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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; cinesi</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>L&#8217;Asia post coloniale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 09:13:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel novembre 1971 si ha la nascita della repubblica del Bangladesh. Nel gennaio 1975 dallo sceicco Mujibur Rahman proclama la repubblica presidenziale. Nel giro di poche ore veniva attuato un contro-golpe da una parte di elementi moderni (filo-occidentali). Il 3 novembre 1975, veniva attuato un nuovo colpo di stato, capeggiato dal generale Khalid Musharaff, a sua volta rovesciato da un contro-golpe capeggiato dal generale Zair Rahman imponendosi sulla corrente filo-indiana e la modificazione del nome da repubblica democratica a repubblica islamica. Nel 1972 il Bangladesh si dava una costituzione democratica. Dopo l&#8217;indipendenza del Bhutan, nel 1949, la situazione interna andò evolvendo in senso democratico. Fu avviato un processo costituzionale tendente alla liquidazione dell&#8217;assolutismo regio. Questo avvenne su proposta dello stesso monarca Jigme Dorij Wangchuk, salito al trono appena ventenne nell&#8217;ottobre 1952. In un clima di guerra civile, la presidenza della nuova repubblica di tipo federale fu assunta da U Nu. Dopo la parentesi dittatoriale del generale Ne Win (1958-59) U Nu ritornò al potere. Il 2 marzo 1962 fu attuato un colpo di stato militare che rportò al potere il generale Ne Win. Il regime militare non riuscì a portare a soluzione che una minima parte dei numerosi problemi della Birmania. In mancanza di una classe dirigente civile di riserva, i militari decidevano nel 1972 di demilitarizzare il regime, dapprima introducendo alcuni civili nel Comitato rivoluzionario, poi le dimissioni di massa di ventuno membri del consiglio rivoluzionario, compreso lo stesso generale che lasciava la carica di Capo di Stato Maggiore al generale San You. Contemporaneamente veniva dato l&#8217;annuncio di un progetto di Costituzione, adottata nel 1974. La Cambogia rimase sotto protettorato francese sino al 1954. Molto abile si mostrò in quegli anni la politica del giovane sovrano Norodom Sihanuk, salito al trono nel 1941, che era riuscito da un lato, a contenere la pressione francese, e dall&#8217;altro lato, a contenere quella del movimento rivoluzionario. Nel 1955 egli rinunciò al trono in favore del padre. Divenuto capo del governo quando il padre morì nel 1960, preferì non succedergli come sovrano facendosi nominare capo dello Stato , senza la qualità  regia. Il 18 marzo 1970, mentre si trovava a Mosca, il principe Sihanuk veniva destituito da un colpo di Stato. Il potere veniva assunto dal generale Lon Nol che istituì un regime di destra. I khmer rossi cercavano di isolare economicamente e militarmente la capitale. La situazione si faceva sempre più critica per Lon Nol che il 31 marzo 1975 riuniva per l&#8217;ultima volta il Consiglio dei ministro prima di salire su un aereo e lasciare il paese insieme con i suoi stretti collaboratori. Figura dominante del nuovo Stato cambogiano era il capo dei khmer rossi Il primo dei 21 articoli della Costituzione definiva la Cambogia Stato indipendente, democratico, unito, neutrale, non allineato. Il secondo riconosceva il diritto dei singoli a possedere determinato beni necessari. Il 4 febbraio 1948 fu proclamata l&#8217;indipendenza dello Sri Lanka. Fu avviato una politica di stretta osservanza occidentale. Tale politica subì una battuta d&#8217;arresto nel 1956. Al termine della guerra gli Stati Uniti si impegnarono a concedere l&#8217;indipendenza delle Fillipine, proclamata il 4 luglio 1946. Fu costituito un governo che non mostrò alcuna intenzione di attuare le riforme per le quali le masse contadine si erano battute. Pertanto, i partigiani si rifiutarono di deporre le armi e la lotta si protrasse sino al 1953 quando, gli Stati Uniti favorirono la sostituzione del nazionalista Elpido Quirino col liberale Ramon Magsaysay. Il nuovo presidente si impegnò ad avviare una politica di riforme che avrebbe dovuto ridimensionare le grandi proprietà  latifondiste. Divenuto stato indipendente nel 1961, nel quadro politico dei paesi arabi il Kuwait sceglieva una posizione di equidistanza tra paesi arabi socialisteggianti e quelli soggetti alle monarchie conservatrice. Il rapido passaggio di assoluta povertà  a una condizione di ricchezza ha sconvolto la struttura del piccolo Stato. Nel 1948 veniva costituita la Federazione della Malesia, comprendente nove sultanati e gli stabilimenti di Malacca e Penang, mentre Singapore rimaneva colonia britannica. Nel 1957 la federazione malese ottiene l&#8217;indipendenza. A partire dal 1960 cominciò a farsi strada il progetto di una federazione tra Malesia, Singapore e i tre territori del Borneo britannico (Borneo settentrionale, Brunei, Sarawak). La nuova Federazione della Grande Malesia (Malaysia) venne proclamata il 16 settembre 1963. L&#8217;equilibrio del nuovo Stato fu rotto dalla secessione di Singapore nell&#8217;agosto 1965. L&#8217;equilibrio interno fu scosso nel maggio 1969 dalla perdita di voti dell&#8217;Alleanza, la coalizione di governo tra i rappresentati le tre comunità  etniche del territorio (malesi, cinesi, indiani). Dopo la seconda guerra mondiale, con l&#8217;indipendenza dell&#8217;India, anche il Nepal fu sciolto da ogni legame di dipendenza anglo-indiana. Nel 1954 il sovrano Tribhuvana proclamò la monarchia costituzionale. Tuttavia la vita politica nepalese continuò a essere monopolizzata da pochi clan familiari. Nel 1960 il potere venne assunto direttamente dal re Mahendra che nel 1962 varò una serie di consigli locali e uno nazionale. Nel febbraio 1972 l&#8217;ascesa al trono del giovane Birendra ha indotto l&#8217;opposizione a uscire allo scoperto e reclamare il ripristino delle istituzioni parlamentari. Formalmente stato indipendente, ma di fatto pesantemente condizionato dalla Gran Bretagna, Oman è stato tenuto per molti anni fuori dal tempo dal sovrano Said Ben Taimur, salito al trono nel 1932. Il sultano aveva bandito la cultura e la stampa, considerata uno strumento demoniaco. Verso la fine degli anni Sessanta Taimur veniva sconfessato dallo stesso governo inglese. La Repubblica popolare dello Yemen meridionale si costituitì ufficialmente il 30 novembre 1967, dall&#8217;unione di Den alla Federazione dell&#8217;Arabia meridionale.</p>
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		<title>La formazione delle due Cine e annessione del Tibet alla Repubblica Popolare</title>
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		<description><![CDATA[Nei porti meridionali della Cina, aperti ai contatti internazionali, si era andata formando una nuova classe sociale, la borghesia. Borghesi, intellettuali e studenti diedero i loro consensi al primo partito organizzato con criteri moderni, il Kuonomintang, fondato nel 1904 e diffuso nelle regioni meridionali, che preconizzava uno stato repubblicano, la nazionalizzazione di alcuni servizi pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei porti meridionali della Cina, aperti ai contatti internazionali, si era andata formando una nuova classe sociale, la borghesia. Borghesi, intellettuali e studenti diedero i loro consensi al primo partito organizzato con criteri moderni, il Kuonomintang, fondato nel 1904 e diffuso nelle regioni meridionali, che preconizzava uno stato repubblicano, la nazionalizzazione di alcuni servizi pubblici e fomentò sommosse che portarono alla caduta dell&#8217;impero. La repubblica (1911) nata fragile, malvista dalle grandi potenze, si traformò ben presto in una dittatura. Intanto il Tibet conseguì l&#8217;indipendenza.<br />
Fra i dirigenti comunisti emerse ben presto la figura di Mao Zedong che dopo la rottura dei comunisti con il Kuomintang sostene, distaccandosi dall&#8217;ottica marxista, che la lotta comunista andava combattuta nelle campagne, i cui spazi immensi offrivano la possibilità  di condurre una guerriglia contro i proprietari, i militari e le autorità  del Partito Nazionalista. Ove otteneva successo, la terra veniva tolta ai proprietari e divisa tra i contadini. Per trasferirsi a nord l&#8217;armata guidata da Mao compì l&#8217;epica Lunga Marcia. Centomila uomini e trentacinque donne, calzando sandali di paglia, valicarono montagne dalle nevi eterne, attraversarono a nuoto fiumi impetuosi, guadarono paludi. L&#8217;influenza comunista affermarsi anche quale forza contro l&#8217;aggressiona giapponese ottene sempre più consensi in tutto il paese. Il 1 ottobre 1949 fu proclamata la Repubblica Popolare Cinese. In politica estera, dopo un periodo di stretti rapporti con l&#8217;URSS, la Cina, in seguito alle rivendicazioni di alcuni territori asiatici sotto l&#8217;influenza sovietica e a dissensi ideologici, si avvicinò agli USA, che nel 1971 riconobbero ufficialmente il regime comunista.<br />
Ciò che rimaneva dell&#8217;esercito nazionalista si rifugiarono a Formosa, attuale Taiwan, che divenne uno stato a sè (Repubblica Nazionalista Cinese).<br />
L&#8217;attuale Dalai Lama, il cui nome significa Oceano di saggezza (premio Nobel per la pace nel 1989), è il quattordicesimo; ha assunto il controllo dello Stato all&#8217;età  di sedici anni, due anni prima di quando vorrebbe la tradizione, su richiesta del governo tibetano allarmato dall&#8217;occupazione cinese del Tibet orientale. L&#8217;Assemblea Nazionale chiede subito al Dalai Lama di rifugiarsi a Yadong per evitare ogni rischio, ma dopo la firma dell&#8217;accordo cino-tibetano (1951) torna a Lhasa. Nel 1954, quando i cinesi sono già  stabilmente in Tibet, il Dalai Lama si reca in visita a Pechino, dove incontra Mao Tze-tung in alcuni colloqui solo apparentemente cordiali. Infatti già  l&#8217;anno seguente (1955) i cinesi si annettono il Kham e l&#8217;Amdo (Tibet orientale e nord orientale). Le guardie rosse di Mao cercano di introdurre il loro comunismo nelle regioni conquistate, ma i tibetani si ribellano con continue, piccole insurrezioni che culminano con una vera e propria rivolta a Lhasa nel 1959.<br />
Il 17 marzo il Dalai Lama, travestito da soldato, scappa da Norbulinka con la famiglia e una scorta armata. Inizia così il suo lungo esilio in India. La rivolta provoca migliaia di morti sia tibetani che cinesi. La repressione durissima continua per anni con esecuzioni, carcerazioni e deportazioni in colonie penali. Il governo tibetano viene sciolto, i monasteri sono svuotati e i loro beni confiscati, i monaci mandati a lavorare nei campi. Con un vero e proprio clima di terrore i cinesi governano il Tibet, anche dopo l&#8217;inaugurazione ufficiale della &#8220;regione autonoma Xizang&#8221;, come chiamano da questo momento il Tibet, del 1965. Il Dalai Lama fin dal 1959 costituisce un governo in esilio a Dharamsala, in India, che diventa la voce di denuncia della situazione tibetana davanti al mondo e un importante punto di riferimento per gli esuli tibetani e la loro cultura.</p>
<p>Libro,Zanichelli- Geografia del turismo nei Paesi extraeuropei / CD, ACTA- Mille anni di storia (Il Novecento n.3) </p>
