L’antico Egitto

Nell’area medio-orientale, dominata dalle civiltà idrauliche dell’Egitto e della Mesopotamia, la via di comunicazione più logica era rappresentata da quelli stessi fiumi. Le imbarcazioni furono ovviamente il mezzo di comunicazione principale. Notizie che possiamo ricavare dai poemi omerici e dai dipinti ci dicono che le navi da guerra, a differenze di quelle mercantili, erano longilinee e leggere, tali cioè da poter esser trascinate a riva dell’equipaggio. La nave da guerra non serviva solo per le battaglie in mare aperto, ma anche per gli sbarchi di sorpresa sulle piagge vicine alle città nemiche. Omero ci informa che l’equipaggio della nave da guerra era di 50 uomini, notizia che consente agli esperti di affermare che la sua lunghezza media era di 35-40 metri. A metà del II millennio a.C. cominciò a essere usato il cocchio; si trattava di un carro leggero trainato da cavalli, le cui ruote, al contrario dei primi carri coperti, non erano piene ma a raggi. Il cocchio ebbe all’inizio soprattutto usi militari. Ma carri e cocchi necessitano ovviamente di strade sufficientemente larghe e curate, che effettivamente cominciarono ad apparire, a partire dal II millennio a.C., all’interno dei paesi più estesi. Possiamo individuare due tipi di viaggiatori: i soldati e i messaggeri. Va sottolineato che questa sorta di servizio postale riguardava esclusivamente i messaggi destinati al sovrano; i privati, quando volevano far pervenire un messaggio a qualcuno, lo affidavano a chi era in procinto di intraprendere un viaggio. Ma i veri protagonisti dei viaggi dell’antichità erano i mercanti; infatti, la necessità di vendere o di procurarsi le merci imponevano loro viaggi su distanze più o meno lunghe. Il quadro dei viaggiatori dell’antichità non sarebbe completo se non ne consideriamo altre due tipologie: i devoti e i turisti.

L’antico Egitto

L’esigenza di regolare con opere idrauliche lo scorrere del Nilo portò, fin dal IV millennio a.C., da un lato alla fusione dei diversi popoli in un’unica civiltà , dall’altro alla formazione di due regni: il Basso Egitto, costituito dalle ampie pianure del delta, e l’Alto Egitto, costituito da strette fasce coltivabili lungo il corso del fiume, al di là delle quali si estendevano vasti altopiani desertici.
Si evidenziarono però delle differenze fra il Nord e il Sud del paese: infatti nella zona del delta del Nilo (Basso Egitto) la grande fertilità dei terreni consentiva di disporre di eccedenze di prodotti che alimentavano il commercio, anche per mare, con i popoli limitrofi; a sud (Alto Egitto) il terreno meno fertile costringeva invece le popolazioni a compiere delle razzie nelle zone circostanti.
Il primo faraone fu Narmer, che avrebbe poi assunto il nome di Menes, una volta divenuto monarca. Re della parte meridionale dell’Egitto o Alto Egitto conquistò la parte settentrionale o Basso Egitto. Unificato l’Egitto fu anche il primo a portare il tradizionale copricapo, fusione della “Corona Bianca” del Basso Egitto con la “Corona Rossa” dell’Alto Egitto. Di lui conserviamo una tavoletta di scisco celebrante il suo trionfo militare.
Durante il periodo arcaico, in cui si succedettero due dinastie (comprendenti almeno diciassette faraoni), si affermò la natura assolutistica e teocratica del potere del faraone, considerato figlio del dio sole Ra, e adorato egli stesso come divinità ; venne stabilita anche la struttura dello stato, diviso in distretti (detti “nomi”) governati dai nomarchi. Si sviluppò nel frattempo la scrittura (i primi geroglifici si datano a partire da questo periodo) e vennero costruiti anche edifici funerari a Saqqara e ad Abido, primi esempi dell’arte egizia.
Attorno al 2300 è l’inizio della produzione del formaggio, nell’Egitto, come forma di conservazione del latte.
Il primo periodo intermedio dura dal 2178 al 2067 a.C. circa. Il secondo sovrano della III dinastia fu Sesostri, che regnò dal 2737 al 2717 ca. a.C.; durante il suo regno l’espansione militare si indirizzò a sud verso la Nubia. Sono note anche alcune spedizioni commerciali in Libano, da dove veniva importato il legname da costruzione, che scarseggiava in Egitto, e nel deserto del Sinai, che forniva pietre per l’edilizia, gemme preziose e metalli (rame e oro).
