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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; celti</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>Celti: i rapporti con Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:17:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I rapporti con Roma Nel 322 a.C. i Senoni ed i Boi avevano colonizzato la Gallia Cisalpina ed erano scesi sino alle Marche, annientando gli Etruschi, che avevano fondato la Lega delle Dodici Città, e le popolazioni italiche. Il primo contatto di Roma con i Celti fu nel 387 a.C., quando Brenno, capo dei Senoni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>I rapporti con Roma</h2>
<p>Nel 322 a.C. i Senoni ed i Boi avevano colonizzato la Gallia Cisalpina ed erano scesi sino alle Marche, annientando gli Etruschi, che avevano fondato la Lega delle Dodici Città, e le popolazioni italiche.<br />
Il primo contatto di Roma con i Celti fu nel 387 a.C., quando Brenno, capo dei Senoni, presso il fiume Allia ottenne una grande vittoria e marciò su Roma, saccheggiandola ed incendiandola.<br />
I Romani si rifugiarono sulla rocca del Campidoglio dove furono presi d&#8217;assedio, senza capitolare. Qui si assistette all&#8217;episodio di Brenno che, per andare via, pretese dell&#8217;oro (probabilmente quello del sacco di Veio), pronunciando la famosa frase: &#8220;guai ai vinti&#8221;. In realtà sembra più probabile che tra i Senoni ed i Romani fu siglato un accordo di pace e che la propaganda romana abbia enfatizzato questo episodio al fine di esaltare la gloria capitolina. Successivamente la città fu ricostruita sotto la guida di Furio Camillo, che riuscì a convincere la popolazione a non trasferirsi a Veio, città etrusca appena conquistata, ancora intatta. Dopo questo avvenimento i Romani svilupparono un certo terrore verso i Celti.<br />
L&#8217;episodio appena descritto nacque a seguito di un&#8217;invasione celtica presso l&#8217;Etruria (avevano già conquistato il nord Italia che precedentemente era stato sotto l&#8217;influenza etrusca), avvenuta esattamente a Chiusi, centro di produzione vinicola di cui i Celti erano particolarmente ghiotti.<br />
L&#8217;aneddoto legato a questo episodio narra di un certo Aruns di Chiusi, la cui moglie era stata tradita da un lucumone locale, che chiamò i Celti in suo aiuto. Quando videro l&#8217;orda gallica alle porte i chiusini chiamarono i Romani, che bramosi di conquista nei confronti etruschi, ma diffidenti verso gli invasori, si limitarono ad inviare tre ambasciatori a trattare la pace. Tuttavia questi offesero i Celti e combatterono al fianco degli Etruschi contro di loro, perdendo. In seguito a questo episodio, Brenno, dopo aver distrutto la tirrenica Melpun, marciò verso Roma come rappresaglia. Naturalmente c&#8217;è una ragione più pratica dietro questa guerra: i Celti avevano bisogno di terre e di ricchezze ed effettuavano continuamente delle migrazioni.<br />
I Celti ricompaiano contro i Romani nella battaglia di Sentinum del 295 a.C., nel corso della terza guerra sannitica, accanto ai Sanniti, Umbri, Etruschi , Lucani e Sabini dove subiscono una sconfitta.<br />
I Romani erano risoluti nell&#8217;allontanare il pericolo celtico dall&#8217;Italia e nel 285 a.C. perpetuarono un genocidio (uno dei primi nella storia) nei confronti dei Senoni, erigendo sul luogo Sina Gallica (Senigallia) e più a nord Rimini. Inizia, così, la conquista dell&#8217;ager gallicus, cioè le alte Marche. Di conseguenza i Galli della regione minacciata (Boi, Senoni, Taurisci, Insubri) si alleano con gli Etruschi e marciano su Roma. Nel 283 a.C., presso il lago Vadimone, i Romani li massacrano, tingendo di rosso le acque del Tevere. Si racconta in proposito che i cittadini dell&#8217;Urbe appresero dalla notizia vittoriosa vedendo il colore delle acque, ancora prima che facessero ritorno i soldati.<br />
Successivamente i mercenari celtici si alleano ad Asdrubale in Spagna. Questi però firma il trattato dell&#8217;Ebro (226 a.C.), con il quale Cartaginesi e Romani si spartiscono la Spagna e riconoscono i Celti come comuni nemici. Questo trattato fu la fine per i punici che non capirono che solo alleandosi con le tribù locali potevano battere Roma.<br />
Nel 225 a.C. i Celti (50.000 fanti e 25.000 cavalieri, come racconta Polibio), aiutati dagli Etruschi, sono sconfitti a Talamone dai Romani. Nella circostanza vengono sottomessi anche i Liguri, popolazione italica, abile nella pesca e nella navigazione marittima, che aveva frequenti commerci con i Celti ed i greci di Marsiglia. Dopo questo episodio, Roma si rende conto che le tribù celtiche si possono sconfiggere con un esercito addestrato e organizzato.<br />
Nel 222 a.C., dopo la vittoria di Clastidium, la Valle Padana viene conquistata agli Insubri (Milano, loro capitale, distrutta) e alcune roccaforti celtiche, già città etrusche, vengono prese: Piacenza, città dei Boi; Cremona, città degli Insubri; Aquileia. Tra il 189 a.C. ed il 183 a.C. sarà la volta delle città dei Boi di Parma, Modena e Bologna.<br />
I Celti appoggiano Annibale che cala in Italia, uscendone di nuovo sconfitti. In particolare il loro impeto bellico si rivelava dannoso per le battaglie del generale cartaginese, come successe nella battaglia sul fiume Trebbia. In Gallia Cisalpina continua la guerriglia celtica fino al 175 a.C., data in cui l&#8217;Italia settentrionale è romana.<br />
Tra il 123 a.C. ed il 121 a.C. i consoli Caio Sestio Calvino, Domizio Adenobardo e Quinto Fabio Massimo conquistano la Gallia Narbonese.<br />
Nel 113 a.C. i Celti si ripresentano ai Romani al di là delle Alpi (parola di origine celtica) a Noreia, l&#8217;odierna Klagenfurt, dove Norici e Taurisci, in una fase di migrazione verso il nordeuropa sconfiggono le truppe di Papinio Cambone.<br />
Nel 109 a.C., presso Arausio (odierna Orange), sempre in una fase di migrazione, i Cimbri e i Cimmerri, popolo celtoscita, apportano una nuova sconfitta ai soldati romani. Dunque, i Celti diventano di nuovo uno spettro per la città capitolina. Si può osservare che in questo periodo si assiste a diverse fasi di migrazioni celtiche, con influenze sia germaniche che orientali, nessuna però valica le Alpi. Nel 107 a.C. gli Elvezi ed alcune tribù germaniche sconfiggono presso Agen truppe romane al comando di Longino.<br />
Per allontanare definitivamente la paura celtica i Romani devono attendere l&#8217;avvento di Mario, terzo eroe di Roma dopo Furio Camillo e Romolo. Questi identifica subito il punto debole dei Celti nel furore del primo assalto ed addestra con una rigida disciplina le truppe romane, facendole diventare una perfetta macchina da guerra. Così nel 102 e 101 a.C. prima ad Aquae Sextiae (odierna Aix en Provence) e poi a Vercelli furono massacrati migliaia di Cimbri e Teutoni. In entrambe le circostanze, durante le battaglie, Mario fece attendere le sue truppe in zone fortificate, in modo che i soldati si abituassero alle urla ed all&#8217;aspetto terrorizzante dei Celti. Una volta diminuito il furore bellico, i soldati romani assalirono i nemici, ormai esausti e indeboliti. Il pericolo celtico era cessato e Roma poteva dedicarsi ad una espansione in Europa.<br />
La politica di conquista estera dei Romani si basava sul concetto di eliminare eventuali pericoli che li potessero minacciare. Per questo motivo presero la Gallia Cisalpina che era abitata da popolazioni celtiche che potavano minacciarli, poi la penisola iberica, che aveva delle fortificazioni cartaginesi e, successivamente, la Gallia Narbonese come territorio di collegamento tra i due conquistati.</p>
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		<title>Celti: la religione celtica</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:16:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Religione Secondo la tradizione Eracle, divinità &#8211; eroe ellenico, giunto in Gallia, fondò Alesia e si invaghì di una principessa locale. Questa colpita dal suo vigore e dalla sua possenza fisica, si unì all&#8217;eroe orientale. Frutto dell&#8217;unione fu il giovane Galates, che salito al trono, diede il suo nome al popolo: galati o galli. Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Religione</h2>
<p>Secondo la tradizione Eracle, divinità &#8211; eroe ellenico, giunto in Gallia, fondò Alesia e si invaghì di una principessa locale. Questa colpita dal suo vigore e dalla sua possenza fisica, si unì all&#8217;eroe orientale. Frutto dell&#8217;unione fu il giovane Galates, che salito al trono, diede il suo nome al popolo: galati o galli. Questa tesi propagandistica dimostra il legame tra Occidente ed Oriente<br />
La religione celtica ha molte affinità con le religioni delle culture indoeuropee, in particolare con quella scita. Essa si basa su concetti molto semplici: la reincarnazione della vita, la rigenerazione, la resurrezione, l&#8217;amore per la natura, la sacralità di alcune piante (la quercia in Gallia e Galizia, il tasso in Britannia, il torbo in Irlanda). Gli alberi erano il tramite con il firmamento e separavano l&#8217;uomo dagli dei celesti. Attorno ad ogni villaggio c&#8217;erano dei boschi sacri (drynemeton) dove si eseguivano riti e dove veniva giudicata la gente dai druidi.<br />
Si usavano spesso anche i dolmen ed i menir megalitici, già realizzati dalle precedenti civiltà, per rappresentare una continuità tra l&#8217;uomo ed il firmamento.<br />
La morte rappresentava per i Celti una breve pausa per una vita eterna: esisteva infatti la reincarnazione (in cui si crede anche in India), per questo si amava la natura, perché si poteva rinascere in altre forme di vita. Il concetto di rigenerazione era fondamentale ed a simboleggiarlo c&#8217;era la croce celtica. Il tema della resurrezione è importante, perché indica una continuità della vita ai danni della limitatezza della morte.<br />
Dunque il celtico non si preoccupava se in battaglia moriva, anzi questo gli dava più onore, tanto poi risorgeva. Andavano nudi in battaglia perché, in preda al loro furore bellico, comunicavano con gli dei direttamente e quindi emettevano calore. Non è escluso che i druidi conoscessero delle tecniche yoga, atte a creare uno stato di trance nei guerrieri nella fase pre-bellica. Essi infatti eseguivano dei passi di danza prima di combattere, proprio per entrare in contatto con le divinità.<br />
I Celti, specialmente quelli d&#8217;Irlanda, credevano che alcune divinità vivessero sottoterra. Con loro si entrava in contatto attraverso pozzi e stagni. Attorno ad ogni villaggio c&#8217;erano zone ritenute sacre anche per questo. In Vandea sono stati trovati pozzi contenenti alberi e resti umani e animali: agli dei si sacrificava tutto, sia il simbolo della fertilità che la vita stessa. Esistevano cerimonie celtiche, presiedute da druidi, in cui, con un sottofondo musicale, si portavano in processione alberi che, alla fine, venivano sepolti in pozzi.<br />
I Celti non credevano nel peccato, quindi la loro morale era molto semplice.<br />
Collezionavano le teste dei nemici (in Irlanda il cervello) sopra le porte delle loro capanne o su pali conficcati nel terreno, sia perché questo accresceva la loro fama, sia perché quando il nemico fosse rinato lo avrebbe fatto senza testa, quindi più debole.<br />
I Galati trasmisero ai loro cugini europei il mito scita del piccolo dio Attis e della sua madre Cibele, dispensatrice di coraggio e gran madre di tutti, che poi, se vogliamo, è lo stesso mito fenicio del dio Baal e della dea Baalat.<br />
Dunque la donna rappresentava il coraggio, che specialmente in battaglia era molto utile, e la fertilità che si ricollega alla rigenerazione della vita: esisteva una forte venerazione per la madre. Non è escluso che esistessero druidesse, come le abitanti dell&#8217;isola bretone o la sacerdotessa di Vix della Baviera.<br />
Il ruolo del druida è molto simile a quello del bramino indiano la società celtica e quella indiana sono simili: il re &#8211; cavaliere assomiglia al rajas indiano). A tale proposito si sottolinea che alcune parole del gaelico sono molto simili al loro omologo indiano.<br />
I druidi erano il centro della religione celtica. Ebbero anche una valenza politica. In Gallia, in particolare, sotto la dominazione romana, difesero i costumi celtici e portarono avanti un sentimento rivoluzionario antiromano che sfociò secoli dopo durante la fine dell&#8217;Impero Romano. Essi non pagavano tasse, non espletavano il servizio militare, non erano legati al loro territorio come il resto della popolazione. Erano, in pratica, i veri capi della tribù. Avevano un falcetto in mano che li rappresentava, anche perché erano conoscitori di erbe mediche, che venivano raccolte con una certa ritualità. Alcune, perché velenose, erano raccolte con la mano sinistra (era quella che valeva di meno), altre con la destra. Essi seppellivano i morti in tumuli, secondo la tradizione dei kurgan.<br />
I druidi si riunivano in assemblee e c&#8217;era il majestix (il grande re) che affidava i vari compiti a loro. Si diventava druida solo dopo aver superato una prova che consisteva nel ritirarsi nel bosco sacro e giungere all&#8217;aldilà (attraverso prove di allucinazioni ed ipnosi): solo chi vi era stato ed aveva fatto ritorno tra i mortali poteva guidare un popolo.<br />
I Celti avevano 374 divinità. In realtà molte erano copie di altre, per cui se ne contano circa 60. Tra questi si ricorda: Teutate, dio barbuto, presente nei riti sacrificali, Beleno omonimo di Apollo, Arduinna da cui presero il nome le Ardenne, Belisama omonima di Minerva, Nemetona dea della guerra. Il più importante di tutti era Lug, che diede il nome a Lione e Leida. Simboleggiava un grande druida e sapeva suonare l&#8217;arpa, lavorare il ferro, combattere da valoroso, fare magie. Questi fu il progenitore del germano Wotan, che era chiamato anche Odino ed era il signore del Walhalla.<br />
Wotan era il grande druida ed era il signore del calore magico che infiamma il guerriero. Dunque tra Germani e Celti c&#8217;è questa trinità divina in comune: Wotan-Odino, Donar-Thor, Ziu-Tyr, presso i primi; Teutate, Eso e Tarani presso i secondi. Teutate era il più potente e si placava con sacrifici di sangue. Eso era identificato con il toro, anche egli assetato di sangue. Tarani era il dio della guerra e preferiva il rogo. Successivamente, Lug prese il potere su tutti. La volta celeste era la proiezione della vita terrena, per questo si ipotizzavano lotte e nascite di dei. Alla fine uno prevalse e fu il successo dei druidi. Il concetto di trinità è molto ricorrente nelle religioni dei popoli di origine orientale.</p>
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		<title>Celti: lo sviluppo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:11:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sviluppo I Celti erano composti da diverse tribù, ognuna delle quali si diffuse in uno specifico territorio. Si difesero dai Romani, dai Germani e dalle invasioni asiatiche. Nel corso delle loro migrazioni popolarono un vasto territorio. Videro lo sviluppo di diverse società (kurgan, halstattiana, lateniana) che corrispose anche ad uno sviluppo economico e sociale. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Sviluppo</h2>
<p>I Celti erano composti da diverse tribù, ognuna delle quali si diffuse in uno specifico territorio. Si difesero dai Romani, dai Germani e dalle invasioni asiatiche. Nel corso delle loro migrazioni popolarono un vasto territorio. Videro lo sviluppo di diverse società (kurgan, halstattiana, lateniana) che corrispose anche ad uno sviluppo economico e sociale.<br />
In base alla premessa fatta in precedenza, possiamo visualizzare la seguente situazione, legata sia al popolo celtico che alla regione di influenza relativa, frutto di continue migrazioni:<br />
Serbia: Scordisci (325 a.C.);<br />
Bulgaria: Bastarni (fondatori del regno di Tylis);<br />
Ungheria, Romania, Boemia: Carnuti, Teutoni, Cimbri(forse di origine germana), Menapi, Treviri, Ubii;<br />
Svizzera: Rezi, Rauraci, Carnuti, Elvezi;<br />
Austria: Taurisci, Norici;<br />
Italia Settentrionale: Boi, Senoni,Veneti, Gesati, Insubri, Taurisci;<br />
Spagna e Portogallo: Celtiberi che si mescolarono con la popolazione locale degli Iberi e che ebbero un sviluppo diverso rispetto ai Galli, i Gallaecie gli Asturi (Galizia), i Cantabri (zona di Bilbao), i Tarragonesi, i Baeti (zona di Siviglia), i Vasconi (Pirenei, da cui è originato il termine guascone), gli Arevaci, i Vaccei, i Lusitani ed i Vettoni (nel Portogallo);<br />
Anatolia: Galati (276 a.C.) abitanti della Galazia, arrivati dalle regioni del Danubio;<br />
Macedonia: Tettosagi, Trocmeri, Tolistoagi, che entrano in contatto anche con Alessandro Magno;<br />
Francia: Sequani, Edui, Alverni, Ambroni, Arverni, Parisii (che diedero i natali a Parigi), Aquitani, Vocati, Volci, Bellovaci, Venelli, Eburovaci, Suessioni, Tricassi, Mandubii, Carnuti, Veneti, Namneti, Pitti, Biturgi, Allobrogi, Gesati, Ceutroni, Eburoni;<br />
Paesi Bassi e Belgio: Nervii, Menapi, Suessoni, Remi, Belgi (forse di origine germana);<br />
Germania: Ambroni, Teutoni, Boi, Nemeti, Vangioni, Treviri, Advatici, Usipeti, Tenteri, Eburoni, Ubii, Sicambri (si tratta in prevalenza di popolazioni germaniche, di influenza celtica);<br />
Irlanda: Ulsteriani (con capitale Emain Magach), abitanti del Mide (centro-est), del Connacht (ovest) e del Munster (sud-est), Scotti (che migrarono in Caledonia che prese il nome di Scozia);<br />
Scozia: Pitti e Caledoni;<br />
Galles: Ordovici, Siluri e Cornovii (che poi migreranno in Cornovaglia)<br />
Inghilterra: Atrebati, Belgi, Catuvellani, Trinovanti, Dumnoni (in Cornovaglia), Coritani, Briganti, Suessoni, Carataci, Novanti, Segovii, Trinovanti, Iceni;<br />
Danimarca: Arudi, Cimbri, Ambroni (si tratta in prevalenza di popolazioni germaniche, di influenza celtica).<br />
Dunque i Celti, durante una loro migrazione, giunsero fino in Turchia. Nel 278 a.C. Brenno, omonimo del condottiero che un secolo prima sconfisse i Romani, invase la Pannonia e da lì, attraverso l&#8217;Illiria, giunse in Grecia, distruggendo Delfi, dove venne ferito. Tra il 278 a.C. ed il 270 a.C., trovando resistenza in Grecia, in particolare in Macedonia, una parte della popolazione celtica attraversò lo stretto dei Dardanelli e si stanziò a ridosso della Bitinia, approfittando anche dell&#8217;invito del re locale Nicomede, che, in cambio di territori, li assoldò come mercenari per conquistare l&#8217;Anatolia ed avere uno stato cuscinetto con i Frigi. La loro espansione ed i loro saccheggi furono interrotti dall&#8217;imperatore di Siria Antioco I, che li sottomise e li confinò in Galazia, regione nei pressi di Ankara. Successivamente, nel 230 a.C., il re di Pergamo Attalo I, sconfigge i Galati che si erano ribellati e fa erigere, come segno di trionfo, dei gruppi marmorei. Di questi oggi ci rimane una copia romana del &#8220;Galata Morente&#8221;. L&#8217;altra parte della popolazione, che costituiva il flusso migratorio, caratterizzata in particolare dalla presenza dei Bastarni, sconfitta in Macedonia dal re Filippo, padre di Alessandro Magno, si stanziò in Bulgaria, fondando il regno di Tylis.<br />
E&#8217; opportuno fare una considerazione sull&#8217;Irlanda. Fu l&#8217;unico paese celtico che non subì invasioni, per cui sviluppò la propria cultura completamente senza subire influenze esterne. Era divisa in cinque regioni: a nord l&#8217;Ulster, con capitale Emain Magach, a sud il Munster, con capitale Caisel, ad ovest il Connaught, con capitale Cruachain, ae est il Leinster, con capitale Dinn Rig ed al centro-est il Mide, con capitale Tara, luogo sacro vicino a Dublino. La prima e l&#8217;ultima regione furono le più progredite, con la prevalenza finale dell&#8217;ultima. Nel 450 d.C. l&#8217;Irlanda era divisa in due regni. Il regno del nord abitato dagli Uì Neìll e quello del sud, popolato dagli Eòganachta.<br />
Dediti alla pastorizia, gli abitanti dell&#8217;Isola Verde, non erano molto progrediti scientificamente. Amavano la musica, le arti esoteriche, la natura e svilupparono l&#8217;alfabeto ogamico fatto di segni, con il quale composero fiabe, divinizzando eroi nazionali, tra cui Cù Chulainn. Il mito, presso i Celti era importante e questo gli Irlandesi lo applicarono abbastanza. Favole quali la conquista di Etain, Tàin Bò Cùailnge (la cattura del toro di Cooley), the Book of Leinster, the book of Dun Cow, the yellow book of Lecan (le tre massime fonti mitologiche gaeliche), novità sul maiale di Mac Da Thò sono saghe che raccontano di eroi popolari, di dei, come Maeve, divinità della guerra che visse tre volte, ricalcando le religioni scite e le strutture celesti degli inferi, riprese da tutte le altre religioni. Si ripete il tema della reincarnazione e della resurrezione.<br />
Gli Scotti migrarono in Galles, dove i loro discendenti furono chiamati &#8220;selvaggi&#8221; (gaelici) dalle tribù locali ed in Caledonia, a cui diedero il nome di Scozia, tra questi, sull&#8217;isola sacra di Iona approdò San Colombano (563 d.C.) che evangelizzò la regione assieme a dodici discepoli.<br />
Dunque la cultura celtica si interseca con il cristianesimo.<br />
Sia l&#8217;Irlanda che la Gallia furono sede di molti conventi, che in realtà erano comuni. La seconda, poi, fu patria di San Martino, vescovo di Tours, nonché della setta eretica pelagiana, che contrapponeva alla grazia divina, professata da S. Agostino, solo la capacità umana.<br />
L&#8217;Irlanda era la patria della chiesa celtica, che già esisteva prima dell&#8217;evangelizzazione della chiesa romana operata da San Patrizio e da Palladio. Questa fu importata dall&#8217;Aquitania che aveva frequenti commerci con l&#8217;isola verde, ricca di stagno. Nella chiesa celtica non c&#8217;era una struttura ed un&#8217;organizzazione, esistevano solo abati, la pastorale era semplice, i frati vivevano in luoghi appartati (isole, eremi.), lontano dai conventi, il simbolo più usato era la croce celtica, segno di rigenerazione, contenente al centro la ruota solare, imitando i druidi gli abati al posto della chierica usavano una rasatura da orecchio a orecchio, lasciando i capelli sulla nuca lunghi. La chiesa celtica adattò il modello cristiano all&#8217;amore per la natura, per la fantasia, per i luoghi fiabeschi. E&#8217; evidente che, nonostante le dominazioni e le influenze, la filosofia dei Celti rimase incontaminata. In Irlanda, come in Scozia, non si annoverano martiri, segno che il modello cristiano fu accolto pacificamente. Tuttavia ci sono molti santi, nominati anche con la segnalazione degli anacoreti, uomini, che si distinguevano per la semplicità, il vigore, la mitezza.<br />
Ci furono notevoli dissidi tra chiesa celtica e chiesa romana: alle volte si rasentava la scomunica, come quando Fergal, vescovo di Salisburgo, credeva che sottoterra esistesse un mondo parallelo, in base al modello celtico.<br />
Lo scontro decisivo tra le due chiese fu nel 663 d.C. nel concilio di Whiotby. In questa sede il dissidio principale, preso a pretesto dalla chiesa romana, consisteva nella festa della Pasqua, che gli abati celtici festeggiavano tre giorni dopo le Palme, secondo la tradizione di Giovanni Evangelista. La chiesa di Pietro e Paolo uscì vincitrice.<br />
Tuttavia gli abati celtici continuano la loro evangelizzazione in Europa: Sangallo (Svizzera), Bobbio (Pavia), Francia, Salisburgo, Scozia, Inghilterra, Germania.<br />
