<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Appunti di storia e filosofia &#187; nietzsche</title>
	<atom:link href="http://www.storiafilosofia.it/tag/nietzsche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiafilosofia.it</link>
	<description>Raccolta di riassunti e dispense su storia e filosofia.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Aug 2010 11:26:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Heidegger Martin</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/heidegger/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/heidegger/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[heidegger]]></category>
		<category><![CDATA[husserl]]></category>
		<category><![CDATA[kierkegaard]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[nietzsche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=257</guid>
		<description><![CDATA[Martin Heidegger (1889-1976) è il massimo rappresentante dell&#8217;esistenzialismo europeo. Professore universitario ha legato la sua vita al nazismo. Un giorno, mentre scartabellava nella biblioteca dell&#8217;università, trova delle opere interessantissime di Kierkegaard. E&#8217; infatti a Heidegger che si deve la riscoperta di Kierkegaard e del suo pensiero filosofico. Per Heidegger questa scoperta fu fondamentale perché secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martin Heidegger</strong> (1889-1976) è il massimo rappresentante dell&#8217;<strong>esistenzialismo europeo</strong>. Professore universitario ha legato la sua vita al nazismo.<br />
Un giorno, mentre scartabellava nella biblioteca dell&#8217;università, trova delle opere interessantissime di Kierkegaard. E&#8217; infatti a Heidegger che si deve la riscoperta di Kierkegaard e del suo pensiero filosofico.<br />
Per Heidegger questa scoperta fu fondamentale perché secondo lui, Kierkegaard è riuscito a capire l&#8217;uomo nella sua categoria fondamentale: la <em>possibilità</em>; infatti la vita dell&#8217;uomo è caratterizzata dall&#8217;<em>angoscia</em> (sentirsi abbandonati nel mondo). Questo aspetto sarà la caratteristica fondamentale dell&#8217;esistenzialismo.<br />
Questa corrente si basa sull&#8217;analisi dell&#8217;esistenza umana. Quindi l&#8217;esistenzialismo è quella corrente che ha come oggetto l&#8217;esistenza, sullo studio di questa, incidono il pensiero di Husserl, Kierkegaard, Nietzsche (per l&#8217;interpretazione della vita come irrazionalità), +Pascal (che parla dell&#8217;uomo visto come canna al vento), ma anche scrittori come Dostoieski e Kafka.<br />
I caratteri principali dell&#8217;estetismo sono: interpretare l&#8217;esistenza umana come &#8220;abbandonata nel mondo&#8221; e vedere la ragione ùnell&#8217;interpretazione &#8220;apofantica&#8221; di Husserl.<br />
Questo movimento si sviluppa nel periodo compreso tra le due guerre; in Italia come rappresentanti avremo Abbagnano ed Enzo Paci.<br />
Le opere fondamentali per Heidegger sono &#8220;Essere e tempo&#8221; e &#8220;Cos&#8217;è la metafisica&#8221;.</p>
<p><strong>Prima fase del suo pensiero</strong><br />
Egli affermava che l&#8217;&#8221;Essere&#8221; per ciascuno di noi è sempre un &#8220;Esserci&#8221; = Dasein (non esistere il mio essere ma un essere nel mondo).<br />
Noi possiamo essere in due modi nel mondo:<br />
Con <strong>angoscia</strong> &#8220;vita autentica&#8221; essere abbandonati nel mondo, non avere alcuna certezza, vita abbandonata nell&#8217;indeterminato.<br />
Con <strong>cura</strong> &#8220;vita inautentica&#8221; ci prendiamo &#8220;cura&#8221; di qualsiasi cura per non pensare all&#8217;angoscia; ci creiamo tanti pensieri.<br />
