Napoleone Bonaparte e il suo Impero

Secondo genito di Carlo Bonaparte, un piccolo nobile còrso ma molto influente nell’isola, Napoleone nasce ad Ajaccio nel 1769.
Napoleone comprese che, nell’instabile situazione della Francia, l’esercito poteva divenire il perno della vita politica. Ufficiale di artiglieria durante la Rivoluzione, dal 1795 lega la sua fortuna a quella di Barras, la cui fiducia, assieme alla protezione di Giuseppina Beauharnais (da lui sposata nel 1796), gli fanno ottenere prima il comando dell’esercito interno, poi quello dell’armata d’Italia che guida in una campagna vittoriosa: Napoleone entra in Milano, la Lombardia viene organizzata in Repubblica Traspadana.
Napoleone offrì a un’opinione pubblica stanca di rivoluzione e a una borghesia interessata a sviluppare i propri affari un quadro di stabilità e di ordine. Le notizie sulla Rivoluzione Francese provocano in Italia contrastanti reazioni: da un lato la borghesia si attende il rinnovamento sociale a lungo auspicato, dall’altro l’esasperato anticlericalismo e il Terrore innescano spiccati sentimenti antifrancesi.
La prima campagna di Napoleone in Italia (aprile 1796) parte dalla costa ligure, sfociando nelle vittoriose battaglie di Montenotte (contro gli Austriaci di Beaulieu) e Mondovì (contro i Piemontesi di Colli). Il re di Sardegna Vittorio Amedeo III (1773-1796) è costretto a firmare l’armistizio di Cherasco (28 aprile 1796) e la Pace di Parigi, con cui Savoia e Nizza vengono cedute alla Francia. L’austriaco Beaulieu è sconfitto una seconda volta a Lodi. Napoleone esige versamenti in denaro e opere d’arte dai ducati di Parma e Modena; mentre le sue truppe occupano le legazioni pontificie di Massa, Carrara e Livorno, in Lombardia viene costituita la Repubblica Transpadana (novembre 1796). Gli scontri con gli Austriaci proseguono e Napoleone vince ovunque. Da qui le truppe francesi invadono il territorio emiliano, mentre si costituisce la Repubblica Cispadana (9.1.1797) che per la prima volta sventola il tricolore. Papa Pio VI (1775-1799) è costretto al Trattato di Tolentino (19.2.1797), con il quale rinuncia ai diritti su Emilia e Romagna. La sconfitta austriaca si completa con le cattive prove dell’arciduca Carlo d’Austria a Primolano e sul Tagliamento, cui consegue la conquista napoleonica del Veneto e l’invasione della Repubblica di Venezia. Qui, deposto l’ultimo doge Lodovico Manin, si costituisce la Repubblica Veneta (12.5.1797). L’assoggettamento di tutta l’Italia settentrionale consente a Napoleone d’imporre la nascita di un’unica Repubblica Cisalpina (29.6.1797). Con la Pace di Campoformio (17.10.1797) il Veneto viene però ceduto all’Austria e Venezia perde, per la prima volta nella storia, la propria libertà .
I Francesi entrano a Roma (febbraio 1798) e promuovono la formazione della Repubblica Romana, costringendo il papa a trovare rifugio in Toscana. Nel 1798 i francesi occupano il Piemonte; Carlo Emanuele IV di Savoia si rifugia in Sardegna. Un anno dopo Napoleone è alle porte di Napoli (gennaio 1799), dove s’instaura la Repubblica Partenopea. Intanto il Direttorio aveva aderito al progetto di Napoleone, che riteneva di poter fiaccare la resistenza dell’Inghilterra (rimasta sola tra le grandi potenze a continuare la lotta) isolandola dall’India e dagli altri suoi domini dell’Estremoriente. Di qui la spedizione militare contro il Sultanato d’Egitto, formalmente dipendente dall’Impero turco, ma di fatto comandato dalla forte casta feudale dei Mamelucchi, mentre Inghilterra, Turchia, Austria, Russia danno vita alla II coalizione antinapoleonica. Napoleone, vince alla battaglia delle Piramidi, ma l’Inghilterra, con l’ammiraglio Nelson, gli distrugge la flotta nella rada di Abukir, sicchè fu reso impossibile il rifornimento e lo stesso rimpatrio del corpo di spedizione francese. Gli unici aspetti positivi dell’impresa egiziana furono la legislazione che Napoleone. diede al Paese, sulla quale nascerà poi l’Egitto moderno, e lo studio di una commissione scientifica che portò alla decifrazione dei geroglifici egiziani. In Europa invece la spedizione spinse Russia e Turchia a unirsi con l’Inghilterra, seguite da Austria e Napoletano aprì le ostilità della IIa coalizione antifrancese. Ma una coalizione militare austro-russa (generali Suvarov eMèlas) sconfigge il generale francese Moreau a Cassano (27.4.1799) e dilaga in Lombardia. Forte di ciò, il re delle Due Sicilie Ferdinando IV di Borbone invia il cardinale Ruffoalla riconquista di Napoli. La vittoriosa spedizione dei sanfedisti trova il sostegno popolare e l’appoggio della flotta inglese di Nelson. Tornato a Napoli (giugno 1799), Ferdinando IV avvia una spietata ritorsione verso i rivoluzionari.
