L’Asia post coloniale

Nel novembre 1971 si ha la nascita della repubblica del Bangladesh. Nel gennaio 1975 dallo sceicco Mujibur Rahman proclama la repubblica presidenziale. Nel giro di poche ore veniva attuato un contro-golpe da una parte di elementi moderni (filo-occidentali). Il 3 novembre 1975, veniva attuato un nuovo colpo di stato, capeggiato dal generale Khalid Musharaff, a sua volta rovesciato da un contro-golpe capeggiato dal generale Zair Rahman imponendosi sulla corrente filo-indiana e la modificazione del nome da repubblica democratica a repubblica islamica. Nel 1972 il Bangladesh si dava una costituzione democratica. Dopo l’indipendenza del Bhutan, nel 1949, la situazione interna andò evolvendo in senso democratico. Fu avviato un processo costituzionale tendente alla liquidazione dell’assolutismo regio. Questo avvenne su proposta dello stesso monarca Jigme Dorij Wangchuk, salito al trono appena ventenne nell’ottobre 1952. In un clima di guerra civile, la presidenza della nuova repubblica di tipo federale fu assunta da U Nu. Dopo la parentesi dittatoriale del generale Ne Win (1958-59) U Nu ritornò al potere. Il 2 marzo 1962 fu attuato un colpo di stato militare che rportò al potere il generale Ne Win. Il regime militare non riuscì a portare a soluzione che una minima parte dei numerosi problemi della Birmania. In mancanza di una classe dirigente civile di riserva, i militari decidevano nel 1972 di demilitarizzare il regime, dapprima introducendo alcuni civili nel Comitato rivoluzionario, poi le dimissioni di massa di ventuno membri del consiglio rivoluzionario, compreso lo stesso generale che lasciava la carica di Capo di Stato Maggiore al generale San You. Contemporaneamente veniva dato l’annuncio di un progetto di Costituzione, adottata nel 1974. La Cambogia rimase sotto protettorato francese sino al 1954. Molto abile si mostrò in quegli anni la politica del giovane sovrano Norodom Sihanuk, salito al trono nel 1941, che era riuscito da un lato, a contenere la pressione francese, e dall’altro lato, a contenere quella del movimento rivoluzionario. Nel 1955 egli rinunciò al trono in favore del padre. Divenuto capo del governo quando il padre morì nel 1960, preferì non succedergli come sovrano facendosi nominare capo dello Stato , senza la qualità regia. Il 18 marzo 1970, mentre si trovava a Mosca, il principe Sihanuk veniva destituito da un colpo di Stato. Il potere veniva assunto dal generale Lon Nol che istituì un regime di destra. I khmer rossi cercavano di isolare economicamente e militarmente la capitale. La situazione si faceva sempre più critica per Lon Nol che il 31 marzo 1975 riuniva per l’ultima volta il Consiglio dei ministro prima di salire su un aereo e lasciare il paese insieme con i suoi stretti collaboratori. Figura dominante del nuovo Stato cambogiano era il capo dei khmer rossi Il primo dei 21 articoli della Costituzione definiva la Cambogia Stato indipendente, democratico, unito, neutrale, non allineato. Il secondo riconosceva il diritto dei singoli a possedere determinato beni necessari. Il 4 febbraio 1948 fu proclamata l’indipendenza dello Sri Lanka. Fu avviato una politica di stretta osservanza occidentale. Tale politica subì una battuta d’arresto nel 1956. Al termine della guerra gli Stati Uniti si impegnarono a concedere l’indipendenza delle Fillipine, proclamata il 4 luglio 1946. Fu costituito un governo che non mostrò alcuna intenzione di attuare le riforme per le quali le masse contadine si erano battute. Pertanto, i partigiani si rifiutarono di deporre le armi e la lotta si protrasse sino al 1953 quando, gli Stati Uniti favorirono la sostituzione del nazionalista Elpido Quirino col liberale Ramon Magsaysay. Il nuovo presidente si impegnò ad avviare una politica di riforme che avrebbe dovuto ridimensionare le grandi proprietà latifondiste. Divenuto stato indipendente nel 1961, nel quadro politico dei paesi arabi il Kuwait sceglieva una posizione di equidistanza tra paesi arabi socialisteggianti e quelli soggetti alle monarchie conservatrice. Il rapido passaggio di assoluta povertà a una condizione di ricchezza ha sconvolto la struttura del piccolo Stato. Nel 1948 veniva costituita la Federazione della Malesia, comprendente nove sultanati e gli stabilimenti di Malacca e Penang, mentre Singapore rimaneva colonia britannica. Nel 1957 la federazione malese ottiene l’indipendenza. A partire dal 1960 cominciò a farsi strada il progetto di una federazione tra Malesia, Singapore e i tre territori del Borneo britannico (Borneo settentrionale, Brunei, Sarawak). La nuova Federazione della Grande Malesia (Malaysia) venne proclamata il 16 settembre 1963. L’equilibrio del nuovo Stato fu rotto dalla secessione di Singapore nell’agosto 1965. L’equilibrio interno fu scosso nel maggio 1969 dalla perdita di voti dell’Alleanza, la coalizione di governo tra i rappresentati le tre comunità etniche del territorio (malesi, cinesi, indiani). Dopo la seconda guerra mondiale, con l’indipendenza dell’India, anche il Nepal fu sciolto da ogni legame di dipendenza anglo-indiana. Nel 1954 il sovrano Tribhuvana proclamò la monarchia costituzionale. Tuttavia la vita politica nepalese continuò a essere monopolizzata da pochi clan familiari. Nel 1960 il potere venne assunto direttamente dal re Mahendra che nel 1962 varò una serie di consigli locali e uno nazionale. Nel febbraio 1972 l’ascesa al trono del giovane Birendra ha indotto l’opposizione a uscire allo scoperto e reclamare il ripristino delle istituzioni parlamentari. Formalmente stato indipendente, ma di fatto pesantemente condizionato dalla Gran Bretagna, Oman è stato tenuto per molti anni fuori dal tempo dal sovrano Said Ben Taimur, salito al trono nel 1932. Il sultano aveva bandito la cultura e la stampa, considerata uno strumento demoniaco. Verso la fine degli anni Sessanta Taimur veniva sconfessato dallo stesso governo inglese. La Repubblica popolare dello Yemen meridionale si costituitì ufficialmente il 30 novembre 1967, dall’unione di Den alla Federazione dell’Arabia meridionale.

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