Però questa è una vita inautentica perché non ci riporta al nostro vero essere. Caratteristica di questa <strong>vita inautentica</strong> è la &#8220;<em>chiacchiereta</em>&#8221; = vuoto (parlare a vuoto, parlare di niente, di cose vuote).<br />
La <strong>vita autentica</strong> invece ci dovrebbe fare capire la nostra vera condizione, che è quella di esseri abbandonati nel mondo. L&#8217;angoscia è modalità di presenza nel nulla, comporta il delineare la nostra esistenza che è &#8220;<strong>vivere per la morte</strong>&#8220;: la morte è l&#8217;unica nostra vera certezza; &#8220;Noi camminiamo, ma dove conducono i nostri passi? Da nessuna parte, solo verso la morte&#8221;.<br />
Se ci divertiamo, se lavoriamo, se facciamo qualsiasi cosa, allora stiamo conducendo una vita non autentica perché ci discosta dal nostra +vero essere che è la morte.<br />
Però, si può passare tutta la vita pensando solo alla morte, senza far nulla per non condurre una vita inautentica? E&#8217; impossibile vivere così e ognuno quindi si dà da fare.<br />
Allora Heidegger afferma: &#8220;La morte è lo scacco del nostro esistere&#8221;. Se io tutta la vita conduco un&#8217;esistenza inautentica, qual è allora il mio momento autentico? Solo la Morte. Ma io non ci sono più nel momento della morte, ma in effetti è il momento della morte, ma in effetti è il momento in cui io ci sono veramente.<br />
&#8220;Quindi io sono nel momento in cui non sono&#8221; che cosa sono allora io? Nella mia solitudine esistenziale il vero essere è la morte.</p>
<p><strong>Seconda fase del suo pensiero</strong><br />
Ma per scoprire l&#8217;essere di ognuno di noi, in questa seconda fase, lui delinea una via alternativa. Durante questo periodo Heidegger scopre Holderlin e la poesia (linguaggio dell&#8217;essere e l&#8217;uomo è il custode della casa dell&#8217;essere. Quindi la poesia è l&#8217;espressione del nostro essere. (Ogni manifestazione dell&#8217;uomo è poesia). L&#8217;uomo con la poesia esprime la sua esistenza. Ognuno di noi si deve sentire custode di se stesso, della sua poesia. L&#8217;uomo deve cercare di valorizzare la sua propria vita : il valore della sua vita è fare poesia (linguaggio come poesia).<br />
Il nostro valore è la ricerca dell&#8217;essere come linguaggio poetico. &#8220;La poesia è il linguaggio dell&#8217;essere l&#8217;uomo è il custode della casa dell&#8217;essere&#8221;. Tutti noi possiamo fare poesia perché è espressione del nostro essere. L&#8217;uomo deve cercare di valorizzare la propria vita. Il valore dell&#8217;uomo è il linguaggio ed egli se ne deve fare custode.<br />
La tecnica via via uccide l&#8217;uomo che diviene oggetto della tecnica. Il tempo per Heidegger è l&#8217;orizzonte dell&#8217;essere (è una linea non definitiva).<br />
Nei momenti conclusivi del suo pensiero fece degli attacchi a ciò che succedeva intorno a lui. Fu sconvolto dalla scienza e dalla tecnica (in questo periodo si crea la bomba atomica). Lui fa delle riflessioni sui prodotti che si stavano realizzando in senso critico: ha paura del valore che sta assumendo la tecnica la quale si è ormai inserita in tutti i campi della vita.<br />
La tecnica per Heidegger uccide l&#8217;uomo perché sposta lo sguardo dal problema esistenziale dell&#8217;uomo alla scienza. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/heidegger/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Husserl Edmund e il soggettivismo husserliano</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/husserl/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/husserl/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 16:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cartesio]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[hegel]]></category>
		<category><![CDATA[husserl]]></category>
		<category><![CDATA[kant]]></category>
