La popolazione vichinga e i Normanni

Il nome di Normanni (Uomini del Nord), venne nome dato, in età carolingia (IX sec.), alle bande di pirati provenienti dalla coste della Scandinavia prima conosciuti con il nome di Vichinghi (forse guerrieri). Gli abitanti della regione scandinava, sicuramente progrediti dal punto di vista tecnico, conservarono all’inizio della loro espansione, gli usi e costumi barbarici. I normanni si sparsero in cerca di terre da colonizzare o anche di acque più pescose, successivamente si diffusero come mercanti (di pelli, di armi, anche di schiavi) e come soldati mercenari; in ogni modo, non si lasciarono mai sfuggire l’occasione di compiere operazioni piratesche, di saccheggio, e talora d’insediamento territoriale. Le prime notizie storiche riguardanti questo popolo risalgono al III secolo, quando i vichinghi iniziarono ad avere contatti regolari con l’impero romano d’Oriente. Per secoli Bisanzio divenne una meta obbligata dei loro viaggi commerciali.
Percorrendo l’Atlantico, i guerrieri e navigatori norvegesi sbarcarono nella Terra di ghiaccio (874) l’Islanda, e ne promossero l’insediamento civile, in contrasto col regno del norvegese Aroldo I Hà¥rfager, costituendo uno stato autonomo. Pare che col tempo confluirono in Islanda 20.000 emigrati, tra i quali molti schiavi irlandesi.
In Francia, i Normanni cominciarono a operare su larga scala già nella prima metà del IX sec. I normanni si lanciarono all’attacco di Parigi (885). Per arrestare la loro espansione in Francia, i re iniziarono la concessione di terre in feudo, così Carlo III il Semplice diede a Rollone, la Frisia tra l’Epte e il mare (911). Col titolo di Duca, e convertitosi al cristianesimo (Roberto) allargò poi i suoi domini fino alla Bretagna, gettando le basi del futuro ducato di Normandia. Nel paese affluirono numerosi coloni provenienti dalla Scandinavia, che contribuirono a dargli una forte caratterizzazione etnica. I discendenti dei Vichinghi, ormai francofoni e cristiani, organizzati in un sistema feudale conservarono il loro tradizionale spirito di avventura. Avversati da lonte interne, spesso appoggiate dai re di Francia, i figli cadetti ed altri avventurosi, tentarono fortuna altrove.
L’Irlanda fu attaccata nel 795, e rapidamente conquistata divenne la base dei traffici tra la Scandinavia e l’Inghilterra. La povera Irlanda dovette sopportare razzie, esecuzioni sommarie e vera e propria schiavitù per oltre duecento anni, durante i quali si alternarono 12 re. Per il suo possesso fu contesa ai Norvegesi, dai Danesi e dai principi locali, e fu uno di questi, il leggendario Brian Boru di Munster, che, li sconfisse sul campo di battaglia di Clontarf (1014), riducendoli al possesso dei soli porti più importanti, dove la loro attività si limitò alla pesca e al commercio. Ma l’Irlanda, dilaniata dalle lotte fra clan e priva di un forte potere centrale, cadde in mano normanna nella seconda metà del XII secolo.
Swein, il re danese che dal 1013 sedeva anche sul trono d’Inghilterra, era inoltre nominalmente signore della Norvegia, nazione unita alla corona danese da suo padre Aroldo II Dente Azzurro (che fu deposto da Swein nel 988). Un impero scandinavo che tuttavia Swein non riuscì neppure provare a governare perchè morì nel febbraio del 1014. Gli succedete il figlio Aroldo, ma in Inghilterra l’esercito acclamò come proprio re il figlio minore di Aroldo, Canuto (Cnut). Attaccato dal re sassone esiliato Etelredo, che era rientrato in patria, Canuto si ritirò rapidamente in Danimarca ma riapparve subito con forze maggiori per muovere verso Londra. A riceverlo non trovò più Etelredo, morto in quei mesi, ma suo figlio Edmondo Fianco di Ferro, proclamato re. Canuto lo sconfisse definitivamente nel 1016 ad Ashingdon lasciandogli solo il Wessex, e quando poco dopo Edmondo morì il danese divenne re di tutta l’Inghilterra. Nasceva così l’Impero marittimo del Nord costituito da Inghilterra, Danimarca e Norvegia. Tra il 1020 e il 1030 Canuto fu sempre più largamente coinvolto in problemi danesi e per assicurare il funzionamento del governo inglese divise il regno in quattro parti, assegnate ad altrettanti conti: Northumbia, Anglia orientale, Mercia e Wessex. Alla sua morte l’impero (1035) da lui costruito fu diviso tra i figli Swein (Norvegia), Aroldo (Inghilterra), Harthacnut (Danimarca). La figlia Gunhild sposò il futuro imperatore Enrico III.