Nel 410 d.C. i Sassoni, gli Angli e gli Juti, popoli germanici, occupano l&#8217;Inghilterra. I Britanni si ritirano in Cornovaglia, Galles (dove c&#8217;è il vallo di Olla), Bretagna e Scozia. Nel 440 Ambrogio Aureliano prende il potere e sconfigge i germani. Nel 491 compare il mito di Artù che, attraverso dodici battaglie, scaccia gli invasori. Dopo il 500 l&#8217;Inghilterra è di nuovo in mano ai germanici, che abbracciano la chiesa romana. L&#8217;Irlanda vivrà le invasioni vichinghe (793 d.C.) e comincia un periodo di migrazioni degli irlandesi verso l&#8217;Europa. Successivamente sarà la volta delle invasioni normanne, che importeranno l&#8217;amore per l&#8217;agricoltura e la pastorizia.<br />
Nel 1066 il duca Guglielmo di Normandia riprende l&#8217;Inghilterra e restaura la chiesa celtica, rinasce il mito del Graal e di Artù, che viene abbracciato anche dalla Francia, per puri scopi politici, in opposizione al domino della chiesa romana. Nel 1180 Chretien de Troyes scrive il Perceval, nel 1210 Wolfram von Eschenbach compone il Parsival.<br />
Il re Artù non sappiamo se sia esistito veramente. Sappiamo che richiama il dio celtico Artaios. Questo re si avvaleva del druida Merlino, il cui padre, secondo la tradizione, era Ambrogio Aureliano, a sua volta fratello di Uther. Da quest&#8217;ultimo nasce Artù che estrae la spada dalla roccia (caliburnus) e diventa signore di Camelot. Sposa Ginevra e fonda una tavola rotonda di 150 cavalieri. Con essi battè i Sassoni, i Pitti e gli Scotti. Suoi compagni sono:</p>
<p>* Tristano, che innamorato di Isotta, andò in Francia dove morì;<br />
* Lancillotto, che circuì Ginevra;<br />
* Galvano, che si avventura sulle Orcadi, combattendo contro il cavaliere verde;<br />
* Galahad, figlio di Lancillotto, e Percivale che vanno alla ricerca del Graal.</p>
<p>Artù, alla fine, accompagnato da alcune donne, si ritira su un&#8217;isola, da cui farà ritorno successivamente.<br />
Dunque, ci sono tutti gli elementi delle saghe celtiche: il re e il druida, che lo consiglia e guida; le riunioni assieme, rievocate dalla tavola rotonda; le sofferenze per l&#8217;amore, vissute da Tristano e Lancillotto; la lotta contro il nemico di Galvano, come Cù Chulainn, contro il drago; la rigenerazione, come quella di Artù, che fa ritorno da un&#8217;isola misteriosa, cioè muore e si rigenera.<br />
Siamo di fronte ad un eroe mitizzato, come è nella cultura celtica. Il Graal, poi, rappresenta le nature di Cristo: umana nel sangue e divina nell&#8217;acqua. Entrambe sono unite assieme dallo spirito. Questi sono i tre elementi raccontati da Giovanni, che era il più seguito dalla chiesa celtica. Chi possedeva il Graal, possedeva questi tre elementi. Di nuovo la fantasia serve ai Celti per superare le avversità della vita, che in questo caso erano rappresentate dai Germani.<br />
Tuttavia, come già detto, questa figura mitica fu strumentalizzata dai popoli invasori che volevano contrapporsi alla chiesa di Roma.</p>
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		<title>Celti: la società celtica</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 16:10:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2>Società</h2>
<p>Il tessuto sociale celtico si articolava su tre livelli: il druida, sommo sacerdote che presso i Galli aveva il nome di virgobrete (in realtà questo era più un magistrato), uomo di legge, di scienze esoteriche, indovino, conoscitore degli astri e della natura, medico, interprete dei sogni; il cavaliere, uomo di potere economico, politico e militare, la cui fonte di ricchezza era il bestiame (periodo hallstattiano) e l&#8217;industria ed il commercio (periodo lateniano); il popolo, composto da servitori. In realtà le decisioni più importanti spettavano al druida. Dunque chi aveva più cavalli (o in generale bestiame) oppure attività commerciali gestiva il potere economico ed era il re della tribù, cioè il capo dei cavalieri.<br />
Questa suddivisione dimostra come l&#8217;evoluzione dei popoli celtici andò assieme all&#8217;evoluzione del cavallo, animale di grande importanza e di ausilio per loro. Tutto ciò ci mostra come in effetti i Celti derivarono dagli Sciti e dunque dalla cultura dei Kurgan, che avevano la stessa considerazione per il cavallo, mezzo di sopravvivenza sia in pace che in guerra. Tra l&#8217;altro, gli Sciti avevano sostanzialmente la stessa struttura sociale.<br />
In particolare dopo il periodo lateniano, ogni comunità celtica si identificava in un gruppo economico: tutti vivevano per quella o quelle attività che gestiva un signore locale. Per questo motivo quando il cavaliere decideva di combattere, tutto il popolo si mobilitava, perché era in gioco la loro sopravvivenza; quando si decideva di migrare, tutti partivano. Nel corso degli anni i diversi gruppi economici si sono unificati, per esigenze commerciali e gestionali, dando vita così a tribù più estese e complesse. I clan scozzesi sono un&#8217;espressione di questi antichi raggruppamenti sociali. Anche le costruzioni dei villaggi venivano realizzate attorno a quella del cavaliere.<br />
La contrapposizione maggiore tra la cultura greco-romana e quella celtica consisteva nel fatto che mentre la prima si proponeva di conquistare la natura e di dominarla, conoscendo le sue leggi, la seconda preferiva conviverci, sentirsi parte integrante, conoscere il proprio destino per abbandonarsi ad esso. Nell&#8217;arte, dunque, non si ricerca la perfezione e la bellezza, ma l&#8217;emozione e la libertà.<br />
Nella società celtica il maschio era espressione di vigore e forza e viveva assieme ad altri maschi, fino a che non era tempo di avere figli, per cui si avvicinava alle donne, con cui avrebbe vissuto assieme, continuando comunque a frequentare comunità maschili. Le donne, a loro volta, vivevano in gruppi, separati dagli uomini dove allevavano i figli. Esse esprimevano il coraggio e la tenacia. Gli uomini avevano grande rispetto per loro e ad esse erano molto legate. La prova di ciò ci è data dalle regine della Britannia che hanno combattuto i Romani, come vedremo dopo. Addirittura si dice che in battaglia esse trasmettevano il coraggio ai guerrieri. Tale affermazione rientra in un discorso esoterico che riprenderemo nel prossimo paragrafo. Tuttavia, alcune di esse, di rango basso, potevano essere barattate con dei cavalli.<br />
Al largo della Bretagna esisteva un&#8217;isola abitata solo da donne che vi vivevano in comunità ed assunse un ruolo di sacralità.<br />
Gli uomini celtici amavano le feste, dove si raccoglievano assieme e raccontavano saghe e favole, i riti comunitari, dove, alle volte, compivano dei duelli mortali, prediligevano bere (vino, birra, whisky) e mangiare in particolare il maiale arrosto (il cavallo ed il toro erano impiegati per riti sacri). Secondo la tradizione, un buon celtico, oltre che un valente guerriero, doveva essere eloquente.<br />
Il guerriero celtico in battaglia si dipingeva il volto di vari colori, urlava sia perchè voleva spaventare il nemico, sia per esprimere il proprio vigore fisico, di cui era fiero. Amava radersi (i Britanni portavano anche i baffi) e viveva a contatto con la natura. Dunque, la struttura sociale dei Celti era molto semplice ed in essa nel corso degli anni e dello sviluppo economico si potè inserire anche la borghesia (età lateniana). La società celtica non ebbe modo di articolarsi, viste le contaminazioni romano &#8211; germaniche. Solo in Irlanda, dove potè svilupparsi in pieno, andò articolandosi su più livelli: re, druidi (filid), nobili inferiori, contadini (perché possessori di terra), bardi (ceto borghese, a cui era affidato il tramandare la tradizione), lavoratori ed artisti di intrattenimento. Questi ultimi due rappresentano classi sociali non libere. Più tardi, con l&#8217;avvento del cristianesimo, il druida diventa anacoreta ed assume un ruolo di consigliere nella chiesa celtica, che avrà dei contrasti con quella romana, sfociati in alcuni casi in eresia.</p>
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		<title>Cartagine e i cartaginesi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 12:52:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cartagine e i cartaginesi Intorno all&#8217;800 a.C. alcuni abitanti di Tiro migrarono in Africa e fondarono Cartagine. Questo episodio è stato tramandato ai posteri attraverso il mito della regina Didone, che conobbe anche Enea, secondo quanto scrisse Virgilio. Questa regina era conosciuta con il nome di Elissa, figlia di Pigmalione, che per diventare re, fece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cartagine e i cartaginesi</h2>
<p>Intorno all&#8217;800 a.C. alcuni abitanti di Tiro migrarono in Africa e fondarono Cartagine. Questo episodio è stato tramandato ai posteri attraverso il mito della regina Didone, che conobbe anche Enea, secondo quanto scrisse Virgilio. Questa regina era conosciuta con il nome di Elissa, figlia di Pigmalione, che per diventare re, fece uccidere suo marito. Con Elissa si schierarono diversi patrizi tirii ed essa decide di lasciare la propria patria, portando un tesoro con se e riuscì a fuggire con un tranello. Arrivata a Cipro, trovò delle donne che si unirono all&#8217;equipaggio. Poi si diresse verso la costa africana dove fece edificare la città.<br />
Come in tutte le leggende, anche questa cela una verità. Alcuni cittadini di Tiro, probabilmente rappresentanti di una classe sociale emergente, erano in contrasto con la reggenza ed anche la borghesia locali. Ci fu un tentativo di presa di potere, che venne vanificato, per cui rimase l&#8217;esilio. Nel viaggio fu portato oro e preziosi. Gli esuli tirii scelsero la baia di Cartagine, tipico paesaggio fenicio, come luogo di approdo e di fondazione della nuova città: cartagine significa appunto città nuova. Tiro cercò di impedire questo processo, incaricando la città di Utica di distruggere la nuova colonia, ma l&#8217;operazione fallì. Da cui iniziò lo sviluppo di questa cultura molto simile a quella di Tiro. Si adoravano le stesse divinità; tuttavia mentre i fenici avevano ridimensionato la loro crudeltà nei sacrifici agli dei, i cartaginesi erano famosi per la loro efferatezza nelle celebrazioni sacre.<br />
La città era famosa per la sua Byrsa, collinetta con una rocca ove si conservava l&#8217;oro della città e che si usava in casi di estremi di difesa. C&#8217;era il tofet , il porto (anzi erano due), il mercato affollatissimo. Era una città che commerciava con l&#8217;Africa, la Spagna, la Sicilia e la Sardegna. Le sue mura difensive erano possenti ed ogni patrizio aveva un possedimento terriero, che veniva usato anche come luogo di produzione di scorte di emergenza. La città era protetta anche da 200 km di deserto che si stendevano verso l&#8217;Egitto.<br />
Il potere era in mano al Senato ed ai suffeti. Tuttavia ci furono diversi tentativi di golpe da parte di famiglie militari: prima ci provarono i Magonidi e poi i Barca. All&#8217;inizio la città si avvalse di un esercito mercenario, anche perchè la popolazione punica era poca, con il quale intraprese solo azioni di difesa contro i greci. Per le operazioni di conquista ci volle un esercito proprio. Verso il 450 a.C. si alleò con gli Etruschi per combattere i greci. Insieme riportarono una vittoria ad Alalia in Corsica, ma ottennero pochi successi in Sicilia, contro Siracusa.<br />
Nel 405 a.C. il generale Annibale, prese alcune città siceliote: Selinunte (distrutta), Imera, Gela, tranne Siracusa, Messana, Katania e Akragas, dove perse la vita, fermato da una pestilenza. Il successore Amilcare prese le altre tranne Siracusa, con cui concluse un trattato di pace.<br />
Nel 398 a.C., Dionigi, il signore di Siracusa distrusse Mozia, usando la stessa tecnica che Alessandro Magno adotterà per Tiro. Per questo il generale punico Himlico, assediò Siracusa senza riuscirvi, fermato da una nuova pestilenza. A tale proposito sembra che i punici non fossero molto curati nell&#8217;igiene. La lotta con Siracusa rimase incerta e si stabilì che il fiume Alico, vicino Imera, dovesse essere la linea di confine.<br />
Nel 310 a.C. Agatocle, signore di Siracusa, fu sconfitto da Amilcare ad Imera e si ritirò nella propria città. Nell&#8217;assedio, si diresse con alcune navi su Tunisi ed attaccò Cartagine per via terra, sconfiggendo Bomilcare. Il signore siracusano, si alleò con Ofella, diadoca d&#8217;Egitto, ma venne sconfitto. Ottenne comunque un trattato di pace, che segnava di nuovo il confine sul fiume Alico.<br />
Dal 510 a.C. al 306 a.C., Cartagine strinse con Roma tre patti di collaborazione, mantenendo intatti i traffici, dando ausilio ai romani nei porti, aiutandosi a vicenda in caso di aggressione da altri popoli, non costruendo città in Sardegna. La cosa funzionò soprattutto con Pirro, che sbarcato a Taranto nel 280 a.C., fu sconfitto dai romani e devastò la Sicilia, fino a Lilibeo, fu poi sconfitto dai punici e dai romani venuti in loro aiuto.<br />
Nel 265 a.C. scoppia la prima guerra punica.<br />
Gerone, signore di Siracusa attacca Messana, che chiama in aiuto sia Cartagine che Roma, quest&#8217;ultima occupa la città con delle truppe.<br />
La protesta punica, circa la violazione degli accordi, portò alla guerra che si tramutò in stallo, esclusa una schermaglia avvenuta ad Agrigento, fino al 260 a.C., quando a Milazzo i romani sconfissero i cartaginesi, avvalendosi del ponte mobile. I punici si rifecero a Termini. Nel 257 a.C. i romani, comandati da Attilio Regolo, vinsero a Gela e puntarono su Cartagine, dove attaccarono via terra, finendo sconfitti dalla cavalleria numidica. Amilcare Barca, padre di Annibale, soprannominato lampo, fu mandato in Sicilia, dove organizzò una resistenza tra Trapani ed Erice, ma rimase tagliato fuori dalla patria. I romani intanto vinsero alle isole Egadi ed ottennero una pace vantaggiosa che assicurò la Sicilia a Roma ed indebitò economicamente Cartagine.<br />
Tra il 241 a.C. ed il 237 a.C. ci furono delle rivolte tra i punici, capeggiati da Matho. Sotto la guida di Amilcare, Cartagine si riprese e costruì, assieme al successore il genero Asdrubale, un considerevole regno in Spagna. Fu fondata Cartagena, che sembrava richiamare la leggenda della città punica. I Barca attuavano una politica più personale che filo cartaginese tra gli iberici.<br />
Nel 226 a.C. fu firmato un trattato con i romani in cui ci si impegnava a non superare il fiume Ebro. Questo trattato costò l&#8217;indipendenza dei Celtiberi, che furono combattuti da entrambi. Intanto Cartagine si rafforzava ed aveva un&#8217;economia sempre più florida.<br />
Nel 219 a.C. scoppia la seconda guerra punica.<br />
Sagunto, città spagnola al di sotto dell&#8217;Ebro, insorge e chiama in aiuto i romani. Annibale, succeduto allo zio, prese Sagunto e Roma gli dichiarò guerra. A questo punto Annibale compì la famosa impresa.<br />
Oltrepassate le Alpi, tra il 218 ed il 217 a.C. vinse i romani (Trebbia, Ticino, Trasimeno e Canne), attuando la sua famosa tattica dell&#8217;accerchiamento sulle ali. Non riuscì ad allearsi alle popolazioni italiche locali, se non ad alcune sannite. Trascorse un lungo periodo a Capua, ma non si sentiva sicuro a prendere Roma. Di lui si diceva che sapeva vincere le battaglie, ma non le guerre.<br />
Si alleò con Siracusa e con Filippo V di Macedonia, ma entrambi furono sconfitti dai romani. Siracusa in particolare pianse Archimede. I romani ottennero anche vittorie in Spagna ed uccisero sul Metauro, Asdrubale, il fratello di Annibale che aveva cercato di riunire le forze.<br />
Scipione l&#8217;Africano sbarcò a Tunisi e, con l&#8217;aiuto del numidico Massinissa, costrinse Annibale, dopo 13 anni, a lasciare l&#8217;Italia, sconfiggendolo a Zama. Fu siglata un&#8217;altra pace con Roma, dove stavolta Cartagine oltre a pagare altri debiti, non poteva compiere guerre se non con il consenso romano.<br />
Annibale rimase a governare, portando Cartagine ad un certo benessere. Roma voleva Annibale e questi scappò prima in Siria, formando un esercito ce venne sconfitto, e poi in Bitinia dove fu tradito e preferì il suicidio nel 183 a.C..<br />
Intanto Massinissa provocava Cartagine con saccheggi, fino al punto che ci fu la risposta dei punici, contravvenendo gli accordi di pace con Roma. I romani attendevano questo momento e nel 149 a.C. scoppiò la terza guerra punica.<br />
Nonostante Cartagine sia ritornata sui suoi passi, consegnato ostaggi e pagato altri debiti, Roma era decisa a distruggere la città ed affidò l&#8217;incarico al generale Scipione Emiliano. Il senatore Catone era un sostenitore di questa politica.<br />
Come per Tiro, fu costruita una diga sul mare. La città fu difesa casa per casa e dopo sei giorni capitolò, nonostante il generale Asdrubale la difese valorosamente. Rasa al suolo la città, fu sparso del sale sul terreno per renderlo sterile.<br />
Sopravvissero comunque il capitalismo e l&#8217;abilità nel commerciò che già i fenici avevano tramandato al mondo.</p>
<p><strong>Religione</strong><br />
I Fenici ed in particolare i Cartaginesi sono stati tramandati come crudeli e sanguinari soprattutto dai Greci. Ciò probabilmente era dovuto ad uno scopo propagandistico ed alla loro religione, avente tipiche caratteristiche orientaleggianti.<br />
I sacerdoti fenici compivano molti sacrifici sui tofet, spesso anche di umani, come accadde a Cartagine sotto l&#8217;assedio del siceliota (greco-siracusano) Agatocle, dove furono sacrificate circa 300-500 giovani vite.<br />
Esisteva una trinità fenicia: El, Baalat e Baal. Il primo è un dio inafferabile, lontano dall&#8217;uomo. Baalat è la moglie di El e la grande madre, colei che dava calore, fertilità e sicurezza all&#8217;uomo. Era anche conosciuta come Ashera.<br />
Questa figura era nota ai Sumeri come Innin, ai Babilonesi ed Assiri come Ishtar, agli Egiziani come Iside.<br />
Molto più vicina all&#8217;uomo è il loro figlio Baal, oppure Adon o Eshmun, venerato come Melkart presso Cartagine e Tiro. Egli ogni anno moriva e poi risorgeva, richiamando le stagioni. Egli si sacrifica per l&#8217;uomo: muore e risorge per lui. Questa figura farà nascere il mito di Ercole (Eracle) e di Adone, importato in Grecia.<br />
C&#8217;erano altre divinità, forse realizzate dai sacerdoti per esigenze locali: Kusor, dio del mare e guardiano delle stagioni; Hijon, protettore degli artigiani e degli industriali; Dagon, dio del grano; Shadrapa, patrono dei medici, Reshef, amministratore di tuoni e di fulmini; Misor e Sydyk, dei della giustizia.<br />
Si credeva che il mondo fosse un uovo, creato da El, e che una sua rotazione violenta avesse separato terra e acque. Poi furono creati gli dei e fu fatto l&#8217;uomo, da cui ebbero origine le vite animali e vegetali. Baal e Baalat erano venerati un po&#8217; dappertutto.<br />
Presso la cultura fenicia si celebrava il rito della prostituzione sacra. Ogni donna, solo una volta l&#8217;anno, in occasione di particolari feste, concedeva il proprio corpo. Questo per consentire all&#8217;uomo di corrispondere direttamente con la divinità, tra l&#8217;altro si trattava di un simbolo di fertilità.<br />
L&#8217;elemento ravvivante per queste divinità era il sacrificio, simbolo dunque di rigenerazione e di resurrezione. Baal voleva che una madre sacrificasse il figlio con il sorriso sulle labbra: per questo erano vietati pianti e lamenti in queste circostanze.<br />
Questa religione ebbe molti contrasti con il vicino monoteismo di Israele. A tale proposito è indicativa la lotta ingaggiata dal profeta Isaia contro la regina fenicia Jezabel, fino al punto di farla uccidere. Questo infatti simboleggiava la vittoria del monoteismo e della tradizione ebraica sul politeismo fenicio.<br />
La filosofia di vita fenicia, imperniata sul vivere basandosi sul razionale, sul non confidare nel futuro e negli dei, sul non attendersi nulla per non essere delusi, sul vivere in uno stato di apparente serenità fu all&#8217;origine dello stoicismo.<br />
Dalla religione fenicia nacquero dei miti, sviluppati poi dai greci: Afrodite, Europa, Adone e Dioniso.</p>
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		<title>Diario della Rivoluzione Francese: 1792</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 19:12:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[2 Gennaio 1792 A.N.L.: - Decreto che istituisce e fa decorrere dal 1&#186; Gennaio 1789 l&#8217; &#8220;era della liberta&#8217; &#8220;. 16 Gennaio 1792 A.N.L.: - Decisione di eliminare e riorganizzare completamente il servizio di guardia personale del re. Le guardie addette alla casa reale comprendevano: - 2 reggimenti di Guardie Francesi per un totale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><STRONG><CENTER>2 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che istituisce e fa decorrere dal 1&ordm; Gennaio 1789 l&#8217; &#8220;era della liberta&#8217; &#8220;.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>16 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decisione di eliminare e riorganizzare completamente il servizio di guardia personale del re.<BR>
</p>
<p>
Le guardie addette alla casa reale comprendevano:<BR><br />
- 2 reggimenti di Guardie Francesi per un totale di 5.078 uomini<BR><br />
- 1 reggimento di Guardie Svizzere pari a 2.324 uomini<BR><br />
- 1 nucleo di guardiacaccia di 84 uomini<BR><br />
a questi occorre aggiungere altro personale esclusivamente addetto alla<br />
guardia del corpo del re:<BR><br />
- 4 compagnie di Guardie Francesi per un totale di 1.124 uomini<BR><br />
- 3 compagnie di Guardie Svizzere a <EM>soldo doppio</EM> pari a 900 uomini.<BR><br />
Il totale e&#8217; di 9.510 addetti.<BR><br />
I principi e le principesse di sangue reale, che gestivano in autonomia le<br />
proprie &#8220;case&#8221;, non erano poi da meno, anche se e&#8217; difficile quantificare. <BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Discorso di Brissot in favore di una dichiarazione di guerra all&#8217;imperatore d&#8217;Austria.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>18 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che priva &#8220;Monsieur&#8221;, fratello del re, dei suoi eventuali diritti alla reggenza.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Saccheggio a Parigi di numerose drogherie e speculazione sullo zucchero e sul caffe&#8217; a causa della insurrezione di San Domingo che ha bloccato l&#8217;importazione di questi prodotti. Molto sentita anche la mancanza del rhum, di analoga provenienza, che era diventato bevanda abituale dei parigini.<BR>
</p>
<p>E&#8217; particolarmente penosa la mancanza di caffe&#8217; e di zucchero, componenti essenziali per le zuppe di pane e caffe-latte, alle quali i parigini fanno ricorso in mancanza d&#8217;altro.<BR><br />
Il caffe&#8217; proveniva principalmente da San Domingo (50 milioni di libbre), dalla Martinica (10 milioni di libbre) e dalla Guadalupa (6 milioni di libbre).<BR><br />
Il costo che, nel 1789 era di 10/12 soldi la libbra, si aggira ora intorno alle 5/6 lire e si trova solo al mercato nero.<BR><br />
Molti si arrangiano con dei surrogati, miscele tostate di:<BR><br />
. caffe&#8217; e ghiande<BR><br />
. castagne<BR><br />
. orzo<BR><br />
. segale, ecc.<BR><br />
Una delle piu&#8217; apprezzate e&#8217; una miscela di caffe&#8217; e radici di cicoria.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Gennaio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Ultimatum a Leopoldo II d&#8217;Austria; richiesta di liberazione del Belgio rioccupato nel Novembre 1790.<BR><BR><br />
Arrivo a Londra di Talleyrand incaricato di tentare un riavvicinamento con l&#8217;Inghilterra. In vista del conflitto che sta maturando e&#8217; opportuno ottenere la neutralita&#8217; di questo stato che con la sua marina potrebbe bloccare i porti francesi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>1 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che istituisce l&#8217;obbligo di avere un passaporto per spostarsi all&#8217;interno del regno.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che confisca i beni dei francesi emigrati all&#8217;estero a profitto della nazione.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
