L’Italia dal 1945 agli anni novanta

Dopo la liberazione dell’invasore tedesco e la definitiva sconfitta della dittatura fascista (aprile 1945), l’Italia torno unita e indipendente. Ma come doveva essere la nuova Italia: una monarchia o una repubblica? Dal punto di vista morale le condizioni del paese erano disastrose.Eppure gli italiani seppero reagire affrontando con operosità e fiducia questa drammatica situazione.
Il 2 giugno 1946, gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. In questa occasione votarono per la prima volta le donne. Gli italiani scelsero la repubblica. 12.718.641 votarono a favore della repubblica, mentre 10.718.502 si espressero per il mantenimento della monarchia.
La I repubblica: Il 2 giugno 1946 gli italiani elessero anche un’Assemblea Costituente: un parlamento che doveva scrivere il testo della nuova Costituzione dello Stato. Nel dicembre del 1947 venne approvata la nuova Costituzione repubblicana, che entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Il 18 aprile gli italiani vennero chiamati alle urne per eleggere il primo parlamento repubblicano. Sotto la guida di Alcide De Gasperi, nel dopoguerra la Dc è divenuta il maggiore partito italiano. La Dc ottenne il 48.5 per cento dei voti e la maggioranza asoluta dei seggi alla Camera; i comunisti e i socialisti uscirono sconfitti, ottenendo il solo il 31 per cento dei suffragi. De Gasperi, nonostante la DC avesse la forza di governare da sola, scelse di coinvolgere nella maggioranza i partiti di centro. Nel 1950, il governo cercò di affrontare il problema dell’arretratezza del Meridione istituendo la Cassa per il Mezzogiorno.
Negli anni ’50 la maggior parte degli italiani si guadagnava ancora da vivere nei settori tradizionali (piccole aziende, piccolo commercio, agricoltura). Ma nel periodo 1958-1963 prese via il cosiddetto miracolo italiano: in meno di due decenni l’Italia divenne uno dei paesi più industrializzati del mondo. E proprio l’auto era uno dei prodotti principali dell’industria italiana. Il boom economico non coinvolse il Sud. La prova più evidente fu la grande emigrazione di contadini meridionali verso le città industriali del Nord. A partire dal 1963 la DC e i partiti di centro non poterono più continuare sulla maggioranza assoluta dei parlamentari.
Alla fine degli anni Sessanta, l’Italia conobbe un periodo di grande lotte sociali condotte prima dagli studenti e poi dagli operai. Già nel 1966-67 gli studenti universitari organizzarono le prime manifestazioni. Questa contestazione era rivolta contro la società nel suo complesso. L’autunno caldo prese il via in settembre con lo sciopero nazionale dei metalmeccanici. La rchiesta avanzata del movimento operaio di una profonda trasformazione dei rapporti di lavoro nelle fabbriche venne accolta dai parlamentari. Nel maggio 1970, la camera approvò lo Statuto dei Lavoratori. Iniziò il cupo periodo del terrorismo politico che ha insanguinato il paese per tutti gli anni Settanta.
Un grave fattore di disgregazione e di instabilità fu rappresentato negli anni settanta dal terrorismo. La cosiddetta strategia della tensione, finalizzata a favorire nel paese una svolta autoritaria, fu inaugurata il 12 dicembre 1969 dalla bomba che esplose in una banca in piazza Fontana a Milano. Seguirono altre gravissime stragi, ad opera di un terrorismo nero, di marca fascista. Con la metà degli anni settanta si avviò invece un terrorismo rosso, praticato da gruppi di estrema sinistra. Punto massimo fu il rapimento e l’assassinio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro (9 maggio 1978), ad opera delle Brigate rosse. Avvalendosi di speciali decreti antiterrorismo e di normative che riducevano la pena ai terroristi pentiti, gli organi di polizia e la magistratura riuscirono, nel giro di alcuni anni, a sgominare le organizzazioni terroristiche.
Negli anni Settanta, il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, elaborò la strategia detta del compromesso storico: essa mirava alla collaborazione di governo tra DC e PCI per superare la crisi della democrazia italiana. I frequenti scandali, l’inefficienza delle istituzioni, la grave crisi economica, finivano per porre al centro delle polemiche il trentennio di potere della DC. La crisi dell’egemonia democristiana aveva come conseguenza, nel 1981, la costituzione di un governo guidato, per la prima volta, da un laico: il segretario del Partito Repubblicano Italiano Giovanni Spadolini. Nel 1985 il democristiano Francesco Cossiga veniva eletto a grande maggioranza presidente della Repubblica, succedendo al Quirinale all’anziano Sandro Pertini. Cossiga affidava l’incarico di capo del governo ad Andreotti.
All’inizio degli anni Novanta, il sistema politico italiano venne scosso da una crisi senza precedenti. Alla presidenza della Repubblica veniva eletto il democristiano Oscar Luigi Scalfaro, esponente gradito a un vasto schieramento di forze politiche. Scalfaro conferiva l’incarico di governo al socialista Amato. Le indagini, condotte da Antonio Di Pietro e degli altri partiti magistrati della procura di Milano, hanno messo in luce una fitta rete di tangenti, favori e accordi illegali fra politici e imprenditori. I giornali chiamano tangentopoli questo intreccio tra politica e affari

