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	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; hegel</title>
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	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
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		<title>Husserl Edmund e il soggettivismo husserliano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:03:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Edmund Husserl nasce in Moravia e precisamente a Friburgo nel 1859 (morirà nel 1938). I suoi interessi iniziali sono matematici, comincia i suoi studi con Frege, uno dei più grandi matematici del &#8217;900. Nel 1891 pubblicò anche un compendio matematico: &#8220;Filosofia dell&#8217;aritmetica&#8221;. Dallo studio dell&#8217;analisi matematica Husserl elabora la sua analisi della realtà che chiama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Edmund Husserl nasce in Moravia e precisamente a Friburgo nel 1859 (morirà nel 1938). I suoi interessi iniziali sono matematici, comincia i suoi studi con Frege, uno dei più grandi matematici del &#8217;900. Nel 1891 pubblicò anche un compendio matematico: &#8220;Filosofia dell&#8217;aritmetica&#8221;.<br />
Dallo studio dell&#8217;analisi matematica Husserl elabora la sua analisi della realtà che chiama Fenomenologia.<br />
Mentre per Hegel il termine fenomenologia aveva significato tracciare il cammino della coscienza, per Husserl e Brentano significherà proprio lo studio della coscienza. Quindi punto chiave della filosofia di Husserl sarà la coscienza.<br />
Per lo spiritualismo la coscienza era una sostanza, un ente ma Husserl si vorrà differenziare anche in questo prendendo le distanze da Cartesio.<br />
Husserl dice che la coscienza non è un essenza, un ente, ma è attività (erlebniz = fluire incessante; un continuo avere coscienza).<br />
La coscienza però è pure intenzionalità (dal termine della scolastica &#8220;intentio&#8221; che significa dirigersi verso; avere coscienza di). Noi parliamo di coscienza solo perché abbiamo coscienza di qualche cosa. Ma di che cosa? Husserl dice che la coscienza è sempre coscienza di <strong>noesis</strong> e <strong>noema</strong> [noesis = soggetto che conosce (il sogg. ricorda); noema = oggetto conosciuto (noema è il ricordato)]. Da ciò deriva che la coscienza è sempre una coscienza soggettiva (protagonista sarà sempre il soggetto).</p>
<p>Per Husserl la filosofia è:<br />
*      TEORETICA<br />
*      EDETICA<br />
*      NON OGGETTIVA</p>
<p><strong>Teoretica</strong> in quanto è una filosofia di riflessione, di contemplazione perché riguarda sempre il soggetto conoscente.<br />
<strong>Edetica</strong> poiché la filosofia si occupa delle essenze. La filosofia non ha un rapporto con la realtà come essa è, ma come alla coscienza appare. Ogni coscienza ha una percezione <em>Analogica</em> = non è la realtà vera e propria che vede (quella oggettiva), ma è la propria realtà (quella soggettiva).<br />
In questo modo la coscienza si organizza le cosi dette Analogie regionali = delimitare la conoscenza a ciò che ci pare, noi ci facciamo degli schemi (appare qui una ripresa di Liebniz).<br />
Husserl, nei rapporti con le altre persone, dice che si può avere solo <strong>Empatia</strong> cioè delle corrispondenze: noi giudichiamo l&#8217;altro con la nostra coscienza, attraverso ciò che corrisponde in noi, cioè attraverso ciò che io nell&#8217;altro voglio vedere.<br />
<strong>Non oggettiva</strong>, in quanto la filosofia sarà sempre più soggettiva. Per questo lui scrive &#8220;Le crisi delle coscienze europee&#8221; in cui lui vuole vedere la crisi delle scienze. Husserl prende le masse da Spengler con il suo libro &#8220;Il tramonto dell&#8217;occidente&#8221; e da Nietzsche che già aveva parlato di crisi delle coscienze e delle certezze.</p>
<p>Il &#8217;900, in effetti, presenta una crisi un po&#8217; generale, si ci ritrova in un mondo in decadenza, di tenebre, dove i valori tradizionali perdono tutta la loro importanza.<br />
&#8220;Il sonno della ragione genera mostri&#8221; aveva detto Gramsci. E&#8217; quindi il periodo della crisi della coscienza della scienza. Per Husserl questa crisi è dovuta al fatto che si è dato troppo valore alla Natura. Le varie scienze non hanno avuto altro oggetto che la natura. Ma l&#8217;oggetto della ricerca di ognuno di noi deve essere la coscienza.<br />
Non esiste una realtà oggettiva per tutti, ma la natura è solo ciò che noi vogliamo vedere in essa.<br />
Quindi la scienza si deve occupare solo della coscienza perché tutta la realtà è in essa.<br />
Il suo riferimento è quindi l&#8217;ascultazione interiore. Quello che lui sta smantellando è la rappresentazione reale. Potremmo parlare quindi pure di soggettivismo Husserliano.<br />
La filosofia di Husserl si presenta come <strong>Apofantica</strong>: la coscienza è solo la manifestazione dell&#8217;essere. Solo la coscienza può rivelare l&#8217;essere: essere è solo ciò che è per la coscienza: ognuno quindi ha una sua interpretazione della realtà.<br />
Riguardo al momento della maturità, Husserl riprenderà il termine Epochè, ma mentre inizialmente questo termine indicava una totale sospensione dei giudizi, lui lo interpreterà come il mettere tra parentesi: per Husserl quindi il mondo della natura sarà tra parentesi (cioè sarà messo in secondo piano, come qualcosa di meno importante).<br />
Husserl fa riferimento anche a Kant; per Kant il soggetto conosceva a priori e la conoscenza era sintesi a priori. Husserl invece per la sua concezione di conoscenza userà il termine trascendentale.<br />
Per lui base e condizione per fare conoscenza non è basarsi sulla realtà. Infatti la sua filosofia non si basa sulla realtà oggettiva ma sulla realtà soggettiva di ogni singola coscienza: siamo noi a dare le leggi alla realtà.<br />
L&#8217;esistenzialismo prenderà spunto da Husserl ma vedrà la coscienza soprattutto come angoscia. Husserl non farà parte di nessun gruppo, la sua filosofia rimarrà isolata, chiusa.<br />
Edet Starlen, israelita, una sua alunna, dallo studio della coscienza arriverà a San Tommaso e quindi alla religione cattolica, diventando pure suora carmelitana.<br />
Lo stesso faranno altri suoi alunni: faranno un salto arrivando alla religione cattolica. Ad Husserl però non interessa la religione. La coscienza è solo il nostro essere presente nella realtà. Quindi Husserl ha dato della coscienza un&#8217;interpretazione personale.</p>
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		<title>Benedetto Croce: lo storicismo assoluto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 15:46:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso la fine dell&#8217;800 si ricomincia a studiare Hegel nella scuola di Napoli. Tra i maggiori esponenti del neo hegelismo, possiamo ricordare Augusto Vera e Spaventa zio di Croce. Croce nasce nel 1866 ma ben presto a causa di un incidente rimase orfano. Così in età ancora adolescenziale, fu accolto in casa dallo zio Spaventa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso la fine dell&#8217;800 si ricomincia a studiare Hegel nella scuola di Napoli. Tra i maggiori esponenti del neo hegelismo, possiamo ricordare Augusto Vera e Spaventa zio di Croce.<br />
Croce nasce nel 1866 ma ben presto a causa di un incidente rimase orfano. Così in età ancora adolescenziale, fu accolto in casa dallo zio Spaventa. Ciò gli permise di entrare a contatto con personalità molto importanti e di conoscere pienamente il pensiero hegeliano.<br />
Egli non fece mai parte della vita accademica; fu grande amico di Gentile, almeno fino a quando dopo l&#8217;avvento del fascismo, questo decise di sostenere il governo autoritario mentre Croce si schierò all&#8217;opposizione.<br />
Le opere scritte da Croce, sono tantissime, tra le più importanti ricordiamo: &#8220;La storia come pensiero e azione&#8221;, &#8220;Teoria e storia della storiografia&#8221;.<br />
L&#8217;enorme eredità lasciatogli dalla famiglia gli permise, senza altre distrazioni, di dedicarsi agli studi.<br />
Arriva ad Hegel attraverso lo studio dell&#8217;economia di Marx e della struttura dialettica. Di Hegel egli accetta l&#8217;interpretazione della realtà come movimento dello spirito però non accetta che l&#8217;attività di quest&#8217;ultimo sia solo dialettica. Secondo lui infatti, l&#8217;attività dello spirito sarebbe regolata da categorie fondamentali legate insieme da un rapporto di &#8220;distinzione&#8221;.</p>
<p><strong>SPIRITO</strong><br />
<em>Attività teoretica</em><br />
    *      Del Particolare (intuizione) &#8220;estetico&#8221;<br />
    *      Dell&#8217;Universale (vero) &#8220;logica&#8221;<br />
<em>Attività Pratica</em><br />
    *      Volizione del particolare (utile) &#8220;economia&#8221;<br />
    *      Universale &#8220;etica&#8221;</p>
<p>Secondo Croce le categorie fondamentali dello spirito sono quattro: due appartenenti all&#8217;attività teoretica e due invece all&#8217;attività pratica. La storia è attività teoretica e pratica. Il movimento dello spirito quindi è storia ed è circolare.<br />
Fra le due categorie appartenenti all&#8217;attività teoretica, la prima, ossia l&#8217;estetica, denota la forma dello Spirito rivolta alla visione. L&#8217;opera d&#8217;arte è libera, è manifestazione dello spirito umano. Tutti siamo poeti, tutti possiamo creare, però non tutti siamo artisti, in quanto l&#8217;artista è colui che riesce ad avere un&#8217;intuizione lirica&#8221; che riesce ad esprimere i sentimenti dell&#8217;artista, trasfigurandoli e purificandoli da ogni contenuto passionale. Ciò non vuol dire che,non rappresenta la realtà con tutti i suoi aspetti contrastanti, ma che riesce a ricomporli in una forma più armoniosa. Quindi l&#8217;opera d&#8217;arte è un tutt&#8217;uno tra intuizione ed espressione; è sintesi a priori.<br />