MONT-NERY:<BR><br />
- Saccheggio dei magazzini dei mercanti di granaglie.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Visita segreta di Fersen a Parigi. Lo scopo non e&#8217; mai stato chiaro.<BR><BR><br />
DUNKERQUE:<BR><br />
Moti controrivoluzionari e saccheggio dei magazzini del porto. La folla reclama regolamenti, calmieri e freni alla speculazione ed agli accaparramenti.<BR><br />
Dopo un violento combattimento sulle banchine del porto si contano 14 morti e 60 feriti.<BR><br />
Malgrado le iniziative politiche, fame e carestia restano sempre le costanti negative della Rivoluzione.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>18 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
BETHUNE:<BR><br />
- Ammutinamento del 14esimo Reggimento di Fanteria.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
BEAUVAIS:<BR><br />
- Scontro tra esercito e popolazione a causa di un carico di grano che la folla affamata tenta di saccheggiare.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>26 Febbraio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
MENDE:<BR><br />
- Occupazione della citta&#8217; da parte di contadini dei dintorni, capeggiati da un gruppo di preti refrattari.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>1 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Il dottor Louis, segretario dell&#8217;Accademia di Chirurgia, viene incaricato di individuare il mezzo piu&#8217; rapido e meno doloroso per l&#8217;esecuzione delle pene capitali.<BR><BR><br />
Morte di Leopoldo II d&#8217;Austria (fratello di Maria Antonietta) al quale succede il figlio Francesco II.</p>
<p>
Il dottor Louis non ha dovuto inventare nulla. La macchina per la decapitazione (mannaia) era nota da secoli in Italia, Spagna, Scozia, ecc. anche se veniva utilizzata raramente; era un privilegio riservato a nobili ed a prelati che si erano macchiati di gravi delitti. Il dottor Louis si e&#8217; limitato ad apportare alcuni miglioramenti, sentito anche il parere del boia titolare di Parigi, Sanson.<BR><br />
Qualcuno sostiene che la macchina fosse gia&#8217; nota in tempi molto antichi. Nel VI secolo a.c., Lucio Junio Bruto, dopo aver cacciato Tarquinio da Roma ed instaurata la Repubblica, avrebbe fatto decapitare, con una macchina del tutto simile, i suoi due figli favorevoli alla monarchia.<BR><br />
<EM>In figura: la Maiden, utilizzata in Scozia durante il 1500.</EM><BR><br />
<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>3 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
ETAMPES:<BR><br />
- Assassinio del sindaco Simonneau, da parte di un gruppo di donne, accusato di non avere preso adeguati provvedimenti atti a regolamentare il mercato cittadino.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>7 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Nomina del Duca di Brunswick alla testa delle forze coalizzate di Prussia e Austria, nell&#8217;imminenza di una guerra contro la Francia. Stranamente, pare che di questa coalizione a Parigi non si sapesse nulla.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>8 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
CONCHES:<BR><br />
- Moti controrivoluzionari repressi dall&#8217;esercito.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Il re licenzia il Ministro della Guerra Narbonne e lo sosituisce con il colonnello De Grave.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>10 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Dimissioni, per solidarieta&#8217;, di tutti i  ministri in seguito alla messa sotto accusa, da parte dell&#8217;ANL, di Lessart, Ministro degli Affari Esterni, ritenuto colpevole di non avere avvertito l&#8217;Assemblea della coalizione tra Prussia e Austria.(920307)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>15 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Nomina di nuovi ministri:<BR><br />
. Dumouriez agli Affari Esterni<BR><br />
. Lacoste alla Marina<BR><br />
. Duranthon alla Giustizia<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Il dottor Louis consegna all&#8217;Assemblea il suo rapporto favorevole alla costruzione di una macchina moderna, da lui disegnata, per le esecuzioni capitali.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Autorizzazione delle spese necessarie per la fabbricazione di nuove macchine per le esecuzioni capitali.<BR>
</p>
<p>
Prima di autorizzare la spesa i disegni della macchina sono stati sottoposti all&#8217;attenzione di Luigi XVI; il re ha suggerito di sostituire la progettata mannaia con taglio a mezzaluna, con un&#8217;altra a taglio sghembo, come in figura. Certo non immaginava di doverla poi collaudare.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Il re nomina i ministri:<BR><br />
. Roland agli Interni<BR><br />
. Clavi&egrave;re alle Finanze<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>24 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che stabilisce l&#8217;uguaglianza politica per tutti gli uomini di colore, liberi, delle Antille. Resta comunque il problema della schiavitu&#8217;<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Ultimatum del Ministero della Guerra all&#8217;Austria. E&#8217; il secondo, dopo quello del 25 Gennaio.<BR><BR><br />
A.N.L.:<BR><br />
- Il carpentiere del demanio Guidon riceve dal dottor Louis i disegni della nuova macchina per le esecuzioni capitali e formula un preventivo di spesa di 5600 lire per ogni esemplare. La cifra e&#8217; enorme e viene pertanto rifiutata.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Marzo 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Accoglienza trionfale della folla di Parigi per gli Svizzeri del reggimento di Ch&acirc;teauvieux amnistiati e liberati dalle galere.(900831)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>5 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che sopprime l&#8217;Universita&#8217; della Sorbona.<BR><BR><br />
Parigi e&#8217; stata invasa da una quantita&#8217; di fastidiosi animali: topi, ratti, ghiri, faine, donnole ed altre bestie del genere. Questo ha fatto la fortuna del farmacista Brignoul che ha saputo mettere a punto un rimedio molto efficiente: delle specie di candele di sego opportunamente avvelenate.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>10 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Il fabbricante di arpe Tobias Schmidt consegna un preventivo di Lire 960 per la costruzione del primo esemplare della nuova macchina per le esecuzioni capitali. Il preventivo viene accettato.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>15 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Decretata una festa a Parigi in onore degli Svizzeri del Reggimento di Ch&acirc;teauvieux. Il motto del Reggimento e&#8217; &#8220;LIBERTE, EGALITE, FRATERNITE&#8221;.(900831)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>L&#8217;artigiano Schmidt ha lavorato bene ed in fretta. La nuova macchina per le esecuzioni capitali viene collaudata presso l&#8217;Ospedale Generale della Bic&ecirc;tre. Vengono decapitati alcuni cadaveri ed un montone vivo. La prova e&#8217; soddisfacente e la macchina viene battezzata &#8220;La Louison&#8221; o anche &#8220;La Louisette&#8221;.<BR><br />
Questo primo esemplare della ghigliottina avra&#8217; lunga vita; verra&#8217; pubblicamente bruciata nel 1871 e sostituita con altra macchina piu&#8217; moderna ed efficiente.<BR>
</p>
<p>
CHARLES HENRI SANSON, nato nel 1739 e morto nel 1806. E&#8217; stato il boia di Parigi negli anni cruciali della Rivoluzione.<BR><br />
Quella dei Sanson era una famiglia di esecutori che tramandava il lavoro di padre in figlio, a partire dal 1688, quando Luigi XIV aveva affidato alla famiglia questo appalto.<BR><br />
La famiglia era di origine fiorentina, giunta in Francia nella seconda meta&#8217; del 1500.<BR><br />
Charles era subentrato al padre Jean-Baptiste nel 1778 e manterra&#8217; la carica sino al 30/8/1795, quando si dimettera&#8217; a favore del figlio Henri. La famiglia perdera&#8217; l&#8217;appalto verso la meta&#8217; del 1800.<BR><br />
A carico del boia erano anche i lavori di manutenzione della macchina, compito non da poco considerato il ritmo delle esecuzioni negli anni 1793-1794; per questo lo stato elargiva una indennita&#8217; speciale.<BR><br />
Da un punto di vista burocratico il boia era un funzionario dell&#8217;amministrazione carceraria con compiti speciali e con la prerogativa di poter scegliere i propri collaboratori.<BR><br />
Si racconta che, negli ultimi anni della sua vita, abbia scritto un memoriale e lasciato una parte del suo cospicuo patrimonio al clero, in cambio della celebrazione di messe annuali di suffragio. Nulla di tutto questo e&#8217; stato dimostrato come vero.<BR><br />
Difficile fare conti esatti ma si ritiene, ragionevolmente, che Charles Sanson, con l&#8217;aiuto dei suoi aiutanti (figli), abbia giustiziato circa 2800 persone.<BR><br />
Infine non si puo&#8217; dire che il mestiere fosse esente da pericoli. Un giorno, uno dei figli di Sanson, mentre esibiva al pubblico la testa dell&#8217;ennesimo giustiziato, inciampo&#8217;, cadde dal palco (piuttosto alto) della ghigliottina e mori&#8217; sul colpo.<BR><br />
Quel giorno i parigini videro il loro boia piangere.<BR><BR><br />
Dopo la sua morte Charles Sanson e&#8217; stato sepolto nella tomba di famiglia (ancora esistente) al cimitero di Montmartre.(S.20/7)<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Dichiarazione di guerra della Francia all&#8217;Austria.<BR><br />
Per una questione di rispetto delle forme la dichiarazione e&#8217; stata inviata al re di Boemia e d&#8217;Ungheria. Sono i titoli che spettano a Francesco II non ancora ufficialmente incoronato.<BR>
</p>
<p>All&#8217;inizio della guerra la Francia poteva schierare in campo le seguenti forze:<BR><br />
 &#8211; N.110.000 fanti<BR><br />
 &#8211; N. 30.000 cavalieri<BR><br />
 &#8211; N. 10.000 artiglieri<BR><br />
 &#8211; N.150.000 totale<BR><br />
il tutto pero&#8217; condizionato da una pesante scarsita&#8217; di ufficiali; 6000 di essi, su 9000, erano emigrati dopo i fatti del 1789.<BR><br />
Le forze alleate che si trovera&#8217; a combattere ammontano a circa 162.000 uomini dei quali:<BR><br />
100.000 austriaci<BR><br />
 42.000 prussiani<BR><br />
 20.000 emigrati.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>21 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Ordinata la stampa e la divulgazione del progetto di istruzione pubblica del deputato Condorcet.<BR><BR><br />
- Deprezzamento degli assegnati del 50% rispetto alla loro parita&#8217; aurea.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Prima esecuzione con la nuova macchina in Place de Gr&egrave;ve. Chi ne fa le spese e&#8217; il ladro Nicolas Jacques Pelletier.<BR><br />
La Fayette e&#8217; incaricato di eccezionali misure di sicurezza, temendosi reazioni negative da parte della popolazione, abituata a supplizi piu&#8217; spettacolari. In effetti la folla si accalca ma non succede nulla. Alcuni boia, di altri dipartimenti, invitati ad assistere, con occhio esperto, all&#8217;esecuzione, manifestano giudizi negativi ritenendo che la nuova macchina possa essere causa di una perdita di <EM>&#8220;professionalita&#8217;&#8221;</EM>. Non c&#8217;e&#8217; paragone con un arrotamento od uno squartamento eseguiti con perizia ed a regola d&#8217;arte!!<BR><br />
Intanto il popolo ha gia&#8217; ribattezzato il congegno: <EM>la guillotine</EM>.<br />
<BR><BR><br />
Il &#8220;Canto di Guerra per l&#8217;Armata del Reno&#8221;, la futura &#8220;Marsigliese&#8221; e&#8217; cantato, per la prima volta, da Rouget De Lisle, nel salone del municipio di Strasburgo.<BR>
</p>
<p>CLAUDE JOSEPH ROUGET DE LISLE. Nato nel 1760 e morto nel 1836.<BR><br />
Ingeniere, capitano del genio, dotato di particolare predisposizione musicale, e&#8217; stato l&#8217;autore di molti inni patriottici, tra i quali, la Marsigliese e&#8217; il piu&#8217; noto.<BR><br />
Di tendenza vagamente monarchica, durante la Rivoluzione non ebbe vita facile e fini&#8217; in carcere come &#8220;sospetto&#8221;. Messo in liberta&#8217; dopo la caduta di Robespierre, rientro&#8217; per breve tempo nei ranghi dell&#8217;esercito e poi visse miseramente di espedienti, finche&#8217; Luigi Filippo non gli concesse una pensione che gli consenti&#8217; una vita decorosa sino alla fine dei suoi giorni.<BR><BR>
                  </p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Inizio delle ostilita&#8217;. Offensiva francese ed entrata delle truppe del Generale Rochambeau in Belgio.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>29 Aprile 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Contro offensiva austriaca e sbandamento dell&#8217;esercito francese. Massacro dei soldati del reggimento del Generale Dillon mentre si tenta di raggruppare le truppe allo sbando.<BR><br />
I soldati hanno giudicato l&#8217;incompetenza del generale Dillon come un tradimento. Il generale e&#8217; stato ucciso ed il suo corpo bruciato sulla piazza principale di Lille.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>5 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Luigi XVI fa convocare alle Tuileries, con grande circospezione, un fabbro ferraio di Versailles, certo Fran&ccedil;ois Gamain, al quale affida la costruzione di un vano blindato, entro cui nascondere i suoi documenti e la sua corrispondenza segreta. Il fabbro lavorera&#8217; con abilita&#8217; e discrezione tali che per molti mesi nessuno sospettera&#8217; dell&#8217;esistenza di tale forziere.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>6 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Il Reggimento Royal-Allemand, da sempre sospetto di tendenze filo monarchiche, tradisce la causa della Rivoluzione e passa in blocco al nemico.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>8 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Dimissioni del ministro della guerra De Grave a seguito del tradimento del reggimento Royal-Allemand.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Nomina di Servan al Ministero della Guerra.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>12 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- L&#8217;esempio del reggimento Royal-Allemand e&#8217; contagioso: anche i reggimenti degli Ussari di Sassonia e di Bercheny passano al nemico.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Pubblicazione del primo numero del &#8220;Defenseur de la Constitution&#8221; di Robespierre.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>24 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Pubblicazione del &#8220;Discours sur les Moyens de Sauver la France et la Liberte&#8217;&#8221; dello spretato Jacques Roux.<BR>
</p>
<p>JACQUES ROUX, (1752-1794)<BR><br />
Prete, professore al seminario di Angoul&ecirc;me, colpito da interdetto per aver partecipato al saccheggio di un castello nel 1790. Ripara a Parigi ed e&#8217; uno dei primi preti a prestare giuramento alla Costituzione Civile del Clero. Si fa promotore del movimento degli <EM>Arrabiati</EM> e rischia parecchie volte il carcere.<BR><br />
Incaricato, come prete costituzionale, di assistere Luigi XVI sul patibolo, si comporta, a detta dei suoi stessi accoliti, in maniera <EM>ignobile</EM> distribuendo al pubblico fazzoletti intinti nel sangue del re.<BR><br />
Arrestato ed in attesa di processo al Tribunale Rivoluzionario, si uccide con un pugnale per evitare la ghigliottina.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che ordina la deportazione dei preti refrattari nelle colonie d&#8217;oltre mare.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>29 Maggio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che sopprime la guardia del corpo del re. Il capo delle guardie Coss&#038;eacute Brissac e&#8217; stato deferito all&#8217;Alta Corte di Giustizia per tradimento. (900801)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>8 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che ordina la leva di 20.000 miliziani federati che dovranno formare un campo permanente dislocato in prossimita&#8217; di Parigi. Dovrebbe essere una truppa fedele all&#8217;Assemblea e pronta ad intervenire per bloccare le iniziative della piazza e di alcuni reggimenti fedeli alla monarchia.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>11 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Veto del re ai decreti del 27 Maggio sulla deportazione dei preti refrattari e dell&#8217;8 Giugno sulla costituzione del campo dei federati.<BR><BR><br />
Lettera del Ministro Roland al re, che rimprovera questi veti e gli espone le possibili conseguenze negative.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>12 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Il re non ha gradito la lettera di Roland e lo licenzia unitamente ai Ministri Servan e Clavi&egrave;re. Il Ministro Dumouriez passa dagli Affari Esterni al Ministero della Guerra.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- L&#8217;Assemblea riconferma la sua fiducia nei ministri licenziati e se la prende con Dumouriez, accusato di profittare della situazione, minacciando di metterlo in stato d&#8217;accusa.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>15 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Dimissioni del Ministro Dumouriez e nomina di nuovi ministri da parte del re:<BR><br />
. Chambonas agli Affari Esterni<BR><br />
. Lajard alla Guerra<BR><br />
. Terrier De Monciel agli Interni<BR><br />
. Beaulieu alle Finanze<BR><br />
. Duranthon alla Giustizia<BR><br />
. Lacoste alla Marina<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Nomina di una commissione di 12 membri incaricati di supervisionare le attivita&#8217; dei Ministri.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Formazione di un comitato insurrezionale segreto, con l&#8217;appoggio della municipalita&#8217; parigina, ed in particolare del Procuratore Generale del Comune Manuel e del Sotto Sostituto Procuratore Danton.<BR><BR><br />
Una manifestazione commemorativa della fuga del re diviene pretesto per un moto popolare e per l&#8217;invasione delle Tuileries da parte di una folla, in maggioranza giacobina, condotta dal birraio Santerre e da un certo Fournier, detto l&#8221;Americano&#8221;. Il re e&#8217; costretto, senza tanti complimenti, ad indossare il berretto frigio rosso ed a bere alla gloria della nazione.  Egli pero&#8217; rifiuta di accettare le richieste dei rivoltosi e cioe&#8217; il richiamo dei ministri licenziati ed il ritiro dei veti.(920611)(920612)<BR>
</p>
<p>ANTOINE JOSEPH SANTERRE (1752-1809)<BR><br />
Ricco industriale, produttore di birra del faubourg Saint-Antoine, capo popolo e benefattore, dotato di molto carisma, tanto da essere indicato come il <EM>&#8220;padre del faubourg&#8221;</EM>. Molto vanitoso, amante delle belle divise e dei lustrini, tocca il culmine delle sue ambizioni nell&#8217;Agosto 1792, quando viene nominato comandante della Guardia Nazionale parigina; come tale scortera&#8217; il re al patibolo nel Gennaio del 1793.<BR><br />
Ottenuto un comando militare in Vandea, fa un fiasco solenne contro i rivoltosi e viene richiamato a Parigi ed incarcerato. Quando esce dal carcere e&#8217; economicamente rovinato; si rifa&#8217; una fortuna come sensale di cavalli ma un nuovo fallimento finanziario lo fara&#8217; morire di crepacuore.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>21 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Proibizione di tutte le riunioni di cittadini armati nei recinti dell&#8217;ANL stessa e cioe&#8217; alle Tuileries.<BR><BR><br />
Una petizione di un gruppo di cittadini, che chiede di perseguire i rivoltosi del 20 Giugno, raccoglie in citta&#8217; 20.000 firme.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>22 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Dichiarazione del re sugli avvenimenti del 20 Giugno. Si ritiene oltraggiato e lamenta la scarsa sicurezza accordata alla sua persona.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Gli eventi del 20 Giugno hanno messo in allarme La Fayette che arriva a Parigi con intendimenti bellicosi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Intervento di La Fayette in Assemblea per chiedere sanzioni contro i fautori dei disordini, specie contro i Giacobini.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>29 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
La Fayette ci prova. Per questa data era prevista una manifestazione durante la quale il re avrebbe dovuto passare in rivista la Guardia Nazionale. Sfruttando il suo ascendente e la fedelta&#8217; che la Guardia Nazionale gli ha sempre dimostrato, La Fayette intende approfittare dell&#8217;occasione per prendere il potere con un vero e proprio pronunciamento militare.<BR><br />
Il tentativo fallisce in quanto il sindaco Petion, al corrente delle intenzioni di La Fayette, gli tarpa le ali annullando all&#8217;ultimo momento la cerimonia, per motivi di &#8230;ordine pubblico.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Giugno 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
La Fayette, scornato dagli eventi del giorno prima, lascia in fretta Parigi e raggiunge l&#8217;armata al suo comando, dislocata alla frontiera lungo il Reno. La notizia del suo fallito colpo di stato indigna la gente che lo brucia in effigie a Palais Royal.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>1 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che rende pubbliche le sedute di tutti gli enti amministrativi, mettendo cosi&#8217; l&#8217;attivita&#8217; di tali enti sotto controllo dei cittadini e degli umori popolari.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>2 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che aggira il veto reale sul Campo dei Federati e convoca le milizie federate dei vari dipartimenti a Parigi, con la scusa della festa del 14 Luglio.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>7 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Seduta di riconciliazione tra le varie correnti dell&#8217;Assemblea, in presenza del re e su proposta del vescovo costituzionale di Rh&ocirc;ne-et-Loire, Lamourette.<BR><br />
Le belle parole di Lamourette, che invita tutti i presenti a dimenticare i rancori e le animosita&#8217; delle fazioni, commuovono tutti i partecipanti che giungono ad abbracciarsi ed a baciarsi tra di loro, all&#8217;insegna del &#8220;vogliamoci bene&#8221;. Ma l&#8217;effetto e&#8217; breve. Terminata la cerimonia di riconciliazione tutte le parti ricominciano ad azzuffarsi, come e peggio di prima. Anche una Rivoluzione puo&#8217; avere dei risvolti comici: la seduta verra&#8217; ironicamente ricordata come il <EM>&#8220;bacio di Lamourette&#8221;</EM>.
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
FOUESNANT:<BR><br />
- Moti controrivoluzionari repressi, il 10 Luglio, dalla Guardia Nazionale di Brest.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>11 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- L&#8217;Assemblea proclama che <EM>&#8220;la patria e&#8217; in pericolo&#8221;</EM> come era stato proposto il 22/10/1791. In effetti le truppe austriache e prussiane sembrano seriamente intenzionate a puntare su Parigi.<BR><br />
Danton si oppone ad una proposta di trasferire cautelativamente il governo e l&#8217;Assemblea nel sud della Francia.<BR><BR><br />
Arrivo dei federati di Tolone a Parigi per la celebrazione della ricorrenza del 14 Luglio.
