Marco Polo e i Mongoli

La paura delle tribù che vivevano nella zona dell’Asia centrale creavano una barriera tra i popoli d’Oriente e d’Occidente. Allora nel XIII secolo dalla Mongolia giunse un conquistatore, il creatore di un impero che abbatte questa barriera tra l’Europa e l’Asia: Gengis Kan. Un giovane e temutissimo capo mongolo, di nome Temucin, fu colui che nell’anno 1196 ebbe l’idea di sbarazzarsi di tutti gli altri capi e di unificare i diversi clan del suo popolo in uno solo grande organo politico. Questo semplice pastore anafalbeta giunto alla testa del suo popolo all’età di trent’anni, fu il pimo che distribuì la poplazione nomade del deserto del Gobi in gruppi socializzati modernamente. Nel 1205 i Mongoli si volsero dapprima contro la Cina. Battendosi per dieci anni, essi riuscirono a conquistare buona parte del suo territorio. Dopodichè, passarono ad attaccare l’uno dopo l’altro gli Stati dei Turchi, dei Persiani, la Russia meridionale e l’Afghanistan. Stavano già protendosi verso l’Europa, quando il loro prestigioso capo venne improvvisamente a morte, nel 1227. Il figlio che riuscì a diventare Gran Khan fu Ogudai.
Ogudai passo a invadere la Russia centrale, nel 1236 i soli stati russi che riuscì a mantenere una certa indipendenza nei confronti dei mongoli fu Pskov e Navgorod; sempre nel 1236 si impadroniva della Bulgaria (regione del Kama). Nel 1241, i Mongoli si scontrarono coi Tedeschi a Liehnitz,e li sbaragliarono, invadendo la Slesia e travolgendo sul fiume Sajo gli Ungheresi. Per la seconda volta la morte fulminò il Gran Khan Ogudai. Mongka fu il successore di Ogudai.
Dopo la conquista mongola venne la pace mongola: Gengis Kan e i suoi eredi portarono la legge e l’ordine in tutta l’Asia centrale. Crearono una rete di strade che collegavano l’Oriente all’Occidente, i mercanti poterono quindi viaggiare liberamente tra l’Asia e l’Europa e con loro l’idee. A distanza di un giorno di viaggio costruirono le stazioni postali. Le stazioni postali fornivano anche cibo e riparo al viaggiatore lungo le strade della Mongolia. Le truppe mongole riuscirono a conquistare in poco tempo Aleppo, Damasco e Baghdad, spingendosi verso il Nordafrica e l’Egitto. Per la prima volta incontrarono un avversario capace di respingerli: i Malmecchi, che nel 1260 riuscirono a sconfiggere gli invasori.
Nel 1277, un giovane mercante veneziano, di nome Marco Polo, incotrò appunto questo Gran Khan, e ne ricevete fiducia e persino delicati incarichi politici, stabilendo la prima relazione commerciale fra l’Europa e la Cina. Le straordinarie avventure di Marco Polo sono raccolte nel libro intitolato Il Mlione. Marco vive l’infazia e l’adolescenza senza conoscere il padre (Niccolo Polo). Niccolo e suo fratello Matteo sono mecanti veneziani partiti per l’oriente e da anni non se ne hanno più notizie. Quando ritornano lui a sedici anni. A causa di una deviazione furtuosa verso est per evitare una guerra sono arrivati sino in Cina. Forse non sono i primi occidentali ad essersi spinti fino a quelle terre lontane, ma sono sicuramente i primi ad essere riusciti a ritornare per raccontarlo. Ma c’è qualcosa di più: sono partiti mercanti, ma sono rirtonati ambasciatori del Grande Khan, presso il Doge di Venezia. E’ molto possibile convincere il senato della repubblica sull’opportunità di instaurare rapporti diplomatici e commerciali con un impero tanto lontano da sembrare irrangiungibile. Anche la carta moneta, abitualemente in uso in Cina non viene compresa da chi è abiutuato a trattare solo in oro e in cose solide e tangibili. Con l’appoggio del Doge nel 1271 i fratelli Polo possono finalmente ripartire. Oltre ai regali preziosi portano con sè, non i cento saggi nominati dal papa che aveva chiesto il Gran Khan, ma solo due frati, che alle prime difficoltà torneranno indietro. Ma soprattutto questa volta portano con sè il giovane Marco, che ha ancora tutto da imparare. Dopo trenta mesi di odissea arrivano nella capitale Kambalik, in Cina. E’ nuovissima, la prima città stanziale dei mongoli, popolo nomade per eccelenza. Nei suoi racconto differisce anche dei suoi rapoorti amichevoli con la famiglia imperiale degli incarichi di fiducia ricevuti dal Gran Khan. Raccontò la sotira dei suoi viaggi in un libro. La possibilità di scriverlo la ebbe innaspetatamente quando fu fatto prigionieri in una guerra commerciale locale.
Le campagne di conquiste si arrestarono. Alcuni territori dell’impero, come la Persia, l’Irak e l’Afghanistan, accentuarono la loro autonomia fino a diventare indipendenti. Nel 1368, il popolo cinese, si solleva contro la dominazione mongola guidata da Zhu Yuanzhang (Hongwu), fondatore della dinastia Ming.
Verso la metà del XIV secolo i Mongoli tornarono alle antiche gesti gierriere: questa volta avevano avevano un nuovo grande capo, Timur lo Zoppo. Egli aveva tre obiettivi: riconquista della Cina, invasione dell’India e invasione della Turchia. Per oltre trent’anni le orde di Timur seguitarono a guerreggiare. L’India viene invasa come l’Anatolia nel 1402. La morte del loro capo, nel 1405 segno l’inizio del declino del suo potente impero.

Libro, European book Milano-Atlantica junior n.7 / Libro, European book Milano-Atlantica junior n.8 / Documentario della RAI- Ulisse / Documentario di Mediaste- Millenium

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