Schelling Friedrich: l’idealismo estetico

Schelling prese il posto di Fichte ma pur avendo avuto successo inizialmente, con l’avvento di Hegel le cose cambiarono.
Le sue opere principali sono: “Bruno o del principio naturale e divino delle cose”, “Il sistema dell’idealismo trascendentale”.
Critica Fichte in quanto l’attività dell’io descritta da lui è infinita, ma questa infinità è cattiva, perché non raggiunge mai una fine. D’altra parte il “non io” è troppo limitato e deve essere rivalutato: tutto deve rispondere a Spinosa, tutto è divinizzato. Il principio di Schelling è l’Assoluto.

ASSOLUTO: unità indifferenziata di natura e spirito
NATURA: spirito incosciente
SPIRITO: consapevolezza

L’interesse di Schelling fu rivolto alla natura che cerca di prendere coscienza di se stessa. Il suo studio si chiama fisica speculativa. Studia il divenire della natura che va avanti per gradi.
Si va avanti per lo scontro di due grandi forze, quella attrattiva e quella repulsiva. Le tre tappe più importanti sono: gravità (magnetismo), luce (elettricità), vita [chimismo (organica)].
Il momento culminante della vita è il finalismo.

La natura è espressione dell’assoluto. Le tappe dello spirito sono:

* Attività teoretica
* Attività pratica
* La finalità e la storia

Il suo idealismo è chiamato idealismo estetico.
Il momento finale in cui si raggiunge l’assoluto è l’arte. L’arte è l’organo della filosofia e rivela l’assoluto in quanto è spirito che opera come natura.
Hegel sarà d’accordo con Schelling riguardo all’assoluto, dando un momento finale, mentre ne criticherà l’assoluto: “se sono unità indifferenziate di natura e spirito, come si differenziano?” Per lui l’assoluto sarà unità – distinzione di natura e spirito.

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