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Terza festa della Federazione al Campo di Marte.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>15 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che allontana da Parigi le truppe appartenenti all&#8217;esercito regolare.<BR><BR><br />
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Orchies da parte degli austriaci.<BR><BR><br />
Al Club dei Cordelieri viene votata una mozione che chiede la convocazione di una <EM>CONVENZIONE</EM>, termine preso a prestito dagli Americani, allo scopo di dare vita ad una nuova Assemblea Costituente per lo studio e la promulgazione di una nuova Costituzione di impronta repubblicana.<BR><BR><br />
Al Club dei Giacobini il membro Billaud-Varenne chiede esplicitamente la deportazione del re.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>18 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
ANGERS:<BR><br />
- Decadimento del re richiesto dalla Municipalita&#8217;.<BR><BR><br />
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Bavai da parte degli austriaci.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CORTE:<BR><br />
- Il re nomina due nuovi ministri:<BR><br />
. D&#8217;Abancourt alla Guerra<BR><br />
. Dubouchage alla Marina<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>24 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
Tobias Schmidt cerca di ottenere il brevetto e l&#8217;appalto per la costruzione di altre 83 ghigliottine che dovranno essere destinate ai diversi dipartimenti. Il prezzo che propone e&#8217; di 824 lire per esemplare. L&#8217;appalto viene rifiutato ed affidato ad alcuni altri artigiani ad un prezzo di lire 500 per esemplare.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
La situazione sta precipitando.<BR><br />
Un manifesto del Duca di Brunswick minaccia i parigini di una pesante vendetta se non si sottometteranno al loro re; minaccia inoltre la distruzione di Parigi in caso di offese alla persona del sovrano.<BR><BR><br />
Arrivo a Parigi di truppe federate del Finister.<BR><BR><br />
A.N.L.:<BR><br />
- Dopo la dichiarazione di &#8220;patria in pericolo&#8221; l&#8217;Assemblea autorizza le sezioni parigine della Comune a sedere in riunione permanente.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>26 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Banchetto civico offerto alle milizie federate sulla piazza della Bastiglia.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Creazione di un organo di collegamento detto &#8220;Ufficio Centrale di Corrispondenza&#8221; tra le sezioni di Parigi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Diffusione del manifesto del Duca di Brunswick a Parigi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che ammette anche i cittadini passivi nella Guardia Nazionale.<BR><br />
- Abolizione della distinzione tra cittadini attivi e passivi.<BR><BR><br />
Arrivo a Parigi del battaglione dei federati di Marsiglia che canta l&#8217;inno di Rouget De Lisle, che viene ora denominato &#8220;la Marsigliese&#8221;.<BR><br />
Nel corso di un banchetto a loro offerto ai Champs-&Eacute;lys&eacute;es, i marsigliesi vengono alle mani con alcuni gruppi di Guardie Nazionali parigine, ancora favorevoli a La Fayette.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>31 Luglio 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Autorizzata l&#8217;emissione di 30 milioni di assegnati.<BR><BR><br />
LA COMUNE:<BR><br />
- L&#8217;autorita&#8217; del re non e&#8217; piu&#8217; riconosciuta dalla sezione parigina di Mauconseil.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>3 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
L&#8217;iniziativa del movimento rivoluzionario sta passando nelle mani del popolo, afflitto dalla carestia e stanco delle lungaggini burocratiche dell&#8217;A.N.L.<BR><br />
Il sindaco Petion presenta in Assemblea una richiesta di decadimento del re sottoscritta da 47 delle 48 sezioni di Parigi.<BR><BR><br />
A.N.L.:<br />
Decreto per il trattamento dei prigionieri di guerra.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>4 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Viene &#8220;annunciata&#8221; una insurrezione, per il 10 Agosto, dalla sezione Quinze-Vingts, nel caso che A.N.L. non proclami la decadenza del re.<BR><br />
Intanto nel noto ristorante <EM>Le Cadran Bleu</EM>, situato sul Boulevard du Temple, si stanno mettendo a punto i particolari di una sollevazione di tutto rispetto.<BR><BR><br />
A.N.L.:<BR><br />
Robespierre ha denunciato un secondo, presunto, tentativo di fuga del re. Sarebbe stato organizzato da La Fayette che avrebbe aanche assicurato la copertura militare.<BR><BR><br />
LA CORTE:<BR><br />
- Posizionamento delle Guardie Svizzere dislocate a Courbevoie ed a Rueil, nel palazzo delle Tuileries, congiuntamente a numerosi gentiluomini venuti a difendere il re.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Di fronte alla mancata presa di posizione dell&#8217;A.N.L. viene proclamata la nascita della <EM>Comune Insurrezionale</EM>.<BR><BR><br />
Intanto alle Tuileries si cerca di correre ai ripari organizzando una parvenza di resistenza basata sulle Guardie Svizzere, sulla Guardia Nazionale comandata da Mandat, e su 200 nobili appartenenti in buona parte all&#8217;Ordine dei Cavalieri di San Luigi.<BR><br />
Ore 23 circa: il comandante della Guardia Nazionale Mandat (che aveva sostituito La Fayette) viene convocato all&#8217;H&ocirc;tel de Ville, dal Comitato Insurrezionale, dichiarato decaduto dal comando e consegnato alla folla che lo fa a pezzi; con questo la Guardia Nazionale che contava 2.000 uomini, priva di comando, viene messa fuori gioco; la nomina contestuale del birraio Santerre, quale sostituto di Mandat, e&#8217; puramente formale.<BR><br />
Alle ore 23,45 Danton, dal Club dei Cordelieri, da il segnale della rivolta facendo suonare la campana del convento. Tutte le campane delle varie Sezioni parigine rispondono all&#8217;appello e la folla comincia ad affluire verso le Tuileries ed a circondare il complesso.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>10 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Alle prime luci dell&#8217;alba, mentre la folla completa l&#8217;accerchiamento delle Tuileries, il re e la famiglia vengono scortati dagli Svizzeri al Maneggio, sede dell&#8217;Assemblea Nazionale Legislativa, nell&#8217;estremo tentativo di mettere il sovrano sotto la protezione dell&#8217;Assemblea stessa, che veglia in seduta straordinaria.<BR><br />
A questo punto il re dispone ancora di 900 Svizzeri, 200 gendarmi e 200-300 nobili e realisti accorsi in suo soccorso.<BR><br />
Alle ore 8,00 il complesso delle Tuileries viene invaso dagli insorti; le Guardie Svizzere si barricano nel palazzo ed aprono il fuoco provocando un centinaio di morti e feriti tra la folla che sbanda e si ritira. L&#8217;arrivo di centinaia di operai ed artigiani del faubourg Saint-Antoine ridona nuova carica agli insorti.<BR><br />
Dal Maneggio il re, pressato dai deputati che vogliono evitare un bagno di sangue, invia un biglietto al comandante delle Guardie Svizzere ordinando di ritirarsi nelle loro caserme. Mentre gli Svizzeri cercano di ritirarsi, secondo gli ordini ricevuti, vengono sorpresi dagli insorti e massacrati: alla fine della battaglia si conteranno 600 morti tra gli Svizzeri e 200 tra i nobili ed i realisti che avevano cercato di opporre resistenza.<BR><br />
Le Guardie Svizzere, ben distinguibili a causa della loro divisa rossa, sono state un facile bersaglio.<BR><br />
Il potere e&#8217; ora in mano alla Comune Insurrezionale che chiede, ed ottiene dall&#8217;A.N.L., una dichiarazione &#8220;legale&#8221; di decadimento del re.<BR><br />
Ore 11,00 si discute ancora a chi spetti la custodia della famiglia reale; l&#8217;Assemblea propone che il re venga internato e custodito nella prigione del Lussemburgo ma la Comune si oppone, ritenendo il sito poco sicuro a causa degli innumerevoli cunicoli e passaggi segreti che potrebbero agevolare la fuga del re.<BR><br />
Alle ore 12,00 i miliziani della Comune scortano la famiglia reale nella prigione del Tempio, in attesa di processo.<BR><br />
Con questo atto la monarchia e&#8217; tramontata. Quella parvenza di legalita&#8217; che era ancora rappresentata dall&#8217;Assemblea, dalla Corte e dal Consiglio dei Ministri viene spazzata via dalle armi degli insorti che stabiliranno una nuova &#8220;legalita&#8217;&#8221;, quella del Terrore.<BR><BR><br />
A.N.L.:<br />
- viene decisa l&#8217;elezione di una nuova assemblea: la CONVENZIONE per la definizione della nuova Costituzione.<BR>
</p>
<p>IL TEMPIO.<BR> Ai tempi della Rivoluzione, questo complesso di edifici, circondato da alte mura, costituiva una vera e propria citta&#8217;, a se stante, nel cuore di Parigi, in corrispondenza all&#8217;attuale quartiere del Marais.<BR><br />
Il nucleo del complesso, molto antico e antecedente il 1200, era stato la sede dell&#8217;Ordine dei Templari. Dopo l&#8217;annientamento di questa istituzione divenne sede dell&#8217;Ordine dei Cavalieri di Malta; durante la Rivoluzione fu una roccaforte della Comune parigina.<BR><BR><br />
La famiglia reale composta da:<BR><br />
- Luigi XVI<BR><br />
- Maria Antonietta<BR><br />
- Louis-Charles, figlio del re e delfino di Francia<BR><br />
- Madame Royale, figlia del re<BR><br />
- Madame Elisabeth, sorella del re<BR><br />
viene rinchiusa al terzo piano della Grande Torre del Tempio.<BR><br />
Alla sorveglianza ed al servizio della famiglia reale vengono dedicati alcuni individui, facenti parte della guardia nazionale e retribuiti in modo speciale: i cosidetti <EM>gagistes</EM>.<BR><br />
La camera destinata al re e&#8217; stata particolarmente curata dal cittadino Palloy, il quale ha scelto una speciale tappezzeria che riproduce nel disegno le pietre della Bastiglia.<BR><br />
Durante la detenzione al Tempio la Comune si accollera&#8217; anche una spesa di 725 lire, a favore della regina, per acquisti di abiti, sete ed un cappello confezionato dalla celebre modista Poupart.<BR><br />
&nbsp;<BR>Dopo la restaurazione, il luogo divenne meta di pellegrinaggio di folle di monarchici nostalgici, che tendevano a considerarlo come un luogo sacro; Napoleone decise allora di tagliare corto e ne ordino&#8217; la demolizione, nel 1808, e fece lottizzare l&#8217;area risultante con notevoli profitti.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>11 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Di fronte al vuoto di potere istituzionale, che e&#8217; venuto a crearsi con gli eventi del giorno prima, l&#8217;A.N.L. cerca di mantenere, sotto lo sguardo sospettoso della Comune, una parvenza di legittimita&#8217; mediante:<BR><br />
- Elezione di un <EM>&#8220;Consiglio Esecutivo&#8221;</EM> che rimpiazza i ministri nominati dal re con:<BR><br />
. Danton alla Giustizia<BR><br />
. Roland agli Interni<BR><br />
. Servan alla Guerra<BR><br />
. Clavi&egrave;re alle Finanze<BR><br />
. Lebrun agli Affari Esterni<BR><br />
. Monge alla Marina<BR><BR><br />
- Autorizzazione generica accordata alle Municipalita&#8217; per arrestare i sospetti ed i nemici della Rivoluzione.<BR><BR><br />
- Interdizione alla pubblicazione dei giornali realisti.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>12 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Non tutti sono d&#8217;accordo. Il Consiglio Generale del Dipartimento della Somme rifiuta categoricamente di obbedire ai decreti dell&#8217;A.N.L.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Viene stabilito che gli atti della Comune di Parigi vengano datati a partire dall&#8217;anno I della Uguaglianza anziche&#8217; anno IV della Liberta&#8217;.(920102)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che mette in vendita i beni degli emigrati.<BR><br />
- Nuovo giuramento alla &#8220;liberta&#8217; ed uguaglianza&#8221; imposto agli ecclesiastici.<BR><BR><br />
Fallimento del sindaco di Strasburgo Dietrich che cerca di sollevare la Guardia Nazionale della citta&#8217; contro le autorita&#8217; rivoluzionarie parigine.<BR><BR><br />
Anche La Fayette, da Sedan, cerca di portare la sua armata a Parigi in soccorso del re, senza successo.<BR><BR><br />
A seguito dei precedenti eventi tutte le statue dei re sono state abbattute, quelle in bronzo sono finite in fonderia e si e&#8217; provveduto a cancellare sistematicamente tutti gli emblemi della monarchia dagli edifici pubblici.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>15 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Richiesta di creazione di un &#8220;Tribunale del Popolo&#8221;, da parte di una delegazione della Comune di Parigi, condotta da Robespierre. L&#8217;Assemblea rifiuta.<BR>
</p>
<p>In sede di Assemblea Nazionale Legislativa l&#8217;equilibrio delle forze e&#8217; incerto ed oscillante, secondo l&#8217;evolversi degli eventi. Molto in sintesi si puo&#8217; dire che esistono due grandi schieramenti:<BR><br />
- quello dei Giacobini, dei Cordelieri ed altri, dove primeggiano Danton, Marat, Robespierre e tutti gli altri personaggi che improntano la loro politica alla violenza e che sono favorevoli a misure eccezionali di <EM>salute pubblica</EM>;<BR><br />
- quello dei Girondini e dei Montagnardi, rappresentanti della borghesia medio-alta, che sono propensi ad atteggiamenti accomodanti ed a iniziative volte a nuove forme di liberalismo economico.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Una nuova delegazione della Comune di Parigi minaccia una insurrezione se l&#8217;Assemblea non vota a favore della creazione di un &#8220;Tribunale Criminale&#8221;, eletto dalle sezioni parigine. Capitolazione di ANL che vota la richiesta.<BR><BR><br />
CARCASSONNE:<BR><br />
- Moti nella Aude e presa di Carcassonne da parte degli insorti controrivoluzionari. Appello all&#8217;esercito per eliminarli.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>18 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Soppressione degli ultimi ordini religiosi, delle congregazioni degli insegnanti e delle congregazioni ospedaliere.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>19 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GERRA:<BR><br />
- Dumouriez e&#8217; nominato alla testa dell&#8217;armata del nord.<BR><BR><br />
- La Fayette si arrende agli austriaci.<BR><br />
Dopo l&#8217;ultimo smacco del 14 Agosto e privo di qualsiasi appoggio, ha ritenuto le prigioni austriache piu&#8217; sicure di quelle francesi, almeno per quanto riguarda la sua incolumita&#8217; personale. Verra&#8217; internato ad Olmutz.<BR><BR><BR><br />
- Violazione della frontiera francese da parte dell&#8217;armata prussiana di Brunswick, ingrossata dall&#8217;armata dei Principi e degli Emigrati.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- I prussiani mettono sotto assedio la citta&#8217; di Longwy.<BR><BR><br />
- Kellerman e&#8217; nominato alla testa dell&#8217;armata di Metz al posto di Luckner.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>21 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
&nbsp;La ghigliottina e&#8217; stata trasferita dalla Place de Gr&egrave;ve alla Place du Carrousel (Tuileries), in prossimita&#8217; del Maneggio, sede dell&#8217;Assemblea Nazionale Legislativa.<BR><br />
Viene ghigliottinato il nobile Collenot D&#8217;Angremont, monarchico, in esecuzione della prima condanna a morte pronunciata dal nuovo Tribunale Criminale, di recente costituzione.<BR><br />
Secondo alcuni si e&#8217; trattato di un giudizio sommario volto a soddisfare un qualche desiderio di vendetta, piuttosto che un atto di giustizia.<BR><BR><br />
In normali condizioni operative, la procedura per l&#8217;esecuzione di un condannato prevede, a carico degli aiutanti del boia:<BR><br />
a &#8211; subito dopo la sentenza, spogliazione della persona, esclusi gli indumenti piu&#8217; indispensabili: pantaloni e camicia,<BR><br />
b &#8211; legatura dei polsi dietro la schiena,<BR><br />
c &#8211; tonsura dei capelli che ricadono sul collo,<BR><br />
d &#8211; taglio del colletto della camicia,<BR><br />
e &#8211; caricamento sulla carretta e percorso verso il patibolo, in mezzo ad una folla, sovente urlante e sempre pronta a lanciare sassi ed immondizie,<BR><br />
f &#8211; giunto a destinazione, il condannato viene rapidamente issato sul palco e legato, pancia in giu&#8217;, sulla slitta,<BR><br />
g &#8211; il capo viene immobilizzato con un traversino appositamente sagomato,<BR><br />
h &#8211; il boia rilascia la mannaia,<BR><br />
i &#8211; Il boia, o un suo aiutante, esibisce la testa mozzata al pubblico, reggendola per i capelli. Nel caso il giustiziato sia calvo, la testa deve essere esibita reggendola a due mani per le orecchie,<BR><br />
k &#8211; infine i resti del condannato vengono gettati su di una carretta, eventualmente alla rinfusa con altri, e condotti alla fossa comune del piu&#8217; vicino cimitero.<BR><br />
La professionalita&#8217; e l&#8217;abilita&#8217; del boia e dei suoi aiutanti deve essere tale da eseguire quanto previsto ai punti f,g, ed h in meno di due minuti, per evitare inutili sofferenze al condannato.<BR><BR><br />
Subito dopo la sua adozione, intorno al nuovo strumento di morte sono sorte accanite discussioni e polemiche. Non tutti sono daccordo che lo strumento provochi quella morte <EM>istantanea ed indolore</EM> per la quale e&#8217; stato scelto.<BR><br />
Alcuni medici sostengono che, malgrado la decapitazione, il cervello, abbondantemente irrorato di sangue per l&#8217;intensa emozione, continui ancora a vivere ed a pensare per qualche minuto; alcuni sostengono per 2-3 minuti, altri sino a 15.<BR><br />
Il problema morale e filosofico che molti si pongono e&#8217; questo: a che cosa pensa una testa mozzata che <EM>&#8220;sa di essere gia&#8217; morta?&#8221;</EM> Quali orrendi pensieri agitano quella mente nei pochi minuti che ancora resta cosciente? Angoscia, terrore, disperazione, rabbia oppure rassegnazione? Molti si chiedono se, in quei momenti, sia ancora valido il concetto cartesiano del <EM>cogito ergo sum</EM>.<BR><br />
Alcuni altri invece sostengono che, in fondo, si tratta di sterili discussioni, in quanto le stesse argomentazioni avrebbero potuto essere sostenute anche nel caso di decapitazione con la scure o con lo spadone a due mani; cosa pensava, ad esempio, la testa di Anna Bolena caduta dal ceppo?<BR><br />
Sull&#8217;onda di queste polemiche, qualche anno dopo, alcuni medici tenteranno di &#8220;riattaccare&#8221; la testa al corpo di un condannato, subito dopo l&#8217;esecuzione, senza pero&#8217; riuscire a riportare e mantenere in vita il disgraziato.<BR><br />
Intorno alla ghigliottina viene a crearsi, ben presto, una strana attivita&#8217; &#8230;indotta. Alcuni artigiani fanno incetta dei capelli recisi, che vengono utilizzati per la fabbricazione di costose parrucche naturali.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>22 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA VANDEA:<BR><br />
- Inizio della insurrezione realista in Vandea e presa di Ch&acirc;tillon-Sur-S&egrave;vre al grido di <EM>&#8220;viva il re e viva i nostri buoni preti&#8221;</EM>.<BR><BR><br />
LA COMUNE:<BR><br />
- La Comune di Parigi chiede la sostituzione dell&#8217;appellativo &#8220;monsieur&#8221; con quello di &#8220;citoyen&#8221; (cittadino).
</p>
<p>LA VANDEA: un grande movimento contro-rivoluzionario destinato a degenerare in una vera e propria guerra interna, che dara&#8217; non poco filo da torcere, per lunghi anni, ai governi rivoluzionari ed allo stesso Napoleone che, solo nel 1800, riuscira&#8217; a pacificare queste popolazioni. Un odio ed una ferocia crescente, da ambo le parti, portera&#8217; ad un tragico bilancio di migliaia di morti.<BR><br />
Benche&#8217; questo movimento, per naturale contrapposizione, si sia ammantato dei simboli della monarchia e della chiesa, e&#8217; stato, in realta&#8217;, originato da un profondo disagio della popolazione, sul quale il clero refrattario ha avuto buon gioco nel soffiare sul fuoco.<BR><br />
La popolazione, prevalentemente rurale, non ha potuto beneficiare, per motivi di atavica indigenza, della vendita dei beni terrieri dei nobili e della chiesa, che sono finiti prevalentemente nelle mani della borghesia cittadina. I contadini hanno visto alternarsi i nuovi padroni ai vecchi senza ottenere quei vantaggi di miglioramento del tenore di vita che la Rivoluzione aveva lasciato sperare.<BR><br />
Nel Luglio 1791, ai primi sentori di insofferenza e di malcontento della regione, l&#8217;A.N.C. aveva inviato due commissari, Gallois e Gensomme (911009) per avere un quadro preciso della situazione. La relazione dei due commissari e&#8217; stata precisa ed esuriente, ma la successiva A.N.L., condizionata e travolta dai problemi del governo centrale, non e&#8217; intervenuta (o non ha potuto intervenire) con quei provvedimenti che avrebbero forse evitato un terribile bagno di sangue.<BR><br />
Le truppe regolari repubblicane saranno sovente costrette a battersi su due fronti: quello opposto da una armata vandeana vera e propria e quello opposto da bande di ribelli (Chouannerie), tra i quali molti ex-contrabbandieri di sale, dislocate tra il Maine e la Bretagna.<BR><br />
Tra i capi piu&#8217; significativi di questo movimento si ricordano:<BR><br />
- Le Mauges<BR><br />
- Stofflet (ex guadiacaccia)<BR><br />
- Chatelineau (ex venditore ambulante)<BR><br />
- Bonchamp<BR><br />
- D&#8217;Elb&egrave;e<BR><br />
- La Rochejacquelein<BR><br />
- Charette (un nobile)<BR><br />
- Jean Cottereau (detto Chouans)</p>
<p><BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Capitolazione di Longwy che cade nelle mani dei prussiani.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che abolisce, senza indennita&#8217;, i canoni feudali sottomessi a riscatto.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>26 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Ordinata la leva di 30.000 uomini.<BR><BR><br />
- Decreto che ingiunge ai preti refrattari, che non hanno prestato il giuramento del 14 Agosto, di lasciare la Francia, pena la deportazione nella Guyana. A questo proposito il deputato Isnard non ha avuto peli sulla lingua: <EM>&#8220;&#8230;i preti refrattari sono cosi&#8217; appestati che e&#8217; necessario ricoverarli nei lazzaretti di Roma e d&#8217;Italia&#8230;&#8221;</EM><BR><BR><br />
Intanto, in tutto il paese, e&#8217; iniziata la tornata elettorale per eleggere i deputati alla Convenzione Nazionale. L&#8217;elezione coinvolgera&#8217; circa 7 milioni di cittadini aventi diritto al voto; i votanti saranno circa 1,8 milioni. Come verificatosi nelle elezioni precedenti, mediamente 3 cittadini su 4 si asterranno.</p>
<p>Jean-Baptiste Cl&eacute;ry, ex cameriere personale del delfino, ha chiesto alla Comune di essere posto al servizio della famiglia reale al Tempio. Il permesso gli viene accordato e restera&#8217; con la famiglia reale sino alla morte di Luigi XVII. La sua fedelta&#8217; all&#8217;ex sovrano gli costera&#8217; qualche settimana di carcere. Liberato, emigrera&#8217; e pubblichera&#8217; a Londra un diario sulla prigionia del re, ottenendo un notevole successo editoriale.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Su richiesta di Danton il Consiglio Esecutivo invia commissari, dotati di pieni poteri, nei vari Dipartimenti allo scopo di prevenire e combattere eventuali moti controrivoluzionari.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Agosto 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- I prussiani mettono sotto assedio Verdun. Le truppe francesi, comandate dal Generale Beaurepaire, oppongono una debole resistenza e la piazza capitola dopo poche ore.<BR><BR><br />
LA COMUNE:<BR><br />
- Sono state ordinate perquisizioni ed arresti in massa di &#8220;sospetti&#8221; a Parigi; circa 3.000 persone sono incarcerate nelle prigioni della capitale.<BR><BR><br />
A.N.L.:<BR><br />
- Sono state definite nuove norme sullo stato civile laico del cittadino e facilitate le modalita&#8217; e le condizioni per ottenere il divorzio. Con queste norme si raggiunge la maggiore eta&#8217; a 21 anni.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>2 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
I MASSACRI NELLE PRIGIONI. (2-3-4 e 5 Settembre)<BR><br />
Gli storici non sono d&#8217;accordo sulle motivazioni che hanno scatenato questi atti di pura follia, non solo a Parigi, ma anche in altre citta&#8217; del paese.<BR><br />
Dopo gli arresti di massa del 30 Agosto, si diffonde la voce che nelle prigioni, gli arrestati come &#8220;sospetti&#8221; stiano tramando ed organizzando un piano per destabilizzare la Rivoluzione. All&#8217;esterno Danton, Marat ed altri, con i loro discorsi e con i loro scritti, fanno leva sulla collera popolare e predicano un intervento radicale contro questi cospiratori. Anche l&#8217;inspiegabile capitolazione, del 30 Agosto, di Verdun alimenta i sospetti di qualche tradimento ai danni della Rivoluzione. Non ci vuole altro per scatenare una piccola folla di disperati e di miserabili, assoldati da qualcuno, che assaltano le prigioni massacrando ciecamente e senza distinzioni quasi tutti i disgraziati che vi si trovano rinchiusi, moltissimi dei quali colpevoli di reati comuni, non politici.<BR><br />
La Comune, con il sindaco Petion, non interviene e la Guardia Nazionale parigina, che avrebbe dovuto mantenere l&#8217;ordine, resta inerte.<BR><br />