Tornato in Francia, Napoleone mette a segno il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre) e, varata una nuova Costituzione, diviene primo console. Tornato in Italia, batte gli Austriaci a Marengo costringendoli alla pace di Luneville. Vengono istituite la seconda Repubblica Cisalpina (5.6.1800), che ora si estende fino all’Adige, e la Repubblica Ligure. Ducato di Parma e Piemonte passano alla Francia, mentre la Toscana spetta a Ludovico di Borbone in qualità di re d’Etruria. Più tardi (gennaio 1802) la Consulta di Lione decreta la costituzione della Repubblica Italiana con capitale Milano: Napoleone ne è presidente, Francesco Melzi d’Eril vicepresidente. Napoleone ne approfitta per farsi proclamare Primo Console a vita (1802). Stipula anche un Concordato con la Chiesa cattolica, i cui punti salienti sono:
1) il papa riconosce la Repubblica come governo legittimo di Francia,
2) Napoleone. riconosce il cattolicesimo come religione maggioritaria della nazione (i Consoli sono tenuti a professarne il Credo),
3) il papa ottiene le dimissioni di tutti i vescovi e la possibilità d’istituire canonicamente i loro successori, 4) Napoleone. ottiene la fedeltà al governo di tutti i nuovi vescovi e che i vescovi nominino solo i parroci graditi al governo,
5) i beni espropriati alla Chiesa durante la Rivoluzione francese non vengono restituiti (in cambio il governo assicura uno stipendio al clero).
Inoltre Napoleone estese alle istituzioni, all’amministrazione, alla scuola quel criterio dell’amalgama, cioè della fusione fra individui di diversa estrazione sociale e appartenenza politica, che già aveva dato buoni frutti nell’esercito: nobili, borghesi, plebei, repubblicani, monarchici, ex giacobini e termidoriani furono scelti per incarichi di responsabilità sulla base dei soli requisiti della capacità personale e della fedeltà del regime. Fu creato un sistema di istruzione superiore, gestito dallo stato.
Nei paesi conquistati Napoleone si comportò da dominatore. Cancellava confini, deponeva re. La sua azione, tuttavia, ebbe grande importanza storica: egli infatti introdusse la legislazione francese in situazioni generalmente più arretrate e realizzò quindi una diffusione, anche se parziali, delle conquiste civili della rivoluzione. Il rovescio della medaglia è costituito dal concetto di grandezza personale, al servizio della quale Napoleone pone le sue qualità di stratega dall’intelligenza sempre lucida nel continuo mutarsi delle circostanze. A questo distorto ideale di grandezza sono pure subordinati la nomina governativa (anzichè elettiva) di sindaci, giudici e prefetti, il rafforzamento degli organi di polizia e la limitazione della libertà di stampa e di tutte le altre forme di espressione culturale a artistica, sottoposte a rigorosa censura.
Imperatore dei Francesi nel 1804, re d’Italia nel 1805, eleggendo a vicerè il principe Eugenio di Beauharnais, sbaraglia le truppe della III e IV coalizione ad Austerlitz, a Jena e a Friedland. Elisa Mariana Bonaparte ottiene dal fratello Napoleone il principato di Lucca e Piombino (1805) che amministrò abilmente.
