Posts Tagged ‘ giolitti’

I regimi autoritari

L’Italia era in preda ad una grave crisi economica. L’inflazione impoveriva operai e contadini ma anche la piccola borghesia. Molti si convinsero che quella italiana era una vittoria mutilata. I nazionalisti non volevano rinunciare alla Dalmazia e alla città di Fiume. Nel settembre 1919, il poeta Gabriele D’Anunzio si pose alla guida di legionari, occupò Fiume e ne proclamò l’annessione all’Italia. Il capo del governo Nitti, dette in quell’occasione prova di incertezza e non fece praticamente nulla. Le cose cambiarono completamente quando tornò al go...

L’Italia dal 1861 al 1914

Nei primi quindici anni successivi all’unità , dal 1861 al 1876, l’Italia fu guidata da un raggruppamento politico, la cosiddetta Destra storica, che era espressione dell’aristocrazia e della borghesia liberale moderata del Centro-Nord del paese. Furono questi uomini (a cominciare da Bettino Ricasoli, capo del governo dopo l’improvvisa morte di Cavour, 6 giugno 1861) ad affrontare l’insieme di problemi che la vita del nuovo stato italiano presentava. Il primo di tali problemi era il compimento dell’unità , cui mancavano ancora il Veneto, dominio austria...

L’entrata dell’Italia in guerra

In base all’articolo 7 del trattato che univa l’Italia alla Germania e all’Austria, la posizione neutrale assunta dall’Italia era perfettamente legittima, infatti il punto prevedeva la discussione preventiva dei territori da dare in compenso alla fine della guerra e ciò non era avvenuto. Ma il problema della posizione italiana rimaneva irrisolto.
All’interno del paese erano infatti schierati i neutralisti e gli interventisti. Ai primi appartenevano:

* i socialisti: essi infatti ritenevano la guerra voluta dalle grandi pot...

Giolitti: l’età giolittiana

Il primo quindicennio del XIX secolo vide prevalere la figura di Giovanni Giolitti, quasi ininterrottamente al governo dal 1903 al 1914. L’originalità del suo pensiero si capì subito quando, non ancora ministro degli interni, in un discorso al parlamento disse che era sbagliato lodare la frugalità dei contadini, in quanto chi non consuma non produce. Mantenendo bassi i salari, continuava Giolitti, si commetteva un’ingiustizia, un errore economico ed un errore politico: un’ingiustizia perché lo stato non dava a tutti i cittadini le stesse opportunità; un errore economi...

La crisi di fine secolo

Durante il governo di Di Rudinì destò scalpore l’articolo di Sonnino “Torniamo allo statuto”, che diceva di dar meno importanza al parlamento, e che il governo era responsabile solo nei riguardi del sovrano, non del parlamento.
Un altro problema era la necessità dei cattolici a partecipare alla vita politica italiana.
Tra il 1897-1898 scoppiarono a Milano rivolte per il prezzo del pane: Di Rudinì mando il generale Bava Beccaris, che le represse nel sangue, e che fu addirittura insignito di medaglia. Fu scandalo e Di Rudinì si dimise.
Salì così al p...

Crispi: riforma interna e colonialismo

Per Crispi, un modello da imitare era Bismark: egli ai valori risorgimentali aggiunge il conservatorismo e il nazionalismo. I punti cardine della sua riforma furono la nascita del nuovo Codice Penale e l’abolizione della pena di morte.
Tra le varie leggi che fece, sono da ricordare: La nuova legge comunale e provinciale, che comprendeva l’elettività del sindaco.

Il nuovo codice penale che prevedeva l’abolizione della pena di morte e maggiori garanzie per i lavoratori (libertà di associazione, pensiero, sciopero).

L’inasprimento dei rapporti con ...