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		<title>Il colonialismo in Corea</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Corea è stata trascinata nel modo più violento nel mondo moderno dalla penetrazione e dalla conquista imperialista. Nel giro di pochi anni, si passa dai primi tentativi (falliti) di penetrazione militare americana e francese tra il 1866 e il 1871 alla lotta tra cinesi e giapponesi, culminata nella guerra del 1894, dalle quale il Giappone uscì come la potenza che di fatto controllava la Corea, fino alla guerra russo-giapponese del 1904-5 con la sconfitta russa e la definitiva sanzione dell&#8217;egemonia giapponese in Corea. Nel giro di pochi anni si passò dal controllo giapponese dell&#8217;amministrazione centrale allo scioglimento dell&#8217;esercito fino all&#8217;annessione formale nel 1910. La Corea cessava di essere anche solo formalmente indipendente per diventare colonia del Giappone e tale sarebbe rimasta fino al 1945. Non si può dire che i Giapponesi abbiano avuto, in Corea, la mano leggera.<br />
Cominciarono con l&#8217;impadronirsi della terra e delle foreste.<br />
La tecnologia moderna era riservata ai giapponesi; nel 1944, ultimo anno del dominio coloniale, l&#8217;80% dei tecnici impiegati nelle industrie era costituito da giapponesi, mentre i coreani che coprivano l&#8217;altro 20% erano confinati soprattutto nelle imprese industriali meno importanti; in quelle importanti il personale tecnico era giapponese quasi al cento per cento.<br />
Un&#8217;attenzione particolare i giapponesi dedicarono alla repressione del movimento indipendentista e di quello operaio, che con lo sviluppo (anche se sbilanciato) dell&#8217;industria acquistava nuove possibilità  di azione. Una prima misura fu quella di coprire l&#8217;intero territorio di una fitta rete di spionaggio, di prigioni, di stazioni di polizia. Nel 1912 le prigioni ospitavano 52 mila persone; nel 1918 142 mila; nel 1919, quando il 1° marzo esplose un grande movimento rivendicativo a Seul che si estese rapidamente a tutto il paese (era il primo grande riflesso in Corea della rivoluzione d&#8217;Ottobre) e coinvolse oltre due milioni di persone in 211 distretti (su 218), la repressione fu pronta e spietata: 8 mila morti, 16 mila feriti, 52.770 arresti.<br />
I giapponesi puntarono soprattutto su una sistematica opera di snazionalizzazione: imposero l&#8217;adozione del modo di vita giapponese, proibirono l&#8217;uso della lingua coreana e imposero quella giapponese; arrivarono a &#8220;nipponizzare&#8221; i cognomi coreani. Nel 1942 venivano organizzate l&#8217;Unione pan- coreana degli operai e dei contadini e l&#8217;Unione della gioventù coreana; l&#8217;anno seguente veniva fondato il Partito Comunista Coreano attraverso la fusione dei vari gruppi di marxisti-leninisti esistenti nel paese. Ma anche queste nuove organizzazioni avevano seri limiti, che vennero alla luce nel 1926 quando il funerale dell&#8217;ultimo re della Corea, Soojong, fu l&#8217;occasione per il lancio di un movimento (&#8220;il movimento del 10 giugno&#8221;), che avrebbe potuto promuovere la saldatura definitiva tra movimento operaio e movimento per l&#8217;indipendenza nazionale. Fu, invece, solo una manifestazione fine a se stessa, che diede ai giapponesi un nuovo pretesto per intensificare la repressione.<br />
Nella primavera del 1935 Kim Il Sung fondava l&#8217;Associazione per la restaurazione della patria: il primo fronte nazionale unito antigiapponese diretto dai comunisti.</p>
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		<title>Le Repubbliche Marinare</title>
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		<description><![CDATA[Mentre in tutta Italia trionfava il feudalesimo e la sua economia chiusa, alcune città marinare italiane avevano continuato -seppure in misura ridotta- a trafficare con l&#8217;Oriente. Le città marinare italiane e in particolar modo Amalfi, Venezia, Genova e Pisa apparvero a tutta l&#8217;Europa come il tramite più efficiente tra l&#8217;entroterra continentale e il Mediterraneo arabo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in tutta Italia trionfava il feudalesimo e la sua economia chiusa, alcune città  marinare italiane avevano continuato -seppure in misura ridotta- a trafficare con l&#8217;Oriente. Le città  marinare italiane e in particolar modo Amalfi, Venezia, Genova e Pisa apparvero a tutta l&#8217;Europa come il tramite più efficiente tra l&#8217;entroterra continentale e il Mediterraneo arabo e bizantino.<br />
Traendo la sua libertà  e la sua prosperità  dalla navigazione e dai traffici, Amalfi si affermò come repubblica indipendente nell&#8217;XI secolo: era retta da un duca indipendente, eletto dal parlamento generale dei suoi cittadini. Le sue flotte percorrevano tutto il bacino del Mediterraneo e i suoi trafficanti frequentavano in gran numero Costantinopoli, la Spagna, la Siria, la Sicilia, l&#8217;Africa settentrionale costituendovi non di rado colonie commerciali. Grandi navigatori e operosi commercianti, gli amalfitani hanno lasciato una traccia notevole nella storia della civiltà  mediterranea con le famose Tavole amalfitane. Le Tavole raccolgono una serie di leggi e di consuetudini destinate a regolare la navigazione. Agli amalfitani si deve anche l&#8217;introduzione in Occidente della bussola (strumento dei cinesi già  in uso presso gli arabi), anche se la leggenda ne ha attribuito l&#8217;invenzione all&#8217;amalfitano Flavio Gioia. Le flotte di Amalfi parteciparono alla prima crociata traendone grandi vantaggi e fondando addirittura un ordine monastico-cavalleresco, fino a quando la repubblica cadde sotto il dominio degli Altavilla. La città  fu distrutta nel 1135.<br />
Anche Venezia aveva progressivamente sviluppato la propria indipendenza dall&#8217;originario dominio bizantino, la cui debolezza le aveva consentito di imporsi come entità  politica autonoma. Nel 1000 Venezia sbaragliò i pirati illirici e ottenne il dominio sulla costa della Dalmazia (Zara): il doge (duca) Pietro Orseolo II assunse nel 1004 il titolo di dux Veneticorum atque Dalmatorum e consacrò la supremazia di Venezia sull&#8217;Adriatico con la simbolica cerimonia dello &#8220;sposalizio del mare&#8221;. In cambio dell&#8217;aiuto contro i normanni, nel 1082 Bisanzio concesse alle navi della repubblica la libertà  di traffico in tutti i porti dell&#8217;impero e investì il doge della sovranità  sulla Dalmazia meridionale (Spalato, Ragusa). Il doge che governava la repubblica era eletto dai maggiorenti delle famiglie veneziane più nobili e facoltose. Dopo un periodo di aspre lotte tra nobili per il titolo ducale, si instaurò un governo oligarchico con un Consiglio dei Savi, formato dai rappresentanti delle maggiori casate.<br />
Più lento fu lo sviluppo di Genova e di Pisa, le repubbliche marinare dell&#8217;alto Tirreno, la cui potenza cominciò a svilupparsi dopo il Mille. Genova era passata dalla dominazione bizantina a quella longobarda (650) e poi, in epoca carolingia, era stata feudo degli Obertenghi da cui si era affrancata. Le famiglie più importanti si erano costituite in associazioni commerciali (le Compagne), che assorbirono gradualmente il potere politico. Pisa, sottoposta al vescovo-conte, aveva goduto di privilegi e franchigie e progressivamente si era staccata dai legami feudali per formare un governo autonomo cittadino. Fu governata dapprima da dodici consoli eletti dal popolo, poi il potere passò gradatamente a un&#8217;oligarchia retta da un podestà . Genovesi e pisani si unirono nel 1016 per strappare ai musulmani la Corsica e la Sardegna, e combatterono ancora insieme nel 1034 contro i saraceni di Bona sulla costa algerina. Nel 1072 i pisani, alleati ai normanni, entrarono vittoriosamente nel porto di Palermo, ancora nelle mani degli arabi, sbaragliarono la flotta avversaria e portarono via trionfalmente le spoglie del nemico, di cui si servirono per dare inizio alla mirabile cattedrale di Pisa che dal 1083 incominciò a sorgere, testimone della grandezza e della potenza della città . Presenti alla I crociata, i pisani nel 1116 conquistarono anche le Baleari.</p>
<p>CD, ACTA-Mille anni di storia (medioevo) </p>
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		<title>I Khmer</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 05:47:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel XI secolo i khmer divengono attuano un espansione territoriale. Gli Khmer sono Tibetani mescolati ad Hindù che poi cambiano nome in Kambuja (da cui Cambogia), formano in Laos un regno centralizzato con capitale Chenla, poi un vasto impero feudale con capitale Ankgor. Gli Khmer si espandono in Bengala e Malacca, sono respinti dai Birmani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel XI secolo i khmer divengono attuano un espansione territoriale.<br />
Gli Khmer sono Tibetani mescolati ad Hindù che poi cambiano nome in Kambuja (da cui Cambogia), formano in Laos un regno centralizzato con capitale Chenla, poi un vasto impero feudale con capitale Ankgor. Gli Khmer si espandono in Bengala e Malacca, sono respinti dai Birmani, annettono il regno Champra (in Vietnam), sottomettono a sud i Thai, ma le rivolte dei Thai (che saccheggiano Ankgor) e dei Cham favoriscono l&#8217;invasione dei Cinesi T&#8217;Ang mentre più tardi i Mongoli si limitano a chiedere un tributo. Sono governati da un sovrano divino chiamato chakravartin (dominatore universale) e si suddividono nelle seguenti classi:<br />
hotar: sacerdoti bramani che affiancano il re nel governo. Presiedono il consiglio incaricato di determinare la successione al trono;<br />
kshatriya: casta guerriera;<br />
plebei: manodopera per i lavori idraulici nelle ricche risaie delle vaste paludi del fiume Mekong; schiavi: comprendono debitori insolventi, prigionieri di guerra o ribelli, lavorano al servizio delle caste superiori e come portatori nell&#8217;esercito; montanari: Selvaggi con funzioni di ausiliari, combattono con dardi avvelenati.</p>
<p>Internet- Storia militare della Cina</p>
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		<title>Persiani: i Parti</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 02:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;indipendenza della Parthia e della Bactriana sotto il governo seleucidico si sviluppa un&#8217;etnia a carattere prettamente iranico: i Parti. Si tratta di una tribù nomade, anticamente detta Parni, di origini sciite che viveva tra le steppe del Mar Caspio e del Mare di Aral. Verso il 250 a.C. i fratelli Arsace e Tiridate, capi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;indipendenza della Parthia e della Bactriana sotto il governo seleucidico si sviluppa un&#8217;etnia a carattere prettamente iranico: i Parti.</p>
<p>Si tratta di una tribù nomade, anticamente detta Parni, di origini sciite che viveva tra le steppe del Mar Caspio e del Mare di Aral. Verso il 250 a.C. i fratelli Arsace e Tiridate, capi parti, invadono la Bactriana. Da cui, ucciso il primo, Tiridate conduce i suoi in Parthia, dove si stabiliscono fondando la città di Arsak. Approfittando di alcuni tumulti scoppiati ad Antiochia che distraggono il re Seleuco II, i Parti occupano l&#8217;Hyrkania, dunque tutta l&#8217;odierna frontiera tra Russia ed Iran, tra il regno seleucidico e la Bactriana.</p>