La logica, denota invece la forma riflessiva, razionale e dà luogo alla filosofia. Per Croce la filosofia però ci insegna dei concetti che in effetti sono dei &#8220;pseudoconcetti&#8221;. Il vero concetto è l&#8217;universale cioè lo spirito e quindi l&#8217;arte.<br />
L&#8217;economia dà luogo alla ricerca &#8220;dell&#8217;utile&#8221;. Nell&#8217;utile ci rientra lo Stato in quanto questo nasce solo per utilità (come sosteneva Machiavelli) e non per etica (come invece affermava Hegel).<br />
I vari movimenti fino al bene appartengono alla storia. Per &#8220;storicismo&#8221; si intende una interpretazione della filosofia che voglia cogliere i valori. Quello di Croce possiamo chiamarlo storicismo assoluto; infatti per lui tutto il movimento dello spirito è &#8220;storia&#8221;.<br />
Tutta la storia è contemporanea in quanto viene studiata sempre secondo la mentalità contemporanea. La storia non fa mai morale, non è mai giustiziera, ma tutto comprende. Davanti al tribunale della storia tutto è giustificato. Quando studiamo avvenimenti della storia non possiamo fare giudizi; nella storia non si possono mai mettere &#8220;se&#8221;.<br />
&#8220;Ritengo che liberale sia la stessa vita umana&#8221;, egli ritiene che ci deve essere sempre rispetto delle libertà umane infatti è proprio della natura umana rispettare gli altri e le proprie libertà.</p>
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		<title>Friedrich Nietzsche e il superuomo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 14:46:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fine dell&#8217;800 segna il consolidamento del positivismo. Ma accanto a questa sicurezza si sviluppa una mentalità culturale critica nei riguardi della scienza. Una mentalità che esalta la coscienza, che avverte l&#8217;analisi psicologica. Il progresso scientifico non ha portato felicità. L&#8217;uomo cerca dentro sé l&#8217;equilibrio. E&#8217; il periodo del decadentismo (in Francia). Si avverte che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fine dell&#8217;800 segna il consolidamento del positivismo. Ma accanto a questa sicurezza si sviluppa una mentalità culturale critica nei riguardi della scienza. Una mentalità che esalta la coscienza, che avverte l&#8217;analisi psicologica. Il progresso scientifico non ha portato felicità. L&#8217;uomo cerca dentro sé l&#8217;equilibrio. E&#8217; il periodo del decadentismo (in Francia). Si avverte che mancano le certezze. Chi si occupa di questa problematica è Nietzsche che con la sua filosofia intende cambiare tutto quello in cui si è precedentemente creduto.<br />
&#8220;Io non sono un uomo, sono una dinamite; dopo di me si contraddirà come mai si è contraddetto; io ho la coscienza di essere la coscienza della crisi europea&#8221;. &#8220;Il positivismo è stupido&#8221;.<br />
Dal 900 in poi tutta la filosofia sarà interessata dalla ricerca di nuovi valori.<br />
Nietzsche nasce nel 1884 presso Rocken. Studia filosofia ed insegna in Svizzera. La prima opera, forse la più organica, è &#8220;La nascita della tragedia&#8221;. Fu un cultore dei classici greci. Tutte le sue altre opere sono scritte per aforismi ne consegue che per comprenderne bene il significato è necessario un lavoro di interpretazione (Ermeneutica).<br />
Scrisse pure: &#8220;Considerazioni inattuali&#8221;, &#8220;Umano troppo umano&#8221;, &#8220;La gaia scienza&#8221;, &#8220;La genealogia della morale&#8221;, &#8220;Così parlò Zaratustra&#8221; (dedicata ad un riformatore dei costumi), &#8220;La volontà di potenza&#8221;. Queste opere non furono pubblicate da lui, ma dalla sorella che modificò qualcosa.<br />
Soffrì di disturbi nervosi: vagò molto per l&#8217;Europa ma si stabilì in Italia e più esattamente in Liguria. Visse aiutato da Paul Ree col quale conobbe un&#8217;esule russa, (Salonè) studiosa di Freud. Tutti e tre vissero insieme e in questo periodo scrisse &#8220;Al di là del bene e del male&#8221; che introduceva ad una nuova etica. Successivamente Lou Salonè e Paul Ree scapparono, lasciando Nietzsche in preda a fortissimi disturbi mentali. Venne ricoverato a Torino ove morì nel 1900. Egli rappresenta uno spartiacque tra la filosofia antica e quella seguente.<br />
Seguendo il pensiero di Schopenhauer, affermò che la vita è irrazionale. Adesso si può o come diceva Schopenhauer, fuggire, o come dice appunto Nietzsche gli si può sorridere.<br />
Il suo pensiero venne influenzato pure dalla musica di Wagner, che forte e vibrante esaltava in lui sentimenti.<br />
Quando Wagner affronta il suo secondo momento, Nietzsche preferisce abbandonarlo. Da questo momento in poi Nietzsche si dedicherà alla &#8220;Carmen di Bizet&#8221;. Il suo pensiero può essere suddiviso in tre fasi:</p>
<p>1.      La nascita della tragedia &#8211; nella quale la presenza dei cori era di fondamentale importanza.<br />
2.      La morte di Dio, il nichilismo &#8211; la morte della metafisica non significa il nulla.<br />
3.      Invenzione di nuovi valori per controbattere il nichilismo &#8211; essi sono:<br />
*            L&#8217;eterno ritorno. Fu critico nei confronti della storia, ma la salvò.<br />
*            Il superuomo o oltreuomo.<br />
*            La volontà di potenza.</p>
<p>Non è possibile definire Nietzsche il filosofo del nazismo. Egli ha avuto parole dure: &#8220;Lo Stato è un mostro che puzza: guardatevi da questo mostro&#8221;. Egli è il filosofo dell&#8217;individualismo. E&#8217; critico contro tutti anche nei confronti del cristianesimo (ma non con Cristo che era considerato il superuomo).</p>
<h2>La prima fase</h2>
<p>Egli si interessava molto ai classici Greci, notò che la tragedia greca è nata dal coro. Esso può essere l&#8217;unico protagonista: se noi pensiamo alle Baccanti, queste si basano sul coro. Il coro è stato quindi l&#8217;inizio della tragedia: rappresenta la musica, il coinvolgimento nella necessità dell&#8217;azione tragica.<br />
Nella tragedia Socrate individua due spiriti:</p>
<p>*      il primo: Apollino o Apollo, figlio di Zeus con il tempio a Delo. Apollo significava colui che porta luce. Era abbinato all&#8217;immagine dell&#8217;equilibrio e dell&#8217;armonia. Il vero significato della vita si può cogliere nell&#8217;arte.<br />
*      Il secondo: è lo spirito Dionisiaco; Dionisio era il Dio del vino, questo sta ad indicare l&#8217;ebbrezza, la passione, l&#8217;istinto</p>
<p>La tragedia greca è nata dall&#8217;unione dei due spiriti; Dionisio, rappresenta il si alla vita, con tutte le conseguenze. E&#8217; il senso di non essere presenti della trasgressione.<br />
Euripide per Nietzsche ha tradito la tragedia perché troppo razionale. Egli ha voluto fare una tragedia per la massa, con il linguaggio della massa. Egli aveva presente due spettatori: Euripide stesso e l&#8217;altro che con la sua razionalità ha condannato a morte la vitalità: Socrate. Anch&#8217;egli è traditore perché ha allontanato il pensiero dell&#8217;uomo dall&#8217;aggancio alla vita per buttarlo tutto nelle braccia della ragione e da questo momento per l&#8217;umanità è finita, comincia il distacco dalla vita.<br />
L&#8217;amicizia con Wagner finisce quando questo, gli manda la sua opera: il Parsifal. Parsifal era un folle, che grazie al cristianesimo si riporta alla realtà. Wagner gli sembra un traditore poiché con il Parsifal aveva tradito il disprezzo comune nei confronti del cristianesimo visto come negazione della vita. I cristiani infatti hanno risentimento verso chi si gode la vita e tra l&#8217;altro hanno pure una morale da schiavi, da gregge.</p>
<h2>La seconda fase</h2>
<p>La seconda fase si apre con &#8220;La gaia scienza&#8221;. L&#8217;impianto è identico a quello di &#8220;Così parlo Zaratustra&#8221;. E&#8217; ambientato nella piazza del mercato: un uomo arriva e dice che Dio è morto e che l&#8217;avevamo ucciso noi.<br />
Zaratustra invece, giunto al tramonto, scende nella piazza, nella massa. La morte di Dio rappresenta la fine dei valori tradizionali, delle certezze. L&#8217;abbiamo ucciso noi, perché è finito quel periodo. E&#8217; anche la fine dell&#8217;etica.<br />
I nostri valori, se prima erano della rinuncia, adesso devono essere vitalità. Ciascuno di noi deve dire di si alla vita, deve seguire il vitalismo. Se Dio è morto siamo di fronte al nichilismo, al nulla; dobbiamo inventarci nuovi valori. Nel momento della morte di Dio si è vista la coscienza infelice di Hegel. In questo momento di lacerazione, Nietzsche, cancella quello che c&#8217;è stato prima, ma salva la storia:</p>
<p>*      archeologia &#8211; l&#8217;uomo trova qualcosa da venerare;<br />
*      monumentale &#8211; dimostra la grandezza dell&#8217;uomo;<br />
*      critica &#8211; perché l&#8217;uomo soffre e ha bisogno di liberazione.</p>
<p>Rompe quindi con la storia tradizionale. La liberazione dell&#8217;uomo è dunque uno degli obiettivi di Nietzsche.<br />
Spesso sembra che Nietzsche abbia scritto per allucinazioni. La sua filosofia è la &#8220;Trasmutazione&#8221; dei valori.<br />
Il verbo volontarismo, unisce Schopenhauer (volontà), Kierkegaard (possibilità) e Nietzsche (amor fati e nichelismo passivo e attivo).</p>
<h2>La terza fase</h2>
<p>E&#8217; la fase in cui è più evidente il conflitto tra morale da schiavi e aristocratica. Quella aristocratica corrisponde al vitalismo (dire si alla vita), quella da schiavi e quella cristiana (di costante rinuncia).<br />
