Persiani: le origini

Le origini

L’origine del popolo persiano è varia e composita, frutto di un processo di integrazione tra popolazioni autoctone e diversi processi migratori a carattere indoeuropeo.

L’attuale altopiano dell’Iran, che anticamente era conosciuto come Persia (dal nome della regione iranica Parsa), è stato sempre ricco di minerali e di beni di prima produzione, soprattutto a carattere industriale. Inoltre, ha rappresentato un luogo di incontro e di passaggio obbligato per i ricchi commerci tra il Mediterraneo e l’India, tra l’Arabia e la Cina.

I persiani hanno dato vita ad un grandissimo impero, che nel corso dei secoli, ha conosciuto diverse popolazioni dominatrici, tutte comunque di origini iraniche, che ha condiviso il potere sul mondo con Roma e che ha dato vita ad una splendida arte e ad una moltitudine di religioni, che si sono diffuse in tutto il mondo.

La regione iranica si estende dalle montagne dello Zagros, poste verso la Mesopotamia, a quelle indiane dell’Hindukush e del fiume Iaxarte; dal massiccio del Caucaso al Golfo Persico. Geograficamente è costituita da un altopiano montuoso, dal clima molto caldo d’estate e freddissimo d’inverno, molto fertile e ricco di pascoli.

Già dal IV millennio a.C. questa zona era abitata da popolazioni primitive, residenti in abitazioni semplici, ma abbastanza stabili, dedite all’agricoltura, alla pastorizia ed alla lavorazione dei metalli. Nel complesso archeologico di Siyalk sono stati ritrovati mattoni di forma ovale, porte e resti di mura spesse con strade strette nel centro abitato.

Dal punto di vista antropologico si osserva la formazione della razza caucasica che ha dato origine a tre gruppi di popolazioni:

* Iberi e Baschi;
* Lici, Misi, Cretesi ed Etruschi;
* Elamiti, Cassiti, Mitanni, Ittiti, Urartei (Armeni).

Il III millennio a.C. vede un’attività intensa nella produzione della ceramica ed un primo predominio della popolazione elamita, attorno alla città Susa, seguito da una lotta tra quest’ultimo e le popolazioni babilonesi.

Nel II millennio compaiono le prime migrazioni indoeuropee. Dalla regione caucasica si osservano tre flussi migratori: il primo si indirizzerà verso l’Asia Minore, dando vita alla popolazione ittita ed alla nascita del relativo dominio; il secondo verso l’India, dando vita agli Ari; il terzo, invece, in Mesopotamia, originando la popolazione dei Mitanni che si è fusa assieme a quella hurrita, segnando un periodo di dominazione. Gli ultimi due flussi migratori hanno influenzato, seppure debolmente, le regioni iraniche, che hanno sempre trovato una valida difesa nella conformazione geografica del paese.

Verso il 1800 a.C. migreranno i Cassiti dalla Persia verso il regno di Babilonia, dando vita all’era cassita che per 576 anni dominerà in Mesopotamia.

Nel I millennio a.C. si verifica l’incursione dei popoli del mare che devastano tutto il mondo conosciuto, in particolare l’Asia Minore, la Grecia e l’area siro-palestinese. Tale migrazione penetra prepotentemente anche nella regione iranica, formando una popolazione conosciuta come indo-iranica, che ha molte affinità con quella celtica presente in Europa. La città principale è la città di Siyalk, già conosciuta nei millenni precedenti. Le tombe impiegate erano di quelle di tipo a tumulo, ricche di gioielli e monili. Interessante risulta anche la lavorazione dei metalli. La società si compone: del principe, i nobili, gli uomini liberi, i nullatenenti e gli schiavi. Si verificano diverse lotti tra i nobili che provocano divisioni tra le varie popolazioni iraniche.

Era necessaria l’unità dunque. Si compongono la Media (Madai) e la Persia (Parsua), che intorno all’850 a. C. entrano in contatto con l’Assiria, che cerca il dominio in Iran. In particolare la Persia, con capitale Pasargade, è sotto il dominio della Media, con capitale Ectabana. In questo periodo l’Urartu, con il re Rusa I, vedrà un periodo di predominio in queste regioni.

In questo quadro di lotte tra popolazioni, si inseriscono anche le migrazioni degli Sciti e dei Cimmeri, che sono citati anche nella Bibbia. In particolare i primi conquistano la Media e parte dell’Assiria, apportando continue razzie e devastazioni, ma anche un patrimonio culturale soprattutto nel campo scientifico e religioso.

Il primo re che caratterizza la supremazia persiana è Achemene (che darà origine alla stirpe achemenide), che intorno al 700 a. C. fonda un piccolo principato in seno al regno elamita. Approfittando della guerra tra Assiria ed Elam, i Persiani, attraverso il re Tepsi (675 – 640 a. C.) consolidano il dominio su altri territori. Il regno viene diviso tra i due eredi Ariaramne (640 – 590 a. C.), a cui spetta il regno del Parsa, e Ciro I (640 – 600 a. C.) che regna sul Parsumash.

La Media, con il re Ciassarre, vince su Ninive e l’Assiria ed ingloba nel suo regno anche i due potentati persiani. Intanto Babilonia, alleata della Media, ha il predominio sull’Elam. Ad Ariaramne succede Arsame, mentre nell’altro regno ha il potere Cambise I, il quale sposò la figlia di Astyage, re della Media, ed ebbe come figlio Ciro il Grande, che, riunificati i regni, rivalutò la capitale Pasargade.

Questi, succeduto al padre, avrà come alleate le diverse popolazioni iraniche e desterà sospetti nel nonno, il quale gli muoverà guerra, perdendo. Nasce così il regno persiano, che, nel corso dei secoli, fino al 651 d. C., prenderà diversi nomi, in funzione delle popolazioni iraniche che avranno il predominio:

Achemenidi
Seleucidi
Parti
Sasanidi

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