La seconda repubblica: La bufera di tangentopoli ha travolto la moltissimi partiti, che sono scomparsi dalla scienza politica.
Al loro posto sono nati altri partiti. Il PCI è divenuto PDS nel 1991, la DC si trasformò in Partito Popolare Italiano (PPI), riprendendo il nome adottato dal partito cattolico del 1919. L’estrema destra ha abbandonato i legami con il fascismo e riconosciuto esplicitamente il valore della democrazi. Il MSI (Movimento Sociale Italiano) dava origine ad Alleanza Nazionale (AN), mentre sparivano formazioni di lunga tradizione quali il Psi, il Psdi e il Pli.
In qualche caso sono nati partiti del tutto nuovi. Anzitutto Lega Nord, che proponeva un’organizzazione federale per lo stato italiano, ha ottenuto un significativo risultato alle elezioni del 1992. Quindi Forza Italia, una formazione politica d’ispirazione liberale, che l’imprenditore Silvio Berlusconi ha creato dal nulla, portandola ad una clamorosa affermazione alle elezioni del 1994.
Alle elezioni del 1994 si sono affrontati soprattutto:
• il Polo delle libertà : formato da FI, AN, Lega Nord e CCD;
• i progressisti: costituiti da PDS, Rifondazione comunista e altri partiti di centro e di sinistra.
La vittoria è andata al Polo il 20 maggio. Questo governo ha avuto una vita difficile e breve. Infatti è caduto nel dicembre 1994. E’ così è nato un governo formato da tecnici, cioè personalità non provenienti dai partiti, guidato da Lamberto Dini. Gli italiani sono tornati a votare nel 1996. Questa volta la vittoria è andata all’Ulivo, guidato da Romano Prodi. Nell’ottobre 1998 cade il governo Prodi. Il presidente Scalfaro incarica, Massimo D’Alema, segretario dei Democratici di sinistra, a formare un governo appoggiato da sette partiti. Nel maggio 1999 Carlo Azeglio Ciampi viene eletto presidente della repubblica. A dicembre del 1999 dimissioni lampo del presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che ottiene il reincarico e la fiducia del Parlamento. Ad aprile 2000 il presidente del Consiglio si dimette. Giugliano D’Amato, ricevuto l’incarico dal capo dello Stato, forma un nuovo governo.
Alle elezioni politiche del 12 maggio del 2001 la Casa delle Libertà (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Biancofiore, Lega Nord, Nuovo PSI) si prende la rivincita sull’Ulivo (Ds, Margherita, Girasole, Partito dei Comunisti Italiani). Il ticket Silvio Berlusconi-Gianfranco Fini batte quello ulivista costituito dall’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli e dal diessino Piero Fassino Democratici di Sinistra, e Forza Italia registra un notevole successo, raccogliendo circa il 30 perc ento dei consensi globali. Il centrodestra torna al governo del Paese, grazie anche alla rinnovata alleanza con la Lega di Bossi (che riceve in cambio alcune poltrone strategiche dell’esecutivo: Giustizia, Welfare e Riforme) e alle divisioni del centrosinistra.

Libro, Editrice La Scuola- Storia per gli istituiti professionali / Internet- Romacivica / Internet- La repubblica: storia d’Italia dal 1945 a oggi

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