Questo si vede nell&#8217;opera &#8220;Così parlò Zaratustra&#8221;. &#8220;Vi scongiuro fratelli, non mettete la testa nella sabbia, innalzatela! Non siate come cammelli (che sopportano), ma leoni, leoni che ridono (aristocratici e superiori rispetto alle piccolezze della vita). L&#8217;uomo è una corda tesa sull&#8217;abisso tra la scimmia e il superuomo, ossia tra materialità, piccolezza e l&#8217;oltre-uomo, ossia la tensione all&#8217;infinito, che può diventare quello che guida&#8221;. Si diventa così esprimendo ciascuno di noi la volontà di potenza, ossia ciascuno di noi cerca di fare di se stesso il massimo, fare coincidere volontà e potenza.<br />
L&#8217;unico imperativo è io voglio non più (tu devi) ma in particolare &#8220;Divieni ciò che sei esprimi al massimo la tua natura&#8221;<br />
La nostra caratteristica è l&#8217;amor fati: significa essere inseriti nella legge dell&#8217;eterno ritorno, l&#8217;unica legge cosmologica: &#8220;Tutto ciò che è avvenuto avverrà, tutto ritorna&#8221;.<br />
Quando Zaratustra, col nano sulle spalle che indica la pesantezza della quotidianità, si ferma sulla porta con su scritto &#8220;attimo&#8221;, con l&#8217;eternità dietro e davanti, nota l&#8217;aquila che vola e il serpente che striscia piedi, entrambi in senso circolare, che rappresentano la metafora dell&#8217;eterno ritorno.<br />
In Nietzsche non c&#8217;è nulla di storico. E&#8217; un eroe per la realizzazione della vita.<br />
&#8220;Le virtù non sono quelle che vi hanno insegnato (sopportazione, tolleranza). La vera virtù è il contrasto, l&#8217;affrontar&#8221;. Ognuno di noi deve esaltare se stesso &#8220;guardatevi da coloro che vogliono insegnarvi la virtù, il rispetto sociale e delle leggi.<br />
Lo Stato è la più grande menzogna. Alla fine quindi non si salva proprio niente. Ciascuno deve realizzare la propria volontà di potenza, deve tendere ad essere il super-uomo.<br />
Zaratustra scese in piazza perché era giunto al tramonto, era pieno, e doveva dare agli altri. Nietzsche rappresenta la fine dell&#8217;etica tradizionale dei valori.</p>
<h2>Approfondimento: Ricchard Wagner</h2>
<p>La sua produzione si colloca nella prima metà dell&#8217;800. Egli compose solo musica per il teatro. L&#8217;opera d&#8217;arte doveva essere poesia, musica e teatro come nelle tragedie greche. Lamentava l&#8217;invasione dell&#8217;opera italiana. L&#8217;opera italiana era caratterizzata da una struttura a pezzi chiusi, si dà spazio alla melodia e al virtuosismo vocale, ma non si dà spazio alla poesia. Gli argomenti sono variazioni sul tema dell&#8217;amore contrastato.<br />
Wagner oppone a questo, un melodramma basato sulla melodia infinita, in modo da rendere impossibile qualsiasi singola estrapolazione.<br />
Per realizzare questa melodia infinita, egli usa il cromatismo, ovvero il cambiamento continuo di tonalità.<br />
Si ha una concezione della musica che tende all&#8217;infinito, senza un accordo risolutivo.<br />
La musica per Schopenhauer è il culmine delle arti. Essa si può considerare come l&#8217;oggettivazione della realtà: ascoltando i suoni si è trascinati in un&#8217;avventura di cui si conosce l&#8217;inizio ma non la fine.</p>
<p><strong>Tristano e Isotta</strong><br />
Isotta, regina d&#8217;Irlanda, è catturata da Tristano per condurla dal re di Cornovaglia. Per errore di filtro, Isotta si innamora di Tristano e, nonostante fosse sposa del re Marche, continua la relazione con lui. Tristano viene ucciso dal re che, venuto a sapere del filtro, concede il perdono ad Isotta e muore di una morte mistica.</p>
<p><strong>Rapporto Wagner &#8211; Nietzsche</strong><br />
Nietzsche rimase folgorato dall&#8217;idea di Wagner. Nella cerchia di Wagner erano contenti della presenza di Nietzsche.<br />
La concezione della musica come unione di poesia, musica e teatro, si sposava con la concezione di Nietzsche.<br />
La musica di Wagner è fortemente descrittiva.</p>
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		<title>Karl Marx: il materialismo storico / dialettico</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:48:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Karl Marx nasce nel 1811 a Treviri, figlio di avvocato ebreo ma che si sentiva tedesco, viene inscritto all&#8217;università ma non ebbe ottimi risultati. Si laureò con una tesi in filosofia &#8220;Sulle differenze tra la filosofia di Democrito e di Epicuro&#8221;. Si sposa, e scrive su dei giornali entrando in collaborazione con la sinistra hegeliana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Karl Marx nasce nel 1811 a Treviri, figlio di avvocato ebreo ma che si sentiva tedesco, viene inscritto all&#8217;università ma non ebbe ottimi risultati. Si laureò con una tesi in filosofia &#8220;Sulle differenze tra la filosofia di Democrito e di Epicuro&#8221;. Si sposa, e scrive su dei giornali entrando in collaborazione con la sinistra hegeliana. Ogni suo scritto veniva censurato.<br />
Gli offrono di collaborare con gli &#8220;annali Franco-tedeschi&#8221; e viene nuovamente censurato.<br />
In Francia conosce Proudhon e si lega a Frederic Engels, benestante che lo mantiene. Viene cacciato dalla Francia e lo ritroviamo nel 1848 a Bruxelles per il manifesto del partito comunista.<br />
Anche qui viene condannato ed insieme ad Engels si ritirava definitivamente a Londra dove scrive &#8220;il Capitale&#8221;. Lì organizza nel 1864 la &#8220;I internazionale&#8221; dove si trovarono Proudhon, Backmin anche Mazzini che quando saprà di cosa si tratta si ritirerà.<br />
Nel 1871 in Francia c&#8217;è la Comune, governo socialista represso nel sangue. Ci fu un conflitto tra Backmin e Marx che culminò con il fallimento della &#8220;I internazionale&#8221; (1876). Dopo avere lavorato tutta la vita al &#8220;Capitale&#8221;, morì a Londra.</p>
<h2>Formazione Culturale</h2>
<p><strong>Rapporto tra Marx ed Hegel</strong><br />
Gli dedica l&#8217;&#8221;Ideologia Tedesca&#8221;. Egli afferma che Hegel aveva ragione quando affermava che la struttura della realtà è una struttura dialettica. La realtà è opposizione. Non ha detto bene quando ha fatto ideologia, cioè quando ha sbagliato il soggetto con il predicato. Hegel è partito dall&#8217;assoluto ed ogni manifestazione l&#8217;ha giudicata razionale in quanto reale: ciò è assurdo perché tante cose che si realizzano non sono razionali (vedi maggiorascato). &#8220;Hegel sta facendo il più crasso dei materialismi&#8221; perché sta sollevando a razionalità qualsiasi cosa materiale dimenticando che il soggetto di ogni cosa è l&#8217;uomo, con i suoi bisogni, è il popolo che si fa la costituzione, non viceversa.</p>
<p><strong>Rapporto con la sinistra hegeliana</strong><br />
Scrive la &#8220;Sacra famiglia&#8221;. &#8220;Essi si sono atteggiati a radicali. Ma radicali significa cogliere le cose alla radice&#8221;. Hanno ricondotto il fenomeno religioso alla coscienza dei popoli, ma non si sono chiesti perché la coscienza dei popoli ha bisogno di religione. &#8220;Coscienza, teologia, religione: tutte queste cose sono ciarpame&#8221; ossia immondizia inutile.</p>
<p><strong>Tesi su Fauerbach</strong><br />
Fauerbach ha detto bene quando dice che protagonista della ricerca filosofica dell&#8217;essere è l&#8217;uomo con i suoi bisogni. Il pensiero di Marx è dunque il materialismo dialettico. In realtà questo materialismo fu di Engels (diamat) mentre Marx lo chiamerà mat. Storico. Fauerbach ha capito che l&#8217;alienazione religiosa, ma anche lui come tutti ha solamente interpretato la realtà adesso bisogna trasformarla. Il compito della filosofia è trasformare la realtà. La sua è la filosofia della Prassi, ossia trasformazione rivoluzionaria.</p>
<p><strong>Socialisti utopistici e Proudhon</strong><br />
Essi si sono posti il problema della questione sociale, ma si sono riempiti solo la bocca di belle parole, senza organizzare niente. Proudhon in particolare è il rappresentante del socialismo piccolo- borghese: egli vuole che nella proprietà privata partecipino tutti; non ha capito che la proprietà privata deve essere abolita.</p>
<p><strong>Economisti classici (Say e R. Smith)</strong><br />
Smith aveva esaminato il rapporto tra salario e rincaro di vita e si accorse che essi erano tra di loro direttamente proporzionali. Essi hanno capito il senso della vita, hanno capito che il valore di una merce è dato dal lavoro necessario per produrla. Loro lo presentano come una legge, vedendo un&#8217;equazione di due termini astratti (valore &#8211; lavoro ): ma non lo sono, perché dietro c&#8217;è gente che lavora e soffre, non è quindi una legge ma può cambiare e può essere rivoluzionata.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<p>Il suo concetto principale è il materialismo. Per Marx il punto nevralgico di tutta la filosofia, della storia è la struttura economica. Essa è un insieme di individui in relazione tra loro per produrre e distribuire merci. Tutte le altre cose (il diritto, l&#8217;arte, la filosofia, la religione) si chiamano sovrastrutture perché non sono altro che la produzione di quella determinata struttura economica. Engels modificò questo rapporto e disse che non è così determinato (strutture determina sovrastrutture): le sovrastrutture servono anche alle strutture, è dunque un processo circolare.<br />
Il suo pensiero si presenta come materialismo dialettico, ma è una posizione più di Engels. Per Marx sarà materialismo storico, ossia la struttura economica della storia.<br />