<p>Tiridate governò 37 anni e fondò una nuova capitale partica: Ecatompilo.</p>
<p>Il successore fu Artabano I che è costretto a riconoscere la sovranità seleucidica di Antioco III. Sarà la volta di Friapite, che approfittando della disfatta seleucidica di Magnesia, ottiene l&#8217;indipendenza per il suo popolo, come contemporaneamente fecero altre regioni (Media Atropatene &#8211; oggi Arzebagian, Eliminade-Elam, Perside, Characene-Caldea).</p>
<p>Tutti questi regni smembrati furono unificati da Mitridate I (160-140 a.C.), re partico, che con una valida strategia di conquista fonda un impero i cui confini si fermano sull&#8217;Eufrate ad ovest ed in Parthia ad est. Sconfigge Demetrio II, ultimo sovrano seleucidico, e tratta con magnanimità gli avversari. Muore nel 137 a.C., dopo aver fondato la nuova capitale: Ctesifonte. Il suo ruolo di fondatore dello stato per i parti fu molto simile a quello che ebbe Ciro il Grande per gli achemenidi.</p>
<p>A succedergli è Fraate II che dapprima viene sconfitto dai seleucidi e poi si riscatta. Inoltre fronteggerà in modo infelice una forte invasione da oriente provocata da popoli sciiti. Neanche il successore Artabano II vi riesce e alcune regioni si ribellano.</p>
<p>Sale al trono Mitridate II (123 a.C.) che svolgerà per i Parti lo stesso ruolo che ebbe Dario per i Persiani. In breve tempo riconquista tutti i territori, annettendo anche la Bactriana e fronteggiando gli Sciti, i quali si attesteranno ai confini orientali dell&#8217;impero. Questi ultimi svolgeranno sempre il ruolo di protezione dell&#8217;occidente e dei Parti dal pericolo dei nomadi Saka che imperversavano in tutta l&#8217;India.</p>
<p>Nel 115 a.C. Mitridate II sigla un accordo di pace e di commercio con i cinesi. Adotta anche una politica di influenza e di controllo sulla ricca Armenia su cui avevano interessi anche la Grecia e Roma: vi insidia come governatore il suo uomo di fiducia Tigrane. Quest&#8217;ultimo lo tradirà alleandosi con il re del Ponto ove regna Mitridate Europatore che tra il 112 ed il 93 a.C. crea un regno in tutta l&#8217;Asia Minore ed in parte della Grecia, fronteggiando l&#8217;avanzata dei Romani, comandati da Silla.</p>
<p>Questi, nel 92 a.C., giungeranno sull&#8217;Eufrate ove rifiuteranno in modo sprezzante una proposta di pace di Mitridate II. Quest&#8217;ultimo rafforzerà il proprio potere all&#8217;interno del suo regno, facendolo prosperare nel commercio tra la Cina e l&#8217;Europa, ed assumerà il titolo di &#8220;Re dei Re&#8221;.</p>
<p>Alla sua morte, Tigrane d&#8217;Armenia annette al proprio territorio la Media e si proclama nuovo &#8220;Re dei Re&#8221;, considerando la Parthia come un regno vassallo. Nel frattempo il romano Lucullo dichiara guerra al Ponto ed all&#8217;Armenia, assicurandosi la neutralità di Fraate II, re dei Parti, che la rispetterà sempre, anche in un momento di difficoltà dei Romani. Lo stesso atteggiamento sarà mantenuto con Pompeo, che tratterà con poco rispetto i Parti, invadendo alcune provincie al di là dell&#8217;Eufrate. Il re partico verrà assassinato ed i romani proveranno a controllare il successore al trono Mitridate III, opponendolo ad Orode II, che avrà il sopravvento.</p>
<p>Crasso, contravvenendo un decreto del Senato, attaccherà la Parthia, ma presso Carre, nel 53 a.C., troverà la morte come ¾ dell&#8217;esercito romano, ad opera della cavalleria partica ed in particolare del generale Surena. Il resto dell&#8217;esercito venne deportato a Merv, in Pakistan dove fu fondata una colonia. I romani inseriranno nel loro esercito la cavalleria, come secoli prima avevano fatto gli Assiri, che subirono le prime sconfitte dagli iranici. Dunque impararono a rispettare i Parti.</p>
<p>Orode II appare come il vero liberatore ed annette al suo regno la Siria e tutta l&#8217;area siro-palestinese, approfittando della crisi politica scoppiata a Roma. In particolare in Siria si sviluppa una guerra che durerà per molti anni a causa anche della politica attendista del re partico e della sua gelosia che provocò la morte di Surena e la defenestrazione del figlio Pacoro. Nel 38 a.C. i romani riprenderanno il sopravvento e saranno duri nella rappresaglia contro tutti i re che si erano alleati con Orode II.</p>
<p>Nel 37 a.C. sale al trono Fraate IV che dovrà fronteggiare dei tumulti interni al suo regno e l&#8217;avanzata romana di Antonio, che verrà respinta dalla cavalleria partica. Inizia un periodo che vede il controllo sull&#8217;Armenia alternativamente tra i romani ed i parti.</p>
<p>Con Ottaviano (Augusto) Roma riconosce la forza difensiva dei parti e tratta con loro: Fraate IV restituisce le insegne che Crasso aveva perso e manda i suoi figli a studiare a Roma, dove assumeranno nomi romani.</p>
<p>Roma aveva capito che conveniva trattare con i Parti che comunque svolgevano un ruolo di protezione per l&#8217;impero ad oriente da eventuali invasioni, anche per la presenza dello stato cuscinetto di Palmira. Spesso per evitare che i parti accrescessero il loro potere, fomentavano rivolte ed invasioni dei popoli nomadi russi verso il territorio iranico, costringendoli alla difensiva.</p>
<p>Nel corso degli anni si alternano re dell&#8217;Armenia, ma alla fine Artabano III otterrà la piena influenza sulla regione. Quest&#8217;ultimo inoltre dimostra che gli iranici non accettano sovrani che avevano influenze romane come potevano essere i figli di Fraate IV, tra cui ricordiamo Vonone.</p>
<p>Con Vologese I, i Parti conoscono una nuova fioritura. Viene costruita la città di Vologesia, antagonista di Seleucia, città ribelle. Questo sovrano riesce a fronteggiare l&#8217;invasione caucasica degli Alani, non ottenendo il sostegno dei romani.</p>
<p>Nel 114 d.C. l&#8217;imperatore Traiano adotta una politica completamente diversa da quella augustea. L&#8217;Armenia viene conquistata ed annessa all&#8217;impero come provincia. Successivamente, dopo aver sostato a Babilonia, invade la Parthia e prende Ctesifonte.</p>
<p>In poco tempo divampa una rivolta in tutto il bacino del mediterraneo orientale ed inizia una guerra partigiana dei Parti, che induce Traiano alla ritirata: morirà prima di giungere a Roma. Tuttavia in Parthia è presente del disordine ovunque: divampa una lotta tra Vologese II ed Osroe.</p>
<p>Con Vologese III (148-192 d.C.) i parti ristabiliscono l&#8217;ordine e provano ad attaccare in Siria, ma mostrano una debolezza offensiva: le truppe di Antonino Pio vincono a Dura. I romani invadono di nuovo la Parthia e distruggono Ctesifonte. Stavolta l&#8217;indipendenza verrà data dalla peste che si diffonderà in tutto l&#8217;impero romano.</p>
<p>Nel 197, sotto Settimio Severo, Ctesifonte verrà ripresa dai romani. Seguiranno dei periodi di lotta, finchè Artabano V riporterà i confini del suo regno sull&#8221;Eufrate. Dopo di lui si assisterà all&#8217;ascesa dei Sasanidi.</p>
<p><strong>Società, Amministrazione ed Attività</strong><br />
Il regno partico sarà un regno prettamente feudale. L&#8217;esercito sarà la vera forza di questo popolo, anche se ancora non è regolarizzato. Ovunque si assiste alla presenza di signorotti locali che gestiscono un potere forte.</p>
<p>Dal punto di vista della società assistiamo alla presenza delle seguenti classi:</p>
<p>    *      Nobili e Guerrieri;<br />
    *      Sacerdoti;<br />
    *      Scribi e Funzionari;<br />
    *      Popolo di Lavoratori.</p>
<p>Tale struttura sarà ripresa e sviluppata dai Sasanidi e si mostra sin dagli inizi chiusa. Gli iranici riprendono cariche amministrative importanti che in precedenza erano solo riservate ai greci.</p>
<p>Le attività principali saranno il commercio e l&#8217;agricoltura, che apportarono grosse ricchezze. L&#8217;arte non ebbe un grosso splendore; subì delle influenze romane nel campo dell&#8217;urbanistica e conobbe un discreto successo nella lavorazione del bronzo. Più interessante appare la lavorazione dei gioielli e dei preziosi di cui era ricco il regno.</p>
<p>La Parthia svolse un ruolo centrale nel commercio con la Cina e vi esportò molti prodotti europei. La lingua parlata sarà il pahlavi partico, che verrà diffuso accanto al greco usato in precedenza.</p>
<p>Tra le dinastie reali partiche la più interessante è stata quella Arsacide, che aveva possedimenti nel nord dell&#8217;Iran e possedeva numerose proprietà terriere. Era caratterizzata da una politica restauratrice e conservatrice e negli ultimi anni non ebbe molto successo a livello nazionale.</p>
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		<title>Arabi: civiltà islamica e scienza</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 07:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Maometto […] proibì la scienza alla sua gente&#8221;, così afferma Montaigne nel XVI secolo nei suoi &#8220;Saggi&#8221;. Sulla scorta di quest’affermazione, Pascal nel XVII secolo nei suoi &#8220;Pensieri&#8221; dichiara: &#8220;Maometto vieta di leggere&#8221;. Così a partire dall’epoca moderna si è diffusa l’immagine di un Islâm ignorante e nemico della scienza e del sapere. Al massimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Maometto […] proibì la scienza alla sua gente&#8221;, così afferma Montaigne nel XVI secolo nei suoi &#8220;Saggi&#8221;. Sulla scorta di quest’affermazione, Pascal nel XVII secolo nei suoi &#8220;Pensieri&#8221; dichiara: &#8220;Maometto vieta di leggere&#8221;. Così a partire dall’epoca moderna si è diffusa l’immagine di un Islâm ignorante e nemico della scienza e del sapere. Al massimo nei manuali viene riconosciuto alla civiltà islamica il merito di avere conservato e trasmesso all’occidente il pensiero greco, in accordo con il mito, particolarmente caro ai tedeschi, della civiltà, della cultura e della scienza, come prodotti nati in Grecia e fatti crescere in occidente.<br />
Ma questa è un’immagine dei tempi moderni. Ben altra era l’immagine della civiltà islamica in tempi più antichi. Per esempio, ne &#8220;La Divina Commedia&#8221;, Dante mette Maometto e ‘Ali all’inferno (canto ventottesimo), in quanto scismatici, secondo l’idea medievale per la quale l’Islâm è un’eresia cristiana:<br />
&#8220;vedi come storpiato è Maometto!<br />
Dinanzi a me sen va piangendo Alì,<br />
fesso nel volto dal mento al ciuffetto.<br />
E tutti li altri che tu vedi qui,<br />
seminator di scandalo e scisma&#8221;.<br />
Ma nel quarto canto dell’Inferno, troviamo nel limbo tra gli &#8220;spiriti magni&#8221; Avicenna e Averroè e, meraviglia, il &#8220;feroce Saladino&#8221;. Queste presenze stanno ad indicare la grande considerazione in cui l’Islâm era tenuto sia dal punto di vista più strettamente culturale, scientifico sia in genere come civiltà: infatti Saladino è stato a lungo anche per l’occidente il paradigma, il modello del sovrano giusto e saggio, del cavaliere puro.<br />
Cerchiamo dunque di capire in realtà qual è la posizione dell’Islâm verso il sapere e qual è stato il contributo dell’Islâm al progresso delle scienze e della cultura.<br />