Questa banda di <EM>giustizieri</EM> della Rivoluzione, una cinquantina di persone (operai ed artigiani, retribuiti con 6 lire al giorno), capeggiata dal famigerato Maillard, passa sistematicamente da una prigione all&#8217;altra lasciandosi dietro una scia di sangue e montagne di cadaveri, smembrati e decapitati con ascie, picche e sciabole.<BR> Chi ha armato la mano di questi individui (dei quali si conoscevano i nomi), garantendo la loro impunita&#8217;? Chi ha fatto tuonare, per tutto il pomeriggio, il cannone d&#8217;allarme situato nei pressi del Ponte Nuovo, chiamando i parigini all&#8217;orrendo spettacolo? Sono domande alle quali la Storia non ha mai chiaramente risposto.<BR><br />
Il bilancio delle vittime e&#8217; agghiacciante anche se impreciso; si parla di 1100-1400 morti dei quali:<BR><br />
- 17% preti refrattari<BR><br />
- 6% Svizzeri (scampati al precedente massacro delle Tuileries)<BR><br />
- 5% prigionieri politici<BR><br />
- 72% prigionieri per reati comuni<BR><br />
In altri termini e&#8217; stato ucciso circa il 50% dei detenuti delle carceri parigine, con un&#8217;alta percentuale di donne ed anche alcuni bambini.<BR><br />
Anche la Provincia non e&#8217; stata da meno; sull&#8217;onda degli eventi parigini si sono avuti analoghi massacri a Reims, Meaux, Lione, Versailles, ecc.<BR><BR><br />
STANISLAS MARIE MAILLARD, nato a Gournay-en-Bray l&#8217;11/12/1763 e morto a Parigi il 15/4/1794.<BR><br />
Di professione commesso/usciere presso l&#8217;H&ocirc;tel de Ville(?), abilissimo ad intervenire quando c&#8217;e&#8217; da pescare nel torbido, gode di un certo carisma che lo mettera&#8217; a capo di folle turbolenti, nei momenti piu&#8217; significativi della Rivoluzione.<BR><br />
Come uomo e&#8217; un ubriacone fallito che, prima della Rivoluzione, va e viene dal carcere per piccole truffe e debiti insoluti nei confronti di decine di bettole cittadine.<BR><br />
La Rivoluzione e&#8217; la sua grande occasione per emergere. Partecipa alla presa della Bastiglia (890714), organizza la marcia delle donne su Versailles (891005) e diventa il loro portavoce in seno all&#8217;Assemblea.<BR><br />
Diventa capitano della Guardia Nazionale nel 1790 e partecipa ai moti del 10 Agosto (920810). Infine, a capo dei massacratori delle prigioni, si atteggia a giudice rivoluzionario orchestrando le uccisioni di Settembre.<BR><br />
Troppo compromesso, cambia identita&#8217; e si tiene nell&#8217;ombra sino al 1794 quando muore tisico. Qualcuno lo ha definito una tragica marionetta nelle mani dei politicanti dell&#8217;epoca.<BR><BR><br />
All&#8217;epoca i <EM>Cannoni d&#8217;Allarme</EM> erano numerosi e dislocati nei vari quartieri della citta&#8217;. La loro funzione, oltre a quella di scandire il mezzogiorno, era di chiamare a raccolta i cittadini nei momenti di piu&#8217; grave pericolo.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>4 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
La follia sanguinaria comincia ad attenuarsi. Tutte le prigioni parigine:<BR><br />
. L&#8217;Abbaye<BR><br />
. Carmes<BR><br />
. Ch&acirc;telet<BR><br />
. Conciergerie<BR><br />
. La Force<BR><br />
. Salp&ecirc;tri&egrave;re<BR><br />
. Bic&ecirc;tre<BR><br />
sono state passate al vaglio ed hanno versato il loro tributo di sangue. Alla prigione dell&#8217;Abbaye (300 vittime) il massacro e&#8217; stato trasformato in spettacolo, con tanto di tribune per gli spettatori: uomini e donne separati per non offendere la morale!<BR><br />
<EM>&#8220;Erano stati ammucchiati degli stracci nel mezzo del cortile, come una specie di grande materasso. Le vittime buttate in questa specie di arena, attraverso una porta, correvano tra file di sciabole, lancie e picche, finche&#8217; venivano a cadere sul materasso inzuppato e grondante di sangue.&#8221;(G.Lenotre)</EM><BR><br />
Alla Salp&ecirc;tri&egrave;re, prigione femminile, gremita di disgraziate, di povere pazze e di prostitute, il massacro venne preceduto anche da stupri e da violenze inimmaginabili.<BR><br />
Tutti gli scrittori ricordano la Principessa di Lamballe, sventrata sopra un mucchio di cadaveri, perche&#8217; si era rifiutata di gridare &#8220;viva la nazione&#8221;.<BR><br />
Anche madame de Tourzel, governante dei principi, e&#8217; scomparsa. Dopo il fallimento della fuga ed il rientro a Parigi, era stata arrestata per complicita&#8217; con i sovrani.<BR><br />
Enormi mucchi di cadaveri denudati giacciono davanti alle prigioni, o agli angoli delle strade, in attesa che le carrette li smistino nelle fosse comuni dei numerosi cimiteri parigini.<BR><br />
Nel corso di una cerimonia tenuta a fine mattanza, l&#8217;allora sostituto procuratore della Comune, Billaud-Varenne, pronuncera&#8217; un discorso di elogio ai massacratori offrendo a ciascuno un premio extra di 24 lire.<BR><BR><br />
LA GUERRA:<BR><br />
- Assedio di Thionville da parte degli emigrati arruolati nell&#8217;Armata dei Principi.<BR>
</p>
<p>MARIE-TH&Eacute;R&Egrave;SE DE SAVOIE-CARIGNAN, principessa di LAMBALLE. Era stata sovraintendente agli alloggi della regina e confidente particolare della stessa. Dopo l&#8217;uccisione e&#8217; stata decapitata e la sua testa, issata sopra una picca, e&#8217; stata esibita alla sovrana attraverso le finestre del Tempio.<BR><BR><br />
Alcuni autori ritengono che il facile accesso alle prigioni, dove sono avvenuti i massacri, sia stato favorito dalla gestione stessa di queste case di pena. Infatti le prigioni parigine erano gestite da privati appaltatori ed i carcerieri non erano personale militarizzato.<BR><br />
La gestione di una prigione era un&#8217;attivita&#8217; molto lucrosa che poteva rendere dalle 10.000 alle 20.000 lire l&#8217;anno, esentasse. I prigionieri erano tenuti a pagare una retta, per la loro custodia ed il loro mantenimento, variabile dalle 10 alle 40 lire al mese; chi non era in grado di pagare era lasciato marcire in fondo ad un sotterraneo dove moriva lentamente di fame.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>8 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Il fronte si estende: ordine di Lebrun, ministro degli Affari Esterni, di invadere la Savoia, territorio appartenente agli Stati Sardi. E&#8217; il conto che la Rivoluzione presenta a Vittorio Amedeo III per la generosa ospitalita&#8217; concessa ai nobili emigrati ed ai preti refrattari.<BR><BR><br />
TOURS:<BR><br />
- Moti controrivoluzionari in citta&#8217;.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Primo decreto sulla regolamentazione e la tassazione del commercio dei cereali.<BR><BR><br />
VERSAILLES:<BR><br />
- Mentre transitava un trasporto di 52 prigionieri politici, provenienti da Orleans,<br />
che dovevano essere giudicati a Parigi, la popolazione, capeggiata da un certo Fournier, detto l&#8217;Americano, assale il convoglio e massacra 44 detenuti. Le loro teste vengono infilzate sulle punte dei cancelli di Versailles.<BR>
</p>
<p>CLAUDE FOURNIER LH&Eacute;RITIER, detto FOURNIER L&#8217;AMERICAINE, nato ad Auzon il 21/12/1745 e morto a Parigi il 25/7/1825.<br />
Inizia a 15 anni una carriera di natura tale da essere, in seguito, definito come <EM>uno degli individui piu&#8217; ripugnanti della Rivoluzione.</EM><BR><br />
Comincia come sorvegliante di schiavi a San Domingo ed in seguito diventa proprietario di una fattoria e di una distilleria di rhum.<BR><br />
Nel 1784 torna a Parigi, dopo avere incendiato le sue proprieta&#8217; di San Domingo, e vive per qualche anno delle sue rendite, sino all&#8217;inizio della Rivoluzione, che lo trovera&#8217; ovunque in prima linea, ausiliario prezioso della Comune e dei movimenti di strada, malgrado il suo aspetto livido e sinistro tutt&#8217;altro che raccomandabile. In breve:<BR><br />
- Partecipa alle agitazioni di Palais Royal<BR><br />
- Partecipa alla presa della Bastiglia<BR><br />
- Aderisce al Club dei Cordelieri, dal quale poi verra&#8217; espulso<BR><br />
- Capeggia, con Maillard, la marcia delle donne su Versailles<BR><br />
- Dirige gli insorti del 20 Giugno e del 10 Agosto 1792<BR><br />
- Fa il suo doveroso bagno di sangue durante il massacro delle prigioni<BR><br />
- ecc. ecc.<BR><br />
Quello di Versailles e&#8217; uno dei tanti episodi; in effetti Fournier ha prima spogliato i prigionieri di tutti i loro beni e poi ha incitato la folla al massacro.<BR><br />
Dopo il 1794, va e viene dalle patrie galere accusato di crimini tra i piu&#8217; efferati, perpetrati in nome della Rivoluzione ed, infine, viene deportato alla Cayenna.<BR><br />
Rientra a Parigi dopo il 1809 dove vive col frutto dei furti e delle rapine commessi durante la Rivoluzione.<BR><BR>
</p>
<p>                  <HR></p>
<p><STRONG><CENTER>10 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Ordine di requisizione di tutti gli oggetti di culto in argento ed in oro.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- L&#8217;armata prussiana attraversa l&#8217;Argonne.<BR><BR><br />
Filippo duca d&#8217;Orleans presenta una domanda alla Municipalita&#8217;, nella quale chiede di cambiare il suo nome nobiliare in quello di PHILIPPE-EGALITE.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>16 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Saccheggio dei magazzini/depositi della corona, dove erano stati depositati parte dei beni mobili della Corte, dopo l&#8217;arresto della famiglia reale.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>19 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
A.N.L.:<BR><br />
- Decreto che crea il Museo del Louvre destinato alla salvaguardia ed alla conservazione del patrimonio artistico francese.<BR><br />
Il museo aprira&#8217; i battenti al pubblico il 21/7/1793.<BR><BR><br />
- Decreto che istituisce il Servizio Ufficiale di Corrieri dell&#8217;Assemblea. Il loro compito e&#8217; di distribuire i dispacci dell&#8217;Assemblea e dei Ministeri ai Dipartimenti ed alle Forze Armate.<BR><br />
Vengono nominati o scelti secondo necessita&#8217;; il trattamento e&#8217; di 600 lire l&#8217;anno piu&#8217; 4 lire al giorno durante le trasferte.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Vittoria francese a Valmy. Dopo un violento cannoneggiamento l&#8217;esercito prussiano e&#8217; costretto ad abbandonare la posizione. E&#8217; la prima significativa vittoria francese dall&#8217;inizio della guerra, grazie anche ai cannoni francesi tipo Gribauval, tecnicamente superiori a quelli degli avversari.<BR><br />
Le perdite sono state di 200 morti tra i prussiani e 300 da parte francese.<BR><BR><br />
A.N.L.:<BR><br />
- Ultima seduta nella quale si vota la nuova normativa sullo Stato Civile e sul Divorzio.<BR><BR><br />
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Prima seduta, a porte chiuse, della Convenzione Nazionale (C.N.) ed elezione del suo organo dirigente.<BR><br />
La Convenzione conta 749 nuovi deputati. Ad ogni deputato e&#8217; riconosciuta una indennita&#8217; giornaliera di Lire 18, comprensive anche di indennita&#8217; alloggio.<BR><br />
In caso di trasferta in provincia il deputato deve indossare una apposita divisa e riceve un supplemento spese.<BR>
</p>
<p>
Nota con molte riserve: <EM>Sulla significativa vittoria di Valmy, tanto celebrata dai francesi, qualcuno ha sollevato dei dubbi. La battaglia, che si dice sia stata molto cruenta, ha provocato peraltro solo 500 vittime tra le due parti contendenti. Qualcuno sostiene che la vittoria francese sia stata &#8220;contrattata&#8221; da Danton con Brunswick; quest&#8217;ultimo si sarebbe ritirato dietro compenso di una parte dei gioielli della corona, misteriosamente trafugati dal deposito dove erano custoditi. (Vedere anche 921013)<BR><br />
Altri affermano che Dumouries e Brunswich avrebbero evitato di impegnarsi a fondo nella battaglia, in quanto massoni e quindi legati da vincoli di fratellanza.</EM><BR><br />
Sono voci sulle quali non e&#8217; possibile alcun riscontro!<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>21 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Prima seduta pubblica della Convenzione Nazionale che decreta l&#8217;abolizione della monarchia in Francia.<BR><br />
Il vescovo costituzionale Gregoire, nel suo intervento, e&#8217; stato categorico: <EM>&#8220;I re sono nell&#8217;ordine morale cio&#8217; che sono i mostri nell&#8217;ordine naturale. Le corti sono la fucina dei delitti, il focolaio della corruzione, la tana dei tiranni. La storia dei re e&#8217; il martirologio delle nazioni.</EM><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>22 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Decreto che stabilisce di datare gli atti pubblici dall&#8217;anno I della Repubblica Francese. Praticamente e&#8217; il giorno di inizio del calcolo del calendario della rivoluzione, che entrera&#8217; in vigore nel 1793.<BR><BR><br />
LA GUERRA:<BR><br />
- Entrata delle truppe francesi in Savoia. L&#8217;armata del Var penetra in Piemonte.<BR>
</p>
<p>Durante la permanenza delle truppe francesi in Piemonte, a Carmagnola, un ignoto autore ha composto un canto che ha avuto uno strepitoso successo:<br />
la <EM>Carmagnole</EM>.<BR><BR>
</p>
<p><CENTER><EM><br />
Madame V&eacute;to avait promis<BR><br />
Madame V&eacute;to avait promis<BR><br />
de faire &eacute;gorger tout Paris<BR><br />
de faire &eacute;gorger tout Paris<BR><br />
Mais son coup a manqu&eacute;<BR><br />
grace &agrave; nos canons<BR><br />
Chantons la Carmagnole<BR><br />
vive le son du canon<BR><br />
Chantons la Carmagmole<BR><br />
vive le son du canon.<BR><br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<BR><br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<BR></EM></CENTER><BR><br />
<EM>Carmagnole</EM> e&#8217; anche il nome di una tipica divisa rivoluzionaria, simile a quella dei sanculotti.<BR><BR><br />
In Piemonte, la presenza delle truppe francesi e le notizie che si susseguono dalla Francia, accendono le speranze di coloro che aspirano ad una societa&#8217; nuova e piu&#8217; rispettosa dei diritti dell&#8217;uomo.<BR><br />
Risale probabilmente a questo periodo una poesia, non molto nota, di Ignazio Calvo, giovane medico torinese (nato il 10/10/1773 e morto il 29/04/1804 di tifo nosocomiale, contratto dai suoi malati dell&#8217;Ospedale San Giovanni), convinto antiaristocratico e, forse, l&#8217;unico poeta rivoluzionario piemontese del quale si conosca con certezza il nome.</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Assedio di Lille da parte dell&#8217;esercito austriaco.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>24 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Entrata delle truppe francesi a Chamb&eacute;ry.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Decreto che enuncia <EM>&#8220;la repubblica francese e&#8217; una e indivisibile&#8221;</EM>.<BR>
</p>
<p>E&#8217; la risposta per contrastare i movimenti federati che mirano al decentramento politico ed amministrativo.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>29 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Conquista e saccheggio di Nizza da parte delle truppe francesi. La citta&#8217; ha pagato lo scotto per avere generosamente ospitato un gran numero di emigrati.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Settembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Spire da parte dell&#8217;armata francese del Generale Custine.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>3 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Occupazione di B&acirc;le da parte delle truppe francesi e proclamazione della repubblica &#8220;Rauracienne&#8221; al posto del vescovado di B&acirc;le.<BR><br />
(B&acirc;le = Basel, Basilea)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>5 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Worms da parte delle truppe francesi del Generale Custine.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>7 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Gli austriaci tolgono l&#8217;assedio da Lille, iniziato il 23 Settembre.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>9 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Nomina di Garat come Ministro della Giustizia al posto di Danton.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>10 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Radiazione del deputato Brissot (890728) dal Club dei Giacobini che, al 5 Ottobre, contava solo 113 deputati sui 749 della CN.<BR><br />
Tra i motivi di esclusione, accampati da Robespierre, c&#8217;e&#8217; anche quello di avere organizzato i massacri di Settembre e di essere un complice di La Fayette. La prima accusa e&#8217; del tutto infondata stante il fatto che Brissot era universalmente noto per la sua moderazione politica.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>11 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Elezione del comitato per lo studio e la definizione della nuova Costituzione.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>12 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Nomina di Pache quale Ministro della Guerra al posto di Servan che assume il comando dell&#8217;armata dei Pirenei, in previsione di una guerra contro la Spagna.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Ottobre 1792 </CENTER></STRONG></p>
<p>
Sono stati giustiziati alcuni ladri che avrebbero rubato parte dei gioielli della corona, custoditi negli armadi del Ministero della Marina. (V.920920)<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- La pressione delle armate francesi comincia a farsi sentire: i prussiani evacuano Verdun.<BR><br />
Dopo l&#8217;occupazione della citta&#8217; le autorita&#8217; francesi spediscono sulla ghigliottina 32 cittadini (tra cui 12 donne) per collaborazionismo con gli austriaci.<BR><br />
Un altro gruppo di giovanissime ragazze vengono esposte nude al pubblico, per molte ore, e poi condannate a 20 anni di carcere; sono ricordate dalla storia come <EM>le vergini di Verdun.</EM><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>19 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- I prussiani evacuano Longwy.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>21 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Mayence da parte del Generale Custine.<BR><BR><br />
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Ricevuta la domanda di riunione di Nizza alla Francia, presentata da un gruppo di cittadini nizzardi sostenuti e guidati da gruppi politici marsigliesi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>22 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Domanda di riunione della Savoia alla Francia presentata da una fantomatica &#8220;Assemblea Nazionale degli Allobrogi&#8221; priva di potere rappresentativo.<BR>
</p>
<p>Gli allobrogi erano gli appartenenti ad una antica popolazione insediata nelle Alpi occidentali, in prossimita&#8217; del Monginevro.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>23 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Presa di Francfort da parte del Generale Custine.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>24 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Emissione di 400 milioni di assegnati.<BR><br />
<BR><br />
Brissot pubblica lo scritto &#8220;A Tous Les Republicains De France&#8221;.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<br />
- Violentissimo attacco contro Robespierre, da parte del deputato Louvet:<BR><br />
<EM>&#8220;Robespierre, io t&#8217;accuso di esserti continuamente esibito come un oggetto di idolatria; io t&#8217;accuso di avere tiranneggiato, con tutti i possibili mezzi dell&#8217;intrigo e della frode, l&#8217;assemblea elettorale del dipartimento di Parigi; io t&#8217;accuso infine di avere ostentatamente camminato verso il potere supremo.&#8221;</EM><BR>
</p>
<p>Robespierre ne ha fatti ammazzare altri per molto meno! Con Louvet non ci riuscira&#8217;. Fiutato il vento infido, nel Giugno del 1793, si eclissa e ripara in Svizzera; tornera&#8217; a Parigi solo dopo il 10 Termidoro e riprendera&#8217; il suo posto alla Convenzione.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Ottobre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Dumouriez lancia una offensiva contro gli austriaci ed invade nuovamente il Belgio.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>6 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Disfatta degli austriaci a Jemmapes.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>7 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Le truppe francesi prendono Mons.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Inizio della discussione sul processo al re. Si tratta di decidere chi deve processarlo e come.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Entrata delle truppe francesi a Bruxelles.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>16 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA COMUNE:<BR><br />
- Discorso trionfalistico di Chaumette (910712) allo H&ocirc;tel de Ville, nel quale annuncia che tutta l&#8217;Europa, sino a Mosca, sara&#8217; ben presto <EM>francesizzata, municipalizzata e giacobinizzata.</EM><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>19 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Decreto con il quale la C.N. si arroga il diritto di intervenire ovunque i popoli &#8220;vorranno riconquistare la loro liberta&#8221;.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>20 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Scoperta alle Tuileries dell&#8217;armadio di ferro (920505) contenente documenti compromettenti sulle relazioni del re con Mirabeau, la sua corrispondenza con gli altri sovrani e le macchinazioni messe in atto per impedire la Rivoluzione.<BR>
</p>
<p>In effetti la scoperta e&#8217; stata possibile in quanto l&#8217;artigiano Gamain, costruttore del forziere segreto, ne rivela l&#8217;esistenza al Ministro degli Interni Roland de la Plati&egrave;re, ricevendo un premio (o forse una pensione), molto generoso, di 12000 lire.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>22 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
BEAUCE:<BR><br />
- Insurrezione contadina contro il commercio e la tassazione dei cereali.(920909) L&#8217;insurrezione parte dalla piana di Beauce e comprende i dipartimenti di Eure-et-Loir, Loir-et-Cher, Indre-et-Loir, Sarthe.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>26 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Discorso di Brissot dove, in sostanza, afferma: &#8220;Noi non potremo essere tranquilli sino a quando l&#8217;Europa, tutta l&#8217;Europa, non sara&#8217; in fiamme&#8221;. Sembra un palese invito ad estendere la guerra a tutta l&#8217;Europa.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Decreto che annette la Savoia alla Francia.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Entrata dell&#8217;armata francese a Liegi.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>29 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Decreto di soppressione del Tribunale Criminale, creato il 17 Agosto, sotto l&#8217;incalzare dei moti popolari e della Comune.<BR><BR><br />
Proteste dell&#8217;Inghilterra contro il decreto del 19 Novembre di natura minacciosa e bellicista.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Novembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Entrata delle truppe francesi ad Anversa.<BR><br />
Il Belgio e&#8217; completamente in mano francese. Il Generale Dumouriez promette, in un discorso, di concedere l&#8217;indipendenza al paese, entro breve tempo.</p>
<p>Il ministro Lebrun e&#8217; entusiasta di questa conquista; tanto da battezzare la figlia neonata Jemmapes-Dumouriez. (Jemmapes = battaglia decisiva della campagna)<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>1 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Discorso di Jacques Roux (920524) alla Sezione parigina dell&#8217;Osservatorio; nasce, fondamentalmente, un nuovo gruppo politico estremista gli <EM>&#8220;ENRAGES&#8221;</EM> (gli Arrabiati).<BR>
</p>
<p>Gli ENRAGES erano un gruppo di estremisti molto critici contro gli atti della Convenzione Nazionale, giudicati insufficienti a risolvere i problemi piu&#8217; immediati e drammatici della popolazione: fame e miseria. Gli Arrabiati chiedevano la requisizione delle derrate piu&#8217; importanti, tasse ad oltranza sui ricchi, morte per gli speculatori e gli accaparratori.<BR><br />
Le agitazioni che verranno promosse da questo gruppo, metteranno in allarme Robespierre, che sente di non poterli controllare, sino al Settembre del 1793, quando riesce a far arrestare gli esponenti del gruppo.<BR><br />
Gli &#8220;arrabiati&#8221; avevano qualche buona ragione per essere tali. Malgrado il raccolto del 1792 sia stato discreto, il grano sul mercato e&#8217; sempre piu&#8217; scarso. I contadini proprietari preferiscono stoccare il grano per due buone ragioni:<BR><br />
. nessuno ha voglia di vendere grano contro assegnati che si svalutano a vista;<BR><br />
. si attende che la Convenzione ritorni sui suoi passi per quanto riguarda la fissazione del prezzo massimo del cereale. Il prodotto viene quindi stoccato in attesa di prezzi migliori.<BR><br />
A Parigi la situazione e&#8217; sempre piu&#8217; drammatica; la Comune spende 12.000 lire al giorno per sostenere i fornai e mantenere basso il prezzo del pane che, malgrado questi interventi, diventa sempre piu&#8217; scarso.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>2 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Conquista di Namur da parte dell&#8217;armata francese.<BR><BR><br />
- Il Generale Custine e&#8217; costretto a ritirarsi da Francoforte.<BR><BR><br />
LA COMUNE:<BR><br />
- Elezione di 122 nuovi rappresentanti della Comune di Parigi tra i quali Jacques Roux.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>3 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Discorso di Robespierre che chiede la condanna a morte del re.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>4 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Una delegazione del Belgio, ormai conquistato dai francesi, chiede alla Convenzione Nazionale di riconoscere l&#8217;indipendenza e la liberta&#8217; del paese.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>6 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Procedura di voto per il processo del re, adottata su richiesta di Marat: si votera&#8217; per appello nominale ed a voce alta, onde permettere il giudizio e la pressione sui deputati da parte del pubblico che assite alle riunioni dalle tribune del Maneggio.<BR><BR><br />