Storicamente si possono individuare prima i rapporti nella società tribale, poi nel mondo feudale (cominciano le divisioni tra padrone e servo: il primo è padrone dei mezzi di produzione. La produzione è sociale, la proprietà è invece di uno solo). Tutta la storia è divisione di classe. L&#8217;ultimo momento si chiama Capitalista &#8211; operaio.<br />
In futuro deve essere eliminata la proprietà privata per non esserci più lotta di classe. Ecco i momenti:</p>
<p><strong>Proprietà tribale (tesi): gli uomini primitivi</strong><br />
Essi si spostavano, sfruttavano i territori. Qui non c&#8217;era una struttura economica in quanto non c&#8217;era produzione di bene. Essi avevano un solo mezzo: la mano. Questo era un mezzo di impossessamento e non produzione. Ad un certo punto si scontrano per impadronirsi dei territori migliori. Dal contrasto ci saranno vincitori che faranno i padroni e vinti che saranno servi.</p>
<p><strong>Divisione della società in classi (antitesi): tutta la storia è antitesi</strong><br />
Il padrone tratta lo schiavo come strumento di produzione, come una cosa, reificazione (riduzione a cosa), da questa particolare struttura economica noi originiamo le sovrastrutture.</p>
<p>    *      Ad esempio la religione. L&#8217;uomo pensa che ci sarà un momento in cui verrà premiato per i sacrifici, pensa che c&#8217;è un Dio che soffre vicino agli emarginati . La religione è dunque una sovrastruttura. &#8220;La religione è l&#8217;oppio dei popoli&#8221; significa che con la religione i popoli non si ribellano. Ma la religione non è inventata, essa è un bisogno del popolo. In un primo momento i padroni temono la religione, poi però capiscono che non cambierà il loro modo di vivere e decidono di abbracciare il fenomeno religioso facendo magari carità.<br />
    *      Un&#8217;altra sovrastruttura è il diritto. Questo l&#8217;hanno inventato i proprietari per mantenere unita la propria ricchezza. Hanno inventato il testamento, i contratti ecc.; il diritto non è altro che la tutela della loro ricchezza e della proprietà.<br />
    *      L&#8217;arte la si fa solo per motivi economici, è anch&#8217;essa una sovrastruttura.</p>
<p>Tutta la storia, dice nel &#8220;Manifesto&#8221;, è percorsa da lotte di classe: padroni-servi, patrizi-plebei, fino ad arrivare alla borghesia come padrona. La borghesia è la classe rivoluzionaria per eccellenza. Essa per mantenere il potere inventa sempre cose nuove. E&#8217; per spirito borghese che Colombo scoprì l&#8217;America, che i fu la rivoluzione industriale, che fu inventato il treno per occupare sempre più mercati.</p>
<p>Da questo punto di vista, la guerra è voluta proprio dalla borghesia capitalista che vuole il monopolio del proprio prodotto, non solo nel territorio nazionale, ma anche in quello straniero. Le guerre accadono solo per motivi economici. Nella guerra gli operai, che erano trattati sempre come carne da macello, diventano carne da cannone. La borghesia è dunque sommamente rivoluzionaria.</p>
<p>Il Manifesto si conclude dicendo che il proletario non ha nulla da perdere se non le proprie catene.</p>
<p>Nel &#8220;Capitale&#8221; affronta il rapporto economico vero e proprio. Engels diceva che il socialismo scientifico si deve a Marx, che ha saputo analizzare il rapporto economico che ha generato lo sfruttamento dei lavoratori.</p>
<p>M. D. M. (merce, danaro, merce) [feudalesimo]</p>
<p>D. M. D1 Capitale variabile e costante, merce, plusvalore) questi devono essere sempre maggiori [Capitalismo].</p>
<p>Investo un capitale per aprire una banca:</p>
<p>    *      Capitale costante: macchinari<br />
    *      Capitale variabile: personale</p>
<p>Noi compriamo l&#8217;operaio ma il suo valore è personale, variabile; egli vende un lavoro che produce valore. L&#8217;operaio nel suo rapporto di lavoro è alienato in esso, l&#8217;operaio odia il suo lavoro.</p>
<p>Il capitalista paga il tempo all&#8217;operaio ma non il valore: questo è plusvalore.</p>
<p>    *      Merce di uso (tutto ciò che usiamo)<br />
    *      Merce di scambio (è dovuto al valore della merce, cioè dal lavoro necessario a produrlo)</p>
<p>L&#8217;operaio dà la forza, il tempo, ma anche la produttività, che il capitalista non paga questo è plusvalore.</p>
<p>Il D1 (plusvalore), dice Marx, serve a pagare la rendita fondiaria, gli interessi bancari e per permettere nuovi investimenti. Il capitalista preferisce investire in capitale costante (macchine).</p>
<p>Qui abbiamo la prima contraddizione del sistema perché in questo modo si ottiene una caduta tendenziale del saggio di profitto. Il guadagno del capitalista è dato dal capitale variabile e non da quello costante. Continuando così il capitalista non avrà più guadagno in quanto più si affida alle macchine più il prodotto si abbassa di prezzo con il rischio di restare invenduto a causa delle crisi cicliche di sovrapproduzione. Perché avvengono queste? La voglia spasmodica del capitalista di aumentare le proprie entrate lo convince ad investire di più per produrre maggiormente. Ma se si produce troppo la merce non viene venduta e non può essere comperata dal salariato che ha un guadagno di sussistenza. Il salariato si trasforma in questo modo in becchino del proprio padrone costringendolo al fallimento.</p>
<p>Un&#8217;altra contraddizione è la formazione dei sindacati che organizzano scioperi. Questi per il capitalista sono un danno perché scioperando lui perde giorni in cui avrebbe potuto produrre.</p>
<p>Cosa fare per evitare tutto ciò?</p>
<p><strong>Comunismo (tesi)</strong><br />
Bisogna rompere le leggi del capitalismo cioè bisogna eliminare la proprietà privata dei mezzi di produzione. Tutti dobbiamo essere i proprietari perché tutti siamo i responsabili della produzione sociale.<br />
Il proletariato si deve unire alla piccola borghesia per lottare uniti contro la grande borghesia organizzando la dittatura del proletariato. Questo deve rappresentare un momento di transizione in quanto dopo si dovrà arrivare al comunismo di tutta la società civile.<br />
Egli pero non vuole uno stato comunista poiché questo si sostituirebbe ai vecchi padroni delle macchine. Deve essere la società protagonista, lo Stato non ha una funzione etica esso nasce solo per interessi economici, e qui riattacca Hegel che vedeva lo stato superiore alla società.<br />
In una società comunista non ci saranno più guerre perché nessuno avrà bisogno di prevalere sull&#8217;altro; l&#8217;istruzione sarà gratuità ed ognuno avrà secondo le proprie capacità e i propri bisogni.</p>
<p>Non dice più nulla, non voleva essere un profeta. Tutto ciò che sperava però non è successo: la borghesia esiste ancora, il socialismo si è organizzato solo in sistemi ancora non industrializzati ma solo a carattere agricolo.</p>
<p>Dopo Marx, nella storia, si è cominciato a vedere pure l&#8217;effetto economico dei fatti.</p>
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		<title>Feuerbach: umanesimo integrale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:41:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ la figura più importante della sinistra Hegeliana. Scrive “l’Essenza del Cristianesimo”. Parte con una critica al pensiero di Hegel. Hegel ha visto l’uomo solo come testa, razionale; per egli l’uomo è tutto, dalla testa al calcagno, cioè nell’uomo oltre alla razionalità c’è la caducità, l’imperfezione. Il suo pensiero è umanesimo integrale, guardare cioè tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ la figura più importante della sinistra Hegeliana. Scrive “l’Essenza del Cristianesimo”. Parte con una critica al pensiero di Hegel.</p>
<p>Hegel ha visto l’uomo solo come testa, razionale; per egli l’uomo è tutto, dalla testa al calcagno, cioè nell’uomo oltre alla razionalità c’è la caducità, l’imperfezione.</p>
<p>Il suo pensiero è umanesimo integrale, guardare cioè tutto l’uomo. “l’uomo è ciò che mangia” la verità di un uomo è soddisfare i suoi bisogni fisiologici. Dobbiamo anzitutto soddisfare i bisogni dell’uomo.</p>
<p>L’uomo si presenta con queste necessità materiali e con due attributi: l’uomo è possibilità e volontà, potenza e volontà.</p>
<p>Come potenza (possibilità) è limitato, ma come volontà è illimitato.</p>
<p>Come potenza l’uomo è dunque finito, ma come volontà è infinito. Il finito potrebbe essere la tesi e l’infinito l’antitesi. Nella volontà l’uomo traccia Dio, perché l’uomo vuole essere eterno, onnipotente, onnisciente. Tutti i desideri dell’uomo sono Dio. Esso è l’ottativo dell’uomo portato al massimo grado. La religione è la coscienza dell’uomo, è il prodotto dei desideri dell’umanità. Porta alcuni esempi:</p>
<p>Gli ebrei erano un popolo disprezzato, schiavo, hanno progettato un Dio superiore a quello degli altri popoli per cercare un riscatto.</p>
<p>I Greci si crearono divinità razionali, come loro.</p>
<p>Il Cristianesimo è la religione che presenta l’unione tra umano e divino.<br />
Cristo è quello che vorrebbe essere ciascuno di noi. Ha sofferto come umano e operato come Dio. Esso potrebbe essere la sintesi (potenza-volonta-Cristo).<br />
“Ogni teologia è antropologia” Ogni religione ci fa capire il popolo che l’ha creata.<br />
La coscienza che ogni uomo ha di Dio, è quella che ciascuno ha di se stesso.</p>
<p>L’ultima parola da dire è quella di chiamare l’umanità ad essere solidale gli uni con gli altri. Noi dobbiamo comprendere che “ogni io è un tu”, cioè il rapporta vicendevole tra gli uomini, e non lo deve dimenticare se deve continuare a vivere.</p>
<p><strong>Marx scrive le tesi su Feurbach</strong><br />