Cominciamo come al solito vedendo cosa dice il Corano. Su 6.239 versetti, ayat, che compongono il Corano ben 570 invitano l’uomo all’uso della ragione, allo studio della natura, alla riflessione e alla ricerca scientifica. Ancora più numerosi ed espliciti sono gli inviti in tal senso che si trovano tra i detti di Maometto: &#8220;A colui che si incammina alla ricerca della scienza Dio spiana la via al Paradiso&#8221;; &#8220;Colui che lascia la sua casa alla ricerca della scienza è nella via di Dio sino al suo ritorno&#8221;; &#8220;Cercate la scienza fosse anche fin in Cina&#8221;.<br />
All’inizio dell’ottavo secolo i libri erano di pergamena o papiro, materiali di difficile lavorazione e reperibilità. I musulmani appresero l’arte della fabbricazione della carta dai cinesi, ne migliorarono notevolmente il procedimento e la trasformarono in un’industria.<br />
All’inizio del nono secolo la carta era già diventata il normale supporto di ogni comunicazione scritta ed era così diffusa che veniva usata anche per incartare la spesa: un viaggiatore persiano del 1040 osservava che al Cairo i commercianti di ortaggi e spezie erano provvisti di carta per avvolgere la loro merce. La grande domanda di libri era soddisfatta dai copiatori, i warraqin, che in poche ore erano in grado di riprodurre un libro di centinaia di pagine, mentre un volume più grosso prendeva qualche giorno. Chioschi di copiatori si trovavano ovunque, mentre le librerie erano di solito concentrate in un particolare quartiere. Alla fine del nono secolo al-Ya°qubi contò più di cento librerie a Waddah, un sobborgo di Baghdad. Le librerie più grandi e rispettabili fungevano anche da cenacoli intellettuali e richiamavano gli studiosi da grandi distanze. La ricerca del sapere, dei libri portò alla nascita di biblioteche pubbliche e private.<br />
La Bayt al-Hikmah, la &#8220;casa della saggezza&#8221;, fu istituita a Baghdad nell’815 ed era la biblioteca pubblica più famosa. A Baghdad nel 1200 si contavano ben 36 biblioteche pubbliche. La Khinzana al-Kutub al Cairo contava più di un milione e seicentomila manoscritti. La biblioteca di Cordoba aveva 40.000 libri. Per avere un’idea si pensi che all’epoca la biblioteca vaticana possedeva 986 libri! Il fiorire delle biblioteche portò anche alla produzione di numerosi sistemi di classificazione dei libri, nonché di glossari, opere di consultazione, enciclopedie, tavole genealogiche, guide geografiche ecc. Parallelamente alle biblioteche si diffusero le scuole.<br />
L’università più antica al mondo è quella di al-Azhar al Cairo fondata nel 970, tuttora una delle più importanti università del mondo musulmano.<br />
Quest’investimento in cultura pose i paesi musulmani all’avanguardia per quel che riguarda le scienze e le scoperte scientifiche e per secoli gli occidentali si recarono a studiare nei centri musulmani e a tradurre i loro libri. La figura seguente fa vedere i viaggi dei medici europei in uno di questi centri musulmani: Toledo.<br />
La medicina fu portata dai musulmani a un livello altissimo. Il primo ospedale organizzato fu costruito a Damasco nel 707 per i lebbrosi, che venivano qui ricoverati a spese del califfo. In poco tempo ogni città ebbe il suo ospedale: Baghdad ne possedeva sessanta. Al-Razi († 925) fu il più grande medico musulmano, Fondò l’ostetricia e fornì la prima descrizione scientifica del vaiolo e del morbillo.<br />
Avicenna (980-1037) divenne famoso per le sue opere mediche elaborate con linguaggio scientifico: da lui abbiamo derivato parole come ambra, cinnamomo, zafferano, sandalo, canfora. La sua opera più famosa è stato il &#8220;Qanun fi atTibb&#8221;, &#8220;Canone di Medicina&#8221;, da cui deriva il termine canone, in cui vengono presentati ben 760 rimedi medico-farmacologici. Avicenna scoprì che la tubercolosi era contagiosa e descrisse i sintomi e le complicazioni del diabete. Tradotto in latino da Gherardo da Cremona nel XII secolo il canone di Avicenna rappresentò per l’Europa la principale guida medica dal XII al XVI secolo. Con l’avvento della stampa fu anche uno dei primi libri ad avere un gran numero di edizioni: quindici in latino e una in ebraico nel quattrocento, quaranta nel cinquecento. Fu anche uno dei primi libri arabi pubblicato in lingua originale in Europa (Roma, 1513). Ibn Nafis († 1288) fu il primo a descrivere con precisione il meccanismo della circolazione sanguigna, il cui merito viene attribuito nei manuali all’inglese Harvey nel 1628. Al-Zahrah († 939) scrisse uno dei più celebri trattati di chirurgia. Oltre a descrivere come si esegue tutta una serie di operazioni, il suo manuale comprende la descrizione dettagliata di più di un centinaio di strumenti chirurgici, molti dei quali inventati dallo stesso al-Zahrah.<br />
Sviluppò inoltre l’odontoiatria ed eseguì interventi estetici per correggere le irregolarità dentali. I musulmani furono anche i primi a costruire ospedali psichiatrici (Cairo 872).<br />
Particolarmente attivi furono i sufi nelle cure psichiatriche e psicologiche, con metodi e atteggiamenti sorprendentemente moderni. Molto attivi furono anche gli scienziati musulmani nella ricerca di rimedi farmaceutici: tanto che si può affermare che la moderna farmacopea nasce nel mondo musulmano.<br />
Le più note innovazioni musulmane si ebbero nella matematica e nell’astronomia. Al-Khuwaritzmi († 850), da cui deriva l’italiano &#8220;algoritmo&#8221;, inventò i logaritmi e l’algebra, termine quest’ultimo che deriva appunto dal libro di Khuwaritzmi &#8220;Kitab al-gabr&#8221;, che tradotto dopo tre secoli fece conoscere all’occidente la numerazione araba e lo zero. ‘Abd al-Wafah († 997) sviluppò la trigonometria e la geometria della sfera, ideò le tavole dei seni e delle tangenti e scoprì le variazioni del moto lunare. Omar Khayyam († 1123), oggi famoso in occidente come poeta è stato in realtà un grande matematico che risolse le equazioni di terzo e quarto grado.<br />
Al-Battani calcolò la durata dell’anno solare sbagliando di 24 secondi rispetto al valore accertato oggi. Misurò inoltre la circonferenza della terra. Le misurazioni di al-Biruni del peso specifico di vari metalli e pietre preziose sono esatte fino alla terza cifra decimale. Studiò inoltre la rotazione della terra intorno al proprio asse. Numerosi osservatori astronomici furono costruiti in tutto il mondo musulmano: Damasco, Siviglia, Samarcanda, ecc. In questi osservatori gli astronomi preparavano e pubblicavano tavole astronomiche.<br />
Ibn al-Haytham († 1039) fu un pioniere dell’ottica. Facendo esperimenti con 27 tipi diversi di lenti scoprì le leggi di riflessione della rifrazione, spiegò l’aumento apparente nella dimensione delle stelle in prossimità dello zenit e scoprì che l’occhio non emette raggi, come credevano Euclide e Tolomeo, ma li riflette. Il suo Thesaurus Opticus fu copiato tra gli altri da Ruggero Bacone, Leonardo da Vinci, Keplero e forse anche da Newton.<br />
Gabir ibn Hayyan († 813), il più grande alchimista musulmano, viene considerato il punto di passaggio tra l’alchimia e la chimica. Inventò molti strumenti di laboratorio, introdusse la distillazione per la purificazione dell’acqua, identificò numerosi alcali, acidi e sali, produsse l’acido solforico, la soda caustica e l’acqua regia per la soluzione dei metalli e scoprì il mercurio. Gabir realizzò anche una vernice a fini commerciali. Abu Bakr al-Razi († 935) classificò le sostanze chimiche nelle tre categorie minerali, animali e vegetali e affermò che le funzioni del corpo umano si basavano su reazioni chimiche complesse. Al-Maghriti († 1007) dimostrò il principio di conservazione chimica della massa: 900 anni più tardi Lavoissier se ne attribuì il merito.<br />
Numerosi furono anche i progressi musulmani in botanica, zoologia e in altre scienze naturali. Rilevanti sono anche i progressi compiuti dai musulmani nelle scienze sociali, nella storia, nell’archeologia, nell’etnologia, nella geografia, nell’urbanistica, nell’architettura, nell’arte della ceramica, nella lavorazione dei metalli, nei prodotti tessili (tappeti e stoffe), nella musica, nella calligrafia, ecc.</p>
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		<title>Cinesi: la medicina cinese</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 07:43:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fondatore della medicina cinese è Shen Nong. Vissuto all&#8217;incirca nel 3000 a.C., quest&#8217;imperatore iniziò la coltivazione dei cinque cereali (frumento, grano, miglio giallo, riso, fagioli neri), sperimentò per primo le piante che mantengono la salute e che curano le malattie, pose le basi della diagnosi e della terapia medica. Il più antico trattato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fondatore della medicina cinese è Shen Nong. Vissuto all&#8217;incirca nel 3000 a.C., quest&#8217;imperatore iniziò la coltivazione dei cinque cereali (frumento, grano, miglio giallo, riso, fagioli neri), sperimentò per primo le piante che mantengono la salute e che curano le malattie, pose le basi della diagnosi e della terapia medica.</p>
<p>Il più antico trattato di medicina risale al 2650 a.C. ed è intitolato Nei Jing; quest&#8217;opera, che fu scritta dall&#8217;imperatore Huangdi, ordina tutte le conoscenze del tempo ed illustra la filosofia di base della tradizione cinese.</p>
<p>In seguito, via via che aumentavano le cognizioni sulla salute e sulle malattie dell&#8217;uomo, i testi di medicina si moltiplicarono, mentre l&#8217;agopuntura e la moxa, due tra le terapie della medicina tradizionale cinese, si svilupparono notevolmente in tutta la Cina. Attualmente in quel paese vi sono molte università, case di cura, istituti di ricerca specializzati in medicina cinese, la cui diffusione nel mondo riguarda circa cinquanta paesi, compresa l&#8217;Italia.</p>
<p>In Occidente l&#8217;agopuntura fu introdotta alla fine dell&#8217;Ottocento da Georges Soulié de Morant. La scuola francese da lui fondata rappresentò per molti anni un importante punto di riferimento culturale e, dopo la seconda guerra mondiale, il suo insegnamento approdò in Italia. Nel nostro paese vi sono oggi molte scuole di formazione riservate ai medici. Il riconoscimento dell&#8217;efficacia dell&#8217;agopuntura risale alla fine degli anni Settanta, quando si stabilì, fra l&#8217;altro, che la pratica di questa terapia è da considerarsi un &#8220;atto medico&#8221;. Da tutto ciò si può comprendere come l&#8217;agopuntura possa essere eseguita solo dai medici, e chi non sottostà a questa normativa dello stato italiano è perseguibile penalmente per &#8220;abuso della professione medica&#8221;.</p>
<p><strong>Concezione energetica cinese</strong><br />
Per la medicina tradizionale cinese tutto è energia. Qualsiasi cosa esistente in natura, compreso l&#8217;universo, è energia in continuo moto e perenne trasformazione. Il simbolo che riassume tutto il pensiero cinese è quello del tao.</p>
<p>Questo simbolo rappresenta nel suo cerchio un&#8217;unità, che contiene due forze contrapposte ma complementari. Queste continuano eternamente a fluire l&#8217;una verso l&#8217;altra e, quando arrivano al proprio massimo energetico, hanno comunque dentro di sé una piccola parte dell&#8217;altra. Le due forze sono chiamate dai cinesi yin e yang. Esse sono presenti ovunque e regolano con il loro movimento tutte le cose. L&#8217;una esiste perché esiste l&#8217;altra e non è possibile separarle né negarne una perché si dissolverebbe il senso dell&#8217;altra.</p>
