Nascita d’Israele

Il Medio Oriente è un’area di importanza strategica fondamentale e ricchissima di risorse naturali. Cuore del problema era (ed è) la Palestina, dominio ottomano assegnato come mandato alla Gran Bretagna dopo la prima guerra mondiale: qui, sin dalla metà dell’Ottocento, era iniziata l’immigrazione di coloni ebrei sotto l’impulso del sionismo ( da Sion, la colinna di Gerusalemme), un movimento che propugnava la costituzione in Palestina di uno stato ebraico. L’immigrazione ebrea si accentuò negli anni trenta, in concomitanza con le persecuzioni razziali naziste, cosa che provocò le prime tensioni con la popolazione arabo locale. Dopo la seconda guerra mondiale, gli inglesi lasciarono la Palestina e l’Onu ne deliberò la divisione in due stati, uno arabo e uno ebraico. Ma gli eventi precipitarono: nel 1948 gli ebrei proclamarono la nascita dello stato di Israele, che venne attaccato, però senza successo dagli stati della lega araba (Egitto, Iraq, Siria, Libano, Giordania, Arabia Saudita). Nei due decenni suguenti il conflitto fra Israele e i paesi arabi proseguì. Gli Usa sostenevano militarmente ed economicamente Israele quale fondamentale pedina occidentale all’interno dell’inquieto mondo arabo, l’Urss, alleata dell’Egitto, appoggiava il nazionalismo arabo per controbilanciare l’influenza statunitense in quell’area. Nel 1967, con la guerra dei sei giorni Israele occupò l’intero Sinai, la Cisgiordania e le alture del Golan, al confine della Siria, territori abitati da oltre un milione di arabi. Nel 1973 si ebbe un nuovo conflitto, la guerra del Kippur, che lasciò la situazione pressochè immutata. Nel frattempo, nasceva un movimento di resistenza palestinese, la cui principale forza era l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), guidata da Yesser Arafat, che organizzava azioni di guerriglia. Un primo spiraglio di pace si ebbe nel 1978, con gli accordi di camp David fra Egitto, Israele e Stati Uniti, che prevedeva la restituzione all’Egitto del Sinai. Rimaneva però del tutto aperto il problema dei profughi palestinesi, ammassati per lo più in Libano, che divenne una sorta di campo di battaglia fra israeliani, guerriglieri palestinesi, siriani (che puntavano a espandersi in Libano). Il terrorismo islamico si intrecciava con le repressioni israeliana, nei territori occupati si sviluppa l’intifadah (sollevazioni, risveglio), un’endemica rivolta palestinese che impegnava gli israeliani in una dura quanto inefficace repressione.

Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell’uomo

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