Al primo periodo intermedio appartengono la VII e l’VIII Dinastia con capitale a Menfi e la IX e la X Dinastia con capitale principale a Heracleopolis (e dette perciò dinastie eracleopolitane).
Montu Hotepi I (2137-?): Regnò per pochi anni ma sotto il suo regno inizia la riunificazione dei due regni. Il medio regno dura dal 2064 al 1785 a.C. circa. Nel 2000 appaiono in Egitto i primi oggetti in vetro.
Montu Hotepi II (2064-2013) regnò più di cinquant’anni, durante i quali sconfisse definitivamente il sovrano di Assyut e quello Heracleopolis, ristabilì l’unità del paese, estese il potere al Basso Egitto con l’appoggio della borghesia che era interessata a riaprire il commercio su tutto il territorio.
Sesostri III (1877-1843): fu un grande generale. Colonizzò la Nubia, che divenne provincia egiziana. Vinse i Libici e per la prima volta nella storia egiziana si spinse in Siria. Sekhembra (1785-1785) diventa re sposando la regina-faraone Sebeknefru. Non riesce ad acquisisce tutti i poteri per regnare. Questa situazione è fonte d’indebolimento del regno e causa, tra l’altro, il distacco della Nubia.
Il secondo periodo intermedio dura dal 1785 al 1560 a.C. Contrariamente al precedente periodo intermedio, non ci furono carestie o guerre cruente. I pacifici re che si succedettero goderono ancora in parte dell’effetto Sesostri. Il popolo stava mediamente bene, ma senza una guida forte si lasciava semplicemente vivere.
Sobekhotep IV governò 8 anni e durante il suo regno si verificò l’occupazione di una città da parte degli Hyksos che, più tardi diventerà la loro capitale Avaris. Lentamente ma inesorabilmente all’indebolimento del potere centrale, corrispondeva l’infiltrazione incontrollata di genti straniere che occupavano intere città che si rendevano indipendenti.
Al 1785 risale il Papiro Smith, in cui sono esposte le tecniche chirurgiche degli antichi egizi. Al 1550 risale una copia di un originale più antico, fonte per la conoscenza della medicina egiziana.
L’Egitto è conquistato dagli Hyksos, popolo di nomadi cananei e ammoniti. Il dominio dei sovrani Hyksos, dei quali si conosce poco, va dal 1635 al 1545, comprende la XV, XVI dinastia. Si stabilirono ad Avaris, sul Delta, e vennero scacciati solo con l’avvento della XVIII Dinastia tebana. Costruirono monumenti e templi rilanciarono gli scambi commerciali con gli altri popoli, mantennero la stessa struttura amministrativa, i medesimi canoni artistici e diedero impulso alla diffusione della letteratura, adottarono usi egiziani e si proclamarono faraoni, trascrivendo i loro nomi in geroglifici e assumendo a volte nomi egiziani. Gli Hyksos contribuirono sicuramente a importare in Egitto motivi asiatici che influenzarono l’arte egiziana.
Al tempo del re Hyksos Yaqub-Har, da un ramo secondario della XIII dinastia, naque a Tebe la XVII dinastia con sovrani che regnarono da Elefantina ad Abidos.
Il nuovo regno dura dal 1543 al 1078 a.C. Amhose (1543-1515) fratello e successore di Kamose, nel decimo anno del suo regno conquistò Avaris e inseguì gli Hyksos fino in Palestina distruggendo definitivamente la loro base operativa nella città di Sharuhen. Riconquistò la Nubia fino ad Abu Simbel e ristabilì la monarchia su tutto l’Egitto ormai unificato.
Thutmose III (1490-1436): fu il più grande faraone d’Egitto dopo Ramsete II. Eclissato in giovane età dalla suocera e matrigna Hatscepsut, rimasto solo sul trono condusse una serie di campagne militari vittoriose sulla costa comprendente gli odierni Israele, Libano, Siria e Giordania (il Retenu). Celebri le sue vittorie contro i Mitanni. I popoli che non furono sottomessi, dovettero comunque versare tributi.
Amenofi IV – Ekhnaton (1367-1350): fu un rivoluzionario in campo religioso. Istituì una sorta di monoteismo mistico, in cui unico dio era Aton, personificazione del disco solare.