		<category><![CDATA[nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[unni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=255</guid>
		<description><![CDATA[Edmund Husserl nasce in Moravia e precisamente a Friburgo nel 1859 (morirà nel 1938). I suoi interessi iniziali sono matematici, comincia i suoi studi con Frege, uno dei più grandi matematici del &#8217;900. Nel 1891 pubblicò anche un compendio matematico: &#8220;Filosofia dell&#8217;aritmetica&#8221;. Dallo studio dell&#8217;analisi matematica Husserl elabora la sua analisi della realtà che chiama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Edmund Husserl nasce in Moravia e precisamente a Friburgo nel 1859 (morirà nel 1938). I suoi interessi iniziali sono matematici, comincia i suoi studi con Frege, uno dei più grandi matematici del &#8217;900. Nel 1891 pubblicò anche un compendio matematico: &#8220;Filosofia dell&#8217;aritmetica&#8221;.<br />
Dallo studio dell&#8217;analisi matematica Husserl elabora la sua analisi della realtà che chiama Fenomenologia.<br />
Mentre per Hegel il termine fenomenologia aveva significato tracciare il cammino della coscienza, per Husserl e Brentano significherà proprio lo studio della coscienza. Quindi punto chiave della filosofia di Husserl sarà la coscienza.<br />
Per lo spiritualismo la coscienza era una sostanza, un ente ma Husserl si vorrà differenziare anche in questo prendendo le distanze da Cartesio.<br />
Husserl dice che la coscienza non è un essenza, un ente, ma è attività (erlebniz = fluire incessante; un continuo avere coscienza).<br />
La coscienza però è pure intenzionalità (dal termine della scolastica &#8220;intentio&#8221; che significa dirigersi verso; avere coscienza di). Noi parliamo di coscienza solo perché abbiamo coscienza di qualche cosa. Ma di che cosa? Husserl dice che la coscienza è sempre coscienza di <strong>noesis</strong> e <strong>noema</strong> [noesis = soggetto che conosce (il sogg. ricorda); noema = oggetto conosciuto (noema è il ricordato)]. Da ciò deriva che la coscienza è sempre una coscienza soggettiva (protagonista sarà sempre il soggetto).</p>
<p>Per Husserl la filosofia è:<br />
*      TEORETICA<br />
*      EDETICA<br />
*      NON OGGETTIVA</p>
<p><strong>Teoretica</strong> in quanto è una filosofia di riflessione, di contemplazione perché riguarda sempre il soggetto conoscente.<br />
<strong>Edetica</strong> poiché la filosofia si occupa delle essenze. La filosofia non ha un rapporto con la realtà come essa è, ma come alla coscienza appare. Ogni coscienza ha una percezione <em>Analogica</em> = non è la realtà vera e propria che vede (quella oggettiva), ma è la propria realtà (quella soggettiva).<br />
In questo modo la coscienza si organizza le cosi dette Analogie regionali = delimitare la conoscenza a ciò che ci pare, noi ci facciamo degli schemi (appare qui una ripresa di Liebniz).<br />
Husserl, nei rapporti con le altre persone, dice che si può avere solo <strong>Empatia</strong> cioè delle corrispondenze: noi giudichiamo l&#8217;altro con la nostra coscienza, attraverso ciò che corrisponde in noi, cioè attraverso ciò che io nell&#8217;altro voglio vedere.<br />
<strong>Non oggettiva</strong>, in quanto la filosofia sarà sempre più soggettiva. Per questo lui scrive &#8220;Le crisi delle coscienze europee&#8221; in cui lui vuole vedere la crisi delle scienze. Husserl prende le masse da Spengler con il suo libro &#8220;Il tramonto dell&#8217;occidente&#8221; e da Nietzsche che già aveva parlato di crisi delle coscienze e delle certezze.</p>
<p>Il &#8217;900, in effetti, presenta una crisi un po&#8217; generale, si ci ritrova in un mondo in decadenza, di tenebre, dove i valori tradizionali perdono tutta la loro importanza.<br />