Pubblicazione dei documenti segreti di Luigi XVI, rinvenuti nell&#8217;armadio di ferro il 20/11/1792.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>7 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
L&#8217;armata francese reprime una manifestazione, a Bruxelles, in favore dell&#8217;indipendenza del Belgio.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>11 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Il cittadino <EM>LUIGI CAPETO</EM>, ex re di Francia, compare per la prima volta alla barra della C.N. per essere giudicato.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>13 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
I Comuni e la Camera dei Lords sostengono il Ministro Pitt ed il suo governo nei preparativi di guerra contro la Francia.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>14 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Approvata una nuova emissione di trecento milioni di Assegnati.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>17 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA GUERRA:<BR><br />
- Arrivo della flotta francese davanti a Napoli. Il re Ferdinando IV di Borbone deve accettare alcune imposizioni francesi, riguardanti la politica da adottare nei confronti dell&#8217;Inghilterra.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>25 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
Celebrazioni clandestine di messe di mezzanotte a Parigi, malgrado l&#8217;interdizione della Comune.<BR><BR><br />
Nella prigione del Tempio l&#8217;ex re redige il suo testamento.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>26 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Arringa del deputato De S&egrave;ze, incaricato della difesa del re davanti alla C.N.<BR>
</p>
<p>
Le argomentazioni di De S&egrave;ze non sono servite gran che&#8217;. Quello che incalza con le accuse e&#8217; Saint-Just:<BR> <EM>Non si puo&#8217; regnare innocentemente, quindi quest&#8217;uomo deve regnare o morire.<BR><br />
Il re non va neppure giudicato, ma senz&#8217;altro punito per il solo fatto di essere stato re.</EM><BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>27 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Il deputato Salles, moderato di destra, deposita una mozione nella quale chiede che il giudizio sul re sia sottoposto ed avallato dalla approvazione popolare. Discorso del deputato Saint-Just contro questa mozione.<BR>
</p>
<p>L&#8217;appello al popolo era una antica usanza in vigore ai tempi della Roma repubblicana.<BR><BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>28 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Intervento del Ministro degli Affari Esterni che ricorda come la neutralita&#8217; della Spagna dipenda dal trattamento che verra&#8217; riservato al re.<BR><br />
- Discorso del deputato Buzot in favore dell&#8217;appello al popolo, proposto da Salles.<BR><br />
- Discorso di Robespierre contro questo appello.<BR>
</p>
<p><HR></p>
<p><STRONG><CENTER>30 Dicembre 1792</CENTER></STRONG></p>
<p>
LA CONVENZIONE:<BR><br />
- Discorso del deputato Vergniaud in favore della mozione proposta da Salles.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Diario della Rivoluzione Francese: 1795</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 20:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[2 Gennaio 1795 *** 13 Nevoso Anno III LA CONVENZIONE: - Viene ristabilita la liberta&#8217; di commercio con l&#8217;estero. Come era avvenuto nel 1788-1789, anche l&#8217;inverno 94-95 si manifesta estremamente rigido mettendo in seria difficolta&#8217; le popolazioni gia&#8217; stremate da anni di carestia e di disoccupazione. 5 Gennaio 1795 *** 16 Nevoso Anno III LA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>2 Gennaio 1795 *** 13 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Viene ristabilita la liberta&#8217; di commercio con l&#8217;estero.</p>
<p><em>Come era avvenuto nel 1788-1789, anche l&#8217;inverno 94-95 si manifesta estremamente rigido mettendo in seria difficolta&#8217; le popolazioni gia&#8217; stremate da anni di carestia e di disoccupazione.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Gennaio 1795 *** 16 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Votato un decreto per la fondazione dell&#8217;Istituto dei Sordomuti.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
8 Gennaio 1795 *** 19 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- L&#8217;armata del Generale Pichegru attraversa il fiume Waal gelato e si dirige verso Amsterdam.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
10 Gennaio 1795 *** 21 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che istituisce una festa annuale per commemorare la &#8220;giusta punizione dll&#8217;ultimo re dei francesi&#8221;. La festa e&#8217; prevista per il 2 Piovoso.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
16 Gennaio 1795 *** 27 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- La C.N. accorda pieni poteri ai negoziatori incaricati di trattare la pace con i ribelli vandeani.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
19 Gennaio 1795 *** 30 Nevoso Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Al caffe&#8217; Chartres (Palais Royal) viene cantato per la prima volta l&#8217;inno &#8220;Risveglio del Popolo&#8221; da parte della Gioventu&#8217; Dorata.<br />
LA GUERRA:</p>
<p>- Il Generale Pichegru entra ad Amsterdam. Lo Stathouder (autorita&#8217; cittadina) si rifugia in Inghilterra.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Gennaio 1795 *** 2 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>Celebrazione dell&#8217;anniversario dell&#8217;esecuzione di Luigi XVI.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Gennaio 1795 *** 4 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Cattura della flotta olandese, bloccata dal ghiaccio sullo Helder, da parte della cavalleria francese.</p>
<p><em>E&#8217; forse l&#8217;unica volta, in tutta la storia, che una intera flotta viene sconfitta con una carica di cavalleria (!)</p>
<p>Questa singolare impresa portera&#8217; alle stelle la fama del Generale Pichegru; nel 1797 verra&#8217; acclamato presidente del Consiglio dei 500.</em></p>
<p><em></em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
30 Gennaio 1795 *** 11 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- La Sezione parigina del Tempio denuncia, per eccessivo estremismo, il suo vecchio Comitato Rivoluzionario.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
2 Febbraio 1795 *** 14 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- La Gioventu&#8217; Dorata e gruppi di sanculotti si scontrano per le vie della citta&#8217;.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
3 Febbraio 1795 *** 15 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Dopo le vittorie conseguite nei Paesi Bassi, i francesi proclamano la nascita della Repubblica Batava, satellite politico della C.N.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Febbraio 1795 *** 17 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>Appare un violento articolo sul Moniteur che ricorda il ruolo di Marat e dei suoi scritti, con i quali aveva incoraggiato gli eccessi sanguinosi della rivoluzione.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
8 Febbraio 1795 *** 20 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Viene decisa l&#8217;espulsione dal Pantheon dei resti di:</p>
<p>. Marat</p>
<p>. Bara</p>
<p>. Viala</p>
<p>. Dampierre</p>
<p><em>Facili entusiasmi e sciocche rivalse sui morti, rischiano di rendere caotico e ridicolo il traffico negli avelli del Pantheon. In futuro verra&#8217; posto rimedio stabilendo di accogliere nel Pantheon gli uomini illustri deceduti da almeno 10 anni.</em></p>
<p><em></em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
9 Febbraio 1795 *** 21 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Firmato un trattato di pace tra la Repubblica ed il Gran Ducato di Toscana.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
12 Febbraio 1795 *** 24 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Apertura dei colloqui di pace a La Jaunaye (presso Nantes) tra i rappresentanti della C.N. e quelli della Vandea.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
14 Febbraio 1795 *** 26 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LIONE:</p>
<p>- La reazione scatenata dai contro-rivoluzionari si manifesta con l&#8217;assassinio di numerosi giacobini, per le vie della citta&#8217;.</p>
<p><em>Nel Gennaio del 1795, i piu&#8217; arrabiati contro-rivoluzionari avevano costituito, a Lione, la Compagnies de Jesus, detti anche sgozzatori, con il compito di sterminare i giacobini.</p>
<p>In Provenza analoga iniziativa faceva capo alla Compagnies du Soleil, con gli stessi scopi. Queste compagnie cesseranno la loro attivita&#8217; nel Giugno 1975, dopo aver fatto qualche migliaio di vittime, per il deciso intervento di alcuni rappresentanti in missione della Convenzione.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Febbraio 1795 *** 29 Piovoso Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Firma degli accordi di La Jaunaye che concedono l&#8217;amnistia ai vandeani, il riconoscimento della liberta&#8217; di culto ed il diritto di conservare le proprie armi all&#8217;interno della Guardia Territoriale da loro costituita e rientrante nel quadro generale della Guardia Nazionale della Repubblica.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Febbraio 1795 *** 3 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto, su proposta del deputato Boissy D&#8217;Anglas, che proclama la liberta&#8217; dei culti e la separazione tra stato e chiesa. Una separazione di fatto gia&#8217; avvenuta dopo i provvedimenti del 18/9/1794.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
22 Febbraio 1795 *** 4 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Discorso del deputato Rovère che chiede misure contro gli ex-terroristi e che giustifica i massacri di Lione del 14 Febbraio, ritenendoli un atto di giustizia. &#8220;Se voi non punite questi uomini, non c&#8217;e&#8217; francese che non abbia il diritto di sgozzarli&#8221;.<br />
<em>Per terroristi, o ex terroristi, vengono ora indicati gli elementi giacobini, di estrema sinistra, che sono pesantemente intervenuti nel corso della Rivoluzione.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Febbraio 1795 *** 5 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che obbliga alla residenza coatta i funzionari destituiti dopo il 10 Termidoro, ed istituisce una legge dei sospetti riguardante gli &#8220;ex-terroristi&#8221;.</p>
<p>NIMES:</p>
<p>- Assassinio di quattro terroristi detenuti nelle prigioni cittadine.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
24 Febbraio 1795 *** 6 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Istituzione di scuole centrali e dipartimentali secondo quanto previsto in proposito dal rapporto del deputato Lakanal.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
1 Marzo 1795 *** 11 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Attacco del deputato Fréron contro la Costituzione dell&#8217;Anno I, promulgata il 4/8/1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
2 Marzo 1795 *** 12 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Votata la messa in stato di accusa dei rappresentanti: Barère, Billaud-Varenne, Collot D&#8217;Herbois e Vadier, per atti commessi prima del 10 Termidoro.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Marzo 1795 *** 15 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>TOLONE:</p>
<p>- Misure contro i &#8220;terroristi&#8221; che avevano partecipato al massacro della popolazione nel Dicembre 1793. Una corte marziale repubblicana condanna a morte 52 giacobini.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
8 Marzo 1795 *** 18 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Reintegrazione nella C.N. dei girondini sopravvissuti, proscritti il 2/6/1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
10 Marzo 1795 *** 20 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>TOLONE:</p>
<p>- Tumulti dei sanculotti della citta&#8217; che assassinano sette emigrati, rientrati in Francia ed imprigionati.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Marzo 1795 *** 27 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- L&#8217;inverno ha colpito pesantemente la popolazione. Le scorte di viveri sono minime e provocano moti per la fame in citta&#8217;.<br />
Si sono verificati casi di suicidio di madri e di padri non piu&#8217; in grado di sfamare i propri figli. Intere famiglie si sono suicidate in blocco nella Senna.</p>
<p><em>Il pane, quando si trova, tocca punte di 40-50 soldi la libbra contro i 3 soldi del 1789. Ora anche cani e gatti vengono visti come una possibile risorsa alimentare.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
19 Marzo 1795 *** 29 Ventoso Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Le scorte di farina sono conpletamente esaurite.<br />
Caduta degli assegnati all&#8217;8% del loro valore iniziale.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Marzo 1795 *** 1 Germinale Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Nuovi moti per reclamare il pane e l&#8217;applicazione della Costituzione del 1793.<br />
LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Su proposta di Sieyès, viene votata una legge che prevede la pena di morte per gli autori di movimenti sediziosi contro la C.N.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
28 Marzo 1795 *** 8 Germinale Anno III</strong></p>
<p>Inizia il processo di Fouquier-Tinville davanti allo stesso Tribunale Rivoluzionario dove fu accusatore pubblico, servile e zelante. Tra il Marzo 1793 ed il Luglio 1794 aveva ottenuto 3000 condanne a morte.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
30 Marzo 1795 *** 10 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Approvata la creazione della Scuola di Lingue Orientali.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
1 Aprile 1795 *** 12 Germinale Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Insurrezione dei sanculotti parigini che invadono la sala della C.N., poi la evacuano all&#8217;arrivo della Guardia Nazionale. La C.N. mette Parigi in stato di assedio e fa deportare, senza processo, alla Guyana (la ghigliottina secca):</p>
<p>. Barère</p>
<p>. Billaud-Varenne</p>
<p>. Collot D&#8217;Herbois</p>
<p>mentre altri 8 deputati detti &#8220;crétois&#8221; (montagnardi di estrema sinistra) vengono arrestati.</p>
<p><em>Sono gli ultimi colpi di coda di una Rivoluzione che sta&#8217; ormai languendo.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
2 Aprile 1795 *** 13 Germinale Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Il Generale Pichegru reprime una nuova sommossa al faubourg Saint-Antoine, promossa da gruppi di sanculotti.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
3 Aprile 1795 *** 14 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Nominata una commissione di sette membri per revisionare la Costituzione del 1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Aprile 1795 *** 16 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Firma della pace a Bâle tra la Prussia e la Repubblica francese; riconoscimento dell&#8217;annessione alla Francia della riva sinistra del Reno.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
10 Aprile 1795 *** 21 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che ordina il disarmo dei &#8220;terroristi&#8221;.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
11 Aprile 1795 *** 22 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che restituisce i diritti civili a tutti i cittadini che erano stati dichiarati fuori legge dopo il 31 Maggio 1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
14 Aprile 1795 *** 25 Germinale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Ratifica ufficiale del trattato di Bâle.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
19 Aprile 1795 *** 30 Germinale Anno III</strong></p>
<p>BOURG-EN-BRESSE:</p>
<p>- Assassinio di sei ex-terroristi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
20 Aprile 1795 *** 1 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Accordi a La Prévalaye tra i rappresentanti della C.N. e quelli dei Chouans (corrente ribelle vandeana) simili a quelli della La Jaunaye del 17 Febbraio.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Aprile 1795 *** 4 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Nomina di una nuova commissione di 11 membri per revisionare la Costituzione del 1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
24 Aprile 1795 *** 5 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- La C.N. concede pieni poteri al suo comitato militare al fine di epurare gli stati maggiori dagli elementi terroristici.<br />
LIONE:</p>
<p>- Massacro di terroristi imprigionati nelle carceri cittadine.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
2 Maggio 1795 *** 13 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Accordi a Saint-Florent con il capo Stofflet e con gli ultimi vandeani ancora in armi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
4 Maggio 1795 *** 15 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LIONE:</p>
<p>- Massacro di altri terroristi imprigionati. Questi massacri si estendono a tutte le regioni che erano state pesantemente controllate dai rivoluzionari.<br />
MARSIGLIA:</p>
<p>- Una donna avendo dichiarato in tribunale di avere fatto ghigliottinare molta gente e che ne avrebbe fatta ghigliottinare molta di piu&#8217;, avendone ancora la possibilita&#8217;, provoca una enorme indignazione ed una rabbiosa sommossa tra la folla che uccide 25 detenuti.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
7 Maggio 1795 *** 18 Floreale Anno III</strong></p>
<p>Fouquier-Tinville e 14 giurati del Tribunale Rivoluzionario, sono inviati alla ghigliottina, in Place de la Revolution, per subire il supplizio che avevano inflitto a migliaia di persone.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
16 Maggio 1795 *** 27 Floreale Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>Trattato di pace molto duro, imposto alla Repubblica Batava, che impone:</p>
<p>. Occupazione militare</p>
<p>. Indennita&#8217; finanziaria</p>
<p>. Annessione alla Francia dei paesi della Generalita&#8217; e di Maestrich</p>
<p>. Stabilimento dei confini francesi sulla Mosa e sul Reno.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
20 Maggio 1795 *** 1 Pratile Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Nuova insurrezione dei sanculotti parigini al grido di &#8220;Pane e Costituzione&#8221;.</p>
<p>I sanculotti invadono la C.N. ed ammazzano il deputato Féraud. Le truppe concentrate intorno a Parigi intervengono e respingono i rivoltosi. La C.N. vota l&#8217;arresto di altri deputati montagnardi (i crétois) compromessi con la rivolta.</p>
<p><em><strong>JEAN BERNARD FERAUD</strong> era l&#8217;incaricato degli approvvigionamenti per la citta&#8217; di Parigi. Cerca di opporsi all&#8217;invasione dei sanculotti ma viene ammazzato. Il presidente della Convenzione, Boissy D&#8217;Anglas, e&#8217; rimasto celebre per avere salutato cortesemente la testa di Féraud che gli viene presentata su di una picca. Cio&#8217; ha dato origine ad un piccolo dubbio storico: il saluto del presidente e&#8217; stato un omaggio alla vittima od un ossequio alla giustizia popolare?</p>
<p>Anche la leader carismatica delle Tricoteuses, Aspasie Carlemigelli, non e&#8217; stata da meno; si butta sui resti del deputato e lo pesta, a lungo, con gli zoccoli, sino a ridurlo ad una poltiglia sanguinolenta.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Maggio 1795 *** 2 Pratile Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- I disordini proseguono e gli insorti occupano l&#8217;Hôtel de Ville.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
22 Maggio 1795 *** 3 Pratile Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Terzo giorno di insurrezione. La C.N. prende l&#8217;iniziativa della repressione e le sue truppe occupano il faubourg Saint-Antoine.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Maggio 1795 *** 4 Pratile Anno III</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Fallisce l&#8217;ultimo tentativo di insurrezione popolare.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
24 Maggio 1795 *** 5 Pratile Anno III</strong></p>
<p>PARGI:</p>
<p>- Le truppe della C.N. disarmano ed arrestano gli insorti/terroristi parigini.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
27 Maggio 1795 *** 8 Pratile Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Nuova agitazione degli Chouans nel Morbihan.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
28 Maggio 1795 *** 9 Pratile Anno III</strong></p>
<p>Arresto degli ultimi membri, ancora in liberta&#8217;, del Comitato di Salute Pubblica e del Comitato di Sicurezza Generale, in funzione durante il periodo del Terrore. Dall&#8217;arresto sono esclusi:</p>
<p>. Carnot, proclamato &#8220;Organizzatore della Vittoria&#8221;</p>
<p>. Luis del Bas-Rhin</p>
<p>. Prieur della Côte D&#8217;Or.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
31 Maggio 1795 *** 12 Pratile Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- La C.N. sopprime definitivamente, con un decreto, il famigerato Tribunale Rivoluzionario.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
8 Giugno 1795 *** 20 Pratile Anno III</strong></p>
<p>Nella prigione del Tempio e&#8217; morto Louis-Charles, conte di Normandia, figlio di Luigi XVI e di Maria Antonietta. Aveva poco piu&#8217; di 10 anni e, teoricamente, era diventato re, dopo la morte del padre, con il nome di Luigi XVII. E&#8217; stato sepolto nel cimitero di S. Margherita.</p>
<p>Suo zio, il Conte di Provenza, a suo tempo emigrato, si proclama re con il nome di Luigi XVIII.</p>
<p><em>Su questa morte si e&#8217; scatenata la fantasia di molti storici e romanzieri, malgrado la banale evidenza di certi fatti.</p>
<p>Imprigionato con la famiglia il 12 Agosto 1792, all&#8217;eta&#8217; di 7 anni, debole, malaticcio, probabilmente sofferente di tubercolosi ossea, la prigione del Tempio, umida e poco soleggiata, non ha certo contribuito a migliorare la sua salute.</p>
<p>Dopo la morte del padre e nella imminenza del processo a Maria Antonietta, il 3 Luglio 1793 era stato affidato alla custodia dei coniugi Simon, artigiani calzolai, i quali, all&#8217;interno del Tempio, avrebbero dovuto averne cura ed educarlo come un ragazzo del popolo. Alcuni sostengono che il compito di questi &#8220;precettori&#8221; fosse quello di corromperlo, abituandolo ad un linguaggio indecente, e di indurlo a false testimonianze su atti di incesto e di corruzione minorile a carico della madre.(??) Si e&#8217; ipotizzato che il ragazzo sia morto per i maltrattamenti che i coniugi Simon gli infliggevano ma questo e&#8217; sicuramente falso. Infatti il calzolaio Antoine Simon, (nato a Troyes nel 1736, con bottega in Rue des Cordeliers), lascia il suo incarico di custode il 5 Gennaio 1794. Fedelissimo di Robespierre, ne ha condiviso la sorte, il 10 Termidoro, sulla ghigliottina; vale a dire che e&#8217; morto quasi un anno prima del ragazzo.</p>
<p>Dal Gennaio 1794 il ragazzo era stato affidato alla stretta sorveglianza di appositi commissari del popolo, frequentemente sostituiti per ragioni di sicurezza.</p>
<p>Altra fantasia assurda e&#8217; l&#8217;ipotesi che il ragazzo sia stato sostituito, nella prigione, con un coetaneo e che quest&#8217;ultimo sia poi morto e sepolto nel cimitero di Santa Margherita, sotto mentite spoglie.</p>
<p>Lo scambio di persona sarebbe avvenuto durante il processo a Maria Antonietta, dove il ragazzo, sollecitato da Chaumette e da Hebert, avrebbe testimoniato sulle menzionate accuse di oscenita&#8217; rivolte alla madre.</p>
<p>Questa ipotesi della sostituzione ha permesso, dopo la restaurazione, il fiorire di un certo numero di millantatori che hanno cercato di spacciarsi per il giovane Luigi XVII redivivo, non si sa bene come! Nel corso degli anni seguenti si sono presentati circa 40 pseudo pretendenti al trono, tra i quali anche un americamo (Leroy) ed un negro(!) delle Isole Seychelles.</p>
<p>Altri ancora hanno sostenuto che il ragazzo fosse gia&#8217; morto nel Gennaio 1795 e che la sua morte sia stata tenuta nascosta per oscuri motivi politici. Anche questo risulta falso in quanto, nel Maggio di questo anno, la Convenzione, preocupata del grave stato di salute del ragazzo, ormai morente, lo aveva affidato alle cure del Professore Pierre Joseph Desault, luminare dell&#8217;Accademia di Medicina e Chirurgia ed al Chirurgo Dottor Pelletan.</p>
<p>Dopo la morte del delfino il Pelletan venne incaricato di eseguirne l&#8217;autopsia; in tale circostanza il medico ha asportato segretamente il cuore del ragazzo e lo ha nascosto per lunghi anni. Tutto questo risulta da una memoria redatta dallo stesso Pelletan e consegnata alla Prefettura di Polizia di Parigi, il 13/6/1816. Questa memoria, sufficiente a sfatare ogni leggenda, puo&#8217; essere consultata dal pubblico nei locali della Prefettura stessa, in Rue des Carmes.</p>