Marx riconosce a Feurbach di essere partito dai bisogni materiali. Marx dice che Hegel ha fatto ideologia ma ha sbagliato il soggetto e il verbo: è l’uomo che fa lo stato, che crea la religione, ma ha bisogno pero Fauerbach non ha fatto che interpretare la realtà bisogna invece trasformare la realtà (filosofia della prassi rivoluzionaria).<br />
Quando l’uomo crea Dio, sta facendo alienazione religiosa, trasferisce cioè se stesso in dio. Per Marx l’uomo si alienerà nel lavoro.</p>
<p><em>Altri rappresentanti della sinistra hegeliana</em><br />
<strong>Strauss</strong><br />
Nei Vangeli non ha ricavato il Gesù storico, la figura della religione rivelata, ma solo il Cristo della Fede, ovvero la figura che era attesa dal popolo. La religione è quindi mito: non è una leggenda, ma una trasfigurazione della realtа; la religione non è altro che unТaspettazione di un popolo.</p>
<p><strong>Stirm</strong><br />
Pubblica l&#8217;unico e la sua proprietà è considerato il teorico dell&#8217;anarchismo. Protagonista della storia è l&#8217;unico, cioè ciascuno di noi preso singolarmente, è legge a se stesso, e la regola è che ciascuno di noi è la regola e che ciascuno di noi è la sua proprietа, la mia ricchezza sono io steso. Ciascuno di noi deve rifiutare i condizionamenti sociali.</p>
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		<title>Kierkegaard Soren: l&#8217;esistenzialismo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:39:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fu l&#8217;altro rappresentante della reazione ad Hegel. Kierkegaard è una personalità sensibile. Era il più piccolo di tanti figli, nato nel 1813. E&#8217; figlio di un pastore protestante, quindi sin da piccolo è cresciuto nel timore del peccato. Non ha mai fatto le cose dei giovani, non ha mai toccato la vita. Hegel ha sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fu l&#8217;altro rappresentante della reazione ad Hegel. Kierkegaard è una personalità sensibile. Era il più piccolo di tanti figli, nato nel 1813. E&#8217; figlio di un pastore protestante, quindi sin da piccolo è cresciuto nel timore del peccato. Non ha mai fatto le cose dei giovani, non ha mai toccato la vita.<br />
Hegel ha sempre parlato di dialettica, razionalità, necessità, ma per Kierkegaard la categoria fondamentale è la possibilità: da lui deriva l&#8217;esistenzialismo del &#8217;900: noi abbiamo la libertà e la possiamo gestire. Lo scrive nel &#8220;Concetto di possibile&#8221;: tutto è possibile, la nostra esistenza è tra la possibilità positiva e negativa, dipende dalla nostra scelta, che è chiave dell&#8217;esistenza. Noi siamo al punto 0.<br />
Ma ciascuno di noi deve vivere, allora egli pensa che la fede sia un modo per vivere, ma non il cristianesimo, ma una fede personale.<br />
Il fondamento di ciascuno di noi è la possibilità. La possibilità riferita al mondo esterno è l&#8217;angoscia (avere rapporti con gli altri); riferita al nostro io è la disperazione.<br />
Nel &#8220;Concetto di angoscia&#8221; egli scrive che l&#8217;angoscia è esemplificata bene nella frase di Gesù a Giuda: &#8220;Ciò che tu fai, affrettalo&#8221;. L&#8217;angoscia lega il presente al futuro.<br />
Se noi non sappiamo chi siamo, cosa vogliamo, noi siamo disperati.<br />
Kierkegaard ci presenta tre stadi di vita, non in forma dialettica (et, et) ma &#8220;aut, aut&#8221; (o, o) 3 stadi dell&#8217;esistenza (= venir fuori dalla massa): il primo di tutti è Adamo, venuto fuori tramite il peccato, che è nostro e personale. Ogni singolo fa una sua esistenza la sua filosofia è quella del singolo.</p>
<p>Gli stadi sono tre:</p>
<p>   1.      Stadio di vita estetico: ne parla nel suo &#8220;diario di un seduttore&#8221; protagonista è Don Giovanni che vive la vita cercando emozioni e piacere alla ricerca di nuove esperienze: &#8220;che lo sappia o no è un disperato&#8221;: o rimane così, o cambia la sua vita, fa un salto (dialettica del salto).<br />
   2.      Stadio di vita etico: è caratterizzato dalla figura del marito, dalla fedeltà: può rimanere così o può anche prendere in considerazione la vecchia vita e fare un altro salto.<br />
   3.      Stadio di vita religioso: rappresentato da Abramo. Egli rappresenta la solitudine dell&#8217;uomo di fronte a Dio l&#8217;obbedienza per Kierkegaard.</p>
<p>Abramo rappresenta la fede: essa è un paradosso. La verità non è rivelata, essa lo è per me (anche nella verità c&#8217;è singolarità). In &#8220;Timore e Tremore&#8221; parla di Abramo; egli è il capostipite di tre religioni. Suo figlio Isacco è un dono di Dio. Quando gli viene chiesto di sacrificarlo, egli non si rifiuta, non discute, perché rappresenta una fede religiosa cieca.<br />
Il racconto significa che lo stadio di vita religioso per Kierkegaard rappresenta un rapporto privatissimo con Dio.<br />
La vita è fatta di istanti e va vissuta istante per istante. La libertà che abbiamo dobbiamo regolarcela noi, non abbiamo né leggi né regole, dobbiamo inventarci la nostra vita. Si vede la reazione ad Hegel perché esalta l&#8217;individuo nel suo lato precario.</p>
<p><strong>REAZIONE AD HEGEL</strong><br />
   1.      Irrazionalismo<br />
   2.      Individualismo<br />
   3.      Antistoricismo Schopenhauer e Kierkegaard<br />
   4.      Sinistra<br />
   5.      Rapporto Filosofia-Religione (trascendenza-immanentismo)</p>
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		<title>Schopenhauer Arthur: tra irrazionalismo e pessimismo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:37:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alcuni caratteri del pensiero Hegeliano saranno criticati: L&#8217;identità di reale e razionale. Come si spiega dunque il male? Il negativo? Non lascia spazio alla caducità, all&#8217;incidente. La mancanza dell&#8217;individualità, ciascuno di noi è inserito nell&#8217;assoluto razionale. Schopenhauer è stato il primo ad esaminare questi aspetti. Egli ebbe contrasti con Hegel accusandolo di avere prostituito la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni caratteri del pensiero Hegeliano saranno criticati:</p>
<ul>
<li>L&#8217;identità di reale e razionale. Come si spiega dunque il male? Il negativo? Non lascia spazio alla caducità, all&#8217;incidente.</li>
<li> La mancanza dell&#8217;individualità, ciascuno di noi è inserito nell&#8217;assoluto razionale.</li>
</ul>
<p>Schopenhauer è stato il primo ad esaminare questi aspetti. Egli ebbe contrasti con Hegel accusandolo di avere prostituito la filosofia. Considerava infatti, quella di Hegel, la più vuota chiacchierata che potevano fare delle teste di legno.<br />
Schopenhauer nasce a Danzica nel 1778, i suoi ideali sono Platone e Kant, la sua filosofia sarà irrazionalismo e pessimismo. Egli ha conosciuto la filosofia orientale, ciò è anche riscontrabile nel suo pensiero.<br />
La sua opera più grande fu &#8220;Il mondo come volontà e rappresentazione&#8221;, la tesi di laurea &#8220;Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente&#8221; cioè la causalità.<br />
La causa si esprime nell&#8217;essere, nel divenire, nel conoscere e nell&#8217;agire. Studia la causa e ritorna alla distinzione di fenomeno e noumeno.</p>
<p>Il noumeno è la volontà, essa è l&#8217;unica vera realtà, è cieca, irrazionale e non sa nemmeno lei quello che vuole. Essa si estrinseca prima in un mondo di idee platonico, poi nel nostro mondo (spazio, tempo, causalità) e poi in ciascuno di noi, perché noi vogliamo in ogni momento, è un bisogno muscolare. Abbiamo un pensiero fisso, fino a quando non lo soddisfiamo. Dopo averlo soddisfatto, viviamo nella noia, e cerchiamo un altro bisogno, un altro dolore: la vita è un pendolino dalla noia al dolore.</p>
<p>Sentirsi vivi per Schopenhauer è sentire la volontà.</p>
<p>Ma non si può vivere così, dobbiamo tentare di non sentire più la volontà di vivere: potrebbe essere una soluzione il suicidio, ma non è così, perché facciamo ciò che vogliamo, cioè liberarsi dalla vita. Liberarsi significa squarciare il velo di Maya. Maya è la verità: ma noi non possiamo mai vedere la verità nuda, il noumeno.</p>
<p>Ma Schopenhauer dice che possiamo liberarci dalla volontà di vivere in 4 gradi:</p>
<ul>
<li> L&#8217;<em>arte</em>: è un modo per non pensare a noi stessi. In particolare la musica di Wagner. La musica ci fa dimenticare noi stessi.</li>
<li>La <em>Compassione</em>: patire insieme, rendersi partecipi ai problemi degli altri.</li>
<li>La <em>giustizia</em>: è una compassione legalizzata infatti la legge prevede il rispetto per tutti.</li>
<li> <em>Nirvana</em>: equivale alla beatitudine, non avvertire nessun dolore, cioè l&#8217;annullamento della volontà, il non sentire. Questo è la noluntas (negativo di voluntas).</li>
</ul>
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		<title>Hegel: l&#8217;idealismo logico</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/hegel/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:36:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hegel nasce a Stoccarda nel 1770 e studia in scuole religiose. Una volta laureato, viene chiamato a Berna a fare il precettore privato. Nelle famiglie ricche dove lavora ha la possibilità di frequentare grandi biblioteche dove si può accingere alla lettura dei classici. Egli studiò molto la cultura greca e soprattutto Platone. Voleva diventare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hegel nasce a Stoccarda nel 1770 e studia in scuole religiose. Una volta laureato, viene chiamato a Berna a fare il precettore privato. Nelle famiglie ricche dove lavora ha la possibilità di frequentare grandi biblioteche dove si può accingere alla lettura dei classici. Egli studiò molto la cultura greca e soprattutto Platone. Voleva diventare un grande filosofo come Platone e non come il &#8220;genio&#8221; (Schelling) che solo in sogno conobbe la filosofia. Proprio mentre era a Berna scrisse le sue prime opere di natura religiosa: &#8220;La vita di Gesù&#8221;, &#8220;La positività della religione cristiana&#8221;. Le opere di questo periodo non ebbero grande successo anche se oggi sono state riscoperte e studiate.<br />