&#8220;Il sonno della ragione genera mostri&#8221; aveva detto Gramsci. E&#8217; quindi il periodo della crisi della coscienza della scienza. Per Husserl questa crisi è dovuta al fatto che si è dato troppo valore alla Natura. Le varie scienze non hanno avuto altro oggetto che la natura. Ma l&#8217;oggetto della ricerca di ognuno di noi deve essere la coscienza.<br />
Non esiste una realtà oggettiva per tutti, ma la natura è solo ciò che noi vogliamo vedere in essa.<br />
Quindi la scienza si deve occupare solo della coscienza perché tutta la realtà è in essa.<br />
Il suo riferimento è quindi l&#8217;ascultazione interiore. Quello che lui sta smantellando è la rappresentazione reale. Potremmo parlare quindi pure di soggettivismo Husserliano.<br />
La filosofia di Husserl si presenta come <strong>Apofantica</strong>: la coscienza è solo la manifestazione dell&#8217;essere. Solo la coscienza può rivelare l&#8217;essere: essere è solo ciò che è per la coscienza: ognuno quindi ha una sua interpretazione della realtà.<br />
Riguardo al momento della maturità, Husserl riprenderà il termine Epochè, ma mentre inizialmente questo termine indicava una totale sospensione dei giudizi, lui lo interpreterà come il mettere tra parentesi: per Husserl quindi il mondo della natura sarà tra parentesi (cioè sarà messo in secondo piano, come qualcosa di meno importante).<br />
Husserl fa riferimento anche a Kant; per Kant il soggetto conosceva a priori e la conoscenza era sintesi a priori. Husserl invece per la sua concezione di conoscenza userà il termine trascendentale.<br />
Per lui base e condizione per fare conoscenza non è basarsi sulla realtà. Infatti la sua filosofia non si basa sulla realtà oggettiva ma sulla realtà soggettiva di ogni singola coscienza: siamo noi a dare le leggi alla realtà.<br />
L&#8217;esistenzialismo prenderà spunto da Husserl ma vedrà la coscienza soprattutto come angoscia. Husserl non farà parte di nessun gruppo, la sua filosofia rimarrà isolata, chiusa.<br />
Edet Starlen, israelita, una sua alunna, dallo studio della coscienza arriverà a San Tommaso e quindi alla religione cattolica, diventando pure suora carmelitana.<br />
Lo stesso faranno altri suoi alunni: faranno un salto arrivando alla religione cattolica. Ad Husserl però non interessa la religione. La coscienza è solo il nostro essere presente nella realtà. Quindi Husserl ha dato della coscienza un&#8217;interpretazione personale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/husserl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Friedrich Nietzsche e il superuomo</title>
		<link>http://www.storiafilosofia.it/nietzsche-e-il-superuomo/</link>
		<comments>http://www.storiafilosofia.it/nietzsche-e-il-superuomo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 14:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[moderna]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[hegel]]></category>
		<category><![CDATA[kierkegaard]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[schopenhauer]]></category>
		<category><![CDATA[socrate]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiafilosofia.it/aa_wp/?p=241</guid>
		<description><![CDATA[La fine dell&#8217;800 segna il consolidamento del positivismo. Ma accanto a questa sicurezza si sviluppa una mentalità culturale critica nei riguardi della scienza. Una mentalità che esalta la coscienza, che avverte l&#8217;analisi psicologica. Il progresso scientifico non ha portato felicità. L&#8217;uomo cerca dentro sé l&#8217;equilibrio. E&#8217; il periodo del decadentismo (in Francia). Si avverte che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fine dell&#8217;800 segna il consolidamento del positivismo. Ma accanto a questa sicurezza si sviluppa una mentalità culturale critica nei riguardi della scienza. Una mentalità che esalta la coscienza, che avverte l&#8217;analisi psicologica. Il progresso scientifico non ha portato felicità. L&#8217;uomo cerca dentro sé l&#8217;equilibrio. E&#8217; il periodo del decadentismo (in Francia). Si avverte che mancano le certezze. Chi si occupa di questa problematica è Nietzsche che con la sua filosofia intende cambiare tutto quello in cui si è precedentemente creduto.<br />