<p>Facciamo un esempio: per definire la luce abbiamo bisogno del suo opposto, cioè il buio, e viceversa. Tuttavia non è sufficiente limitarsi ad una statica definizione di opposti! In realtà, ogni energia è in movimento, nasce, raggiunge un massimo, decresce e mentre muore nasce quella opposta, che raggiunge a sua volta un massimo energetico, decresce e muore mentre rinasce nuovamente l&#8217;altra. E&#8217; questa la rappresentazione dei ritmi dell&#8217;universo: il giorno e la notte, le stagioni, i cicli lunari, l&#8217;anno solare, il ritmo sonno &#8211; veglia ecc.</p>
<p>Lo yin viene definito come energia potenziale (la quiete, l&#8217;aspetto materiale, la tendenza a contenere e ad accumulare forza), lo yang è l&#8217;energia che si esprime, e cioè il movimento, l&#8217;emanazione, l&#8217;esteriorità.</p>
<p><strong>Terapie</strong></p>
<p><strong>Agopuntura</strong><br />
L&#8217;agopuntura, propriamente &#8220;cura con gli aghi&#8221;, fa parte delle tecniche terapeutiche della medicina tradizionale cinese.<br />
In Italia l&#8217;agopuntura, che sicuramente rappresenta un efficace strumento terapeutico, può essere praticata solo da laureati in medicina. Gli aghi sono in acciaio; nella figura. sono mostrati i tipi più comunemente utilizzati.<br />
Gli aghi vengono infissi nella cute in particolari punti dei meridiani energetici. I punti principali sono trecentosessanta, ma attualmente se ne conoscono più di mille. Ogni punto ha un particolare valore energetico: può accelerare, ritardare, superficializzare, collegare, generare, contrastare e così via.<br />
L&#8217;effetto che si può ottenere varia a seconda di come si infigge l&#8217;ago (perpendicolare, obliquo secondo la direzione energetica, obliquo in senso contrario alla direzione energetica), da quanto lo si infigge in profondità, da come lo si manipola (nel momento in cui lo si inserisce dopo che è stato infitto nella cute, quando lo si toglie), dalla velocità di infissione e/o estrazione, da quanto tempo lo si lascia in quel punto ecc&#8230;<br />
Ogni agopuntore conosce esattamente le funzioni di ogni punto e come ottenere con le metodiche sopra descritte il migliore risultato possibile.<br />
Le controindicazioni all&#8217;agopuntura sono: gravi malattie infettive, situazioni di deperimento psicofisico, alcune malattie psichiatriche; particolare attenzione deve essere prestata in gravidanza, poiché la stimolazione di alcuni punti può provocare prematuramente il parto o contrazioni uterine.<br />
Gli effetti collaterali (molto rari) possono essere: svenimenti, vertigini, perforazione di vene o arterie e&#8230; l&#8217;assenza di qualsiasi effetto terapeutico!</p>
<p><strong>Alimentazione e dietetica</strong><br />
Un&#8217;altra metodica terapeutica della medicina cinese è la dietetica. Infatti, molte malattie possono, da un lato, essere causate da una scorretta alimentazione e, dall&#8217;altro, guarire attraverso indicazioni alimentari. Anche in Occidente sappiamo quanto sia importante alimentarsi in modo corretto, prestando attenzione, per esempio, ai grassi, alle fritture, allo zucchero ecc. Tuttavia in Cina, più che la componente materiale specifica degli alimenti, si considera una particolare qualità dei cibi, il &#8220;sapore&#8221;.<br />
Per gli orientali il &#8220;sapore&#8221; di un alimento non è solo la sensazione gustativa, ma contiene anche una parte più sottile, energetica, che varia a seconda dei diversi cibi.<br />
Nell&#8217;arco di sperimentazioni millenarie, i medici cinesi hanno individuato tutti i cibi corrispondenti ai cinque sapori fondamentali, i quali a loro volta sono riferibili ai cinque elementi e, dunque, agli organi ad essi corrispondenti:<br />
- sapore agro-acido (fegato e cistifellea);<br />
- sapore amaro (cuore e intestino tenue);<br />
- sapore dolce (stomaco e milza);<br />
- sapore piccante (polmoni e intestino colon);<br />
- sapore salato (reni e vescica).<br />
Poiché gli organi sono accoppiati come yin e yang, vi saranno sapori yin e yang che apparterranno loro rispettivamente, e cioè, per esempio, vi saranno alimenti di sapore salato yin che corrispondono ai reni e alimenti di sapore salato yang che corrispondono alla vescica (fegato, cuore, milza, polmoni e reni sono yin, cistifellea, intestino tenue, stomaco intestino colon e vescica sono yang), e così via.<br />
Vediamo un breve elenco di corrispondenze tra sapori &#8211; yin e yang &#8211; organi e alimenti.<br />
· Sapore agro &#8211; acido &#8211; yin &#8211; fegato: limone, pomodoro, fragola, basilico, cavallo, pera, arancia, pompelmo, uva, grano.<br />
· Sapore agro &#8211; acido &#8211; yang &#8211; cistifellea: fagiano, maiale, pollo, mandarino, albicocca, pesca, prugna, biancospino, olive, formaggio.<br />
· Sapore amaro &#8211; yin &#8211; cuore: lattuga, rabarbaro, soia, tè, fegato di coniglio, bardana, rapa, ruta, verbena, cavolo, fegato di manzo, miglio.<br />
· Sapore amaro &#8211; yang &#8211; intestino tenue: asparago, mandorla, buccia di arancia e di mandarino, tè, fegato di maiale, valeriana.<br />
· Sapore dolce &#8211; yin &#8211; milza: melanzana, canna da zucchero, barbabietola, funghi, bambù, fagiolini, orzo, zucca, cetriolo, spinaci, banana, melone, mela, crescione, sedano.<br />
· Sapore dolce &#8211; yang &#8211; stomaco: ciliegia, castagna, dattero, trota, gamberetti, anguilla, uovo di gallina, pesce persico, carpa, fico, sesamo, arachide, zucchero bianco, zafferano.<br />
· Sapore piccante &#8211; yin &#8211; polmone: cavallo, maiale, coniglio, lepre, menta, origano, carota, ravanello, rapa.<br />
· Sapore piccante &#8211; yang &#8211; intestino colon: aglio, porro, finocchio, cervello di manzo, tabacco, capriolo, salvia, prezzemolo, peperoncino, zenzero, scalogno, mostarda.<br />
· Sapore salato &#8211; yin &#8211; rene: sale, avena, polipo, coniglio, ostrica, lumaca, anatra, alghe.<br />
· Sapore salato &#8211; yang &#8211; vescica: riccio di mare, gamberetti, piccione, prosciutto, cinghiale, formaggio fermentato, uova di pesce, ceci, piselli.</p>
<p><strong>Cause alimentari di malattia</strong><br />
Per i cinesi ogni abuso o eccesso alimentare può causare malattia. Vediamo una per una le diverse possibilità legate ai cinque sapori.<br />
· Eccesso di sapore agro &#8211; acido: può portare a un carico eccessivo di energia al fegato, provocando collera e contratture muscolari. Inoltre interferisce con l&#8217;energia: dello stomaco, causando gastrite e crampi; del polmone, rendendo la pelle priva di vitalità e dunque facilmente rugosa; dell&#8217;intestino colon, causando stitichezza. Anche il rene può essere danneggiato (energeticamente), con conseguente tendenza all&#8217;ansietà e all&#8217;instabilità psichica.<br />
· Eccesso di sapore amaro: soprattutto chi fuma corre rischi da questo punto di vista, poiché il tabacco viene considerato di sapore amaro. Da un punto di vista cardiaco vi è accelerazione dei battiti, mentre a livello dello stomaco vi saranno mancanza di appetito e difficoltà digestive. Per quanto riguarda il polmone si verifica una sorta di paralisi energetica, con facilità a bronchiti ed enfisema. Nella loggia energetica renale, l&#8217;eccesso si manifesta con diminuzione della libido, disturbi mestruali, diminuzione dell&#8217;attenzione e della volontà, possibile sterilità. Inoltre, la diminuzione dell&#8217;acuità visiva e la fragilità delle unghie sono l&#8217;espressione del danno energetico alla cistifellea e al fegato.<br />
· Eccesso di sapore dolce: nell&#8217;energia dello stomaco causa gastrite; in quella polmonare, problemi cutanei anche infettivi; nella loggia renale, impotenza sessuale, ipertensione e problemi ossei; nell&#8217;energia epatica vi potranno essere glaucoma, cataratta, debolezza muscolare, diminuzione della vista; in quella cardiaca, ipertensione arteriosa e, in casi gravi, scompenso cardiocircolatorio.<br />
· Eccesso di sapore piccante: a livello polmonare e dell&#8217;intestino colon si potranno rilevare facilità alle infezioni, emorroidi, emorragie cutanee a livello delle mucose (gengive, per esempio). Per quanto riguarda il rene, diminuzione della libido, amenorrea, edemi (gonfiori) alle caviglie, confusione mentale sono tutte possibili conseguenze. Nella loggia epatica l&#8217;eccesso di sapore piccante può causare crampi muscolari, fegato ingrossato, leggeri tremori alle mani. Gastrite, guance rosse e anemia caratterizzano invece il probabile danno all&#8217;energia dello stomaco e del cuore.<br />
· Eccesso di sapore salato: nell&#8217;energia renale si generano ronzii alle orecchie, aumento delle urine, cefalee nucali. In quella epatica potranno insorgere crampi, disturbi del campo visivo, debolezza muscolare, vertigini, formicolii alle dita, diminuzione della vista. Nell&#8217;energia del cuore e del polmone potranno verificarsi difficoltà respiratorie e tachicardia durante gli sforzi.</p>
<p>Alcune regole terapeutiche<br />
Forniamo qui alcune indicazioni di massima per intervenire con i sapori in senso terapeutico.<br />
1. Nelle malattie muscolari è consigliabile diminuire il sapore agro &#8211; acido ed ingerire più sapori piccanti. Così nei sintomi dati da eccesso di sapore agro &#8211; acido.<br />
2. Il sapore agro &#8211; acido tonifica il polmone quando si trova in vuoto energetico.<br />
3. Nelle malattie delle ossa è meglio non assumere alimenti di sapore amaro ed ingerire sostanze salate. Nei sintomi dati da eccesso di sapore salato è opportuno aumentare il sapore dolce.<br />
4. Negli eccessi di sapore dolce si consiglia di aumentare il sapore agro &#8211; acido.<br />
5. Il sapore salato tonifica il cuore.<br />
6. In caso di disturbi cutanei è bene aumentare il sapore amaro e diminuire il piccante.<br />
7. Nel caso di eccesso di sapore amaro si consiglia di aumentare il salato.<br />
8. Per tonificare il rene conviene aumentare il sapore amaro.<br />
Queste sono solo alcune delle numerose possibilità di intervento terapeutico attraverso la dietetica dei &#8220;sapori&#8221;.</p>
<p><strong>La moxa</strong><br />
Assieme o in alternativa all&#8217;agopuntura i medici cinesi utilizzano la &#8220;terapia moxa&#8221;. Il termine origina dall&#8217;espressione giapponese moe kusa, cioè &#8220;erba che brucia&#8221;. Proprio di un&#8217;erba si tratta e cioè dell&#8217;artemisia, o erba di San Giovanni (fig), in Occidente detta anche &#8220;scacciadiavoli&#8221;, colta al solstizio d&#8217;estate (il 21 giugno), quando, analogicamente, l&#8217;erba accoglie in sé il massimo calore del sole.</p>
<p>Come si prepara<br />
L&#8217;artemisia viene fatta seccare e le foglie vengono triturate in un mortaio fino ad ottenere un impasto lanoso. Con questo si possono formare delle palline oppure dei coni e, ancora, con carta di gelso, dei sigari lunghi 20 cm.</p>
<p>Tecniche di moxibustione<br />
Le palline o i coni possono essere appoggiati sulla pelle in corrispondenza dei punti di agopuntura, quindi accesi all&#8217;estremità superiore più lontana dalla cute e poi lasciati &#8220;bruciare&#8221; fino al loro spegnimento (fig.).<br />