Successivamente pubblica: &#8220;Differenza fra il sistema filosofico di Fiche e quello di Schelling&#8221;, &#8220;Fenomenologia dello spirito&#8221;.<br />
Trasferitosi a Norimberga scrive &#8220;Scienza della logica&#8221; dove, partendo dall&#8217;idea prima di essere cerca di raggiungere la realtà determinata e quindi anche la coscienza.<br />
A Berlino divenne professore universitario facendo, con le sue lezioni, grande successo. Hegel divenne filosofo dello Stato Prussiano, con le &#8220;Lezioni Berlinesi&#8221;, libro contenente gli appunti delle sue lezioni, raccolti dai suoi alunni, esaltava le doti dello Stato tedesco e lo poneva come guida per gli altri.<br />
Egli sviluppa il suo pensiero tenendo presente il pensiero greco. Per Hegel il principio di ogni cosa è l&#8217; Assoluto = distinzione di natura e spirito. L&#8217;assoluto (unità distinzione) ha un punto finale. &#8220;Tutto ciò che è reale è razionale, tutto ciò che è razionale e reale&#8221; tutto ciò che si realizza ha una sua razionalità; ciò vuol dire credere alla provvidenza (ottimismo). Tutto ciò che è razionale si deve realizzare.<br />
Per Hegel l&#8217;assoluto si sviluppa secondo una struttura dialettica. Di dialettica ne hanno parlato i sofisti, ma era di natura bipolare; ne ha parlato Kant, ma rappresentava la pretesa della ragione di dimostrare le sue idee. Per Hegel invece, la dialettica rappresenta il movimento stesso dell&#8217; Assoluto.</p>
<h2>STRUTTURA DELL&#8217;ASSOLUTO</h2>
<p>TESI: momento astratto intellettuale, Momento di posizione<br />
ANTITESI: opposizione, momento negativo della ragione<br />
SINTESI: momento positivo razionale, Movimento circolare<br />
L&#8217;antitesi si basa sul principio di opposizione che determina il movimento. La sintesi rappresenta il superamento dei limiti posti nella tesi e nell&#8217;antitesi.(SINTESI=AUFHBEN tagliare e conservare).</p>
<p>Esempio:<br />
TESI: vita<br />
ANTITESI: morte<br />
SINTESI: specie (figli) (con i figli si può vivere oltre la morte).</p>
<p>Quindi la tesi e l&#8217;antitesi vengono superati per affrontare un momento nuovo di ottimismo.</p>
<p>Nelle opere giovanili già si può intuire questo metodo dialettico:<br />
TESI: momento rappresentato dalla religione greca; c&#8217;era armonia con la natura, la religione rispondeva ai bisogni dell&#8217;uomo.<br />
ANTITESI: rappresentata dalla religione ebraica; si rompe l&#8217; equilibrio tra uomo e divinità mostrando l&#8217;uomo come schiavo, servo della divinità punitrice. Si ha quindi una scissione (separazione tra uomo e divinità).<br />
SINTESI: rappresentata dalla religione cristiana; la religione dell&#8217;amore. L&#8217;amore unisce l&#8217;uomo a Dio; come dice Platone: &#8220;nell&#8217;amore non c&#8217;è chi domina e chi è dominato, c&#8217;è unità. L&#8217;uomo della religione cristiana sa che è unito a Dio attraverso l&#8217;amore. Con l&#8217;amore si supera qualsiasi scissione (Fedro).</p>
<p>Quindi l&#8217;assoluto rappresenta il momento culminante della filosofia. &#8220;La filosofia è come l&#8217;uccello di Minerva che vola al tramonto&#8221;.<br />
Minerva: Dea della sapienza<br />
Tramonto:momento di riflessione; (l&#8217;assoluto riflette su se stesso).</p>
<p>L&#8217;idealismo di Hegel è un idealismo logico [sarà accusato di Panlogismo (tutto è razionalità)].</p>
<h2>FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO</h2>
<p>La fenomenologia dello spirito rappresenta la storia romanzata dello spirito che si racconta attraverso la storia. Lo spirito si presenta come:</p>
<p>COSCIENZA: Spirito<br />
AUTOCOSCIENZA: Religione<br />
RAGIONE: Sapere Assoluto</p>
<p>Lo spirito cerca di presentarsi:</p>
<p><strong>COSCIENZA</strong>:<br />
    *      Certezza sensibile<br />
    *      Percezione<br />
    *      Intelletto</p>
<p><strong>AUTOCOSCIENZA</strong>:<br />
    *      Servo &#8211; padrone<br />
    *      Libertà (Stoicismo, scetticismo, cristianesimo)<br />
    *      Coscienza infelice</p>
<p><strong>RAGIONE</strong>:<br />
    *      Osservativa (Rinascimento)<br />
    *      Attiva (piacere, virtù, cuore)<br />
    *      Etica</p>
<p>La coscienza è il momento in cui inizia tutto. Lo spirito prende coscienza di se (certezza sensibile). Quando capisce la differenza tra uno e molti, si passa alla percezione.<br />
Con l&#8217;intelletto si fa il concetto che permette di cogliere l&#8217;universale concreto.<br />
Concetto reale (concreto) &#8211; razionale (universale).<br />
La coscienza diviene autocoscienza nel rapporto con gli altri. Noi siamo delle coscienze, tra l&#8217;una e l&#8217;altra si crea un rapporto di &#8220;servo &#8211; padrone&#8221;.<br />
C&#8217;è chi ha paura della morte, dell&#8217;incognito. allora non affronta la vita e si affida a qualcun altro. Chi non ha paura sarà sempre padrone nella vita, chi invece ha paura avrà sempre un atteggiamento di servo.<br />
Il padrone che si serve del servo, non si rende conto però che è lui stesso servo del suo servo poiché ha bisogno di lui. Allora il servo prende coscienza della sua importanza per il padrone, che non potrebbe essere tale senza il suo servo.<br />
Da questa opposizione scaturisce la libertà spirituale. Il Cristianesimo del Medioevo ha portato la coscienza infelice: durante quel periodo infatti, si diceva ai cristiani di vivere in questo mondo pensando sempre che il vero mondo è quello dell&#8217;aldilà. Allora il cristiano nel Medioevo, era scisso, lacerato, perché viveva in questo mondo sapendo che non era il suo mondo.<br />
Nel Rinascimento ci cogliamo come ragione (universale concreto). Ragione osservativa: l&#8217;uomo nel Rinascimento vuole fare scienza. Poi da osservativa diventa attiva (la ragione può agire per piacere, come Faust); o per ragioni di cuore (come Rousseau) o per virtù (come Don Chisciotte). Il momento culminate vede la ragione come etica.</p>
<p>Percorso speculativo</p>
<p>    *      SPIRITO<br />
      La bella vita etica &#8220;Antigone&#8221;<br />
      La cultura (Illuminismo, Robespierre, Terrore)<br />
      L&#8217;anima bella (Romanticismo, Novalis)<br />
    *      RELIGIONE<br />
    *      SAPERE ASSOLUTO</p>
<p>La bella vita etica è il mondo greco. Si rifà alla tragedia di Antigone. Lei era una fanciulla che ha disubbidito a Creonte seppellendo il fratello. Si viene a formare un conflitto tra legge umana e legge del cuore. Ciascuno di noi ha simpatia per Antigone, ma se ciascuno di noi la pensasse come lei, non ci sarebbe Stato. Le leggi vanno rispettate anche se non condivise per mantenere il giusto rapporto individuo-stato.<br />
Da questo conflitto si giunge al poter vivere in società. E&#8217; il caso dell&#8217;impero romano. La cultura rappresenta la presenza della legge dello Stato. Ma questo ha comportato il momento del Terrore. Siamo tutti uguali, ma nello stesso tempo nessuno lo era. Il rapporto tra individuo e Stato nell&#8217;Illuminismo era di paura.<br />
E&#8217; un&#8217;anima bella che rischia di impazzire o intisichire. E&#8217; individualistica.</p>
<h2>ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE IN COMPENDIO</h2>
<p><strong>ASSOLUTO O IDEA</strong><br />
    *      <strong>Idea in se o Logica</strong><br />
      Essere (qualità, quantità, misura)<br />
      Essenza [contenuto dell'essere]<br />
      Concetto<br />
    *      <strong>Idea fuori di se o Natura</strong><br />
      Meccanica<br />
      Fisica (magnetismo, elettricità, chimismo)<br />
      Organica (geologico, vegetale, animale[sensibilità, irritabilità, riproduzione{vita, morte, specie}])<br />
    *      <strong>Idea in sè e per sé o Spirito</strong><br />
      Soggettivo (antropologia[anima], fenomenologia[coscienza], psicologia[libertà]);<br />
      Oggettivo (Diritto, moralità, eticità [famiglia, società civile, stato]);<br />
      Assoluto (arte[idealità, intuizione, forma]{l&#8217;assoluto è intuito}, religione[orientale, personale, cristiana]{l&#8217;assoluto è rappresentato}, filosofia{l&#8217;assoluto è pensato come concetto}).</p>
<p><strong>Idea in se o LOGICA</strong><br />
Per Hegel tutto è logica, tutto è razionalità. &#8220;Le mie categorie hanno mani e piedi&#8221;; le categorie, forme della logica non sono astratte, ma concrete. Il momento vero è la sintesi, il concetto. Il vero concetto è l&#8217;idea, il momento in cui l&#8217;idea, partita da essere diviene concetto.</p>
<p><strong>Idea fuori di sé o NATURA</strong><br />
Nella filosofia della natura, l&#8217;idea si estranea da sé. Essa rappresenta il momento negativo razionale, quello dell&#8217;antitesi. E&#8217; un momento importante, necessario ma che Hegel non ritiene interessante poiché qualunque suo spettacolo, anche se stupendo, è inferiore ad ogni azione dell&#8217;uomo, anche se malvagia; perché nell&#8217;uomo c&#8217;è lo spirito libero.<br />
Non è come Schelling che la studia approfonditamente attraverso la fisica speculativa.<br />
Hegel dice: &#8220;io non credo alla natura come ce l&#8217;ha presentata il Romanticismo, (&#8220;Deus sive natura&#8221; Spinoza). Egli la suddivide in meccanica, fisica ed organica.<br />