&#8220;Io non sono un uomo, sono una dinamite; dopo di me si contraddirà come mai si è contraddetto; io ho la coscienza di essere la coscienza della crisi europea&#8221;. &#8220;Il positivismo è stupido&#8221;.<br />
Dal 900 in poi tutta la filosofia sarà interessata dalla ricerca di nuovi valori.<br />
Nietzsche nasce nel 1884 presso Rocken. Studia filosofia ed insegna in Svizzera. La prima opera, forse la più organica, è &#8220;La nascita della tragedia&#8221;. Fu un cultore dei classici greci. Tutte le sue altre opere sono scritte per aforismi ne consegue che per comprenderne bene il significato è necessario un lavoro di interpretazione (Ermeneutica).<br />
Scrisse pure: &#8220;Considerazioni inattuali&#8221;, &#8220;Umano troppo umano&#8221;, &#8220;La gaia scienza&#8221;, &#8220;La genealogia della morale&#8221;, &#8220;Così parlò Zaratustra&#8221; (dedicata ad un riformatore dei costumi), &#8220;La volontà di potenza&#8221;. Queste opere non furono pubblicate da lui, ma dalla sorella che modificò qualcosa.<br />
Soffrì di disturbi nervosi: vagò molto per l&#8217;Europa ma si stabilì in Italia e più esattamente in Liguria. Visse aiutato da Paul Ree col quale conobbe un&#8217;esule russa, (Salonè) studiosa di Freud. Tutti e tre vissero insieme e in questo periodo scrisse &#8220;Al di là del bene e del male&#8221; che introduceva ad una nuova etica. Successivamente Lou Salonè e Paul Ree scapparono, lasciando Nietzsche in preda a fortissimi disturbi mentali. Venne ricoverato a Torino ove morì nel 1900. Egli rappresenta uno spartiacque tra la filosofia antica e quella seguente.<br />
Seguendo il pensiero di Schopenhauer, affermò che la vita è irrazionale. Adesso si può o come diceva Schopenhauer, fuggire, o come dice appunto Nietzsche gli si può sorridere.<br />
Il suo pensiero venne influenzato pure dalla musica di Wagner, che forte e vibrante esaltava in lui sentimenti.<br />
Quando Wagner affronta il suo secondo momento, Nietzsche preferisce abbandonarlo. Da questo momento in poi Nietzsche si dedicherà alla &#8220;Carmen di Bizet&#8221;. Il suo pensiero può essere suddiviso in tre fasi:</p>
<p>1.      La nascita della tragedia &#8211; nella quale la presenza dei cori era di fondamentale importanza.<br />
2.      La morte di Dio, il nichilismo &#8211; la morte della metafisica non significa il nulla.<br />
3.      Invenzione di nuovi valori per controbattere il nichilismo &#8211; essi sono:<br />
*            L&#8217;eterno ritorno. Fu critico nei confronti della storia, ma la salvò.<br />
*            Il superuomo o oltreuomo.<br />
*            La volontà di potenza.</p>
<p>Non è possibile definire Nietzsche il filosofo del nazismo. Egli ha avuto parole dure: &#8220;Lo Stato è un mostro che puzza: guardatevi da questo mostro&#8221;. Egli è il filosofo dell&#8217;individualismo. E&#8217; critico contro tutti anche nei confronti del cristianesimo (ma non con Cristo che era considerato il superuomo).</p>
<h2>La prima fase</h2>
<p>Egli si interessava molto ai classici Greci, notò che la tragedia greca è nata dal coro. Esso può essere l&#8217;unico protagonista: se noi pensiamo alle Baccanti, queste si basano sul coro. Il coro è stato quindi l&#8217;inizio della tragedia: rappresenta la musica, il coinvolgimento nella necessità dell&#8217;azione tragica.<br />
Nella tragedia Socrate individua due spiriti:</p>