A volte si interpone tra la pelle e l&#8217;erba una sostanza (di solito aglio, zenzero oppure sale grosso) a seconda degli scopi che si vogliono raggiungere (fig.). Questa tecnica presenta alcuni svantaggi, e cioè la lenta esecuzione, il notevole fumo e&#8230; una piccola, e a volte molto dolorosa, ustione. Tuttavia, nel caso di malattie particolarmente gravi provocate da seri deficit energetici, questa tecnica è in grado di offrire ottimi risultati.<br />
Un&#8217;altra tecnica di grande efficacia, utilizzabile però solo dai medici agopuntori, consiste nella collocazione di un pezzo di moxa sopra un ago infisso in un preciso punto di agopuntura. In questo caso si evita l&#8217;ustione, ed il paziente avverte una piacevole sensazione di calore (fig.).<br />
Infine, la tecnica più usata è quella del bastoncino di moxa, che viene acceso e avvicinato ai punti di agopuntura a una distanza dalla pelle di circa 2-3 cm.<br />
Il grande vantaggio di questa tecnica è quello di poter insegnare al paziente come usare il bastoncino e, quindi, di fargli praticare un&#8217;automoxa a casa con l&#8217;indicazione del punto o dei punti da trattare, della durata della moxibustione e dell&#8217;orario in cui praticarla.</p>
<p>Come si usa il bastoncino<br />
Occorre precisare che il bastoncino di moxa in genere viene fornito dal medico agopuntore, ma può essere anche acquistato presso le farmacie che vendono prodotti cinesi (di solito erbe o aghi per agopuntura).<br />
Il bastoncino viene acceso ad un&#8217;estremità fino a ottenere una brace incandescente (non la fiamma) e quindi viene avvicinato alla cute nel punto di agopuntura terapeuticamente significativo. Il bastoncino viene tenuto alla distanza di circa 2-3 cm. dalla pelle fino ad avvertire una piacevole sensazione di calore. Questa in genere si intensifica progressivamente fino a un punto oltre il quale comincia a diventare spiacevole; si allontana allora di colpo il bastoncino, per poi riavvicinarlo ricercando nuovamente la sensazione piacevole.<br />
Il procedimento va ripetuto più volte fino a che l&#8217;area cutanea su cui si esegue l&#8217;applicazione diventa prima tiepida, poi calda e comincia ad arrossarsi. A questo punto si interrompe l&#8217;applicazione: di solito questo risultato viene raggiunto in tre &#8211; cinque minuti. Il bastoncino viene poi spento sotto l&#8217;acqua oppure tagliando con una forbice la parte bruciata.</p>
<p>Indicazioni della moxa<br />
In un antico trattato cinese si legge: &#8220;La foglia di ai ye (moxa) usata in piccola quantità produce caldo, in grandi quantità forte calore. Essendo di pura natura yang, ha la capacità di rigenerare lo yang primario. Può aprire i dodici meridiani principali, regolare l&#8217;energia, espellere il freddo e l&#8217;umidità, riscaldare l&#8217;utero, arrestare i sanguinamenti, riscaldare la milza e lo stomaco per rimuovere la stagnazione, regolare le mestruazioni e facilitare l&#8217;uscita del feto. Quando è bruciata, penetra in tutti i meridiani ed elimina le cento malattie&#8221;.<br />
Quanto più una malattia è fredda (yin), cioè cronica, con metabolismo lento. Pallore, brividi, stanchezza, arti freddi, tanto più la moxa è efficace. Al contrario, quanto più una malattia è calda (yang), con dolori acuti localizzati, viso rosso, stato di eccitazione, tanto più è indicata l&#8217;agopuntura e controindicata la moxa.</p>
<p>Controindicazioni<br />
La moxa è controindicata nei seguenti casi:<br />
- febbre superiore ai 38°;<br />
- grave ipertensione arteriosa;<br />
- bambini al di sotto dei sette anni;<br />
- persone con pelle fragile, come, per esempio, i diabetici.</p>
<p><strong>Il massaggio cinese</strong><br />
In tutte le culture, la più antica forma di cura è il massaggio, e in Cina questa modalità terapeutica va di pari passo con l&#8217;agopuntura, la moxa, la dietetica e l&#8217;uso delle erbe.<br />
Due sono i principali tipi di massaggio:<br />
- localizzato, che può essere facilmente insegnato al paziente per dare continuità a una cura che prevede, per esempio, l&#8217;impiego di erbe e l&#8217;agopuntura, e per poter intervenire in casi urgenti. Questo tipo di massaggio viene chiamato &#8220;digitopressione&#8221;, &#8220;micromassaggio&#8221; o &#8220;automassaggio&#8221; e si ispira, come altre tecniche terapeutiche, alle teorie diagnostiche e curative proprie della medicina tradizionale cinese;<br />
- generale, spesso eseguito da un esperto, che impiega varie forme di manipolazione, trazione, impastamento, strofinamento ecc&#8230;</p>
<p>Il massaggio viene eseguito sui punti di agopuntura e, se è vero che è particolarmente utile per alleviare il dolore, è altrettanto vero che con questo metodo si può intervenire efficacemente nel riequilibrio globale dell&#8217;organismo. In molti casi il massaggio rappresenta l&#8217;unica terapia necessaria, in altri invece viene utilizzato contestualmente o come supporto alle altre tecniche terapeutiche.<br />
Si può consigliare il massaggio in queste malattie: amenorrea, lombalgia acuta e cronica, cervicalgia, periartrite, reumatismi, enuresi, incontinenza, ipertensione, sindrome ansioso &#8211; depressiva, mal di testa, vertigini, stitichezza, contusioni, disturbi della menopausa, vomito, acufeni, epistassi, postumi di fratture.</p>
<p>Le controindicazioni sono:<br />
- malattie acute contagiose;<br />
- tumori cutanei e ossei;<br />
- ustioni;<br />
- gravidanza;<br />
- fratture e lussazioni;<br />
- pazienti anziani defedati.</p>
<p>Regole<br />
· Occorre avere le mani pulite, riscaldate da un breve strofinamento (uno o due minuti), e le unghie corte e pulite.<br />
· Bisogna essere in posizione comoda e in un ambiente tranquillo.<br />
· Il massaggio va praticato lontano dai pasti e, comunque, mai dopo abbondanti libagioni.<br />
· E&#8217; bene iniziare con una lieve pressione e proseguire premendo sempre più con un movimento dapprima rapido e è poi più lento sino a tornare alla velocità iniziale, con una durata da un minimo di un minuto ad un massimo di cinque.</p>
<p><strong>Le erbe cinesi</strong><br />
L&#8217;intervento terapeutico tradizionale della medicina cinese si completa con l&#8217;utilizzo delle erbe. Studiate e sperimentate anch&#8217;esse da quattro o cinquemila anni, sono a tutt&#8217;oggi considerate veri e propri farmaci, cioè sostanze che, ingerite o applicate al corpo umano, agiscono combattendo le malattie dal punto di vista sia sintomatico che causale. Quest&#8217;ultimo effetto è assicurato dal fatto che queste sostanze vengono prescritte, dopo una diagnosi del disequilibrio energetico in atto, proprio per modificare ciò che, secondo la medicina tradizionale cinese, ha causato il sintomo presentato dal paziente. Esiste, infatti, una classificazione delle erbe basata sulle loro proprietà curative. Vediamola.</p>
<p>Farmaci che liberano l&#8217;esterno<br />
Sono erbe utilizzate singolarmente o in associazione (ricette) che trattano le &#8220;sindromi esterne&#8221;, cioè causate dal vento &#8211; freddo e dal vento &#8211; calore. Lo scopo di queste prescrizioni è, per esempio, di espellere, attraverso la sudorazione, le energie che hanno causato la malattia.<br />
Le malattie che traggono beneficio da questi farmaci in genere sono: raffreddore, faringite, tracheite, i primi sintomi dell&#8217;influenza, cefalee accompagnate da dolori alle spalle e alle braccia o alla zona cervico &#8211; dorsale, tonsillite, sinusite, congiuntivite, rosolia, gli stadi iniziali del morbillo, alcune forme di orticaria, asma, spasmi muscolari della parte alta del corpo.</p>
<p>Farmaci che purificano il calore<br />
Lo scopo di questi farmaci è di purificare il calore, &#8220;spegnere&#8221; il fuoco ed eliminare le tossine. Molte malattie di origine virale o batterica traggono giovamento da questi farmaci, e in particolare: rosolia, morbillo, varicella, meningite, encefalite, tubercolosi polmonare, tracheite, bronchite, polmonite, congiuntivite, epatite, cistite. Molte ricette di questo gruppo sono efficaci anche quando il calore origina dall&#8217;interno, come nell&#8217;ansia e nell&#8217;insonnia, dove esso invade la zona &#8220;mentale&#8221;. Infine, queste erbe sono spesso impiegate in estate, quando, per esempio, ci si espone troppo al sole o ad alte temperature.</p>
<p>Farmaci che armonizzano<br />
Per &#8220;armonizzazione&#8221; si intende il riequilibrio tra vari organi, spesso reso precario da stati emotivi particolarmente intensi (per esempio collera e risentimento, che causano calore in eccesso al fegato e conseguente cefalea, distensione addominale, ansia, bocca secca e amara, rigurgiti acidi ecc.).<br />
Tra le malattie conosciute in Occidente, queste erbe curano le irregolarità e i dolori mestruali, i disturbi della menopausa, la gastrite cronica, l&#8217;ulcera peptica.</p>
<p>Farmaci che favoriscono la discesa<br />
Questi farmaci sono costituiti da erbe che contengono il principio terapeutico della &#8220;purgazione&#8221;. Questo termine è la traduzione un po&#8217; infelice del cinese xia fa, con il quale non si intende tanto l&#8217;evacuazione intestinale (o meglio, non solo) quanto l&#8217;eliminazione attraverso gli orifizi del basso e dunque anche l&#8217;azione diuretica.<br />
Traggono giovamento da questo gruppo di erbe le dermatiti suppurative, l&#8217;acne foruncolosa, il ristagno di feci, le feci secche e difficili da evacuare, le stomatiti, i ristagni di liquidi nel peritoneo, nelle pleure e nel pericardio.</p>
<p>Farmaci che drenano l&#8217;umidità<br />
Cause psichiche, alimentari, climatiche possono portare ad alterazioni dell&#8217;umidità, e cioè della diffusione, circolazione ed eliminazione dei liquidi organici.<br />
Le malattie trattabili con queste erbe sono: cistite, uretrite, gastroenterite, colite, insufficienza renale (acuta e cronica), insufficienza o scompenso cardiaco, sindromi reumatiche con presenza di liquido nelle articolazioni, tutti gli edemi ed i gonfiori, tosse, sensazione generalizzata di pesantezza, ritenzione urinaria.</p>
<p>Farmaci che trattano la tosse e le malattie respiratorie<br />
Sono tutte le erbe che trattano la tosse e l&#8217;asma, agendo come broncodilatatori e influenzando l&#8217;energia polmonare. Oltre all&#8217;asma, le malattie che ne traggono beneficio sono: faringite, laringite, tracheite, bronchite (anche cronica), polmonite, enfisema polmonare.</p>
<p>Farmaci che eliminano il vento &#8211; umidità<br />
Le malattie reumatiche in genere vengono trattate con questa categoria di erbe e le principali sono: artrite reumatoide, lombalgia cronica, dolori alle ginocchia, artrosi, crampi e dolori muscolari, tendinite.</p>
<p>Farmaci che trasformano l&#8217;umidità<br />
Sono erbe che trasformano appunto l&#8217;umidità e curano soprattutto le patologie digestive originate da attacchi di vento &#8211; freddo &#8211; umidità: nausea, vomito, borborigmi, oppressione, distensione e dolore addominale, diarrea, anoressia.</p>
<p>Quelli descritti sono solo alcuni esempi dell&#8217;ampia farmacologia erboristica cinese, tanto che a tutt&#8217;oggi si conoscono circa cinquemila tipi di erbe curative. La classificazione si completa con i seguenti tipi di farmaci:<br />
- farmaci che risolvono il ristagno dei cibi;<br />
- farmaci che regolarizzano l&#8217;energia;<br />
- farmaci che regolarizzano il sangue;<br />
- farmaci che aiutano la digestione;<br />
- farmaci che riscaldano l&#8217;interno e combattono il freddo;<br />