Ramseten II (1290-1224) il più attivo costruttore di tutti i tempi. Governò per 67 anni portando pace e splendore. Il terzo periodo intermedio dura dal 1078 al 525 a.C. circa. Il potere va in mano a re libici e più tardi ai re etiopi. In questo periodo si dividono “le Due Terre”, si hanno quindi sovrani che regnano sul Basso Egitto contemporaneamente ad altri che regnano sull’alto Egitto.
Uno dei popoli che contrastarono più a lungo ed efficacemente il dominio egiziano sull’Oriente mediterraneo fu quello degli Ittiti. Interpretando e leggendo una raccolta statale di diecimila tavolette, si potè ricostruire la storia del popolo ittita e del suo impero. Il grande scontro fra le armate faraoniche e gli Ittiti avvenne nel 1296 a.C. presso Kadesh, sulle rive del fiume Oronte, in Siria. Alla testa dell’esercito imperiale egiziano era Ramses II, mentre le truppe ittite erano comandate dal re Mutavalli. Gli egiziani vennero presi in un colossale tranello, avanzando verso la città dove erano attestati gli Ittiti, mentre questi si tenevano nascosti e giravano le colonne nemiche. Quando Muvatalli lanciò l’assalto contro il grosso dell’esercito faraonico, ebbe facile gioco, tanto che lo stesso Ramses riuscì a stento a salvarsi, grazie a un distaccamento del suo esercito che era riuscito a sfuggire alla manovra accerchiante. Trent’anni dopo, tra l’Egitto e il regno ittita veniva firmata la pace, e nel 1256 a.C. i due imperi strinsero addirittura un patto di alleanza che venne suggellato da un matrimonio politico-dinastico.
La società egizia era divisa in caste ereditarie. Accanto al faraone le caste più importanti erano quelli dei sacerdoti, degli scribi e dei militari. La massa della popolazione era costituita da contadini, che vivevano in modo modestissime. In qualche caso avevano delle terre personali. Erano gravati dalle fortissime pressioni fiscali e amministrative. Per la maggior parte erano operai e braccianti.
Il denaro non era diffuso nell’antico Egitto. Le paghe erano date in natura, con vestiti e generi di prima necessità .
I contadini erano lavoratori dipendenti che si occupavano delle terre del faraone o dei sacerdoti. Nei campi si coltivavano soprattutto cereali, lino e vite, impiegata per la produzione del vino. Per millenni gli straripamenti annuali del fiume Nilo hanno lasciato sui campi ricchi depositi di lino, rendendo fertile la terra e consentendo lo sviluppo di insediamenti agricoli. Il fango del fiume era prezioso anche per la costruzioni di vasi e mattoni. Durante il periodo delle inondazioni i contadini venivano occupati nella costruzione di grandi opere, in primo luogo le piramidi, cioè la tomba dei loro faraoni.
Le varie tribù avevano le proprie divinità legati al ciclo della natura. Erano adorati per esempio gli astri e il sole, ma anche animali come l’ibis, il coccodrillo e lo scarabeo. Questi riti religiosi continuarono anche dopo l’unificazione. I tentativi di introdurre un rito monoteistico non ebbero mai successo. Il sentimento religioso era spontaneo e immediata. I corpi furono sepolti con una dotazione di oggetti ritenuti necessari per la vita dopo la morte.
L’architettura è la massima espressione dell’arte egizia ed è legata alle tematiche religiose. Le imponenti piramidi sono opere collettive e sono lo sforzo di un intero popolo per rendere omaggio al sovrano e agli dei.
Gli egizi avevano approfondirono la matematica, l’astronomia e la medicina.
La civiltà egizia, come molte delle grandi civiltà dell’antichità , si basava in modo prevalente sui vegetali e, in particolare, sui cereali. Per molto tempo gli egizi produssero solo un pane non lievitato; in un’epoca precisa, ma forse già nel corso del III millennio a.C., essi scoprirono (probabilmente per la prima volta nella storia dell’uomo) la tecnica per far lievitare la pasta. Geroglifico non è che la forma di pittografia elaborata degli egizi, gelosamente custodita dai sacerdoti e dagli scribi, fin dal III millennio a.C.
CD, Editoria elettronica- L’antico Egitto / Documentario, National Geographic- Egitto, conquista dell’eternità / Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell’uomo / Libro, European book Milano- Atlantica Junior n.7

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