il feroce trattamento inflitto al corpo del deputato Feraud.


12 Novembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che prevede la costituzione di una municipalita’ in ogni citta’, borgo o parrocchia rurale.


19 Novembre 1789

A.N.C.:

– Creazione di una “Cassa dello Straordinario” che dovra’ essere alimentata con la vendita dei beni della chiesa e che servira’ a far fronte ad interventi finanziari di natura eccezionale.


24 Novembre 1789

Apparizione del primo numero del “Moniteur” pubblicato da Panckoucke, libraio in Parigi ed uno dei più ricchi editori di Francia.


28 Novembre 1789

Pubblicazione del primo numero di “Revolution de France e de Brabant” di Camille Desmoulins.


1 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Approvazione del decreto, proposto dal Dott. Guillotin, che stabilisce l’uguaglianza delle pene per tutti i cittadini.

TOLONE:

– La rivolta comincia a serpeggiare anche tra i marinai della flotta; nel corso di una sommossa alcuni marinai arrestano il loro comandante, l’ammiraglio D’Albert.


3 Dicembre 1789

DIJON:

– La Comune lancia un progetto per un “trattato federativo” inteso a fare rispettare i decreti dell’Assemblea e l’autorita’ del re, su tutto il territorio.


9 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che stabilisce i principi della divisione del territorio nazionale in Dipartimenti e l’abolizione delle provincie con i loro particolarismi.


12 Dicembre 1789

Marat è nuovamente nei guai per la violenza dei suoi interventi giornalistici. Viene arrestato ma subito rilasciato grazie alla protezione di La Fayette.


13 Dicembre 1789

SENLIS:

– Disordini e moti in citta’.


14 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Approvata una legge quadro per favorire una nuova organizzazione delle municipalita’.


17 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Approvazione di un decreto che stabilisce di utilizzare i beni della chiesa per garantire i debiti dello Stato.


18 Dicembre 1789

Vittoria degli insorti nei Paesi Bassi austriaci. Bruxelles viene evacuata dall’armata austriaca.


19 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Viene approvata la creazione e l’emissione degli “ASSEGNATI”, inizialmente in tagli da 1000 lire e per un importo di 400 milioni di lire; rappresentano un “buono di acquisto privilegiato” sui beni della chiesa e fruttano un interesse del 5%.

GLI ASSEGNATI. Se, all’inizio, era sembrato un ottimo sistema per dare una boccata d’ossigeno alle carenti finanze statali, col tempo produrra’ degli effetti disastrosi ed una inflazione ad altissimo livello.

L’idea in se’ è semplice: il sequestro e la messa in vendita dei beni immobiliari della chiesa, necessario per racimolare immediatamente liquidita’, potrebbe creare una offerta, sul mercato, non indifferente e tale da sminuire i prezzi dei beni stessi.

L’assegnato, che frutta un interesse, consente di dilazionare nel tempo gli acquisti, senza svilire il valore dei beni e nello stesso tempo è una fonte di liquidita’ immediata per lo Stato, che dovra’, con apposite leggi, nazionalizzare e fissare le regole di cessione dei beni. Il cittadino che sottoscrive questo prestito dispone di una garanzia reale che è costituita dallo sterminato patrimonio della chiesa (valutato in 2-3 miliardi di lire) e sa di poter optare per l’acquisto privilegiato di una parte di questo patrimonio; tutto è in vendita: chiese, conventi, terreni, ecc.

Le cose si guastano quando, alla prima emissione di 400 milioni, ne segue un’altra di 800 milioni (e poi altre ed altre ancora), e la trasformazione di questi titoli in moneta corrente cartacea, (la moneta della scimmia), che andra’ ad aggiungersi alla massa di moneta metallica gia’ in circolazione, dando origine ad una inarrestabile spirale inflattiva.


22 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che definisce i criteri organizzativi della amministrazione dipartimentale.


24 Dicembre 1789

A.N.C.:

– Decreto che rende eleggibili anche i cittadini non-cattolici, di fatto i protestanti. Il caso degli ebrei è sotto riserva in quanto questo gruppo etnico/religioso propende a considerare i suoi membri come apolidi.
A questa data i protestanti in Francia sono circa 1.000.000. A breve, un decreto revochera’ l’Editto di Nantes ed disporra’ per la restituzione di tutti i beni a suo tempo confiscati.

Gli ebrei sono invece una ristretta minoranza di circa 35.000 individui.

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