<p>Chi doveva sapere qualcosa di certo sul presunto &#8220;enigma del tempio&#8221; era forse Cambacérès se si vuole dare credito ad una frase da lui detta, qualche mese prima, il 23/1/1795: &#8220;Quando avra&#8217; cessato di vivere (Luigi XVII) lo si ritrovera&#8217; dappertutto e questa favola servira&#8217; a nutrire colpevoli speranze per lungo tempo&#8221;.</p>
<p>A Villefranche-sur-Sâone il registro dei decessi segna, alla data del 10 Agosto 1853, la morte di Louis-Charles de France, figlio di Luigi XVI e di Maria Antonietta, nato a Versailles il 27/3/1785 e morto a Gleizé.</p>
<p>Uscito dalla prigione del Tempio, questo fantomatico Louis-Charles sarebbe vissuto nel vicino castello di Longevielle, sotto il nome di Barone di Richemont, alias Duca di Normandia. Alcuni ritengono che in realta&#8217; si trattasse di un tale Claude Perrin, figlio di un macellaio di Lagnieu; altri hanno voluto ricollegare la cosa con il presunto quinto figlio segreto dei sovrani.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
10 Giugno 1795 *** 22 Pratile Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che depenna dalla lista degli emigrati tutti quelli che sono fuggiti dalla Francia dopo il 31/5/1793.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
12 Giugno 1795 *** 24 Pratile Anno III</strong></p>
<p>Inizio del processo dei deputati montagnardi (crétois) arrestati in seguito alle giornate insurrezionali del 20-22 Maggio.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Giugno 1795 *** 29 Pratile Anno III</strong></p>
<p>Suicidio di 6 dei deputati condannati a morte per la loro partecipazione all&#8217;insurrezione del 20-22 Maggio. Tra di essi Romme che si uccide con un pugnale.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Giugno 1795 *** 5 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Rapporto di Boissy D&#8217;Anglas sul progetto di una nuova Costituzione.<br />
LA VANDEA:</p>
<p>- Preoccupante raggruppamento di una armata di 14.000 Chouans nella regione di Quiberon. I colloqui per la pace, iniziati il 12 Febbraio, sono serviti a poco.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
25 Giugno 1795 *** 7 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto per la creazione dell&#8217;Ufficio delle Longitudini.<br />
LA VANDEA:</p>
<p>Ripresa delle ostilita&#8217; in Vandea da parte degli uomini comandati da Charette.</p>
<p><em>L&#8217;Ufficio delle Longitudini, presso l&#8217;Osservatorio Astronomico di Parigi, aveva il compito di studiare i fenomeni atmosferici e fare ricerche astronomiche. Tra i suoi membri piu&#8217; illustri si annoverano:</p>
<p>. Cassini</p>
<p>. Lagrange</p>
<p>. Laplace</em></p>
<p><em></em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
26 Giugno 1795 *** 8 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Sbarco di una armata di 4.000 emigrati nella baia di Carnac, per dare manforte agli uomini di Charette.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
30 Giugno 1795 *** 12 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Disfatta dell&#8217;armata degli emigrati davanti a Vannes difesa dal Generale Hoche e riconquista di Auray che era caduta in mano agli Chouans. Ripiegamento degli emigrati su Quiberon.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
7 Luglio 1795 *** 19 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Assedio della penisola di Quiberon da parte del Generale Hoche.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
15 Luglio 1795 *** 27 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Sbarco a Quiberon di altri 2.000 emigrati condotti da un nobile di nome Sombreuil.</p>
<p><em>Da non confondere con il Marchese CHARLES F.V. di SOMBREUIL, arrestato, in quanto difensore delle Tuileries, il 10 Agosto 1792. Rinchiuso nelle prigione dell&#8217;Abbaye, era riuscito a sfuggire ai massacri di Settembre, grazie alla figlia, che aveva accettato, per salvargli la vita, di bere una coppa di sangue umano, offertale dai rivoltosi.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Luglio 1795 *** 29 Messidoro Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Presa di Vitoria da parte del Generale Moncey che respinge l&#8217;armata spagnola a sud del fiume Ebro.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
19 Luglio 1795 *** 1 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Presa di Bilbao da parte del Generale Moncey.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
20 Luglio 1795 *** 2 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Discorso politico e filosofico di Sieyés che critica l&#8217;idea di Rousseau sul contratto sociale e sottolinea il ruolo nocivo di uno stato troppo forte.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Luglio 1795 *** 3 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA VANDEA:</p>
<p>- Capitolazione degli emigrati a Quiberon. Durante la battaglia sono rimasti uccisi 1200 soldati e 190 ufficiali.<br />
Tra gli emigrati sono stati fatti prigionieri 952 uomini; condotti ad Auray, durante i primi 20 giorni di Agosto, oltre 750 di essi verranno fucilati.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
22 Luglio 1795 *** 4 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Firma di un trattato di pace tra la Spagna e la Repubblica francese. La Spagna cede alla Francia la parte orientale dell&#8217;isola di San Domingo.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
27 Luglio 1795 *** 9 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>Celebrazione della caduta di Robespierre (9 Termidoro Anno II). In questa occasione vengono eseguite insieme la Marsigliese e Le Réveil du People, inno della Gioventu&#8217; Dorata.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Agosto 1795 *** 18 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto di soppressione dei &#8220;Certificati di Civismo&#8221;, istituiti il 21/3/1793, dalla Comune di Parigi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
9 Agosto 1795 *** 22 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che ordina l&#8217;arresto di Fouché e di molti deputati dell&#8217;ala montagnarda.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
11 Agosto 1795 *** 24 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Istituzione di una Amministrazione di 3 membri, per la polizia di Parigi, primo nucleo della futura Prefettura di Polizia.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
15 Agosto 1795 *** 28 Termidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Creazione del franco come nuova unita&#8217; monetaria in sostituzione della lira tornese. Il franco, il cui titolo e&#8217; pari a 5 grammi d&#8217;argento, come quello della lira, e&#8217; suddiviso in decimi e centesimi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
18 Agosto 1795 *** 1 Fruttidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Rapporto del deputato Baudin, il quale propone che la prossima Assemblea Legislativa, che dovra&#8217; sostituire la Convenzione Nazionale, comprenda almeno i 2 terzi dei membri della attuale Convenzione. Approvato.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
22 Agosto 1795 *** 5 Fruttidoro Anno III</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Adozione della nuova Costituzione dell&#8217;Anno III</p>
<p>. L&#8217;adozione verra&#8217; sottomessa all&#8217;approvazione popolare come anche il decreto dei 2 terzi approvato il 18 Agosto.<br />
- Trasformazione del dipartimento di Parigi in dipartimento della Senna.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
6 Settembre 1795 *** 20 Fruttidoro Anno III</strong></p>
<p>Inizio del referendum per l&#8217;approvazione della Costituzione dell&#8217;Anno III</p>
<p>.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
13 Settembre 1795 *** 27 Fruttidoro Anno III</strong></p>
<p>Insurrezioni a Châteauneuf-en-Thymerais e a Dreux. I rivoltosi inalzano la bandiera monarchica bianca con fiori di giglio. I rivoltosi sono annientati a Nonancourt dall&#8217;esercito.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Settembre 1795 *** 1 Complementare Anno III</strong></p>
<p>CHARTRES:</p>
<p>- Malgrado la stagione estiva, si registrano numerosi moti per la fame.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Settembre 1795 *** 1 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Proclamazione della Costituzione dell&#8217;Anno III</p>
<p>.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
24 Settembre 1795 *** 2 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Agitazioni monarchiche contrarie alla nuova Costituzione di stampo repubblicano.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
30 Settembre 1795 *** 8 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Gli inglesi conquistano l&#8217;Ile de Yeu.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
1 Ottobre 1795 *** 9 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Votata l&#8217;annesione alla Francia di tutti i territori del Belgio occupato.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
4 Ottobre 1795 *** 12 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Le agitazioni monarchiche si estendono. Il Generale Menou, incaricato di reprimerle, esita. Pare che il Generale non fosse troppo sicuro della fedelta&#8217; delle sue truppe.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Ottobre 1795 *** 13 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>PARIGI:</p>
<p>- Disfatta dei contro-rivoluzionari monarchici, ultima grande insurrezione parigina, nel corso della Rivoluzione, di matrice borghese/realista.</p>
<p>Bonaparte, agli ordini di Barras, dirige la repressione con particolare accanimento. Un micidiale bombardamento, con cannoni caricati a mitraglia, provoca 400 morti, davanti alla chiesa di Saint-Roch.<br />
LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Il Generale MENOU viene destituito.</p>
<p><em><strong>PAUL FRANÇOISE JEAN NICOLAS</strong> visconte di BARRAS, nato a Fox-Amphous (Var) il 30/6/1755 e morto a Chaillot il 29/1/1829.</p>
<p>Entra a 16 anni nell&#8217;esercito e si fa le ossa, come militare, nelle colonie. Rientrato a Parigi, nel 1783, si da alla bella vita dissipando completamente il patrimonio familiare.</p>
<p>Pare che la Rivoluzione non lo interessi: nel 1789 assiste, come spettatore indifferente, alla presa della Bastiglia ed agli altri eccezionali eventi del momento poi, a corto di quattrini, ritorna la suo paese natale.</p>
<p>Il dipartimento del Var lo elegge come deputato alla Convenzione, ma la vita parlamentare non lo interessa piu&#8217; di tanto e, il 9/3/1793, accetta di andare in missione nel sud del paese per occuparsi della coscrizione dei 300.000 uomini, decretata dalla Convenzione.</p>
<p>Il suo momento piu&#8217; propizio arriva dopo l&#8217;assedio di Tolone, durante il quale conosce e si lega a Bonaparte con una profonda amicizia.</p>
<p>Nominato sindaco di Tolone ne approfitta in tutti i modi per arricchire in maniera talmente smodata e spudorata da inquietare il Comitato di Salute Pubblica e Robespierre che lo richiamano a Parigi. (Aprile 1794)</p>
<p>Qui&#8217; si destreggia al meglio. Sa che l&#8217;Incorruttibile vuole la sua testa e si lega all&#8217;opposizione moderata sino al Termidoro (27/7/1794), allorche&#8217; comandera&#8217; le guardie che procederanno all&#8217;arresto di Robespierre allo Hôtel de Ville; diventera&#8217; uno dei principali esponenti della corrente termidoriana.</p>
<p>In seguito, eletto membro del Direttorio, si muove abilmente tra un colpo di stato ed un altro, sino al Consolato, quando, non sollecitato, si dimette lasciando via libera a Bonaparte. Lo ammirava e aveva anche capito di non potere arrestare la sua marcia verso la dittatura.</p>
<p>Si ritira di buon grado a Chaillot dove vivra&#8217; fastosamente, come un principe, sino alla sua morte.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
7 Ottobre 1795 *** 15 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decisa la costituzione di tre commissioni militari per giudicare gli insorti monarchici.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
9 Ottobre 1795 *** 17 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>A questa data viene soppressa la Municipalita&#8217; di Parigi, sostituita da 12 nuovi municipi soggetti alla Amministrazione Dipartimentale.<br />
La Comune e&#8217; di fatto morta. Per anni la Comune si era arrogata il diritto di rappresentare tutto il paese ed aveva sovente condizionato e terrorizzato le assemblee nazionali, imponendo le decisioni dei suoi clubs e quelle delle sue Sezioni, abilmente orchestrate da Robespierre.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
12 Ottobre 1795 *** 20 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>Inizio delle elezioni per il Consiglio dei 500 e per il Consiglio degli Anziani.</p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Reintegrazione nell&#8217;esercito degli ufficiali giacobini destituiti dopo il 10 Termidoro.</p>
<p><em>Il Consiglio dei 500 ed il Consiglio degli Anziani.</p>
<p>La Convenzione Nazionale, dopo la promulgazione della Costituzione dell&#8217;Anno III, ha di fatto esaurito i suoi compiti istituzionali. Il compito di legiferare e di governare spettera&#8217; ora a due nuovi organi:</p>
<p>- Il Consiglio dei 500, composto da deputati con piu&#8217; di 30 anni di eta&#8217;, e rinnovato ogni anno per un terzo dei suoi componenti. Occupa la vecchia sala del Maneggio, alle Tuileries. Ha il compito di legiferare, ma le nuove leggi, per entrare in vigore, devono essere approvate dal Consiglio degli Anziani.</p>
<p>- Il Consiglio degli Anziani, composto da 250 deputati, con piu&#8217; di 40 anni di eta&#8217;, e rinnovato ogni anno per un terzo dei suoi componenti. Dispone della sala dell&#8217;ex Convenzione, alle Tuileries. Non ha il potere di legiferare ne quello di emendare le leggi proposte dal Consiglio dei 500; puo&#8217; solo approvarle o respingerle.</p>
<p>Ciascun Consiglio dispone di una guardia speciale di 1500 uomini, in quanto la Costituzione prevede che nessun reparto dell&#8217;esercito possa avvicinarsi a meno di 60 Km. dai luoghi in cui i Consigli si riuniscono.</p>
<p>I membri dell&#8217;Esecutivo (il Direttorio) sono scelti dal Consiglio degli Anziani, sulla base di liste predisposte dal Consiglio dei 500. I Direttori risiedono al Palazzo del Lussemburgo e dipongono di una guardia composta da 360 uomini a piedi ed a cavallo.</em></p>
<p><em></em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
13 Ottobre 1795 *** 21 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che blocca ulteriori persecuzioni contro i deputati montagnardi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
16 Ottobre 1795 *** 24 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Decreto che ordina l&#8217;arresto dei deputati Rovère e Saladin denunciati come realisti e contro-rivoluzionari, da Tallien.</p>
<p>- Promozione di Napoleone Bonaparte a Generale di divisione.<br />
AMIENS:</p>
<p>- Esecuzione del deputato Le Bon.</p>
<p><em><strong>GUISLAIN FRANCOIS JOSEPH LE BON</strong>, nato ad Arras il 25/9/1765 e ghigliottinato ad Amiens il 16/10/1795.</p>
<p>Prete costituzionale, getta la tonaca alle ortiche dopo il 10 Agosto 1792; diventa prima sindaco di Arras e poi deputato alla Convenzione Nazionale. Inviato in missione in provincia, per reprimere i moti contro-rivoluzionari, si applica al nuovo incarico con uno zelo straordinario, ai limiti della follia.</p>
<p>Costituisce un suo Tribunale Rivoluzionario ad Arras, con il quale alimentera&#8217;, per mesi, la locale ghigliottina. Tra i giudici ed i giurati del tribunale si contano un cognato e tre zii della moglie, che si aggirano per la citta&#8217;, scamiciati, trascinandosi dietro degli enormi spadoni ed annunciando, prima ancora del processo, le prossime vittime della ghigliottina.</p>
<p>Il gioco regge in quanto Le Bon e&#8217; uno dei protetti di Robespierre. Dopo il 10 Termidoro cerca di farsi passare per una &#8220;vittima&#8221; di Robespierre, ma non gli riesce. Viene spedito ad Amiens per essere giudicato e giustiziato. </em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
21 Ottobre 1795 *** 29 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>Fine delle elezioni per i Consigli dei 500 e degli Anziani. Il numero dei deputati eletti non rispecchia quanto previsto dalla Costituzione, e cio&#8217; causa qualche problema sulla legittimita&#8217; di queste elezioni.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
22 Ottobre 1795 *** 30 Vendemiaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Discussione sul notevole successo dei realisti alle elezioni. Tallien, per questo motivo e per quanto verificatosi circa il totale dei deputati eletti, propone di annullare le elezioni.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
23 Ottobre 1795 *** 1 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>Caduta degli assegnati al 3% del loro valore nominale. Ci sono, alla data, 20 miliardi di assegnati in circolazione.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
25 Ottobre 1795 *** 3 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Emesso un ultimo decreto contro i preti refrattari e gli emigrati.<br />
- Decreto per la creazione dell&#8217;Istituto Nazionale delle Scienze e delle Arti.</p>
<p>Sostituisce le vecchie Accademie abolite, conta di 144 membri e si divide in 3 settori.</p>
<p>. Scienze fisiche e matematiche</p>
<p>. Letteratura e belle Arti</p>
<p>. Scienze morali e politiche.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
26 Ottobre 1795 *** 4 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>LA CONVENZIONE:</p>
<p>- Cooptazione da parte di 379 deputati convenzionali rieletti, di 129 altri deputati mancanti per raggiungere i quorum necessari per le nuove assemblee e rimediare all&#8217;insuccesso delle elezioni del 21 Ottobre.</p>
<p>- Elezione del nuovo Direttorio Esecutivo. E&#8217; composto di 5 membri (Direttori):</p>
<p>. Barras</p>
<p>. Carnot</p>
<p>. LA Revellière-Lépeaux</p>
<p>. Letourneur</p>
<p>. Reubell<br />
Nomina di Bonaparte quale comandante in capo dell&#8217;Armata dell&#8217;Interno.</p>
<p><em>I morti di Saint-Roch hanno reso bene a Bonaparte:</p>
<p>. il 5 Ottobre mitraglia indiscriminatamente</p>
<p>. l&#8217; 8 Ottobre diventa Generale in seconda dell&#8217;Armata dell&#8217;Interno</p>
<p>. il 16 Ottobre viene promosso Generale di Divisione</p>
<p>. il 26 Ottobre e&#8217; Generale capo dell&#8217;Armata dell&#8217;Interno.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
3 Novembre 1795 *** 12 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>I CONSIGLI:</p>
<p>- Costituzione dei ministeri e nomina dei relativi ministri:</p>
<p>. Delacroix alle Relazioni Esterne</p>
<p>. Aubert-Dubayet alla Guerra</p>
<p>. Bénézech agli Interni</p>
<p>. Merlin De Douai alla Giustizia</p>
<p>. Gaudin alle Finanze</p>
<p>. Truguet alla Marina</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
7 Novembre 1795 *** 16 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>Gaudin rifiuta il Ministero delle Finanze.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
8 Novembre 1795 *** 17 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>Faipoult nominato al Ministero delle Finanze, al posto di Gaudin.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
16 Novembre 1795 *** 25 Brumaio Anno IV</strong></p>
<p>Creazione del Club del Pantheon da parte del maratista Lebois. Inizialmente di tendenze moderate, si evolvera&#8217; verso idee estremiste, sotto l&#8217;influenza delle teorie di Babeuf.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
30 Novembre 1795 *** 9 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>Pubblicazione del &#8220;Manifesto dei Plebei&#8221; sul giornale &#8220;le Tribun du Peuple&#8221; di Babeuf.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
3 Dicembre 1795 *** 12 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>IL DIRETTORIO:</p>
<p>- Creazione di un Ufficio di Esame dei Documenti Pubblici e di un Ufficio Particolare per la Sorveglianza di Parigi.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
5 Dicembre 1795 *** 14 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>Su richiesta di Carnot e&#8217; stato emesso un mandato di arresto contro Babeuf, che pero&#8217; riesce a fuggire. E&#8217; accusato di cospirazione ai danni della Repubblica.</p>
<p><em><strong>FRANÇOIS NOEL BABEUF</strong>, detto <strong>GRACCHUS</strong>, nato a Saint-Quentin il 23/11/1760 e ghigliottinato a Vendôme il 27/5/1797.</p>
<p>Domestico, impiegato e gabelliere Babeuf e&#8217; stato l&#8217;autore, in gioventu&#8217;, di un piano di riforme fiscali e catastali, presentato alle autorita&#8217;, nel 1787, e mai preso in considerazione.</p>
<p>Nel 1790 viene arrestato per aver pubblicato una petizione per l&#8217;abolizione della maggior parte delle imposte, ma viene liberato per l&#8217;intervento di Marat.</p>
<p>Nel 1792 nel dipartimento della Somme, rimane coinvolto in un losco affare di documenti falsi e viene condannato a 20 anni di carcere duro; riesce a fuggire e si stabilisce a Parigi dove si occupa di giornalismo e di altre cose. In questo periodo, godendo di particolari appoggi, riesce a far invalidare la sentenza di condanna a 20 anni.</p>
<p>Alla fine del 1795 decide di dare una svolta alla propria vita; rompe gli indugi e costituisce un &#8220;Direttorio Segreto di Salute Pubblica&#8221;. Si tratta di una vera e propria congiura contro lo stato, anche se di poco effetto, condotta con l&#8217;aiuto di un modesto numero di aderenti, che il Direttorio (quello &#8220;ufficiale&#8221;) riesce a neutralizzare, introducendo nel gruppo un proprio infiltrato.<br />
Arrestato Babeuf, si scatena una violenta campagna giornalistica, nella quale il Direttorio cerca di farsi passare come il salvatore della Repubblica, contro alcuni temibili cospiratori al soldo dello straniero. Il processo viene affidato all&#8217;Alta Corte di Giustizia di Vendôme ed alla fine Babeuf, dopo un fallito tentativo di suicidio, sale sul patibolo.</p>
<p>L&#8217;enfasi che il Direttorio ha voluto dare al caso, mediante la stampa, e gli atteggiamenti assunti da Babeuf, durante il processo, hanno fatto si&#8217; che qualche storico abbia visto in questo personaggio il martire di un movimento socialista ancora in embrione.<br />
In effetti molti scritti di Babeuf sono conservati presso l&#8217;Istituto di Marxismo-Leninismo di Mosca; viene considerato come il primo teorico del comunismo moderno.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
10 Dicembre 1795 *** 19 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>I CONSIGLI:</p>
<p>- Voto di un prestito forzoso di 600 milioni di franchi a carico dei contribuenti piu&#8217; agiati.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
17 Dicembre 1795 *** 26 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Gli inglesi evacuano l&#8217;Ile de Yeu che avevano occupato il 30 Settembre.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
18 Dicembre 1795 *** 27 Glaciale Anno IV</strong></p>
<p>Liberazione di Madame Royale che verra&#8217; scambiata contro dei prigionieri repubblicani in mano agli austriaci. Alcuni erano membri della Convenzione Nazionale che il generale Dumouriez aveva consegnato all&#8217;Austria, il 1/4/1793.</p>
<p><em><strong>MARIE THÉRÉSE</strong>, detta <strong>Madame Royale</strong>, era figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta. Era l&#8217;ultimo membro della famiglia reale ancora rinchiusa nel Tempio. Al momento della liberazione aveva 17 anni.</p>
<p>Questa liberazione e&#8217; stata una condizione necessaria per giungere all&#8217;armistizio con l&#8217;Austria, siglato il 31/12/1795.</em></p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
26 Dicembre 1795 *** 5 Nevoso Anno IV</strong></p>
<p>Scambio a Bâle di Mme Royale contro:</p>
<p>. Beurnonville</p>
<p>. Camus</p>
<p>. Lamarque</p>
<p>. Quinette</p>
<p>. Drouet</p>
<p>. Maret</p>
<p>. e molti altri prigionieri degli austriaci.</p>
<hr />
<p align="center"><strong><br />
31 Dicembre 1795 *** 10 Nevoso Anno IV</strong></p>
<p>LA GUERRA:</p>
<p>- Armistizio sul Reno tra la Francia e l&#8217;Austria.</p>
<p><em>Questo inverno si presenta eccezionalmente rigido. A fine stagione si conteranno molti morti per il freddo.</em></p>
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		<title>Il trecento in Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dalla morte di Federio II il titolo imperiale, che addirittura per una ventina d&#8217;anni (1256-1273) non fu attribuito, ebbe un valore poco più che onorifico. L&#8217;imperatore era eletto dai feudatari tedeschi, i reali detentori del potere di Germania, che avrebbe dovuto essere il nucleo principale dell&#8217;Impero invece era diviso in un centinaio di Stati. Dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla morte di Federio II il titolo imperiale, che addirittura per una ventina d&#8217;anni (1256-1273) non fu attribuito, ebbe un valore poco più che onorifico. L&#8217;imperatore era eletto dai feudatari tedeschi, i reali detentori del potere di Germania, che avrebbe dovuto essere il nucleo principale dell&#8217;Impero invece era diviso in un centinaio di Stati.</p>
<p>Dal 1438 gli imperatori furono scelti all&#8217;interno della dinastia degli Asburgo. Questo fatto ridiede un certo prestigio alla carica imperiale, che però non riqcuistò una reale autorità sopranazionale.<br />
Quanto al Papato, i progetti di teocrazia universale furono ripresi per l&#8217;ultima volta da Bonifacio VIII, papa dal 1294 al 1303.</p>
<p>Questi nel 1300 proclamò il primo giubileo: centinaia di pellegrini raggiunsero Roma, animati dalla devozione e dalla possibilità di ottenere l&#8217;indulgenza plenaria, cioè la remissione dei peccati.</p>
<p>Ma solo due anni più tardi il re di Francia Filippo il Bello pretese di sottomettere anche i vescovi francesi. Di fronte al rifiuto di Bonifacio il re dichiarò il papa eretico e lo fece imprigionare ad Anagni (1303).</p>
