Schopenhauer Arthur: tra irrazionalismo e pessimismo

Alcuni caratteri del pensiero Hegeliano saranno criticati:

  • L’identità di reale e razionale. Come si spiega dunque il male? Il negativo? Non lascia spazio alla caducità, all’incidente.
  • La mancanza dell’individualità, ciascuno di noi è inserito nell’assoluto razionale.

Schopenhauer è stato il primo ad esaminare questi aspetti. Egli ebbe contrasti con Hegel accusandolo di avere prostituito la filosofia. Considerava infatti, quella di Hegel, la più vuota chiacchierata che potevano fare delle teste di legno.
Schopenhauer nasce a Danzica nel 1778, i suoi ideali sono Platone e Kant, la sua filosofia sarà irrazionalismo e pessimismo. Egli ha conosciuto la filosofia orientale, ciò è anche riscontrabile nel suo pensiero.
La sua opera più grande fu “Il mondo come volontà e rappresentazione”, la tesi di laurea “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente” cioè la causalità.
La causa si esprime nell’essere, nel divenire, nel conoscere e nell’agire. Studia la causa e ritorna alla distinzione di fenomeno e noumeno.

Il noumeno è la volontà, essa è l’unica vera realtà, è cieca, irrazionale e non sa nemmeno lei quello che vuole. Essa si estrinseca prima in un mondo di idee platonico, poi nel nostro mondo (spazio, tempo, causalità) e poi in ciascuno di noi, perché noi vogliamo in ogni momento, è un bisogno muscolare. Abbiamo un pensiero fisso, fino a quando non lo soddisfiamo. Dopo averlo soddisfatto, viviamo nella noia, e cerchiamo un altro bisogno, un altro dolore: la vita è un pendolino dalla noia al dolore.

Sentirsi vivi per Schopenhauer è sentire la volontà.

Ma non si può vivere così, dobbiamo tentare di non sentire più la volontà di vivere: potrebbe essere una soluzione il suicidio, ma non è così, perché facciamo ciò che vogliamo, cioè liberarsi dalla vita. Liberarsi significa squarciare il velo di Maya. Maya è la verità: ma noi non possiamo mai vedere la verità nuda, il noumeno.

Ma Schopenhauer dice che possiamo liberarci dalla volontà di vivere in 4 gradi:

  • L’arte: è un modo per non pensare a noi stessi. In particolare la musica di Wagner. La musica ci fa dimenticare noi stessi.
  • La Compassione: patire insieme, rendersi partecipi ai problemi degli altri.
  • La giustizia: è una compassione legalizzata infatti la legge prevede il rispetto per tutti.
  • Nirvana: equivale alla beatitudine, non avvertire nessun dolore, cioè l’annullamento della volontà, il non sentire. Questo è la noluntas (negativo di voluntas).

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