<p>*      il primo: Apollino o Apollo, figlio di Zeus con il tempio a Delo. Apollo significava colui che porta luce. Era abbinato all&#8217;immagine dell&#8217;equilibrio e dell&#8217;armonia. Il vero significato della vita si può cogliere nell&#8217;arte.<br />
*      Il secondo: è lo spirito Dionisiaco; Dionisio era il Dio del vino, questo sta ad indicare l&#8217;ebbrezza, la passione, l&#8217;istinto</p>
<p>La tragedia greca è nata dall&#8217;unione dei due spiriti; Dionisio, rappresenta il si alla vita, con tutte le conseguenze. E&#8217; il senso di non essere presenti della trasgressione.<br />
Euripide per Nietzsche ha tradito la tragedia perché troppo razionale. Egli ha voluto fare una tragedia per la massa, con il linguaggio della massa. Egli aveva presente due spettatori: Euripide stesso e l&#8217;altro che con la sua razionalità ha condannato a morte la vitalità: Socrate. Anch&#8217;egli è traditore perché ha allontanato il pensiero dell&#8217;uomo dall&#8217;aggancio alla vita per buttarlo tutto nelle braccia della ragione e da questo momento per l&#8217;umanità è finita, comincia il distacco dalla vita.<br />
L&#8217;amicizia con Wagner finisce quando questo, gli manda la sua opera: il Parsifal. Parsifal era un folle, che grazie al cristianesimo si riporta alla realtà. Wagner gli sembra un traditore poiché con il Parsifal aveva tradito il disprezzo comune nei confronti del cristianesimo visto come negazione della vita. I cristiani infatti hanno risentimento verso chi si gode la vita e tra l&#8217;altro hanno pure una morale da schiavi, da gregge.</p>
<h2>La seconda fase</h2>
<p>La seconda fase si apre con &#8220;La gaia scienza&#8221;. L&#8217;impianto è identico a quello di &#8220;Così parlo Zaratustra&#8221;. E&#8217; ambientato nella piazza del mercato: un uomo arriva e dice che Dio è morto e che l&#8217;avevamo ucciso noi.<br />
Zaratustra invece, giunto al tramonto, scende nella piazza, nella massa. La morte di Dio rappresenta la fine dei valori tradizionali, delle certezze. L&#8217;abbiamo ucciso noi, perché è finito quel periodo. E&#8217; anche la fine dell&#8217;etica.<br />
I nostri valori, se prima erano della rinuncia, adesso devono essere vitalità. Ciascuno di noi deve dire di si alla vita, deve seguire il vitalismo. Se Dio è morto siamo di fronte al nichilismo, al nulla; dobbiamo inventarci nuovi valori. Nel momento della morte di Dio si è vista la coscienza infelice di Hegel. In questo momento di lacerazione, Nietzsche, cancella quello che c&#8217;è stato prima, ma salva la storia:</p>
<p>*      archeologia &#8211; l&#8217;uomo trova qualcosa da venerare;<br />
*      monumentale &#8211; dimostra la grandezza dell&#8217;uomo;<br />
*      critica &#8211; perché l&#8217;uomo soffre e ha bisogno di liberazione.</p>
<p>Rompe quindi con la storia tradizionale. La liberazione dell&#8217;uomo è dunque uno degli obiettivi di Nietzsche.<br />
Spesso sembra che Nietzsche abbia scritto per allucinazioni. La sua filosofia è la &#8220;Trasmutazione&#8221; dei valori.<br />
Il verbo volontarismo, unisce Schopenhauer (volontà), Kierkegaard (possibilità) e Nietzsche (amor fati e nichelismo passivo e attivo).</p>
<h2>La terza fase</h2>
<p>E&#8217; la fase in cui è più evidente il conflitto tra morale da schiavi e aristocratica. Quella aristocratica corrisponde al vitalismo (dire si alla vita), quella da schiavi e quella cristiana (di costante rinuncia).<br />