Nel 1804 viene promulgato il nuovo codice civile (Codice di Napoleone). Il Codice Civile (poi detto napoleonico) sostituisce definitivamente la società borghese alla società feudale; il concordato con la Santa Sede assicura l’appoggio della Chiesa al nuovo regime (e rassicura le coscienze dei cattolici francesi); non mancano provvedimenti particolari per potenziare l’industria e l’agricoltura e per sviluppare il commercio; l’istituzione della Banca di Francia servirà da modello a tutte le altre banche europee. Per formare una nuova classe dirigente di uomini di legge, di ufficiali e di funzionari fedeli al regime, vengono istituiti licei e università .
Il regno d’Italia annette Veneto e Dalmazia dopo la Pace di Presburgo (26.12.1805), mentre Liguria, Etruria e gli altri territori della Toscana divengono parte dell’Impero Francese (1805-1807).
La repubblica ligure è annessa all’impero napoleonico. Nel 1806 un esercito francese invade il regno di Napoli. Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone, diviene re di Napoli. E’ re d’Olanda Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone. Sposa la figliastra di Napoleone Ortensia Beauharnais, è fu padre di Napoleone III.
Per le sollecitazioni di Napoleone sedici principi sovrani si separarono dal Sacro romano impero e costituirono la confederazione del Reno (trattato di Parigi, 12 luglio 1806), i cui membri principali furono i re di Baviera e del Wà¼rttemberg, creati da poco, il granduca di Berg e di Cleve, l’arcivescovo di Magonza, antico elettore e arcicancelliere dell’Impero, e dieci principi di territori minori della Germania centrale e meridionale. Di fatto, Napoleone I fu il vero capo della nuova confederazione e si fece riconoscere come protettore. Il trattato di Parigi del 12 luglio 1806 provocò la sparizione del Sacro romano impero. Nata dalla disfatta austriaca ad Austerlitz, la confederazione si allargò in seguito alla sconfitta della Prussia a Jena. Dal 27 settembre 1806 il granduca di Wà¼rzburg aderiva alla confederazione, seguito, l’11 dicembre, dall’elettore di Sassonia promosso re (trattato di Posen), e ben presto imitati dai principi della Germania centrale. Nel 1807 Prussia e Russia stipulano con la Francia la pace di Tilsit: la Prussia cede i territori tra l’Elba e il Reno, che formano il nuovo regno di Vestfalia (affidato a Gerolamo Bonaparte); restituisce i territori strappati alla Polonia, dai quali nasce il granducato di Varsavia. L’adesione di questi nuovi Stati alla confederazione del Reno, sottolinearono la volontà di Napoleone I di riunire tutti i territori germanici in un’unica costruzione politica sotto l’egemonia francese; dalla confederazione furono infine assorbite le due regioni del Meclemburgo (18 e 23 febbraio 1808) e l’Oldenburgo (14 ottobre 1808). A questa data la confederazione riuniva, a eccezione della Prussia, tutti gli Stati tedeschi, e cioè 4 regni, 5 granducati e 23 principati, strettamente sorvegliati dalla Francia.
Nel 1807 dichiara il blocco continentale contro l’Inghilterra e procede a una serie di annessioni territoriali in Europa. Ma questo Blocco fu un fallimento, perchè:
1) si sviluppò il contrabbando; 2) l’Inghilterra s’impadronì dei territori dei paesi alleati della Francia (ad es. Olanda); 3) i popoli che avevano visto in Napoleone un liberatore ora gli sono ostili.
Napoleone, per far rispettare il Blocco, è costretto a: 1) decretare la fine del Regno d’Etruria; 2) occupare militarmente Roma; 3) occupare il Portogallo; 4) detronizzare dal regno di Olanda il fratello Luigi. Quindi le Marche vengono annesse all’Italia (1807), mentre Toscana, Lazio e Umbria divengono dipartimenti dell’impero (1809) e papa Pio VII (1800-1823), che scomunica Napoleone, si trova tradotto in prigionia a Savona. Soltanto la Sicilia dei Borboni e la Sardegna dei Savoia sfuggono alla dominazione bonapartista.