- farmaci che tonificano l&#8217;energia;<br />
- farmaci che combattono le malattie mentali;<br />
- farmaci antiparassitari;<br />
- farmaci astringenti;<br />
- farmaci che disperdono il vento e aiutano le malattie convulsive;<br />
- farmaci per le malattie della pelle;<br />
- farmaci per la rianimazione.</p>
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		<title>Cinesi: la musica cinese</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 07:42:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La tradizione fissa gli inizi della storia della musicale cinese alla data precisa del 2697 a.C., ma le prime testimonianze archeologiche di interesse musicale risalgono a non prima del secondo millennio a.C. Si tratta di reperti attinenti alla dinastia Shang (1766-1122 a.C.): consistono in frammenti di osso incisi, sui quali sono riportati responsori oracolari, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tradizione fissa gli inizi della storia della musicale cinese alla data precisa del 2697 a.C., ma le prime testimonianze archeologiche di interesse musicale risalgono a non prima del secondo millennio a.C.</p>
<p>Si tratta di reperti attinenti alla dinastia Shang (1766-1122 a.C.): consistono in frammenti di osso incisi, sui quali sono riportati responsori oracolari, la cui espressione ideografica contiene segni interpretabili come raffigurazioni di tamburi o di altri strumenti musicali.</p>
<p>Le scritture superstiti della successiva dinastia Chou (1122-221 a.C.) contengono, invece, riferimenti diretti ad eventi musicali.</p>
<p>La distruzione delle fonti scritte, perpetrata nel corso della dinastia Ch&#8217;in (22l-2206 a.C.), e&#8217; compensata dall&#8217;abbondanza di scritti del periodo Han (206 a.C.-221 d.C.) e dalla tradizione, sorta a quell&#8217;epoca e sviluppatasi in seguito, di redigere copie dei testi piu&#8217; antichi. Avviene cosi che diversi documenti redatti nel sec. X o piu&#8217; tardi possono ritenersi, in alcune parti, copie diligenti di testi che risalgono al sec. II a.C., o perfino al primo millennio a.C.</p>
<p>La dinastia Han costituisce dunque il miglior punto di riferimento per le ricerche sulla musica cinese. Accenni a cose musicali sono contenuti nelle cronache dinastiche. nei manuali rituali, nelle biografie e in opere filosofiche. Dalle antiche raccolte poetiche sappiamo che argomento dei canti erano l&#8217;amore.la divinita&#8217; o la satira politica. Da altre fonti apprendiamo che tutte le corti richiedevano danze e musiche adatte alle cerimonie e ai vari intrattenimenti. Durante la dinastia Han venne istituito l&#8217;Ufficio imperiale della musica (Yuefu), col compito di registrare e catalogare tutto cio&#8217; che concenesse la musica e le acquisizioni scientifiche nel campo degli studi acustici; si assistette oltre all&#8217;aumento dell&#8217;influenza sulla musica cinese di culture «esterne», provenienti dall&#8217;Asia centrale.</p>
<p>Segui&#8217; un periodo di invasioni e di crisi («medioevo cinese»), durante il quale l&#8217;impero venne diviso in regni autonomi.</p>
<p>La Cina fu riunificata sotto la dinastia Sui (589-618) e sotto la dinastia T&#8217;ang (618-907) raggiunse l&#8217;apice del suo sviluppo.</p>
<p>Risalgono a questo periodo gli elenchi imperiali dei dieci tipi di musica (shih pu chi) con descrizione degli strumenti, dei costumi e dei repertori dei gruppi musicali attivi alla corte imperiale nella citta&#8217; imperiale di Chang-an.</p>
<p>Un gruppo proveniva da Samarcanda, oltre l&#8217;altopiano del Pamir, e un altro da Buchara nell&#8217;Asia centrale.</p>
<p>Lungo i percorsi commerciali, che in seguito sarebbero stati conosciuti da Marco Polo, arrivarono musicisti da Turfan, Kashgar e Kutcha.</p>
<p>Alcuni gruppi giunsero alla corte cinese dall&#8217;India e dalla Corea; un gruppo cerco&#8217; di combinare elementi della tradizione cinese con elementi di quelle centroasiatiche; altri musicisti, cinesi, tentarono di recuperare la piu&#8217; antica espressione musicale del loro paese, e il decimo dei complessi musicali che sono registrati negli elenchi si dedico&#8217; all&#8217;ampio repertorio della musica cinese contemporanea.</p>
<p>Il carattere internazionale della cultura cinese nei periodi Sui e T&#8217;ang e&#8217; attestato, fra l&#8217; altro, dal fatto che poche taverne del tempo potevano pensare di prosperare senza le prestazioni di musicisti e ballerini stranieri, e alcuni scrittori conservatori deprecavano il tradimento della cultura cinese a favore dell&#8217;occidente (ossia a favore dei gusti importati attraverso le rotte mercantili del deserto o del mare). Le piu&#8217; famose scuole per la formazione dei musicisti e dei danzatori di corte si trovavano nel quartiere della capitale detto il Giardino dei Peri (Li Yuan).</p>
<p>Al tempo delle Cinque dinastie e dei Dieci Regni (907-959) i fasti della corte imperiale svanirono, soverchiati da guerre e invasioni; gli abitanti del Giardino dei Peri, ed altre centinaia di artisti, furono cosi&#8217; costretti ad esibirsi nei teatri pubblici e nelle case da te&#8217;, adattando di conseguenza il loro stile a un gusto piu&#8217; popolare.</p>
<p>In questo periodo, inoltre, essi incominciarono a impiegare strumenti e musiche di origine mongola.</p>
<p>Nel periodo seguente, della dinaslia Sung (960- 1279), la condizione di stabilita&#8217; politica permise la pubblicazione di un maggior numero di opere musicali e il rifiorire di una prassi musicale di corte, sullo sfondo di una continua espansione delle attivita&#8217; musicalie teatrali cittadine.</p>
<p>Durante la dinastia mongola Yuan (1279-1368) la musica per le rappresentazioni teatrali divenne la forma piu&#8217; importante, e continuo&#8217; a fiorire e a svilupparsi nel corso delle dinastie Ming (1368-1628) e Ch&#8217;ing (1644-1911).</p>
<p>Con la caduta dell&#8217;impero la musica cinese acquisto&#8217; maggior fama appunto nelle sue forme teatrali, e si apri&#8217; una fase di sperimentazione verso nuove direzioni formali e di commistione con il linguaggio occidentale.</p>
<p>Dopo la proclamazione della Repubblica popolare cinese (1949) si affermo&#8217;, in tutte le arti, un&#8217;estetica marxista-leninista, e nel campo musicale si ebbero tentalivi di rappresentare la lotta di classe attraverso la composizione di opere concernenti le questioni poste dal socialismo o con il recupero delle tradizioni musicali locali.</p>
<p>Mentre tale processo rese di pubblico dominio la musica propria delle minoranze, le direttive dominanti nel penodo della rivoluzione culturale ne impedirono lo sviluppo.</p>
<p>Dal 1980 la Cina si va mostrando in grado di attuare un nuovo (e potenzialmente prezioso) equilibrio tra le sue tradizioni storiche e le sue esigenze attuali.&#8221;</p>
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		<title>Cinesi: le arti marziali</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 03:31:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il massimo sviluppo del Wu Shu Kung Fu in Cina è avvenuto sicuramente nei periodi detti della Primavera e dell&#8217;Autunno e/o degli Stati Combattenti (771 &#8211; 221 A.C.), successivamente lo studio e la pratica si diversificarono molto dando alle pratiche marziali una valenza sociale di più ampio raggio e vista molto spesso in un contesto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il massimo sviluppo del Wu Shu Kung Fu in Cina è avvenuto sicuramente nei periodi detti della Primavera e dell&#8217;Autunno e/o degli Stati Combattenti (771 &#8211; 221 A.C.), successivamente lo studio e la pratica si diversificarono molto dando alle pratiche marziali una valenza sociale di più ampio raggio e vista molto spesso in un contesto di educazione e preparazione all&#8217;interno del sistema scolastico; nascono gli Stili, le Competizioni, le Danze Marziali. La pratica del Wu Shu Kung Fu si espande negli strati popolari, nascono e si sviluppano numerose scuole con un grande sviluppo delle forme in particolare di quelle imitative (animali).</p>
<p>La maggior parte delle opere dedicate alle arti marziali dell&#8217;estremo oriente, attribuiscono la loro lontana origine al monastero Shaolin, nella regione di Honan, presso il fiume giallo; prima della &#8220;rivoluzione&#8221; avvenuta con la nascita del tempio, le arti marziali erano tramandate di padre (SiFu) in figlio o insegnate a piccoli gruppi d&#8217;adepti. Il Sifu era il maestro di WU SHU KUNG FU ed era considerato il saggio del villaggio. Il Sifu era comunemente anche un esperto di medicina tradizionale ed aveva una cultura superiore a quella delle altre persone del villaggio. Era considerato un punto di riferimento ed era rispettato da tutti. Oggi la figura del Sifu è cambiata anche se in molte Scuole Tradizionali è possibile vedere dei maestri che, in qualche modo, si avvicinano all&#8217;antica figura del Sifu.</p>
<p>Il Tempio di SHAOLIN fu creato intorno al 520 DC; questo edificio appare sotto diversi nomi: Shaolin in Mandarino, SiLum in Cantonese (i due nomi significano: giovane foresta), Shorinji in Giapponese (da cui lo stile di Karate nipponico Shorinji Kempo, le cui tecniche si ritiene risalgano ai tempi del celebre monastero). I monaci fusero sapientemente le loro pratiche meditative con la pratica marziale dando origine ad alcuni stili che basavano i loro movimenti sul comportamento degli animali.</p>
<p>I cinque principali animali degli stili Shaolin sono: Tigre, Drago, Leopardo, Gru, Serpente. Successivamente gli stili basati sugli animali furono fusi in un unico sistema, anche se alcuni monaci non aderirono a tale unificazione e continuarono ad insegnare il loro stile originale.</p>
<p>La storia delle Arti Marziali Tradizionali la si può far iniziare con Bodhidarma (Da Mo) che, originario dell&#8217;India, estese il buddismo nei confini cinesi. Ideatore di alcuni esercizi fisici, che avevano come obiettivo quello di aiutare i monaci che passavano la maggior parte del loro tempo in meditazione sedentaria, legò inseparabilmente il proprio nome a colui che diede l&#8217;avvio alle Arti Marziali &#8220;Esterne&#8221;. Così come i buddisti hanno trovato in Bodhidarma il loro eroe leggendario anche i taoisti hanno Chang San Feng, la mitica figura che diede origine agli Stili &#8220;Interni&#8221;. Fu cosi&#8217; che mentre Bodhidarma viene identificato come l&#8217;ideatore dello stile Shaolin Chuan, Chang San Feng viene associato alla nascita del Tai Chi Chuan.</p>
<p>Segue ora una breve (ma non troppo) storia delle alrti marziali dall&#8217;origine.</p>
<p>XV secolo A.C. : si trova per la prima volta traccia di una tecnica di lotta ancora primitiva, consistente nell&#8217;infilzare l&#8217;avversario con l&#8217;ausilio di un elmo provvisto di corna: GoTi o ChiaoTi.</p>
<p>VI secolo A.C : la tecnica di lotta si raffina comparendo sotto i nomi di Shang Pu, Shuai Go, Shou Pu.<br />
Mille anni più tardi la tecnica terminerà di svilupparsi con l&#8217;apporto dell&#8217;invasione mongola, si avrà quindi Lung Hua Quan, più scientifica e più veloce, contenente prese studiate anteriormente al Ju Jitsu e Judo nipponico. Contemporaneamente si sviluppava il Qin Na o (Ch&#8217;inna): l&#8217;arte della chiave di braccio. Perfezionata dagli attuali stili di Kung Fu, integrate nelle loro tecniche, quest&#8217;arte detiene tutti i segreti per immobilizzare l&#8217;avversario.<br />