Questo si vede nell&#8217;opera &#8220;Così parlò Zaratustra&#8221;. &#8220;Vi scongiuro fratelli, non mettete la testa nella sabbia, innalzatela! Non siate come cammelli (che sopportano), ma leoni, leoni che ridono (aristocratici e superiori rispetto alle piccolezze della vita). L&#8217;uomo è una corda tesa sull&#8217;abisso tra la scimmia e il superuomo, ossia tra materialità, piccolezza e l&#8217;oltre-uomo, ossia la tensione all&#8217;infinito, che può diventare quello che guida&#8221;. Si diventa così esprimendo ciascuno di noi la volontà di potenza, ossia ciascuno di noi cerca di fare di se stesso il massimo, fare coincidere volontà e potenza.<br />
L&#8217;unico imperativo è io voglio non più (tu devi) ma in particolare &#8220;Divieni ciò che sei esprimi al massimo la tua natura&#8221;<br />
La nostra caratteristica è l&#8217;amor fati: significa essere inseriti nella legge dell&#8217;eterno ritorno, l&#8217;unica legge cosmologica: &#8220;Tutto ciò che è avvenuto avverrà, tutto ritorna&#8221;.<br />
Quando Zaratustra, col nano sulle spalle che indica la pesantezza della quotidianità, si ferma sulla porta con su scritto &#8220;attimo&#8221;, con l&#8217;eternità dietro e davanti, nota l&#8217;aquila che vola e il serpente che striscia piedi, entrambi in senso circolare, che rappresentano la metafora dell&#8217;eterno ritorno.<br />
In Nietzsche non c&#8217;è nulla di storico. E&#8217; un eroe per la realizzazione della vita.<br />
&#8220;Le virtù non sono quelle che vi hanno insegnato (sopportazione, tolleranza). La vera virtù è il contrasto, l&#8217;affrontar&#8221;. Ognuno di noi deve esaltare se stesso &#8220;guardatevi da coloro che vogliono insegnarvi la virtù, il rispetto sociale e delle leggi.<br />
Lo Stato è la più grande menzogna. Alla fine quindi non si salva proprio niente. Ciascuno deve realizzare la propria volontà di potenza, deve tendere ad essere il super-uomo.<br />
Zaratustra scese in piazza perché era giunto al tramonto, era pieno, e doveva dare agli altri. Nietzsche rappresenta la fine dell&#8217;etica tradizionale dei valori.</p>
<h2>Approfondimento: Ricchard Wagner</h2>
<p>La sua produzione si colloca nella prima metà dell&#8217;800. Egli compose solo musica per il teatro. L&#8217;opera d&#8217;arte doveva essere poesia, musica e teatro come nelle tragedie greche. Lamentava l&#8217;invasione dell&#8217;opera italiana. L&#8217;opera italiana era caratterizzata da una struttura a pezzi chiusi, si dà spazio alla melodia e al virtuosismo vocale, ma non si dà spazio alla poesia. Gli argomenti sono variazioni sul tema dell&#8217;amore contrastato.<br />
Wagner oppone a questo, un melodramma basato sulla melodia infinita, in modo da rendere impossibile qualsiasi singola estrapolazione.<br />
Per realizzare questa melodia infinita, egli usa il cromatismo, ovvero il cambiamento continuo di tonalità.<br />
Si ha una concezione della musica che tende all&#8217;infinito, senza un accordo risolutivo.<br />
La musica per Schopenhauer è il culmine delle arti. Essa si può considerare come l&#8217;oggettivazione della realtà: ascoltando i suoni si è trascinati in un&#8217;avventura di cui si conosce l&#8217;inizio ma non la fine.</p>
<p><strong>Tristano e Isotta</strong><br />
Isotta, regina d&#8217;Irlanda, è catturata da Tristano per condurla dal re di Cornovaglia. Per errore di filtro, Isotta si innamora di Tristano e, nonostante fosse sposa del re Marche, continua la relazione con lui. Tristano viene ucciso dal re che, venuto a sapere del filtro, concede il perdono ad Isotta e muore di una morte mistica.</p>
<p><strong>Rapporto Wagner &#8211; Nietzsche</strong><br />
Nietzsche rimase folgorato dall&#8217;idea di Wagner. Nella cerchia di Wagner erano contenti della presenza di Nietzsche.<br />
La concezione della musica come unione di poesia, musica e teatro, si sposava con la concezione di Nietzsche.<br />
La musica di Wagner è fortemente descrittiva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiafilosofia.it/nietzsche-e-il-superuomo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