<p>Con la morte di Bonifacio VIII, l&#8217;elezione di un cardinale francese (Benedetto XI) e il trasferimento della sede pontificia ad Avignone, in <a id="ed_Id_2" style="border-bottom: medium none; text-decoration: underline; color: #38b63c;" href="http://adv08.edintorni.net/affiliati/click/?q=provenza&amp;a=3724&amp;e=1&amp;y=7&amp;j=DE3A109B61DFEB993DD39BD8210AE7B2http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D44316%26idA%3D90764%26query%3Dprovenza%26cpk%3Dm%26idU%3D265%26location%3Dhttp%253A%252F%252Ffeed%252Eedintorni%252Enet%252Fgoadv%252Fredir%252Easp%253Furl%253DBooking%25252Ecom%25252Falberghi%25252Dprovenza%2526query%253Dprovenza%2526country%253Dit%2526redir%253Dhttp%25253A%25252F%25252Frc23%25252Eoverture%25252Ecom%25252Fd%25252Fsr%25252F%25253Fxargs%25253D15KPjg17tSkZamwryrd7XBTeWBwFsaxca588pqC5B5HNRIoS5gUOB4bKfIksRxW7064w%2525255FQz%2525255FqS9K4QLPfzmvuCEw2OR1CKD7Kh0YjAxIw7M6r1b%2525252DcYirEuwu%2525255FqnoHqDU8dImO3fNKoz6%2525255FBIdP5KQ0TvYICzB6e9Pdrxs61w%2525255FFPQbeKhwYx7Q2GLO4G7aAviMvHKe4KTsMmftuPwnWbcMxw%2525252D%2525255FV0kZnSTVJkXinQ4HlTp1KHOjJ7qbDMfYYXuLLxjN7MZKO%2525255Fw58LNQ7C4qU28QOmjGeB%2525252DbpEYHeEn%2525252DIOnQlbFv6jD3KA1GR27MGMyLqfRo03%2525252DCb%2525252DDcHRASCvbENtLR89ZpqqMVXIdCMx4gjWfpRnQfk%2525252E&amp;r=&amp;x=1228637822750&amp;z=tt.lh.5F00D1A1881A2FFD0684CCAE479E000C&amp;i=336" target="_blank">Provenza</a>, si aprì per il papato il duro periodo avignonese (1309-1377). Il palazzo pontificio ad Avignone non poteva certamente costituire un punto di riferimento spirituale negli anni drammatici delle carestie, della peste, delle rivolte sociali, dalla guerra. Ma il momento più grave della crisi che la chiesa attraversò nel XVI secolo si ebe con il grande scisma, che divise la cristianità dal 1378 al 1417, con la presenza di due papi, uno italiano e uno francese. La spaccatura era fonte di uno scandalo gravissimo tanto più che avveniva non per motivi religiosi o ideali ma politici. Di fronte a una crisi profonda del Papato emerse con forza crescente che l&#8217;idea che il concilio ecumenico avesse un&#8217;autorità superiore a quella del pontefice e potesse deporre i due papi rivali, ricostituendo l&#8217;unità della Chiesa. In efetti il concilio di Costanza</p>
<p>(1414-1418) riuscì a imporre un unico pontefice ponendo fine allo scisma d&#8217;Occidente.<br />
Tra il 1347 e il 1352 una malattia misteriosa devastò l&#8217;Europa: era la morte nera. Si calcosa che abbia ucciso in soli tre anni 25 milioni di persone, cioè tra il 30% e il 50% della popolazione europea dell&#8217;epoca. Per chi era colpito dal morbo le speranza di guarigione erano bassissime e gli storici raccontano che la fine giungeva in modo atroce.</p>
<p>Gli ammalati erano assaliti da na febbre alta, tossivano e vomitavano sangue. Alcuni linfonodi s&#8217;ingrossvano formando i cosiddetti buboboni, la pelle ssi copriva di macchie rossastre e poteva sanguinare, uttto il corpo emanavano un odore sgradevole. Dopo la grande epidemia del Trecento la pestilenza continuo a manifestarsi peridicamente in Europa per più di tre secoli, poi si dileguò. Nel 1894 Jerseyn identificò il batterie responsabile della peste bubbonica. In base di numerosi indirizzi si convinse che la piaga che per secoli aveva seminato la devastazione in Europa doveva essere stata proprio peste. La peste si diffonde in primo luogo fra i topi e poi passa all&#8217;uomo attraverso la puntura provenienti dai roditori infetti. Le cronache del Medioevo però parlano di un ammoria troppo rapida per una malattia che ha bisogno di diffondersi fra i topi prima di dilagare fra gli esseri umani. E&#8217; possibile che la morte nera sia stata causata da un anetanto del moderno batterio della peste, il quale nel corso dei secoli si è modificato fino a causare una malattia con caratteristiche un po&#8217; diverse da quella antica, proprio come ebola e le altre infezioni misteriose che continuanuano a spaventare.<br />
Nel Trecento, l&#8217;apparato istituzionale dei comuni si dimostrò sempre più inadeguato a gestire il perdurante conflitto sociale: si ricorse allora a provvedimenti straordinari, affidando per lungo tempo o anche in perpetuo il governo a un personaggio ritenuto capace di sedare i contrasti, per la sua autorevolezza o la sua forza militare.</p>
<p>I poteri personali così assunti divennero presto ereditari: è questa l&#8217;origine delle signorie. In gran parte dell&#8217;Italia centro-settentrionale &#8216;espansione delle maggiori signorie diede luogo a una semplificazione della geografia politica, con la creazione dei futuri stati reigionali.<br />
Libro, Edizioni Scolastiche Bruno Mondatori- Il lavoro dell&#8217;uomo / Documentario della RAI- Ulisse</p>
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		<title>Napoleone Bonaparte e il suo Impero</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:38:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo genito di Carlo Bonaparte, un piccolo nobile còrso ma molto influente nell&#8217;isola, Napoleone nasce ad Ajaccio nel 1769. Napoleone comprese che, nell&#8217;instabile situazione della Francia, l&#8217;esercito poteva divenire il perno della vita politica. Ufficiale di artiglieria durante la Rivoluzione, dal 1795 lega la sua fortuna a quella di Barras, la cui fiducia, assieme alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo genito di Carlo Bonaparte, un piccolo nobile còrso ma molto influente nell&#8217;isola, Napoleone nasce ad Ajaccio nel 1769.<br />
Napoleone comprese che, nell&#8217;instabile situazione della Francia, l&#8217;esercito poteva divenire il perno della vita politica. Ufficiale di artiglieria durante la Rivoluzione, dal 1795 lega la sua fortuna a quella di Barras, la cui fiducia, assieme alla protezione di Giuseppina Beauharnais (da lui sposata nel 1796), gli fanno ottenere prima il comando dell&#8217;esercito interno, poi quello dell&#8217;armata d&#8217;Italia che guida in una campagna vittoriosa: Napoleone entra in Milano, la Lombardia viene organizzata in Repubblica Traspadana.<br />
Napoleone offrì a un&#8217;opinione pubblica stanca di rivoluzione e a una borghesia interessata a sviluppare i propri affari un quadro di stabilità  e di ordine. Le notizie sulla Rivoluzione Francese provocano in Italia contrastanti reazioni: da un lato la borghesia si attende il rinnovamento sociale a lungo auspicato, dall&#8217;altro l&#8217;esasperato anticlericalismo e il Terrore innescano spiccati sentimenti antifrancesi.<br />
La prima campagna di Napoleone in Italia (aprile 1796) parte dalla costa ligure, sfociando nelle vittoriose battaglie di Montenotte (contro gli Austriaci di Beaulieu) e Mondovì (contro i Piemontesi di Colli). Il re di Sardegna Vittorio Amedeo III (1773-1796) è costretto a firmare l&#8217;armistizio di Cherasco (28 aprile 1796) e la Pace di Parigi, con cui Savoia e Nizza vengono cedute alla Francia. L&#8217;austriaco Beaulieu è sconfitto una seconda volta a Lodi. Napoleone esige versamenti in denaro e opere d&#8217;arte dai ducati di Parma e Modena; mentre le sue truppe occupano le legazioni pontificie di Massa, Carrara e Livorno, in Lombardia viene costituita la Repubblica Transpadana (novembre 1796). Gli scontri con gli Austriaci proseguono e Napoleone vince ovunque. Da qui le truppe francesi invadono il territorio emiliano, mentre si costituisce la Repubblica Cispadana (9.1.1797) che per la prima volta sventola il tricolore. Papa Pio VI (1775-1799) è costretto al Trattato di Tolentino (19.2.1797), con il quale rinuncia ai diritti su Emilia e Romagna. La sconfitta austriaca si completa con le cattive prove dell&#8217;arciduca Carlo d&#8217;Austria a Primolano e sul Tagliamento, cui consegue la conquista napoleonica del Veneto e l&#8217;invasione della Repubblica di Venezia. Qui, deposto l&#8217;ultimo doge Lodovico Manin, si costituisce la Repubblica Veneta (12.5.1797). L&#8217;assoggettamento di tutta l&#8217;Italia settentrionale consente a Napoleone d&#8217;imporre la nascita di un&#8217;unica Repubblica Cisalpina (29.6.1797). Con la Pace di Campoformio (17.10.1797) il Veneto viene però ceduto all&#8217;Austria e Venezia perde, per la prima volta nella storia, la propria libertà .<br />
I Francesi entrano a Roma (febbraio 1798) e promuovono la formazione della Repubblica Romana, costringendo il papa a trovare rifugio in Toscana. Nel 1798 i francesi occupano il Piemonte; Carlo Emanuele IV di Savoia si rifugia in Sardegna. Un anno dopo Napoleone è alle porte di Napoli (gennaio 1799), dove s&#8217;instaura la Repubblica Partenopea. Intanto il Direttorio aveva aderito al progetto di Napoleone, che riteneva di poter fiaccare la resistenza dell&#8217;Inghilterra (rimasta sola tra le grandi potenze a continuare la lotta) isolandola dall&#8217;India e dagli altri suoi domini dell&#8217;Estremoriente. Di qui la spedizione militare contro il Sultanato d&#8217;Egitto, formalmente dipendente dall&#8217;Impero turco, ma di fatto comandato dalla forte casta feudale dei Mamelucchi, mentre Inghilterra, Turchia, Austria, Russia danno vita alla II coalizione antinapoleonica. Napoleone, vince alla battaglia delle Piramidi, ma l&#8217;Inghilterra, con l&#8217;ammiraglio Nelson, gli distrugge la flotta nella rada di Abukir, sicchè fu reso impossibile il rifornimento e lo stesso rimpatrio del corpo di spedizione francese. Gli unici aspetti positivi dell&#8217;impresa egiziana furono la legislazione che Napoleone. diede al Paese, sulla quale nascerà  poi l&#8217;Egitto moderno, e lo studio di una commissione scientifica che portò alla decifrazione dei geroglifici egiziani. In Europa invece la spedizione spinse Russia e Turchia a unirsi con l&#8217;Inghilterra, seguite da Austria e Napoletano aprì le ostilità  della IIa coalizione antifrancese. Ma una coalizione militare austro-russa (generali Suvarov eMèlas) sconfigge il generale francese Moreau a Cassano (27.4.1799) e dilaga in Lombardia. Forte di ciò, il re delle Due Sicilie Ferdinando IV di Borbone invia il cardinale Ruffoalla riconquista di Napoli. La vittoriosa spedizione dei sanfedisti trova il sostegno popolare e l&#8217;appoggio della flotta inglese di Nelson. Tornato a Napoli (giugno 1799), Ferdinando IV avvia una spietata ritorsione verso i rivoluzionari.<br />
Tornato in Francia, Napoleone mette a segno il colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre) e, varata una nuova Costituzione, diviene primo console. Tornato in Italia, batte gli Austriaci a Marengo costringendoli alla pace di Luneville. Vengono istituite la seconda Repubblica Cisalpina (5.6.1800), che ora si estende fino all&#8217;Adige, e la Repubblica Ligure. Ducato di Parma e Piemonte passano alla Francia, mentre la Toscana spetta a Ludovico di Borbone in qualità  di re d&#8217;Etruria. Più tardi (gennaio 1802) la Consulta di Lione decreta la costituzione della Repubblica Italiana con capitale Milano: Napoleone ne è presidente, Francesco Melzi d&#8217;Eril vicepresidente. Napoleone ne approfitta per farsi proclamare Primo Console a vita (1802). Stipula anche un Concordato con la Chiesa cattolica, i cui punti salienti sono:<br />
1) il papa riconosce la Repubblica come governo legittimo di Francia,<br />
2) Napoleone. riconosce il cattolicesimo come religione maggioritaria della nazione (i Consoli sono tenuti a professarne il Credo),<br />
3) il papa ottiene le dimissioni di tutti i vescovi e la possibilità  d&#8217;istituire canonicamente i loro successori, 4) Napoleone. ottiene la fedeltà  al governo di tutti i nuovi vescovi e che i vescovi nominino solo i parroci graditi al governo,<br />
5) i beni espropriati alla Chiesa durante la Rivoluzione francese non vengono restituiti (in cambio il governo assicura uno stipendio al clero).<br />
Inoltre Napoleone estese alle istituzioni, all&#8217;amministrazione, alla scuola quel criterio dell&#8217;amalgama, cioè della fusione fra individui di diversa estrazione sociale e appartenenza politica, che già  aveva dato buoni frutti nell&#8217;esercito: nobili, borghesi, plebei, repubblicani, monarchici, ex giacobini e termidoriani furono scelti per incarichi di responsabilità  sulla base dei soli requisiti della capacità  personale e della fedeltà  del regime. Fu creato un sistema di istruzione superiore, gestito dallo stato.<br />
Nei paesi conquistati Napoleone si comportò da dominatore. Cancellava confini, deponeva re. La sua azione, tuttavia, ebbe grande importanza storica: egli infatti introdusse la legislazione francese in situazioni generalmente più arretrate e realizzò quindi una diffusione, anche se parziali, delle conquiste civili della rivoluzione. Il rovescio della medaglia è costituito dal concetto di grandezza personale, al servizio della quale Napoleone pone le sue qualità  di stratega dall&#8217;intelligenza sempre lucida nel continuo mutarsi delle circostanze. A questo distorto ideale di grandezza sono pure subordinati la nomina governativa (anzichè elettiva) di sindaci, giudici e prefetti, il rafforzamento degli organi di polizia e la limitazione della libertà  di stampa e di tutte le altre forme di espressione culturale a artistica, sottoposte a rigorosa censura.<br />
Imperatore dei Francesi nel 1804, re d&#8217;Italia nel 1805, eleggendo a vicerè il principe Eugenio di Beauharnais, sbaraglia le truppe della III e IV coalizione ad Austerlitz, a Jena e a Friedland. Elisa Mariana Bonaparte ottiene dal fratello Napoleone il principato di Lucca e Piombino (1805) che amministrò abilmente.<br />
Nel 1804 viene promulgato il nuovo codice civile (Codice di Napoleone). Il Codice Civile (poi detto napoleonico) sostituisce definitivamente la società  borghese alla società  feudale; il concordato con la Santa Sede assicura l&#8217;appoggio della Chiesa al nuovo regime (e rassicura le coscienze dei cattolici francesi); non mancano provvedimenti particolari per potenziare l&#8217;industria e l&#8217;agricoltura e per sviluppare il commercio; l&#8217;istituzione della Banca di Francia servirà  da modello a tutte le altre banche europee. Per formare una nuova classe dirigente di uomini di legge, di ufficiali e di funzionari fedeli al regime, vengono istituiti licei e università .<br />
Il regno d&#8217;Italia annette Veneto e Dalmazia dopo la Pace di Presburgo (26.12.1805), mentre Liguria, Etruria e gli altri territori della Toscana divengono parte dell&#8217;Impero Francese (1805-1807).<br />
La repubblica ligure è annessa all&#8217;impero napoleonico. Nel 1806 un esercito francese invade il regno di Napoli. Giuseppe Bonaparte, fratello maggiore di Napoleone, diviene re di Napoli. E&#8217; re d&#8217;Olanda Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone. Sposa la figliastra di Napoleone Ortensia Beauharnais, è fu padre di Napoleone III.<br />
Per le sollecitazioni di Napoleone sedici principi sovrani si separarono dal Sacro romano impero e costituirono la confederazione del Reno (trattato di Parigi, 12 luglio 1806), i cui membri principali furono i re di Baviera e del Wà¼rttemberg, creati da poco, il granduca di Berg e di Cleve, l&#8217;arcivescovo di Magonza, antico elettore e arcicancelliere dell&#8217;Impero, e dieci principi di territori minori della Germania centrale e meridionale. Di fatto, Napoleone I fu il vero capo della nuova confederazione e si fece riconoscere come protettore. Il trattato di Parigi del 12 luglio 1806 provocò la sparizione del Sacro romano impero. Nata dalla disfatta austriaca ad Austerlitz, la confederazione si allargò in seguito alla sconfitta della Prussia a Jena. Dal 27 settembre 1806 il granduca di Wà¼rzburg aderiva alla confederazione, seguito, l&#8217;11 dicembre, dall&#8217;elettore di Sassonia promosso re (trattato di Posen), e ben presto imitati dai principi della Germania centrale. Nel 1807 Prussia e Russia stipulano con la Francia la pace di Tilsit: la Prussia cede i territori tra l&#8217;Elba e il Reno, che formano il nuovo regno di Vestfalia (affidato a Gerolamo Bonaparte); restituisce i territori strappati alla Polonia, dai quali nasce il granducato di Varsavia. L&#8217;adesione di questi nuovi Stati alla confederazione del Reno, sottolinearono la volontà  di Napoleone I di riunire tutti i territori germanici in un&#8217;unica costruzione politica sotto l&#8217;egemonia francese; dalla confederazione furono infine assorbite le due regioni del Meclemburgo (18 e 23 febbraio 1808) e l&#8217;Oldenburgo (14 ottobre 1808). A questa data la confederazione riuniva, a eccezione della Prussia, tutti gli Stati tedeschi, e cioè 4 regni, 5 granducati e 23 principati, strettamente sorvegliati dalla Francia.<br />
Nel 1807 dichiara il blocco continentale contro l&#8217;Inghilterra e procede a una serie di annessioni territoriali in Europa. Ma questo Blocco fu un fallimento, perchè:<br />
1) si sviluppò il contrabbando; 2) l&#8217;Inghilterra s&#8217;impadronì dei territori dei paesi alleati della Francia (ad es. Olanda); 3) i popoli che avevano visto in Napoleone un liberatore ora gli sono ostili.<br />
Napoleone, per far rispettare il Blocco, è costretto a: 1) decretare la fine del Regno d&#8217;Etruria; 2) occupare militarmente Roma; 3) occupare il Portogallo; 4) detronizzare dal regno di Olanda il fratello Luigi. Quindi le Marche vengono annesse all&#8217;Italia (1807), mentre Toscana, Lazio e Umbria divengono dipartimenti dell&#8217;impero (1809) e papa Pio VII (1800-1823), che scomunica Napoleone, si trova tradotto in prigionia a Savona. Soltanto la Sicilia dei Borboni e la Sardegna dei Savoia sfuggono alla dominazione bonapartista.<br />
Mentre attraversava la Spagna per raggiungere la frontiera portoghese, Napoleone. trae l&#8217;occasione di un colpo di stato imponendo alla Spagna il fratello Giuseppe (1808), sostituendolo nel Napoletano col cognato Gioacchino Murat. La popolazione spagnola però si ribella rivendicando la propria tradizione monarchica e cattolica. L&#8217;Inghilterra, aiutando militarmente il Portogallo, finisce con l&#8217;appoggiare anche la Spagna, che però conseguirà  decisivi successi solo verso il 1812.<br />
Nel frattempo Austria e Prussia cercarono di realizzare la Va coalizione, ma con la vittoria francese di WAGRAM essa fallì. L&#8217;anno successivo, ripudiata Giuseppina, l&#8217;imperatore d&#8217;Austria fu costretto ad acconsentire che la propria figlia andasse sposa a Napoleone (senza figli maschi), il quale così s&#8217;imparentò con la più prestigiosa dinastia d&#8217;Europa.<br />
Alla sorella Maria Elisa è affidato il granducato di Toscana (1809).<br />
Nel 1812 Napoleone intraprende la campagna di Russia. Il pretesto sta nella violazione del Blocco. Il motivo reale sta nella volontà  di occupare tutta l&#8217;Europa orientale. Napoleone sottovalutò il fatto che la popolazione locale, pur oppressa dal regime feudale, vedeva in lui l&#8217;Anticristo venuto a profanare la Santa Russia (motivi nazionalistici e religiosi). I russi ebbero la meglio perchè non attaccarono per primi, non si fecero agganciare ma indietreggiarono di continuo facendo terra bruciata alle spalle dei francesi. Con l&#8217;occupazione di Mosca, Napoleone. sperava che lo zar chiedesse l&#8217;armistizio. Invece lo zar, attendendo l&#8217;inverno, costrinse l&#8217;armata francese, priva di viveri, a ritirarsi. Fame, freddo, stenti e il ritorno offensivo dei russi uccisero più di mezzo milione di francesi. Gioachino Murat, in qualità  di comandante della cavalleria nella campagna di Russia, mirò a un accordo con l&#8217;Austria per preservare il regno napoletano (1814), ma, lasciato solo dai nuovi alleati, imbracciò di nuovo le armi contro il nemico d&#8217;oltralpe.<br />
Una VI coalizione (Inghilterra, Russia, Svezia, Prussia e Austria) infligge allora a Napoleone la sconfitta di Lipsia, che provoca l&#8217;invasione della Francia obbligandolo ad abdicare (1814).<br />
Da tempo Talleyrand aveva intavolato trattative segrete con le potenze nemiche, svolgendo opera di persuasione in favore di una restaurazione borbonica, e il 6 marzo 1814 il Senato proclamò re Luigi XVIII (fratello di Luigi XVI). Con la pace di Parigi, firmata dal nuovo re, la Francia veniva ricondotta entro i confini anteriori della Rivoluzione, mentre le potenze vincitrici decidevano di convocare a Vienna un congresso, incaricato di dare una nuova sistemazione all&#8217;Europa.<br />
Fuggito dall&#8217;esilio dell&#8217;Elba, mentre già  si sta preparando il Congresso di Vienna, Napoleone riprende il potere dando inizio all&#8217;avventura dei Cento Giorni. Decise a liberarsi per sempre di lui, le potenze europee misero da parte le contese diplomatiche che a Vienna avevano dissolto la quarta coalizione e si accordavano per dichiarare Napoleone fuorilegge e stringere un nuovo trattato di alleanza. La disperata impresa dei Cento Giorni si concluse il 18 giugno 1815 a Waterloo, con la definitiva sconfitta di Napoleone, costretto ad abdicare per la seconda volta, non però a favore dei Borboni, ma di suo figlio Napoleone II. Postosi sotto la protezione britannica, venne trattato come un prigioniero di guerra e condotto nella piccola isola oceanica di Sant&#8217;Elena, dove morì il 21 maggio 1821. La seconda restaurazione di Luigi XVIII avvenne l&#8217;8 luglio 1815.<br />
Gioachino Murat, durante i cento giorni, pubblicò il proclama di Rimini (1815), con il quale invitava gli italiani a battersi per la propria indipendenza. Venne sconfitto a Carpi e a Tolentino, scappò in Corsica, ove cercò di riorganizzare la sua conquista del trono di Napoli, ma, dopo lo sbarco a Pizzo Calabro, venne catturato e fucilato dalle milizie borboniche.</p>
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		<title>Verso l&#8217;assolutismo regio francese</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 06:19:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal punto di vista politico il XVII secolo fu caratterizzata da un forte concentramento del potere nelle mani del sovrano. Questo fenomeno viene definito dagli storici dell&#8217;assolutismo regio. L&#8217;estensione dei poteri della monarchia una complessa organizzazione di collaboratori e amministratori, scelti fra quanti, anche se non erano nobili, avevano precise competenze giuridiche e finanziarie. Tuttavia all&#8217;inizio del Seicento c&#8217;erano molti ostacoli da superare.<br />
Prendiamo il caso della Francia. Poichè essa si era formata lentamente nei secoli attraverso annessioni, conquiste e successioni ereditarie, molte delle regioni, che si erano aggiunte più tardi alla parte originaria del regno, mantenevano ancora al principio del &#8217;600 proprie leggi e proprie consuetudini giudiziarie e fiscali. Anche la situazione militare sfuggiva per molti aspetti al controllo del sovrano: parecchi nobili continuavano ad avere proprie fortezze e propri soldati. Infine le cariche pubbliche non solo erano vendute dallo Stato, ma chi le acquistava aveva il diritto di farsi pagare dai sudditi le sue prestazioni e di lasciare il proprio incarico in eredità  ai figli. Fu appunto contro questi ostacoli all&#8217;assolutismo regio che la monarchia francese concentrò i suoi sforzi nel corso del XVII secolo. In tale opera si distinsero in particolare il cardinale di Richelieu, primo ministro ai tempi di Luigi XIII, e il sovrano Luigi XIV.<br />
Nel 1610, un cattolico fanatico assassinò Enrico IV, forse per punire colui che aveva concesso la libertà  di culto agli ugonotti. Poichè l&#8217;erede al trono Luigi XIII aveva solo nove anni, seguì un nuovo periodo di debolezza della monarchia, durante il quale tornarono a scoppiare gravi disordini. Il rafforzamento dell&#8217;autorità  regia riprese solo nel 1620, quando Luigi XIII, raggiunta la magiore età , assunse direttamente il potere, e soprattutto nel 1624, quando divenne suo primo ministro il cardinale di Richielieu. Nel 1643 morì Luigi XIII. Ancora una volta si ritrovò con un re bambino, Luigi XIV, e quindi con un potere monarchico molto debole. Pertanto, nonostante il tentativo del nuovo primo ministro, il cardinale Mazarino, di proseguire la politica accentatrice di Richelieu. Nel 1661, alla morte di Mazzarino, Luigi XIV assunse direttamente nelle proprie mani il potere, senza nominare più alcun primo ministro, anche se naturalmente si servì di collaboratori. Come appare con molta evidenzia nelle sue memorie, egli sostenne infatti una concezione dell&#8217;assolutismo che sottolineava fortemente il ruolo e l&#8217;autorità  diretta del sovrano. Nelle memorie compare anche un&#8217;altra caratteristica dell&#8217;assolutismo che in particolare proprio allora si andava affermando con forza: i re sono voluti da Dio e perciò comandano per diritto divino.<br />
Per attuare la sua politica assolutistica, Luigi XIV agì in diversi settori: a) tentò di realizzare quell&#8217;unificazione amministrativa, giudiziaria e fiscale; b) revocò, ossia ritirò, l&#8217;<strong>Editto di Nantes</strong> (1685) al fine di dare uniformità  religiosa alla Francia; c) sempre in campo religioso, Luigi XIV appoggiò le tendenze della Chiesa francese all&#8217;autonpmia del Papato, prendendosi così, ad esempio, il diritto di nominare i vescovi; e) cercò di controllare la cultura, sia con la repressione (la sorveglianza e la censura della stampa) sia con l&#8217;organizzazioni di attività  che esaltassero la grandezza della monarchia. Il risultato maggiore fu la costruzione della magnifica reggia di Versailles, nei dintorni di Parigi, dove Luigi XIV, ormai definito il Re Sole per lo splendore di cui si circondava, dal 1682 radunò la sua corte e tutti i maggiori nobili della Francia. In tal modo il sovrano riuscì a tenere gli aristocratici sotto controllo e a sorvegliarli, e soprattutto li allontanò dalle loro terre, dove godevano ancora di potere e prestigio.<br />
Libro, Edizioni il capitello- Le radici del mondo attuale</p>
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