La natura meccanica studia la natura nello spazio e nel tempo (esteriormente).<br />
La natura fisica analizza le leggi della natura. Le leggi sono quelle di Schelling(elettricità, magnetismo, chimismo).<br />
La natura organica ci presenta l&#8217;organismo geologico (il fossile).<br />
Hegel studia l&#8217;organismo secondo la concezione di Aristotele di funzione vegetativa e sensitiva. L&#8217;organismo vegetale ha la funzione vegetativa cioè di crescere, nutrirsi e morire. L&#8217;organismo animale ha invece la funzione sensitiva, quindi ha anche la capacità di sentire gli stimoli. L&#8217;animale sente; è sensibile; quando sente degli stimoli reagisce ad essi, di qualsiasi natura essi siano, secondo la legge di stimolo e risposta. La riproduzione rappresenta la continuazione della vita (vita, morte, specie).<br />
La specie è il punto culminante della riproduzione. Con la specie vengono superate le barriere della morte con la vita stessa. Ciò determina la Storia dell&#8217;umanità.</p>
<p><strong>Idea in sé e per sé o SPIRITO</strong><br />
    *      <strong>Lo spirito soggettivo</strong><br />
      Nell&#8217;Antropologia Hegel ci presenta lo spirito soggettivo come anima biologica cioè come funzionalità, come vita (alla maniera di Aristotele). Un&#8217;anima primordiale a contatto con l&#8217;ambiente (teoria dell&#8217;evoluzione).<br />
      Nella Fenomenologia dello spirito, si parla di coscienza (certezza sensibile, percezione, intelletto).<br />
      La Psicologia ci studia dal punto di vista della libertà. La psicologia non viene studiata come scienza; lo diventerà solo nel 1879. Per il momento viene studiata solo come espressione della nostra libertà.<br />
    *      <strong>Lo spirito oggettivo</strong><br />
      Lo spirito oggettivo riguarda i rapporti che si concretizzano tramite la libertà. La libertà individuale si esplica nelle istituzioni.<br />
      Il primo momento è il contratto; si riferisce alla proprietà che è la prima libertà individuale. Quindi il diritto si presenta come un momento esteriore, come rapporto visibile. Il primo rapporto visibile è il contratto, ciascuno di noi si realizza come possesso, e quindi con tutto ciò che comporta avere il contratto e la conservazione della proprietà privata.<br />
      Se il diritto è l&#8217;aspetto esteriore, quello interiore è la moralità. Per Hegel è sempre un aspetto individuale.<br />
      Per superare gli aspetti limitativi l&#8217;unico momento vero è la sintesi: individualità in riferimento alla comunità (eticità, organismi etici). La sintesi ci presenta dunque l&#8217;eticità, il significato dell&#8217;individuo in relazione alla società.<br />
      Gli organismi etici sono:<br />
      La famiglia. Essa è l&#8217;unione che nasce con un contratto quando fra due individui c&#8217;è sentimento (si nota quindi l&#8217;unione tra tesi ed antitesi).<br />
      La famiglia dà l&#8217;idea che la moralità individuale è già in rapporto alla moralità del coniuge. Hegel vede questo rapporto come un nucleo chiuso ed armonico al suo interno. Però, questo nucleo chiuso, per necessità si deve rompere, scindere, lacerare (antitesi) quando i figli, diventati grandi, escono dalla famiglia. Quando questi escono rompono l&#8217;armonia che c&#8217;era all&#8217;interno della loro famiglia.<br />
      Hegel esamina questa lacerazione e la chiama società civile.<br />
      Questa indica una comunità di famiglie aperte. Si crea così un rapporto continuo, dinamico tra i vari individui; questa comunità ha bisogno però di una ricongiunzione armonica e questa si raggiunge solo con lo Stato.<br />
      Lo Stato rappresenta il momento della sintesi e lo si può considerare come una grande famiglia. Questo rappresenta la &#8220;realtà etica consapevole si sé&#8221; di un popolo, ossia la consapevolezza del fine cui va indirizzata la vita comune. In questo senso esso è per Hegel Dio in Terra.<br />
      Lo Stato quindi rappresenta la sintesi, la realizzazione dell&#8217;assoluto dal punto di vista storico.<br />
      Lo Stato è vita perché è ragione (&#8220;Il Dio che si fa realtà&#8221;). La sua vivacità si nota nella guerra. Proprio questa viene vista da Hegel come vento che non permette alle acque di stagnare. &#8220;lo capisco che nelle guerre si corrono molti rischi però bisogna affrontarli per permettere agli Stati giovani di affermarsi&#8221;.<br />
      La guerra quindi è necessaria e come tale è razionalità. Tramite la guerra si affermano le nazioni. La guerra si serve dell&#8217;astuzia della ragione degli uomini per fomentare la battaglia, lo scontro. La ragione quando ha suscitato la guerra si serve anche degli eroi (individui cosmico storici).<br />
      Gli eroi per Hegel sono l&#8217;assoluto. L&#8217;assoluto si è realizzato in un individuo che ha sentito lo spirito dell&#8217;assoluto e lo ha realizzato nella storia e nello spazio. Es: &#8220;Cesare distrutto due Repubbliche fantasma e ha realizzato lo spirito nuovo&#8221;.<br />
      Una volta che questi eroi compiono il loro compito di mostrare l&#8217;assoluto, vengono messi da parte.<br />
      Per Hegel l&#8217;unica realtà vera è lo Stato che sviluppa la razionalità. Noi possiamo studiare la storia attraverso la libertà, attraverso la realizzazione della libertà.<br />
      &#8220;Negli Stati orientali la libertà è di uno solo, poi negli Stati greco &#8211; romani la libertà appartiene a pochi (il Senato, l&#8217;aristocrazia), è solo nello Stato tedesco che da Lutero in poi la libertà appartiene a tutti&#8221;. Quindi è solo nello Stato tedesco che tutti sono liberi e quindi è lo Stato tedesco che deve essere lo Stato guida di tutti gli altri Stati, perché è l&#8217;unico che ha realizzato l&#8217;assoluto. (idea PANGERMANICA &#8211; la Germania ha il diritto di guidare gli altri popoli).<br />
      Questo fu un discorso pericoloso più dei &#8220;discorsi alla nazione tedesca&#8221; di Fiche. Mentre questi ultimi furono scritti per necessità, per stimolare i tedeschi contro l&#8217;oppressione dello straniero, i discorsi di Hegel sono rivolti allo Stato che viene giustificato attraverso la razionalità.<br />
      Naturalmente questo discorso venne ripreso durante la I guerra mondiale.<br />
      Hegel tratteggia questo grande scenario (storia &#8211; realizzazione dell&#8217;assoluto). Nella storia nulla è fatto per caso, ma tutto ha un suo fine, uno scopo ben determinato. Tutto è razionale, tutto compie un movimento razionale.<br />
    *      Lo spirito assoluto<br />
      Lo spirito fin&#8217;ora è stato soggettivo, oggettivo, ed adesso lo si può cogliere nella sua pienezza. Tutte e tre le funzioni dello spirito hanno per oggetto l&#8217;assoluto (lo spirito che si coglie in sé e per sé). Questo è il momento in cui si prende coscienza del giorno cioè rappresenta lo svolgimento dell&#8217;assoluto.<br />
      L&#8217;assoluto può essere intuito nell&#8217;arte, rappresentato nella religione e pensato come concetto nella filosofia.<br />
      L&#8217;arte è il momento di intuizione soggettiva di chi ha una natura sensibile. Schelling ha visto l&#8217;arte come momento di intuizione dell&#8217;assoluto, per lui l&#8217;arte è il momento culminante (unione indifferenziata di natura e spirito). Per Hegel invece, l&#8217;arte è un momento particolare che deve essere superato. L&#8217;arte si sviluppa attraverso tre momenti particolari dell&#8217;artista: idealità, intuizione, forma.<br />
      In queste tre fasi si può trovare delineata la storia dell&#8217;arte. All&#8217;inizio della storia, nell&#8217;arte è stata predominante la materia (arte simbolica). L&#8217;arte orientale poi, si è manifestata nell&#8217;architettura dei templi (uso del marmo, della pietra).<br />
      Nell&#8217;arte greco &#8211; romana, c&#8217;è stato invece un equilibrio tra materia e idealità e questa forma di arte si è manifestata nella scultura (armonia tra intuizione dell&#8217;artista e forma).<br />
      Infine si giunge all&#8217;età moderna, all&#8217;età tedesca con l&#8217;arte Romantica.<br />
      In questo tipo di arte predomina la soggettività dell&#8217;artista, infatti le espressioni d&#8217;arte di questo periodo sono la pittura, la musica e la poesia.<br />
      In questo senso, l&#8217;arte tedesca è quella superiore a tutte le altre. Nell&#8217;arte noi cogliamo in un momento soggettivo l&#8217;intuizione dell&#8217;assoluto. Hegel, comunque, pur affrontando la distinzione tra bello naturale e bello artistico, ritiene che il soggetto da cui si trae l&#8217;ispirazione è sempre superiore.<br />
      Ma l&#8217;arte in sé è un momento affidato al soggetto. Ma l&#8217;assoluto ha bisogno di avere un momento di oggettività.<br />
      Questo momento lo si ha con la religione. In essa, l&#8217;assoluto è colto da tutti tramite la fede che fa avvertire oggettivamente la presenza dell&#8217;assoluto. Anche la religione si può studiare attraverso tre momenti: religione orientale; religione personale; religione cristiana.<br />
      La religione orientale, rappresenta il primo momento in cui l&#8217;assoluto è visto in un feticcio (in questa religione c&#8217;è il culto del Dio Sole, della metempsicosi), al massimo si può avere un certo animalismo (pensare che tutta la natura sia divinizzata).<br />
      Ma questa rappresenta l&#8217;infanzia dell&#8217;umanità, poi si passa alla religione personale (la divinità è vista come persona). Questa religione, di natura personale è tipico della religione ebraica.<br />
