La terza rivoluzione industriale

La terza rivoluzione industriale ha avuto inizio dopo la seconda guerra mondiale ed è sotto gli occhi di tutti. Lo sfruttamento dell’atomo significa la liberazione di un’energia immensa, ma per la prima volta l’umanità ha avuto la possibilità di distruggere completamente se stessa e il pianeta su cui vive.
L’uomo è sceso sulla Luna. La Terra di colpo è diventata piccola. Grazie ai satelliti possiamo assistere in diretta a fatti nel momento stesso che accadono a migliaia di chilometri di distanza. Dopo il lancio del primo Sputnik sovietico, nel 1957, ha inizio l’invio nello spazio di satelliti con funzioni scientifiche e civili anzichè militari. Nel 1960 gli Stati Uniti lanciano il primo satellite meteorologico, il Tiros I, con lo scopo di trasmettere alla terra dati riguardanti i movimenti nuvolosi attorno al pianeta ed eventuali cicloni. Nel campo spaziale e della ricerca astronomica si possono infine annoverare le varie sonde, sia americane (Mariner e Viking), sia sovietiche (Salijut). L’uso dei satelliti (il primo, l’Echo I, viene lanciato nel 1960) risolve il problema delle telecomunicazioni. Sono strumenti collocati in orbita geostazionaria e funzionano da ripetitori per segnali radio televisivi e telefonici.
Internet è una rete informatica ideata nel 1969 da un gruppo di scienziati e ricercatori americani i quali, su iniziativa del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, elaborarono un circuito di comunicazione per fini militari in grado di resistere agli effetti di un bombardamento atomico. Esso collegava quattro università : Stanford, Los Angeles, Santa Barbara e Utah. Nel 1985 Internet si trasformò in un servizio di massa. Fino al 1997/98, i provider facevano pagare un prezzo, sotto forma di abbonamneto annuo, a tutti coloro che volevano collegarsi. Ma forse la novità più sconvolgente, la possiamo cogliere nell’avvento dell’informatica. Non c’è campo della vita umana che non sia stato o non sia sempre più attraversato dell’informatica. L’automazione ha sconvolto la vita degli uffici, l’introduzione dei robot e quella delle fabbriche. Nuove prospettive nascono dal semplice abbinamento di settori diversi. E’ questo ad esempio il caso della telematica, il cui termine indica l’interazione tra i computers e la telecomunicazioni.
La cultura di massa è nata con la seconda rivoluzione industriale. Con la terza però ha invaso tutto il pianeta. Ora il mondo è un vilaggio globale, dominato dallo schermo televisivo. Dopo decenni di sperimentazioni da parte di èquipe scientifiche di vari Paesi (principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna e alcuni ricercatori di origine russa), nel novembre 1936 all’Alexandra Palace di Londra si inaugura la prima trasmissione televisiva quotidiana della BBC. Negli Stati Uniti la televisione fa la sua prima comparsa pubblica nell’aprile del 1939 all’Esposizione Universale di New York. Tra il 1954 e il 1956 altri diciannove paesi, fra i quali l’Italia, avviano la loro programmazione televisiva. Il colore fa la sua comparsa in America fin dal 1952 mentre in Europa i tempi sono molto più lunghi. Nel 1962, con il satellite americano Telestar, si rende possibile realizzare trasmissioni in diretta destinate all’intero pianeta.
Un’altra novità degli anni sessanta è il videoregistratore amatoriale, che permette di registrare su nastro direttamente dall’apparecchio televisivo i programmi trasmessi.
Il primo modello di telefono cellulare, vale a dire in grado di trasmettere il segnale senza passare attraverso la linea a terra, viene testato nel 1978. Nella seconda metà degli anni ottanta i telefonini cominciano ad essere prodotti e commercializzati. In Italia sono messi in vendita nel 1990. Nel lasso di tempo tra il 1994 e il 1997 il numero di abbonati al mondo quasi si triplica. Aumenta, al contempo, l’evoluzione tecnologica. I nuovi telefoni cellulari sono di dimensioni sempre più ridotte, sono sempre più potenti e ricchi di accessori: dalla segreteria telefonica ai messaggi scritti, dal fax alla possibilità di collegarsi a Internet.

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