Posts Tagged ‘ dopoguerra’

La rivoluzione Iraniana

Nel corso del secondo dopoguerra l’Iran è considerato dalle potenze occidentali, in primo luogo gli Stati Uniti, uno stato affidabile, in quanto interessato a contenere sia una possibile espansione sovietica, sia l’estremismo nazionalistico arabo.
Dal 1953 l’Iran è governato dallo scià (imperatore) Reza Pahlavi, promotore di una politica di modernizzazione tendente a fare del Paese una grande potenza militare dell’area mediorientale. Il tentativo di trasformazione non ottiene tuttavia gli effetti sperati e non contribuisce affatto a migliorare le condizioni...

L’Italia dal 1945 agli anni novanta

Dopo la liberazione dell’invasore tedesco e la definitiva sconfitta della dittatura fascista (aprile 1945), l’Italia torno unita e indipendente. Ma come doveva essere la nuova Italia: una monarchia o una repubblica? Dal punto di vista morale le condizioni del paese erano disastrose.Eppure gli italiani seppero reagire affrontando con operosità e fiducia questa drammatica situazione.
Il 2 giugno 1946, gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. In questa occasione votarono per la prima volta le donne. Gli italiani scelsero la repubblica. 12.718.641...

Il sessantotto e le nuove frontiere del costume

Come abbiamo visto, le società occidentali conobbero nel dopoguerra una lunga fase di sviluppo che ebbe come suoi elementi portanti la crescità economica, che si traduceva in aumento di reddito e dei consumi. Questo equilibrio iniziò a entrare in crisi alla fine degli anni sessanta, con l’esplosione di quel movimento generalizzato di protesta chje, nel linguaggio storico-politico, è comunemente indicato come il Sessantotto. Il Sessantotto interessò gli Stati Uniti, l’Europa occidentale, l’America latina, il Giappone e si fece sentire anche al di là della cortina d...

La decolonizzazione in Africa, Asia, Centro America e Oceania

Dopo la seconda guerra mondiale Francia e Gran Bretagna non erano più in grado di mantenere il controllo dei loro imperi coloniali, già in decadenza dopo il 1918. Contemporaneamente nelle colonie si diffondevano dottrine politiche che giustificavano la lotta dei popoli sfruttati contro le potenze coloniali.
Le nuove compagini statali che sorgono generalmente entro i confini delle vecchie colonie e su inadatti modelli istituzionali europei, mostrano sin dall’inizio la loro fragilità , in particolare a causa dei complicati problemi di convivenza fra le diverse etnie presenti a...

Il secondo dopoguerra

Dopo la conclusione della guerra contro il comune nemico nazista, le differenze tra i paesi dell’Occidente e l’Unione Sovietica non potevano essere nascoste. Già prima della fine della guerra i tre grandi (Gran Bretagna, Usa, Urss), con la conferenza di Yalta, in Crimea (febbraio 1945) si erano accordati circa dell’Europa postbellica in sfere d’influenza. Terreno principale di scontro fu, in Europa, la Germania. La Germania rimase perciò divisa in dua parti, rispecchiando la situazione militare del 1945: una, la Repubblica federale tedesca, inserita nel blocco occ...

La seconda guerra mondiale

Hitler si preparò ad attaccare la Polonia, consapevole che in tal modo avrebbe trascinato la Germania in una guerra con Gran Bretagna e Francia. Frattanto l’alleanza italo-tedesca (Asse) aveva assunto carattere apertamente militare, con la firma del cosiddetto patto d’acciaio. All’alba del 1 settembre 1939 la Polonia veniva attaccata da panzer e da aerei tedeschi. Nel giro di un mese la conquista e la spartizione del territorio polacco venivano portate a termine. Il 3 settembre l’Inghilterra, seguita da Francia, dichiaravano guerra alla Germania. L’URSS, oltre...

I regimi autoritari

L’Italia era in preda ad una grave crisi economica. L’inflazione impoveriva operai e contadini ma anche la piccola borghesia. Molti si convinsero che quella italiana era una vittoria mutilata. I nazionalisti non volevano rinunciare alla Dalmazia e alla città di Fiume. Nel settembre 1919, il poeta Gabriele D’Anunzio si pose alla guida di legionari, occupò Fiume e ne proclamò l’annessione all’Italia. Il capo del governo Nitti, dette in quell’occasione prova di incertezza e non fece praticamente nulla. Le cose cambiarono completamente quando tornò al go...

Gli anni venti

Il periodo compreso tra la fine del 1918 e l’estate del 1920 è caratterizzato da una imponente avanzata del movimento operaio europeo, tale da far parlare, riferendosi a questi due anni, di un biennio rosso. I lavoratori organizzati nei sindacati, che conoscono un vistoso incremento di iscritti, ma anche in nuovi istituti di aggregazione creati dal basso, danno vita a una imponente ondata di agitazioni che permette di difendere o migliorare i livelli reali delle retribuzioni e di ottenere la riduzione dell’orario di lavoro a otto ore a parità di salario, obiettivo raggiunto i...

Il primo dopoguerra

La prima e forse più importante eredità del conflitto fu la fine della secolare egemonia europea: l’Europa del dopoguerra non era più il centro economico e politico del mondo. Questo ruolo venne occupato dagli Stati Uniti. Quando le armi tacquero, tutte le potenze del continente si trovarono pesantemente inebitate nei confronti degli Stati Uniti, che divennero non solo i maggopri produttori, ma anche i maggiori creditori mondiali. La lunghezza del conflitto, unita all’itilizzo di armi pesanti sempre più sofisticate richiese grandi investimenti economici e tecnologici e la m...

Il secondo dopoguerra e la ripresa

La liberazione italiana avvenne il 25 aprile 1945 e ripristinò la normale e piena vita democratica. Nell’immediato dopoguerra vennero rivissute le diverse esperienze storiche: si diffuse allora il cosiddetto “Vento del Nord”, espressione coniata da Pietro Nenni leader del partito socialista, con la quale affermava il bisogno di trasformazioni economiche e sociali all’interno dello Stato Italiano.
Durante questo periodo si ha l’affermazione e la scomparsa di alcuni partiti.
Il partito comunista italiano (PCI) sostenuto da Togliatti puntava ad una tr...