L’Inghilterra fu conquistata di nuovo da un principe normanno proveniente dalla Francia. La vittoriosa battaglia di Hastings (1066) celebrata dai celebri arazzi di Bayeux, diede a Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, il possesso del regno d’Inghilterra.
Nei primi decenni del secolo XI i Vichinghi si spinsero sino all’Italia meridionale. Al momento dell’arrivo dei Vichinghi, il meridiona d’Italia era diviso in una serie di piccoli stati tra i quali erano particolarmente importanti le repubbliche marinare di Amalfi, Gaeta e Napoli, mentre la Sicilia era ancora controllata dagli arabi. La data della prima comparsa in Italia dei Vichinghi è, secondo la tradizione, indicata nel 1006, ma è probabile che essa sia precedente di qualche anno. Iniziati i primi insediamenti stabili nella zona di Anversa, nel 1042, gli appartenenti della famiglia di origine francese degli Altavilla occuparono Melfi e vi fondarono una contea. Successivamente gli Altavilla, scacciandovi i Bizantini, occuparono la Puglia e la Calabria. Nel 1059 il Papato venne costretto ad addivenire ad un accordo secondo il quale i Vichinghi si trasformavano in protettori del Papa, ricevendone in cambio l’assenzo per una politica espansionistica. Nel 1090 Ruggero di Sicilia d’impadronisce di Malta. Nel 1111 morte di Ruggero I e reggenza di Adelaide Del Vasto. Nel 1112 inizio del governo personale di Ruggero II. Nel 1112 il duca Guglielmo di Puglia lascia a Ruggero II Calabria e Sicilia. Nel 1124 Ruggero II penetra in Basilicata. Nel 1127 morte senza eredi del duca Guglielmo di Puglia, lasciata a Ruggero II. Nel 1146 conquista di tripoli. Nel 1148 conquista della Media. Nel 1155 morte di Ruggero II e nascita di Cistanza d’Altavilla.
Oggi sappiamo che i vichinghi raggiunsero le coste dell’America circa mezzo millennio prima di Cristoforo Colombo. Ma la maggior parte degli studiosi ritiene che questa non fu niente più che una breve visita da parte dei navigatori nordici, che al seguito di Erik il Rosso si erano stabiliti in Groenlandia, la terra verde. Fu il figlio di Erik, Leif Erikson, a giungere sulle coste dell’America. Il clima del nuovo continente si rivelò ottimo per la crescita delle viti, da cui il nome di Vinland. I ricercatori ritengono, tuttavia, che la pressione delle popolazioni indigene spinse i vichinghi a rinunciare a queste terre ancora più verdi e boschive e tornare presto in Groenlandia. Oggi Thor Heyerdahl, l’antropologo norvegese famoso per la spedizione del Kon Tiki, e Per Lilliestrom, un esperto di carte geografiche raccontano un’altra storia.
Secondo le loro ricerche, Leif Erikson e i suoi compagni si spinsero fino a quella che è oggi l’area di New York e lì si stabilirono. Heyerdahl ritiene che i coloni si stabilirono nelle nuove terre, vivendo in modo primitivo e sposando le donne indiane. Questi vichinghi si sarebbero dispersi nella popolazione indiana, lasciando come unica testimonianza tratti somatici inconfondibili, come occhi blu e carnagione chiara. Lilliestrom osserva che la popolazione sarebbe ulteriormente aumentata intorno al 1110, quando circa diecimila norvegesi che tornavano dal medio oriente, attraversando lo stretto di Gibilterra, avrebbero deviato dalla propria rotta e si sarebbero spinti a ovest, raggiungendo Vinland e i suoi abitanti. Malgrado le prove accumulate a sostegno della loro ipotesi, il libro, non ancora pubblicato, ha già sollevato aspre critiche nel mondo accademico.

CD,ACTA- mille anni di storia (medioevo) / Libro, European book Milano- Atlantica Junior n.7 / Internet- Vichinghi residenti in America /Internet- www.sturpormundi.it / Internet- www.storiaonline.org

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