Mentre attraversava la Spagna per raggiungere la frontiera portoghese, Napoleone. trae l’occasione di un colpo di stato imponendo alla Spagna il fratello Giuseppe (1808), sostituendolo nel Napoletano col cognato Gioacchino Murat. La popolazione spagnola però si ribella rivendicando la propria tradizione monarchica e cattolica. L’Inghilterra, aiutando militarmente il Portogallo, finisce con l’appoggiare anche la Spagna, che però conseguirà decisivi successi solo verso il 1812.
Nel frattempo Austria e Prussia cercarono di realizzare la Va coalizione, ma con la vittoria francese di WAGRAM essa fallì. L’anno successivo, ripudiata Giuseppina, l’imperatore d’Austria fu costretto ad acconsentire che la propria figlia andasse sposa a Napoleone (senza figli maschi), il quale così s’imparentò con la più prestigiosa dinastia d’Europa.
Alla sorella Maria Elisa è affidato il granducato di Toscana (1809).
Nel 1812 Napoleone intraprende la campagna di Russia. Il pretesto sta nella violazione del Blocco. Il motivo reale sta nella volontà di occupare tutta l’Europa orientale. Napoleone sottovalutò il fatto che la popolazione locale, pur oppressa dal regime feudale, vedeva in lui l’Anticristo venuto a profanare la Santa Russia (motivi nazionalistici e religiosi). I russi ebbero la meglio perchè non attaccarono per primi, non si fecero agganciare ma indietreggiarono di continuo facendo terra bruciata alle spalle dei francesi. Con l’occupazione di Mosca, Napoleone. sperava che lo zar chiedesse l’armistizio. Invece lo zar, attendendo l’inverno, costrinse l’armata francese, priva di viveri, a ritirarsi. Fame, freddo, stenti e il ritorno offensivo dei russi uccisero più di mezzo milione di francesi. Gioachino Murat, in qualità di comandante della cavalleria nella campagna di Russia, mirò a un accordo con l’Austria per preservare il regno napoletano (1814), ma, lasciato solo dai nuovi alleati, imbracciò di nuovo le armi contro il nemico d’oltralpe.
Una VI coalizione (Inghilterra, Russia, Svezia, Prussia e Austria) infligge allora a Napoleone la sconfitta di Lipsia, che provoca l’invasione della Francia obbligandolo ad abdicare (1814).
Da tempo Talleyrand aveva intavolato trattative segrete con le potenze nemiche, svolgendo opera di persuasione in favore di una restaurazione borbonica, e il 6 marzo 1814 il Senato proclamò re Luigi XVIII (fratello di Luigi XVI). Con la pace di Parigi, firmata dal nuovo re, la Francia veniva ricondotta entro i confini anteriori della Rivoluzione, mentre le potenze vincitrici decidevano di convocare a Vienna un congresso, incaricato di dare una nuova sistemazione all’Europa.
Fuggito dall’esilio dell’Elba, mentre già si sta preparando il Congresso di Vienna, Napoleone riprende il potere dando inizio all’avventura dei Cento Giorni. Decise a liberarsi per sempre di lui, le potenze europee misero da parte le contese diplomatiche che a Vienna avevano dissolto la quarta coalizione e si accordavano per dichiarare Napoleone fuorilegge e stringere un nuovo trattato di alleanza. La disperata impresa dei Cento Giorni si concluse il 18 giugno 1815 a Waterloo, con la definitiva sconfitta di Napoleone, costretto ad abdicare per la seconda volta, non però a favore dei Borboni, ma di suo figlio Napoleone II. Postosi sotto la protezione britannica, venne trattato come un prigioniero di guerra e condotto nella piccola isola oceanica di Sant’Elena, dove morì il 21 maggio 1821. La seconda restaurazione di Luigi XVIII avvenne l’8 luglio 1815.
Gioachino Murat, durante i cento giorni, pubblicò il proclama di Rimini (1815), con il quale invitava gli italiani a battersi per la propria indipendenza. Venne sconfitto a Carpi e a Tolentino, scappò in Corsica, ove cercò di riorganizzare la sua conquista del trono di Napoli, ma, dopo lo sbarco a Pizzo Calabro, venne catturato e fucilato dalle milizie borboniche.

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