      Ma anche questo momento, non è quello culminate.<br />
      Infatti il momento culminante è dato solo dalla religione cristiana che presenta Dio come trinità: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo.<br />
      Nemmeno la religione è un momento conclusivo, perché oggettivo. L&#8217;assolto è colto nella sua pienezza come natura concettuale (concetto).<br />
      Il concetto è visto come complemento, coglie l&#8217;assoluto nella sua essenza. L&#8217;assoluto si può cogliere solo nella filosofia (panlogismo).<br />
      Questo momento è il momento finale &#8220;E&#8217; come l&#8217;uccello di Minerva che vola al tramonto&#8221;. C&#8217;è solo da riflettere, di prendere coscienza di ciò che è accaduto. Quindi la filosofia è anche storia.<br />
      Attraverso i vari filosofi che hanno criticato le filosofie precedenti e le hanno superate si è potuto avere uno svolgimento nella storia, nella ricerca della filosofia finale.<br />
      In questo svolgimento, l&#8217;assoluto cerca se stesso, cerca di farsi capire, di realizzarsi. La filosofia quindi risponde al tempo in cui si realizza e coglie quel momento storico in cui si sviluppa.<br />
      Hegel dice che la sua filosofia è la massima filosofia, e come tale non potrà essere mai superata. Questa sua idea rappresenta il limite della filosofia hegeliana, perché la filosofia procede, come procede lo sviluppo dell&#8217;umanità.<br />
      E&#8217;importante che la filosofia abbia un rapporto sociale con la storia e che instauri anche un rapporto con la religione.<br />
      Però, pur considerando la filosofia come momento speculativo (sintesi), ritiene che la religione e la filosofia stiano sullo stesso piano.<br />
      Per lui la filosofia non è superiore alla religione perché entrambe hanno lo stesso soggetto, l&#8217;assoluto.<br />
      Un gruppo di suoi discepoli riterrà questa affermazione corretta (destra hegeliana), mentre un altro gruppo di studenti dirà che la religione e l&#8217;arte, non stanno sullo stesso piano della filosofia perché hanno lo stesso oggetto.</p>
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		<title>Schelling Friedrich: l&#8217;idealismo estetico</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 02:28:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Schelling prese il posto di Fichte ma pur avendo avuto successo inizialmente, con l&#8217;avvento di Hegel le cose cambiarono. Le sue opere principali sono: &#8220;Bruno o del principio naturale e divino delle cose&#8221;, &#8220;Il sistema dell&#8217;idealismo trascendentale&#8221;. Critica Fichte in quanto l&#8217;attività dell&#8217;io descritta da lui è infinita, ma questa infinità è cattiva, perché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Schelling prese il posto di Fichte ma pur avendo avuto successo inizialmente, con l&#8217;avvento di Hegel le cose cambiarono.<br />
Le sue opere principali sono: &#8220;Bruno o del principio naturale e divino delle cose&#8221;, &#8220;Il sistema dell&#8217;idealismo trascendentale&#8221;.<br />
Critica Fichte in quanto l&#8217;attività dell&#8217;io descritta da lui è infinita, ma questa infinità è cattiva, perché non raggiunge mai una fine. D&#8217;altra parte il &#8220;non io&#8221; è troppo limitato e deve essere rivalutato: tutto deve rispondere a Spinosa, tutto è divinizzato. Il principio di Schelling è l&#8217;Assoluto.</p>
<p>ASSOLUTO: unità indifferenziata di natura e spirito<br />
NATURA: spirito incosciente<br />
SPIRITO: consapevolezza</p>
<p>L&#8217;interesse di Schelling fu rivolto alla natura che cerca di prendere coscienza di se stessa. Il suo studio si chiama fisica speculativa. Studia il divenire della natura che va avanti per gradi.<br />
Si va avanti per lo scontro di due grandi forze, quella attrattiva e quella repulsiva. Le tre tappe più importanti sono: gravità (magnetismo), luce (elettricità), vita [chimismo (organica)].<br />
Il momento culminante della vita è il finalismo.</p>
<p>La natura è espressione dell&#8217;assoluto. Le tappe dello spirito sono:</p>
<p>    *      Attività teoretica<br />
    *      Attività pratica<br />
    *      La finalità e la storia</p>
<p>Il suo idealismo è chiamato idealismo estetico.<br />
Il momento finale in cui si raggiunge l&#8217;assoluto è l&#8217;arte. L&#8217;arte è l&#8217;organo della filosofia e rivela l&#8217;assoluto in quanto è spirito che opera come natura.<br />
Hegel sarà d&#8217;accordo con Schelling riguardo all&#8217;assoluto, dando un momento finale, mentre ne criticherà l&#8217;assoluto: &#8220;se sono unità indifferenziate di natura e spirito, come si differenziano?&#8221; Per lui l&#8217;assoluto sarà unità &#8211; distinzione di natura e spirito.</p>
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		<title>Giordano Bruno</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 05:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vita e opere Giordano Bruno (1548-1600), nato a Nola, fu il più grande filosofo del Rinascimento, che, mentre assomma e compendia il lavoro dei predecessori (Talesio, Copernico, Cusano, Lullo, ect., oltre vaste tracce di neoplatonismo, stoicismo, eraclitismo), contiene i motivi principali della filosofia moderna (cfr. Spinoza, Shelling, Hegel, ect.). Entrò assai giovane nell&#8217;Ordine domenicano, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Vita e opere</h2>
<p>Giordano Bruno (1548-1600), nato a Nola, fu <em>il più grande filosofo del Rinascimento</em>, che, mentre assomma e compendia il lavoro dei predecessori (Talesio, Copernico, Cusano, Lullo, ect., oltre vaste tracce di neoplatonismo, stoicismo, eraclitismo), contiene i motivi principali della filosofia moderna (cfr. Spinoza, Shelling, Hegel, ect.).<br />
Entrò assai giovane nell&#8217;Ordine domenicano, ma ne uscì presto per l&#8217;incompatibilità delle sue dottrine.<br />
Andò peregrinando per la Svizzera, la Francia, l&#8217;Inghilterra, la Germania, finchè fu arrestato a Venezia dall&#8217;Inquisizione, e dopo qualche anno di prigione condannato al rogo.<br />
Scrisse <em>De la Causa Principio et uno, l&#8217;infinito Universo e Mondi, Degli eroici furori, De Monade, De immenso, La Cena delle Ceneri</em>, ect.</p>
<h2>Pensiero</h2>
<p>Bruno supera il modesto e cauto naturalismo di Telesio, elaborando un organico e compiuto sistema metafisico.<br />
1. Il centro della sua dottrina è l&#8217;<strong>infinità della natura</strong>, contrapposta alla finalità propugnata da Aristotele e dalla Scolastica.<br />
A questa idea egli giunse sia attraverso i dati che gli venivano offerti dal progresso della scienza, specialmente dal sistema copernicano, che già aveva spostato e allargato lo sguardo dell&#8217;uomo dalla terra al sole (ma il Bruno proede oltre Copernico, col negare la finitàdel mondo e l&#8217;immobilità delle stelle fisse, sia con speculazioni proprie, miranti a dimostrare che all&#8217;infinita Causa (Dio) deve corrispondere un effetto egualmente infinito (gli &#8220;infiniti mondi&#8221;).<br />
Se l&#8217;universo è infinito, cessa per questo fatto dall&#8217;avere un solo centro, ma come centro può esssere considerato ogni suo punto: nè la terra, nè il sole possono essere considerati il centro del mondo.<br />
La speculazione bruniana è tutta pervasa da questo sentimento dell&#8217;infinito, che, dopo la navigazione di Colombo, che aveva osato infrangere le Colonne d&#8217;Ercole, sembra interpretare fedelmente la nuova mentalità del Rinascimento.</p>
<p>2. La dottrina dell&#8217;infinità della natura porta naturalmente Bruno al più rigoroso <strong>panteismo</strong>.<br />
Egli distingue nella natura una <em>materia</em> (<em>Natura Naturata</em>) e una <em>forma o Anima del Mondo o unità o Monade</em> assoluta e perfetta (<em>Natura Naturans</em>): la prima non può stare senza la seconda e viceversa, e non è che l&#8217;apparenza molteplice, mutevole, relativa, imperfetta della seconda (cfr. neoplatonismo).<br />
Tutto nel mondo è teofania, rivelazione di Dio: la Natura naturata ci conduce continuamente a una Natura naturante, che è la realtà in sommo grado; la molteplicità delle cose ad una Unità immobile ed eterna.<br />
In tale Unità tutte le opposizioni coincidono (cfr. Cusano), ed anche quello che noi riteniamo sia male è &#8220;nell&#8217;occhio dell&#8217;eternitade&#8221; bene.<br />
Bruno elimina in tal modo il dualismo aristotelico-scolastico di natura e di Dio, divinizzando la Natura e dichiarandola un complemento necessario di Dio, senza cui Dio stesso non sarebbe.</p>
<p>3. La morale bruniana, che si trova specialmente nell&#8217;opera <em>Degli eroici furori</em>, concorda con questo naturalismo panteistico.<br />
Essa pone, al posto della quieta estasi medievale, l&#8217;eroico furore, cioè l&#8217;esigenza di un continuo autosuperamento dell&#8217;uomo verso il raggiungimento di fini sempre più elevati, per quanto sempre irraggiungibili.<br />
Anche Bruno, come Telesio, adotta il principio della doppia verità.<br />
Egli considera la fede come necessaria &#8220;per l&#8217;instituzione di rozzi popoli che denno esser governati&#8221;, mentre la verità di ragione spetta solo agli uomini che possono intendere e ai quali spetta di governare sè e gli altri: perciò i filosofi mai si sono opposti alla religione, anzi l&#8217;hanno favorita.<br />
Partendo da questo principio, egli si dichiara pronto, davanti all&#8217;Inquisizione, a ritirare le sue idee e ad ammettere i dogmi della Chiesa cattolica, come già a Ginevra quelli del calvinismo.</p>
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