All&#8217;epoca di Lao Tsu e di Confucio, le arti marziali nobili erano : il tiro con l&#8217;arco e l&#8217;equitazione. Si trova comunque traccia, in questa epoca di un&#8217;arte praticata dalle caste nobiliari e da certi monaci (per ragione evidente, di protezione durante i loro pellegrinaggi, ma anche per ragione di certi insegnamenti Taoisti, secondo i quali, la concentrazione poteva essere favorita dalla pratica costante di certi esercizi fisici).<br />
Si è sentito parlare di KungFu nelle storie cinesi sotto diversi nomi: Chi Chi San, Wu Ni, Chi Ni ecc.</p>
<p>I secolo d.C. : Un certo Kwok Yee, avrebbe creato il primo stile di Kung Fu veramente &#8220;Schematizzato&#8221;, eretto nel metodo: CHANG KUO CHANG (&#8220;l&#8217;arte della lunga mano&#8221; o la &#8220;boxe di lungo raggio&#8221;).</p>
<p>III secolo D.C. : un medico chiamato Hua To (ma potrebbe essere anche un personaggio leggendario, al quale la tradizione popolare attribuì un insieme di scoperte mediche di origine completamente differenti) fece delle ricerche sistematiche, osservando i sistemi di combattimento di cinque animali: tigre, l&#8217;orso, il cervo, la scimmia, la gru. Si tratta di un certo numero di gesti di combattimento che si ritrovano attualmente nella maggior parte degli stili di Kung Fu, amalgamati in seguito a quelli di altri animali: serpente, topo, cavallo, mantide religiosa, drago ecc.<br />
Insieme alla pratica marziale si sviluppa un grande fermento sulle varie teorie e filosofie che sostengono queste pratiche fondendosi con la cultura, la religione e la filosofia tradizionali.<br />
In Cina il rapporto tra esercizio fisico e medicina terapeutica ha preceduto di gran lunga la nascita delle arti marziali così come noi le conosciamo e ciò che i cinesi hanno sviluppato intorno alla cultura fisica ha avuto inizio prima che la storia venisse documentata attraverso fonti ufficiali. Esempi espliciti di tali relazioni possono essere facilmente riscontrabili nei testi di medicina tradizionale ove sono descritte molte delle teorie che costituiscono la base delle Arti Marziali Tradizionali Cinesi. Così come ad esempio nella medicina terapeutica e preventiva si sono sviluppati esercizi fisici che hanno tratto il loro spunto da alcune posizioni di animali, molte sono le tecniche che anche nel Wu Shu Kung Fu prendono il nome e i movimenti da questi.</p>
<p>VI secolo : un personaggio straniero giunge al monastero Shaolin: si tratta di Ta Mo (Ta Mo o Daruma Taishi in giapponese è conosciuto anche con il nome di Bodhidharma, l&#8217; &#8220;illuminato&#8221;, un monaco proveniente dalle Indie del sud, forse Ceylon). L&#8217;ipotesi più diffusa è quella che il monaco fosse di origine nobile, e che fosse profondo conoscitore dell&#8217;arte indiana di Vajramukiti: tecnica di maneggio di armi, praticato dalle caste guerriere. Certo è che Ta Mo lasciò il marchio indelebile della sua forte personalità. Nel piano spirituale fu all&#8217;origine del Buddismo Chan (Zen in giapponese) una corrente di pensiero che darà un&#8217;impronta a tutte le arti marziali dell&#8217;estremo oriente. Sul piano che interessa direttamente il Kung Fu a lui si attribuisce la messa a punto di alcuni esercizi fisici, destinati a rinvigorire i monaci provati dalle lunghe sedute di meditazione. Secondo alcuni, questi esercizi, non erano altro che delle &#8220;Asanas&#8221; (posizioni) dello Yoga, secondo altri un&#8217;originale tecnica da combattimento: Shih Pa Lo Han Shou, &#8220;le 18 mani di Han&#8221;, metodo ugualmente conosciuto sotto il nome di I Chin Chin o Eki Kin Kyo per le storie giapponesi di arti marziali. Da allora, atorto o a ragione i monaci del monastero della &#8220;giovane foresta&#8221; ebbero una reputazione di particolare capacità di combattimento, che li farà conoscere in tutti i paesi.</p>
<p>XII secolo : Il generale Yao Wei ideò il sistema &#8220;Dell&#8217;artiglio dell&#8217;aquila&#8221;. XIII d.C. : l&#8217;eremita taoista Cheng Salm Fung (o Chan San Feng) che visse dentro Hopei, codificò le basi di quello che divenne il sistema interno del Kung Fu (Nei Jai), nel quale si ricerca il movimento dell&#8217;energia interna del corpo, piuettosto che la forsa muscolare subordinata all&#8217;età. Dalle sue ricerche nasce il Tai ji Quan (Tai Chi Chuan). Suoi stimati successori furono: Wong Tsung, Ch&#8217;en Chou T&#8217;ung, Chaing Fa. La provincia di Honan a causa della sua posizione geografica, fu il paese nel quale i maestri si incontravano, per questo nacquero degli stili o dei metodi di combattimento, che coglievano il meglio del Kung Fu interno e del Kung Fu esterno, di cui fa capo lo Shaolin Quan.</p>
<p>XV secolo : un giovane uomo divenne monaco Shaolin, il suo nome era Chuen Yuan (chiamato anche Kwok Yuen). Egli revisionò l&#8217;antico sistema legato a Ta Mo. In un primo tempo ordinò in 72 tecniche; poi sempre insoddisfatto, si mise alla ricerca di un maestro di Kung Fu al di fuori delle mura monastiche. Nel sud della Cina incontrò maestri come: Pai Yu Feng e Li Chieng che accettarono di aiutarlo nella sua opera rigeneratrice. Fecero una sintesi di ben 170 movimenti che diventarono la nuova base della scuola esterna popolarizzata con il nome di Shaolin Chuen.<br />
Yuan ritornò al monastero, Proprio in questo periodo, i monaci ebbero la reputazione di essere invincibili.</p>
<p>XVII secolo : 1640, quando regnava la dinastia mandarina Ching, dappertutto si svilupparono focolai contro l&#8217;oppressore. I monasteri, terra di asilo per i capi della resistenza, furono particolarmente odiati dalla nuova dinastia che disperse con forza le comunità monastiche.Un ingente numero di soldati dopo una sanguinosa lotta vinsero su pochi monaci guerrieri.<br />
L&#8217;invasione al tempio fu favorita da alcuni &#8220;infiltrati&#8221; che aiutarono i soldati ad entrare nel monastero.<br />
Solo Alcuni monaci sopravvissero alla distruzione di Shaolin, si parla di cinque o sette maestri che si rifugiarono altrove. Secondo la tradizione, questi cinque esperti di Kung Fu assicurando la sopravvivenza dell&#8217;arte secolare.<br />
Sarà l&#8217;origine dei 5 metodi &#8220;derivati dallo Shaolin&#8221; della Cina del sud:</p>
<p>Hung Gar, Liu Gar, Choy Gar, Li Gar e Mo Gar.</p>
<p>Si svilupparono inoltre così per opera di questi maestri e dei loro allievi gli stili come il Wing Tsun, il Choy Lee Fut, la Gru Bianca del Nord e la Mantide Religiosa (Tang Lang).</p>
<p>XVIII secolo : la Cina è passata sotto le autorità Mandarine: Attacato dalle truppe il monastero Shaolin, dopo una accanita resistenza si arrese e fu distrutto. Esistono comunque degli stili che non derivano dal tempio Shaolin, come ad esempio lo stile dell&#8217;ubriaco, lo stile della traccia perduta, lo stile dalle gambe elastiche (Ten Tui) ecc.. Attualmente esistono circa 400 stili di Wu Shu Kung Fu ma solo una quindicina possono considerarsi realmente differenti tra loro ed hanno una larga diffusione sia in Cina sia nel mondo intero. Molti stili sono molto simili ad altri pur avendo un nome proprio. Dopo e durante la rivoluzione culturale comunista molti maestri si spostarono nei paesi vicini, Taiwan, Hong Kong e persino in America aprendo delle scuole e diffondendo il loro WU SHU KUNG FU.</p>
<p>XIX secolo. : Tung Hai Chuan crea nella regione di Pechino la scuola &#8220;interna&#8221; Ba Gua Jian (Pa Kua Chang).</p>
<p>1850 d.C. : il cristiano Hung Hsiu Chuan lancia la rivolta dei Tai Pings (la setta della &#8220;grande purezza&#8221;), tenendo per 15 anni le truppe imperiali all&#8217;erta. Si sa che egli istruiva i suoi uomini all&#8217;uso delle armi bianche e del combattimento a mani nude.</p>
<p>1900 d.C. : Nello Shantoung c&#8217;è la rivolta dei &#8220;Boxers&#8221; ai quali il popolo attribuiva una potenza soprannaturale per il loro grado di efficacia nel combattimento a mani nude. Ma i &#8220;pugni della giustizia e della concordia&#8221; saranno annientati al tempo dei &#8220;55 giorni di Pechino&#8221;.</p>
<p>XIX secolo : nuovo impatto del Kung Fu a Okinawa (Uechi Ryu) che diaspora nel resto dell&#8217;Asia combinandosi con metodi local: da queste sintesi nascono il Pukulan, il pentiak Silat, il Kuntow, il Serak ecc.</p>
<p>Dal 1912 al periodo di guerre civili in Cina nel corso delle quali il Kung Fu si sviluppò anarchicamente in seno alle società segrete, che si battevano contro tutto ciò che minacciava la civilizzazione cinese tradizionale, e all&#8217;interno dei gruppi militari (talvolta truppe mercenarie) per il bisogno dei terribili &#8220;Signori della Guerra&#8221;: potenze locali senza legge né fede che stimolavano allenamento fisico dei loro mercenari.</p>
<p>1927. Rivo- luzione De- mocratica Chang Kai Tchek al potere:</p>
<p>1917 d.C. : il giovane Mao Tse Tung, allora 21enne, redige uno &#8220;studio sulla cultura fisica&#8221;, nel quale appare già il suo desiderio di una pratica di massa in cui le arti tradizionali dovranno avere buona parte.</p>
<p>Verso 1920 : sotto il regime Kuoming Tang si assiste al primo tentativo di riprendere le redini del Wu Shu (termine che letteralmente significa arte marziale sinonimo di Kung Fu. Letteralmente esercizio eseguito con abilità).</p>
<p>1930 : si verificarono i primi incontri ufficiali fra esperti di Wu Shu, ma le difficoltà politiche del paese e la guerra con il Giappone diedero un colpo di arresto allo sviluppo delle arti marziali tradizionali.</p>
<p>1945 : si conoscevano due grandi associazioni di Kung Fu su scala nazionale: l&#8217;Istituto Centrale di Boxe Nazionale e Cultura Fisica e l&#8217;Associazione di Boxe Cinese. Dopo il 1949 le arti marziali ebbero evoluzioni differenti: nella Repubblica Popolare Cinese si diede risalto soprattutto alla cultura fisica; c&#8217;è il rilancio dell&#8217; &#8220;arte del pugno&#8221;, come d&#8217;altre parte di tutti gli sports, considerati dal regine come eccellente mezzo di sviluppo fisico e morale della nazione. La finalità del Kung Fu è cambiata. Gli sono preferite le forme di Wu Shu moderno, con esercizi terapeudici e non destinati unicamente al combattimento reale. Tuttavia rimmangono in Cina Popolare vecchi maestri, formidabili per efficacia, ma molto difficili da rintracciare in particolare in Cina, visto che gli stessi di solito, sono contro il regime che uccideva le nobili tradizioni.<br />
A Hong Kong e a Taiwan si è mantenuto fortemente l&#8217;orientamento originale del Kung Fu: per i &#8220;Si Fu&#8221; (maestri), fuggiti prima del regime comunista, vi sono rappresentati tutti gli stili ed è eccezionale il numero delle sale di trattenimento. Questo succede anche nelle più importanti comunità cinesi nel mondo; soprattutto nella costa ovest degli U.S.A. e nella Malesia. Rivoluzione Comunista Cinese.</p>
<p>1980: Repubblica Popolare Cinese sembra rivalutare l&#8217;aspetto combattivo delle arti marziali codificando una forma sportiva di combattimento chiamato SANDA che e&#8217; simile alla kick boxing dove è però anche possibile proiettare l&#8217;avversario. E&#8217; molto diversa dal combattimento tradizionale del WU SHU KUNG FU.</p>
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